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SEZ.POLITICA Legge elettorale: duello a distanza tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi

18 Gennaio 2017, 01:56am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Legge elettorale: duello a distanza tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi

INSERITO DA MORENA MOTTA Duello a distanza tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi sulla riforma della legge elettorale. In due interviste a Repubblica e al Corriere della Sera, i leader di Pd e Fi indicano modelli opposti: il doppio turno con il ballottaggio o il Mattarellum, il primo; il proporzionale, il secondo. 

Il segretario Dem rilancia anche con forza l'azione nel partito. "Le nuove polarità sono esclusi e inclusi, innovazione e identità, paura e speranza. Gli esclusi sono la vera nuova faccia delle disuguaglianze, dobbiamo farli sentire rappresentati. L'identità è ciò che noi siamo, senza muri e barriere, e non dobbiamo lasciarla alla destra. Quanto all'innovazione, è indispensabile per non finire ai margini, ma ne ho parlato in termini troppo entusiastici, bisogna pensare anche ai posti di lavoro che fa saltare. Insomma, c'è un gran da fare per la sinistra".

E' quanto afferma l'ex premier Matteo Renzi in una lunga intervista a Repubblica in cui spiega come intenda, a partire dai suoi "errori", rilanciare il Pd. "Ho fatto tante riforme senza capire - ammette - che serviva più cuore e meno slide", "credo nel Pd, lo rilanceremo con facce nuove e valori forti. Non ho fretta di votare - aggiunge - ma evitiamo un bis del 2013". "Continuo a pensare - dice Renzi sulla legge elettorale - che il ballottaggio sia il modo migliore di evitare inciuci. Se la Consulta lo boccerà, c'è il Mattarellum. Con il proporzionale si torna alla Dc".

Il Cav si dice pronto a scendere in campo in caso di elezioni. "Sì alle urne il prima possibile, un buon sistema di voto però richiede tempi non brevissimi". E' quanto afferma Silvio Berlusconi, in una intervista al Corriere della Sera, in cui annuncia di volersi candidare alle prossime elezioni: "Mi auguro che i giudici di Strasburgo abbiano la sensibilità di tenere conto nella tempistica della valutazione di una vicenda giudiziaria che attende già da troppo tempo" che "è in gioco la democrazia di un grande Paese europeo", "sono ottimista di natura - aggiunge -, e nonostante tutto credo nella giustizia. Quindi ritengo piuttosto probabile e assolutamente auspicabile" la mia candidatura "nell'interesse della democrazia e dell'Italia". "E' necessario chiarire - fa sapere Berlusconi - che quando chiedo il sistema proporzionale non lo chiedo affatto per fare le larghe intese. Io voglio vincere le prossime elezioni con il centrodestra, che mi auguro unito su un progetto liberale e riformatore. Dico però che l'Italia è troppo fragile per permettersi governi espressione di una minoranza di elettori, e nei quali il resto del Paese non si riconosce".

Il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, leader del Ncd, ha apprezzato: "Sono contento perché adesso non c'è da rottamare ma da costruire", dice Alfano a Lucia Annunziata su RaiTre.

La logica di Renzi rispetto all'alleanza con Forza Italia è molto chiara: "Evitarla se possibile, farla se necessario", dice Alfano rispondendo ad una domanda sulle interviste a Silvio Berlusconi e Renzi su Corriere della Sera e Repubblica.

Quella di Renzi è "un'intervista serie e onesta, da leader della sinistra italiana, consapevole di alcuni punti di forza, rammaricato che altri non siano venuti fuori durante la campagna" elettorale. "Un'intervista che chiude il capitolo della rottamazione. Io sono contento perché adesso non c'è da rottamare ma da costruire. Ora parte la fase della costruzione", ha affermato il leader di Ncd. 

"Se il governo va bene, come una macchina, va avanti finché c'è carburante. Questi primi 30 giorni hanno evidenziato cose positive", ha detto ancora a proposito della tempistica delle elezioni. Ad ogni modo, ha aggiunto Alfano, "ci affidiamo al presidente della Repubblica".

ANSA

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SEZ. POLITICA Pd: Renzi ai ferri corti con la minoranza dem

17 Gennaio 2017, 15:20pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Pd: Renzi ai ferri corti con la minoranza dem

DI MORENA MOTTA Matteo Renzi dovrebbe chiudere il capitolo della riorganizzazione dei vertici dem. L'annuncio della nuova segreteria è atteso tra pochi giorni.

Diverse le conferme, dal vicesegretario Lorenzo Guerini a David Ermini, Emanuele Fiano. Qualche 'esterno' come lo scrittore Gianrico Carofiglio con delega alla Comunicazione. Agli Esteri dovrebbe andare Piero Fassino. Considerato certo anche l'ingresso del ministro Maurizio Martina. La componente di Gianni Cuperlo dovrebbe continuare ad essere rappresentata da Andrea De Maria. Fuori invece la minoranza con cui i rapporti continuano ad essere tesi.

I dem stanno anche mettendo mano al lavoro sul programma a cui si starebbe dedicando in particolare l'ex-sottosegretario Tommaso Nannicini. Con un occhio particolare al Sud dove la batosta referendaria è stata più consistente per il Pd.

Spazio anche ai territori per ristabilire un contatto con una base sempre meno consistente considerati i dati del tesseramento dem.

Pier Luigi Bersani ha rinnovato il sostegno a Roberto Speranza per la candidatura a segretario, specificando che per il candidato premier la minoranza sta cercando altrove: magari in giro c'è "un giovane Prodi", ha detto l'ex-segretario Pd.

 

 

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SEZ.POLITICA Governo: Gentiloni dimesso dal Gemelli, torna al lavoro, primo impegno Cdm

14 Gennaio 2017, 11:17am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Governo: Gentiloni dimesso dal Gemelli, torna al lavoro, primo impegno Cdm

INSERITO DA MORENA MOTTA Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è stato dimesso dal policlinico Gemelli, dove era ricoverato da martedì sera per l'impianto di uno stent. Il premier presiederà alle 12, a quanto si apprende da fonti di governo, il Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi, a conferma dell'ottima ripresa. Gentiloni ha lasciato il Policlinico universitario poco dopo le 9. Ad accompagnarlo, il presidente della Fondazione Policlinico Gemelli Giovanni Raimondi. Prima dell'uscita dal reparto di degenza, Gentiloni ha salutato l'equipe di medici e operatori sanitari che lo hanno assistito in questi giorni con i professori Filippo Crea, Massimo Antonelli, Massimo Massetti e Antonio Rebuzzi. Il premier torna quindi al lavoro e avrebbe intenzione anche di confermare l'agenda di incontri internazionali, a partire dal vertice di mercoledì a Berlino, presenziando con Angela Merkel al meeting Industria 4.0 con il gotha degli imprenditori italiani e tedeschi. Il Consiglio dei ministri di oggi ha all'ordine del giorno, tra l'altro, i tre decreti attuativi della legge sulle Unioni Civili che, a questo punto, come sottolinea la responsabile diritti del Pd Michela Campana "esce dal regime transitorio ed entra a pieno titolo nell'ordinamento italiano". 

LO SPECIALE SUL PROVVEDIMENTO

"Con l'ok definitivo del consiglio dei ministri ai tre decreti legislativi di attuazione alla legge sulle unioni civili - sottolinea la Campana - il nuovo istituto esce dal regime transitorio ed entra a pieno titolo nell'ordinamento italiano". Lo dichiara in una nota la responsabile Diritti della segreteria nazionale del Pd, Micaela Campana "Grazie ai decreti ponte, è stato possibile già costituire centinaia di unioni consentendo a tante persone di coronare il proprio sogno d'amore. Con questo ultimo "via libera" si mettono a punto alcuni aspetti non regolati direttamente dalla legge come la disciplina di diritto internazionale privato, la scelta del cognome della coppia, sulla dichiarazione di annullamento e l'armonizzazione del codice penale e del codice di procedura penale che che prevede che il termine matrimonio si intende riferito anche alla costituzione di un'unione civile", sottolinea Campana che conclude: "con questo atto formale si conclude l'iter di una legge storica che cambia il destino di migliaia di cittadini".

L'ABC DELLA LEGGE

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SEZ. POLITICA Gentiloni in reparto, domani dimesso

13 Gennaio 2017, 17:12pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Gentiloni in reparto, domani dimesso

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni sarà dimesso con ogni probabilità domani dall'ospedale Gemelli di Roma, dove è stato ricoverato martedì notte per un intervento di angioplastica. Il premier, a quanto si apprende, sta bene ed è stato trasferito questa mattina dall'unità di terapia intensiva al reparto degenze. Dovrebbe dunque essere dimesso domattina. Stamane, intanto, dl sottosegretario alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi ha fatto visita al premier e la visita, a quanto si apprende, sarebbe stata anche l'occasione per fare un punto sui dossier sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri. La riunione non è ancora convocata ma dovrebbe tenersi domani e il lavoro preparatorio è stato avviato ieri da una riunione del preconsiglio. Non è escluso che al Cdm possa partecipare anche Gentiloni, che proprio domani dovrebbe essere dimesso dall'ospedale.

FONTE ANSA

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SEZ.POLITICA Jobs Act, Consulta: 'Inammissibile referendum sull' Art.18'. Ok a consultazione sui voucher Presenti 13 giudici

12 Gennaio 2017, 09:39am

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SEZ.POLITICA Jobs Act, Consulta: 'Inammissibile referendum sull' Art.18'. Ok a consultazione sui voucher Presenti 13 giudici

INSERITO DA MORENA MOTTA Il referendum sull'art. 18 non si farà: la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il quesito. Il referendum proposto dalla Cgil puntava ad abrogare le modifiche apportate dal Jobs Act allo Statuto dei lavoratori e a reintrodurre i limiti per i licenziamenti senza giusta causa. Via libera invece ai quesiti sui voucher e sulla responsabilità in solido appaltante-appaltatore. 

Nell'odierna camera di consiglio la Corte Costituzionale ha dichiarato: ammissibile la richiesta di referendum denominato "abrogazione disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti" (n. 170 Reg. Referendum); ammissibile la richiesta di referendum denominato "abrogazione disposizioni sul lavoro accessorio (voucher)" ( n. 171 Reg. Referendum); inammissibile la richiesta di referendum denominato "abrogazione delle disposizioni in materia di licenziamenti illegittimi " (n. 169 Reg. Referendum). E' quanto riporta la nota della Consulta.

Opposizioni all'attacco dopo la decisione della Consulta. "Dalla Consulta - attacca Salvini - sentenza politica, gradita ai poteri forti e al governo come quando bocciò il referendum sulla legge Fornero. Temendo una simile scelta anche sulla legge elettorale il prossimo 24 gennaio, preannunciamo un presidio a oltranza per il voto e la democrazia sotto la sede della Consulta a partire da domenica 22 gennaio". "Non commento il no della Consulta - dice il parlamentare M5s Danilo Toninelli - al referendum sull'art.18 ma il Governo non canti vittoria: il Jobs Act è veleno per economia e lo aboliremo". "Questa primavera - commenta Luigi Di Maio - saremo chiamati a votare per il referendum che elimina la schiavitù dei voucher. La Corte Costituzionale ha appena dato l'ok. Sarà la spallata definitiva al Pd, a quel partito che ha massacrato i lavoratori più di qualunque altro e mentre lo faceva osava anche definirsi di sinistra!".

Lorenzin, da sentenza no effetti sul governo - "Assolutamente no, non ha niente a che vedere con la durata del governo che è impegnato fuori dal Palazzo a far fronte alle priorità del paese e in Parlamento a fare la legge elettorale". Così, a margine del question time alla Camera, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin nega, parlando con i giornalisti, una relazione tra il referendum sui due quesiti del jobs act ammessi dalla Consulta e la vita dell'esecutivo.

La Cgil promette battaglia, valutiamo il ricorso alla Corte Ue - La Cgil intende "continuare la battaglia" per modificare le norme del Jobs Act sui licenziamenti e valuta il ricorso alla Corte Europea. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Susanna Camusso in una conferenza stampa dopo la decisione della Consulta che ha dichiarato inammissibile il ricorso al referendum su questa norma.

ANSA

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SEZ. POLITICA Malore per Gentiloni, angioplastica al Gemelli

11 Gennaio 2017, 16:32pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Malore per Gentiloni, angioplastica al Gemelli

INSERITO DA MORENA MOTTA Malore per Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio. Al ritorno dalla visita istituzionale a Parigi, il premier è stato ricoverato al Policlinico Agostini Gemelli e sottoposto ad angioplastica. Fonti di governo riferiscono che il presidente del Consiglio sta meglio, è vigile, ma dovrà rimanere per qualche giorno in ospedale. In agenda Gentiloni aveva una visita a Londra per incontrare l'omologo Theresa May. 

Sul sito del governo l'annuncio del rinvio dell'incontro: "Il previsto incontro di giovedì 12 gennaio a Londra tra il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e il Primo Ministro britannico, Theresa May, è stato rinviato", si legge.

FONTE AGI

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SEZ.POLITICA Salta l'accordo Alde-M5S in Europa. Verhofstadt: "Non ci sono garanzie" Dal voto online sul blog di Beppe Grillo, sì al passaggio

10 Gennaio 2017, 10:30am

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SEZ.POLITICA Salta l'accordo Alde-M5S in Europa. Verhofstadt: "Non ci sono garanzie" Dal voto online sul blog di Beppe Grillo, sì al passaggio

INSERITO DA MORENA MOTTA Nessuna alleanza tra M5S e Alde. A respingerla i liberali. "Sono arrivato alla conclusione che non ci sono sufficienti garanzie di portare avanti un'agenda comune per riformare l'Europa" ha dichiarato il capogruppo, Guy Verhofstadt, aggiungendo che "non c'è abbastanza terreno comune per procedere con la richiesta del Movimento 5 Stelle di unirsi al gruppo Alde". "Rimangono differenze fondamentali sulle questioni europee chiave".

Attaccano i Cinquestelle: "L'establishment ha deciso di fermare l'ingresso del MoVimento 5 Stelle nel terzo gruppo più grande del Parlamento Europeo". "Questa posizione ci avrebbe consentito di rendere molto più efficace la realizzazione del nostro programma. Tutte le forze possibili si sono mosse contro di noi. Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima", scrive il M5S in un post sul blog di Beppe Grillo. "Ora continuerà l'attività per creare un gruppo politico autonomo per la prossima legislatura europea: il Ddm", aggiunge il M5S.

"Quello che io noto è che il M5S in Italia e in Europa viene percepito come un copro estraneo", afferma Alessandro Di Battista del M5S a 'Otto e mezzo' su La7 definendo l'accordo che i vertici volevano fare con Alde "un accordo tecnico. In Europa funziona così: se fai parte di un gruppo puoi avere una maggiore forza politica". E Di Battista aggiunge: "La mia posizione è sempre stata per un gruppo autonomo, quando noi andiamo da soli è meglio. Il mio sogno è riuscire a fondare un gruppo autonomo in Europa".

La votazione online indetta sul blog di Beppe Grillo aveva detto sì alla proposta di passaggio del M5S nel gruppo europeo Alde. Alla votazione, si legge sul blog, "hanno partecipato 40.654 iscritti certificati. Ha votato per il passaggio all'Alde il 78,5% dei votanti pari a 31.914 iscritti, 6.444 hanno votato per la permanenza nell'Efdd e 2.296 per confluire nei non iscritti", ovvero nel gruppo Misto.

Dopo l'esito della votazione Grillo dà l'addio a Nigel Farage, leader dell'Ukip e finora alleato del M5s nel Parlamento europeo. "Le nostre strade si sono divise" ha detto dal blog dove aveva sottolineato la decisione del M5S di andare in un nuovo gruppo politico nel Parlamento europeo da dove "poter affrontare con più concentrazione le prossime sfide".

A GIUGNO 2016 LE PAROLE DI FARAGE SULL'ALLEANZA CON GRILLO IN CHIAVE ANTI-UE

Sul web intanto girava già un testo di accordo, che porta la data del 4 gennaio, tra il Movimento pentastellato e il gruppo Ue guidato da Guy Verhofstadt: "Alde e M5S condividono i valori centrali della libertà, dell'uguaglianza, della trasparenza", è l'inizio del documento, rilanciato anche su Twitter. "Riforma dell'eurozona" e "i diritti e libertà" sono alcuni dei titoli principali del testo che, di fatto, ripercorre alcuni punti sottolineati ieri nel post di Grillo. E lo stesso Grillo e Davide Casaleggio incontreranno nel pomeriggio di oggi a Bruxelles i 17 eurodeputati del Movimento 5 Stelle

In rete non si placa l'ira degli iscritti. Al post aggiornato con i risultati del voto convergono diversi commenti di protesta e tra gli utenti c'è anche chi annuncia di "aver tolto il simbolo del M5S dal profilo Facebook". "Caro Grillo oggi hai perso il 30 per cento degli elettori. Il problema a tuo sfavore è che hai deciso tutto tu, senza un dibattito democratico, bisognava parlarne e chiarire tutti gli aspetti un mese prima", scrive Ivo mentre Mario attacca: "che pugnalata alla schiena...il mio sogno si è infranto". "Europeisti; pro Ttip; pro euro; pro bandiera unica; pro banche; pro capitalismo. E dopo questo triplo salto mortale carpiato con mezzo avvitamento, oggi nasce il PD5S", attacca Giovanni elencando quelli che, a suo parere, sono i punti chiave dell'Alde. Ma c'è anche chi appoggia la scelta di Grillo: "Giusta e geniale la scelta. Grazie a Grillo che ha sempre idee innovative ed è avanti di almeno vent'anni", scrive Saverio.

Non sono comunque mancate le polemiche politiche per la 'svolta' del M5s, a partire dalla Lega che per già con il segretario Matteo Salvini aveva parlato di "voltafaccia", e per voce dell'eurodeputato e vicesegretario federale Lorenzo Fontana parla di "mossa sconcertante" con la quale "Grillo sconfessa se stesso e per qualche poltrona in più abbraccia chi, a parole, ha sempre contestato. E' l'apoteosi dell'incoerenza a Cinque Stelle". Secondo Fontana " l'Alde è la negazione di ciò che Grillo ha sempre professato: è il principale sostenitore di questa Europa e dell'euro, è a favore dei trattati ammazza-commercio e delle politiche di immigrazione e globalizzazione sfrenata, è contro Putin e contro Trump. Il Grillo barricadero ha capitolato, passando dalla parte del nemico politico. Una mossa che coincide, guarda caso, con un periodo di spartizione di poltrone europee, con in ballo presidenza e vicepresidenza del Parlamento Ue e delle Commissioni. Grillo è stato normalizzato dal sistema. Ha deciso di arrendersi!".

Polemico anche il Pd. La deputata Marina Berlinghieri ha sottolineato che "dopo l'utilizzo dei milioni di euro di fondi pubblici dei gruppi di Camera e Senato, ora il Movimento 5 stelle vuole usare anche l'Europa come salvadanaio per il proprio partito. La giravolta di Beppe Grillo, che abbandona l'alleanza con l'Ukip di Farage per passare all'Alde, serve a incassare quasi 700mila euro all'anno di fondi pubblici da usare per le iniziative politiche in Italia. A confermarlo è lo stesso Grillo nel suo blog, quando mette nero su bianco che vuole 'ottenere fondi da spendere sul territorio". 

In casa M5s, Luigi Di Maio aveva difeso invece la scelta e contrattaccato: la stampa anche oggi parla di "Movimento spaccato", sottolinea, ma "sono sempre quelli che hanno mancato clamorosamente i più grandi avvenimenti politici degli ultimi anni, dalla Brexit, al referendum costituzionale italiano fino a Trump. Applicano schemi del 900 alla politica del 2017. Contenti loro...La democrazia per loro è spaccatura. Per noi è decisione partecipata". 

Le parole di Farage sull'alleanza con Grillo in chiave anti-Ue

FONTE  ANSA

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SEZ.POLITICA Grillo in Ue vuole lasciare Farage: 'con Alde saremmo terza forza' Alle 'urne' sul blog fino a domani per futuro alleanze Ue. Salvini: voltagabbana

9 Gennaio 2017, 10:33am

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SEZ.POLITICA Grillo in Ue vuole lasciare Farage: 'con Alde saremmo terza forza' Alle 'urne' sul blog fino a domani per futuro alleanze Ue. Salvini: voltagabbana

INSERITO DA MORENA MOTTA M5S di nuovo alle 'urne'. Questa volta, e con un preavviso nullo ("le consultazioni saranno aperte dalle 10 alle 19 di oggi 8 gennaio e dalle 10 alle 12 di domani"), Beppe Grillo chiede di scegliere quale futuro avrà a Strasburgo il MoVimento. In quale gruppo, cioè, dovrà far confluire i propri eletti. Attualmente nell'Efdd (la cui natura è cambiata, spiega il leader M5S), la scelta può essere fatta tra l'Alde ("gli unici ad aprire un dialogo con noi"), il Misto (ma non essere in un gruppo vuol dire non contare, è l'avvertimento) o restare in Efdd (gruppo di cui fa parte l'Ukip, il partito di Nigel Farage, ndr).

"Alde conta 68 eurodeputati e con la presenza del M5S diventerebbe la terza forza al Parlamento europeo". Lo scrive Beppe Grillo sul blog chiedendo di decidere il futuro in Ue del Movimento che potrebbe così "acquisire un peso specifico nelle scelte che si prendono. Significa - spiega - di rappresentare l'ago della bilancia: con il nostro voto potremo fare la differenza e incidere sul risultato di molte decisioni importanti per contrastare l'establishment europeo. Non rinneghiamo le scelte del passato", ma "affrontare nuove sfide con maggiore determinazione". 

Le parole di Farage sull'alleanza con Grillo in chiave anti-Ue

"Incredibile il voltafaccia europeista di Grillo! Per qualche poltrona in più a Bruxelles, i 5stelle abbandonano un gruppo euroscettico per entrare nell'Alde, il gruppo più favorevole all'Europa dell'euro, delle banche, delle lobby e dell'immigrazione". Così il segretario della Lega Matteo Salvini.

"In termini politici sarebbe completamente illogico per i 5 stelle unirsi al gruppo più eurofanatico del Parlamento europeo". Così l'eurodeputato dell'Ukip Nigel Farage, copresidente del gruppo Efdd. Farage spiega di avere contattato Beppe Grillo oggi e di essersi "congratulato con lui per le posizioni sempre più dure su euro e immigrazione". Secondo Farage, il supporto 5 stelle al gruppo Alde "non durerà a lungo".

ANSA

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SEZ.POLITICA Il sindaco De Magistris a Roma incontro con il ministro De Vincenti

6 Gennaio 2017, 10:39am

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SEZ.POLITICA Il sindaco De Magistris a Roma incontro con il ministro De Vincenti

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Incontro stamani, a Roma, nella sede del Ministero della Coesione e del Mezzogiorno, tra il Ministro Claudio De Vincenti e il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Al centro del colloquio, il Patto per la città metropolitana e le modalità per accelerarne l'attuazione, nonché una panoramica sulle problematiche dell'intero territorio partenopeo. De Vincenti e De Magistris, pur nella chiarezza delle rispettive posizioni - si legge in una nota - hanno sottolineato l'importanza del confronto - nell'interesse dei cittadini - per affrontare e risolvere le questioni aperte. Successivamente, il Ministro De Vincenti ha avuto un colloquio telefonico con il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca per concordare una tempistica serrata per l'attuazione del Patto per la Campania come snodo fondamentale dello sviluppo dell'intera area. Al termine dei contatti, il Ministro ha concordato con De Luca e De Magistris appuntamenti entro metà mese a Napoli con l'obiettivo di approfondire il tema dei Patti e proseguire nella ricognizione dei problemi del territorio campano e partenopeo.È stato «un incontro proficuo - ha commentato il primo cittadino – Abbiamo trattato tutte le questioni attinenti il tema dei rapporti strategici tra la Città, la Città Metropolitana ed il Governo nazionale, ovviamente con particolare riferimento al Patto per Napoli. Abbiamo concordato una serie di  iniziative da mettere in campo per una sempre più efficace cooperazione istituzionale - fermo restando la reciproca e netta autonomia politica reciproca - ed in particolare un incontro da tenersi molto a breve con le delegazioni interessate agli argomenti trattati stamane».

IL MATTINO

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SEZ. POLITICA M5S, Muraro: "Se post Grillo fosse uscito prima forse non mi sarei dimessa"

3 Gennaio 2017, 11:04am

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SEZ. POLITICA M5S, Muraro: "Se post Grillo fosse uscito prima forse non mi sarei dimessa"

INSERITO DA MORENA MOTTA Se il post di Beppe Grillo sul Codice di comportamento del M5S in caso di coinvolgimento in vicende giudiziarie "fosse uscito prima e se la situazione fosse stata affrontata nel modo dovuto forse non avrei dato le mie dimissioni". A parlare all'Adnkronos è Paola Muraro, l'ex assessore all'Ambiente del Comune di Roma costretta alle dimissioni dopo aver ricevuto un avviso di garanzia nell'ambito di un'inchiesta sui rifiuti. Dimissioni che erano state comunicate dalla sindaca Virginia Raggi in un video postato su Facebook la notte del 13 dicembre.

"Non ho dato le dimissioni perché mi sentivo colpevole - prosegue Muraro - le ho date per rispetto nei confronti dei dettami del Movimento, è stata una scelta di coerenza".

"Forse adesso che stanno governando diverse città hanno riflettuto", prosegue Muraro riferendosi al post di Grillo. "Sicuramente alcune decisioni prese in momenti diversi fanno sì che nel momento in cui governi devi trovare il modo di andare avanti, soprattutto per rispetto nei confronti dell'elettorato che ti ha votato".

Muraro, che proprio oggi in un post su Facebook ha voluto ricordare le cose fatte durante la sua esperienza di governo in Campidoglio, precisa di non essersi sentita abbandonata dalla sindaca e dai consiglieri. "Mi sono sentita con alcuni consiglieri in particolare che lavoravano sull'ambiente e ho sentito Virginia anche per gli auguri. Non c'è nessuna chiusura, al di là del lavoro ci sono anche dei rapporti umani che restano".

"Se tornerei in politica? Per come è impostata la politica italiana no...se me lo chiedesse Virginia - ammette Muraro - sì, perché è una persona pulita. Per il resto non posso parlare perché non li ho conosciuti abbastanza".

Quanto al M5S , Muraro sottolinea: "Diciamo che il Movimento a mio parere deve ancora trovare un equilibrio giusto... Roma è una città difficile da governare... noi non avendo una macchina amministrativa e politica autonoma ci siamo trovati di fronte a vecchi poteri, con la difficoltà anche di capire chi hai di fronte e chi sia l'interlocutore giusto. Roma è una bella palestra per governare ma io ho pagato queste difficoltà sulla mia pelle, dal momento che chi mi accusa sono quegli interlocutori che mi hanno osteggiato a livello amministrativo in Campidoglio".

Se la sindaca di Roma ricevesse un avviso di garanzia "dovrebbe proseguire l'attività di sindaco", dice ancora all'Adnkronos Paola Muraro. "La Raggi, a differenza mia, ha una responsabilità in più essendo stata eletta dai cittadini ed è giusto che vada avanti ed eventualmente dimostri la sua innocenza - aggiunge -. È una sindaca a cui va dato il massimo rispetto e secondo me paga un po' il fatto di essere giovane e donna".

FONTE ADNKRONOS

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