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SEZ.POLITICA Pd, Renzi: niente congresso straordinario, si fa nei tempi "Nodo non è legge elettorale, io guardo alle idee"

31 Gennaio 2017, 10:48am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Pd, Renzi: niente congresso straordinario, si fa nei tempi "Nodo non è legge elettorale, io guardo alle idee"

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nell'assemblea del Pd del 18 dicembre "mi è stato chiesto di non fare il congresso straordinario ma di rispettare la tempistica e le regole dello Statuto. Perché se uno fa parte di una comunità deve rispettarne le regole, no?". Così Matteo Renzi, nella sua Enews, risponde indirettamente a chi oggi invoca un congresso anticipato del Partito democratico.

"Elezioni. Nei palazzi della politica non parlano d'altro. Sono temi che sento molto lontani. Non riesco a capire come si possa dedicare tanto tempo a questo dibattito. Dopo il referendum, purtroppo, non sarà facile governare l'Italia. La nostra proposta di semplificare il sistema è stata bocciata. Pertanto il problema non è con quale legge si vota, visto che questo interessa soprattutto agli addetti ai lavori che sognano un posto in Parlamento, ma quali idee si propongono". Così, nella enews, Matteo Renzi.

Alta tensione nel Pd dopo il ritorno in campo di Matteo Renziall'assemblea degli amministratori Dem. I temi caldi, che dividono i renziani dalla minoranza sono soprattutto quelli, legati a filo doppio, del congresso e delle elezioni. A scendere in campo è, tra gli altri, il presidente del partito che interviene sul congresso: "Da statuto - evidenzia Matteo Orfini - il Congresso del Pd non si può celebrare prima di giugno. Noi - sottolinea - possiamo convocarlo sei mesi prima della scadenza. La scadenza naturale è a dicembre, quindi al massimo lo si potrebbe convocare per giugno, prima il nostro statuto lo vieta".

A rievocare di nuovo la scissione Massimo D'Alema: senza un congresso "sarà Renzi che farà la scissione, che imporrà una frattura. E' normale": dice a 'Carta bianca'. "Noi vogliamo un congresso perché il Pd è un grande partito che viene da ripetute sconfitte politiche". "Penso che una parte" dei Democrat "uscirebbe, forse non una maggioranza". "Ci sono per esempio tra i tre e i cinque milioni di elettori della sinistra che non votano più per il Pd, quelli si sono già scissi. Già l'obiettivo di recuperarli avrebbe un non irrilevante valore", sottolinea.

Il terzo nodo da sciogliere resta quello della legge elettorale. E il partito resta orientato sul Mattarellum. Una possibilità sulla quale oggi si registra l'apertura di scelta civica. "Se si vuole fare davvero il Mattarellum, e sarebbe un passo avanti rispetto ai due sistemi disomogenei che ci sono adesso, i numeri al Senato ci sono. Magari con qualche correzione che aumenti il peso del proporzionale rispetto ai collegi uninominali - se serve, e a occhio serve - ma ci sono", dichiara Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica, a nome dei gruppi Scelta Civica - Ala di Camera e Senato. "Dichiarazioni pubbliche alla mano dei vari leader, su uno schema di questo tipo dei negoziatori bravi e realmente motivati a raggiungere l'obiettivo potrebbero far convergere la generalità di coloro che hanno votato la fiducia al governo Gentiloni e aggiungervi come minimo i 18 senatori di Scelta Civica e Ala, i 12 della Lega e i 10 di Direzione Italia di Fitto. Sarebbe opportuno che il Pd, quale partito di maggioranza relativa in Parlamento e principale sponsor del Mattarellum, avvii incontri formali con le delegazioni degli altri partiti e gruppi parlamentari", aggiunge Zanetti.

Nel pomeriggio a Palazzo Chigi si sono recati i capigruppo Pd di Camera e Senato Ettore Rosato e Luigi Zanda. Nella sede della presidenza del Consiglio era presente anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro. "Abbiamo presentato al presidente del consiglio - ha detto Zanda dopo l'incontro - l'agenda dei due rami del Parlamento. Abbiamo parlato di legge elettorale? Neanche una parola".

ANSA

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SEZ. POLITICA Appalti, opere a rischio il freno del nuovo Codice

28 Gennaio 2017, 11:03am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Appalti, opere a rischio il freno del nuovo Codice

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Rischiamo di aprire i cantieri non prima della fine del 2018». Vincenzo De Luca, l’ultima stoccata contro il Codice degli appalti, l’ha lanciata incontrando i vertici di Confindustria Campania. Proprio davanti al presidente dell’associazione, Costanzo Jannotti Pecci, il governatore della Campania ha aggiornato la lista della mancanza delle nuove norme, che in passato ha definito «una delle cause del blocco dell’Italia che rimane intrappolata in parassitismo e stagnazione»: l’obbligo per i Comuni di indire le gare con l’appalto esecutivo per i lavori sopra il milione di euro sta rallentando le già lente procedure per pubblicare i bandi di gara. Risultato? Possono passare anche due anni dalla definizione del progetto alla sua assegnazione, quindi alla posa della prima pietra.

La lista delle opere che rischiano tempi biblici, in Campania, è lunghissima. Tra le maggiori ci sono, per importo, la galleria stradale di collegamento tra Maiori e Cava dei Tirreni (98 milioni di euro), la linea che dovrebbe unire la nuova stazione dell’alta velocità di Afragola alla rete metropolitana di Napoli (305 milioni miliardi), l’ampliamento del sistema tramviario (67,2 milioni di euro) fino ai sessanta milioni che si vogliono spendere nell’Agro nocerino–sarnese nella prevenzione anti frane. Sono lavori il cui valore finisce per essere decuplicato, visto che la crisi ha tagliato la spesa pubblica, lasciando il ruolo di grandi stazioni appaltanti all’Anas, le Ferrovie o ai gestori delle reti di trasporto energetico. 

Il nuovo codice, come detto, ha modificato profondamente il sistema dei lavori pubblici: gli enti locali devono mettere a gare il progetto esecutivo, non più quello preliminare o definitivo, sopra il milione di euro; gli uffici tecnici non hanno più il bonus del 2 per cento per fare anche la progettazione; è stato cancellato il massimo ribasso; sono stati introdotti sistemi per un controllo terzo degli atti e per certificare stazioni appaltanti e professionisti. Novità che, complice la crisi, hanno ridotto un po’ ovunque i lavori pubblici. L’Ance, per esempio, ha calcolato che nei primi otto mesi del 2016 «il numero di pubblicazioni si è ridotto dell’8,6 per cento e l’importo posto in gara è diminuito del 14,8 rispetto allo stesso periodo del 2015». Salvo poi risalire la china. Boom invece per i bandi destinati alle gare per servizi di sola progettazione: l’Oice, l’associazione dei progettisti, ha calcolato che l’anno scorso sono saliti numericamente del 30 per cento e del 45,6 per cento per quanto riguarda il loro valore.

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IL MATTINO.IT

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SEZ.POLITICA Italicum: via il ballottaggio, ok premio. 'La legge è subito applicabile'

26 Gennaio 2017, 10:44am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Italicum: via il ballottaggio, ok premio. 'La legge è subito applicabile'

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Salta il ballottaggio VIDEO, resta il premio di maggioranza al partito che supera il 40% dei voti, non sono toccati capilista e plucandidature, ma viene fissato un limite importante: in caso di vittoria multipla, non si può scegliere il collegio in cui risultare eletto, ma interviene il criterio del sorteggio. E' l'Italicum 'riscritto' dalla Corte Costituzionale, che lascia in campo una legge immediatamente applicabile. Un concetto, questo, che la Corte ha voluto esplicitare mettendolo nero su bianco nel comunicato ufficiale per non lasciare dubbi residui su un aspetto scontato per i giuristi, ma non per la politica. LE REAZIONI dei partiti

Diverse le reazioni dei legali che hanno impugnato la legge. "Siamo soddisfatti, il governo è stato sconfitto" dicono Felice Besotri, Michele Ricciardi e Michele Pennino. "Non si può andare a votare subito a meno che non si vada a votare con due leggi non omogenee su questioni essenziali, come soglie d'accesso e coalizioni". "Abbiamo ottenuto il minimo indispensabile in luogo del massimo che sarebbe stato possibile", dichiara invece Vincenzo Palumbo, secondo il quale però "si è aperta la strada a un precedente importantissimo per insorgere contro una futura legge elettorale che mettesse in discussione il diritto costituzionale al voto". 

Onida:"Sistema disallineato ma funzionante"

Il dato di fondo è che i due sistemi, quello per le elezioni della Camera e quello delle elezioni del Senato, restano dissimili, ma lasciano un assetto funzionante, ha detto la Corte. La differenza maggiore è data dal premio, che l'Italicum, destinato a eleggere i deputati, mantiene, e il Consultellum, il sistema uscito dalla sentenza della Consulta sul Porcellum nel 2014 e valido per i senatori, non ce l'ha. Diverse anche le soglie di accesso, differenziate e graduate nel Consultellum; unica, 3%, per l'Italicum. E' vero però che proprio le soglie del Consultellum, che è un proporzionale puro, fanno sì che al Senato se una forza dovesse ottenere il 40% può puntare al 47-48% dei seggi, quota non lontanissima da quella del 55% che assicura il premio alla Camera. Questo avvicina potenzialmente i due sistemi. Tecnicamente, quindi, in caso di voto anticipato, la legge c'è per entrambe le Camere. Ora la palla passa alla politica: la Corte ha fatto la sua parte. E lo ha fatto rigettando molte questioni sollevate sia dai ricorrenti sia dall'Avvocatura dello Stato, compresa una questione di fondo prospettata dalla difesa di Palazzo Chigi, che chiedeva il rigetto perché l'Italicum non è stato mai adoperato. No, la Corte è entrata nel merito. Ieri sera, alle 17, dopo l'udienza pubblica, i 13 giudici presenti hanno appena cominciato ad affrontare la questione. 

Ecco cosa succede: Consultellum 1 e 2 per Camera-Senato

L'esame è ripreso in mattinata alle 9.30 ed è durato circa sette ore, con una breve pausa poco dopo mezzogiorno per mangiare un panino senza spostarsi dalla sala della camera di consiglio. Si è proceduto per punti, spacchettando i temi: su nessuno c'era l'unanimità, ma la maggioranza era certa su tutti. Per questo si è scelto di non cristallizzare in un voto le decisioni, ma di certificare solo il risultato finale. L'idea, martedì, di comunicare un orario, le 13-13.30, per la decisione, che poi è slittata al pomeriggio, ha innescato qualche cortocircuito e ha fatto pensare a divisioni nette. Non è stato così, il clima è stato sereno. L'idea di affrontare il tema dell'allineamento tra i due sistemi non è stata percorsa, se non per un punto: il ballottaggio. Qui c'erano opinioni diverse sulla possibilità di sorreggerne o meno l'abolizione ricorrendo all'argomentazione che il doppio turno non è presente per il Senato. Alla fine, da quanto emerge, si sarebbe scelto di non farlo: il ballottaggio va via principalmente perché non è prevista una soglia minima di voti per accedervi e questo può alterare la reale rappresentanza. Il resto, se vuole, lo farà la politica.

ANSA

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SEZ. POLITICA Gentiloni: 'Orgogliosi dei soccorritori del Rigopiano, Protezione Civile patrimonio nazionale' - DIRETTA

25 Gennaio 2017, 10:38am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Dall'Aula del Senato credo debba venire forte e unanime un sentimento di cordoglio e di compassione per le 23 vittime dell'Hotel Rigopiano dove si cercano 6 dispersi, per le 6 dell'elisoccorso di Campofelice e per le 5 vittime del maltempo e del terremoto". Così il premier Paolo Gentiloni, nell'informativa nell'aula di Palazzo Madama, dove i senatori si sono alzati tutti in piedi per applaudire.

LA DIRETTA DAL SENATO

"Siamo orgogliosi dei nostri soccorritori, sono cittadini italiani esemplari: forte e unanime deve essere il sentimento di riconoscenza per le 11mila persone intervenute che si prodigano per salvare vite.  Rimarranno impresse - ha aggiunto il premier - le immagini dei lutti ma anche quelle delle vite salvate, dello Stato che mobilita tutte le proprie energie e arriva in mezzo alla tormenta con sci e pelli di foca. Credo - ha proseguito - che sia stato messo in atto ogni sforzo possibile dal punto di vista umano, organizzativo, tecnico per cercare di salvare i dispersi. Davanti alla concatenazione degli eventi in una crisi senza precedenti - ha detto Gentiloni - il dispiegamento delle forze, coordinate dalla Protezione Civile, è stato molto rilevante: dalle 4-5mila persone del 16-17 gennaio alle oltre 11 mila impegnate ieri e questo per raggiungere le frazioni isolate e soccorrere le persone in difficoltà con 3581 interventi di soccorso via terra e 32 elicotteri con oltre 300 missioni. A Rigopiano sono state dispiegate 200 persone il massimo possibile. Nel momento di picco della crisi, il 19 gennaio, le utenze non allacciate hanno raggiunto il numero considerevole di 177mila, oggi ne sono rimaste solo alcune alcune centinaia nel teramano. E' giusto a livello di Governo verificare in questa dinamica quanto abbiano inciso le circostanze eccezionali e quanto ciò abbia messo in luce problemi più generali di manutenzione. Se ci sono stati ritardi e responsabilità saranno le inchieste a chiarire. Il governo non teme la verità che serve a fare meglio e non ad avvelenare i pozzi. Io che condivido la ricerca della verità non condivido la voglia di capri espiatori e giustizieri anche perché la storia è lesta a trasformare i giustizieri in capri espiatori. Al di là di singoli errori che le inchieste accerteranno - ha proseguito  - abbiamo mostrato una capacità di reazione del sistema all'altezza di un grande Paese, non a caso abbiamo un sistema di Protezione civile all'avanguardia: non è di destra o sinistra, di questo o quel governo, è un patrimonio italiano che dobbiamo tenerci stretto".

FONTE ANSA

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SEZ.POLITICA Legge elettorale: oggi la Consulta, tutti i dubbi sottoposti ai giudici Cinque ordinanze sull'Italicum presentate dai tribunali di Messina,Torino, Perugia,Trieste e Genova

24 Gennaio 2017, 12:10pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Legge elettorale: oggi la Consulta, tutti i dubbi sottoposti ai giudici Cinque ordinanze sull'Italicum presentate dai tribunali di Messina,Torino, Perugia,Trieste e Genova

INSERITO DA DIRETTORE MICHELE PAPPACODA Sono 5 le ordinanze sull'Italicum che la Corte Costituzionale esamina oggi, frutto di una serie di ricorsi presentati da un pool di avvocati, in qualità di cittadini elettori, in diversi tribunali italiani. Cinque di questi tribunali - Messina, Torino, Perugia, Trieste e Genova - hanno deciso che alcuni dei rilievi mossi dai ricorrenti sulla nuova legge elettorale non fossero infondati e hanno deciso di sottoporre le questioni ai giudici costituzionali.

Le ordinanze sono state depositate in tempi diversi alla Corte, ma il presidente Paolo Grossi ha disposto un calendario di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale - passaggio essenziale per incardinare la causa e la costituzione delle parti - che ha consentito a tutte e cinque di essere rimesse alla Consulta. La Corte che avrà quindi tutto lo spettro dei rilievi mossi dai ricorrenti nelle varie sedi da poter valutare, senza che nulla resti tagliato fuori. Ballottaggio, premio, capolista bloccati, apparentamenti, i temi da trattare.

Il Tribunale di Messina censura le norme sul premio di maggioranza al primo turno che assicura 340 seggi alla lista che ottiene il 40% dei voti, calcolando la percentuale sui votanti e non sugli aventi diritto al voto; sul premio al ballottaggio assegnato senza soglia minima di votanti; sulla clausola di sbarramento che esclude le liste che non abbiano superato la soglia del 3%; sul capolista bloccato mentre gli altri sono scelti con voto di preferenza; e infine le disposizioni per cui l'Italicum, valido solo per la Camera, si applica a prescindere dall'esito del referendum sulla riforma costituzionale.

Il Tribunale di Torino solleva dubbi sull'attribuzione del premio al ballottaggio tra le liste più votate, purché abbiano ottenuto il 3%; sul divieto al secondo turno di apparentamenti o coalizioni col premio che va a chi ottenga il 50% più 1 dei voti; sulla possibilità per il capolista eletto in più collegi plurinominali di scegliere il collegio in base valutazioni di opportunità, in assenza di un criterio predeterminato.

Il Tribunale di Perugia ha sollevato anch'esso questioni sui capolista bloccati e sul premio che attribuisce 340 seggi alla lista che ottiene, su base nazionale, almeno il 40% dei voti validi o a quella che prevale al ballottaggio, escludendo collegamenti tra liste o apparentamenti tra i due turni di votazione.

I tribunali di Trieste e Genova sollevano questioni sul turno di ballottaggio e sull'opzione del candidato capolista eletto in più collegi di scegliere a quale agganciarsi.

Genova sottopone alla Corte anche questioni relative all'assegnazione del premio di maggioranza al primo turno e una questione concernente il meccanismo del recupero proporzionale dei voti nella Regione Trentino-Alto Adige.

ANSA

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SEZ.POLITICA Gentiloni, prima volta in tv da premier: «Poteri straordinari a chi sta sul campo»

23 Gennaio 2017, 09:48am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Gentiloni, prima volta in tv da premier: «Poteri straordinari a chi sta sul campo»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Roma. Elogio dei soccorsi e più poteri alla Protezione Civile e al Commissario per il terremoto. Dalla poltrona tv di Fabio Fazio, Paolo Gentiloni inizia la sua prima lunga intervista in tv da presidente del Consiglio ringraziando «gli oltre ottomila uomini» che sono al lavoro nei paesi colpiti dal terremoto e dal maltempo. «Un lavoro straordinario», «in condizioni davvero difficili di cui dobbiamo andare orgogliosi» perché «la nostra Protezione Civile è uno delle migliori al mondo e non da quando governo io o Renzi, ma da vent’anni». Emergenza «seria», quella della scorsa settimana, dovuta ad «una concatenazione micidiale tra una nevicata che non si vedeva da 45 anni e tre scosse di magnitudo molto alta» e «poi la slavina» a Rigopiano. 

No, quindi alla ricerca di giustizieri e capri espiatori, ma «la magistratura farà il suo corso» perchè «la verità serve a far funzionare meglio le cose non a cercare vendette».

E per avere una maggiore efficienza, il presidente del Consiglio annuncia che entro «quattro, cinque giorni» verranno dati più poteri a Fabrizio Curcio e Vasco Errani. «Protezione civile e commissario straordinario alla ricostruzione - spiega Gentiloni - hanno bisogno di più poteri. Per essere più veloci dobbiamo dare poteri più efficaci e straordinari» che verranno predisposti «con Anac e Parlamento». 

Appuntamento quindi al Consiglio dei ministri di venerdì prossimo per capire verso quale direzione si intenda andare e se per i comuni in stato di emergenza il Commissario potrà magari derogare al nuovo codice degli appalti ripristinando il concetto di «appalto integrato» che funzionò in Emilia Romagna ai tempi della ricostruzione post-terremoto anche se rispetto alla gravità del sisma di quella regione qui le cose sono andate assai peggio e dunque richiederanno ulteriore applicazione negli interventi prestabiliti.

di Marco Conti IL MATTINO.IT

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SEZ.POLITICA Gentiloni: 'Per il terremoto stanzieremo altri miliardi' Il premier: 'Per l'urgentissimo nel Cdm abbiamo stanziato 30 mln, ma servirà ben altro per la ricostruzione'

21 Gennaio 2017, 11:32am

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SEZ.POLITICA Gentiloni: 'Per il terremoto stanzieremo altri miliardi' Il premier: 'Per l'urgentissimo nel Cdm abbiamo stanziato 30 mln, ma servirà ben altro per la ricostruzione'

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Oggi abbiamo fatto l'urgentissimo" con lo stanziamento di 30 milioni per "le richieste pervenute in questi due giorni, soprattutto per la pulizia delle strade. E' chiaro che servirà ben altro. Quattro miliardi sono stati già stanziati: serviranno altri miliardi per l'emergenza e la ricostruzione". Lo dice il premier Paolo Gentiloni in un'intervista al Tg1.

"Sono convinto che l'Europa capirà l'eccezionalità della situazione", ha affermato il premier a proposito dello scomputo delle spese per il terremoto dal Patto di stabilità. "L'Europa - ha ricordato Gentiloni - consente in circostanze eccezionali di avere un atteggiamento flessibile. Più eccezionale di così è difficile pensarlo: quando hai una nevicata che è stata la più intensa degli ultimi 45 anni in quelle Regioni, e al culmine di quella nevicata hai quelle scosse di terremoto".

"La protezione civile sta coordinando una emergenza senza precedenti". Gentiloni ha aggiunto che le popolazioni terremotate hanno bisogno di un "Paese unito e solidale" e non "rissoso", in modo da dare "certezza sul futuro".

Un'ampia discussione, di oltre un'ora, si è svolta in Consiglio dei ministri sull'emergenza terremoto. A quanto apprende l'ANSA da fonti di governo, si è deciso lo stanziamento di 30 milioni per la primissima emergenza, come risposta a richieste pervenute da Regioni e Comuni in queste 48 ore soprattutto per lo sgombero della neve. Il Cdm ha avviato inoltre la discussione su misure per le quali potrebbero essere stanziati "alcuni miliardi, in aggiunta ai 4 miliardi già previsti nella legge di bilancio".

Esteso stato di emergenza - Dopo il sisma del 18 gennaio e gli eccezionali fenomeni meteorologici che nella seconda decade di gennaio hanno colpito Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, il Cdm, su proposta del presidente Gentiloni, ha esteso gli effetti della dichiarazione dello stato di emergenza adottata il 25/8 2016 e autorizzato un ulteriore, primo stanziamento, di 30 milioni di euro destinato a far fronte esclusivamente ai primi urgenti interventi di soccorso legati alla fase di emergenza. Lo stanziamento andrà a valere sulle disponibilità del Fondo per le Emergenze Nazionali. Lo comunica la nota del Cdm.

"Grazie alle migliaia di civili e militari che stanno lavorando per salvare le vite e ridurre i disagi. Forza e coraggio". Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

 

FONTE ANSA

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SEZ.POLITICA Gentiloni a Rieti nella sede della Protezione civile: 'Tutte le istituzioni mobilitate' Ue, pronti a mobilitare tutti gli strumenti

20 Gennaio 2017, 09:17am

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SEZ.POLITICA Gentiloni a Rieti nella sede della Protezione civile: 'Tutte le istituzioni mobilitate' Ue, pronti a mobilitare tutti gli strumenti

INSERITO DA MORENA MOTTA "Si è creata una "tenaglia senza precedenti" tra terremoto e maltempo e "di fronte a questa morsa tutte le istituzione dello Stato si sono mobilitate, civile e militari". Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni a Rieti, alla Protezione Civile, nel quartier generale della Protezione civile, dove farà il punto sulla situazione dopo il sisma di ieri nelle zone già afflitte dall'emergenza neve. 

Jean Claude Juncker, ha espresso "le sue condoglianze al popolo italiano e alle famiglie e agli amici delle vittime" per "il terremoto che ha colpito l'Italia e la tragedia a Pescara". Lo ha detto il portavoce, Margaritis Schinas. Parlando a nome della Commissione ha aggiunto: "Vogliamo ribadire la nostra solidarietà con l'Italia in questo momento difficile, lodare i primi soccorritori e ribadire che siamo pienamente pronti a mobilitare tutti gli strumenti a disposizione per alleviare l'impatto di questo disastro".

Boldrini, collaborare per evitare ritardi - "Le istituzioni devono assolutamente collaborare a tutti i livelli, perché non sono tollerabili inefficienze e ritardi sugli aiuti". Lo ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini, incontrando i presidenti dei consigli regionali delle regioni terremotate (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria). In questo momento, ha aggiunto Boldrini, "sarebbe bene evitare inutili polemiche".

Ue, pronti a mobilitare tutti gli strumenti - Jean Claude Juncker, ha espresso "le sue condoglianze al popolo italiano e alle famiglie e agli amici delle vittime" per "il terremoto che ha colpito l'Italia e la tragedia a Pescara". Lo ha detto il portavoce, Margaritis Schinas. Parlando a nome della Commissione ha aggiunto: "Vogliamo ribadire la nostra solidarietà con l'Italia in questo momento difficile, lodare i primi soccorritori e ribadire che siamo pienamente pronti a mobilitare tutti gli strumenti a disposizione per alleviare l'impatto di questo disastro".

ANSA

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SEZ. POLITICA Femminicidio, Senato approva commissione d'inchiesta

19 Gennaio 2017, 15:16pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Femminicidio, Senato approva commissione d'inchiesta

INSERITO DA MORENA MOTTA L'aula del Senato ha approvato all'unanimità la proposta di istituzione di una commissione monocamerale d'inchiesta sul fenomeno del femminicidio e su ogni forma di violenza di genere. Il via libera è giunto sul testo approvato dalla commissione Affari costituzionali.

"Bene Commissione di inchiesta sul femminicidio. Siamo all'emergenza e fare tutto ciò che è possibile per contrastarlo è un dovere" ha scritto su Twitter la ministra per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro, che da senatrice Pd è la seconda firmataria della proposta.

FONTE ADNKRONOS

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SEZ. POLITICA Lunedì 29 giugno 1925 (91 anni fa) nasceva Giorgio Napolitano

19 Gennaio 2017, 01:44am

Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

SEZ. POLITICA Lunedì 29 giugno 1925 (91 anni fa) nasceva Giorgio Napolitano

DI MICHELE PAPPACODA Giorgio Napolitano: Napoletano doc, Giorgio Napolitano è stato per sessant'anni un protagonista della scena politica italiana, in particolare per la "prolungata" esperienza da Presidente della Repubblica Italiana.

Conseguita la Laurea in Giurisprudenza all'Università Federico II di Napoli, nel 1945 inizia la lunga militanza nel Partito Comunista Italiano, di cui diventa presto dirigente guidandolo fino allo scioglimento del 1991, dopo cui confluisce nel Partito Democratico della Sinistra (poi DS). Da sempre su posizioni riformiste, all'interno del PCI si fa portavoce dell'ala moderata, che si richiama al "socialismo democratico" di Giorgio Amendola, arrivando a scontrarsi con posizioni più conservatrici come quella di Enrico Berlinguer, segretario storico del partito dal 1972 al 1984. Entrato la prima volta in Parlamento come deputato nel 1953, ricopre il primo ruolo di prestigio nel 1992 quando viene eletto Presidente della Camera dei deputati (al posto di Oscar Luigi Scalfaro salito al Quirinale), carica conservata fino al 1994. Due anni dopo ottiene il primo incarico di governo, con la nomina a ministro dell'Interno del governo Prodi I. Nominato senatore a vita nel 2005 dal Presidente Ciampi, il 10 maggio dell'anno seguente, al quarto scrutinio, viene eletto Presidente della Repubblica con 543 voti, primo ex PCI a conquistare il Colle. La parte finale del mandato coincide con un periodo di profonda crisi della politica nazionale, incapace di fronteggiare la grave crisi economica e sociale. L'impasse politico prodotto dai risultati delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013, spinge una larga maggioranza del Parlamento a chiedergli di accettare una sua rielezione al Quirinale, non riuscendo ad esprimere altri nomi condivisi. Napolitano accetta e il 20 aprile 2013, al sesto scrutinio, viene rieletto Capo dello Stato, creando un precedente unico nella storia repubblicana. Alla soglia dei 90 anni, il 14 gennaio 2015 si dimette dalla massima carica del Quirinale, tornando senatore a vita.

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