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sez.politica

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SEZ. POLITICA Roma, Giachetti: "Renzi deluso da me? Non credo proprio"

16 Maggio 2016, 09:46am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Roma, Giachetti: "Renzi deluso da me? Non credo proprio"
SEZ. POLITICA Roma, Giachetti: "Renzi deluso da me? Non credo proprio"

INSERITO DA MORENA MOTTA "Non credo che Renzi sia deluso da me, l'ho sentito venerdì scorso e abbiamo parlato della campagna elettorale". Così il candidato sindaco del centrosinistra a Roma, Roberto Giachetti, intervenendo ad 'Agorà' su Rai3.

"Il premier ha fatto molto per Roma e mi auguro faccia ancora molto per la città - aggiunge - come segretario del Pd sta lavorando per trasformare il partito. Il Pd a Roma ha fatto un lavoro duro, con Orfini e Barca, abbiamo fatto le liste pulite - aggiunge - e ci sono stati mal di pancia".

E su uno dei suoi sfidanti afferma: "Marchini? La mattina dice una cosa e la sera ne fa un'altra, dice che è libero dai partiti e poi fa l'alleanza con Berlusconi, quando prende l'auto si fa vedere in utilitaria ma poi sale sulla Ferrari". E ancora: "Mi sposto in motorino - prosegue - la macchina l'ho venduta dieci anni fa".

Su Pizzarotti, invece, dice: "L'ho conosciuto, penso sia una persona perbene, per me un avviso garanzia non significa automaticamente dimissioni" afferma Giachetti. "Quelli del M5S sono garantisti con i loro esponenti mentre con gli altri basta che ricevano un avviso garanzia e li considerano subito colpevoli".

FONTE ADNKRONOS

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SEZ.POLITICA Elezioni comunali, in arrivo decreto per votare anche di lunedì

15 Maggio 2016, 12:33pm

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Pubblicato da Alessia Chianese

SEZ.POLITICA Elezioni comunali, in arrivo decreto per votare anche di lunedì
SEZ.POLITICA Elezioni comunali, in arrivo decreto per votare anche di lunedì

INSERITO DA ALESSIA CHIANESE Nel Consiglio dei ministri di lunedì prossimo sarà presentato un decreto legge per consentire di votare alle elezioni comunali anche lunedì 6 giugno, oltre che domenica 5, ed anche lunedì 20 giugno, oltre a domenica 19 giugno, per i ballottaggi. Questo, a quanto si apprende, l'orientamento del Governo.

Al provvedimento stanno lavorando gli uffici legislativi di Viminale e Palazzo Chigi. Nel decreto non dovrebbe invece esserci la "sanatoria" delle liste bocciate per motivi tecnici. Il governo cambia dunque di nuovo idea, dopo che per risparmiare si era deciso di votare solo nella giornata di domenica.

Era stato ieri il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, a schierarsi per l'allungamento al lunedì della prossima tornata elettorale. La proposta sembra aver riscosso consensi trasversali, dei quali ci sarà bisogno per una rapida conversione in legge del decreto da parte del Parlamento. IL MATTINO.IT

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SEZ.POLITICA Roma, Fassina ricorre al Consiglio di Stato: lunedì il verdetto sull'esclusione della sua lista

14 Maggio 2016, 13:20pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Roma, Fassina ricorre al Consiglio di Stato: lunedì il verdetto sull'esclusione della sua lista

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È stato depositato ufficialmente al Consiglio di Stato l'appello contro la sentenza con la quale nella tarda serata di ieri il Tar del Lazio ha confermato l'esclusione delle liste di appoggio alla candidatura di Stefano Fassina a sindaco di Roma per le consultazioni del 5 giugno prossimo. La terza sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Luigi Maruotti, deciderà lunedì sull'appello proposto. L'udienza è stata fissata alle 12.

IL MATTINO

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SEZ.POLITICA Pizzarotti indagato per abuso d'ufficio Gelo M5S: vada via se ha fatto errori

13 Maggio 2016, 11:08am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Pizzarotti indagato per abuso d'ufficio Gelo M5S: vada via se ha fatto errori
SEZ.POLITICA Pizzarotti indagato per abuso d'ufficio Gelo M5S: vada via se ha fatto errori

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il primo sindaco Cinque Stelle e il primo pure a sporcarsi le mani con un avviso di garanzia per abuso d'ufficio. Ecco cosa intendeva qualche giorno fa Federico Pizzarotti quando in difesa di Nogarin diceva che chi amministra fa, e quindi può sbagliare. Mentre nella stessa intervista dava lezioni di real politik ai colleghi parlamentari M5S che guardano il mondo dai banchi dell'opposizione, Pizzarotti da tre mesi custodiva in segreto la notizia dell'avviso di garanzia per abuso d'ufficio legato alle nomine dei vertici del Teatro Regio. Insieme a lui sono indagati anche l'assessore alla cultura, la torinese Laura Ferraris, e i componenti del cda.
LA RICOGNIZIONE
La magistratura sta indagando sull' “avviso per la ricognizione esplorativa” per l'incarico di direttore generale. Al bando hanno partecipato una trentina di aspiranti direttori. Era stata istituita una commissione giudicatrice che aveva selezionato sette profili interessanti. Tra questi non c'erano il curriculum della futura numero uno del Regio, Anna Maria Meo, ex direttrice del Teatro Del Carretto di Lucca, e nemmeno quello di Barbara Minghetti, alla guida del Teatro Sociale di Como e presidente dell'Associazione lirica concertistica italiana, che è poi diventata consulente del Regio di Parma. Pizzarotti, quindi, ha preferito una nomina politica bypassando l'avviso pubblico emanato in precedenza. «Non c'è scritto da nessuna parte che dovevamo seguire il bando», sibilano i fedelissimi del sindaco. E allora perché è stato emanato? È quello che si chiede anche il magistrato titolare dell'indagine che ascolterà Pizzarotti a fine maggio.
Il sindaco si dice tranquillo, parla di «atto dovuto». Anzi contrattacca. Ce l'ha con il senatore Pd Giorgio Pagliari, docente di diritto amministrativo, che quando ha visto che il bando era stato messo da parte ha fatto denuncia in Procura. L'autodifesa sui social network è stata un passaggio necessario per Pizzarotti, visto che nessuno nel M5S si è speso per lui. Beppe Grillo non gli ha telefonato come ha fatto con Nogarin. Anzi, ieri circolavano malumori per l'avviso di garanzia che ora il direttorio vuole visionare e che è stato nascosto per tutto questo tempo. Un affronto che per l'ala più ortodossa diventa motivo sufficiente a chiedere la testa di Pizzarotti scampato per ora all'espulsione. Solo rimandata per i vertici grillini che ora sono obbligati, dopo il caso Livorno, a stringere nell'abbraccio garantista anche Parma.
Ma i rapporti rimangono gelidi. Luigi Di Maio non si è fatto sentire ma si è messo in contatto con il primo cittadino attraverso un suo collaboratore. In pubblico, Roberto Fico si limita a usare la formula di rito già collaudata: «Come sempre, se dovesse emergere una condotta contraria alla legge e ai principi del Movimento 5 Stelle chiederemo un passo indietro».
La direttiva del non nominare più Pizzarotti, che a suo tempo era stata emanata da Casaleggio senior, è rispettata. Fredda anche la reazione della candidata sindaca romana Virginia Raggi che avverte: «Gli avvisi di garanzia non devono essere utilizzati come manganelli». «Ha preso un avviso di garanzia oggi il sindaco di Parma. Non parlo di Pizzarotti o Nogarin per strumentalizzare, ma per dire che un avviso di garanzia non è una sentenza di condanna». Ecco la frase distensiva che arriva a sorpresa non dai sodali grillini, ma dal premier Matteo Renzi.

DI STEFANIA PIRAS IL MATTINO.IT

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SEZ.POLITICA Buonanno e il bonus di 250 euro per comprare una pistola

12 Maggio 2016, 12:29pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Buonanno e il bonus di 250 euro per comprare una pistola

INSERITO DA UTENTE DEL WEB Un politico ha tre opzioni di fronte a un tragico fatto di cronaca: tacere, marciarci o cadere nel ridicolo. Evidentemente a qualcuno la terza opzione piace...

Di fronte a un episodio di cronaca particolarmente delicato, come quello di Vaprio d'Adda dove un pensionato ha ucciso a colpi di pistola un uomo entrato nel suo appartamento, un politico ha sostanzialmente tre scelte.

Tacere e lasciar lavorare gli inquirenti e la magistratura, magari limitandosi a esprimere cordoglio e vicinanza alle vittime e senza per questo emettere sentenze.

Gianluca Buonanno ha scelto evidentemente la terza strada, proponendo il "bonus pistola", un aiuto di 250 euro ai cittadini di Borgosesia che decidessero di acquistare una pistola per difesa personale.

"Questo per difendersi dai delinquenti, visto che Il Governo, con le sue leggi svuota-carceri, privilegia come sempre chi delinque anziché tutelare e difendere gli italiani onesti!!!": così motiva (si fa per dire) la sua proposta l'europarlamentare della Lega Nord, mandato a Bruxelles a suon di preferenze alle ultime Elezioni Europee.

Dimenticando, ma non gliene faremo una colpa, che la legge che disciplina la "legittima difesa" è quella modificata e corretta dal Governo Berlusconi, di cui faceva parte anche la Lega Nord. Anzi, a dirla tutta, l'attuale legge (che, per inciso, fa schifo, ma per le ragioni opposte a quelle di cui blaterano i leghisti) era proprio uno dei cavalli di battaglia della Lega Nord, con il ministro della Giustizia Castelli (sì, uno degli amichetti di Buonanno) che dichiarava orgoglioso: "Da oggi i delinquenti devono avere qualche timore in più e le brave persone, vittime di aggressioni, qualche problema in meno. È stato finalmente sancito il principio per cui un aggressore e un aggredito non sono più sullo stesso piano. È stato riconosciuto il diritto dell'aggredito di difendersi".

Ma Buonanno questo forse lo ha dimenticato. Assieme a tante altre cose, fra cui i danni dalla proliferazione delle armi o il valore di una vita umana rispetto a un portafogli, un'auto, un gioiello. Ma anche in questo caso non gliene faremo una colpa. In fondo, Buonanno svolge una utilissima funzione sociale: ricordarci fin dove si può scendere quando si rinuncia a esercitare sempre e comunque la ragione, quando si preferisce anteporre il piccolo calcolo personale (o politico) al senso del rispetto, quando si sceglie di fomentare paura, odio, scontro senza un minimo di criterio.

Non voglio dire che questa sia una conferma, ma insomma, se ti presenti in una trasmissione di SkyTg24 in questo modo:


http://www.fanpage.it/

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SEZ. POLITICA Unioni civili, Renzi: "Oggi giorno di festa"

11 Maggio 2016, 14:36pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Unioni civili, Renzi: "Oggi giorno di festa"
SEZ. POLITICA Unioni civili, Renzi: "Oggi giorno di festa"

INSERITO DA MORENA MOTTA "È un giorno di festa per tanti, oggi. Per chi si sente finalmente riconosciuto. Per chi vede dopo anni che gli vengono restituiti diritti talmente civili da non aver bisogno di altri aggettivi". Lo scrive Matteo Renzi su Facebook sulle unioni civili.

"Per chi stanotte ha fatto fatica a prendere sonno, per chi da giorni ci scrive chiedendo dove festeggiare, per chi semplicemente non sta più nella pelle. È un giorno di festa per tanti, oggi. In queste ore decisive tengo stretto nel mio cuore il pensiero e il ricordo di Alessia. E questo mi basta. Perché le leggi sono fatte per le persone, non per le ideologie. Per chi ama, non per chi proclama. Scriviamo un’altra pagina importante dell’Italia che vogliamo", sottolinea il premier.

"Lo facciamo mettendo la fiducia perché non erano possibili ulteriori ritardi dopo anni di tentativi falliti. Lo facciamo con umiltà e coraggio. Ma lo facciamo adesso perché in Italia non è più possibile continuare a rinviare tutto", conclude Renzi. Unioni civili, governo pone la fiducia. Cei: "Sconfitta per tutti"

CIRINNA' - "Questo 11 maggio è un gran giorno per il nostro Paese e per la nostra democrazia. Un momento storico che segna il passo sul tema dei diritti in Italia: passiamo dal diritto di famiglia al diritto delle famiglie. Da oggi cambierà la vita di molte persone e sono certa che questa legge porterà felicità a chi fino ad ora non l'ha avuta". Lo scrive la senatrice del Pd Monica Cirinnà sul suo profilo Facebook. "Da oltre 30 anni l'Italia aspettava di fare questo passo - prosegue - un primo passo, ma un passo importante".

"Il Parlamento - sottolinea - ha per troppo tempo ignorato la richiesta di diritti e di dignità che veniva dalla coppie di persone dello stesso sesso, non legittimando l'esistenza di tanti cittadini e delle loro scelte di vita. Non potevamo più attendere, non potevamo far passare altro tempo da quando nel lontano 2010 la nostra Corte Costituzionale con la sentenza 138 chiese al Parlamento di provvedere con "estrema sollecitudine" al riconoscimento delle coppie omosessuali".

"Nonostante arrivassimo con questo enorme ritardo - aggiunge - c'è stato addirittura chi in Parlamento ha lamentato ancora con sfacciataggine l'assenza di confronto. Sono grata a tutti coloro che hanno lavorato in Parlamento per arrivare a questa legge pur nella delusione di non aver dato una risposta completa a tutti. Abbiamo fatto un passo e altri se ne faranno".

FONTE ADNKRONOS

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SEZ. POLITICA Livorno, il sindaco Nogarin indagato per altri due reati

10 Maggio 2016, 12:13pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Livorno, il sindaco Nogarin indagato per altri due reati
SEZ. POLITICA Livorno, il sindaco Nogarin indagato per altri due reati

INSERITO DA MORENA MOTTA Si allarga l'inchiesta giudiziaria sul sindaco di Livorno, Filippo Nogarin . Il primo cittadino pentastellato è infatti indagato per altri due reati nell'ambito della maxi inchiesta 'Città pulita' che riguarda la gestione finanziaria e amministrativa di Aamps, l'azienda municipalizzata dei rifiuti partecipata dal Comune di Livorno al 100% e che ad oggi vede 18 persone nei guai tra politici, manager e dipendenti pubblici. E' quanto scrive stamani in un articolo il quotidiano livornese 'Il Tirreno'.

I pubblici ministeri della Procura labronica Massimo Mannucci e Arianna Ciavattini, titolari dell'indagine, hanno iscritto Nogarin nel registro degli indagati con l'accusa di bancarotta fraudolenta - come già noto - ma anche per un episodio di abuso d'ufficio in relazione alla revoca del cda di Aamps del 7 gennaio scorso e per un presunto falso in bilancio riferito al via libera ai conti del 2014 nonostante il parere contrario dei revisori.

Fino a domenica sera il sindaco, in diretta tv, ha sostenuto che nell’informazione di garanzia ritirata sabato scorso si fa riferimento a "un accertamento della Procura solo per il reato di bancarotta". Contattato ieri dal "Tirreno", Nogarin non ha ritenuto di voler intervenire su queste due nuove ipotesi di reato.

"In nome della massima trasparenza ho deciso di pubblicare quanto ricevuto dalla Procura della Repubblica di Livorno, a conferma di quanto pubblicamente e ripetutamente dichiarato, cioè che le contestazioni afferiscono al 'concorso in bancarotta fraudolenta' legata all'avvio del concordato preventivo di Aamps", scrive Nogarin in un post sul suo profilo Facebook. Parole che suonano come una risposta a quanto pubblicato oggi da 'Il Tirreno'. Il sindaco di Livorno allega al post il dispositivo ricevuto sabato dalla Procura in cui compare solo la contestazione del reato di concorso in bancarotta: "Il pubblico Ministero, ai sensi degli art. 369 e 369 bis c.p.p. informa Nogarin Filippo, nato a Livorno il 4/9/1970, che questo Ufficio sta procedendo ad indagini in ordine ai seguenti reati: art.110 CP, art. 216 RD 1942/267, art. 223 RD 1942/267, art. 238 RD 1942/267, in Livorno, alla data di omologazione del Concordato Preventivo ovvero del fallimento di Aamps spa".

FONTE ADNKRONOS

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SEZ. POLITICA Terrorismo: meno segreti e più diritti per fare luce

9 Maggio 2016, 15:45pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Terrorismo: meno segreti e più diritti per fare luce
SEZ. POLITICA Terrorismo: meno segreti e più diritti per fare luce

DI MORENA MOTTA Questa mattina si è svolta a Montecitorio una cerimonia per ricordare le vittime del terrorismo e delle stragi nel giorno dell'anniversario della morte di Aldo Moro, lo statista che è stato rapito e ucciso dalle Brigate Rosse 38 anni fa. Un altro atto concreto sarà - ricorda la presidente della Camera, Laura Boldrini - il riconoscimento pieno ai familiari delle vittime dei loro diritti previdenziali".

Alla Camera per la cerimonia del 'Giorno della Memoria' era presente Sergio Mattarella e altri rappresentanti delle istutuzioni. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato stamattina in visita privata a Torrita Tiberina sulla tomba di Aldo Moro per depositare un cuscino di fiori. Il capo dello Stato si è poi trattenuto in raccoglimento per alcuni minuti.

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SEZ.POLITICA "No alla riforma Franceschini", in piazza per la cultura a Roma

7 Maggio 2016, 17:34pm

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Pubblicato da Alessia Chianese

SEZ.POLITICA "No alla riforma Franceschini", in piazza per la cultura a Roma
SEZ.POLITICA "No alla riforma Franceschini", in piazza per la cultura a Roma

DI ALESSIA CHIANESE Da piazza della Repubblica a piazza Barberini, si sta snodando il corteo per la tutela dei beni culturali "Emergenza Cultura Roma". L'iniziativa è stata organizzata dallo storico dell'arte, Tomaso Montanari, e nasce dal disaccordo con le politiche del Governo Renzi e della riforma dei Beni Culturali attuata dal ministro Dario Franceschini.
"Secondo i dati Eurostat l'Italia è agli ultimi posti in Europa per la spesa pubblica destinata all'educazione e alla cultura - ha dichiarato Stefano Fassina presente in piazza - Un dato allarmante che si unisce alla diffusa precarietà di molti operatori del settore culturale e alla drammatica carenza di personale. I beni culturali, archeologici, storici e paesaggistici vanno tutti tutelati, sono un giacimento di umanità, di sviluppo della persona, come scritto nell'art. 9 della nostra bella costituzione. Sono un tratto fondamentale della nostra identità. Il Governo, invece, con i "Decreti Franceschini" va in direzione opposta, mette a rischio l'integrità del nostro capitale culturale per fare cassa con pochi pezzi pregiati, snaturando la loro funzione. Il messaggio di "Emergenza cultura", in questa piazza oggi, va ascoltato per cambiare strada prima che sia troppo tardi per il Paese"

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SEZ. POLITICA Castellammare, Cimmino attacca: “Centrosinistra solo un carrozzone” Il pensiero del candidato a sindaco del centrodestra

7 Maggio 2016, 10:57am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Castellammare, Cimmino attacca: “Centrosinistra solo un carrozzone” Il pensiero del candidato a sindaco del centrodestra

INSERIO DA MICHELE PAPPACODA “Ancora una volta nel centrosinistra il destino della città e dei suoi cittadini pare sia oggetto di giochi politici partenopei di bassa lega. E dunque: la città di Castellammare di Stabia val bene una municipalità napoletana?”.

Lo ha detto il candidato sindaco della coalizione di centrodestra Gaetano Cimmino, intervenendo nel dibattito politico e sugli accordi stretti dal centrosinistra a poche ore dalla presentazione delle liste per le imminenti elezioni comunali di Castellammare di Stabia.

“Dobbiamo constatare che, nonostante la drammatica esperienza e la triste fine dell’amministrazione comunale di Nicola Cuomo, – ha continuato il candidato primo cittadino – il carrozzone che si va formando è il risultato di fratture interne tutte a discapito dei cittadini di Castellammare.

Nessuno sembra preoccupato della situazione di immobilismo in cui versa la città, che ha bisogno di interventi certi e immediati, forniti da chi conosce il territorio.

Siamo noi, con la nostra trasparenza e la nostra squadra di giovani, di professionisti e di stabiesi la vera risposta alle emergenze di Castellammare.

Il programma che da qui a breve presenteremo nel dettaglio – ha concluso Cimmino – lo dimostrerà, perché è frutto di un’attenta analisi, di scelte realmente condivise e ragionate da tempo. Gli stabiesi devono tornare ad essere padroni del loro destino”.

IL GAZZETTINO VESUVIANO

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