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sez.politica

NEWS ITALIA E DAL MONDO Mantovani torna in regione: caos al M5S

3 Maggio 2016, 13:09pm

Pubblicato da Alessia Chianese

NEWS ITALIA E DAL MONDO Mantovani torna in regione: caos al M5S

DI ALESSIA CHIANESE "Mi hanno impedito di parlare, ma la democrazia ha i suoi tempi aspettiamo". Caos e seduta sospesa, con l'ex vicepresidente che non riesce a iniziare il suo intervento per la protesta grillina. L'ex numero due di Maroni scarcerato per un cavillo legale. I Cinque stelle con il maxi striscione: "Onestà"

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SEZ. POLITICA Renzi, dal Cipe 3,5 miliardi Politici corrotti? Davigo faccia nomi

2 Maggio 2016, 09:00am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Renzi, dal Cipe 3,5 miliardi Politici corrotti? Davigo faccia nomi
SEZ. POLITICA Renzi, dal Cipe 3,5 miliardi Politici corrotti? Davigo faccia nomi

INSERITO DA MORENA MOTTA Investimenti in ricerca, beni culturali, capitale umano e infrastrutture. E' quanto prevede il piano approvato oggi dal Cipe, che stanzia 2,5 milairdi di euro per la ricerca e 1 miliardo per la cultura. Queste, nel dettaglio, le risorse e le misure approvate oggi: "Il Cipe ha assegnato due miliardi e mezzo di euro per investimenti nella ricerca e nel capitale umano, un miliardo di euro per i beni culturali. Inoltre, il Cipe ha assegnato circa 290 milioni di euro per programmi e azioni finalizzate al sostegno alle imprese e alla crescita", spiega una nota al termine della riunione del Comitato interministeriale per la Programmazione economica (Cipe), presieduta dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Il Comitato ha approvato il Programma nazionale per la Ricerca per il periodo 2015-2020.

Il programma prevede investimenti complessivi nel primo triennio 2015-2017 pari a 2.428,60 milioni di euro, di cui 1,9 miliardi di euro a carico del bilancio del MIUR e del PON ricerca 500 milioni di euro a carico Fondo sviluppo e coesione (FSC) 2014-2020". Nel pomeriggio Matteo Renzi è intervenuto a Domenica in e, commentando le misure e le risorse approvate dal Cipe su ricerca, cultura e infrastrutture, ha detto:"Agli italiani piace tanto commiserarsi e commiserare le cose che non vanno: io non dico che va tutto bene, perche' chi lo dice va ricoverato, ma da qui alle elezioni c'e' tempo e io dico che bisogna smettere di vedere solo le cose negative. Abbiamo un sacco di problemi, ma da oggi non ci sono piu' alibi: la politica e' sempre stata campionessa di alibi, ora i soldi ci sono, non ci sono piu' alibi ma i soldi poi bisogna spenderli".

Tornando poi alle accuse del presidente dell'Anm sui politici corrotti, Renzi ha invitato l'ex pm di 'Mani Pulite' a fare nomi e cognomi: "Si', ci sono politici corrotti ma io voglio i nomi, voglio sapere chi e' che ruba e chi non ruba. Pieno rispetto per il dottor Davigo ma dico una cosa su cui il 101 per cento degli italiani pensa sia una cosa banale: se uno ruba deve essere preso e giudicato, ma non si puo' sparare nel mucchio senno' fai il gioco di quelli che rubano", ha detto Matteo Renzi a Domenica in. "Io voglio che l'opera pubblica commissariata vada avanti, e dall'altro lato io voglio sapere dal magistrato il colpevole con le sentenze - ha aggiunto il presidente del Consiglio -. A me prende male questa cosa: sono 300 quelli che stanno in carcere per corruzione, non va bene. Io voglio sapere i nomi e i cognomi perche' li voglio cacciare".

"La prescrizione va cambiata, ma va fatta anche un'altra cosa per arrivare a sentenza: chiedere ai magistrati di essere capaci di fare come fanno i migliori magistrati tra loro, perche' ci sono alcuni Tribunali in cui si corre e si va veloci, altri invece in cui si va troppo spesso a prescrizione - ha detto ancora -. La prescrizione, siccome e' un incubo, io la voglio cambiare, ma voglio certezza dei tempi", ha poi aggiunto Renzi.

FONTE AGI

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SEZ.POLITICA Nomine sicurezza: Pansa al Dis, Franco Gabrielli alla polizia, Toschi alla Guardia di Finanza

1 Maggio 2016, 11:06am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA  Nomine sicurezza: Pansa al Dis, Franco Gabrielli alla polizia, Toschi alla Guardia di Finanza
SEZ.POLITICA  Nomine sicurezza: Pansa al Dis, Franco Gabrielli alla polizia, Toschi alla Guardia di Finanza

INSERITO DA LUCIANA VERDILE Dopo settimane di fibrillazioni, il governo scioglie il risiko delle nomine e ridisegna gli apparati di sicurezza: Franco Gabrielli è il nuovo capo della Polizia al posto di Alessandro Pansa, che va a dirigere il Dipartimento informazioni e sicurezza; il generale Giorgio Toschi è il nuovo comandante della Guardia di Finanza, il generale Mario Parente diventa il numero uno dell'Aisi, l'intelligence interna di cui era già vice, e l'ammiraglio Valter Girardelli capo di stato maggiore della Marina. Tutte nomine che, dice il premier Matteo Renzi al termine del Consiglio dei Ministri, avranno la durata di 2 anni: «nel 2018 si voterà per eleggere un nuovo governo. Noi pensiamo di vincere, ma poichè siamo seri abbiamo dato un termine di due anni alle nomine».

La decisione di procedere in un'unica tornata, visto che tra la fine di maggio e giugno erano in scadenza diversi incarichi, era stata presa da tempo, ma alla quadra si è arrivati soltanto nella serata di ieri dopo una cena al Colle tra il premier Matteo Renzi e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Un incontro servito per sciogliere i due nodi principali: la partita per il numero uno della Guardia di Finanza e quella per l'arrivo di Marco Carrai, da tempo amico del premier ed attuale presidente di Aeroporto di Firenze, a palazzo Chigi come consulente per la cyber sicurezza nonostante le polemiche da mesi sollevate sul suo nome. Alle Fiamme Gialle va dunque il generale Giorgio Toschi, attuale comandante in seconda ma con una carriera alle spalle trascorsa per buona parte in Toscana: era fin dal primo momento la scelta di Renzi, che lo ha preferito al generale Luciano Carta, attuale comandante dei reparti speciali.

IL MATTINO.IT

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SEZ.POLITICA Roma, Roxana Bugheanu: la 38enne romena candidata sindaco a Marino, tra curiosità e diffidenza

30 Aprile 2016, 08:56am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Roma, Roxana Bugheanu: la 38enne romena candidata sindaco a Marino, tra curiosità e diffidenza
SEZ.POLITICA Roma, Roxana Bugheanu: la 38enne romena candidata sindaco a Marino, tra curiosità e diffidenza

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Roxana Bugheanu, romena di 38 anni, è la candidata a sindaco a Marino, comune dei Castelli Romani, della lista 'Convivenza Tricolore'. Lista che per ora ha 21 candidati, sui 24 posti disponibili, tra i quali 4 italiani ed il resto romeni. Roxana Bugheanu, mediatrice linguistico-culturale e amministratrice di azienda, è sposata con un italiano ed è madre di due ragazzi; da 16 anni vive e lavora in Italia e da oltre dieci è cittadina italiana. «La mia candidatura a sindaco - racconta - è stata presa dai miei concittadini con interesse ed al tempo stesso sospetto. Marino, rispetto ad altri paesi dei Castelli romani, è più isolato ed anche la mentalità è diversa. Il 'razzismo' a Marino è anche nei confronti di chi viene da un'altra città italiana... quindi il sospetto nei miei confronti è normale». A Marino, spiega la candidata a sindaco, la comunità romena rappresenta il 5% della popolazione.
«Il 1 dicembre del 2015 - prosegue - i romeni erano 1856, dei quali 1.500 iscritti nelle liste elettorali, ma in totale sono più di 2000 su una popolazione di 40mila». Sul piano politico la candidata e la sua lista vogliono «evitare ogni ideologia: vogliamo che dopo l'arresto dell'ultimo sindaco di Marino, nel nostro comune al centro della politica vengano messe le persone. Noi crediamo nel lato pragmatico della politica, vogliamo riqualificare tutti gli ambiti lasciati in questi anni ad un degrado totale».
«La sua candidatura è l'espressione - spiega in una nota la lista 'Convivenza Tricolore' - di una nuova strategia politica risultante da una lunga esperienza culturale e sociale, nata dall'esigenza di rappresentare ad un livello paritario tutti i cittadini residenti a Marino, mettendo a disposizione della eventuale amministrazione della città la sua dedizione, onestà e professionalità, che esula da tutte le dinamiche affaristico-lobbistiche che in questi ultimi anni si sono venute a creare nella 'città del vino'».

IL MATTINO

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SEZ.POLITICA Amministrative, campagna entra nel vivo: dai 'vecchi' manifesti a WhatsApp

18 Aprile 2016, 07:35am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Amministrative, campagna entra nel vivo: dai 'vecchi' manifesti a WhatsApp
SEZ.POLITICA Amministrative, campagna entra nel vivo: dai 'vecchi' manifesti a WhatsApp

INSERITO DA MORENA MOTTA A meno di due mesi dall'election day del 5 giugno, nella campagna per le amministrative si comincia a fare sul serio. Manifesti, cene elettorali e iniziative in giro per le città, per restare sul tradizionale. E poi il web, ovviamente. Poco costoso e capace di raggiungere migliaia di elettori con i social network. E c'è anche WhatsApp che sostituisce la vecchia 'catena di sant'antonio'. Ecco come stanno andando le cose nelle principali città al voto e non solo.

IL GENERATORE DI SLOGAN DI GIACHETTI. Nella Capitale il candidato renziano Roberto Giachetti batte a tappeto i quartieri di Roma per raggiungere la grillina Virginia Raggi, sempre in testa nei sondaggi. Le ultime rilevazioni parlano di 27,4% per la candidata 5 Stelle contro il 24,5 di quello dem. Con un'incognita però. Se il centrodestra dovesse ricompattarsi su Giorgia Meloni, Giachetti potrebbe non arrivare al ballottaggio. I giochi al momento restano quindi apertissimi e l'esponente del Pd tenta il tutto per tutto. L'ultima è quella del 'generatore di slogan'. L'idea è dell'agenzia di comunicazione Proforma. Dopo aver lanciato Nichi Vendola su Facebook, ora lavora per Matteo Renzi e il meccanismo serve per far diventare virale la campagna di Giachetti. Come funziona? Basta andare pagina web del candidato dem, scrivere il proprio slogan (massimo sessanta caratteri) e il gioco è fatto: via alle condivisioni su Facebook, Twitter e così via. E' obbligatorio l'utilizzo della congiunzione 'e'. Ad esempio: ambiente e ciclabili. Ma i social si sono scatenati anche con l'ironia alla "Totti e Spalletti", "Cacio e Pepe" e via dicendo. Ma, bene o male, l'importante è che se ne parli.

LA GUERRA DEI MANIFESTI A NAPOLI. A parte quelli per 'Higuain sindaco' comparsi in giro per la città, sono stati i manifesti della campagna del candidato del centrodestra, Gianni Lettieri, a scatenare un polverone a Napoli. Il comitato Lettieri ha tappezzato Napoli con slogan del tipo: "Napoli agli ultimi posti in Italia per qualità della vita", "Napoli prima in Italia per numero di rapine" ed ancora "A Napoli le tasse più alte d'Italia". La cosa ha provocato polemiche in città con tanto di lettera, pubblicata dai giornali locali, dell'attrice napoletana Angela Luce: "Egregio signor Lettieri, io non so chi sia il curatore della campagna pubblicitaria, ma so per certo che non gli affiderei la promozione di una mia produzione artistica nemmeno gratuitamente". E sulla vicenda è salito ancheLuigi De Magistris: "Ognuno fa la campagna elettorale che vuole. Io non so da dove prende i soldi per i suoi manifesti, che sono brutti perché denotano uno scarso amore per la città". Lettieri, a sua volta, ha risposto con una lettera raccontando il suo amore per Napoli ma, scrive, "chi ha coraggio apra gli occhi. Chi vuole continuare a essere ingannato dalle bugie di De Magistris può tranquillamente tenerli chiusi". Tra i due la sfida è all'ultimo voto. Secondo gli ultimi sondaggi De Magistris viene dato al 30%, subito dietro Lettieri al 28. Segue la candidata del Pd, Valeria Valente, al 24%. 'Cuore e coraggio', è lo slogan della campagna dem. Out il candidato 5 stelle.

A MILANO PARISI SCALA SONDAGGI E SALA 'SI AFFIDA' A UNA SANTA. Milano doveva essere la città 'sicura' per Matteo Renzi. L'unica, tra le grande città, in cui vertici del Pd si sbilanciavano sulla vittoria. Ed invece la doccia fredda degli ultimi sondaggi con Stefano Parisi del centrodestra in grande rimonda sull'ex-commissario Expo, Giuseppe Sala. Anche grazie al mondo milanese che il candidato del centrodestra è riuscito a coinvolgere. Nella lista civica per Parisi, realizzata da Corrado Passera, ci sono Gabriele Albertini come capolista e 48 nomi della società civili dall'ex soprintendente ai beni architettonici di Milano, Alberto Artioli, al filosofo Stefano Zecchi e poi medici, architetti, professori universitari. Si è tirato indietro all'ultimo il critico d'arte Philippe Daverio. Ma alla Milano che si schiera con Parisi, Sala replica con la discesa in campo di altri pezzi della città. Di sinistra e non solo. Mr Expo, infatti, ha dovuto prima coprirsi a sinistra con la lista arancione affidata A Daria Colombo, ex girotondina e moglie del cantautore Roberto Vecchioni. E con la lista del Pd guidata da Piefrancesco Majorino. Il listino del candidato sindaco, 'Noi, Milano', si rivolge più alla borghesia moderata (capolista Fiorenzo Galli, direttore generale del Museo della Scienza e della Tecnologia, già esponente di Confindustria) e al mondo cattolico. In particolare, la corsa è stata su Cl che a Milano ha un peso rilevante e che vede due ciellini come Maurizio Lupi e Roberto Formigoni a sostegno di Parisi. Sala sembrava aver 'acchiappato' Massimo Ferlini, il vice presidente della Compagnia delle Opere, e uno degli esponenti più importanti di Comunione e Liberazione a Milano. Una candidatura che, se fosse andata in porto, avrebbe sancito la spaccatura di Cl tra centrodestra e Renzi. Ma alla fine Ferlini si è tirato indietro. Ma Sala può almeno contare su una santa: Gianna Beretta Molla. Il figlio Pierluigi Molla è in lista con Mr Expo.

IL LIBRETTO ROSSO DI MEROLA A BOLOGNA. In città, a dire il vero, lo hanno già ribattezzato il 'librone' di Merola. Il sindaco uscente del Pd e candidato al secondo mandato ha presentato un libro rosso con le cose fatte nei 5 anni di amministrazione. Verrà consegnato dai volontari, o nei banchetti e negli incontri di quartiere ed è scaricabile dal sito di Virginio Merola. Un'iniziativa attaccata dal 5 Stelle Massimo Bugnani via Facebook: "Nei prossimi giorni vi arriverà a casa il librone rosso di Merola e del Pd che vi spiegherà quanto sono stati bravi. Costo del volume: 80.000 euro. Queste cose le faceva Berlusconi e mi ricordo bene come venivano etichettate queste operazioni di costosissima propaganda".

ALL COLOURS FOR FASSINO. Ci sono una marocchina, un romeno e un egiziano. Punta sul multietnico Piero Fassino per la lista per il secondo mandato a Torino. L'ex-segretario dei Ds potrebbe riuscire nel colpo di centrare la rielezione al primo turno. Al momento Fassino sarebbe avanti di dieci punti rispetto alla grillina Chiara Appendino: 55 a 45.

A DOMODOSSOLA TANTI MANIFESTI, NESSUN CANDIDATO. A parte le grandi città, saranno moltissimi i piccoli comuni al voto a giugno. Tra questi Domodossola dove si sta svolgendo una campagna elettorale alquanto insolita. Per le strade manifesti con volti e slogan, senza che però ci siano i nomi di chi correrà per la poltrona di sindaco per il centrodestra. Se infatti Pd e M5S hanno i loro candidati a sindaco, a destra i nodi non sono sciolti.

NELLA PATRIA DEL VERDICCHIO CERIONI BALLA DA SOLO. Una campagna elettorale più rilassante non si può. Luigi Cerioni, sindaco uscente di centrosinistra a Cupramontana in provincia di Ancona, si avvia ad essere l'unico candidato nel paesino marchigiano. La capitale del Verdicchio, a meno di clamorose sorprese, avrà un solo candidato sindaco. Al momento nè il centrodestra nè altri partiti sono in partita.

FONTE ADNKRONOS

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SEZ.POLITICA Via libera alla Riforma costituzionale, Renzi: "Passaggio storico"

13 Aprile 2016, 08:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Via libera alla Riforma costituzionale, Renzi: "Passaggio storico"
SEZ.POLITICA Via libera alla Riforma costituzionale, Renzi: "Passaggio storico"

INSERITO DA MORENA MOTTA Ultimo e definitivo sì del Parlamento al ddl costituzionale sul superamento del bicameralismo e revisione del Titolo V. La Camera ha approvato il testo con 361 sì e soli 7 voti contrari, in un'aula nella quale non erano presenti i gruppi di opposizione, che non hanno partecipato al voto per protestare contro i contenuti della riforma e il metodo e le scelte politiche adottate dalla maggioranza e dal governo per farla approvare.

RENZI - Il disco verde alla riforma costituzionale "è un passaggio storico, è il giorno in cui la politica riforma sé stessa" ha detto, parlando a Teheran, il premier Matteo Renzi, secondo cui "oggi l'Italia è il Paese più stabile d'Europa".

FONTE ADNKRONOS

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SEZ.POLITICA Inchiesta petrolio, Renzi: "Non metteremo mano a riforma intercettazioni"

12 Aprile 2016, 09:57am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Inchiesta petrolio, Renzi: "Non metteremo mano a riforma intercettazioni"
SEZ.POLITICA Inchiesta petrolio, Renzi: "Non metteremo mano a riforma intercettazioni"

INSERITO DA MORENA MOTTA Il governo "non ha intenzione di mettere mano alla riforma delle intercettazioni". Lo dice il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in un'intervista al Tg5. Le intercettazioni, dice il premier, "servono per scoprire i colpevoli" e ci sono magistrati che "sono molto seri nell'utilizzo delle intercettazioni". Invece, "le vicende familiari e i pettegolezzi sarebbe meglio non vederli. Spero ci sia buon senso e responsabilità da parte di tutti". Le parole del premier arrivano, tra l'altro dopo la campagna sulle intercettazioni partita dal blog di Beppe Grillo, con l'hashtag #PubblicateleTutte.

Renzi parla poi del rapporto con la magistratura. "Chi è onesto non deve avere paura dei magistrati", premette, evidenziando che rispetto al passato ora "c'è gente al governo che dice ai magistrati 'lavorate di più'". Il magistrato "deve farsi sentire attraverso gli strumenti che ha, attraverso le sentenze, speriamo che arrivino a sentenza. Se c'è qualcuno che ruba voglio saperlo per mandarlo a casa e poi in carcere".

FONTE ADNKRONOS

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SEZ.POLITICA Jobs act: Renzi, funziona non è fallimento, lo dicono i numeri

11 Aprile 2016, 09:25am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Jobs act: Renzi, funziona non è fallimento, lo dicono i numeri
SEZ.POLITICA Jobs act: Renzi, funziona non è fallimento, lo dicono i numeri

INSERITO DA MORENA MOTTA Il Jobs act un fallimento? "I numeri affermano il contrario". Così risponde Matteo Renzi su Twitter a una critica sul Jobs act. Anche dopo la riduzione degli incentivi, sottolinea il premier, "i numeri sono comunque molto buoni. È ovvio che gli incentivi aiutano, li abbiamo voluti per questo. Ma #JobsAct funziona". Infine, all'utente di Twitter che si dichiara pronta a ricredersi e chiedere scusa, risponde: "perché dovrebbe chiedere scusa? Legittime opinioni! Buona giornata".

FONTE ANSA

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SEZ.POLITICA De Magistris, Renzi non mi incontra

6 Aprile 2016, 13:50pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA De Magistris, Renzi non mi incontra
SEZ.POLITICA De Magistris, Renzi non mi incontra

INSERITO DA MORENA MOTTA NAPOLI - "Trovo sorprendente che il Presidente del Consiglio di fronte a una richiesta di incontro che faccio da un anno e mezzo non ritenga di incontrare il sindaco della terza città d'Italia". Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che non ha avuto risposta dal premier rispetto alla sua richiesta di incontro al di fuori della cabina di regia. Un faccia a faccia che - ha sottolineato il sindaco - era stato chiesto "prospettando questioni di rilevanza istituzionale importanti". Una giornata, quella napoletana di Renzi, che de Magistris ha definito "una passerella elettorale visto che - ha detto de Magistris - prima va a fare il Forum a Il Mattino e poi chiude la cabina di regia. È un'operazione politica".

FONTE ANSA

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SEZ.POLITICA Renzi. i pm di Potenza non arriveranno a sentenza

5 Aprile 2016, 08:10am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Renzi. i pm di Potenza non arriveranno a sentenza
SEZ.POLITICA Renzi. i pm di Potenza non arriveranno a sentenza

INSERITO DA MORENA MOTTA "Se e' reato sbloccare le opere pubbliche, io sto commettendo reato. Continueremo a sbloccare le opere". Matteo Renzi apre la direzione Pd con lo stesso profilo scelto sin dall'inizio dell'affaire Guidi e la sua relazione si dedica quasi integralmente agli sviluppi dell'inchiesta di Potenza. E non potrebbe essere diversamente, anche perche' contemporaneamente i giornalisti sono assiepati all'ingresso del ministero delle Riforme, dove i magistrati potentini si sono recati per ascoltare Maria Elena Boschi come persona informata sui fatti.

Trivelle, Renzi "usiamo energia che c'è senza arrichcire russi e arabi"

Un faccia a faccia durato piu' di un'ora e mezza. Incontro, ha detto il procuratore Luigi Gai, "necessario". Nessuna dichiarazione invece da parte del ministro per i Rapporti con il Parlamento, che ha pero' scelto di lasciare la sede del ministero affrontando le telecamere con un largo sorriso.
Si torna al Nazareno e alla relazione di Renzi. "Se si decide che un'opera va fatta nel 1989 lo scandalo non e' che quell'emendamento e' stato approvato ma che si sono buttare delle occasioni", dice allora Renzi che spiega di difendere "gli investimenti dell'Eni" cui chiede "di continuare a investire in Italia" e ricorda di essere "andato in Parlamento a difendere l'amministratore delegato di Eni perche' gode della mia stima". "Chiedo alla magistratura italiana di indagare", e' il messaggio che arriva oggi dal segretario Pd, e presidente del Consiglio, che ironizza sul fatto che "ci sono state indagini sul petrolio in Basilicata con la stessa cadenza delle Olimpiadi: 2000-2004-2008. Ci sono stati anche arresti, ma non si e' arrivati mai a sentenza". "Un Paese civile e' un Paese che va a sentenza", rimarca Renzi che rivendica di non parlare di legittimo impedimento o prescrizione, ma di sentenze per dire no alla "demagogia per la quale tutti siamo uguali".

Difendo Descalzi perché lo stimo

Parole cui si rifara' in sede di replica per far notare che "della lunga introduzione che ho fatto, i giornalisti hanno riportato 'Renzi attacca i magistrati'. Non ho attaccato i magistrati: ho chiesto di andare a sentenza", puntualizza l'inquilino di Palazzo Chigi. Una precisazione, sempre nel corso della direzione, da Michele Emiliano: "Il problema e' che qualche ora fa una sentenza e' arrivata. Sul centro oli di Viggiano. Praticamente sulla stessa cosa, con gli stessi dirigenti, ovviamente sono cambiate le persone, che sono state condannate a sette anni. Mica a una settimana".

Intanto le opposizioni lavorano alla stesura delle annunciate mozioni di sfiducia. Una mozione verra' presentata domani a Palazzo Madama, si apprende in ambienti parlamentari, da Forza Italia. Su questa si raccoglierebbe il consenso, e la firma, della Lega Nord di Matteo Salvini. Alle limature finali sta lavorando anche M5S per depositare la sua.

FONTE AGI

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