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SEZ.POLITICA Raggi: "Vado avanti per Roma". Il blog di Grillo: "Ammessi errori, Virginia hai la mia stima " Intanto Lombardi smentisce giornali e annuncia querele

6 Febbraio 2017, 10:24am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Raggi: "Vado avanti per Roma". Il blog di Grillo: "Ammessi errori, Virginia hai la mia stima " Intanto Lombardi smentisce giornali e annuncia querele

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La Giunta Raggi e il caso polizze sono ancora sotto i riflettori. "Tra i tanti commenti di affetto di queste ore ho trovato questo che mi ha fatto sorridere. Vi ringrazio tutti e vi assicuro che tengo la barra dritta e vado avanti per Roma", scrive la sindaca di Roma Virginia Raggi postando sul suo profilo Fb la poesia rilanciata anche dal blog di Beppe Grillo 'er Sinnaco de Roma nun se tocca'. Arriva infatti in puro dialetto romanesco il sostengo del blog di Grillo: campeggiano sul sito del leader del Movimento i versi di un "sonetto" scritto per la Sindaca da un elettore romano e postati sulla sua pagina Fb. 

Grillo a Raggi, ammessi errori, hai la mia stima - "Cara Virginia, non deve essere facile ammettere i propri errori come tu hai avuto il coraggio di fare pubblicamente. Anche per questo hai la mia stima". Così Beppe Grillo sul suo blog dove pubblica un suo messaggio alla sindaca di Roma: "Cara Virginia, ti scrivo pubblicamente" è l'incipit. "Roma ha bisogno del MoVimento 5 Stelle e ha scelto te per attuare il cambiamento che abbiamo proposto. Chi sta con te, sta con il Movimento. E viceversa". Lo scrive il leader M5s Beppe Grillo sul suo blog dove commenta: "Sapevamo che non sarebbe stato facile, una reazione forte era prevedibile. Forse non così massificata e copia-incolla (uno tira l'atro). In ogni caso non ci fermiamo. Il Sistema ha paura di noi". Grillo annuncia anche che a breve gli iscritti del M5s a Roma avranno a disposizione su Rousseau "un nuovo strumento di democrazia diretta, che consentirà loro di fare delle proposte per la città che poi saranno portate in Consiglio comunale dai portavoce eletti. Funzionerà grossomodo come Lex Iscritti e contribuirà ad aprire ai cittadini le porte del Campidoglio". Grillo ricorda poi i traguardi raggiunti dalla nuova amministrazione capitolina e quelli che definisce i timori dell'establishment per questo. "Il Sistema ha paura di noi. Soltanto con lo stop alle Olimpiadi del mattone hai salvato la città da un fallimento certo, basta vedere cosa è successo in Brasile. La scorsa settimana la prima grande vittoria dell'approvazione del bilancio preventivo in tempi da record per Roma e per l'Italia. La prossima settimana darai il via al piano buche, per la prima volta con degli appalti seri. Fatti che spaventano la malapolitica e che la diffamazione non può cancellare! E così - l'avverte - continueremo fino al 2021 per ricostituire la nostra Capitale e riportare i cittadini romani al governo della loro città". "Ora è chiara una cosa: hai contro tutti quelli che era possibile immaginare e ben oltre: anche persone in carne ed ossa su cui occorrerebbe poter contare. L'uomo è una creatura agrodolce ed imprevedibile, ma le idee sono come pietre, non cambiano forma a seconda della stagione e delle circostanze. In qualità di garante del MoVimento 5 Stelle sono con te". Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog dove aggiunge: "ad ogni attacco nei tuoi confronti sui giornali, per ogni insulto sessista degli ominicchi dei partiti, diffamazione sui media e cattiveria che giunge alle mie orecchie la mia stima ed il mio sostegno si fanno più forti". Per il leader M5s "Neppure una tempesta di invenzioni potrà mai sostituire la verità giudiziaria, figuriamoci anticiparla. E io vedo soltanto una marea di invenzioni".

Lombardi smentisce giornali e annuncia querele  - Tutto falso. Una nuova fake news. Ho già dato mandato al mio avvocato, Ervin Rupnik, per querelare gli autori di queste falsità che infangano il mio nome e il mio operato a servizio del M5S. Il resto sarà la magistratura a chiarirlo". Così la deputata M5s Roberta Lombardi su Fb smentisce le ricostruzioni di alcuni quotidiani secondo i quali sarebbe stata lei a riferire delle polizze di Romeo per Raggi e accusata da Grillo per averle diffuse alla stampa.

"Non c'è limite alle bufale che ci rifila un certo tipo di stampa. Smentisco pubblicamente e categoricamente quanto riportato oggi in alcune fantasiose ricostruzioni giornalistiche secondo cui sarei stata io 'a parlare per prima dell'esistenza delle polizze' fatte da Salvatore Romeo, di cui una indicava come beneficiaria la sindaca di Roma Raggi; è stato anche riportato che le stesse polizze sarebbero state oggetto del mio interrogatorio e ci sarebbe stata una fantomatica telefonata in cui Beppe Grillo mi accusa di aver fatto arrivare la vicenda ai giornali. Tutto falso" precisa Lombardi. ANSA

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SEZ. POLITICA Bersani, ho in mente un Ulivo 4.0 basato su pluralità Cultura costituzionale e unità da sinistra a mondo civismo

3 Febbraio 2017, 10:13am

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SEZ. POLITICA Bersani, ho in mente un Ulivo 4.0 basato su pluralità Cultura costituzionale e unità da sinistra a mondo civismo

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Quando dico Ulivo dico qualcosa che ha una solida cultura costituzionale e punta a mettere insieme la pluralità del centrosinistra. Non possiamo rassegnarci all'idea di un soggetto chiuso nel proprio campo. Serve una pluralità che vada dalla sinistra radicale al civismo. Poi le forme in cui questa idea si potrà realizzare la troveremo.

L'Ulivo che ho in mente non è un revival del passato, è un Ulivo 4.0". Così Pierluigi Bersani interpellato dall'Ansa a Montecitorio.  

No comment di Pierluigi Bersani sulla risposta di Orfini alla sua proposta di primarie Pd: "Su questo - dice con una battuta - non penso niente".

Italia-Ue - "Questa mina andava disinnescata, non è un problema grandissimo risolvere una cosa così con tutti i miliardi che abbiamo messo e le manovre che abbiamo fatto. Dico: non mettiamoci in procedura di infrazione, ragioniamo con Ue e se dobbiamo alzare la voce alziamola sulle banche e sull'immigrazione. Non dico di non essere virili ma scegliamo il posto giusto". Lo dice Pier Luigi Bersani ai microfoni di Radio Radicale. "Ritengo abbastanza paradossale - prosegue - che l'Italia sia in condizioni di spendere la sua forza negoziale, che è un tot, su un oggetto che vale 2-3 miliardi quando abbiamo problemi come le banche e l'immigrazione. Secondo me facciamo una cosa non molto saggia".

Congresso - "In tutti i partiti che conosco io, quando si arriva alle viste della fine di un ciclo, si rende contendibile la linea politica. Non è che noi possiamo arrivare a votare senza fare il punto in casa Pd. Chiedo questo prima di tutto e quindi se non si fa un congresso, si faccia una cosa simile a un congresso che ci metta in condizione di discutere linea e leadership". Lo dice Pier Luigi Bersani.

Vitalizi - "Mi sono arrabbiato, ma non per me. I vitalizi intanto non ci sono più. Esiste un regime Inps integrativo, punto e basta. Poi si può discutere. Ci sono dei trentenni, per lo più renziani e quindi non sto facendo una difesa di bottega ma li ho visti umiliati". Lo dice Pier Luigi Bersani parlando a Radio Radicale e commentando le ultime dichiarazioni di Renzi sui vitalizi. "Non si può pensare - prosegue - che stiano qui perché poi a 65 anni prendono qualche centinaio di euro, altrimenti pensiamo che l'uomo viva di solo pane, perbacco. Basta, ha fatto male, molto male a dire una cosa del genere".

ANSA

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SEZ.POLITICA Elezioni, monito di Napolitano: 'Ci si va a scadenza naturale' Non si toglie fiducia governo solo per calcolo tattico qualcuno

2 Febbraio 2017, 10:33am

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SEZ.POLITICA Elezioni, monito di Napolitano: 'Ci si va a scadenza naturale' Non si toglie fiducia governo solo per calcolo tattico qualcuno

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Nei paesi civili alle elezioni si va a scadenza naturale e a noi manca ancora un anno. In Italia c'è stato un abuso del ricorso alle elezioni anticipate. Bisognerebbe andare a votare o alla scadenza naturale della legislatura o quando mancano le condizioni per continuare ad andare avanti. Per togliere le fiducia ad un governo deve accadere qualcosa. Non si fa certo per il calcolo tattico di qualcuno...". Così l'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano commenta l'ipotesi di un voto anticipato. 

"Nei Paesi civili alle elezioni si va a scadenza naturale e a noi manca ancora un anno" afferma oggi Giorgio Napolitano. Nei paesi civili chi tradisce il proprio popolo viene processato, non viene mantenuto a vita come parlamentare, presidente e senatore": così su Facebook il leader della Lega Nord Matteo Salvini.

"Per Giorgio Napolitano nei "Paesi civili alle elezioni si va a scadenza naturale". Traduzione - scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni -: dopo Monti, Letta e Renzi ci teniamo fino al 2018 il quarto governo di fila non scelto dagli italiani. Vergogna! Basta con gli inciuci di palazzo, coi voltagabbana e i prestanome di qualcuno: il popolo sovrano vuole votare ora e scegliere un governo che faccia i suoi interessi #elezionisubito".

Sergio Mattarella ha chiamato l'ex presidente Giorgio Napolitano per esprimergli la propria "solidarietà" per gli attacchi politici ricevuti dopo le sue dichiarazioni sulla necessità di arrivare a fine legislatura. Lo si è appreso al Quirinale.

"Nei Paesi civili confronto politico non si basa su insulto e violenza. Da Matteo Salvini parole indegne. Solidarietà al presidente Napolitano": ha scritto su Twitter la presidente della Camera Laura Boldrini.

"Esprimo la mia piena solidarietà al presidente Napolitano per gli indegni attacchi ricevuti da esponenti di diverse forze politiche. Quando il dissenso si trasforma in insulto è la fine della politica": così il presidente del Senato Pietro Grasso.

"Il Parlamento venga convocato subito in seduta permanente finché non si approva la legge. Votate la proposta del MoVimento 5 Stelle e poi al voto. Il dado è tratto." Lo scrive in un post sul blog Beppe Grillo. "Ieri la nostra proposta di legge è stata calendarizzata per la discussione alla Camera il 27 febbraio". Il Legalicum "è semplice e sarà votato da tutti i nostri portavoce alla Camera e al Senato, i partiti che vogliono votare subito devono approvarla così come è", aggiunge.

ANSA

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SEZ.POLITICA Pd: Emiliano attacca Renzi, 'Ha sbagliato tutto, danni gravi' Il governatore della Puglia: 'Con il congresso il segretario verrebbe travolto'. Bersani: Scissione? Non minaccio e non garantisco

1 Febbraio 2017, 10:23am

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SEZ.POLITICA Pd: Emiliano attacca Renzi, 'Ha sbagliato tutto, danni gravi' Il governatore della Puglia: 'Con il congresso il segretario verrebbe travolto'. Bersani: Scissione? Non minaccio e non garantisco

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Prosegue la battaglia interna al Pd, con la minoranza che torna a premere per il congresso e attacca con forza il segretario Matteo Renzi. "Ha sbagliato non solo tutto il resto, ma anche a fare legge elettorale. E ci ha portato, attraverso la Corte costituzionale, alla prima Repubblica", attacca il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano (Pd), su Radio24. Per Emiliano, "la gravità dei danni che Renzi ha provocato al Paese e al Pd sono senza precedenti; e al di là del fatto che oggi non scrive niente nessuno, nei libri di storia ci saranno queste cose". "E, anche se dubito che qualcuno parlerà di me nei libri di storia, io vorrei evitare di stare dalla parte sbagliata".

"Non ho l'impressione che né a destra, né il M5s, né noi siamo pronti con una idea da presentare alle elezioni. Si va alle elezioni solo per salvare una classe politica e probabilmente un segretario del partito che se facesse il congresso verrebbe travolto", ha proseguito Emiliano, che potrebbe essere uno degli sfidanti di Renzi per la guida del Partito democratico, non escludendo un'ipotesi di scissione ("Se io capisco che il Pd è stato oggetto di un golpe, e quindi di una appropriazione al di là delle regole della politica e della democrazia, è chiaro che non posso rimanere"), ma prendendone allo stesso tempo le distanze: ""Il mio timore è che le due parti che stanno colluttando (Renzi e D'Alema, ndr) in questo momento sui giornali, qualche volta trascinando dentro anche me, in realtà abbiano una reciproca convenienza alla scissione, soprattutto alla luce della nuova legge elettorale. Però noi militanti, ed è per questo che ho lanciato la raccolta firme per un referendum sulla questione del congresso prima delle elezioni, abbiamo il dovere di batterci fino all'ultimo perché questa scissione non ci sia". 

Sulla scissione, ieri si era espresso con forza l'ex segretario Pier Luigi Bersani: "Non minaccio nulla e non garantisco nulla", aveva risposto sull'ipotesi, rimarcando però l'intenzione di "porre questioni politiche" a Renzi: "C'è un piccolo oggetto che si chiama Italia e io solleverò delle questioni su questo oggetto qui. Poi ascolterò la risposta e mi regolerò".

Segretari regioni, irresponsabile evocare scissione - Siamo veramente rattristati per le posizioni che in queste ore alcuni autorevoli esponenti del nostro partito stanno rivolgendo contro il PD e i suoi organi democraticamente eletti. In una fase politica e sociale così delicata, evocare la scissione è esattamente il contrario di ciò che il nostro popolo ci chiede e si aspetta. Lo affermano i segretari regionali del Pd in una lettera. "La situazione politica - proseguono i 19 segretari regionali del Pd - dovrebbe farci riflettere e concentrare tutti sul futuro che vogliamo offrire al nostro Paese, sulle controproducenti e discriminatorie politiche di Trump, sul rilancio del ruolo dell'Europa, sulla lotta all'austerity e sulle nuova modalità di inclusione sociale, sulla lotta all'evasione fiscale e su come creare nuove opportunità di lavoro. Invece il PD finisce sui giornali per l'ansia di visibilità di qualcuno anziché per ciò che possiamo e vogliamo fare per l'Italia. La base del Pd, la nostra gente, non può accettare questa campagna fatta da chi non rispetta le regole interne, né lo Statuto. Il rispetto delle regole interne è la premessa per la corretta vita democratica di una comunità. Evitiamo gli errori del passato. Unità e gioco di squadra devono essere il modo migliore per essere pronti alle elezioni ed è paradossale che coloro che brindavano per il NO al referendum come un evento epocale, oggi siano i primi a dire che tutto deve rimanere così fino al 2018. Nei territori ricerchiamo ogni giorno le ragioni dell'unità e in alcuni casi abbiamo pagato a caro prezzo le divisioni. Non facciamo lo stesso a livello nazionale, proprio nel momento in cui i populismi non aspettano altro che approfittare delle nostre debolezze". La lettera si chiude con l'elenco dei segretari che l'hanno firmata: I segretari regionali di Valle d'Aosta Piemonte,Lombardia,Liguria (Commissario),Provincia Autonoma di Trento,Provincia Autonoma di Bolzano,Friuli Venezia-Giulia,Veneto (Garante),Emilia-Romagna,Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Calabria, Sardegna (Garante), Sicilia.

Nell'assemblea del Pd del 18 dicembre "mi è stato chiesto di non fare il congresso straordinario ma di rispettare la tempistica e le regole dello Statuto. Perché se uno fa parte di una comunità deve rispettarne le regole, no?". Così Matteo Renzi, nella sua Enews, aveva risposto indirettamente a chi invoca un congresso anticipato del Partito democratico.

"Elezioni. Nei palazzi della politica non parlano d'altro. Sono temi che sento molto lontani. Non riesco a capire come si possa dedicare tanto tempo a questo dibattito. Dopo il referendum, purtroppo, non sarà facile governare l'Italia. La nostra proposta di semplificare il sistema è stata bocciata. Pertanto il problema non è con quale legge si vota, visto che questo interessa soprattutto agli addetti ai lavori che sognano un posto in Parlamento, ma quali idee si propongono".  

Alta tensione nel Pd dopo il ritorno in campo di Matteo Renziall'assemblea degli amministratori Dem. I temi caldi, che dividono i renziani dalla minoranza sono soprattutto quelli, legati a filo doppio, del congresso e delle elezioni. A scendere in campo è, tra gli altri, il presidente del partito che interviene sul congresso: "Da statuto - evidenzia Matteo Orfini - il Congresso del Pd non si può celebrare prima di giugno. Noi - sottolinea - possiamo convocarlo sei mesi prima della scadenza. La scadenza naturale è a dicembre, quindi al massimo lo si potrebbe convocare per giugno, prima il nostro statuto lo vieta".

A rievocare di nuovo la scissione Massimo D'Alema: senza un congresso "sarà Renzi che farà la scissione, che imporrà una frattura. E' normale": dice a 'Carta bianca'. "Noi vogliamo un congresso perché il Pd è un grande partito che viene da ripetute sconfitte politiche". "Penso che una parte" dei Democrat "uscirebbe, forse non una maggioranza". "Ci sono per esempio tra i tre e i cinque milioni di elettori della sinistra che non votano più per il Pd, quelli si sono già scissi. Già l'obiettivo di recuperarli avrebbe un non irrilevante valore", sottolinea.

Il terzo nodo da sciogliere resta quello della legge elettorale. E il partito resta orientato sul Mattarellum. Una possibilità sulla quale oggi si registra l'apertura di scelta civica. "Se si vuole fare davvero il Mattarellum, e sarebbe un passo avanti rispetto ai due sistemi disomogenei che ci sono adesso, i numeri al Senato ci sono. Magari con qualche correzione che aumenti il peso del proporzionale rispetto ai collegi uninominali - se serve, e a occhio serve - ma ci sono", dichiara Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica, a nome dei gruppi Scelta Civica - Ala di Camera e Senato. "Dichiarazioni pubbliche alla mano dei vari leader, su uno schema di questo tipo dei negoziatori bravi e realmente motivati a raggiungere l'obiettivo potrebbero far convergere la generalità di coloro che hanno votato la fiducia al governo Gentiloni e aggiungervi come minimo i 18 senatori di Scelta Civica e Ala, i 12 della Lega e i 10 di Direzione Italia di Fitto. Sarebbe opportuno che il Pd, quale partito di maggioranza relativa in Parlamento e principale sponsor del Mattarellum, avvii incontri formali con le delegazioni degli altri partiti e gruppi parlamentari", aggiunge Zanetti.

Nel pomeriggio a Palazzo Chigi si sono recati i capigruppo Pd di Camera e Senato Ettore Rosato e Luigi Zanda. Nella sede della presidenza del Consiglio era presente anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro. "Abbiamo presentato al presidente del consiglio - ha detto Zanda dopo l'incontro - l'agenda dei due rami del Parlamento. Abbiamo parlato di legge elettorale? Neanche una parola".

ANSA

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SEZ.POLITICA Pd, Renzi: niente congresso straordinario, si fa nei tempi "Nodo non è legge elettorale, io guardo alle idee"

31 Gennaio 2017, 10:48am

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SEZ.POLITICA Pd, Renzi: niente congresso straordinario, si fa nei tempi "Nodo non è legge elettorale, io guardo alle idee"

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nell'assemblea del Pd del 18 dicembre "mi è stato chiesto di non fare il congresso straordinario ma di rispettare la tempistica e le regole dello Statuto. Perché se uno fa parte di una comunità deve rispettarne le regole, no?". Così Matteo Renzi, nella sua Enews, risponde indirettamente a chi oggi invoca un congresso anticipato del Partito democratico.

"Elezioni. Nei palazzi della politica non parlano d'altro. Sono temi che sento molto lontani. Non riesco a capire come si possa dedicare tanto tempo a questo dibattito. Dopo il referendum, purtroppo, non sarà facile governare l'Italia. La nostra proposta di semplificare il sistema è stata bocciata. Pertanto il problema non è con quale legge si vota, visto che questo interessa soprattutto agli addetti ai lavori che sognano un posto in Parlamento, ma quali idee si propongono". Così, nella enews, Matteo Renzi.

Alta tensione nel Pd dopo il ritorno in campo di Matteo Renziall'assemblea degli amministratori Dem. I temi caldi, che dividono i renziani dalla minoranza sono soprattutto quelli, legati a filo doppio, del congresso e delle elezioni. A scendere in campo è, tra gli altri, il presidente del partito che interviene sul congresso: "Da statuto - evidenzia Matteo Orfini - il Congresso del Pd non si può celebrare prima di giugno. Noi - sottolinea - possiamo convocarlo sei mesi prima della scadenza. La scadenza naturale è a dicembre, quindi al massimo lo si potrebbe convocare per giugno, prima il nostro statuto lo vieta".

A rievocare di nuovo la scissione Massimo D'Alema: senza un congresso "sarà Renzi che farà la scissione, che imporrà una frattura. E' normale": dice a 'Carta bianca'. "Noi vogliamo un congresso perché il Pd è un grande partito che viene da ripetute sconfitte politiche". "Penso che una parte" dei Democrat "uscirebbe, forse non una maggioranza". "Ci sono per esempio tra i tre e i cinque milioni di elettori della sinistra che non votano più per il Pd, quelli si sono già scissi. Già l'obiettivo di recuperarli avrebbe un non irrilevante valore", sottolinea.

Il terzo nodo da sciogliere resta quello della legge elettorale. E il partito resta orientato sul Mattarellum. Una possibilità sulla quale oggi si registra l'apertura di scelta civica. "Se si vuole fare davvero il Mattarellum, e sarebbe un passo avanti rispetto ai due sistemi disomogenei che ci sono adesso, i numeri al Senato ci sono. Magari con qualche correzione che aumenti il peso del proporzionale rispetto ai collegi uninominali - se serve, e a occhio serve - ma ci sono", dichiara Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica, a nome dei gruppi Scelta Civica - Ala di Camera e Senato. "Dichiarazioni pubbliche alla mano dei vari leader, su uno schema di questo tipo dei negoziatori bravi e realmente motivati a raggiungere l'obiettivo potrebbero far convergere la generalità di coloro che hanno votato la fiducia al governo Gentiloni e aggiungervi come minimo i 18 senatori di Scelta Civica e Ala, i 12 della Lega e i 10 di Direzione Italia di Fitto. Sarebbe opportuno che il Pd, quale partito di maggioranza relativa in Parlamento e principale sponsor del Mattarellum, avvii incontri formali con le delegazioni degli altri partiti e gruppi parlamentari", aggiunge Zanetti.

Nel pomeriggio a Palazzo Chigi si sono recati i capigruppo Pd di Camera e Senato Ettore Rosato e Luigi Zanda. Nella sede della presidenza del Consiglio era presente anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro. "Abbiamo presentato al presidente del consiglio - ha detto Zanda dopo l'incontro - l'agenda dei due rami del Parlamento. Abbiamo parlato di legge elettorale? Neanche una parola".

ANSA

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SEZ. POLITICA Appalti, opere a rischio il freno del nuovo Codice

28 Gennaio 2017, 11:03am

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SEZ. POLITICA Appalti, opere a rischio il freno del nuovo Codice

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Rischiamo di aprire i cantieri non prima della fine del 2018». Vincenzo De Luca, l’ultima stoccata contro il Codice degli appalti, l’ha lanciata incontrando i vertici di Confindustria Campania. Proprio davanti al presidente dell’associazione, Costanzo Jannotti Pecci, il governatore della Campania ha aggiornato la lista della mancanza delle nuove norme, che in passato ha definito «una delle cause del blocco dell’Italia che rimane intrappolata in parassitismo e stagnazione»: l’obbligo per i Comuni di indire le gare con l’appalto esecutivo per i lavori sopra il milione di euro sta rallentando le già lente procedure per pubblicare i bandi di gara. Risultato? Possono passare anche due anni dalla definizione del progetto alla sua assegnazione, quindi alla posa della prima pietra.

La lista delle opere che rischiano tempi biblici, in Campania, è lunghissima. Tra le maggiori ci sono, per importo, la galleria stradale di collegamento tra Maiori e Cava dei Tirreni (98 milioni di euro), la linea che dovrebbe unire la nuova stazione dell’alta velocità di Afragola alla rete metropolitana di Napoli (305 milioni miliardi), l’ampliamento del sistema tramviario (67,2 milioni di euro) fino ai sessanta milioni che si vogliono spendere nell’Agro nocerino–sarnese nella prevenzione anti frane. Sono lavori il cui valore finisce per essere decuplicato, visto che la crisi ha tagliato la spesa pubblica, lasciando il ruolo di grandi stazioni appaltanti all’Anas, le Ferrovie o ai gestori delle reti di trasporto energetico. 

Il nuovo codice, come detto, ha modificato profondamente il sistema dei lavori pubblici: gli enti locali devono mettere a gare il progetto esecutivo, non più quello preliminare o definitivo, sopra il milione di euro; gli uffici tecnici non hanno più il bonus del 2 per cento per fare anche la progettazione; è stato cancellato il massimo ribasso; sono stati introdotti sistemi per un controllo terzo degli atti e per certificare stazioni appaltanti e professionisti. Novità che, complice la crisi, hanno ridotto un po’ ovunque i lavori pubblici. L’Ance, per esempio, ha calcolato che nei primi otto mesi del 2016 «il numero di pubblicazioni si è ridotto dell’8,6 per cento e l’importo posto in gara è diminuito del 14,8 rispetto allo stesso periodo del 2015». Salvo poi risalire la china. Boom invece per i bandi destinati alle gare per servizi di sola progettazione: l’Oice, l’associazione dei progettisti, ha calcolato che l’anno scorso sono saliti numericamente del 30 per cento e del 45,6 per cento per quanto riguarda il loro valore.

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SEZ.POLITICA Italicum: via il ballottaggio, ok premio. 'La legge è subito applicabile'

26 Gennaio 2017, 10:44am

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SEZ.POLITICA Italicum: via il ballottaggio, ok premio. 'La legge è subito applicabile'

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Salta il ballottaggio VIDEO, resta il premio di maggioranza al partito che supera il 40% dei voti, non sono toccati capilista e plucandidature, ma viene fissato un limite importante: in caso di vittoria multipla, non si può scegliere il collegio in cui risultare eletto, ma interviene il criterio del sorteggio. E' l'Italicum 'riscritto' dalla Corte Costituzionale, che lascia in campo una legge immediatamente applicabile. Un concetto, questo, che la Corte ha voluto esplicitare mettendolo nero su bianco nel comunicato ufficiale per non lasciare dubbi residui su un aspetto scontato per i giuristi, ma non per la politica. LE REAZIONI dei partiti

Diverse le reazioni dei legali che hanno impugnato la legge. "Siamo soddisfatti, il governo è stato sconfitto" dicono Felice Besotri, Michele Ricciardi e Michele Pennino. "Non si può andare a votare subito a meno che non si vada a votare con due leggi non omogenee su questioni essenziali, come soglie d'accesso e coalizioni". "Abbiamo ottenuto il minimo indispensabile in luogo del massimo che sarebbe stato possibile", dichiara invece Vincenzo Palumbo, secondo il quale però "si è aperta la strada a un precedente importantissimo per insorgere contro una futura legge elettorale che mettesse in discussione il diritto costituzionale al voto". 

Onida:"Sistema disallineato ma funzionante"

Il dato di fondo è che i due sistemi, quello per le elezioni della Camera e quello delle elezioni del Senato, restano dissimili, ma lasciano un assetto funzionante, ha detto la Corte. La differenza maggiore è data dal premio, che l'Italicum, destinato a eleggere i deputati, mantiene, e il Consultellum, il sistema uscito dalla sentenza della Consulta sul Porcellum nel 2014 e valido per i senatori, non ce l'ha. Diverse anche le soglie di accesso, differenziate e graduate nel Consultellum; unica, 3%, per l'Italicum. E' vero però che proprio le soglie del Consultellum, che è un proporzionale puro, fanno sì che al Senato se una forza dovesse ottenere il 40% può puntare al 47-48% dei seggi, quota non lontanissima da quella del 55% che assicura il premio alla Camera. Questo avvicina potenzialmente i due sistemi. Tecnicamente, quindi, in caso di voto anticipato, la legge c'è per entrambe le Camere. Ora la palla passa alla politica: la Corte ha fatto la sua parte. E lo ha fatto rigettando molte questioni sollevate sia dai ricorrenti sia dall'Avvocatura dello Stato, compresa una questione di fondo prospettata dalla difesa di Palazzo Chigi, che chiedeva il rigetto perché l'Italicum non è stato mai adoperato. No, la Corte è entrata nel merito. Ieri sera, alle 17, dopo l'udienza pubblica, i 13 giudici presenti hanno appena cominciato ad affrontare la questione. 

Ecco cosa succede: Consultellum 1 e 2 per Camera-Senato

L'esame è ripreso in mattinata alle 9.30 ed è durato circa sette ore, con una breve pausa poco dopo mezzogiorno per mangiare un panino senza spostarsi dalla sala della camera di consiglio. Si è proceduto per punti, spacchettando i temi: su nessuno c'era l'unanimità, ma la maggioranza era certa su tutti. Per questo si è scelto di non cristallizzare in un voto le decisioni, ma di certificare solo il risultato finale. L'idea, martedì, di comunicare un orario, le 13-13.30, per la decisione, che poi è slittata al pomeriggio, ha innescato qualche cortocircuito e ha fatto pensare a divisioni nette. Non è stato così, il clima è stato sereno. L'idea di affrontare il tema dell'allineamento tra i due sistemi non è stata percorsa, se non per un punto: il ballottaggio. Qui c'erano opinioni diverse sulla possibilità di sorreggerne o meno l'abolizione ricorrendo all'argomentazione che il doppio turno non è presente per il Senato. Alla fine, da quanto emerge, si sarebbe scelto di non farlo: il ballottaggio va via principalmente perché non è prevista una soglia minima di voti per accedervi e questo può alterare la reale rappresentanza. Il resto, se vuole, lo farà la politica.

ANSA

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SEZ. POLITICA Gentiloni: 'Orgogliosi dei soccorritori del Rigopiano, Protezione Civile patrimonio nazionale' - DIRETTA

25 Gennaio 2017, 10:38am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Dall'Aula del Senato credo debba venire forte e unanime un sentimento di cordoglio e di compassione per le 23 vittime dell'Hotel Rigopiano dove si cercano 6 dispersi, per le 6 dell'elisoccorso di Campofelice e per le 5 vittime del maltempo e del terremoto". Così il premier Paolo Gentiloni, nell'informativa nell'aula di Palazzo Madama, dove i senatori si sono alzati tutti in piedi per applaudire.

LA DIRETTA DAL SENATO

"Siamo orgogliosi dei nostri soccorritori, sono cittadini italiani esemplari: forte e unanime deve essere il sentimento di riconoscenza per le 11mila persone intervenute che si prodigano per salvare vite.  Rimarranno impresse - ha aggiunto il premier - le immagini dei lutti ma anche quelle delle vite salvate, dello Stato che mobilita tutte le proprie energie e arriva in mezzo alla tormenta con sci e pelli di foca. Credo - ha proseguito - che sia stato messo in atto ogni sforzo possibile dal punto di vista umano, organizzativo, tecnico per cercare di salvare i dispersi. Davanti alla concatenazione degli eventi in una crisi senza precedenti - ha detto Gentiloni - il dispiegamento delle forze, coordinate dalla Protezione Civile, è stato molto rilevante: dalle 4-5mila persone del 16-17 gennaio alle oltre 11 mila impegnate ieri e questo per raggiungere le frazioni isolate e soccorrere le persone in difficoltà con 3581 interventi di soccorso via terra e 32 elicotteri con oltre 300 missioni. A Rigopiano sono state dispiegate 200 persone il massimo possibile. Nel momento di picco della crisi, il 19 gennaio, le utenze non allacciate hanno raggiunto il numero considerevole di 177mila, oggi ne sono rimaste solo alcune alcune centinaia nel teramano. E' giusto a livello di Governo verificare in questa dinamica quanto abbiano inciso le circostanze eccezionali e quanto ciò abbia messo in luce problemi più generali di manutenzione. Se ci sono stati ritardi e responsabilità saranno le inchieste a chiarire. Il governo non teme la verità che serve a fare meglio e non ad avvelenare i pozzi. Io che condivido la ricerca della verità non condivido la voglia di capri espiatori e giustizieri anche perché la storia è lesta a trasformare i giustizieri in capri espiatori. Al di là di singoli errori che le inchieste accerteranno - ha proseguito  - abbiamo mostrato una capacità di reazione del sistema all'altezza di un grande Paese, non a caso abbiamo un sistema di Protezione civile all'avanguardia: non è di destra o sinistra, di questo o quel governo, è un patrimonio italiano che dobbiamo tenerci stretto".

FONTE ANSA

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SEZ.POLITICA Legge elettorale: oggi la Consulta, tutti i dubbi sottoposti ai giudici Cinque ordinanze sull'Italicum presentate dai tribunali di Messina,Torino, Perugia,Trieste e Genova

24 Gennaio 2017, 12:10pm

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Legge elettorale: oggi la Consulta, tutti i dubbi sottoposti ai giudici Cinque ordinanze sull'Italicum presentate dai tribunali di Messina,Torino, Perugia,Trieste e Genova

INSERITO DA DIRETTORE MICHELE PAPPACODA Sono 5 le ordinanze sull'Italicum che la Corte Costituzionale esamina oggi, frutto di una serie di ricorsi presentati da un pool di avvocati, in qualità di cittadini elettori, in diversi tribunali italiani. Cinque di questi tribunali - Messina, Torino, Perugia, Trieste e Genova - hanno deciso che alcuni dei rilievi mossi dai ricorrenti sulla nuova legge elettorale non fossero infondati e hanno deciso di sottoporre le questioni ai giudici costituzionali.

Le ordinanze sono state depositate in tempi diversi alla Corte, ma il presidente Paolo Grossi ha disposto un calendario di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale - passaggio essenziale per incardinare la causa e la costituzione delle parti - che ha consentito a tutte e cinque di essere rimesse alla Consulta. La Corte che avrà quindi tutto lo spettro dei rilievi mossi dai ricorrenti nelle varie sedi da poter valutare, senza che nulla resti tagliato fuori. Ballottaggio, premio, capolista bloccati, apparentamenti, i temi da trattare.

Il Tribunale di Messina censura le norme sul premio di maggioranza al primo turno che assicura 340 seggi alla lista che ottiene il 40% dei voti, calcolando la percentuale sui votanti e non sugli aventi diritto al voto; sul premio al ballottaggio assegnato senza soglia minima di votanti; sulla clausola di sbarramento che esclude le liste che non abbiano superato la soglia del 3%; sul capolista bloccato mentre gli altri sono scelti con voto di preferenza; e infine le disposizioni per cui l'Italicum, valido solo per la Camera, si applica a prescindere dall'esito del referendum sulla riforma costituzionale.

Il Tribunale di Torino solleva dubbi sull'attribuzione del premio al ballottaggio tra le liste più votate, purché abbiano ottenuto il 3%; sul divieto al secondo turno di apparentamenti o coalizioni col premio che va a chi ottenga il 50% più 1 dei voti; sulla possibilità per il capolista eletto in più collegi plurinominali di scegliere il collegio in base valutazioni di opportunità, in assenza di un criterio predeterminato.

Il Tribunale di Perugia ha sollevato anch'esso questioni sui capolista bloccati e sul premio che attribuisce 340 seggi alla lista che ottiene, su base nazionale, almeno il 40% dei voti validi o a quella che prevale al ballottaggio, escludendo collegamenti tra liste o apparentamenti tra i due turni di votazione.

I tribunali di Trieste e Genova sollevano questioni sul turno di ballottaggio e sull'opzione del candidato capolista eletto in più collegi di scegliere a quale agganciarsi.

Genova sottopone alla Corte anche questioni relative all'assegnazione del premio di maggioranza al primo turno e una questione concernente il meccanismo del recupero proporzionale dei voti nella Regione Trentino-Alto Adige.

ANSA

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SEZ.POLITICA Gentiloni, prima volta in tv da premier: «Poteri straordinari a chi sta sul campo»

23 Gennaio 2017, 09:48am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Gentiloni, prima volta in tv da premier: «Poteri straordinari a chi sta sul campo»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Roma. Elogio dei soccorsi e più poteri alla Protezione Civile e al Commissario per il terremoto. Dalla poltrona tv di Fabio Fazio, Paolo Gentiloni inizia la sua prima lunga intervista in tv da presidente del Consiglio ringraziando «gli oltre ottomila uomini» che sono al lavoro nei paesi colpiti dal terremoto e dal maltempo. «Un lavoro straordinario», «in condizioni davvero difficili di cui dobbiamo andare orgogliosi» perché «la nostra Protezione Civile è uno delle migliori al mondo e non da quando governo io o Renzi, ma da vent’anni». Emergenza «seria», quella della scorsa settimana, dovuta ad «una concatenazione micidiale tra una nevicata che non si vedeva da 45 anni e tre scosse di magnitudo molto alta» e «poi la slavina» a Rigopiano. 

No, quindi alla ricerca di giustizieri e capri espiatori, ma «la magistratura farà il suo corso» perchè «la verità serve a far funzionare meglio le cose non a cercare vendette».

E per avere una maggiore efficienza, il presidente del Consiglio annuncia che entro «quattro, cinque giorni» verranno dati più poteri a Fabrizio Curcio e Vasco Errani. «Protezione civile e commissario straordinario alla ricostruzione - spiega Gentiloni - hanno bisogno di più poteri. Per essere più veloci dobbiamo dare poteri più efficaci e straordinari» che verranno predisposti «con Anac e Parlamento». 

Appuntamento quindi al Consiglio dei ministri di venerdì prossimo per capire verso quale direzione si intenda andare e se per i comuni in stato di emergenza il Commissario potrà magari derogare al nuovo codice degli appalti ripristinando il concetto di «appalto integrato» che funzionò in Emilia Romagna ai tempi della ricostruzione post-terremoto anche se rispetto alla gravità del sisma di quella regione qui le cose sono andate assai peggio e dunque richiederanno ulteriore applicazione negli interventi prestabiliti.

di Marco Conti IL MATTINO.IT

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