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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO La Commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento che istituisce il fondo per il sostegno dei caregiver familiari

30 Novembre 2017, 11:53am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO La Commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento che istituisce il fondo per il sostegno dei caregiver familiari

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La Commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento che istituisce il fondo per il sostegno dei caregiver familiari. L'importo è di 20 milioni l'anno. La finalizzazione concreta (per fare cosa e chi avrà nuovi diritti e sostegni) è tutt'altro che definita. Di certo la somma è irrisoria visto che Istat a suo tempo ci ha certificato che in Italia ci sono 3,3 milioni di persone si prendono regolarmente cura di anziani, malati, adulti con disabilità. Una calcolatrice può restituire con indiscutibile brutalità il risultato di 3,3 milioni che ne dividono 20. Eppure l'istituzione del Fondo oggi raccoglie l' enfasi e il plauso di molte testate giornalistiche. Conclusione: si sono trovati 20 milioni, ma non si è ancora deciso che farne e, verosimilmente, non lo deciderà questa legislatura. Nel frattempo, se si vogliono approfondire i dati, si veda questo focus.

Lavoro di cura

1 luglio 2013 

Il lavoro di cura svolto dalle famiglie italiane è spesso poco considerato nelle sue dimensioni, nelle sue cause, nei suoi effetti.

Le famiglie fanno fronte alla carenza dei servizi pubblici, ma questo comporta costi sociali significativi. Non si tratta soltanto di costi economici diretti, ma anche e soprattutto di costi indiretti, in termini di impatti sulla salute dei caregiver, di mancata valorizzazione del lavoro di cura, di rinuncia all’occupazione. Soprattutto per le donne.

Sul versante dell’occupazione la Legge 53/2000 prevedeva interventi mirati a conciliare i tempi del lavoro e i tempi di cura con forme di flessibilità del lavoro e servizi di sostegno, ma a distanza di anni non si è ancora usciti dalla sperimentazione e dallo studio delle (rare) buone prassi.

Altrettanto cruciale è il tema della sostenibilità economica dei servizi di cura privati. A fronte di dieci famiglie che si avvalgono delle prestazioni svolte dai collaboratori familiari, ve ne sono novanta che non lo fanno. E ciò non sempre significa che non ne abbiano bisogno o che non vorrebbero, visto che il 27,9% delle famiglie sarebbe interessata ad acquistare i servizi sul mercato, ma non lo fa per motivi economici (il 21,2%). In questi casi, se la cura e l’assistenza a uno o più membri della famiglia (sono il 20% le famiglie che dichiarano che in casa è presente una persona che ha bisogno di cura e assistenza) non comporta esborsi economici diretti, non bisogna però dimenticare il costo non irrilevante che la famiglia sostiene in termini di rinuncia al lavoro da parte del caregiver familiare, generalmente donna (nel 90,4% dei casi) e giovane (il 66% ha meno di 44 anni). Si stima, in particolare,  che nel 25% delle famiglie in cui è presente una persona da assistere, e non si possa ricorrere ai servizi di collaboratori, vi è una donna giovane che ha rinunciato al lavoro: interrompendolo (9,7%), riducendo significativamente l’impegno (8,6%) o smettendo di cercarlo (6,7%).

(Fonti: CENSIS, Fondazione ISMU, “Elaborazione di un modello previsionale del fabbisogno di servizi assistenziali alla persona nel mercato del lavoro italiano con particolare riferimento al contributo della popolazione straniera”, maggio 2013)

Le famiglie sopperiscono alla carenza dei servizi

Il modello di welfare italiano risulta ancora fondamentalmente assistenzialistico e di fatto incentrato sulla delega alle famiglie.

L’aiuto da parte di familiari è quello su cui le persone con limitazioni funzionali contano più spesso, sia in termini di parenti su cui fare affidamento in caso di bisogno (nell’83,1% dei casi), sia in termini di aiuto effettivamente fornito: il 55% delle persone con limitazioni funzionali riceve aiuti unicamente da familiari conviventi o non conviventi. Marginale è invece la quota di chi fruisce di aiuti da parte di assistenti domiciliari od operatori sociali, in via esclusiva (0,8%) o in combinazione con altri tipi di aiuto (1,8%). Nel 7,8% dei casi si ricorre unicamente a personale a pagamento e nel 15,6% alla combinazione di aiuti provenienti da altre persone familiari e non.

Il 7,6% delle persone con limitazioni funzionali non ha aiuti ma ne avrebbe bisogno (in particolare, tra le persone con lievi limitazioni funzionali di 11-64 anni la quota sale al 20,1%) e ben il 31,2% ha aiuti ma afferma di averne ulteriore bisogno (valore che sale al 40% tra le persone con gravi limitazioni funzionali).

(Fonti: ISTAT, “Inclusione sociale delle persone con limitazioni dell’autonomia personale. Anno 2011”, dicembre 2012)

Rilevante è il fatto che meno del 20% delle famiglie con almeno una persona con limitazioni funzionali abbia usufruito, nel 2013, di servizi pubblici a domicilio. E la carenza assistenziale non è colmata neppure dai servizi domiciliari a pagamento: sono infatti oltre il 70% le famiglie che non usufruiscono di alcun tipo di assistenza domiciliare, né privata né pubblica.

(Fonti: ISTAT, Regione Piemonte, “Tutela della salute e accesso alle cure. Anno 2013”, luglio 2014)

Concentrandosi in particolare sulle persone con disabilità gravi, più della metà della popolazione giovane e adulta (da 0 a 64 anni) con gravi disabilità non riceve assistenza dai servizi pubblici, non ricorre al mercato dei servizi di cura privati e non può contare sull’aiuto di familiari non conviventi. Il carico assistenziale insiste quindi completamente sui familiari conviventi.
La quota più consistente di persone con disabilità gravi under 65 vive con i propri genitori (49,9%). Di queste oltre la metà (54%) può contare solo sui caregiver familiari. Da segnalare come particolarmente critica è la condizione di coloro che vivono con genitori anziani (poco più del 30%).
Tra coloro che invece vivono da soli, il 54% ricorre unicamente all’aiuto dei familiari non conviventi e ben il 20% non riceve alcun tipo di aiuto (né familiare, né dei servizi pubblici o privati). Ciò appare tanto più preoccupante se si pensa che ben oltre la metà (58,2%) delle persone con disabilità gravi che vivono da sole dichiara di poter contare su risorse economiche scarse o insufficienti.

(Fonti: ISTAT, “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone affette da disabilità grave prive del sostegno familiare. Audizione dell’Istituto nazionale di statistica”, ottobre 2014)

Il welfare fai-da-te: un fenomeno soprattutto femminile che condiziona l’occupazione

Secondo l’Istat, in Italia sono più di 15 milioni (il 38,4% della popolazione tra i 15 e i 64 anni) gli uomini e le donne che si prendono regolarmente cura di figli coabitanti di meno di 15 anni, altri bambini della stessa fascia di età e/o di adulti anziani, malati, con disabilità.

Nel dettaglio, la cura dei figli occupa 11 milioni di persone (il 27,7% della popolazione tra i 15 e i 64 anni), quella di altri bambini 2,7 milioni (6,7%), mentre 3,3 milioni di persone si prendono regolarmente cura di anziani, malati, adulti con disabilità (8,4%). Ma ci sono anche persone che si occupano contemporaneamente di più individui con bisogni di cura: sono 1,6 milioni, il 10,9% del totale. La combinazione più frequente, che riguarda 689 mila persone, è rappresentata dal supporto fornito a figli coabitanti e adulti non autosufficienti.

Le donne sono complessivamente più impegnate nel lavoro di cura rispetto agli uomini, sia in valore assoluto (8,4 milioni di donne contro 6,8 milioni di uomini), che in termini percentuali sulla popolazione di riferimento (il 42,3% delle donne contro il 34,5% degli uomini) e anche per questo risulta più bassa la loro partecipazione al mercato del lavoro.

Tra le madri di 25-54 anni, la quota di occupate è pari al 55,5% (valore significativamente inferiore a quello delle altre donne di questa stessa fascia di età, pari al 62,0%), mentre tra i padri raggiunge il 90,6% (contro il 79,8% degli altri, a conferma del tradizionale ruolo maschile di fornitore del reddito principale della famiglia). Il tasso di occupazione si riduce all’aumentare del numero di figli (dal 58,5% per le donne con un figlio, al 33,3% per le madri con tre o più figli). Ed è correlato all’appartenenza geografica. Nel Mezzogiorno, dove già la partecipazione femminile al mercato del lavoro è molto contenuta, le responsabilità di cura dei figli hanno un effetto maggiore sull’occupazione femminile rispetto al Centro-Nord: è occupato il 34,6% delle madri che vivono al Sud o nelle Isole, contro un valore quasi doppio (68,8%) rilevato per quelle che risiedono nel Settentrione.

Analogamente, la cura di adulti, anziani, malati o con disabilità corrisponde a un livello inferiore di occupazione rispetto a chi non ha questo tipo di responsabilità, ed è per le donne che si determinano le differenze più elevate: tra i 25 e i 44 anni il tasso di occupazione delle donne che si prendono cura di un adulto o di una anziano è di circa otto punti percentuali inferiore a quello del resto della popolazione.

Sono oltre un milione le persone inattive (il 24% di quelle con figli minori di 15 anni o con altre responsabilità di cura) che sarebbero disposte a lavorare se potessero ridurre il tempo impegnato nell’assistenza e nell’accudimento.

Le regioni dell’Italia meridionale spiccano non solo per più alti livelli di inattività e disoccupazione, ma anche per quote più elevate di persone (oltre tre su dieci) che sarebbero disposte a lavorare se potessero ridurre i propri carichi familiari.

Oltre un terzo delle donne occupate con responsabilità di cura ha un lavoro part-time.

La mancanza di servizi di supporto nelle attività di cura rappresenta un ostacolo per il lavoro a tempo pieno di 204 mila donne occupate part time (il 14,3%) e per l’ingresso nel mercato del lavoro di 489 mila donne non occupate (l’11,6%,).

Tra le donne che hanno cura di anziani o adulti non autosufficienti, il 22% riferisce di lavorare part time proprio perché i servizi e le strutture per la cura di adulti non autonomi sono assenti o inadeguati, e per lo stesso motivo il 15,5% dichiara la propria impossibilità a lavorare. L’inadeguatezza dei servizi viene fatta risalire soprattutto ai costi troppo elevati e all’assenza nella zona di residenza.

Nel complesso, 693 mila donne (il 3,5% del totale della popolazione femminile tra 15 e 64 anni) potrebbero cambiare la propria posizione rispetto al mercato del lavoro se avessero servizi adeguati.

(Fonti: ISTAT, “La conciliazione tra lavoro e famiglia. Anno 2010”, dicembre 2011)

I costi sociali delle malattie oncologiche

Il Rapporto 2012 sulla condizione assistenziale dei malati oncologici mette in luce i costi sociali sostenuti dalle famiglie per sopperire alle carenze del sistema di welfare. Si tratta di costi molto diversificati. Alcuni diretti, di tipo medico (per visite specialistiche, farmaci, ecc.) e non medico (trasporti, ecc.). Altri indiretti, fatti di redditi da lavoro mancati, ma anche e soprattutto di servizi di cura prestati dai caregiver, in particolare mogli, conviventi, sorelle e madri.

Il costo sociale totale a carico di persone con diagnosi di tumore da al massimo cinque anni e dei loro caregiver, conviventi e non conviventi, è pari a quasi 34,2 miliardi di euro, così ripartiti:

  • 5,3 miliardi di euro di costi diretti, di cui quasi 2,4 miliardi di tipo sanitario e oltre 2 miliardi di spese aggiuntive e diverse rispetto a quelle sanitarie, ad esempio per trasporti e aiuti monetari alla persona da parte della famiglia;
  • oltre 28,8 miliardi di costi indiretti, generati da mancati redditi da lavoro e soprattutto dal valore dell’assistenza prestata dal caregiver, che risulta pari a 12,3 miliardi di euro.

Tra i costi di tipo sanitario, sono stati considerai anche quelli che nascono da impatti sulla salute del caregiver ascrivibili all’esercizio dell’attività di cura: è il 29% ad avere affrontato spese di questo tipo, di cui il 59% ha dovuto assumere farmaci, oltre il 29% si è dovuto rivolgere a specialisti, mentre il 4% ha dovuto subire uno o più ricoveri.

Inoltre, si stimano in circa 60 mila i caregiver che hanno dovuto interrompere la propria attività lavorativa (dipendente o di attività autonoma) in ragione del lavoro di cura.

La ricerca dimostra che il welfare è oggi familiare, visto che il supporto viene per la gran parte dalle rispettive famiglie.

In particolare, se la sanità è valutata positivamente nel 77,3% dei casi, non altrettanto positivo è invece il giudizio sui servizi sociali. Questi ultimi sono considerati buoni o ottimi dal 45,1% degli intervistati, mentre il 13,6% esprime un giudizio di insufficienza (valore che sale al 42% in riferimento all’assistenza domiciliare) e il 21% addirittura dichiara di non poterli valutare, ad evidenziare l’estraneità di tanti ad una rete di servizi territoriali.

(Fonti: Osservatorio sulla condizione assistenziale dei malati oncologici, “4° Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici”, maggio 2012)

L’impatto della cura sui caregiver familiari

Nella ricerca focalizzata sugli impatti della malattia di Parkinson, emerge come l’attività di cura abbia determinato dei cambiamenti nella vita lavorativa e sociale, nell’uso del tempo libero e nello stato di salute dei caregiver intervistati.
Il 36,9% dichiara che il lavoro di cura ha prodotto delle conseguenze sulla propria occupazione, che vanno dai problemi per le ripetute assenze sul lavoro, alla necessità di chiedere il part-time, fino alla scelta di andare in pensione o alla perdita del lavoro.
Il 55,7% evidenzia come i compiti assistenziali abbiano determinato un’interruzione, per mancanza di tempo, di tutte le attività extra lavorative, quali lo sport, i viaggi, gli hobby, il volontariato.
Il 31,0% segnala il crescente isolamento, causato dall’allontanarsi delle amicizie per l’impossibilità di frequentarle assiduamente.
Il 79,2% afferma di aver subito almeno un effetto sulla propria salute. In particolare, di questi ultimi, il 65,3% riconosce di sentirsi fisicamente stanco e il 41,1% di non dormire a sufficienza. A ciò si aggiunge, con percentuali intorno al 10%, chi ha problemi di peso, chi si ammala più spesso e chi soffre di depressione. Il 6,9% ha fatto ricorso al supporto psicologico e il 4,5% è stato ricoverato in ospedale.

(Fonti: CENSIS, “La gestione della cronicità: il ruolo strategico del caregiver. Il quadro generale ed un focus sul Parkinson”, novembre 2017)

Nell’indagine sui costi sociali connessi all’ictus cerebrale, si rileva come assolutamente dirompente l’impatto del carico di cura sulla vita dei caregiver familiari: il 77,6% dichiara che in seguito all’esperienza assistenziale la sua qualità della vita è peggiorata (55,2%) o molto peggiorata (22,4%), e per il 55,7% si è dovuto rinunciare totalmente al proprio tempo libero. Sotto il profilo psico-fisico ne consegue che nel 72,1% dei casi i caregiver intervistati hanno indicato di sentirsi fisicamente stanchi a causa dell’onere assistenziale, il 57,1% non dorme a sufficienza e il 24,8% soffre di depressione. A ciò si aggiunge il 10,3% di coloro che sono ricorsi al supporto psicologico e il 6,5% che è stato ricoverato in ospedale.

(Fonti: CENSIS, ALICe, Università degli Studi di Firenze, “I costi sociali e i bisogni assistenziali dei malati di ictus cerebrale”, ottobre 2010)

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COSTIERA AMALFITANA NEWS La Manna di Sant'Andrea

30 Novembre 2017, 10:38am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La devozione degli Amalfitani verso il loro patrono, Sant' Andrea, l'apostolo e il primo dei chiamati da Gesù, è strettamente collegata al segno della "Manna". Il termine manna deriva dell'espressione "Man Hu" "che cos'è" che gli Ebrei, come la Bibbia indica, esclamarono al loro risveglio quando, affamati ed assetati, chiesero a Dio un segno della sua presenza e protezione verso il loro popolo.

La Manna quindi si può descrivere come una sostanza che sembra quasi difficile poter descrivere, verrebbe proprio da dire: "Che cos'è?" in quanto essa appare incolore, insapore, a volte sembra leggera, a volte corposa. È proprio così che appare la Manna di Sant' Andrea, un liquido che otto volte l'anno (sette in forma solenne ed una in modo più intimo) viene raccolta presso la tomba dell'Apostolo, nella Cripta del Duomo di Amalfi.

Da più di sette secoli il popolo amalfitano crede che il Santo manifesti la sua presenza e la sua protezione verso il popolo che lo ha adottato, con questo segno che la fede locale interpreta non come un miracolo ma come un segno. Eh sì, proprio il segno della sua vivente presenza in mezzo a noi. Andrea veglia infatti sull'antica Repubblica dal lontano 1208, quando le sue reliquie vennero introdotte ad Amalfi dal Cardinale Pietro Capuano che trovò il corpo dell'Apostolo a Costantinopoli e lo portò ad Amalfi, convinto di colmare il cuore di gioia del popolo di marinai e pescatori che già veneravano l'Apostolo quale protettore della pesca.

Ebbene, non vogliamo chiamarlo miracolo, ma appunto... un segno perché è il Signore che si manifesta in quella Manna, attraverso la protezione dell'Apostolo e lascia, di volta in volta, tutti stupiti.

A volte il segno c'è, altre volte no. Nessuno può spiegarlo. I più scettici parlano di fenomeni legati all'umidità, chi ha fede, invece, collega il segno alla qualità della propria vita: una vita spesso segnata da peccati e sempre meno spesso espressione di amore verso il prossimo.

di Raffaele Dipino IL VESCOVADO DI RAVELLO

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Speciale Napoli-Juventus" con notizie dell'ultima ora, probabili formazioni e il caso Higuain. Conduce Paolo Del Genio

30 Novembre 2017, 10:31am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 30/11/2017 - In occasione dell’attesissimo incontro Napoli-Juventus, andrà in onda stasera 30 novembre alle ore 20:00 il notiziario “Campania Punto Sport- Speciale Napoli-Juventus” condotto da Paolo Del Genio. Tra gli argomenti affrontati nel corso dello ricco speciale ci saranno le ultime novità, le probabili formazioni e il caso Higuain.

 

Prosegue, dunque, il rilancio di TCS-TeleCapriSport che dal alcuni mesi ha ripreso il cammino produttivo grazie a nuovi accordi, partnership e iniziative che mettono in pratica strategie editoriali in cantiere da diverso tempo allo scopo di riaffermare la forza dell’emittente monotematica che ha fatto la storia delle tv locali nel mondo dello sport, in particolare nel calcio legato ai tifosi del Napoli.

 

Tra i volti noti dell’emittente che hanno “firmato” programmi di grande successo, come le dirette di “Studio & Stadio” e programmi di approfondimento ed analisi come “A tutto campo”, c’è quello di Paolo Del Genio, giornalista professionista che, con la sua passione sportiva oltre che competenza tecnica, ha contribuito insieme ad altri veterani della redazione a tracciare il prezioso cammino di TCS-TeleCapriSport sin dalla fine degli anni ’90.

 

Dopo una breve assenza, si riaccendono i riflettori di TCS non solo sul giornalista e su programmi di successo, ma anche su nuove trasmissioni che vedranno la presenza di Paolo Del Genio. Tornerà, infatti, “A Tutto Campo”, programma in diretta di approfondimento tecnico con la possibilità per i tifosi napoletani di telefonare in studio, a cui si affiancherà una nuova iniziativa editoriale con il programma “Tutto il Napoli minuto per minuto” dedicato completamente alla squadra azzurra con aggiornamenti e notizie dell’ultima ora. Prossimamente saranno resi noti orari e giorni di programmazione.

 

“Come annunciato – dichiara l’editore Costantino Federico – presentiamo le prime novità in palinsesto che precedono ulteriori iniziative già in cantiere per riaffermare quel punto di riferimento di tutti i tifosi, non solo del Napoli ma delle altre squadre campane, che ha reso TCS la tv di sport numero uno in Campania”.

 

TCS-TeleCapriSport è visibile sul canale 87 del digitale terrestre

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Due perturbazioni dalla Groenlandia porteranno maltempo specie al Centro Sud mentre tra venerdì e sabato è attesa neve a tratti in pianura al Nord

30 Novembre 2017, 10:27am

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DI MICHELE PAPPACODA  “L'inverno, dopo aver conquistato il Centro Nord Europa, estende la sua influenza anche alla nostra Penisola. Una serie di perturbazioni in arrivo dalla Groenlandia porterà piogge e temporali ma anche neve fino a quote molto basse al Nord.” Lo dice in una nota il meteorologo di 3bmeteo.com Francesco Nucera che aggiunge – “E' un inizio di Dicembre piuttosto turbolento con l'aria artica che dilagherà sull’Europa raggiungendo anche il Mediterraneo”

 

La prima perturbazione sta in queste ore transitando sulla nostra Penisola portando piogge e temporali al Centro e Nord Est, in successiva estensione al Meridione dove sono attesi fenomeni anche forti in Campania; molta pioggia anche sul basso Lazio con picchi di oltre 90-100mm. Fiocchi di neve cadranno sulle Alpi a quote medio basse. “Venerdì, dopo una relativa tregua, arriverà un nucleo di aria fredda polare ed il maltempo tenderà ad acutizzarsi” – proseguono da 3bmeteo - “Si formerà una bassa pressione su nostri mari che insisterà fino al week-end. Le precipitazioni coinvolgeranno soprattutto il Centro Sud dove potranno risultare intense. Al Nord l'ingresso di venti freddi favoriranno inoltre un abbassamento della quota neve con questa che potrà cadere a tratti fino in pianura sul Nordovest e l’Emilia. Le nevicate saranno più probabili su basso Piemonte, Oltrepò pavese, Emilia occidentale ed entroterra ligure, fenomeni deboli altrove e in genere nevosi in collina o solo a tratti in pianura”

 

Le temperature in tal frangente subiranno un decisa diminuzione, dapprima al Nord e poi anche al Centro Sud. I valori andranno sotto le medie del periodo e saranno pienamente invernali soprattutto al Nord – concludono da 3bmeteo. 

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NEWS ITALIA MONDO EMILIA ROMAGNA 14enne afgano salvato in ipotermia su A1, gettato o caduto da un camion sul raccordo a Piacenza

30 Novembre 2017, 10:23am

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DI MICHELE PAPPACODA Un giovane straniero è stato trovato ieri sera, in stato di assideramento, riverso lungo il raccordo autostradale tra l'A1 e l'A21 a Piacenza. Dai primi accertamenti svolti dalla Polizia Stradale, si tratterebbe di un 14enne di origini afgane che sarebbe stato gettato da un camion in transito. O forse potrebbe essere caduto. Questo è quello che lo stesso ha riferito, con un inglese stentato, alla Polizia. A chiamare i soccorsi sono stati alcun automobilisti di passaggio che lo hanno notato riverso sul bordo dell'autostrada. Il 118 ha inviato sul posto l'ambulanza e l'automedica: trasportato in ospedale d'urgenza per lo stato di assideramento, non sarebbe comunque in pericolo di vita.

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS PAVULLO..AGENTE PM SOSPESO ..PER IL REATO DI PECULATO

30 Novembre 2017, 10:12am

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 INSERITO da Barbara Pappacoda Con la macchina di servizio andava a fare gasolio dalla cisterna comunale e poi cedeva il carburante al gestore dell'impianto, l'Ip, che lo rivendeva ai clienti. Questa l'azione di un agente della Polizia municipale di Pievepelago, ma non è l'unico reato contestato: perché il benzinaio emetteva anche false ricevute che attestavano erogazione di taniche di carburante all'auto del vigile, finte note che finivano nella nota di credito vantata dal gestore nei confronti dell’amministrazione comunale per il rimborso. Entrambi sono stati arrestati in esecuzione di due ordinanze del Tribunale che hanno disposto i domiciliari per il 56enne agente e per il 52enne esercente.

L'indagine è iniziata nel novembre 2015 dopo che al comando della municipale di Pavullo, da cui il distaccamento di Pieve dipende, avevano registrato anomalie sull'auto di servizio usata dal vigile. Sono stati così informati i carabinieri della compagnia frignanese che hanno avviato gli accertamenti. Il periodo di illeciti ipotizzati è ampio tre mesi e nel mirino sono terminati 2.400 litri di gasolio sottratti e ricevute per 600 euro. Insomma si contestano circa 4mila euro, cifra per i quali gli indagati devono rispondere a vario titolo di peculato, furto, ricettazione, falso ideologico e truffa ai danni di ente pubblico. Decisive, per lo svolgimento delle indagini coordinate dal pm Katia Marino, sono state le riprese delle telecamere di video-sorveglianza. L'agente è stato sospeso.

Fonte Gazzetta di Modena

 

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SEZ. VARIE NEWS WhatsApp, un nuovo aggiornamento consente di registrare messaggi vocali senza il dito

30 Novembre 2017, 10:08am

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SEZ. VARIE NEWS WhatsApp, un nuovo aggiornamento consente di registrare messaggi vocali senza il dito

DI MICHELE PAPPACODA Gli sviluppatori di WhatsApp, la celebre e diffusissima applicazione di messaggeria istantanea, lanciano una novità per gli amanti dei messaggi vocali. Con il nuovo aggiornamento basterà tenere premuto qualche secondo all’inizio e poi con un tocco verso l’alto si bloccherà la registrazione. Sarà così possibile registrare messaggi audio senza tenere premuto il dito sull’icona del microfono. In molti gioiranno per questa vera e propria rivoluzione dell’App di messaggistica, altri si staranno già mettendo le mani nei capelli. Anche su Twitter gli utenti si sono divisi. C’è chi esulta perché, grazie all’aggiornamento, “finisce l’era dei mille messaggi di 9 secondi”, ma c’è anche chi commenta ironicamente: “È un piccolo passo per l’uomo e un grande passo per la logorrea”. La novità non ha alcuni paletti: per avere ripensamenti si avranno, anche per i messaggi vocali, a disposizione i 7 minuti per cancellarli. La procedura per rimuoverli è sempre la stessa, si selezionano e si cancellano tramite l’icona del cestino.

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Modena..Trovati i responsabili dell'omicidio del ragazzo cinese a modena

30 Novembre 2017, 10:06am

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 Inserito da Barbara Pappacoda Delitto di piazza Dante: intercettata la telefonata tra due dei minorenni arrestati a Prato dopo l'omicidio di Leo, un terzo giovane cinese fuori campo dice: "Avete spinto troppo il cuscino". Oggi gli interrogatori di garanzia. Il 16enne mancante, per ora solo indagato, si chiama fuori: «A Modena con gli altri ma rimasi fuori dalla stanza di Leo»

Avete spinto troppo quel cuscino». Una voce fuori campo arriva nel mezzo di un litigio al telefono tra due dei quattro ora agli arresti. È una frase altamente compromettente e infatti il pm del Tribunale dei Minori di Firenze, Pietro Sangermano, la cita nel suo fascicolo con le richieste di arresti in carcere per tutti e quattro.
Chi l’abbia pronunciata, non si sa: nessuno dei difensori ha potuto avvicinare i ragazzi ieri.

L’avvocato Giberti ripercorre attimo per attimo il tragico pomeriggio del delitto «Perdiamo un figlio d’oro, è un dolore immenso. Non sapevamo che fosse gay»

 

Nel fascicolo dell’accusa compare anche di più ma nulla di solido al cento per cento. Ci sono gli spezzoni di ammissioni fatte ad alcuni alla polizia nell’immediatezza dell’arresto. Frasi che riportano sensi di colpa e parziali ammissioni di responsabilità. Ce n’è una in particolare che entra nel merito dell’accaduto ma che il magistrato con estrema cautela considera ancora da confermare perché in certi punti esagerata, spinta fuori dalla concretezza dell’accaduto. fonte Gazzetta di Modena

 

 

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CAMPANIA NEWS Smog: i livelli di polveri sottili salgono alle stelle in provincia di Napoli, livelli record si sono registrati nel Nolano, a Pomigliano, Volla, Giugliano, Acerra e Casoria

30 Novembre 2017, 10:00am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Polveri sottili alle stelle in provincia di Napoli. Continuano a “sballare” le centraline Arpac per il rilevamento del pm10. Il limite di 35 sforamenti delle polveri sottili all'anno consentiti per legge, con una concentrazione superiore ai 50 microgrammi per metro cubo al giorno, nel Nolano è stato superato già lo scorso 17 marzo. I numeri sono impietosi e paurosi: Pomigliano ha sfondato questa settimana quota 100 (è già a 101), San Vitaliano, da anni leader in questa triste classifica, è a 93, Volla 67, Giugliano (zona Stir) 65, Acerra 54 e Casoria 48. Un vera e propria cappa da record italiano: per fare un esempio nel 2016 la città di Torino, la più inquinata della penisola, si è fermata a 89, mentre nel Nolano già due città hanno superato questo limite al 28 novembre e manca ancora più di un mese alla fine dell’anno.

 

Numeri destinati a peggiorare con l’arrivo del freddo e relativa la massiccia accensione di camini e riscaldamenti che lasceranno alta la percentuale di particolato nell’aria. Una situazione sempre più insostenibile, si legge nell’edizione straordinaria di “Mal’Aria”, il dossier di Legambiente che fotografa in maniera impietosa l’emergenza ambientale ricordando che l'Italia, secondo i dati dell'Agenzia Europea per l'Ambiente, risulta tra i primi paesi in Europa per morti causati dall'inquinamento atmosferico con 91mila decessi di cui 66mila prematuri per esposizione da polveri sottili, ossidi di azoto e ozono. Gli ambientalisti che accusano gli amministratori di “scarso impegno ambientale” hanno anche provato a dettare regole per le città del domani: ridisegnare strade e spazi pubblici, aumentare il verde urbano, mobilità ad emissioni zero, via i diesel e i veicoli inquinanti dai centri, zone a pedaggio urbano con sconti o esenzioni per quelli elettrici, riqualificazione degli uffici pubblici e privati per ridurre i consumi energetici, riscaldarsi controllando le temperature (20 di inverno e 26-28 d’estate), rafforzare controlli su emissioni di auto e caldaie e certificazione energetica degli uffici. Un sogno. (Il Mattino)

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Modena ..Meteo, arrivano freddo, pioggia e neve

30 Novembre 2017, 09:57am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News www.mikivettica.net

 Inserito da Barbara Pappacoda TRATTI IN PIANURA AL NORD, SPECIE VENERDI’ – “Le regioni settentrionali saranno più ai margini dell’azione ciclonica, ma comunque interessate da nubi e qualche debole precipitazione, nevosa anche a quote collinari, in particolare sul Nordest” – spiega Ferrara di 3bmeteo.com – “giovedì breve tregua con maggiore soleggiamento sul Nordovest, ma tra venerdì e sabato nuovo peggioramento con precipitazioni sparse ancora una volta nevose in collina, se non a tratti fino in pianura tra basso Piemonte, bassa Lombardia, Emilia occidentale ed entroterra ligure. Fiocchi a quote collinari anche sulla dorsale toscana settentrionale; poco o nulla su Alpi ed estremo Nordest”

 VENTI FORTI E TEMPERATURE IN CALO – “I venti saranno in deciso rinforzo su tutti i settori, in genere di Maestrale sulla Sardegna, tra Ponente e Libeccio altrove con raffiche anche di oltre 70-80km/h e mari molto mossi o agitati. Dopo il temporaneo richiamo di aria più calda mercoledì sulle regioni centro-meridionali,le temperature saranno in calo ovunque, portandosi su valori pienamente invernali al Nord. Farà molto freddo sulle Alpi con gelate fino al fondovalle, mentre sulle pianure del Nord le massime spesso saranno inferiori agli 8-10°C, entro il weekend anche al Centro” – concludono da 3bmeteo.com.. fonte Gazzetta di Modena

 
 
 
 
 
 
    

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