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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Roma bomba d'acqua: tram in tilt, chiuse metro San Giovanni, Termini e Manzoni. Bloccata Roma-Lido

24 Settembre 2020, 07:28am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Roma, bomba d'acqua: tram in tilt, chiuse metro San Giovanni, Termini e Manzoni. Bloccata Roma-Lido

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Bomba d'acqua a Roma. Traffico in tilt sulle principali arterie della città: dal Gra all'Aurelia, alla Cassia. Disagi anche al Prenestino e a Centocelle con forti raffiche di vento. 
Metro A, INTERRUZIONE Ottaviano <-> Battistini (interruzione elettrica). In corso di attivazione servizio bus sostitutivi CHIUSE fermate Termini, San Giovanni e Manzoni per danni da maltempo. Lo scrive Atac su twitter.

 

Rete tram - #Linea2 interrotta per danni da maltempo in via Belle Arti. #Linea8 interrotta per danni da maltempo a via Induno. #Linea3 limitata piazzale Ostiense per danni da maltempo in via Induno. #Linea19 limitata piazza Thorwaldsen per danni da maltempo in via Belle Arti.

Bus Linee 16-85 da via Monselice deviano via Gela-via Appia Nuova-viale Furio Camillo -linea 669 da via Salvatore Pincherle-viale Marconi -linee 49-246-446-980 forti ritardi per traffico intenso via Aurelia e Pineta Sacchetti.
 

 

 

Chiuse al traffico a causa di un allagamento via Guglielmo Sansoni, a Tor Sapienza, e via Alessandro Crivelli, in zona Portuense, per un dissesto del manto stradale.

Roma-Lido Interruzione Acilia<->Piramide causa ramo di albero su rete elettrica altezza Torrino. In corso di attivazione bus navetta Eur Magliana<

 


LE PREVISIONI Il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un avviso di condizioni metereologiche avverse, a estensione dell’allertamento emesso mercoledì, con indicazione che dalle prime ore di giovedì 24 settembre 2020, e per le successive 24 ore, si prevedono sul Lazio precipitazioni da isolate a sparse, localmente anche a carattere di rovescio o temporale, con quantitativi da deboli a localmente moderati. Il Centro Funzionale Regionale ha effettuato la valutazione dei Livelli di Allerta/Criticità e pertanto inoltrato un bollettino con allerta gialla per criticità idrogeologica e criticità idrogeologica per temporali su Bacini Costieri Nord, Bacino Medio Tevere, Appennino di Rieti e Bacini di Roma. La Sala Operativa Permanente della Regione Lazio ha diramato l'allertamento del Sistema di Protezione Civile Regionale e invitato tutte le strutture ad adottare tutti gli adempimenti di competenza. 

 

 

 

 

IL MESSAGGERO

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MOTORI E AUTO D'EPOCA Lunedì 17 Agosto ho fatto un altro bel giro stavolta su un bel fiat coupè uno degli ultimi modelli sportivi della casa.

23 Settembre 2020, 15:49pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

MOTORI E AUTO D'EPOCA Lunedì 17 Agosto ho fatto un altro bel giro stavolta su un bel fiat coupè uno degli ultimi modelli sportivi della casa.
MOTORI E AUTO D'EPOCA Lunedì 17 Agosto ho fatto un altro bel giro stavolta su un bel fiat coupè uno degli ultimi modelli sportivi della casa.
MOTORI E AUTO D'EPOCA Lunedì 17 Agosto ho fatto un altro bel giro stavolta su un bel fiat coupè uno degli ultimi modelli sportivi della casa.
MOTORI E AUTO D'EPOCA Lunedì 17 Agosto ho fatto un altro bel giro stavolta su un bel fiat coupè uno degli ultimi modelli sportivi della casa.
MOTORI E AUTO D'EPOCA Lunedì 17 Agosto ho fatto un altro bel giro stavolta su un bel fiat coupè uno degli ultimi modelli sportivi della casa.
MOTORI E AUTO D'EPOCA Lunedì 17 Agosto ho fatto un altro bel giro stavolta su un bel fiat coupè uno degli ultimi modelli sportivi della casa.
MOTORI E AUTO D'EPOCA Lunedì 17 Agosto ho fatto un altro bel giro stavolta su un bel fiat coupè uno degli ultimi modelli sportivi della casa.
MOTORI E AUTO D'EPOCA Lunedì 17 Agosto ho fatto un altro bel giro stavolta su un bel fiat coupè uno degli ultimi modelli sportivi della casa.
MOTORI E AUTO D'EPOCA Lunedì 17 Agosto ho fatto un altro bel giro stavolta su un bel fiat coupè uno degli ultimi modelli sportivi della casa.
MOTORI E AUTO D'EPOCA Lunedì 17 Agosto ho fatto un altro bel giro stavolta su un bel fiat coupè uno degli ultimi modelli sportivi della casa.
MOTORI E AUTO D'EPOCA Lunedì 17 Agosto ho fatto un altro bel giro stavolta su un bel fiat coupè uno degli ultimi modelli sportivi della casa.
MOTORI E AUTO D'EPOCA Lunedì 17 Agosto ho fatto un altro bel giro stavolta su un bel fiat coupè uno degli ultimi modelli sportivi della casa.
MOTORI E AUTO D'EPOCA Lunedì 17 Agosto ho fatto un altro bel giro stavolta su un bel fiat coupè uno degli ultimi modelli sportivi della casa.
MOTORI E AUTO D'EPOCA Lunedì 17 Agosto ho fatto un altro bel giro stavolta su un bel fiat coupè uno degli ultimi modelli sportivi della casa.
MOTORI E AUTO D'EPOCA Lunedì 17 Agosto ho fatto un altro bel giro stavolta su un bel fiat coupè uno degli ultimi modelli sportivi della casa.

DI VANNY MOSSA Lunedì 17 Agosto ho fatto un altro bel giro stavolta su un bel fiat coupè uno degli ultimi modelli sportivi della casa. Di proprietà dell’amico Daniele, l’auto ha una storia interessante dietro di se; l’auto è stata 20 anni sotto sequestro quindi ha pochissimi km circa 1900 segnati il giorno del giro. Di uno dei miei colori preferiti il blu blizard micallizzato con stereo cd originale sedili in pelle. Ci siamo organizzati come sempre per fare il giro nel pomeriggio, l’auto però aveva qualche problemino allo spinterogeno con un po' di umidità risolto grazie all'aiuto di mio padre. Fatte le solite manovre ci siamo avviati verso il solito itinerario. L’auto non era al meglio delle sue forze ma comunque si è comportata benissimo. Il motore è molto più esuberante, rispetto al modello aspirato che già provai che poi è pur sempre il motore del leggendario deltone! Mi ha sorpreso la buona tenuta di strada nonostante la trazione solo anteriore, a parte solo che si sentivano tutte le asperità stradali a causa delle gomme vecchie. Anche se il giro è durato poco mi sono molto divertito, mi piacerebbe l’auto quando sarà al meglio delle forze. Quindi godetevi le foto, ci vediamo alla prossima avventura!

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE SALERNITANA, FUMATA BIANCA DEFINITIVA: TUTINO SARÀ GRANATA

23 Settembre 2020, 14:13pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

SPORT NEWS E SPORT LOCALE SALERNITANA, FUMATA BIANCA DEFINITIVA: TUTINO SARÀ GRANATA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Gennaro Tutino sarà (finalmente) il nuovo attaccante della Salernitana. Summit decisivo ieri tra Lotito-Fabiani. Nel contratto, obbligo di riscatto in caso di A La fumata bianca è arrivata, dopo quasi un mese: Gennaro Tutino sarà un calciatore della Salernitana. Una lunga telenovela che ha visto protagonista i granata, il calciatore partenopeo ed il Napoli, giunta ad un punto di svolta nella serata di martedì. Infatti, si è tenuto un ultimo e decisivo summit a Villa San Sebastiano tra Lotito, Fabiani ed il procuratore del calciatore e il co-proprietario ha accettato la proposta del prestito con diritto di riscatto a 5 milioni di euro per l’arrivo di Tutino in granata. Nei dettagli dell’affare, spunta anche l’opzione dell’obbligo di riscatto in caso di promozione in Serie A.Oggi dovrebbe essere il giorno giusto per vedere finalmente Tutino arrivare a Salerno per svolgere le visite mediche ed aggregarsi al gruppo di mister Castori al Mary Rosy. Se non dovesse tardare l’ufficialità, l’attaccante sarà già a disposizione per la partita di sabato contro la Reggina all’Arechi, primo impegno ufficiale in campionato per la Salernitana. Una trattativa fiume con numerosi colpi di scena ma che alla fine trova il punto d’incontro definitivo. Tutino è pronto a legarsi alla Salernitana e sarà lui il nuovo centravanti granata. NANDO ARMENANTE ZEROTTONOVE

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Pacco bomba al presidente di Confindustria Brescia Minaccia senza rivendicazione. Pasini sotto scorta

23 Settembre 2020, 14:04pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

. © ANSA

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Un pacco bomba anonimo è arrivato ieri nella sede della Feralpi Group indirizzato al presidente dell'azienda siderurgica di Lonato del Garda, in provincia Brescia, e leader degli industriali bresciani, Giuseppe Pasini. All'interno un detonatore e della polvere da sparo. Un congegno rudimentale, che probabilmente non sarebbe potuto scoppiare, stando alle prime indagini. La Prefettura ha messo sotto scorta Pasini. A giugno la protezione era invece stata disposta nei confronti di Marco Bonometti, anche lui bresciano, e presidente di Confindustria Lombardia. ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Scoperti in Egitto 27 sarcofagi, mai aperti da 2.500 anni Sono stati portati alla luce dagli archeologi in un'antica necropoli egizia di Saqqara a sud del Cairo

23 Settembre 2020, 13:54pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

scoperti in egitto 27 sarcofagi mai aperti da 2500 anni

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI  Gli archeologi in Egitto hanno scoperto, nell'antica necropoli di Saqqara a sud del Cairo, 27 sarcofagi di legno decorati e coperti da geroglifici. Lo ha riferito il ministero del Turismo, precisando che non sono mai stati aperti da quando sono stati seppelliti oltre 2.500 anni fa. Di questi, 13 sono stati rinvenuti all'inizio del mese in una nuova cavità mentre altri 14 sono venuti alla luce la settimana scorsa in un sito diverso. 

FONTE AGI -

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Scoperta temperatura più fredda di tutti i tempi nell’Artico, registrata in Groenlandia -69 nel 1991

23 Settembre 2020, 13:45pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Scoperta temperatura più fredda di tutti i tempi nell’Artico, registrata in Groenlandia -69 nel 1991

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Scoperta dai “detective” dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) la temperatura più fredda mai registrata nell’emisfero settentrionale. Cercando negli archivi dell’Omm i record di caldo delle stazioni meteorologiche più remote del pianeta – riporta il Guardian – i ricercatori hanno scoperto che la temperatura più fredda è stata registrata in una stazione meteo automatica in Groenlandia in un inverno di circa 30 anni fa, di quasi 2 gradi più bassa del precedente record noto. La stazione di Klinck in Groenlandia, vicino alla sommità della calotta glaciale, ha registrato -69,6 gradi il 22 dicembre 1991, un dato decisamente inferiore alla temperaturs di -67,8 registrata a Verkhoyansk in Russia nel febbraio 1892 e nel sito russo di Oimekon nel gennaio 1933. Tutte e tre queste temperature sono eccezionali per l’emisfero settentrionale, ma pur devono cedere lo scettro al decisamente freddo -89,2 del 21 luglio 1983, registrato a metà inverno nell’emisfero meridionale, presso la stazione meteorologica ad alta quota di Vostok, in Antartide. TELECAPRINEWS

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CAMPANIA NEWS Oggi 23 settembre ricorre l’anniversario di due martiri napoletani della giustizia: il giornalista Giancarlo Siani e il Vicebrigatiere dei Carabinieri Salvo D’Acquisto

23 Settembre 2020, 13:40pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 35 anni fa la camorra decretava la morte del giovane giornalista Giancarlo Siani. La sua uccisione fu ordinata dal boss Angelo Nuvoletta, per volontà del mafioso Totò Riina, capo di Cosa Nostra, a cui il clan di Marano era affiliato. Il motivo dell’assassinio fu un articolo del 10 giugno 1985, in cui Siani informò l’opinione pubblica che l’arresto del boss oplontino Valentino Gionta era stato possibile grazie a una soffiata degli storici alleati Nuvoletta, che tradirono Gionta in cambio di una tregua con i nemici casalesi. Appartenente ad una famiglia della media borghesia partenopea del quartiere Vomero, frequentò le elementari presso la scuola “Vincenzo Cuoco”, le medie presso la Scuola media statale “Michelangelo Schipa”, e le superiori presso il Liceo Ginnasio G. B. Vico, partecipando ai movimenti studenteschi del 1977. Conseguì la maturità classica nel 1978 con il massimo dei voti (60/sessantesimi). Una volta iscritto a Sociologia all’Università degli Studi di Napoli Federico II, iniziò a collaborare con alcuni periodici napoletani mostrando particolare interesse per le problematiche dell’emarginazione; proprio all’interno delle fasce sociali più disagiate si annidava, infatti, il principale serbatoio di manovalanza della criminalità organizzata. In quel periodo fondò assieme ad altri giovani giornalisti, tra i quali Gildo De Stefano e Antonio Franchini, il Movimento Democratico per il Diritto all’Informazione (M.D.D.I.), di cui fu portavoce nei diversi convegni nazionali sulla libertà di stampa. Scrisse i suoi primi articoli per il mensile Il lavoro nel Sud, testata dell’organizzazione sindacale Cisl, e poi iniziò la sua collaborazione presso la redazione di Castellammare di Stabia come corrispondente da Torre Annunziata per il quotidiano Il Mattino di Napoli. Fu attivista del Partito Radicale durante la segreteria di Giuseppe Rippa. L’attività giornalistica Da Torre Annunziata si occupò principalmente di cronaca nera e quindi di camorra, studiando e analizzando i rapporti e le gerarchie delle famiglie camorristiche che controllavano il comune e i suoi dintorni. Fu in questo periodo che iniziò anche a collaborare con l’Osservatorio sulla Camorra, periodico diretto dal sociologo Amato Lamberti. Al quotidiano Il Mattino faceva riferimento alla redazione distaccata di Castellammare di Stabia. Pur lavorando come corrispondente da giornalista frequentava stabilmente la redazione del comune stabiese: il suo sogno era strappare il contratto da praticante giornalista per poi poter sostenere l’esame e diventare giornalista professionista. Lavorando per Il Mattino, Siani riuscì ad approfondire la conoscenza del mondo della camorra, dei boss locali e degli intrecci tra politica e criminalità organizzata, scoprendo una serie di connivenze che si erano stabilmente create, all’indomani del terremoto in Irpinia, tra esponenti politici oplontini e il boss locale, Valentino Gionta, che, da pescivendolo ambulante, aveva costruito un business illegale. Gionta era partito dal contrabbando di sigarette, per poi spostarsi al traffico di stupefacenti, e infine controllando l’intero mercato di droga nell’area torrese-stabiese. Le inchieste sulla camorra Le vigorose denunce del giovane giornalista lo condussero ad essere regolarizzato nella posizione di corrispondente dal quotidiano nell’arco di un anno. Le sue inchieste scavavano sempre più in profondità, tanto da arrivare a scoprire la moneta con cui i boss mafiosi facevano affari. Siani con un suo articolo accusò il clan Nuvoletta, alleato dei Corleonesi di Totò Riina, e il clan Bardellino, esponenti della “Nuova Famiglia”, di voler spodestare e vendere alla polizia il boss Valentino Gionta, divenuto pericoloso, scomodo e prepotente, per porre fine alla guerra tra famiglie. Ma le rivelazioni, ottenute da Giancarlo grazie ad un suo amico carabiniere e pubblicate il 10 giugno 1985, indussero la camorra a sbarazzarsi di questo scomodo giornalista. In quell’articolo Siani ebbe modo di scrivere che l’arresto del boss Valentino Gionta fu reso possibile da una “soffiata” che esponenti del clan Nuvoletta fecero ai carabinieri. Il boss oplontino fu infatti arrestato poco dopo aver lasciato la tenuta del boss Lorenzo Nuvoletta a Marano di Napoli, comune a Nord di Napoli. Secondo quanto successivamente rivelato dai collaboratori di giustizia, l’arresto di Gionta fu il prezzo che i Nuvoletta pagarono al boss Antonio Bardellino per ottenerne un patto di non belligeranza. La pubblicazione dell’articolo suscitò le ire dei fratelli Nuvoletta che, agli occhi degli altri boss partenopei e di Cosa Nostra (di cui erano con i Gionta gli unici componenti non siciliani), facevano la figura degli “infami”, ossia di coloro che, contrariamente al codice degli uomini d’onore della mafia, intrattenevano rapporti con le forze di polizia. Da quel momento i capo-clan Lorenzo ed Angelo Nuvoletta tennero numerosi summit per decidere in che modo eliminare Siani, nonostante la reticenza di Valentino Gionta, incarcerato. A ferragosto del 1985 i Nuvoletta decisero di uccidere Siani, che doveva essere assassinato lontano da Torre Annunziata per depistare le indagini. Giancarlo lavorava sempre alacremente alle sue inchieste e stava per pubblicare un libro sui rapporti tra politica e camorra negli appalti per la ricostruzione post-terremoto. L’assassinio Il 23 settembre 1985, appena giunto sotto casa sua con la propria Citroën Méhari con capote in tela, Giancarlo Siani venne ucciso. Gli sparò una squadra di almeno due assassini mentre era seduto nell’auto. Fu colpito 10 volte in testa da due pistole Beretta 7.65mm: l’agguato avvenne alle 20.50 circa, sotto la sua abitazione, in via Vincenzo Romaniello, a pochi passi da piazza Leonardo, nel quartiere napoletano dell’Arenella. Le indagini e i processi È stato acclarato che gli assassini scapparono in moto. Siani, trasferito dalla redazione di Castellammare di Stabia a quella centrale de Il Mattino, all’epoca diretto da Pasquale Nonno, proveniva dalla sede del quotidiano di via Chiatamone. Il giorno della sua morte telefonò al suo ex-direttore dell’Osservatorio sulla Camorra, Amato Lamberti, chiedendogli un incontro per parlargli di cose che “è meglio dire a voce”. Non si è però mai saputo di cosa si trattasse e se Giancarlo avesse iniziato a temere per la sua incolumità. Lo stesso Lamberti, nelle diverse escussioni testimoniali cui è stato sottoposto, ha fornito versioni diverse della vicenda che non hanno mai chiarito quell’episodio. Il 15 aprile del 1997 la seconda sezione della corte d’assise di Napoli condannò all’ergastolo i mandanti dell’omicidio (i fratelli Lorenzo e Angelo Nuvoletta, e Luigi Baccante) e i suoi esecutori materiali (Ciro Cappuccio e Armando Del Core). In quella stessa condanna appare, come mandante, anche il boss Valentino Gionta. La sentenza è stata confermata dalla Corte di Cassazione, che però dispose per Valentino Gionta il rinvio ad altra Corte di Assise di Appello: si è svolto un secondo processo di appello che il 29 settembre del 2003 l’ha di nuovo condannato all’ergastolo, mentre il giudizio definitivo della Cassazione lo ha definitivamente scagionato per non aver commesso il fatto. Nel 2014 un libro-inchiesta del giornalista napoletano Roberto Paolo ha sollevato dubbi sui reali esecutori dell’omicidio e ha indicato i nomi di altri mandanti ed esecutori. Sulla base di queste rivelazioni, l’allora coordinatore della Direzione antimafia della Procura di Napoli, Giovanni Melillo, ha riaperto le indagini sull’omicidio Siani: il fascicolo è affidato ai sostituti procuratori Enrica Parascandolo e Henry John Woodcock. ======================================================================================= Salvo Rosario Antonio D’Acquisto vicebrigadiere dell’Arma dei Carabinieri, insignito di Medaglia d’oro al valor militare per essersi sacrificato il 23 settembre 1943 per salvare un gruppo di civili durante un rastrellamento delle truppe naziste nel corso della seconda guerra mondiale. Salvo Rosario Antonio D’Acquisto nacque a Napoli, a Villa Alba, un edificio di quattro piani in via San Gennaro nel rione Antignano. Fu primogenito di cinque figli in una famiglia profondamente cristiana: il padre Salvatore, nativo di Palermo, e la madre Ines Marignetti, nativa di Napoli. Frequentò l’asilo presso l’Istituto Salesiano “Figlie di Maria Ausiliatrice” in via Enrico Alvino n° 19 nel quartiere Vomero, la Scuola Elementare “Luigi Vanvitelli” in via Luca Giordano n° 128, il Ginnasio presso l’Istituto Salesiano “Sacro Cuore” in via Alessandro Scarlatti n° 29 e il Liceo Classico “Giambattista Vico” in via Salvator Rosa n° 117. Nel 1934 lascia gli studi, pur frequentando per un periodo il Conservatorio di “San Pietro a Majella” in via San Pietro a Majella n° 35, cantando da baritono. L’arruolamento nell’Arma dei Carabinieri Reali Si arruolò giovanissimo nei Carabinieri come volontario il 15 agosto 1939, frequentando la Scuola allievi carabinieri di Roma, dipendente dalla 2ª Divisione “Podgora”, fino al 15 gennaio 1940. Venne inizialmente assegnato alla Compagnia Comando della Legione Carabinieri di Roma dipendente dalla 2ª Divisione Carabinieri “Podgora”. Quindi, dopo il giugno 1940, passò presso il Nucleo Carabinieri Fabbricazioni di Guerra del Sottosegretariato di Stato per le Fabbricazioni di Guerra (FabbriGuerra) in via Sallustiana n° 53. Con l’entrata in guerra dell’Italia si arruolò volontario per la Libia italiana nella Campagna del Nordafrica (1940-1943) del Teatro dell’Africa e del Medio Oriente ed il 28 ottobre 1940 venne mobilitato con la 608ª Sezione Carabinieri (polizia militare), inquadrata nella 13ª Divisione Aerea “Pegaso” di stanza a Bengasi, parte della Squadra Aerea “Aeronautica della Libia – Est” della Regia Aeronautica, partendo da Napoli il 15 novembre 1940 e sbarcando a Tripoli il 23 novembre 1940; la nave ebbe gravi problemi di navigazione. Dopo alcuni mesi trascorsi al fronte, alla fine di febbraio 1941 rimase ferito a una gamba durante uno scontro a fuoco con le truppe inglesi. Restò successivamente con il suo Reparto in zona d’operazioni fin quando venne ricoverato all’Ospedale Militare di Bengasi per una forte febbre malarica. Rientrò in Italia per una licenza di 3 mesi e poi fu aggregato dal 13 settembre 1942 alla Scuola Centrale Carabinieri Reali di Firenze, per frequentarvi il corso accelerato per la promozione a vicebrigadiere. Conseguito il 15 dicembre 1942 il grado di vicebrigadiere, il 19 dicembre fu destinato alla stazione carabinieri di Torrimpietra, all’epoca una borgata rurale extraurbana a una trentina di chilometri da Roma lungo la via Aurelia, oggi frazione del Comune di Fiumicino. I rastrellamenti nazisti e la fucilazione Dopo il Proclama Badoglio dell’8 settembre 1943 un reparto di paracadutisti tedeschi della 2. Fallschirmjäger-Division si era accasermato presso alcune vecchie postazioni precedentemente in uso alla Guardia di Finanza nelle vicinanze della località Torre Perla di Palidoro, che rientrava nella giurisdizione territoriale della stazione Carabinieri di Torrimpietra. Qui, nel tardo pomeriggio del 22 settembre 1943, alcuni di loro, mentre ispezionavano casse di munizioni abbandonate, furono investiti dall’esplosione di una bomba a mano o forse dall’incauto maneggio di ordigni usati per la pesca di frodo, a suo tempo sequestrati dai finanzieri. Due paracadutisti morirono e altri due rimasero feriti. Il comandante del reparto, un maresciallo, attribuì la responsabilità dell’accaduto ad anonimi attentatori locali e richiese la collaborazione dei Carabinieri della locale stazione,[5] temporaneamente comandata dal vicebrigadiere Salvo D’Acquisto per l’assenza del maresciallo comandante: minacciarono la rappresaglia se entro l’alba non fossero stati trovati i colpevoli. La mattina seguente D’Acquisto, assunte alcune informazioni, provò a ribattere che l’accaduto era da considerarsi un caso fortuito, un incidente privo di autori, ma i tedeschi insistettero sulla loro versione e confermarono l’intenzione di dare corso ad una rappresaglia ai sensi di un’ordinanza emanata dal feldmaresciallo Albert Kesselring pochi giorni prima. Il 23 settembre furono dunque eseguiti dei rastrellamenti e catturate 22 persone scelte a caso fra gli abitanti della zona. Questi alcuni dei nomi: Angelo Amadio (18 anni); Armando Attili, detto Nando, muratore, padre di Attilio; Attilio Attili, muratore, figlio di Armando; Ennio Baldassarri (13 anni), il più giovane del gruppo, ma fatto scendere dal camion prima di andare al luogo dell’esecuzione; Vittorio Bernardi, detto “Carnera”, fabbro e muratore, fu obbligato a scavare con le mani la fossa non essendoci pale a sufficienza per tutti; Enrico Brioschi (36 anni), cameriere del Conte Nicolò Carandini; Giuseppe Carinci (alcune fonti lo nominano Carigi, circa 70enne), spazzino, tentò la fuga e fu ucciso prima della cattura; Rinaldo De Marchi (30 anni), muratore; Giuseppe Feltre, muratore; Benvenuto Gaiatto (52 anni, di Torrimpietra), padre di quattro figli e il più anziano del gruppo; Antonio Gianacco, muratore; Oreste Mannocci, venditore ambulante di frutta di Santa Marinella; Sergio Manzoni, venditore ambulante di frutta di Santa Marinella; Vincenzo Meta (27 anni, di Maccarese), muratore, padre di due bimbi e da poco rientrato da Bologna dopo essere scappato dai tedeschi, ancora in uniforme militare; Attilio Pitton, muratore, padre di un ragazzo; Fortunato Rossin, muratore, fratello di Gedeone, padre di due bimbi; Gedeone Rossin, muratore, fratello di Fortunato, scapolo; Umberto Trevisol (35 anni), muratore, padre di due bimbi; Michele Vuerick (39 anni), detto “Mastro Michele”, capomastro muratore; Ernesto Zuccon, fornaio. Lo stesso D’Acquisto fu forzatamente prelevato dalla caserma da parte di una squadra armata e fu condotto nella piazza principale di Palidoro, dove erano stati radunati gli ostaggi. Fu tenuto un sommario “interrogatorio” nel corso del quale tutti gli ostaggi si dichiararono ovviamente innocenti. Nella piazza venne anche condotto un altro abitante ritenuto un carabiniere, Angelo Amadio, che sarà l’ultimo testimone del sacrificio del brigadiere. Nuovamente richiesto di indicare i nomi dei responsabili, D’Acquisto ribadì che non ve ne potevano essere visto che l’esplosione era stata accidentale e che gli ostaggi e gli altri abitanti della zona erano dunque tutti quanti innocenti. Durante l’interrogatorio dei rastrellati D’Acquisto fu tenuto separato nella piazza, sotto stretta sorveglianza da parte dei soldati tedeschi e, “quantunque malmenato e a volta anche bastonato dai suoi guardiani, serbò un contegno calmo e dignitoso“, come ebbe a riferire in seguito Wanda Baglioni, una testimone oculare. Gli ostaggi e D’Acquisto vennero quindi trasferiti fuori dal paese. Agli ostaggi furono fornite delle vanghe e furono costretti a scavare una grande fossa comune nelle vicinanze della Torre di Palidoro, per la ormai prossima loro fucilazione. Le operazioni di scavo si protrassero per alcune ore; quando furono concluse fu chiaro che i tedeschi avrebbero davvero messo in atto la loro terribile minaccia. TELECAPRINEWS

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ISCHIA E PROCIDA NEWS Allarme Covid a Casamicciola, positivi alcuni dipendenti comunali, chiuso il Municipio e disposti i test rapidi per tutti

23 Settembre 2020, 13:35pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il sindaco di Casamicciola ha disposto nuovamente la chiusura del Municipio per la presenza accertata nei giorni scorsi di una o più persone risultate positive al Coronavirus. Giovan Battista Castagna ha poi ordinato i test rapidi per tutti i dipendenti comunali che saranno effettuati oggi. Successivamente nel caso di notizie positive dagli ulteriori tamponi si potrà procedere alla riapertura degli uffici comunali di piazza Marina.

TELECAPRINEWS

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NAPOLI NEWS Napoli, spaccio nelle “case dei Puffi” nel quartiere di Scampia, pusher 31enne arrestato dai carabinieri

23 Settembre 2020, 13:30pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA I carabinieri della stazione di Napoli Scampia hanno arrestato per spaccio di stupefacenti Cosimo Fiorillo, 31enne del posto già noto alle ffoo. E’ stato sorpreso nel complesso popolare noto come “Case dei Puffi”, nel Lotto P, mentre cedeva a due “clienti” una dose di eroina e una di cocaina. La droga – hanno scoperto i carabinieri – era nascosta in un’intercapedine di un muro e da lì veniva prelevata all’occorrenza. Rinvenuti e sequestrati 17 cilindretti contenenti eroina e 21 contenenti cocaina. Ancora altri 20 cilindretti al cui interno era occultato crack. Nelle tasche del 31enne 195 euro in contante ritenuto provento illecito. In manette, Fiorillo è stato tradotto al carcere di Poggioreale. TELECAPRINEWS

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Elezioni Giugliano, Poziello-Pirozzi al ballottaggio: l’ex sindaco in vantaggio di 2mila voti

23 Settembre 2020, 13:21pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Elezioni Giugliano, Poziello-Pirozzi al ballottaggio: l'ex sindaco in vantaggio  di 2mila voti

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Finalmente è arrivato il giorno dello scrutinio delle schede delle elezioni comunali a Giugliano. Ieri è stata la volta del referendum che hanno visto un netto Sì affermarsi anche nella terza città della Campania (leggi l’articolo) e delle regionali (leggi i dati), stamattina si procederà allo spoglio prima dei voti al sindaco e poi al consiglio comunale. Il dato ufficiale dell’affluenza alle ore 15 è del 64,30%, quindi un aumento rispetto ai 63,77% del 2015.+++AGGIORNAMENTO+++ I dati che arrivano sono un testa a testa tra Antonio Poziello (20465) al 38,21% e Nicola Pirozzi (18174) al 33,94%, più indietro Giuseppe Pietro Maisto (14155) al 26,43% e Arianna Organo 759 al 1,42%. Bianche 275 (0,51%), Nulle 430(0,80%) 

Aggiornamento su 92 sezioni su 100.

Seggio chiuso per Covid

Intanto sono state chiuse 7 sezioni a via Madonna del Pantano per un sospetto caso di Covid di un familiare di uno degli addetti allo scrutinio. E’ in corso la sanificazione del plesso elettorale. Sul posto ci sono l’Asl e gli agenti di polizia di Stato, gli scrutatori e presidenti di seggio sono stati fatti uscire.

I primi dati

Dai primi dati che arrivano dal centro storico sembra che si profili un ballottaggio tra Poziello e Pirozzi. Il candidato del Pd è uscito molto forte nella Gb Futura, mentre Poziello tiene bene in altre zone della città, anche nella periferia di Giugliano tra cui Camponannone e via Pigna. Più indietro Maisto, che spera nei voti della fascia costiera.

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Giuseppe Pietro Maisto (Lista Guarino, Fascia Costiera Unita, Udc, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Cambiamenti, Maisto Sindaco)

Arianna Organo (Potere al Popolo)

Nicola Pirozzi (Giugliano Bene Comune, Partito Democratico, Inpolis, I Riformisti, Nicola Pirozzi Sindaco, Repubblicani Democratici, + Giugliano Autonomia Costiera, Movimento 5 Stelle)

Antonio Poziello (Città in Movimento, Orizzonti, Giugliano Unita, Sviluppo.

FONTE INTERNAPOLI

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