Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Delle 4.150 assunzioni previste dalle imprese di Monza e Brianza nel mese di novembre la maggior parte rigurdano i giovani. Ecco quali sono i profili più richiesti
Nuovi posti di lavoro in Brianza
Nuove prospettive di lavoro in Brianza, soprattutto per i giovani under 30. E’ il dato che emerge dall’elaborazione del Servizio Studi, statistica e programmazione della Camera di Commercio su dati Unioncamere – ANPAL.
Il 43% delle nuove assunzioni è per i giovani
Per quanto rigurda il territorio brianzolo le maggiori opportunità sono quelle dedicate ai ragazzi sotto i 30 anni. Tra le professioni in cui i giovani sono più ricercati ci sono gli operatori della cura estetica (il 74% delle assunzioni nel settore riguarda under 30), i commessi e il personale qualificato in negozi e nella grande distribuzione (rispettivamente 68% e 66%). Segnono cuochi, camerieri e tutte le professioni legate al settore della ricettività (62%).
Spazio al turismo
Non dimentichiamo il turismo dove la quota di giovani richiesti è pari al 59%, seguono il commercio (53%) e i servizi alle persone (43%). Sulla preparazione scolastica, il 51% delle richieste di diplomati è rivolta ragazzi sotoo i 30 anni, per la laurea la quota scende al 43%
Il premio alle scuole di Monza
E proprio oggi in Camera di Commercio quattro Istituti scolastici brianzoli hanno ricevuto il Premio “Storie di Alternanza” –LEGGI QUI PER APPROFONDIRE LA NOTIZIA
In Lombardia oltre 66mila assunzioni
A livello regionale sono circa 66mila le nuove assunzioni previste nel mese di novembre in Lombardia, vale a dire il 22,2% del totale nazionale. Al primo posto, in valori assoluti, c’è Milano con 31.510 entrate previste, seguita da Brescia (7.190) e Bergamo (6.090). A Lodi la quota di assunzioni previste di giovani fino a 29 anni è la più alta, pari al 48% del totale, seguono Brescia (46%), Como (45%) e Bergamo, Sondrio e Varese (tutte al 44%).
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Dario Violi candidato alla presidenza di Regione Lombardia contro Maroni e Gori.
La conferma
Con 793 preferenze Dario Violi ha vinto le “regionarie” e sarà il candidato del M5S alla presidenza della Regione Lombardia. Il consigliere del Movimento 5 Stelle sfiderà il governatore uscente Roberto Maroni e il leader del centrosinistra Giorgio Gori. Punta sulla diversità della proposta politica.
Chi è
Violi, 32 anni, bergamasco di Costa Volpino, laureato in Scienze politiche, si è avvicinato alla politica giovanissimo mentre nel 2011 è entrato nel M5S di Bergamo ed è stato candidato del movimento alle elezioni regionali del 2013. Al Pirellone si è particolarmente distinto per l’impegno sul fronte dei temi economici e del lavoro, in particolare l’impegno sul fronte della sanità e della montagna.
I risultati delle “regionarie”
Violi ha preceduto per soli 7 voti il parlamentare Massimo Felice De Rosa (786 preferenze). Più staccati quindi gli altri concorrenti grillini: Ferdinando Alberti (573 voti, bresciano), Eugenio Casalino (489 voti, consigliere uscente e componente della Presidenza del Consiglio regionale), Monica Forte (447 voti), Roberto Cenci (266 voti), Cinzia Massafra (259 voti), Bruno Giulio Andrea Misculin (185 voti), Mary Fogli (153 voti), Mario Colomo (136 voti), Marcello Mosesso (107 voti) e Cesare Del Frate (92 voti). Alle “regionarie”, svoltesi giovedì scorso ai Magazzini Generali, hanno partecipato 4.286 iscritti al movimento.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Giovedì scorso un bimbo solo era stato trovato a Colnago: la madre, raggiunta a casa, ha parlato in esclusiva al nostro Giornale, spiegando cosa è accaduto.
La storia
Pochi minuti dopo le 12.30 di giovedì un bimbo scalzo viene notato mentre girovaga, solo e spaesato, nella piazza del paese.Il bambino si trovava proprio vicino alla fermata dell’autobus difronte alla chiesa parrocchiale. Ad accorgersi di lui è una donna (un’agente immobiliare appena uscita dall’ufficio), che lancia l’allarme e allerta le forze dell’ordine.
I soccorsi
Nel giro di pochi minuti sul posto arrivano Carabinieri, agenti di Polizia locale e soccorritori dell’Avps di Vimercate che, in via precauzionale trasportano il bimbo, all’ospedale di Vimercate. Scatta, fin da subito, un’intensa e serrata ricerca per rintracciare i genitori del disperso. Unico indizio, un braccialetto portato al polso con indicato un nome. E, mentre fuori imperversa la caccia «alla mamma» (anche attraverso contatti con la comunità islamica del paese), la donna, ignara di tutto, dorme serena.
L’intervista
“Giovedì, verso le 11.30, sono rientrata a casa dopo il lavoro – ha raccontato la donna – E ho pranzato insieme a mio figlio e a mia cugina che si occupa di lui in mia assenza. Dopo aver sparecchiato e messo in ordine la cucina sono andata in camera a riposare un po’, lasciando entrambi seduti sul divano a guardare la Tv. Mi sono svegliata e mio figlio non c’era più. Ho provato angoscia e grande paura”.
Così Hassania Jabbria, 34 anni di origini marocchine, descrive il momento di panico vissuto appena accortasi che il suo bambino, di appena un anno e cinque mesi, era scomparso da casa.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una vicenda incredibile ha interessato il Comune di Agerola che dopo aver emesso l’ingiunzione di demolizione, si vede bloccato tutto dal Tar e beffardamente viene anche condannato. I fatti riguardano una struttura sita in Via Casa Amatruda, ritenuta abusiva dal comune circa un anno fa: il proprietario ha presentato ricorso, riportando una documentazione dettagliata ai giudici amministrativi.
Il comune non si è costituito in giudizio e il Tribunale ha accolto pienamente la contestazione del proprietario. L’inadempienza dell’Ente è stata accolta dal Collegio come mancanza di motivazioni rafforzate, in merito alla consistenza degli abusi e alla data della loro realizzazione, concernenti la demolizione delle opere. L’ente comunale ha quindi incassato la condanna e l’annullamento del provvedimento emesso, avendo prodotto una valutazione errata dello stato dei luoghi in Via Casa Amatruda.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Comune di Positano ha avvisato che è tutto pronto per il Consiglio Comunale che si terrà oggi 28 novembre, alle ore 16.00 in prima convocazione ed in seconda convocazione il giorno mercoledì 29 novembre alle ore 16.00 nella solita sala delle adunanze in Municipio per deliberare sull’ordine del giorno.
Questi gli argomenti che verranno trattati:
1) Lettera e approvazione verbali seduta precedente.
2) Comunicazione revoca e nomina della giunta comunale e del vicesindaco.
3) Nomina revisore unico dei conti.
4) Variazione al bilancio di previsione finanziario triennio 2017-2019.
5) Istituzione commissione speciale su incendi boschivi e dissesto idrogeologico, ai sensi dell’art. 32 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale.
Primo Consiglio Comunale, quindi, dopo il maltempo che si è abbattuto nella prima settimana di novembre sullo splendido paese della Costiera Amalfitana. Maltempo che, ricordiamo, ha creato dei danni davvero molto rilevanti alla perla della Divina, in particolare alla Spiaggia Grande, come noi di Positanonews abbiamo riportato con dei servizi che ci hanno visto coinvolti in prima linea, che è stata tra le aree più danneggiate (leggi qui).
Un atto doveroso quella dell’istituzione di una commissione speciale sul disastroso incendio di questa estate ed i disastrosi fenomeni idrogeologici di settembre e novembre. Bisognerà riflettere sul da farsi e sopratutto organizzarsi e studiare la vicenda con il supporto di geologi ed esperti, purtroppo la Costa d’ Amalfi è un territorio fragile, ma Positano, dopo gli incendi lo è diventato in modo particolare, paragonabile sicuramente ad Atrani, dove però vi sono stati notevoli supporti della Regione Campania che qui ancora non sembrano arrivare visto che non si sa nulla dell’esito della richiesta di stato di calamità fatta dal sindaco Michele De Lucia a Napoli al presidente della Regione Vincenzo De Luca.
Secondo alcuni tecnici, come l’ingegner Giuseppe De Rosa, non ci dovrebbe essere più un fenomeno così grave avendo portato l’inverosimile a valle, anche Fabio Fusco, costruttore edile e trekker, ha visto che sono state ripulite vaste aree della montagna.
Il rischio principale parte da Montepertuso e sta a Montepertuso. Dalle sue spalle è partita la lava che ha distrutto la cascata e messo a repentaglio la spiaggia grande. Senza la protezione dei boschi il nostro territorio è fragile ed indifeso. La lava d’acqua rende impraticabile la strada , fango e pietre hanno fatto da barriere e hanno fatto deviare tutto un fiume d’acqua giù provocando quello che è successo. C’è ancora tanto materiale da pulire, ci sono ancora problemi alle spalle del campo di Montepertuso. Ad ogni pioggia insistente la strada di Montepertuso non sarà sicura, un dato di fatto che andrebbe comunicato con ordinanza e cartelli di avviso. Il ripetersi di un disastro alla Spiaggia Grande non è facile, ma non impossibile, le famose briglie giù alla Cascata sono sempre colme, la cementificazione fa da scivolo alle acque e le conseguenze le conosciamo. La colpa principale è dovuta agli incendi è evidente, tutto il resto ha amplificato il problema, che permane nonostante i grandi lavori e il grande ed encomiabile impegno di molti, dobbiamo riorganizzarci, riorganizzare la protezione civile, riorganizzare il nostro modo di vedere, la mentalità da riformare prima ancora di tutto.
Disastri ovunque non solo sulla Spiaggia Grande dove ancora si lavora e dove ancora il deposito dei pescatori è inutilizzato, ma anche ad Arienzo, dove la spiaggia è interclusa, e a Laurito, sommersa dai detriti. Si è salvata solo Fornillo praticamente e la zona di Fiume Valle della Noce, dove pur essendoci un rivo, visto che non ci sono stati incendi non vi è stata una esondazione , gli alberi hanno regimentato di fatto le acque. Ed il problema principale è proprio questo, canalizzare e regimentare le acque che comunque ci saranno, pulire per quanto possibile i rivi, come Macchia Mediterranea presieduta da Daniele Esposito aveva sempre chiesto, ma anche altre associazioni. Un’impresa ciclopica che ha bisogno di supporto, ma va intrapresa. Come pure bisogna aumentare il livello di attenzione con gli allarmi e le chiusure della strada o avvisi di pericolo. Positano dopo gli incendi di questa estate è cambiata, la percezione del pericolo deve essere innalzata, in questo modo si eviteranno disastri.
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A CURA DI MICHELE PAPPACODA
S. GIACOMO della Marca sac.
S. Gregorio III papa S. Rufo mart. S. Sostene discepolo S. Teodora di Rossano
"La tenacia paziente cava molto da niente"
Teodora
Etimologia:Risale, attraverso il latino "Theodòrus", al greco "Theòdoros", composto da "theòs", "dio", e da "dòron", "dono", nel significato di "dono di Dio" ed entrò presto in uso tra i primi cristiani. Oggi è personale ormai raro. Carattere:Lunatica e volubile, si esalta e si deprime con facilità, per questo ha bisogno di molto amore e approvazione. E' coinvolgente e sa creare un clima di grande amicizia e lealtà. Si innamorano di lei, uomini incontrati a feste in casa di amici o a cene di lavoro. Dà e prende in egual misura, è schietta e diretta ma anche diplomatica quando si trova davanti una persona che non la convince del tutto. Numero fortunato:2
Sei un inguaribile ottimista, ami la vita e ti piace giocare con lei, ma, qualche volta, osi un po' troppo. Nel lavoro devi imparare ad essere più prudente e a programmare le tue mosse. In amore il tuo entusiasmo ti porta a vivere rapporti travolgenti, ma se vuoi la stabilità, devi impegnarti più a fondo anche nelle piccole cose di ogni giorno.
"1924. Muore a Bruxelles il compositore Giacomo Puccini, al tempo senatore del Regno. Lasciava una grande opera incompleta, la Turandot, terminata poi dal musicista Franco Alfano."
Wiliam Blake - 1757 Friedrich Engels - 1820 Alberto Moravia - 1907 Laura Antonelli - 1941
Medicina Il cosiddetto "Morbo di Alzheimer" deriva il nome dal suo scopritore il neuropsichiatra Aloys Alzheimer che, nel 1906, presenta in una riunione di medici il caso di una donna di 56 anni afflitta da una malattia non ancora identificabile nella casistica corrente. La paziente manifesta sintomi di disorientamento, delirio, difficoltà nel parlare, debolezza delle articolazioni. Quella che il medico tedesco fa ai colleghi in tale occasione è la prima descrizione di una malattia terribile, in quanto chi ne è colpito perde gradualmente il bene più prezioso, la coscienza di sé.
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a cura di Michele Pappacoda Oggi si festeggia S. Catherine (Caterina) Labourè, e S. Giacomo della Marca, sacerdote auguri a chi festeggia oggi questi nomi.
Santa Caterina Labourè
Vergine delle Figlie della Carità
Veggente
La festa liturgica, per le Famiglie Vincenziane, è stabilita al 28 novembrementre quella universale è al 31 dicembre.
C
aterina, al secolo Zoe Catherine Labourè, nasce in Francia, a Fain-lès-Moutiers, un villaggio della Borgogna, il 2 maggio 1806, da Pietro e Luisa Maddalena Gontard. Rimasta orfana di madre a nove anni con sette fratelli e due sorelle, Caterina non poté frequentare le classi elementari ma dovette rendersi utile in famiglia e, più tardi, prenderne le redini.
A 12 anni, il 25 gennaio 1818, fece la prima Comunione. Giunta all'adolescenza, dopo l'apparizione in sogno di S. Vincenzo de' Paoli, che la invitava ad entrare tra le sue suore, chiese di entrare in una casa delle Figlie della Carità.
Il 21 aprile 1830 Caterina entrò come Postulante tra le Figlie della Carità (una sorella l'aveva preceduta nel 1818) a Chatillon-sur-Seine. In seguito fu mandata a Parigi per il noviziato, nella Casa Madre situata in Rue du Bac. Durante il suo noviziato ebbe altre visioni, come quelle di Gesù Eucaristico e di Cristo Re (giugno 1830).
Le apparizioni che hanno avuto la maggiore risonanza sono state quelle dell'Immacolata della "Medaglia miracolosa": 18 giugno e 26 novembre 1830 (per maggiori dettagli, leggere ricorrenza del 27 novembre >>> Beata Vergine della Medaglia Miracolosa). Il messaggio mariano era semplice, predisponeva alla proclamazione del dogma dell'Immacolata (Beato Pio IX - Giovanni Maria Mastai Ferretti, 1846-1878 - l'8 dicembre 1854) insegnando una semplice ed essenziale preghiera: “O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi”.Caterina sentiva quindi l'invito:« Fai coniare una medaglia su questo modello; le persone che la porteranno al collo riceveranno grandi grazie. Le grazie saranno più abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia» ed infine veniva assicurata della protezione di Maria sulla famiglia vincenziana che usciva dolorosamente provata dall'epoca rivoluzionaria e napoleonica.
Caterina confidò il suo segreto al confessore P. Giovanni Battista Aladel che ne parlò all'arcivescovo di Parigi, mons. Giacinto De Quélen, che autorizzò il conio della medaglia: le prime uscirono nel giugno 1832. In dieci anni vennero coniate e diffuse ben 100 milioni di medaglie che subito varcarono i confini della Francia e venne popolarmente chiamata "Medaglia Miracolosa".
Caterina, eccezion fatta per i pochi superiori ai quali dovette manifestare quanto era accaduto, si chiuse nel più grande riserbo e rimase nell'ombra per il resto della sua esistenza. Terminato il noviziato, il 20 gennaio 1831, vestiva l'abito delle Figlie della Carità e il 3 maggio 1835 pronunciava i primi voti.
Veniva inviata a svolgere la sua missione nella Casa di riposo di Reuilly, dedicata al Duca d'Enghien. Qui vi rimase fino alla fine dei suoi giorni servendo con premura materna i poveri, gli anziani, i malati nelle diverse mansioni che le vennero affidate.
L'aver visto la Madonna non fu mai occasione di vanto, ma di impegno e stimolo. Alla fine della vita dirà: “Io non sono stata che uno strumento. Non è per me che la S. Vergine è apparsa, ma per il bene della Compagnia e della Chiesa”. Nulla di appariscente ci fu nella sua esistenza: praticò le virtù cristiane e quelle della donna consacrata in maniera umile e forte, semplice ed eroica, raggiungendo un alto grado di santità nella vita quotidiana e nel servizio dei poveri nei quali scorgeva il volto di Cristo.
Gli anni si facevano sentire come pure i vari malanni, di cui soffriva, si aggravarono. Si spense con grande serenità di spirito il 31 dicembre 1876.
Nel 1896 si apriva il processo diocesano e nel 1907 la causa di beatificazione e canonizzazione venne introdotta a Roma.
Fu beatificata da Pp Pio XI (Ambrogio Damiano Achille Ratti, 1922-1939) il 28 maggio 1933 e canonizzata dal Venerabile Pio XII (Eugenio Pacelli, 1939-1958) il 27 luglio 1947.
Quando la sua salma fu esumata, le mani, che avevano toccato la Madonna, e gli occhi, che l'avevano veduta, apparvero straordinariamente conservati; le sue reliquie riposano nella cappella in cui ebbe le apparizioni.
Significato del nome Caterina : “donna pura” (greco).
SanGiacomodella Marca Sacerdote O.F.M.
G
iacomo, al secolo Domenico, nasce il 1° settembre 1393 a Monteprandone (Ascoli Piceno); è il diciottesimo figlio di Antonio Gangali e Antonia Rossi. Rimase presto orfano del padre e fu affidato ad uno zio curato a Offida, che gli insegnò a leggere ed a scrivere. A tredici anni fu mandato a scuola ad Ascoli dove apprese quella che allora era la cultura di base composta da: grammatica, retorica, dialettica, geometria, aritmetica, musica ed astronomia.
Si laureò in Diritto a Perugia intorno al 1412 e lo troviamo poi a Bibbiena, in Toscana, come giudice e poi come notaio nella segreteria comunale di Firenze. Entrato in amicizia con i francescani del luogo e meditando intorno ai misteri redentivi che suscitava in lui la visione del Monte Verna, lasciò l'avvocatura ed entrò nell'Ordine dei Frati Minori nel luglio del 1416.
Fu allievo, conS. Giovanni da Capestrano, diS. Bernardino da Siena. Durante la Quaresima del 1420 fu ordinato sacerdote ed il 13 giugno tenne la sua prima predica in onore di S. Antonio da Padova. Fu talmente incisivo, e la sua predica talmente coinvolgente, che i superiori lo indirizzarono subito verso questo impegnativo e difficile compito. Fra Giacomo si attenne, nella sua predicazione, al modo di predicare dei francescani del suo tempo. La loro era una predicazione popolare, accessibile a tutte le classi sociali, con un linguaggio vivo, ricco di esempi, a volte arguta. Le prediche non si tenevano solo in chiesa, ma anche nelle piazze. Durante le omelie venivano toccati i temi fondamentali della fede, soprattutto i grandi temi dell'incarnazione di Cristo e della morale evangelica. Le predicazioni avvenivano soprattutto nei tempi dell'Avvento, della Quaresima e a Maggio. Naturalmente le predicazioni minori si organizzavano secondo le richieste e le necessità locali e con durate diverse. I sermoni duravano da 1 a 3 ore e si tenevano normalmente al mattino presto o all'ora del vespro. S. Bernardino da Siena fu il modello della predicazione francescana dell'Osservanza, modello di fede e fervore apostolico, di fine arguzia e bellezza letteraria, di stile oratorio. Lo stesso Giacomo affermerà che molto egli doveva a Bernardino: “Ricordo che egli m’insegnava a predicare e il modo di emettere la voce, regolare i gesti ed anche a fare esclamazioni a tempo e a luogo debiti” Molto fecondi per la predicazione risultarono a fra Giacomo i primi anni del suo sacerdozio, quando il maggior tempo che aveva a disposizione gli permise di stendere per iscritto molte delle sue prediche, giunte fino a noi. Abbiamo così i cosiddettiSermoni domenicali, una raccolta di circa un centinaio di prediche, tenute in ogni domenica dell'anno sui testi della Sacra Scrittura usati nella messa.
L'intera vita di fra Giacomo della Marca fu spesa nella predicazione. Dal giugno del 1420 alla fine del 1431 predicò in Italia nelle città di Ussita, Visso, Montemonaco, Macerata, Jesi, Cupramontana, Camerino, Tolentino, Fabriano, Ancona, Recanati, Fano. Dal gennaio del 1432 all'aprile del 1434 svolge apostolato della predicazione in Dalmazia, Slavonia e Bosnia. Dal maggio del 1434 alla primavera del 1435 fu di nuovo in Italia, nelle Marche predicò la Quaresima ad Urbino. Dalla primavera del 1435 al settembre del 1439 fu in Dalmazia, Slavonia, Bosnia, Boemia e Ungheria. Dal novembre del 1439 al dicembre del 1452 predicò in Italia, nelle Marche ad Osimo, Fermo, Fabriano, Treia, Urbino, Camerino, Cingoli, Ascoli. All'inizio del 1453 fu di nuovo in Dalmazia, ma fu richiamato d'urgenza in Italia, dove rimase fino al 1457 dove tenne prediche a San Severino, Matelica, Fermo, Sant'Elpidio, Ascoli, Fano, Fabriano, Ancona. Dal maggio del 1457 di nuovo in Dalmazia, Bosnia, Ungheria, Boemia e forse anche in Polonia, fino alla fine del 1458. Tornato in Italia vi rimase fino alla morte. Visitò Ascoli e la sua Monteprandone, dove dimorò sempre più a lungo e per l'ultima volta nel 1472.
Grazie al suo intervento in veste di pacificatore, le città di Fermo e Ascoli, eterne nemiche, stipularono una storica pace nel 1446 e poi nel 1463. A suggello di ciò nello stemma delle due città è rappresentato lo stemma dell'altra ex nemica. Abile predicatore, il suo ordine lo impiegò nel contrasto dell'eresia ‘bogomil’ in Bosnia e delle dottrine degli ussiti in Austria e Boemia; fondò alcuni conventi nell'Europa centrale. Fu il primo a promuovere l'istituzione del Monti di Pietà per combattere la piaga dell'usura. Prese parte al Concilio di Firenze per la riunione della Chiesa latina a quelle orientali. Pur immerso in tante fatiche si prodigò a costruire basiliche, conventi, biblioteche, pozzi e cisterne pubbliche; diede Statuti Civili - lui frate - ad undici città mentre attendeva a fondare nuove confraternite - figurando come un precursore dell'associazionismo cattolico - trova anche il tempo per scrivere 18 libri, mostrandosi così di ingegno universale.
Muore a Napoli il 28 novembre 1476. Il suo corpo venne sepolto nella chiesa di Santa Maria la Nova a Napoli. Nel 2004 il corpo è stato traslato nella Chiesa del Convento di Santa Maria delle Grazie, da lui fondato nel 1449, a Monteprandone, attualmente sede del Museo del Santuario di San Giacomo della Marca.
Giacomo della Marcaè stato beatificato il 12 agosto 1624da Papa Urbano VIII (Maffeo Barberini, 1623-1644)e canonizzato il 10 dicembre 1726da Papa Benedetto XIII (Pietro Francesco Orsini, 1724-1730).
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 21,5-11. In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano, Gesù disse: «Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per compiersi?». Rispose: «Guardate di non lasciarvi ingannare. Molti verranno sotto il mio nome dicendo: "Sono io" e: "Il tempo è prossimo"; non seguiteli. Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate. Devono infatti accadere prima queste cose, ma non sarà subito la fine». Poi disse loro: «Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo».
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A CURA DI MICHELE PAPPACODA
GENERALE INVERNO sull'Italia. Peggiora nuovamente al Centro-Nord, specialmente sulle tirreniche. Più asciutto e soleggiato al Sud.
NORD
Molte nubi ovunque, nebbia sulle zone di pianura; peggiora sulla Liguria, con piogge e locali temporali specie sui settori centro-orientali. In serata, piogge al Nordest e deboli nevicate sopra 500 metri.
Temperature
Stazionarie
CENTRO e SARDEGNA
Nuvoloso sulle tirreniche, con piogge più probabili sulla Toscana; in serata peggiora anche sul Lazio. Sulla Sardegna, piovaschi sul sassarese.
Temperature
Stazionarie, fredde.
SUD e SICILIA
Venti sostenuti da Nordest, tempo generalmente asciutto ovunque; piovaschi entro sera sulla Campania.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Dovranno essere processati i due chirurghi e la radiologa dell’ospedale di Sorrento coinvolti nell’inchiesta sulla morte di Elena Migliozzi, la 77enne di Gragnano deceduta a settembre 2015 dopo un’operazione alla milza. Il gup del Tribunale di Torre Annunziata ha rinviato a giudizio Pietro Gnarra e Loris Tango, rispettivamente primario e medico in servizio presso l’unità di Chirugia, e Chiara D’Errico, membro del team di Radiologia. Prosciolto Lucio Vitale, primario di Radiologia inizialmente coinvolto nell’inchiesta. Prima udienza il 15 febbraio 2018 davanti al giudice Antonio Fiorentino.
La vicenda risale al 10 settembre 2015, quando Migliozzi viene ricoverata prima nell’ospedale di Vico Equense e poi in quello di Sorrento per un ematoma alla gamba sinistra. Dagli esami diagnostici sembra emergere una presunta lesione della milza. A quel punto la 77enne, che perde sangue dalla gamba già da un giorno e mezzo, viene operata. In sala operatoria arriva la sorpresa: i medici si accorgono che la milza è intatta. Migliozzi, affetta da pregressi problemi di salute, viene infine trasferita in Rianimazione dove il 13 settembre le sue condizioni si aggravano fino alla morte.
Dopo la denuncia presentata dal figlio dell’anziana, scatta l’inchiesta. I carabinieri di Sorrento, agli ordini del capitano Marco La Rovere, acquisiscono la cartella clinica e successivamente notificano un avviso di garanzia ai quattro medici coinvolti. L’ipotesi di reato? Omicidio colposo. All’esito dell’autopsia, l’esperto nominato dalla Procura parla di «evidente errore diagnostico» e chiarisce che «i medici dell’ospedale di Sorrento hanno una responsabilità negli eventi che portarono alla morte» della paziente, avendo agito «senza la dovuta prudenza, diligenza e perizia». Di qui il rinvio a giudizio, ma solo per tre dei quattro indagati: a carico del radiologo Vitale, infatti, Procura e gup non hanno riscontrato «elementi sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio».