Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Ripresa immediata nel silenzio post-gara e con la rabbia di uno scivolone che complica i piani di qualificazione alla Champions League: il Napoli rimette il Granada nel mirino. Giovedì, al “Maradona”, obiettivo rimonta contro gli andalusi dopo il 2-0 dell'andata. Occorrerà la gara perfetta e l'annullamento tecnico e caratteriale di quanto visto nelle ultime due trasferte. Lavoro con la squadra divisa in due gruppi e la conferma delle defezioni. Elseid Hysaj, David Ospina e Diego Demme hanno svolto lavoro personalizzato in campo. Solo terapie per Andrea Petagna e Hirving Lozano. Riecco Dries Mertens, tornato dal Belgio. Nelle scorse ore, la punta ha svolto il test isocinetico e lavoro personalizzato in campo e palestra. Nei prossimi giorni, sarà rientro in gruppo, ma ancora non definito. Rientro a Napoli anche per Victor Osimhen dopo lo spavento degli istanti conclusivi del match di Bergamo. Trauma cranico, da esami negativi, per il nigeriano con una nuova valutazione della condizione fisica che avverrà nella giornata di domani. Sembra certo lo stop per i prossimi due match, Granada e Benevento.
inserito da Miki Pappacoda Avellino Se tre indizi fanno una prova, figuriamoci dieci. Come i risultati utili consecutivi. Autorevole è l'aggettivo che calza a pennello all'Avellino per sintetizzare il modo in cui ha superato, a pieni voti, l'ennesimo, probante, esame stagionale. Il derby al “Pinto”, contro la Casertana, atteso con motivato timore per il trend da favola con cui i falchetti arrivavano alla sfida (7 vittorie nelle ultime 9 partite, proprio come i lupi), si è risolto in pratica sbrigata senza affanni e con un'autentica prova di forza: 0-2. Secondo posto solitario andando, senza tentennamenti, per la giugulare del zoppicante Bari: 1-1 a Catania e k.o. sfiorato se non fosse stato per il pararigori Frattali, ipnotico su Dall'Oglio in pieno recupero. Una prestazione che conferma che la crisalde biancoverde, tormentata da Covid e vicissitudini, si è rinforzata per ciò che non l'ha metaforicamente e sportivamente uccisa. Al massimo, l'ha sfortunatamente rallentata nel ruolo di anti Ternana (2-0 a Foggia). La farfalla biancoverde, venuta fuori con tempo e pazienza (di pochi) dalla sua larva, sfoggia, fiera, i suoi colori. Ha ali robuste, vola come si esprime in campo. In maniera armoniosa. Inesorabile. Quarta vittoria consecutiva, ottavo successo nelle ultime dieci gare in cui Forte ha incassato due sole reti, in match differenti. Nelle altre otto circostanze, “foglio pulito”. Per dirlo all'italiana. Eppure la sfida, per l'Avellino, con quattro novità dall'inizio rispetto alla sfida con il Foggia (D'Angelo e Aloi a centrocampo; Santaniello e Bernardotto in attacco, con il plotone dei critici che, prima del fischio d'inizio, aveva già iniziato a far chiasso contro il turnover) sembrava iniziata sotto una cattiva stella. Come? Bernardotto ci aveva messo una vita a coordinarsi per punire il clamoroso errore di Avella, che gli aveva consegnato il pallone del vantaggio a pochi passi dall'area piccola, previo poi riscattarsi con una parata provvidenziale. Senza scomporsi, fatto salvo uno svarione di Illanes prontamente tamponato dai compagni di reparto, Miceli e compagni hanno ripreso a macinare gioco sciorinando bel calcio. Le prove generali del gol, affidate a Santaniello con una girata di nulla a lato su velo di D'Angelo. E poi, spazio ai pezzi forti del repertorio. Al 26', Tito pennella il suo decimo assist stagionale, Luigi Silvestri sale in cielo, come è sua consuetudine, frustando il pallone con un colpo di testa che non lascia scampo ad Avella. Quarto centro per il difensore nella cooperativa del gol. Quattro come le reti a cui sale Bernardotto, al 34', facendosi perdonare l'errore iniziale al termine di un'azione da manuale del calcio. Santaniello innesca Tito, che ha il velluto nel mancino; Carriero (altra gara superlativa in entrambe le fasi) va col piattone e impegna severamente Avella costringendolo a consegnare all'ex Vibonese, su un piatto d'argento, il pallone del 2-0. Il possesso palla, come temeva Guidi alla vigilia, è appannaggio degli ospiti e la pericolosità offensiva dei rossoblù vive il suo minimo storico nel recente periodo. Non un caso. Una girata di Rosso, alta sulla traversa, è l'unica chance lasciata dalla retroguardia avversaria, versione tenuta stagna. Da segnalare, restano così solo un infortunio, potenzialmente brutto, al ginocchio destro rimediato da Konate (preferito da Guidi a Buschiazzo, così come Matos a bomber Cuppone) e i gialli rimediati da Icardi e Aloi, che erano in diffida e salteranno rispettivamente Turris – Casertana e Catanzaro – Avellino. E sì perché il secondo tempo, altra nota tutt'altro che marginale per restituire l'esponenziale crescita dell'Avellino, si riduce a ordinaria amministrazione contro uno degli attacchi e delle squadre più ispirate del momento. Anzi. Nel finale Maniero, subentrato con Fella, vorrebbe sradicare il palo a suon di calci per il tris fallito con un lob di nulla a lato. Dettagli. L'Avellino ora è una macchina perfetta. Una macchina da derby (che peccato, oggi, senza le tifoserie gemellate, che hanno dato spettacolo a distanza). Blitz a Torre del Greco, a Castellammare di Stabia e Caserta. Tutt'altro che dettagli. Dieci e lode. L'Avellino va e ora può godersi un meritato turno di riposo lustrando il secondo gradino del podio. Effettivo e non più virtuale. Da stasera i ragazzi di Braglia sono totalmente artefici del proprio destino nella corsa al miglior piazzamento playoff. E adesso è il Bari a dover rincorrere. Il tabellino. Casertana - Avellino 0-2 Marcatori: pt 26' L. Silvestri, 34' Bernardotto. Casertana (4-3-3): Avella; Hadziosmanovic, Carillo, Konate (44' pt Buschiazzo), Rillo; Izzillo (11' pt Matese), Santoro, Icardi (24' st Varesanovic); Rosso, Matos (1' st Cuppone), Turchetta (24' st Pacilli). A disp.: Dekic, Zivkovic, De Sarlo, De Lucia, Polito, Longo. All.: Guidi. Avellino (3-5-2): Forte; L. Silvestri, Miceli, Illanes; Ciancio, Carriero (17' st Adamo), Aloi (45' st M. Silvestri), D'Angelo (17' st De Francesco), Tito; Santaniello (24' st Fella), Bernardotto (17' st Maniero). A disp.: Pane, Rizzo, Dossena, Rocchi, Baraye. All.: Braglia. Arbitro: Mercenaro della sezione di Genova. Assistenti: Niedda e D'Elia della sezione di Ozieri. Quarto ufficiale: De Tommaso della sezione di Rimini. Note: Ammoniti: D'Angelo, Konate, Icardi, Aloi, L. Silvestri e Varesanovic per gioco falloso. Braglia per proteste. Angoli: 4-7. Recupero: pt 3', st 4'. Prima del fischio d'inizio osservato un minuto di silenzio in memoria di Mauro Bellugi. Gara a porte chiuse. di Marco Festa OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Benevento. In dieci uomini per oltre trenta minuti, il Benevento strappa un pari d'oro contro la Roma. La squadra di Inzaghi disputa una prova perfetta dal punto di vista difensivo, concedendo nulla agli attaccanti giallorossi. Al "Ciro Vigorito" regna l'equilibrio per gran parte del match. Poi al 12' della ripresa il Benevento resta in inferiorità numerica per l'espulsione di Glik (doppia ammonizione). Inzaghi riorganizza la squadra inserendo Caldirola per Viola e la Strega riesce a controllare bene la Roma, disputando una prova di grande sacrificio. Nel finale la squadra di Fonseca alza il baricentro e il Benevento rischia di capitolare. Caldirola al 49' salva sulla linea una conclusione di Pellegrini che aveva approfittato di una sponda aerea di Dzeko. Un minuto dopo Pairetto mostra il rosso anche ad Inzaghi (doppia ammonizione) che è già nel tunnel quando l'arbitro indica il dischetto per un contatto in area di rigore tra Foulon ed El Shaarawy. Qualche istante dopo, però, il "Vigorito" può tirare un sospiro di sollievo: attraverso il Var, infatti, gli arbitri riscontrano un fuorigioco di rientro di Pellegrini e, quindi, revocano il rigore. Al triplice fischio il Benevento può far festa per un punto conquistato con carattere, cuore e grande personalità. BENEVENTO-ROMA 0-0 BENEVENTO (4-3-2-1): Montipò; Depaoli, Glik, Barba, Foulon; Hetemaj (33' st Tello), Schiattarella, Viola (14' st Caldirola); Ionita, Caprari (22' st R. Insigne); Lapadula (33' st Moncini). In panchina: Manfredini, Lucatelli, Pastina, Diambo, Di Serio, Gaich, Sau. Allenatore: F. Inzaghi ROMA (3-4-2-1): Pau Lopez; Fazio (26' st Juan Jesus), Mancini, Spinazzola; Karsdorp (26' st Pedro), Veretout (13' st Dzeko), Villar, Bruno Peres; Pellegrini, Mkhitaryan (37' st El Shaarawy); Mayoral. In panchina: Fuzato, Mirante, Feratovic, Pastore, Diawara, Podgoreanu, Perez. Allenatore: FonsecaARBITRO: Pairetto di Nichelino - assistenti: Costanzo e Prenna. - IV uomo: Ayroldi. Var: Chiffi. Avar: Del Giovane. NOTE. Espulso al 12' st Glik (B) per doppia ammonizione e al 50' st il tecnico del Benevento, Inzaghi per doppia ammonizione. Ammoniti: Schiattarella (B), Fazio (R), Montipò (B). Angoli: 1-9. Recupero: 1' pt - 5' st 51' - Triplice fischio: il Benevento in dieci uomini conquista un pari d'oro contro la Roma. 50' - Finale incredibile al Vigorito. L'arbitro assegna un calcio di rigore alla Roma per un contatto in area tra Foulon ed El Shaarawy. Ma poi attraverso il Var la decisione viene annullata per un fuorigioco di rientro di Pellegrini. 50' - Allontanato dalla panchina il tecnico del Benevento, Filippo Inzaghi. 49' - Occasione per la Roma: cross di Spinazzola, sponda di testa di Dzeko, Pellegrini calcia a rete, Caldirola salva sulla linea di porta. 46' - Cross dalla destra di Spinazzola, Dzeko stacca di testa ma non riesce a dare potenza, Montipò blocca. 45' - 5' di recupero 40' - Ammonito Montipò. 38' - Ammonito il tecnico del Benevento, Pippo Inzaghi per proteste. 37' - Cambio nella Roma: esce Mkhitaryan entra El Shaarawy. 36' - Contropiede del Benevento ma Tello sbaglia l'ultimo controllo e non riesce più a calciare a rete. 33' - Due cambi per il Benevento: escono Lapadula ed Hetemaj, entrano Moncini e Tello. 26' - Doppia sostituzione per la Roma: entrano Juan Jesus e Pedro per Fazio e Karsdorp. 22' - Seconda sostituzione per il Benevento: esce Caprari, entra Insigne. 19' - Cross di Spinazzola, Karsdorp prova ad appoggiare per Dzeko a centro area ma il suo tentativo si trasforma in una conclusione che viene bloccata da Montipò sul primo palo. 16' - Colpo di testa di Pellegrini che esce di molto alla destra di Montipò. 14' - Sostituzione anche nel Benevento: esce Viola entra Caldirola. Inzaghi prova a riorganizzare la sua squadra dopo l'espulsione di Glik. 13' - Primo cambio nella Roma: esce Veretout entra Dzeko. 12' - Il Benevento resta in dieci uomini: l'arbitro mostra il secondo giallo a Glik per un'entrata in ritardo su Mkhitaryan. 5' - Roma pericolosa: filtrante di Pellegrini per Mkhitaryan che s'inserisce in area di rigore e prova a colpire di punta, Montipò in uscita gli sbarra la strada. 1' - Si riparte al "Ciro Vigorito": inizia il secondo tempo di Benevento-Roma SECONDO TEMPO 46' - Dopo sessanta secondi di recupero l'arbitro fischia la fine del primo tempo: si va al riposo sul risultato di 0-0 tra Benevento e Roma. 45' - 1' di recupero 45' - La Roma prova a sorprendere il Benevento in contropiede: Mkhitaryan appoggia per Mayoral che calcia alto sulla traversa. Ma nell'occasione Glik ha commesso fallo sul calciatore armeno della Roma e per questo è stato ammonito. 43' - Schiattarella lancia Lapadula, Pau Lopez è costretto ad uscire dalla sua area di rigore per anticipare l'attaccante del Benevento. 42' - Occasione per il Benevento: angolo di Viola, colpo di testa di Glik respinto da Villar, la palla poi arriva a Barba che colpisce di testa ma Pau Lopez è attento e blocca. 36' - Il Benevento spinge: Lapadula punta e salta Spinazzola, entra in area e calcia a rete ma Pau Lopez blocca senza problemi. 35' - Risponde il Benevento: imbucata di Viola per Lapadula che prende bene il tempo a Fazio e prova a incrociare, Pau Lopez blocca. 33' - Errore in fase di uscita del Benevento, Pellegrini recupera palla, si accentra e tenta la conclusione dal limite, Montipò si distende e respinge la conclusione. 19' - Fallo di Fazio su Lapadula: ammonizione per il calciatore della Roma. 15' - Il Benevento va in rete con Lapadula ma il gioco era fermo per posizione di offside dell'attaccante. 14' - Fallo di Schiattarella su Mkhitaryan: giallo per il calciatore sannita. 14' - Forcing del Benevento che va al tiro con Schiattarella al termine di un'azione insistita, la conclusione del centrocampista esce alla destra della porta difesa da Lopez. 8' - La Roma fa possesso palla in questo avvio di partita ma il Benevento si difende con ordine, tenendo la squadra di Fonseca lontano dalla porta di Montipò. 3' - Cross dalla sinistra di Bruno Peres per Pellegrini che nel cuore dell'area di rigore commette fallo in attacco. 1' - Si parte: è iniziata Benevento-Roma, primo pallone giocato dalla formazione di Fonseca. Minuto di raccoglimento al "Ciro Vigorito" in memoria dell'ex difensore Mauro Bellugi. PRE-GARA Le squadre stanno facendo il loro ingresso sul terreno di gioco del "Vigorito". Manca poco al fischio d'inizio di Benevento-Roma. Confermate le anticipazioni della vigilia sia per il Benevento che per la Roma. L'unica novità in casa sannita è rappresentata dal forfait di Tuia, costretto a mordere il freno per un problema dell'ultimo minuto. Il difensore cresciuto nel settore giovanile della Lazio non andrà nemmeno in panchina: al suo posto Inzaghi schiera Foulon esterno destro, spostando Barba al centro della difesa in coppia con Glik. Per il resto nessuna sorpresa: Ionita e Caprari agiranno alle spalle di Lapadula. Tutto confermato nella Roma: nel 3-4-1-2 di Fonseca, Pellegrini e Mkhitaryan giocheranno dietro a Mayoral. Alle 20.45 il fischio d'inizio del match al "Ciro Vigorito". LE PROBABILI FORMAZIONI. Posticipo serale per il Benevento che ospita al "Ciro Vigorito" la Roma in una sfida tutta a tinte giallorosse. Gli uomini di Pippo Inzaghi vanno a caccia di un successo importante per continuare il cammino verso la salvezza; la formazione di Fonseca, dopo il blitz conquistato in Europa League, va a caccia di punti pesanti per difendere il terzo posto e ridurre il distacco dal Milan, uscito sconfitto nel derby con l'Inter. Inzaghi si affiderà al 4-3-2-1, schierando Ionita e Caprari alle spalle di Lapadula; dall'altra parte, invece, la Roma scenderà in campo con un 3-4-1-2: Pellegrini e Mkhitaryan agiranno a supporto di Mayoral. Fischio d'inizio alle 20.45. Le probabili formazioni Benevento-Roma (stadio Vigorito – ore 20.45) BENEVENTO (4-3-2-1): Montipò; Depaoli, Tuia, Glik, Barba; Hetemaj, Schiattarella, Viola; Ionita, Caprari; Lapadula. In panchina: Manfredini, Lucatelli, Caldirola, Foulon, Pastina, Tello, Diambo, R. Insigne, Di Serio, Gaich, Sau, Moncini. Allenatore: F. Inzaghi ROMA (3-4-2-1): Lopez; Mancini, Fazio, Spinazzola; Bruno Peres, Veretout, Villar, Karsdorp; Pellegrini, Mkhitaryan; Mayoral. In panchina: Fuzato, Mirante, Juan Jesus, Feratovic, Pastore, Diawara, Podgoreanu, Dzeko, Pedro, Perez, El Shaarawy. Allenatore: Fonseca di Filippo Notari
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il solito Napoli molle, svagato degli ultimi tempi esce sconfitto per 2-0 sul campo del Granada e mette seriamente a rischio la qualificazione agli ottavi di finale di Europa League. La prossima settimana al 'Maradona' ci vorrà un'impresa per ribaltare la situazione, ma per il Napoli visto questa sera in Spagna la gara di ritorno sembra una montagna da scalare, tale e tanta è la pochezza tecnica, tattica e soprattutto agonistica evidenziata dalla squadra di Gattuso. La sconfitta non è neppure figlia delle nove assenze che pure in qualche modo devono aver pesato sul rendimento della squadra. Ma lo scivolone con gli spagnoli deriva dalle solite clamorose distrazioni della difesa accompagnate da un atteggiamento senza ardore e punteggiato da una serie continua di errori tecnici clamorosi commessi in mezzo al campo un po' da tutti i protagonisti della partita. E questi errori non solo interrompono i tentativi dei partenopei, sia pur lenti e compassati, di avvicinarsi alla porta di Rui Silva, ma mettono anche gli spagnoli in condizioni di ribaltare rapidamente l'azione e di puntare a gran velocità verso Meret. Osimhen rimane isolato in avanti e non riceve mai un pallone giocabile, Politano è un pesce fuor d'acqua, guardato a vista e ridotto com'è all'impotenza dal suo avversario diretto, Neva. Sul lato opposto Insigne, colpito duro dopo qualche minuto di gioco, è in difficoltà fisiche e tattiche e non solo non riesce mai ad incidere ma si deve sforzare anche per dare una mano a Mario Rui che deve contenere sia Kenedy che il fluidificante e pericolosissimo Foulquier. E poi ci sono i soliti passaggi indietro a caratterizzare il gioco di una squadra che appare senza identità, senza nerbo, senza carattere. Le trame offensive degli azzurri arrivano al massimo a superare la linea del centrocampo, poi c'è un blocco, l'azione si ferma e cominciano i retropassaggi fino addirittura a ritornare nell'area di rigore di Meret. Questa che è una caratteristica che la squadra si porta dietro sin dall'inizio della stagione è particolarmente acuita in questa serata in cui il Granada che non ha una difesa particolarmente solida, potrebbe essere attaccato con più coraggio e con velocità, sfruttando le linee verticali. I gol della vittoria dei padroni di casa arrivano nel primo tempo in rapida successione. Al 19' c'è un traversone da destra di Kenedy sul quale irrompe Herrera che anticipa Di Lorenzo e insacca con un colpo di testa. Due minuti dopo il Granada parte in contropiede sfruttando una pessima giocata offensiva di Politano. Machis serve sulla sinistra Kenedy che insacca con un tiro in diagonale. Insomma per il Napoli è un'altra serata da dimenticare. Giovedì prossimo servirà un miracolo ma difficilmente potranno arrivare rinforzi per i protagonisti di questa infelice serata, perché tra infortuni e contagi da Covid la situazione continua ad essere di piena emergenza. ANSA
Questa mattina i giallorossi si sono ritrovati al Vigorito per proseguire la preparazione in vista del match di domenica con la Roma. I capitolini questa sera scenderanno in campo per sfidare lo Sporting Braga nei sedicesimi di finale di Europa League. Un impegno che sarà particolarmente seguito da Inzaghi e dai suoi collaboratori, considerato che sarà molto indicativo per cercare di prevedere quali saranno le mosse che attuerà nel Sannio Paulo Fonseca. Il Benevento non avrà particolari problemi legati agli uomini, visto che sono tutti convocabili a eccezione di Letizia che sarà ancora costretto a stare fuori per via dell'infortunio. C'è grande abbondanza, soprattutto a centrocampo e in attacco dove il tecnico piacentino avrà l'imbarazzo della scelta, con le decisioni relative agli uomini che inevitabilmente saranno prese in base alla gara che la Strega intenderà impostare contro la Roma. I capitolini, se da una parte hanno palesato qualche difficoltà contro le big, dall'altra hanno mostrato di imporsi sempre contro le compagini di medio - bassa classifica. Un rendimento che gli ha permesso di occupare il terzo posto in classifica, a dispetto delle previsioni. Tra gli ospiti ci sono ben sei diffidati (Bruno Peres, Cristante, Ibanez, Kumbulla, Veretout, Villar) che potranno essere gestiti in vista del big match con la Roma, con possibilità di turn over.
La preparazione del Benevento proseguirà domani pomeriggio, sempre sul manto erboso del Vigorito. In serata, con inizio fissato alle 18, Inzaghi terrà la classica conferenza stampa con diretta esclusiva offerta da Ottochannel 696. Per sabato è in programma una mattutina, con successiva partenza verso l'Hotel Europa di Venticano. Domenica mattina i giallorossi torneranno all'Imbriani per la rifinitura, per poi attendere il fischio d'inizio dell'atteso match con la Roma: sarà il quarto incontro ufficiale tra le due squadre.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Benevento. Federico Barba sarà uno degli ex della sfida di domenica tra Benevento e Roma. Il centrale difensivo è cresciuto nel club capitolino, prima di spiccare il volo verso altri lidi sia in Italia che in Europa. Intervistato da Forzaroma.info, si è espresso così in vista del match che si giocherà al Vigorito: "Ancora non abbiamo fatto nulla in questa stagione. L’obiettivo è ancora lontano, in ogni partita ci giochiamo la vita. La nostra posizione in classifica al momento è discreta e dobbiamo pensare che ogni vittoria ci porta quell’ossigeno e quell’entusiasmo utile poi per lavorare al massimo in settimana. Qui ha Benevento ho trovato un ambiente familiare, un presidente che ci tratta come figli e una piazza serena con le persone che ti accolgono e ti vogliono bene. Senza tralasciare poi la parte tecnica e lo staff con cui personalmente sto collaborando dalla fine della scorsa stagione e con cui siamo in totale sintonia. Per domenica sappiamo cosa non dobbiamo fare, siamo consapevoli della forza della Roma ma da quella partita dell’andata siamo cambiati tanto. Ci aspettiamo una partita difficilissima e noi dovremo dare il massimo. Mentalmente non potremo concedere nulla agli avversari". OTTOPAGINE
INSERITO DA MORENA MOTTA "Archivazione per non aver commesso il fatto". Cosi' il Tribunale di Bolzano pone fine al processo di primo grado per doping ad Alex Schwazer. Il giudice ha accolto la richiesta del pm contestandone la tesi di "opacità" da parte di Iaaf e Wada nelle analisi che portarano alla positivita' e alla squalifica del marciatore, e rilancia dure accuse contro le due associazioni. Il giudice ritiene "accertato con altro grado di credibilità" che i campioni di urina nel 2016 furono alterati per far risultare l'atleta positivo.
"Falso ideologico, frode processuale e diffamazione", sono questi i reati che il gip del Tribunale di Bolzano, Walter Pelino, ipotizza nei confronti di chi avrebbe manipolato le provette di Alex Schwazer, nella sentenza sul processo doping nella quale la posizione del marciatore e' archiviata per "non aver commesso il fatto". Il giudice, che parla di "autoreferenzialita'" della federazione mondiale di atletica (Iaaf) e dell'agenzia mondiale antidoping (Wada), di manipolazione delle provette, di macchina del fango, rimette gli atti al pm invitandolo a indagare su quei reati.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Fernando Alonso è stato dimesso dall'ospedale di Berna dove era stato ricoverato giovedì scorso dopo l'incidente in bicicletta a Lugano, nel quale aveva riportato la frattura della mascella. Alonso è stato operato e dopo aver trascorso 48 ore in osservazione è stato dimesso.
Lo ha reso noto la sua scuderia, il team Alpine, con la quale l'asturiano tornerà alle gare in formula uno dal prossimo marzo.
Il due volte campione del mondo "continuerà il suo recupero in casa", ha detto la squadra in un comunicato. "Avrà un breve periodo di completo riposo prima di riprendere gradualmente gli allenamenti per prepararsi all'inizio della stagione", con le prove del 12-14 marzo in Bahrain e il Gran Premio il 28 marzo in Bahrain.
L'incidente è avvenuto giovedì nei pressi di Lugano, dove risiede Alonso. Secondo quanto riferito, il due volte campione del mondo di F1 è stato investito da un'auto mentre si allenava in bicicletta.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'urlo di gioia di Marta Bassino dopo aver visto sul tabellone il verde che attestava il trionfo nel gigante parallelo è stato una liberazione. Per l'atleta piemontese, ma anche per tutta l'Italia dello sci dopo giornate mondiali che erano finite miseramente a secco.
Ci è voluta una nuova disciplina, inserita nel programma iridato proprio a Cortina 2021, per ottenere la sospirata medaglia con un finale tiratissimo al fotofinish contro l'austriaca Katharina Liensberger che si è presa alla fine l'oro e aequo mentre la francese Tessa Worley ha messo al petto quella di bronzo.
GUARDA LE FOTOMondiali Sci: Bassino trionfa nel parallelo, e' oro per l'Italia
Per l'Italia poteva andare ancora meglio se il tabellone tennistico e la sorte non avessero messo l'una contro l'altra Marta Bassino e Federica Brignone ai quarti. Ha prevalso la piemontese ma con Federica giustamente arrabbiata: non con la compagna ma con una pista blu decisamente più lunga, più lenta e più scivolosa di quella rossa. "Non è corretto per una gara mondiale avere una pista così", ha detto Federica. La sua critica è stata del resto la stessa fatta da molti atleti, dato che anche a occhio nudo si vedeva che il tracciato blu era peggiore rispetto a quello rosso.
Cortina 2021, Bassino: "Giornata incredibile, ho combattuto fino alla fine per l'oro"
"E' fantastico. Ho dato il massimo e sono felicissima. E' davvero meraviglioso vincere la prima medaglia per l'Italia e farlo proprio a questi nostri mondiali di Cortina", ha commentato la piemontese di borgo San Dalmazzo (Cuneo), 25 anni, cinque vittorie in coppa e quattro in questa stagione in cui domina nel gigante. Per giocarsi l'oro, ha dovuto battere non solo la connazionale, ma anche due ossi duri come la slovena Meta Hrovat e la francese Worley. La svizzera Lara Gut-Behrami, che puntava alla terza medaglia, non è riuscita a entrare nelle migliori 16, mentre la supercampionessa Usa Mikaela Shiffrin ha preferito evitare la sfida per concentrarsi sul gigante di giovedì e lo slalom di sabato. La medaglia più pregiata è arrivato davvero sul filo di lana per Bassino, nella seconda delle due manche della finale. Nella prima, sulla maledetta pista blu, Marta aveva ottenuto il massimo ritardo di 50 centesimi di secondo previsti dal regolamento. Nella manche decisiva, invece, dopo che il suo cancelletto si era aperto con 50 centesimi di ritardo rispetto a quello dell'austriaca, l'azzurra ha tirato giù bene. Tanto da tagliare il traguardo con il cronometro che le davano entrambe con lo stesso tempo esatto: ma Marta era in recupero ed in un primo momento pareva avere la vittoria solo per sè. Poi, regolamento alla mano, la Fis ha assegnato l'oro anche all'austriaca. Niente medaglie invece per l'Italia nel parallelo uomini. Il francese Mathieu Fevre ha vinto l'oro davanti al croato Filip Zubcic, bronzo allo svizzero Loic Meillard. L'azzurro Luca De Aliprandini - l'unico ad avere realizzato nella prima fase con una unica manche un tempo tra i migliori 16 ammessi alla finale - è finito fuori agli ottavi quando si è passati al tabellone tennistico su due manche con eliminazione diretta.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il Settebello fatica nel primo quarto ma alla fine si impone 17 a 10 sugli Stati Uniti d'America. L’esordio nella Frecciarossa Cup è stato positivo ed emozionante nel ricordo di Luca Mamprin scomparso un mese fa. Partita speciale anche per le 400 presenze sulla panchina azzurra di Sandro Campagna che ha fatto esordire il giovanissimo portiere salernitano classe 2003, che gioca con il Posillipo, Spinelli al posto di Del Lungo. Con lui sono tre i campani nel gruppo azzurro di cui fanno parte da tempo Velotto e Dolce. "E' stata una serata di emozioni forti. Nel primo tempo non c'eravamo con la testa – ha spiegato Campagna-. Eravamo con Luca. Poi dal secondo tempo in poi ci siamo sbloccati, abbiamo innalzato il livello della difesa partendo bene in contropiede e facendo anche reti di pregevole fattura. Gli Stati Uniti sono una squadra fisica, che non molla mai e quindi ho chiesto attenzione anche nel terzo tempo per evitare il loro pressing asfissiante e le controfughe. E' stato un buon test, ma sabato sarà un'altra storia perchè la Spagna è una top a livello mondiale ed è sempre stimolante giocare contro di loro". Tabellino USA-Italia 10-17 USA: Holland , Hooper 2 (1 rig.), Vavic , Obert 1, Hallock 1, Cupido 2, Daube 1, Woodhead, Bowen 2 (1 rig.), Williams, Langiewicz, Irving 1 (rig.), Stevenson. All. Udovicic. Italia: Del Lungo, F. Di Fulvio 2, Luongo 3, Figlioli 4, E. Di Somma 1, Velotto, N. Presciutti 1, Echenique 2, Figari, Bodegas 3, Napolitano, Dolce 1, Spinelli. All. Campagna Arbitri: Paoletti e Petronilli. Note: parziali 3-3, 2-5, 2-5, 3-4. Superiorità numeriche: Usa 2/6 + 3 rigori, Italia 5/9 + 1 rigore (parato da Holland a Di Fulvio a 7.04 del secondo tempo). Uscito per limite di falli Woodhead nel terzo tempo. OTTOPAGINE