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NEWS ITALIA E DAL MONDO Come funziona Immuni e come si scarica l’app per tracciare i contagi da Coronavirus

6 Ottobre 2020, 18:35pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

inserito da Primula Galantucci “Immuni” è la nuova applicazione non obbligatoria di contact tracing per il Coronavirus in Italia. L’app, che funziona tramite Bluetooth è stata progettata da Bending Spoons ed è disponibile per il download dal primo giugno su iOS e Android. Finora l’applicazione è stata scaricata da 7.036.898 persone e ha inviato 5.870 notifiche. Dal 17 ottobre inizierà a dialogare con le sue omologhe europee.

Immuni è l'app di contact tracing per i contagi da Coronavirus in Italia. Progettata gratuitamente da Bending Spoons e scelta dalla ministra dell’Innovazione Paola Pisano insieme al ministro della Salute Roberto Speranza, l'app Immuni servirà per il tracciamento dei casi di Covid-19 nel nostro Paese ed è disponibile per il download gratuito per iOS, Android e telefoni Huawei e Honor che utilizzano il sistema operativo di Google. Lanciata il 15 giugno scorso, ha fatto registrare 500mila download nel primo giorno e due milioni in una settimana, ma ci ha messo vari mesi per crescere. Per incentivare il download dell'app, negli ultimi giorni è stata lanciata una vera e propria mobilitazione del mondo dei media e delle istituzioni a scaricare l'app, che terminerà l'11 ottobre, visto l'aumento dei contagi che si sta registrando dalla fine dell'estate. Al 5 ottobre, sono così diventati quasi 7 i milioni di download in Italia. "Scarica l'App Immuni. Aiutateci a tenere bassa la pressione sugli ospedali. Aiutateci a garantire le cure anche ai malati non Covid-19". è l'appello del sindacato nazionale dei medici ospedalieri Anaao-Assomed. Dal 17 ottobre, inoltre, Immuni inizierà a dialogare con le sue omologhe europee. Uno strumento in più per tracciare i positivi in un momento in cui il virus corre anche negli altri Paesi.

Si ricordi che la app è disponibile in tutta Italia dopo una fase di test avviata in quattro regioni italiane lo scorso 8 giugno: Abruzzo, Liguria, Puglia e Marche. "Gli italiani sono ancora scettici sull'uso di Immuni", aveva affermato lo scorso 22 giugno Giovanni Galgano, managing director di Public Affair Advsors, committente di un sondaggio realizzato da EMG in relazione alla disponibilità da parte dei cittadini a scaricare l'applicazione sul proprio smartphone. Non si può dire che l'app Immuni sia stata un flop, considerate le percentuali di download di applicazioni analoghe in altri Paesi del mondo; è tuttavia che un'applicazione di contact tracing sia tanto più efficace quanto più installata da un numero elevato di utenti. Lo strumento dell'app è comunque poco utile, in sè e per sè, senza una campagna capillare di test del tampone. Vediamo come funziona l'app Immuni e come scaricarla e utilizzarla in modo corretto.

SOMMARIO
1
In quanti hanno scaricato l'app Immuni
2
Come e dove scaricare l'app Immuni
3
Come funziona Immuni: istruzioni per l'uso
4
Cosa sono le notifiche di esposizione e come funzionano
5
A cosa serve l'app Immuni
6
La tutela della privacy e il modello decentralizzato
7
Immuni non è un'app obbligatoria
8
Il codice sorgente di Immuni
9
La software house Bending Spoons e gli altri finalisti
10
App Immuni, le schermate per capire come funzionerà
In quanti hanno scaricato l'app Immuni

Stando alle ultime rilevazioni effettuate, al 4 ottobre, secondo i dati del ministero della Salute riportati dal sito ufficiale dell'applicazione, gli utenti che hanno scaricato il sistema per il tracciamento dei contagi da Coronavirus, sono 7.036.898, circa 350mila in più rispetto all'ultima rilevazione del primo ottobre quando erano quasi 6.700.00. Finora l'applicazione ha inviato 5.870 notifiche e al momento 357 utenti positivi hanno caricato i codici permettendo di avvisare le persone entrate in contatto con loro.

Come e dove scaricare l'app Immuni
Al momento è possibile scaricare l'app Immuni sui due principali sistemi operativi mobile, iOS e Android. L'app è infatti disponibile sui due store online di Apple e Google, il Play Store e l'App Store, da cui è possibile scaricare l'applicazione Immuni. Sarà rilasciata anche su App Gallery, lo store di Huawei, ma successivamente. Nel frattempo i telefoni Huawei e Honor usciti prima del 2019 (prima del Mate 30 Pro) possono già scaricare l'app direttamente dal Play Store: grazie all'aggiornamento dei Play Services Immuni è regolarmente funzionante. Scaricarla è semplicissimo: vi basterà aprire lo store digitale sul vostro smartphone (Play Store se avete un telefono Android o App Store se siete su iPhone) e cercare nella barra di ricerca "Immuni". Una volta individuata l'app, non dovrete fare altro che aprirla e seguire le istruzioni per la configurazione.

Come funziona Immuni: istruzioni per l'uso
La app Immuni si può scaricare liberamente, nessuno è obbligato ad installarla, ma il download è solo su base volontaria. È composta da due parti. La prima è un sistema di tracciamento dei contatti che sfrutta la tecnologia Bluetooth Low Energy, una versione a basso consumo del  normale Bluetooth attraverso cui rilevare la vicinanza tra due smartphone nell'ordine di un metro. In questo modo, la app conserva sul dispositivo di ciascun cittadino una lista di codici identificativi anonimi di tutti gli altri dispositivi ai quali è stata vicino entro un certo periodo. Nel caso in cui si venga sottoposti a test per Coronavirus, con un codice il cittadino può caricare su un server in cloud le stringhe alfanumeriche inviate dalla sua app agli altri smartphone. Il server a sua volta invia a tutte le app in circolazione queste stringhe e sono i singoli smartphone a calcolare per ogni identificativo il rischio di esposizione all'infezione sulla base di parametri come la vicinanza fisica e il tempo, generando una lista degli utenti più a rischio ai quali è possibile inviare una notifica sullo smartphone. Il server, quindi, non ha mai conoscenza degli incontri intercorsi tra gli utenti. Ma la app presenta anche, ed è questa la seconda funzione che arriverà in seguito, una sorta di diario, nel quale a ciascun utente verranno chieste alcune informazioni rilevanti riguardanti anche la propria salute e che dovrebbe essere aggiornato tutti i giorni con eventuali sintomi.

Cosa sono le notifiche di esposizione e come funzionano
Immuni si basa sul sistema di notifiche di esposizione messi in piedi da uno sforzo congiunto tra Apple e Google, i due principali sviluppatori dei sistemi operativi per smartphone attualmente in circolazione. Il sistema, attivo sugli ultimi iPhone e telefoni Android, consentirà di notificare gli utenti di eventuali contatti ravvicinati con un caso positivo di coronavirus. Di fatto rappresenta la spina dorsale del sistema di Immuni, in grado di gestire sia lo scambio di codici alfanumerici tra dispositivi che l'invio delle notifiche. Il sistema si basa su un modello decentralizzato, quindi basato sull'analisi dei codici direttamente sugli smartphone e non in un server remoto.

A cosa serve l'app Immuni
L'app Immuni serve per andare a tracciare i contagi da Coronavirus Covid-19 in Italia. Oltre alla sezione dedicata al controllo vero e proprio degli spostamenti, all'interno dell'app ci sarà una parte dedicata a una sorta di cartella clinica virtuale degli individui. Quest'ultimo elemento, però, non è inizialmente disponibile ma sarà rilasciato successivamente. Per effettuare il tracciamento, l'app Immuni si serve del Bluetooth Low Energy e non del GPS, in ottemperanza alle linee guida europee e con il fine di tutelare maggiormente la privacy degli individui.

La tutela della privacy e il modello decentralizzato
In seguito ad alcuni dubbi sulla compatibilità dell'app Immuni con la tutela della privacy degli utenti, il sistema mediante cui Immuni funziona è stato modificato e allineato a quelle che sono le linee guida di Apple e Google. Rispetto al modello Pepp-Pt viene infatti utilizzato il modello DP-3T, acronimo di "Decentralised Privacy-Preserving Proximity Tracing". Si parla dunque di uno schema maggiormente decentralizzato, rispetto al modello precedentemente identificato.

Ma cosa vuol dire, in pratica, questo cambiamento? In modo semplificato, potremmo dire che mentre prima le informazioni sugli utenti venivano conservate su un server esterno, adesso queste ultime saranno agglomerate solo ed esclusivamente sui dispositivi mobili degli individui. Questo vuol dire che i server non sono in grado di identificare gli utenti, ma che sono soltanto gli utenti stessi a essere identificati mediante notifica push. Sono infatti gli smartphone dei singoli utenti a inviare, ricevere e immagazzinare le chiavi anonime – sono stringhe alfanumeriche – delle persone incontrate per strada, mentre il server riceverà solamente le stringhe inviate dal telefono di un paziente positivo quando questo indica la sua positività. A quel punto il server le rigira a tutte le app in circolazione: se viene trovato un “match” dall’applicazione (un processo che quindi avviene sullo smartphone), il sistema dovrebbe fornire istruzioni in base alla tipologia di contatto (la durata, la distanza, etc).

La decisione di adottare un modello decentralizzato rispetto al modello centralizzato scelto in precedenza non è data solo da motivazioni afferenti alla tutela della privacy, ma anche alla necessità di garantire la funzionalità dell'applicazione anche in background: Google e Apple potranno fornire delle API ad hoc al fine di garantire il corretto funzionamento dell'app anche quando essa non è attiva, con l'obiettivo di rendere efficiente il tracciamento ed evitare casi di falsi positivi o negativi.


Immuni non è un'app obbligatoria
L'app Immuni non è obbligatoria, ma volontaria: lo hanno confermato sia il commissario straordinario Domenico Arcuri che il presidente del consiglio Giuseppe Conte durante il suo intervento al Senato. Arcuri ha dichiarato che scaricare l'app non sarà obbligatorio ma consigliato, mentre il premier Conte ha escluso la possibilità di limitare gli spostamenti per coloro che decideranno di non effettuare il download.

Il codice sorgente di Immuni
Pochi giorni prima del lancio ufficiale, su Github è stata pubblicata la prima parte del codice sorgente di Immuni. Non si parla ancora della versione completa, ma il Governo sta aggiornando la lista di documenti ogni giorno e probabilmente continuerà a farlo fino al rilascio definitivo. Attualmente online è stato pubblicato il codice frontend, cioè quello che caratterizza l'esperienza degli utenti. Il backend, ovvero l'infrastruttura di server che riceve e custodisce i dati inviati dai singoli utenti per poi trasformarli in informazioni utili per la comunità, non è ancora stato pubblicato. Ovviamente si parla della parte più importante, perché legata strettamente alla privacy.

La software house Bending Spoons e gli altri finalisti
Immuni ha superato la concorrenza dell'altra finalista, Covid-app, che fa parte del CoronavirusOutbreak Control, progetto nato dal lavoro di 35 esperti di sei paesi diversi. Entrambe rispettavano i criteri pubblicati dalla Commissione europea per la realizzazione della app, e cioè volontarietà del download, temporaneità dell'utilizzo, rispetto della normativa europea sulla privacy e tecnologia Bluetooth per evitare l'invasività delle geolocalizzazioni. Tuttavia, la decisione del governo è infine ricaduta sulla app di Bending Spoons che, secondo quanto rivelato dal Foglio, si è avvalsa della supervisione tecnica tra gli altri di John Elkann, presidente di FCA. Tutto il progetto sarà realizzato pro bono.

App Immuni, le schermate per capire come funzionerà
Ad anticipare l'arrivo vero e proprio dell'applicazione ci avevano pensato le schermate del software, rilasciate dal Governo – per mano del CEO di Bending Spoons Matteo Danieli – su Github, popolare repository per codici sorgente. Ecco, in questo rilascio parziale è mancato inizialmente proprio il codice sorgente, cioè quell'elemento che consente a chiunque di analizzare l'app e scoprire se, per esempio, il Governo dice che non invia dati a un server e invece il software lo fa. Quello di immuni dovrebbe essere rilasciato in modalità open source, in modo da consentire a tutti l'analisi dello stesso. Inizialmente il Governo aveva pubblicato solamente le schermate che confermano il funzionamento già anticipato del software. Con un'unica piccola novità: come anticipato, l'app non chiederà i dati personali, ma solamente la regione e la provincia in cui si vive.

Fontewww.fanpage.it

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA “Fai schifo, quando muori?”: 4 condanne per i maltrattamenti nella casa di riposo di Besana Brianza

6 Ottobre 2020, 17:47pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda


Le immagini della struttura riprese dalle telecamere nascoste dei carabinieri nel luglio 2019

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI in foto: Le immagini della struttura riprese dalle telecamere nascoste dei carabinieri nel luglio 2019

Quattro ex dipendenti di una casa di riposo di Besana Brianza, in provincia di Monza, hanno patteggiato una condanna a un anno e otto mesi e un anno e quattro mesi per maltrattamenti ai danni degli ospiti anziani della struttura. A loro ripetevano frasi come “Fai schifo”, “Ma quando muori?” e lanciavano addosso dell’acqua. Le indagini si erano concluse nel luglio 2019 dopo una segnalazione della stessa dirigenza della struttura. Per i dipendenti era già scattato il licenziamento, ora anche la condanna.

continua su: https://www.fanpage.it/milano/fai-schifo-quando-muori-4-condanne-per-i-maltrattamenti-nella-casa-di-riposo-di-besana-brianza/
https://www.fanpage.it/ 

Lo scorso martedì il tribunale di Monza ha emesso la sentenza di condanna, due a un anno e otto mesi e due a un anno e quattro mesi, per gli assistenti sanitari responsabili di maltrattamenti nei confronti di ospiti anziani in una casa di riposo di Besana Brianza, in provincia di Monza. I fatti risalgono allo scorso anno: allora i carabinieri avevano fatto scattare la indagini dopo una denuncia presentata dalla Fondazione Scola, che rappresenta la direzione della struttura e che, durante il processo, è stata parte offesa. La Fondazione riferiva ai militari di violenze e vessazioni verso gli anziani, di età compresa tra gli 81 e i 99 anni, tutte donne con problemi di disabilità, da parte di alcuni dipendenti della struttura. Questi, come si sente dalle intercettazioni ambientali dei carabinieri, ripetevano agli anziani: "Fai schifo", "Ma quando muori?", "Adesso qui ci vorrebbe un’insulina fatta bene…". Lo scorso novembre, quattro mesi dopo la conclusione delle indagini da parte dei carabinieri di Besana, la stessa casa di riposo aveva licenziato sette dipendenti e ne aveva sospesi altri quattro. Mentre una donna aveva consegnato personalmente le dimissioni. E ora, come riporta "Il Cittadino di Monza e Brianza", è arrivata la condanna per tre donne e un giovane, tutti già licenziati, decisa in patteggiamento davanti al giudice per l'udienza preliminare. 

Gli imputati si divertivano a lanciare acqua contro i pazienti.

Secondo quanto emerso dalle indagini, i quattro dipendenti si divertivano a lanciare acqua contro i pazienti. Non solo, mentre i pazienti dormivano li scoprivano apposta con l'obiettivo di spaventarli. Oltre a episodi di percosse: schiaffi al viso e agli arti, strattonamenti e spintoni riservati. E i maltrattamenti sono andati avanti per un anno, dall'agosto del 2018 fino all'estate seguente. Le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza nascoste nella struttura avevano poi svelato tutto.

Fonte www.fanpage.it

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Esondazione, Lario a quota 160. Cedono le barriere, lungolago chiuso, traffico nel caos

6 Ottobre 2020, 17:38pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

inserito da Primula Galantucci La pioggia forte caduta ancora nella notte ha fatto innalzare ulteriormente il livello del lago. Questa mattina alle 7 il livello era a 158 centimetri sul livello del mare, tenendo presente che la quota esondazione è 120. 

L’afflusso, alla stessa ora, era di 860 metri cubi d’acqua al secondo nel Lario, con un deflusso di 633. Una differenza molto inferiore alle quattro volte toccate tra sabato e domenica, ma che ancora indicava un riempimento del bacino.

Le barriere contenitive posizionate in piazza Cavour non sono riuscite a fermare l’ulteriore spinta dell’acqua e hanno parzialmente ceduto, con il lago che si è spinto all’interno di piazza Cavour. Il lungolago è stato quindi nuovamente chiuso al traffico, questa mattina, con le inevitabili pesanti ripercussioni sulla viabilità.

Ad andare in crisi soprattutto la Lariana, con lo sbocco in piazza Sant’Agostino intasato e colonne di auto che per fare pochi metri hanno impiegato tempi lunghissimi. In generale, però, l’intera rete viaria del girone è andata in forte crisi con code e tempi di percorrenza altissimi.

Ad aumentare i problemi, sul tragitto obbligatorio alternativo che dalla Lariana manda le auto sull’asse via Manzoni-piazza del Popolo-via Bertinelli, i tempi lunghi del passaggio a livello in zona Teatro Sociale, che aggiunge coda a coda.

Per tentare di alleviare il caos – che dall’epicentro della Lariana ha paralizzato gran parte del girone – il Comune ha pronto un altro percorso alternativo.

In questi minuti è infatti in preparazione un tragitto che, per le auto provenienti dall’asse piazza Matteotti-via Manzoni, porterà le auto (una volta attraversato il passaggio a livello di piazza del Popolo) a transitare per piazza Roma, proseguire per via Fontana, indirizzare le auto in piazza Volta e poi sfociare su via Garibaldi in direzione viale Varese-via Gallio.

Ora molto dipenderà del meteo, che le previsioni però indicano in miglioramento o quantomeno senza grosse precipitazioni in arrivo.

Qualora il livello tornasse a scendere così da permettere alle barriere posizionate in piazza Cavour e alle idrovore di smaltire almeno in parte l’acqua accumulata, potrebbe tornare a riaprirsi alla circolazione il gironcino sperimentato ieri lungolago-piazza Cavour-via Cairoli. Al momento, però, è impossibili stabilire quando.

Fonte https://comozero.it/attualita/esondazione-lario-a-quota-160-cedono-le-barriere-lungolago-chiuso-traffico-nel-caos/?fbclid=IwAR1vVDqHo6XK6IzVBpRyC923ppUYaDCrkWIAYodK3e7kJmWDUWhdzmEB3U8

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Vico Equense, il sindaco Buonocore: “Nessun positivo nascosto”

6 Ottobre 2020, 14:45pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

andrea buonocore

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Cari concittadini, da più parti sento e leggo di presunti positivi al covid-19 che non sarebbero stati comunicati. Ricordo ancora una volta che l’autorità preposta al controllo è la ASL territorialmente competente e con la quale sono in contatto quotidiano. A noi sindaci è solo richiesto di rendere pubblico alla cittadinanza ogni caso di positività. In nessun modo sarebbe possibile, né tantomeno utile, nascondere un caso di positività. Vico Equense, con il nostro ultimo concittadino risultato positivo ed attualmente ricoverato all’Ospedale Covid di Boscotrecase, risulta al momento tra le cittadine meno colpite dalla pandemia grazie all’alto senso di responsabilità dei nostri concittadini.

TRATTO DA POSITANONEWS

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Amalfi, rissa tra due giovani di Agerola e Atrani. La causa scatenante: una ragazza

6 Ottobre 2020, 14:34pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

carabinieri

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Amalfi. Nel cuore della città, vicino Piazza Flavio Gioia, la notte tra sabato e domenica due ragazzi si sono “azzuffati” per un motivo in realtà banale: sarebbe stata una ragazza a scatenare il litigio tra i due giovani che prima si sono attaccati verbalmente e poi sono passati alle mani. Ad assistere e a prendere parte alla spiacevole vicenda, anche gli amici dei due litiganti che, alla fine, sono finiti al Pronto Soccorso di Castiglione. I ragazzi sono rispettivamente di Agerola e Atrani. Positanonews è in contatto con i Carabinieri per avere maggiori informazioni. Non è la prima volta che in Costiera amalfitana si consumano episodi del genere. Ad Amalfi, in particolare, convergono giovani da tutti i comuni circostanti: Atrani, Agerola e anche Ravello. Si spera che con lo stop alla movida emanato dal governatore De Luca si fermino anche queste risse e atti di violenza inutili.

POSITANONEWS

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Tragedia a Tramonti: uomo stroncato da un malore fulminante a Polvica

6 Ottobre 2020, 14:30pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una tragedia si è consumata poco fa a Tramonti, per la precisione nella frazione di Polvica, dove un uomo poco prima di mezzogiorno è stato colto da un malore fulminante.

Sul posto sono giunti i soccorritori del 118 che hanno provato disperatamente le manovre salvavita ma senza successo, purtroppo per l’agricoltore originario di Campinola non c’è stato nulla da fare.

 

 

Sul posto anche i carabinieri della locale stazione e gli uomini della polizia municipale di Tramonti.

Il corpo esanime dell’uomo è ancora steso sull’asfalto in attesa delle disposizioni del magistrato di turno.

L’uomo era stato pochi minuti prima della tragedia in banca dove aveva manifestato qualche piccolo segno di malessere. Lo sfortunato agricoltore lascia moglie e tre figli. AMALFINOTIZIE

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA COVID-19: oltre 36mila vittime in Italia

6 Ottobre 2020, 10:35am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA COVID-19: oltre 36mila vittime in Italia

DI MORENA MOTTA Bollettino di ieri del Ministero della Salute. I casi Covid-19 in Italia dall'inizio dell'emergenza sono  327.586, di cui 36.002 morti e 232.681 dimessi e guariti, 767 nelle ultime ventiquattro ore. Il numero di attualmente positivi nel nostro Paese è 58.903.

I malati in terapia intensiva sono 323. I ricoverati con sintomi sono 3.487 e le persone in isolamento domiciliare sono 55.093. I tamponi effettuati fino ad ieri sono 11.844.346. Il numero di persone realmente sottoposte al test sono 7.153.866. Ricordiamo che ogni persona può essere sottoposta a più di un tampone.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Droga, arresti e perquisizioni: 40 gli indagati

6 Ottobre 2020, 10:30am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Droga, arresti e perquisizioni: 40 gli indagati

INSERITO DA MORENA MOTTA Gli agenti della squadra Mobile della Questura di Frosinone insieme ai militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone, coordinati dalla Dda di Roma, stanno eseguendo numerose misure cautelari in diverse città del centro-sud Italia, nelle province di Frosinone, Napoli e L’Aquila, nei confronti di appartenenti a due diversi sodalizi criminali nel settore dello spaccio di stupefacenti e nella commissione di reati tributari, riciclaggio ed estorsione. Quaranta gli indagati.

Nel corso dell’operazione la Polizia di Stato sta eseguendo anche alcuni fermi di indiziato di delitto per i reati di traffico di stupefacenti ed estorsione, su disposizione della Procura di Cassino, riconducibili ad un’altra indagine. Sono in corso anche decine di perquisizioni, con l’ausilio di elicotteri e unità cinofile antidroga di Guardia di Finanza e Polizia di Stato, oltre che di equipaggi del “Reparto Prevenzione Crimine Campania” della Polizia. Le indagini hanno acceso i riflettori su un sofisticato sistema di spaccio di stupefacenti, organizzato da due associazioni per delinquere, una locale e una di origine campana radicata nella provincia di Frosinone e operante nel centro-sud.

FONTE ADNKRONOS

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CARPI NEWS Ladro ubriaco ruba una bici ma cade nella fuga e viene denunciato

6 Ottobre 2020, 10:14am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

CARPI NEWS Ladro ubriaco ruba una bici ma cade nella fuga e viene denunciato

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L'altra sera un 52enne di Carpi è riuscito ad entrare in un garage ed appropriarsi di una bicicletta. Il ladro ha cercato di allontanarsi in sella alla bici rubata, ma il padrone del mezzo si è accorto del furto ed è sceso in strada per inseguirlo.

Il 52enne ha provato ad accelerare per seminare l'inseguitore, ma lo sforzo è stato neutralizzato dal suo stato di ubriachezza. Come emerso dopo, infatti, il malvivente era in stato di ebbrezza e proprio questo gli ha fatto perdere l'equilibrio, cadendo dalla bici e ferendosi anche alla testa. Il proprietario ha quindi avuto gioco facile a recuperare la bici e nel frattempo ha avvisato le forze dell'ordine. Il criminale è stato preso in cosegna da una pattuglia dei Carabinieri di Carpi e i militari lo hanno denunciato per tentato furto in abitazione.“

FONTE MODENA TODAY

“
 

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Borse di studio e contributi libri di testo a. s. 2020/21

6 Ottobre 2020, 10:08am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Borse di studio e contributi libri di testo a. s. 2020/21

INSERITO DA MORENA MOTTA La Giunta regionale con deliberazione n°804/2020 ha approvato i criteri per la concessione dei benefici per il diritto allo studio per l’a.s. 2020/2021.
Si conferma l’impegno di concedere benefici del diritto allo studio al fine di ridurre il rischio di abbandono scolastico e sostenere gli studenti in difficili condizioni economiche nell’assolvimento dell’obbligo di istruzione, garantendo parità di trattamento e uniformità sul territorio regionale e prevedendo che i benefici siano riconosciuti a tutti gli studenti idonei, compatibilmente con le risorse disponibili.
Dal 16 settembre e fino alle ore 18.00 del 30 ottobre 2020 saranno aperti i bandi sia per le borse di studio che per i contributi dei libri di testo per l’anno scolastico 2020/2021.
In tale periodo i cittadini potranno presentare le domande di beneficio esclusivamente on line all'indirizzo https://scuola.er-go.it/. A supporto della compilazione saranno rese disponibili on line le guide per l’utilizzo dell’applicativo.

Per informazioni di carattere generale sono disponibili il Numero verde regionale 800 955157 e la e-mail: formaz@regione.emilia-romagna.it
Per assistenza tecnica all’applicativo: Help desk Tecnico di ER.GO: tel. 051 0510168, e-mail: dirittostudioscuole@er-go.it
Eventuali ulteriori informazioni sui contributi per i libri di testo possono essere fornite dallo Sportello Istruzione del Comune di Concordia: tel 0535 412936 e-mail: lisetta.marchini@unioneareanord.mo.it

FONTE COMUNE DI CONCORDIA SULLA SECCHIA

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