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COSTIERA AMALFITANA NEWS Maiori, turismo esperienziale al Faro di Capo d’Orso: 21 marzo presentazione del progetto

19 Marzo 2019, 08:56am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una ricettività coerente con gli obiettivi di conoscenza e valorizzazione dei luoghi, dove soggiornare per conoscere e vivere il territorio, ma anche presidio didattico e scientifico. Questo prevede il progetto di riqualificazione e di tutela del Faro di Capo d’Orso di Maiori, le cui linee guida saranno presentate a Palazzo Mezzacapo giovedì 21 marzo.

La proposta si inserisce in un’ottica di Turismo responsabile, attività che permette di acquisire la consapevolezza necessaria per tutelare l’ambiente naturale e le culture locali ma rappresenta anche uno strumento importante per lo sviluppo di un’economia virtuosa del turismo nei luoghi di destinazione.

 

La conferenza sarà aperta dal Sindaco di Maiori, Antonio Capone e dai saluti del delegato WWF della Campania, Piernazario Antelmi. A seguire gli interventi del Direttore Regionale Campania dell’Agenzia del Demanio Edoardo Maggini sul progetto Valore Paese – Fari e del Presidente di WWF Oasi Antonio Canu, Società aggiudicataria, il quale presenterà il progetto di valorizzazione.

Questo si sviluppa su un’area più ampia rispetto all’immobile del faro stesso, il quale diventa presidio ma anche luogo di richiamo, svolgendo più ruoli, da quello informativo a quello formativo. Anche la ricettività sarà improntata alla valorizzazione del territorio. Alla conservazione della natura e ospitalità, quindi, si aggiunge la ricerca scientifica, la fruizione pubblica, l’educazione, la formazione e la valorizzazione delle risorse e del contesto ambientale, tutte funzionali alla riuscita della riqualificazione e tutela.

 

Il faro sarà quindi il punto d’incontro di più iniziative, dove soggiornare per conoscere e vivere il territorio, ma anche presidio didattico e scientifico, osservatorio permanente sulle peculiarità ambientali dell’area costiera, con particolare attenzione alla fauna legata agli ambienti marini e alla migrazione degli uccelli.

L’oasi di Capo d’Orso sarà anche sede di incontri, seminari, conferenze e attività formative legate ai temi della conservazione della natura, della ricerca scientifica e dello sviluppo sostenibile, mentre il Centro visite potrà fungere da volano per conoscere la costiera, promuovendo eventi locali legati alla valorizzazione del territorio e alla sua vocazione culinaria, attraverso la collaborazione con ristoratori locali. Ad integrazione della proposta anche lo sviluppo a mare, riprendendo il progetto di Oasi blu, uno spazio dedicato alla fruizione marina.

 

Il faro rientra tra primi 11 fari, di proprietà dello Stato, dati in concessione nell’ambito del progetto “Valore Paese – Fari dell’Agenzia del Demanio” con bando del 2015. La proposta del WWF Oasi che si è aggiudicata la gara si pone l’obiettivo di recuperare e valorizzare un bene dello Stato, situato in un contesto di altissimo valore naturalistico, attraverso la missione della conservazione e della tutela del territorio.

Il sito di Capo d’Orso è incluso nel perimetro del Parco Regionale dei Monti Lattari ed è tutelato da Direttive comunitarie come sito di importanza europea per la biodiversità. Forte dell’esperienza di gestione delle Oasi del WWF Italia, il progetto intende contribuire a mantenere gli ecosistemi naturali e, ove necessario, recuperare e ripristinare l’ambiente originario, valorizzando, attraverso il faro, il territorio con una fruizione responsabile e sostenibile.

AMALFINOTIZIE

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Hassam, 300 euro al giorno sulla pelle dei connazionali

19 Marzo 2019, 08:51am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il suo soprannome era «appost» forse proprio perché era così che confermava agli imprenditori, e suoi complici italiani, di aver fatto «il servizio». Hassam Amzghal - anche per il gip Giovanna Pacifico che ha accolto le richieste della procura Antimafia di Salerno - è il promotore dell’organizzazione. Particolare una sua frase intercettata dai carabinieri: «Io isoldi li faccio qui... in una giornata guadagno 300 euro». I carabinieri del colonnello Antonino Neosi e del tenente colonnello Enrico Calandro, hanno cercato di velocizzare i tempi per ottenere il provvedimento cautelare a suo carico perché lo stesso stava per fare rientro in Marocco. E, una volta partito, il rischio era che si sarebbero perse le sue tracce. Come, forse, è successo per altri componenti del gruppo che, al momento, sono ricercati. Attraverso intercettazioni telefoniche, pedinamenti e anche l’ascolto di qualche clandestino vittima del sistema, gli investigatori sono riusciti a ricostruire nel dettaglio tutti i particolari dell’affare. Come il ruolo del commercialista Pasquale Infante, delegato formalmente dagli imprenditori alla trattazione amministrativa presso gli uffici competenti (Prefettura, Direzione territoriale del Lavoro, Inps) di tutte le pratiche (dai flussi alle richieste di disoccupazione al resto) e che, di fatto, tutelava gli interessi dell’organizzazione che seguiva personalmente non disdegnando di dare pareri e ricevere nel suo studio Hassan ogni volta che aveva bisogno di una consulenza. E le domande che materialmente immetteva nel sistema Unilav erano tutte ideologicamente false. E lui ne era consapevole. Braccio destro di Hassan, Nouredine Aitberka. Era lui ad intrattenere i rapporti con gli imprenditori agricoli e con i marocchini che si rivolgevano all’associazione per ottenere i documenti falsi, non solo permessi di soggiorno per fini lavorativi ma anche dichiarazioni di ospitalità: il tutto con la collaborazione della sorella Fatima. Compito di Ali Amezghal, invece, quello di raccogliere tutta la documentazione in arrivo dal Marocco da sottoporre poi all’attenzione degli imprenditori che avrebbero dovuto far richiesta di lavoratori in Marocco.

di Petronilla Carillo IL MATTINO.IT

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CAMPANIA NEWS Dramma sulla Circumvallazione, investita e uccisa coppia di 30enni

19 Marzo 2019, 08:47am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Melito. Dramma sulla Circumvallazione, coppia investita e uccisa. È quanto successo poco prima delle 23 nel tratto di strada che da Melito porta a Mugnano in direzione Giugliano all'altezza del centro commerciale Auchan. A perdere la vita una coppia di stranieri di trent'anni circa. L'uomo e la donna, secondo quanto appreso, sarebbero stati investiti dal conducente di un'auto che poi si è costituito dai carabinieri. Non si conosce ancora l'identità delle due vittime e sul posto ci sono i carabinieri che hanno chiuso la strada in entrambi i sensi di marcia. I militari stanno effettuando i rilievi per far luce sull'esatta dinamica dell'incidente e interrogando il conducente dell'auto che li ha uccisi.

MARIANO FELLICO IL MATTINO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Spari su un tram a Utrecht, arrestato il killer in fuga | Media: "Ha fatto fuoco per motivi familiari"

19 Marzo 2019, 08:31am

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Il bilancio è di 3 morti e 5 feriti. Il killer è un 37enne cittadino turco, fermato dopo otto ore di caccia allʼuomo

Utrecht, sale su un tram e spara: tre morti e cinque feriti | Killer preso dopo diverse ore: è un turco 37enne |  Ha agito per motivi familiari

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una sparatoria in pieno giorno su un tram affollato a Utrecht fa precipitare l'Olanda nel terrore. Tre morti e cinque feriti, alcuni in gravi condizioni, hanno fatto temere al piccolo Paese di essere finito nel mirino dei terroristi. A fine giornata la matrice terrorista non è ancora del tutto esclusa, ma sembra sempre più lontana. Il killer, Gokmen Tanis, un 37enne di origine turca, avrebbe agito per "motivi personali". Tanis è stato arrestato dopo una lunga fuga di otto ore: il 37enne, con un passato pieno di precedenti penali, avrebbe ucciso per ritorsione e problemi familiari. La sparatoria - L'incubo è cominciato alle 10:45 del mattino, in un quartiere residenziale di Utrecht, tranquilla cittadina universitaria. Su un tram fermo nella zona di Kanaleneiland, area con una vasta popolazione di immigrati, sale un uomo che dopo un po' comincia a sparare con una pistola. Secondo un testimone oculare, l'assalitore punta una donna, riuscendo subito a colpirla. Alcune persone si gettano sul corpo riverso a terra della vittima, ma il killer apre nuovamente il fuoco uccidendo altri due passeggeri mentre gli altri cercano di mettersi in fuga. Tanis a quel punto si dà alla fuga, probabilmente su una Renault Clio rossa che alcuni testimoni hanno visto in moto già prima dell'azione sul tram. Per otto ore l'uomo resta introvabile. I testimoni: "Killer è uno del quartiere, non è terrorismo", ma Utrecht sprofonda nella paura "attentati" - Alcuni testimoni, subito dopo i fatti, hanno raccontato che il killer "è uno del quartiere", escludento che potesse aver "agito per terrorismo". Ma la polizia, fin da subito, non esclude nessuna pista. Anzi, il sindaco di Utrecht porta il livello di allerta al massimo, come mai era successo in Olanda, e ordina a tutta la popolazione di restare chiusa in casa. Anche dalle scuole non entra ed esce nessuno, e per le moschee viene rafforzata la vigilanza, nel timore di un attacco in stile Nuova Zelanda mentre viene aumentato anche il livello di sicurezza in tutti gli aeroporti. La città diventa deserta. E mentre i feriti vengono portati in ospedale, entrano in azione anche le forze antiterroriste: elicotteri e centinaia di poliziotti avviano la caccia all'uomo. Per tutto il giorno si susseguono raid in case e appartamenti della città, fino a che la polizia non arriva all'autore della sparatoria, nella zona di Oudenoord. Chi è il killer - Gokman Tanis, 37 anni, nato in Turchia, ha una fedina penale lunga diverse pagine: dal 2012 al 2017 è stato arrestato più volte dalla polizia per furto, rapina, tentato omicidio, vandalismo, conflitto a fuoco, minacce alla polizia, e persino una violenza sessuale per la quale due settimane fa sarebbe comparso davanti ai giudici in Tribunale. "Non parlo con mio figlio da 11 anni, non conosco la sua situazione psicologica, in passato non aveva comportamenti aggressivi", ha detto il padre del killer, che vive in Turchia. Motivi familiari alla base della tragedia? - Altri famigliari, citati dall'agenzia di stampa turca Anadolu, sostengono che il motivo di quella assurda violenza sia proprio da ricercare all'interno delle vicende familiari. La separazione dalla moglie, avvenuta un anno fa, potrebbe essere il motivo scatenante della follia omicida secondo alcune ricostruzioni. Il premier olandese Mark Rutte, che nei momenti dopo l'attacco aveva parlato di una situazione "preoccupante" e aveva riunito l'unità di crisi, ancora dopo l'arresto parla di motivazioni "non chiare".

TGCOM24

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Isis: abbiamo ucciso un italiano in Siria | Il padre di Lorenzo Orsetti: "Caduta tutta la sua squadra"

19 Marzo 2019, 08:25am

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Imboscata Isis in Siria: morto un italiano | Il papà: hanno ucciso tutta la sua squadra

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L'Isis ha diffuso la fotografia del cadavere e dei documenti di un cittadino italiano che sarebbe stato ucciso durante l'assedio di Baghuz, ultima roccaforte siriana dello Stato islamico. I documenti (carta di credito e tessera sanitaria), secondo quanto riferisce Site, il sito Usa di monitoraggio del jihadismo, appartengono a Lorenzo Orsetti, 33enne toscano che combatteva come volontario a fianco dei curdi. Lorenzo Orsetti, fiorentino classe 1986, combatteva nelle file delle milizie curde Ypg, legate al Pkk turco, contro i jihadisti dello "Stato islamico" a Baghuz. Era stato di recente intervistato da media italiani come un combattente volontario italiano a fianco dei curdi contro l'Isis.

Isis, ucciso in Siria l italiano Lorenzo Orsetti La notizia della sua morte è stata data dall'Isis con la pubblicazione della sua tessera sanitaria italiana e di una carta di credito accompagnate dalla scritta in arabo "il crociato italiano ucciso negli scontri nella città di Baghuz". Orsetti è il secondo italiano militante nelle fila delle forze curde e ucciso in Siria dopo Giovanni Francesco Asperti, il 50enne noto con il nome di battaglia di "Hiwa Bosco" e morto il 7 dicembre. La madre disperata - "Mi dica cosa è successo... stavo sonnecchiando quando ho sentito il nome di Lorenzo e ho intravisto la sua fotografia al Tg3 della Toscana... Cos'è successo? E' da ieri che Lorenzo non risponde al telefono". Al telefono piange la signora Annalisa, mamma di Lorenzo Orsetti, il militante che sarebbe stato ucciso dall'Isis. Ancora non ha avuto notizie ufficiali e le chiede al primo giornalista che la chiama. "E' un anno e mezzo che è partito, voleva aiutare un popolo oppresso - aggiunge - ma io non dormo più. E' un bravo ragazzo, ha solo 33 anni, è nato il 13 febbraio 1986. Ha sempre voluto aiutare gli altri". Il padre: "Siamo orgogliosi di lui" - "Siamo orgogliosi di lui, della scelta che ha fatto", "ma ora siamo distrutti dal dolore. Da un anno e mezzo, cioè da quando è partito, stavamo in angoscia, più contenti quando lo sentivamo al telefono, in ansia quando stavamo un periodo senza sentirlo". Lo ha detto il padre di Lorenzo Orsetti, confermando la notizia dell'uccisione del figlio negli scontri in Siria con l'Isis. "Quando decise di andare a combattere per i curdi, mio figlio ci disse che voleva fare qualcosa per loro, non voleva rimanere senza fare nulla, voleva aiutarli nella loro causa", ha detto ancora Alessandro Orsetti. "Era un anno e mezzo ormai che mancava da Firenze - ricorda ancora il padre - Gli dicevamo 'vieni via, torna, perché la tua parte l'hai già fatta ed è molto importante'. Gli chiedevamo quando sarebbe tornato a casa ma lui rispondeva che la situazione era molto delicata per i curdi e voleva aiutarli ancora nella loro causa".Lorenzo ucciso con tutto il suo gruppo - "Mi ha telefonato il suo comandante curdo e mi ha detto che Lorenzo è morto insieme a tutti quelli del suo gruppo in un contrattacco dell'Isis". E' quanto ha riferito Alessandro Orsetti. "Sembra che il suo gruppo sia stato accerchiato, era con una unità araba, ma non so cosa significhi esattamente da un punto di vista militare - ha aggiunto -. Li hanno uccisi tutti. E io spero adesso che questa sua morte voglia poter dire qualcosa per la causa dei curdi. Lorenzo cercava una causa in cui coinvolgersi, non sopportava di stare, come diceva lui, nel menefreghismo. Desiderava dare una svolta alla sua vita e già tre-quattro anni fa si interessava dei curdi e della loro condizione". Il padre ha quindi sottolineato che il figlio "è andato via per una causa, noi siamo contenti per lui, perché in fondo ha fatto una scelta importante. Certamente eravamo contrari, non gli si poteva dire 'vai, è bello', però abbiamo capito che per lui era una scelta per dei valori in cui credeva. E il popolo curdo merita che si faccia qualcosa nella sua lotta contro l'Isis e il fascismo". Il padre ha sentito Lorenzo l'ultima volta il 10 marzo, ma da qualche giorno non leggeva i messaggi via mail. "Anche l'altra domenica gli abbiamo detto 'torna a casa, la battaglia è finita, vieni via, il tuo lo hai fatto'".

TGCOM24

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Libia, nave Ong soccorre 50 migranti e fa rotta verso lʼItalia | Viminale pronto a chiudere le acque territoriali

19 Marzo 2019, 08:14am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

La Mare Jonio: "Chiederemo allʼItalia un porto sicuro per sbarcare queste persone scappate dai campi di concentramento libici". A bordo del gommone in avaria cʼerano anche 12 minori

Libia, nave Ong soccorre 50 migranti e fa rotta verso l'Italia | Viminale pronto a chiudere le acque territoriali

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La nave Mare Jonio di "Mediterranea Saving Human" è intervenuta nelle acque libiche soccorrendo un gommone in avaria e salvando 50 migranti, tra cui 12 minori. "Stiamo facendo rotta verso nord per evitare il maltempo, ci dirigiamo verso l'Italia dove chiederemo il porto sicuro per sbarcare queste persone scappate dai campi di concentramento libici", ha spiegato Luca Casarini della Ong. Salvini: "I porti erano e rimangono chiusi". Le condizioni dei migranti, ha sottolineato Casarini, sono in linea di massima buone. "La maggior parte di loro sono disidratati e soffrono il mare, ma da un primo esame del medico di bordo sembra che le loro condizioni non destino particolari preoccupazioni". Quanto alle fasi del salvataggio, da bordo ribadiscono che non c'è stato alcun problema con i libici. "Quando siamo arrivati in zona - ha spiegato Casarini - eravamo soli e abbiamo iniziato a soccorrere le persone, il gommone era in difficoltà e stava imbarcando acqua. La motovedetta libica è arrivata quando le operazioni di soccorso erano già in atto, ci hanno chiesto come mai fossimo in quella zona e abbiamo risposto loro che durante la navigazione ci siamo imbattuti nel gommone. A quel punto hanno lasciato che terminassimo il soccorso". Mediterranea Saving Humans @RescueMed La Mare Jonio ha incrociato un gommone in avaria che stava affondando con una cinquantina di persone. Li stiamo già soccorrendo. La cosiddetta Guardia Costiera libica arrivata in un secondo momento, si sta dirigendo verso di noi. 1.266 17:45 - 18 mar 2019 Informazioni e privacy per gli annunci di Twitter 816 utenti ne stanno parlando Ong: "Verso Lampedusa perché è porto sicuro più vicino" - La Mare Jonio - spiega la Ong una nota - si sta dirigendo "in questo momento verso Lampedusa, ovvero verso il porto sicuro più vicino rispetto alla zona in cui è stato effettuato il soccorso. Nel frattempo, è in arrivo una forte perturbazione nel Mediterraneo centrale. Abbiamo chiesto formalmente all'Italia, nostro Stato di bandiera e Stato sotto il quale giuridicamente e geograficamente ricade la responsabilità, l'indicazione di un porto di sbarco per queste persone". Salvini: "I porti erano e rimangono chiusi" - Sul caso della Mare Jonio il ministro dell'Interno Matteo Salvini è intervenuto solo in tarda serata per ribadire la posizione già espressa in casi analoghi. "I porti erano e rimangono chiusi", ha scritto infatti il vicepremier su Facebook. Viminale: "Direttiva per stoppare le azioni illegali delle Ong" - Intanto è in arrivo una direttiva per "stoppare definitivamente le azioni illegali delle Ong". Lo fa sapere il Viminale, informando che il documento ribadirà le procedure dopo i salvataggi in mare. La direttiva dovrebbe inibire l'accesso alle acque italiane a tutte le navi umanitarie che soccorrono i migranti non osservando le procedure stabilite. La priorità, rileva il Viminale, "rimane la tutela delle vite, ma subito dopo è necessario agire sotto il coordinamento dell'autorità nazionale territorialmente competente, secondo le regole internazionali della ricerca e del soccorso in mare". Qualsiasi comportamento difforme, "può essere letto come un'azione premeditata per trasportare in Italia immigrati clandestini e favorire il traffico di esseri umani".

TGCOM24

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Oggi la Chiesa Cattolica festeggia San Giuseppe. Auguri a tutti i Papà!

19 Marzo 2019, 08:07am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

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DI MICHELE PAPPACODA Oggi festa grande per la chiesa Cattolica, per molti paesi di Napoli e della Penisola. Oggi infatti si festeggia san Giuseppe. Auguri a tutti i Giuseppe e Giuseppina che festeggiano in questa giornata il loro onomastico, ma auguri anche a tutti i papà. Ecco chi era San Giuseppe. S. Giuseppe, il più grande dei Santi che la Chiesa veneri dopo la SS. Vergine, era di stirpe reale, ma decaduta. La sua vita sublime rimase nascosta e sconosciuta: nessuno storico scrisse le sue memorie, ma della santità di lui abbiamo le più belle testimonianze nella Sacra Scrittura. Iddio nei suoi arcani disegni aveva destinato Giuseppe ad essere il nutrizio del Salvatore Gesù Cristo, e sposo e custode della Vergine Madre. Maria trovò in Giuseppe il compagno fedele che l’assistè, la consolò, la difese. Il Vangelo ci fa vedere come da S. Giuseppe fosse ignorato il grande prodigio che lo Spirito S. aveva operato in Maria. Di fronte a questo fatto si trovò fortemente angustiato. E poiché tanta era la carità e la venerazione che egli nutriva per la sua santa sposa, aveva divisato in cuor suo di rimandarla occultamente. E già stava per eseguire il suo proposito, quando al Signore piacque rivelare per mezzo di un Angelo al suo servo fedele il grande mistero della Incarnazione. E quando il desiderato delle genti, il figlio di Dio venne ad abitare fra gli uomini, S. Giuseppe, con la SS. Vergine, fu il primo ad adorarlo. Quando il triste re di Giudea, Erode, ordinò che tutti i bambini del territorio di Betlemme al di sotto dei due anni fossero uccisi senza eccezione, Giuseppe, avvertito dall’Angelo in sogno, sorse prontamente, e presi Maria e il Bambino, fuggì in Egitto. Morto Erode, S. Giuseppe fu avvertito nuovamente dall’Angelo di far ritorno, ed egli, premuroso, rimpatriò. Temendo però di Archelao, succeduto nel trono al padre Erode, fu da Dio avvertito di stabilirsi in Galilea. Si ritirò a Nazaret, dove ricco di meriti, si spense fra le braccia di Gesù e di Maria. Per questo S. Giuseppe è il grande protettore dei moribondi e dei padri. PRATICA. Impariamo da S. Giuseppe la fedeltà a Dio. PREGHIERA. Dio, che con ineffabile provvidenza, ti sei degnato eleggere il beato Giuseppe a sposo della tua Santissima Madre, fa’ che venerandolo in terra qual nostro protettore meritiamo di averlo intercessore in cielo. MARTIROLOGIO ROMANO. Nella Giudèa il natale di san Giuséppe, Sposo della beatissima Vergine Maria, Confessore, il quale dal Sommo Pontefice Pio nono, secondo i voti e le preghiere di tutto l’Orbe cattolico, fu dichiarato Patrono della Chiesa universale.

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GLI AUGURI DEL GIORNO Michele Pappacoda fa gli auguri al suo caro papà nel giorno di San Giuseppe festa del papà

19 Marzo 2019, 07:57am

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L'immagine può contenere: una o più persone, vestito elegante e primo piano

DI MICHELE PAPPACODA Auguri al mio carissimo papà che ha tanto fatto x me devo ringraziare solo a lui per quello che sono un grande giornalista un grande uomo con un cuore immenso come lo aveva il mio papà sempre pronto ad aiutare il prossimo in particolare per i figli preferiva a volte non mangiare ma fare diventare qualcuno i propri figli Grazie papà per tutto quello che hai fatto per noi in particolare x me auguri papà!!!!

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SALERNO E PROVINCIA NEWS PARCOMETRI MANOMESSI A SALERNO, ARRIVANO NUOVI APPARECCHI

18 Marzo 2019, 19:46pm

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Parcometri manomessi a Salerno, arrivano nuovi apparecchi

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Le denunce alla Procura della Repubblica e controlli continui non sono bastati a combattere il fenomeno. A Salerno si registrano ancora manomissioni ai parcometri per rubare le monete del resto. A danno degli utenti, che non ricevono i soldi spettanti, e degli apparecchi che possono andare in blocco.

Una situazione segnalata e denunciata da Salerno Mobilità da oltre un anno.

Per cercare di risolvere il problema alla radice, Salerno Mobilità sta valutando l’ipotesi di sostituire i parcometri. Cinque nuovi apparecchi anti-manomissione sono già presenti nella zona di piazza Casalbore.

ALESSANDRO FERRO LIRATV

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SALERNO E PROVINCIA NEWS NEOSI (CARABINIERI): “È STATA UN’INDAGINE LUNGA E COMPLESSA”

18 Marzo 2019, 19:42pm

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Neosi (Carabinieri): “è stata un’indagine lunga e complessa”

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È stata un’indagine lunga e complessa quella portata avanti contro l’immigrazione clandestina. Come spiega il comandante provinciale dei Carabinieri di Salerno, il colonnello Antonino Neosi.

ALESSANDRO FERRO LIRATV

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