Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sarà il terzo faccia a faccia nel giro di tre settimane, sarà ancora Juventus contro Inter, Pirlo contro Conte. E il bilancio tra gli allenatori, fino a questo momento, è in perfetta parità: una vittoria a testa, per il bianconero nell'andata di coppa Italia e per il nerazzurro in campionato. Domani inevitabilmente penderà da una parte o dall'altra. E' una partita che vale tanto, mette in palio la finalissima di coppa Italia: "Dobbiamo giocare da Juve come stiamo facendo nelle ultime partite, è il secondo round di una grande sfida che ci darà la possibilità di andare in finale: è un obiettivo da centrare a tutti i costi. Sarà una battaglia, ma noi siamo pronti", la sintesi di Pirlo. I bianconeri hanno il grande vantaggio maturato all'andata, l'1-2 di San Siro che dà addirittura il lusso di perdere 0-1 senza interrompere il cammino nella competizione: "Si parte dallo 0-0, dovremo scendere in campo con l'atteggiamento di essere alla pari - dice il tecnico bianconero che non vuol fare alcun calcolo - e non possiamo rimanere alla partita di una settimana fa: si è azzerato tutto ed è come fosse una finale, dobbiamo essere aggressivi e concentrati perché l'obiettivo è troppo importante per lasciarcelo scappare".
Coppa Italia: i migliori gol della Juventus contro l'Inter a Torino
INSERITO DA MIKI PAPPACODA "Chi indossa questa maglia ha l'obbligo, a prescindere dalla vittoria, di rendere orgogliosi i nostri tifosi, questa deve essere sempre la nostra missione. Il modo migliore per trasmettere la convinzione ai giocatori di vincere la partita e provare a passare il turno è il lavoro, preparando la gara nella giusta maniera come abbiamo fatto": lo dice il tecnico dell'Inter Antonio Conte a RaiSport alla vigilia della partita di ritorno di Coppa Italia a Torino contro la Juventus con l'obiettivo di ribaltare il risultato.
All'andata, i bianconeri avevano vinto 2-1.
"Noi dobbiamo andarci a giocare la partita con voglia, determinazione e con quello che abbiamo mostrato nelle due partite precedenti. Dovremo essere ancora più bravi, far tesoro di quello che è successo nell'ultima partita e cercare di essere perfetti perché per battere la Juventus bisogna giocare una partita che sfiori la perfezione", aggiunge Conte.
Coppa Italia: i migliori gol dell'Inter contro la Juventus a Torino
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sono state ufficializzate le formazioni per i due SuperG in programma domani che, di fatto e salvo sorprese legate al meteo, apriranno i Mondiali di sci alpino a Cortina, dopo il rinvio oggi della combinata femminile. Fra le donne (orario di partenza previsto, le 10.30) saranno in gara Marta Bassino, Federica Brignone, Elena Curtoni e Francesca Marsaglia. La squadra azzurra sarà al via (dalle 13,30) con Dominik Paris (detentore del titolo), Christof Innerhofer, Matteo Marsaglia, Mattia Casse ed Emanuele Buzzi. Oggi pomeriggio, intanto, alle 17,45 è in programma la conferenza stampa, da remoto, di apertura di Casa Italia Collection Fisi, alla quale parteciperanno il presidente della Federazione Italiana Sport Invernali, Flavio Roda; il presidente del Coni, Giovanni Malagò; il presidente di Sport e Salute, Vito Cozzoli; gli azzurri Dominik Paris e Christof Innerhofer ANSA
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA In vetta alla classifica almeno per due notti. L'Inter reagisce nel migliore dei modi al passo falso interno in Coppa Italia contro la Juve e, per la gioia di Antonio Conte (squalificato), non fallisce l'obiettivo che si era prefissata a Firenze: conquistare i tre punti nell'attesa dell'impegno del Milan di domenica in casa contro il Crotone.
E' finita 2-0, con Barella a segno nel primo tempo e Perisic nella ripresa, ma Dragowski è stato provvidenziale in almeno tre occasioni. Il racconto della partita
Per la Fiorentina, priva di quattro titolari (gli acciaccati Ribèry e Caceres, out nella rifinitura, gli squalificati Castrovilli e Milenkvic) è arrivata la prima sconfitta interna in campionato nel 2021, la seconda interna contro i nerazzurri, già vittoriosi al Franchi in Coppa Italia un mese fa per 2-1: la stagione dei viola s'annuncia tribolata fino alla fine. L'Inter è passata dopo mezz'ora con uno dei suoi uomini migliori: dagli sviluppi di un calcio d'angolo, Barella ha raccolto e dalla distanza ha beffato Dragowski con un gran destro a giro. Già a inizio partita sempre il centrocampista nerazzurro aveva costretto il portiere viola a una super-parata, strozzando in gol l'urlo di Antonio Conte che, prima del match, si è intrattenuto alcuni minuti col patron viola.
I migliori gol in trasferta dell'Inter contro la Fiorentina
Inter dunque pericolosa e vogliosa di riscattare subito il ko di coppa: rispetto a martedì ha ritrovato Hakimi e Lukaku affiancato da Sanchez, a sinistra Perisic è stato preferito a Young e Darmian. L'emergenza ha costretto Prandelli a rimescolare le carte - in difesa Martinez Quarta, a destra Venuti, nella mediana Eysseric, a sostegno di Vlahovic l'ex Borja Valero - ma non ha frenato la reazione generosa della sua squadra dopo lo svantaggio: pochi minuti e Bonaventura si è visto deviare il tiro sulla traversa da Handanvic, nella stessa azione il capitano nerazzurro ha respinto di piede sull'ex Biraghi. E' stato il momento migliore dei viola, complice una fase di ripiegamento dell'Inter, anche se nel recupero Lukaku ha sprecato un'ottima ripartenza di Sanchez. Nell'intervallo Prandelli ha optato per le due punte inserendo Kouamè per Borja Valero, ma le speranze della Fiorentina si sono spente di lì a poco quando i nerazzurri (con Gagliardini al posto di Vidal dolorante al ginocchio e Lautaro Martinez per un Sanchez scontento del cambio) hanno raddoppiato con Perisic imbeccato dal solito Hakimi e andando vicini più volte al tris: gol annullato a Lukaku per fuorigioco di Perisic e Dragowski provvidenziale sullo stesso croato e su Gagliardini di testa. Troppo netto il divario con la corazzata di Conte come si sarà reso conto Commisso, nei viola è venuta a mancare pure la spinta agonistica ed è subentrata la rassegnazione: neppure l'ingresso a sorpresa dei neoacquisti Malcuit e Kokorin (quest'ultimo al debutto in A, al posto di Vlahovic) ha dato la scossa. Così l'Inter ha potuto portarsi a casa senza affanni la 14/a vittoria in campionato che fino a domenica la farà sognare sul tetto della Serie A.
Rimonta da urlo nel finale, l'Inter batte 4-3 la Fiorentina
INSERITO DA ANGELA CECERE Le pagelle di Napoli-Atalanta. Poco spettacolo allo stadio “Maradona” tra Napoli e Atalanta. Finisce 0-0 l'andata della semifinale di Coppa Italia, una gara tatticamente bloccata. Deciderà il ritorno di mercoledì prossimo a Bergamo.
LE PAGELLE DEL NAPOLI
OSPINA 6,5 - Attento in uscita su Pessina e Muriel, nonché su un paio di conclusioni di Zapata. Decisivo nel tenere inviolata la porta del Napoli.
MAKSIMOVIC 6 Molte chiusure aeree sono sue, dall'alto dei suoi tanti centimetri. Gara applicata.
MANOLAS 5,5 Qualche sbavatura, soprattutto nella fase di costruzione.
KOULIBALY 6,5 Tanto per cambiare, per stroncare le iniziative dell'attacco altrui è una sentenza. Ci prova di testa anche nell'area avversaria.
DI LORENZO 6 “Sperimenta” contro un temibile rivale come Gosens il ruolo di esterno a tutta fascia. Fornisce un buon assist per Demme nel primo tempo
BAKAYOKO 5,5 Si vede più in fase di interdizione che di proposizione.
DEMME 5,5 Ha un'occasione sul finire del primo tempo, ma non centra la porta avversaria. In mezzo fa fatica contro la pressione atalantina. Esce per una violenta pallonata al volto subita involontariamente da De Roon. Qualche attimo di apprensione per lui, pensieri che svaniscono dopo qualche controllo in ambulanza. Tutto ok (22' st Elmas 5,5: si vede poco).
HYSAJ 5 Dalle sue parti la palla transita davvero con il contagocce.
POLITANO 5 Corre a destra e a manca. Non molto altro. Non fornisce spunti degni di nota (21' st Petagna 5,5: non fa salire la squadra).
LOZANO 5,5 Inizia come “falso nueve” ed è spesso troppo solo e non riesce a far male alla retroguardia avversaria. Un tiro, da lontano, facile preda di Gollini (37' st Osimhen ng).
INSIGNE 6 Non trovando grande collaborazione dal centrocampo arretra e viene a prendere palle giocabili, con alterne fortune. È a lungo l'unico a provare a inventare qualcosa. Esce claudicante (24' st Zielinski ng).
GATTUSO 6 Si mette a specchio dell'Atalanta scegliendo la difesa a tre. Dallo specchio esce l'immagine di una prestazione tutt'altro che spumeggiante. Ma non aver preso gol in casa può essere prezioso in vista del ritorno.
LE PAGELLE DELL'ATALANTA
GOLLINI 6 Non si fa sorprendere dai tiri dalla distanza di Insigne nel primo tempo e di Lozano nella ripresa.
TOLOI 6,5 Si stacca sovente per dare una mano ai compagni in attacco, creando una superiorità numerica che il Napoli fa fatica a leggere. Ha un'ottima occasione nel primo tempo: qui potrebbe fare meglio.
ROMERO 5,5 Rovina una partita applicata con un errore e un'ammonizione che gli farà saltare il match di ritorno.
DJIMSITI 6 Dalle sue parti non si passa. Fornisce anche un cross per la testa di Gosens, nella ripresa
MAEHLE 5,5 Qualche sgroppata, non di più. Spesso lui e Hysaj si frenano a vicenda, su quella fascia.
DE ROON 6 Frangiflutti efficace.
FREULER 6 Quando la retroguardia del Napoli respinge, spesso c'è lui a rinverdire l'azione atalantina.
GOSENS 5,5 Non è il solito “martello” sulla sinistra.
PESSINA 6 Dopo il riposo in campionato con la Lazio, torna a fare l'incursore, contribuendo al dinamismo della Gasperini-band. Ospina in uscita gli nega il gol nel primo tempo (28' st Pasalic ng).
MURIEL 6 Smazza assist per i compagni, fungendo più da regista che da finalizzatore. Cala nella ripresa (73' st Ilicic 6: entra con voglia di essere protagonista e cerca spunti. Su di lui attenzione massima da parte dei partenopei).
ZAPATA 6,5 L'ex di turno prova come al solito a far valere falcata e fisico. Non sempre preciso al tiro, ma la sua presenza è uno spauracchio costante per i difensori del Napoli (35' st Lammers 5,5: un tiraccio).
GASPERINI 6 Ordina ai suoi di togliere il fiato alla manovra del Napoli e ci riesce per lunghi tratti. Non c'è però la stessa efficacia in fase conclusiva.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Finisce in parità la prima sfida tra Napoli e Atalanta per la conquista della finale di Coppa Italia. La qualificazione si deciderà la prossima settimana nella gara di ritorno a Bergamo, ma è evidente che il pareggio al 'Maradona' favorisce la squadra di Gasperini e mette il Napoli nella scomoda posizione di dover realizzare nel ritorno una vera e propria impresa. Complessivamente è l'Atalanta a meritare di più rispetto al Napoli. I nerazzurri appaiono più compatti, la squadra gioca a memoria ed è costantemente padrona del campo. Il difetto della squadra ospite, in questa circostanza, è sostanzialmente quello di non riuscire a concretizzare la superiore mole di gioco. Ma in questo conta probabilmente anche lo schieramento predisposto da Gattuso che mette in campo una difesa a tre che in fase passiva diventa a cinque, quando Di Lorenzo e Hysaj scalano sulla linea dei centrali. Le due squadre assumono un aspetto speculare e la partita è tatticamente molto bloccata. L'Atalanta, però, riesce a creare pericoli molto di più di quanto non avvenga sull'altro fronte. Il problema per la squadra di casa è il vezzo di cominciare l'azione partendo palla a terra dalla propria area di rigore al quale Gattuso non intende rinunciare mai, neppure nei momenti di maggior pressione degli avversari. L'Atalanta che conosce bene questa abitudine tattica esercita un pressing soffocante su tutti gli avversari proprio nel momento in cui Ospina e Demme o in qualche caso Koulibaly vorrebbero far partire la trama di gioco per gli azzurri. Il risultato è che l'Atalanta tiene quasi sempre bloccato il Napoli nella propria metà campo e Lozano, schierato come unica punta centrale, in quanto Insigne e Politano si muovono spesso nella zona centrale del terreno gioco, non riesce a pungere la difesa bergamasca. La squadra di Gasperini nella prima frazione di gioco sfiora il gol del vantaggio con Pessina, Freuler e Toloi mentre al Napoli capita solo un'occasione con un tiro dalla distanza di Insigne deviato in angolo da Gollini. Nella ripresa i due allenatori provano a cambiare gli equilibri con una serie di sostituzioni che hanno solo l'effetto di rendere la partita più equilibrata. La difesa del Napoli riesce a contenere meglio gli attacchi dei nerazzurri ma dall'altra parte, nonostante gli ingressi in campo prima di Petagna e poi di Osimhen, la capacità di penetrazione dell'attacco napoletano non decolla. Colpisce la sterilità dell'attacco partenopeo che riesce ad indirizzare verso la porta di Gollini una sola conclusione. Sull'altro fronte c'è invece Ospina che risulta alla fine il migliore dei suoi. Se il Napoli può ancora sperare di raggiungere la finale di Coppa Italia lo deve soprattutto al suo portiere colombiano.
INSERITO DA ANGELA CECERE Non è serata per i Conte. Uno vede definitivamente tramontare il "Ter". L'altro perde a San Siro nella semifinale d'andata di Coppa Italia contro la Juventus. Passa la squadra di Pirlo, che ringrazia Ronaldo autore della doppietta decisiva e si prende la rinvincita dello scorso 17 gennaio: stavolta è l'allievo a battere il maestro. A nulla vale il vantaggio iniziale di Lautaro per i nerazzurri, che cadono sotto i colpi del portoghese. Partita decisa dagli errori dei singoli. Sul vantaggio dei nerazzurri Buffon va giù lento e la palla gli passa sotto; il pareggio è un regalo di Young che trattiene Cuadrado e manda il portoghese dal gli 11 metri; il gol decisivo è una topica di Bastoni che non s'intende con Handanovic liberando CR7 che a porta vuota fissa il risultato. Succede tutto nel primo tempo. Nella ripresa l'Inter è stata pericolosa con Sanchez (Demiral ha salvato sulla linea) e Darmian: ma Buffon si è superato. La Juve si è difesa ma ha sbagliato molti palloni in uscita. Ma i nerazzurri, privi di Lukaku, hanno mostrato che sono dipendenti dalla qualità e dalla cattiveria sotto porta del belga. Che al ritorno comunque tornerà a disposizione e sarà un problema per la squadra di Pirlo. La qualificazione rimane aperta: anche se dopo il risultato di stasera è la Juventus ad essere favorita. Le basterà non perdere a Torino, il prossimo 9 febbraio, per andare in finale. Conte invece ha un solo risultato a disposizione. Ma non parte certamente battuto. Impresa difficile, ma non impossibile.
INSERITO DA ANGELA CECERE Castellammare di Stabia.La Juve Stabia inserisce Alessandro Marotta nel reparto offensivo. Il club di Castellammare punta sul classe '86, reduce dall'avventura al Vicenza. "La S.S. Juve Stabia comunica di aver raggiunto l’accordo per l’acquisizione delle prestazioni sportive dal L.R. Vicenza Virtus, a titolo definitivo, dell'attaccante Alessandro Marotta, classe '86. - si legge nella nota della Juve Stabia - Il calciatore, natio di Napoli, è cresciuto calcisticamente nel Fortis Spoleto per poi vestire le maglie, tra le altre, dell'Olbia, del Brindisi, del Gubbio, della Lucchese, del Bari, dello Spezia, della Cremonese, del Benevento, del Grosseto, della Robur Siena e del Catania". Giocherà con la maglia numero 10. "Sono contento di approdare alla Juve Stabia. - ha affermato Marotta - Ho giocato al Menti tante volte e da quello di Vicenza arrivo a quello di Castellammare di Stabia. Una società importante e ambiziosa, sono felice e pronto a finire al meglio la stagione in corso per fare ancora di più nella prossima”.
INSERITO DA ANGELA CECERE Il Napoli vince, si porta a casa tre preziosissimi punti, ma la prestazione della squadra di Gattuso è una delle peggiori dall'inizio della stagione. Il Parma è costretto a capitolare e ha molto da recriminare perché la squadra di D'Aversa, sul piano tattico e anche su quello tecnico, domina per lunghi tratti della gara. Insomma per i partenopei è una vittoria brutta e sporca ma che serve tantissimo alla squadra e Gattuso per non perdere contatto dalla zona di vertice della classifica. Il gioco del Napoli è lento e scontato. La gara è bloccata tatticamente. Il Parma aggredisce gli avversari nella loro area di rigore e gli azzurri, che hanno come schema fisso la partenza dal portiere, non riescono quasi mai a impostare le loro azioni. In queste condizioni Lozano, l'arma potenzialmente più pericolosa della squadra di Gattuso, viene resa quasi inoffensiva. La squadra di Gattuso sbaglia un incredibile numero di passaggi, spesso anche facili e quasi elementari. Non c'è coordinamento e armonia tra i reparti e il Parma con il suo atteggiamento aggressivo prende facilmente il sopravvento. Il Napoli nel primo tempo produce solo due azioni offensive. Il gol del vantaggio è merito esclusivo di Elmas che al 31’ riceve il pallone a centrocampo, se lo porta fin dentro l'area di rigore dove riesce ad evitare con un doppio dribbling i quattro avversari che lo circondano e conclude in gol con un rasoterra angolato. L'altra possibilità la offre Petagna a Lozano con un traversone che il messicano devia al volo con il piatto del piede destro, ma la conclusione finisce di poco a lato. Il Parma in attacco punta sulla velocità di Gervinho e sulla forza fisica di Cornelius, ma è il supporto sulla trequarti che viene a mancare e la vita non è mai difficile per i difensori del Napoli. Il Parma con la sua cronica debolezza in attacco non riesce a creare occasioni da gol e nella fase finale della partita Gattuso per precauzione fa entrare Maksimovic e e Hysaj, piazzandosi con una difesa a tre che in realtà diventa a cinque. E per gli emiliani non c'è più nessuna possibilità di incidere sul risultato. Il Napoli raddoppia al 36’ della ripresa con un tiro rasoterra di Politano deviato da Osorio che spiazza Sepe. Dopo c'è solo un palo colpito da Insigne nel finale, ma se anche il capitano degli azzurri avesse segnato la punizione per il Parma sarebbe stata davvero troppo severa. Politano all'82’ che condannano gli emiliani al ko e li lasciano fermi al penultimo posto con 13 punti.
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. "Quando si parla di Gattuso sento sempre dire che mi devo dimettere. Perché questa domanda viene fatta solo a me?". Le parole di Rino Gattuso in conferenza stampa superano quanto avvenuto sul terreno di gioco poco prima. Al "Diego Armando Maradona", pass rapido per le semifinali di Coppa Italia. Il Napoli non sbaglia con lo Spezia. Si regala un primo tempo da favola, sbloccato da Kalidou Koulibaly. Al 5', il tacco del senegalese vale l'1-0. Al ritmo di dieci minuti, il raddoppio di Hirving Lozano, il tris con Matteo Politano, il poker firmato da Eljif Elmas: nella ripresa, rotazione azzurra con gli ingressi di Dries Mertens, Victor Osimhen e Stanislav Lobotka e di Tiemoué Bakayoko e Giovanni Di Lorenzo negli istanti conclusivi dopo i due gol dei liguri. Emmanuel Gyasi e Gennaro Acampora siglano il 4-2 finale, l'unico neo di una serata tranquilla, che si accende in conferenza stampa. Gattuso è molto chiaro: a metà stagione il Napoli è in semifinale di Coppa Italia (doppia sfida con l'Atalanta), è ai sedicesimi di Europa League e con una gara in meno è in lotta per il posto Champions: "Perché mi devo dimettere? Dal giorno in cui sono venuto qua, ho fatto cose importanti. Abbiamo raggiunto obiettivi importanti e, sistematicamente, quando si parla di Gattuso... «Ma Gattuso si deve dimettere?»... Io non mi dimetto, io sto qua. Perché penso di saper fare il mio lavoro, penso di essere abbastanza bravo. Penso che in questo momento la mia squadra mi segua. Possono succedere gli alti e i bassi e vengo giudicato come tutti gli altri. Non c'ho nessun problema. La parola dimissioni è irrispettosa nei confronti di mia moglie, della mia famiglia, dei miei figli, di mio padre che guadagna mille euro al mese, di mamma e di tutte le persone che lavorano con me".