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sez. cultura e spettacoli

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Ascolti Tv 11 marzo 2021, Suor Angela si congeda con un bottino di oltre 6 milioni

12 Marzo 2021, 12:07pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI  Ascolti Tv 11 marzo 2021, Suor Angela si congeda con un bottino di oltre 6 milioni

INSERITO DA ANGELA CECERE Ascolti Tv 11 marzo 2021. Prima serata: Su Rai1 il finale di Che Dio Ci Aiuti 6 ha conquistato una media di 6.113.000 spettatori pari al 27,1% (primo episodio: 6.401.000 e 24.4%, secondo episodio 5.881.000 e 30%). Su Canale 5 il film Wonder Woman 1.850.000 (9,3%). Su Rete4 Dritto e Rovescio 1.196.000 (6,2%). Su La7 Piazzapulita 1.154.000 (6,1%). Su Tv8 Roma-Shakhtar Donetsk di Europa League 1.182.000 (4,5%) più 520 mila abbonati su Sky (2%). Su Italia 1 Vacanze ai Caraibi 1.315.000 (5,3%). Su Rai3 l’ultima puntata di Lui è Peggio di Me con Panariello e Giallini 1.049.000 (4,3%). Su Rai2 l’esordio di Anni 20 registra 394.000 (1,6%). Sul Nove Cambio Moglie 391.000 (1,5%). In fascia Access Prime Time su Rai1 Soliti Ignoti 5.551.000 (20,1%). Su Canale 5 Striscia la Notizia 4.146.000 (15%). Su La7 Otto e Mezzo 2.244.000 (8,2%). Su Rete4 Stasera Italia 1.331.000 (5%) nella prima parte e 1.079.000 (3,9%) nella seconda. Su Rai2 Tg2 Post 1.114.000 (4%). Su Italia1 CSI Miami 1.343.000 (4,9%). Su Rai3 Che Succ3de? 1.584.000 (5,9%) e Un Posto al Sole 1.938.000 (7%). Sul Nove Deal With It Stai al Gioco 584.000 (2,1%). Nel Preserale su Rai1 L’Eredità 5.152.000 (23,2%). Su Canale 5 Avanti un Altro 3.992.000 (18,6%). Alle 19 su SkySport Manchester United-Milan di Europa League 907.000 abbonati (3,9%). Su Rai3 le edizioni dei Tgr 3.467.000 (15%). Alle 20 Tg1: 6.306.000 (24.6%), Tg5: 4.900.000 (18.9%), TgLa7: 1.454.000 (5.6%). Alle 19 Tg3: 2.803.000 (13.8%), alle 18.30 Studio Aperto: 1.040.000 (6.4%, esattamente la metà di share dell’edizione delle 12,25), alle 20,30 Tg2: 1.719.000 (6,4%). In seconda serata su Rai1 Porta a Porta con ospite Giorgia Meloni 1.237.000 (15,5%). Tg3 Linea Notte 450.000 (5,1%).

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Avanti un altro e le misure anti Covid: gli utenti reagiscono così alla strana scelta

11 Marzo 2021, 12:07pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Avanti un altro e le misure anti Covid: gli utenti reagiscono così alla strana scelta

INSERITO DA ANGELA CECERE Paolo Bonolis torna dall'8 marzo con una nuova edizione di Avanti un altro, che quest'anno spegne 10 candeline. Un'edizione particolare non solo per il compleanno, ma perché avviene in questo periodo di pandemia da Covid. È proprio la misura anti Covid adottata dal programma ad aver conquistato il web. La fila di concorrenti che cercherà di giocarsi il tutto per tutto per portare a casa il montepremi finale infatti continuerà ad esserci, così come la valletta. Ecco come hanno rispettato le misure.

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Nino D'Angelo si fa in tre: libro, disco e nuovo tour. «Ritorno un ragazzino delle medie»

10 Marzo 2021, 11:37am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Nino D'Angelo si fa in tre: libro, disco e nuovo tour. «Ritorno un ragazzino delle medie»

INSERITO DA ANGELA CECERE  Sono sempre stato figlio del pregiudizio». Però, uno alla volta, i pregiudizi li ha buttati tutti giù, Nino D’Angelo, tra musica, teatro, cinema. E ora eccolo qui, a 63 anni, con un nuovo progetto: disco, libro e tour (debutto il 4 novembre a Milano agli Arcimboldi, il 20 a Roma alla Conciliazione, il 26 a Napoli al Palapartenope). Uniti dallo stesso titolo: “Il poeta che non sa parlare”. Il copyright è della professoressa Vitale, insegnante di italiano di Nino alle medie. D’Angelo, come andò? «La Vitale convocò i miei genitori, prese i miei temi e disse: “Guardate qua: comm’àggia fa’ cu ‘stu guagliune? Ha una sensibilità straordinaria ma è come un poeta che non sa parlare”». Dopo, però, così male non è andata… «Perché sono rimasto umile e ho raccontato le cose che conoscevo, mica il Vomero alto. Cantavo i sogni, le speranze, le amarezze di un ragazzo che era il primo di sei figli di una famiglia di San Pietro a Patierno. Attraverso l’amore e il dolore: quei sentimenti non sono classisti». Qualcuno dice «il capostipite dei neomelodici». «E si sbaglia, di grosso. I neomelodici sono un fenomeno degli anni Novanta. Io avevo già dieci anni di successo alle spalle e cantavo cose più sdolcinate: un cuore spezzato, la nostalgia di un ragazzo emigrato. Non ho mai cantato la malavita, semmai gli errori in cui poteva cadere chi sceglieva quella strada». Dicevano: D’Angelo l’erede di Mario Merola nella sceneggiata. «Grande scuola, quella, in scena e sul set. Mi ha insegnato tanto. Mi sento onorato di quella eredità». Da «Pronto mammà» al teatro di Raffaele Viviani. Anche lì, quanti pregiudizi quando mi sono accostato al repertorio. “L’ultimo scugnizzo”, “Zingari”, “Guapp’e cartone”. Ma si sono ricreduti: mai avuto recensioni così belle, anche dai critici più severi». Sanremo. Di festival, in gara, lei ne ha fatti cinque. Il primo nell’86 la sdoganò verso il consenso nazionale. «Ero ospite a “Domenica in” da Baudo. Pippo mi disse: ti faccio conoscere Gianni Ravera. E lui: lo vorresti fare Sanremo? Però, per favore, almeno un paio di versi scrivili in italiano. E nacque “Vai”». Fu Sanremo stesso, nel ’99, a rappresentare la svolta. «Senza giacca e cravatta» ha segnato un’evoluzione della sua musica. «Voi la chiamate evoluzione, io più semplicemente lo chiamo cambiamento. Ma era da tempo che sperimentavo una scrittura diversa, cercavo una nuova ispirazione. È accaduto dopo la morte di mia madre. Sono entrato in depressione. Quando mi sono ripreso cercavo nuovi stimoli, anche in arte. Così ho deciso di autoprodurmi. Mi sono sentito più libero, ero cresciuto, non ero più il ragazzo col caschetto biondo. Che non rinnego affatto però». E sono arrivati anche incontri inattesi. «Chi se le sarebbe mai immaginate quelle collaborazioni importanti? Peter Gabriel, Billy Preston…». Al festival c’è tornato due anni fa per accompagnare Livio Cori, scena hip hop e rap partenopea. Che ne pensa della musica che da tempo fa scuola nella sua città «Il napoletano è una lingua che si presta molto a quella metrica. Certo, ogni tanto i rapper sono troppo realisti, troppo crudi. Ma non sono i temi a fare la differenza. È la scrittura che fa la differenza, la qualità dei testi. Sbagliato pensare che chiunque può fa’ ’o rapper». Adesso lei si fa in tre: libro, disco e tour. Cos’è, un bilancio? «Ho 63 anni, 45 di carriera. Ho pensato: perché non raccontarmi, com’ero, come sono, con la sincerità che ho sempre avuto nei confronti del pubblico? Ho camminato tanto e non sempre sono stati sciure e rose…». Però, pregiudizi a parte, qualche soddisfazione se l’è tolta. «Antonio Bassolino, che è stato il miglior sindaco di Napoli negli ultimi decenni, mi affidò il rilancio del Teatro Trianon nel cuore di Forcella, la direzione artistica della Festa di Piedigrotta dove ho portato musicisti di diverse estrazioni. E poi vado fiero del David di Donatello per la colonna sonora di “Tano da morire”, del Flaiano come attore non protagonista per “Il cuore altrove” di Pupi Avati». E i 60 mila al San Paolo per i suoi 60 anni? «Già, quella sera chi sa pò scurda’?». A parte questo triplice progetto, c’è un sogno da realizzare ancora? «In teatro il sogno di ogni artista napoletano è recitare Eduardo ma lì ci vorrebbe un grande regista. Grande. In teatro ho dimostrato d’essere bravo, direbbe la professoressa Vitale. Al cinema non ho ancora fatto il salto da bravino a bravo. Ecco, quello mi piacerebbe assai».Peccato non abbia lavorato con Miles Davis, suo grande ammiratore. «Già. Leggenda vuole che a metà anni ’80 a Palermo ascoltò le mie canzoni su un taxi che lo portava dall’aeroporto in città e si fece accompagnare alla Vucciria a comprare le musicassette pirata, le stesse che vendeva mio padre agli inizi della mia carriera. Quando il mio bassista mi disse “lo sai che Miles Davis è un tuo fan?”, gli risposi “chi è, il nuovo acquisto del Napoli?”». In una delle canzoni del nuovo disco, “Maletiempo”, che parla di migranti, canta “ce vò Dio e ce vò Allah”. Chi ci salverà dalla pandemia? «Sa come dice il proverbio? Aiutati che Dio ti aiuta. Né Dio né Allah potranno aiutarci se non siamo uniti. ’A nuttàta, per citare Eduardo, può passare solo se noi stessi riusciamo a fare un po’ di luce. Ma ha visto che spettacolo ha dato la politica in questi ultimi mesi? E siamo già a centomila morti. E di fronte a centomila morti, chille so’ pagliacciate».

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Ascolti Tv, 8 marzo 2021. Piace assai il Montalbano "sbandato"

9 Marzo 2021, 11:47am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI  Ascolti Tv, 8 marzo 2021. Piace assai il Montalbano "sbandato"

INSERITO DA ANGELA CECERE Ascolti Tv 8 marzo 2021. prima serata: su Rai1 torna alla grande Il Commissario Montalbano con Il metodo Catalanotti ha conquistato una media di 9.016.000 spettatori pari al 38,4% di share. Su Canale5 Titanic 1.913.000 (11,4%). Su SkySport la partita di Serie A Inter-Atalanta 1.771.000 abbonati (7%). Su Rete4 Quarta Repubblica 1.136.000 (5,8%). Su Italia1 Tre uomini e una gamba 1.026.000 (4,1%). Su Rai3 Il castello di vetro 838.000 (3,4%). Su Rai2 Colette 491.000 (1,9%). Su Tv8, in replica, Alessandro Borghese con 4 Ristoranti 452.000 (1,7%). Sul Nove Rocky Balboa 330.000 (1,4%). Su La7 The Lady 278.000 (1,2%). In fascia Access Prime Time su Rai1 Soliti Ignoti Il Ritorno 5.583.000 (20%). Su Canale5 Striscia la Notizia 4.441.000 (15,8%). Su La7 Otto e Mezzo 2.051.000 (7,3%). Su Rete4 Stasera Italia 1.316.000 (4,9%) nella prima parte e 1.102.000 (3,9%) nella seconda. Su Rai2 Tg2 Post 801.000 (2,8%). Su Rai3 Che Succ3de? 1.626.000 (6,1%) e Un Posto al Sole 1.827.000 (6,5%). Su Italia1 C.S.I. Miami 1.347.000 (4,8%). Su Tv8 Guess My Age Indovina l’Età 510.000 (1,8%). Sul Nove Deal With It Stai al Gioco 543.000 (2%). Nel Preserale su Rai1 L’Eredità 5.316.000 (24,4%). Su Canale5 il ritorno di Bonolis con Avanti un Altro! 4.294.000 (20,3%). Alle 20 Tg1: In seconda serata su Rai1 bene Sette Storie con il traino Montalbano 1.339.000 (14,7%). Su Canale5 Tg5 Notte 425.000 (12%). Su Italia1 Tiki Taka La Repubblica del Pallone 493.000 (7,5%). Su Rai3 Tg3 Linea Notte 421.000 (4,7%).

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Maneskin: «A Sanremo la nostra rivoluzione rock. Zitti e buoni a quelli che ci criticano»

8 Marzo 2021, 12:47pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Maneskin: «A Sanremo la nostra rivoluzione rock. Zitti e buoni a quelli che ci criticano»

INSERITO DA ANGELA CECERE Sanremo quest’anno era un paesaggio lunare. L’Ariston trasformato in una mirabolante astronave. Non c’è quindi da stupirsi se a vincere siano stati quei marziani dei Måneskin. E con una canzone tutta loro, tutta rock, aliena per la kermesse, “Zitti e buoni”. La band romana, composta dai quattro giovani dai 20 ai 22 anni, dal look irriverente, Damiano David (voce), Victoria De Angelis (basso), Thomas Raggi (chitarra) ed Ethan Torchio (batteria). Li ha scoperti Manuel Agnelli portandoli sul grande palco di X-Factor (arrivati secondi nel 2017 e tanto di complimenti della sindaca Raggi) togliendoli da una gavetta fatta di live nei ristoranti o per le strade di Roma. Quando parlano, citano gli Idols, i Royal Blood e le loro esperienze londinesi. Come ogni vincitore del Festival che si rispetti, i Måneskin dicono sì a rappresentare l’Italia al prossimo Eurovision Song Contest (18-22 maggio) a Rotterdam. Nel frattempo, un disco in uscita (19 marzo) “Teatro d’ira - Vol. I”, anticipato dal singolo “Vent’anni” (già disco di platino). Sono felici. Sono emozionati. Sono veri. “Rivoluzione Sanremo. Vincono i Maneskin. Il popolo del rock ha votato. Complimenti”. Lo scrive nientemeno che Vasco Rossi sul suo profilo social. «Siamo senza parole. Un riconoscimento per noi importante che arriva dal più grande rocker di sempre. Essere considerati il nuovo rock in Italia ci lascia senza fiato».  Che significa “fare la rivoluzione”? «Avere portato sonorità di tendenza inusuali su questo palco. E condurle fino alla vittoria del Festival. Da qui niente sarà più uguale. Questo significa che il pubblico si sta avvicinando alla nostra musica, al nostro rock». Merito del periodo pesante che stiamo vivendo? «Chissà, forse. Il rock rispecchia la rabbia che si vuole sfogare. In tutti i tempi». Damiano commosso sui social dice “abbiamo cambiato le regole”. Vi aspettavate questo dal carrozzone Sanremo?  «No. Noi eravamo arrivati qui per mostrare quello che sapevamo fare, il nostro percorso, la nostra storia. Non ci aspettavamo la vittoria».  A chi dice che la classifica di questo festival è stata decisa dal numero dei follower?  «Noi non ci sentiamo attaccabili o attaccati da questo. Il numero dei follower spesso è direttamente proporzionale al lavoro che si fa. Se ci hanno votato, è perché credono in noi e nella nostra canzone». Qualcuno vi ha definiti cazzuti. Quanta cazzutaggine serve per abbattere i pregiudizi?  «Tanta, ma basta avere chiara la strada che si vuole percorrere. Noi lo sapevamo quando abbiamo cominciato e lo sappiamo adesso».  A chi dite da oggi “Zitti e buoni”? «A chi ci ha criticato, a chi ha detto che il nostro non è rock, a chi dice che il rock è morto. “Parla la gente, purtroppo parla, non sa di che cosa parla…”

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Sanremo 2021, gli ascolti della terza serata: con le cover si risale la china al 42,4%. Nella seconda parte si arriva a 50,6%

5 Marzo 2021, 11:47am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Sanremo 2021, gli ascolti della terza serata: con le cover si risale la china al 42,4%. Nella seconda parte si arriva a 50,6%

INSERITO DA ANGELA CECERE Sono stati 10 milioni 596 mila, pari al 42.4% di share, i telespettatori che hanno seguito ieri su Rai1 la prima parte della terza serata del Festival di Sanremo, dedicata alle cover della musica d'autore; la seconda parte ha ottenuto 4 milioni 369 mila con il 50.6%. Il festival risale la china degli ascolti: la seconda serata aveva ottenuto 10 milioni 113 mila spettatori con il 41.2% nella prima parte e 3 milioni 966 mila nella seconda con il 45.7%. L'anno scorso la serata duetti aveva fatto registrare 13 milioni 533 mila spettatori con il 53.6% di share nella prima parte e 5 milioni 636 mila con il 57.2% nella seconda. In media, la serata cover di Sanremo 2021 ha ottenuto 7 milioni 653 mila spettatori con il 44.3%, migliorando la performance della seconda serata (seguita in media da 7 milioni 586 mila spettatori con il 42.1% di share). Resta irraggiungibile il record dello scorso anno, quando la serata duetti fece segnare in media 9 milioni 836 mila spettatori e il 54.5%.

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Dieta e nutrizione, l'Unisa forma nuova esperti Corso di 130 ore è riservato a 100 laureati

3 Marzo 2021, 18:25pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

dieta e nutrizione l unisa forma nuova esperti

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Fisciano. L’Università degli Studi di Salerno ha bandito la quinta edizione del Corso di Perfezionamento Universitario “NutriKeto. Diete e Terapie nutrizionali chetogeniche. Integratori e nutraceutici” attivato presso il Dipartimento di Farmacia. Il corso, che si avvale della direzione del professore Luca Rastrelli, Ordinario di Chimica degli Alimenti presso Unisa e del professore Giuseppe Castaldo, Direttore del laboratorio di Ricerca Nutrizionale Nutriketo_Lab presso l’AORN Moscati di Avellino è riservato a 100 laureati ed ha l'obiettivo di insegnare i protocolli chetogenici, le evidenze scientifiche e il loro impiego clinico sia per combattere le adiposità generalizzate e localizzate, sia per prevenire e curare patologie infiammatorie e cronico-degenerative. Ampio spazio verrà dato agli aspetti formulativi e di composizione di integratori e nutraceutici in grado di rendere sicuri ed efficaci i protocolli chetogenici. Il Corso rilascia il titolo dell'Università di Salerno di Esperto in "Diete e Terapie Nutrizionali Chetogeniche; Integratori e Nutraceutici": una figura professionale altamente qualificata in grado di affrontare e gestire le varie problematiche multidisciplinari connesse alle diete e alla dietetica in generale, alle terapie nutrizionali chetogeniche, alla conoscenza ed utilizzo di integratori e nutraceutici nelle patologie metaboliche, infiammatorie e cronico-degenerative. Il Corso per un totale di 130 ore è erogato interamente on line su Piattaforma virtuale (Microsoft Teams) con lezioni interattive teoriche e pratiche con pazienti. Per chi non può seguire in diretta le video lezioni sono registrate, disponibili per un anno e fruibili da qualsiasi dispositivo. Il bando scadrà il 5 Marzo 2021. «Si tratta del primo corso di questo genere in Italia – sottolinea il direttore di NutriKeto, Luca Rastrelli – le diete chetogene, di cui oggi tanto si parla, verranno analizzate ed approfondite in ogni aspetto per evitare banalizzazioni pericolose ed anche per combattere ostracismi ingiustificati». Sottolinea l’importante ricaduta del corso Giuseppe Castaldo, pioniere delle diete chetogeniche non soltanto in Italia, medico clinico con oltre 20 a anni di esperienza con pazienti trattati con questo approccio nutrizionale: «La dieta chetogenica Oloproteica proprio perchè va ad aggredire in maniera specifica ed intensiva il grasso localizzato è stata denominata “Liposuzione Alimentare”, in quanto il suo effetto è davvero significativo sul riassorbimento delle adiposità localizzate, ovvero su quelle zone del corpo ormono-sensibili (maschili e femminili) dove il tessuto adiposo presenta un metabolismo diverso rispetto alle altre parti dell’organismo». Tra le materie che saranno oggetto di studio si annoverano: Fisiopatologia della Chetogenesi, Indicazioni, Controindicazioni e Protocolli; Produzione e Formulazione di Integratori, Prodotti Dietetici e Nutraceutici; Diete e Integratori nella Prevenzione e nella Medicina dell’Antiaging, dello Sport, Estetica e Dermatologica; Terapie Chetogeniche e Patologie complesse. OTTOPAGINE

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Sanremo 2021, teatro Ariston effetto Covid. Ma tra tamponi e transenne lo spettacolo ricomincia da qui

2 Marzo 2021, 11:37am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Sanremo 2021, teatro Ariston effetto Covid. Ma tra tamponi e transenne lo spettacolo ricomincia da qui

INSERITO DA ANGELA CECERE SANREMO - L'astronave #Sanremo2021 atterra su un paesaggio lunare. Una splendida scenografia proiettata al futuro, spiegano. Ma attuale. Basta fare due passi: poche luci, poca musica, nessun palco per i live, nessuna calca per autografi o selfie. Parola d'ordine: distanza. Da quella di sicurezza alle videoconferenze, incontri in presenza pari a zero. DENTRO L'ARISTON Un paesaggio inimmaginabile, solo un anno fa. Dentro il Teatro Ariston, luci, musica, spettacolo e l'ironia rimbalzante Amadeus - Fiorello che arriverà nelle case di milioni di italiani. Distanza, plexiglass, tamponi ogni 72 ore e attesa esito (uno dei pochi brividi rimasti), applausi registrati e sala senza pubblico. Un teatro blindato, anche durante le prove generali di ieri pomeriggio, per tradizione aperte ai 60 giornalisti che, per la prima volta, hanno dovuto seguirle dai maxi schermi della nuova sala stampa allestita al Casinò. FUORI L'ARISTON Fuori dalle vetrate, invece, un silenzio che sa di attesa, di quotidianità lontana dalle luci festivaliere, e in qualche caso, in qualche bar, in qualche ristorante, in qualche locale, anche di scarse misure anticovid. In un balletto di colori (da arancione scuro, Sanremo da ieri è zona gialla). Al posto del red carpet, tende bianche covid test (più di 2000 i tamponi antigenici effettuati ad oggi). Niente coriandoli o fan accalcati per l'Ermal Meta, il Fedez o i Måneskin di turno. Solo transenne, vigilanza, misurazione della temperatura, kit mascherine FFp2. Strade quasi deserte (per la serie c'è o non c'è il Festival, è lo stesso). Qualche costellazione luminosa fatta di led e insegne qua e là, ma nulla del parco giostre delle 70 edizioni precedenti. Ristoranti aperti fino a tardi solo perché trasformati nell'opzione mensa. SANREMO È SANREMO Perché Sanremo è Sanremo, certo. Che se non fosse per qualche addetto ai lavori con il pass Rai o per l'insegna esterna al Teatro Ariston - 71esimo Festival della canzone italiana 2-6 marzo 2021 -, nessuno si accorgerebbe che siamo nella settimana più seguita dell'anno. La musica non si ferma mai è il claim della kermesse Covid Edition . La musica si è fermata nei live, nei teatri, negli stadi. Ed è da Sanremo che vogliono farla ripartire.

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Golden Globe 2021, l'Italia vince con Laura Pausini. Trionfano “The Crown" e “Nomadland”

1 Marzo 2021, 11:57am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Golden Globe 2021, l'Italia vince con Laura Pausini. Trionfano “The Crown" e “Nomadland”

INSERITO DA ANGELA CECERE Golden Globe, un Golden per Laura Pausini. «Io Sì» da «La vita davanti a sé» di Edoardo Ponti è la migliore canzone originale del 2020. L'annuncio oggi ai premi della Hollywood Foreign Press. La canzone è frutto di una collaborazione di Diane Warren, Laura Pausini e Niccolò Agliardi. «Grazie mille» ha detto Laura nel corso della diretta sulla Nbc. Per la prima volta dal 1984, quando fu premiata Barbra Streisand con «Yentl», una donna, Chloe Zhao, ha vinto come miglior regista e il suo film, «Nomadland» è stato giudicato il miglior film drammatico dell'anno. Il “principe Carlo” e “Lady Diana” vincono i Golden Globe: Josh Ò Connor e Emma Corrin, i due attori britannici che interpretano la parte della coppia reale nella serie «The Crown», sono i premiati come miglior attore e attrice protagonisti in una serie drammatica. «The Crown» di Peter Morgan, arrivata alla quarta stagione, è stata anche premiata come miglior serie televisiva drammatica. Una quinta stagione è in arrivo nel 2022. «Nomadland» è stato scelto come miglior film drammatico dalla Hollywood Foreign Press, una vittoria che apre al film di Chloe Zhao con Frances McDormand la strada per gli Oscar. La Zhao è stata premiata anche come migliore regista, la prima donna dal 1984. «Borat Subsequent Movie Film» è il miglior film comico dell'anno: Sasha Baron Cohen ha accettato il Golden Globe ringraziando «la giuria tutta bianca» della Hollywood Foreign Press e rendendo omaggio alla sua co-star, la giovanissima attrice bulgara Maria Bakalova: «Senza di lei questo film sarebbe stato impossibile».

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Riccardo Muti e la Cherubini attraversano l'Italia A Bergamo, Napoli, Palermo, online 21-26-28/3 anche su Ansa.it

27 Febbraio 2021, 11:02am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Riccardo Muti e la sua Orchestra Giovanile Luigi Cherubini rinnovano il proprio impegno per la musica e i teatri italiani, contribuendo a tenerne virtualmente aperte le porte con la tournée organizzata da Ravenna Festival: attraversando la penisola da nord a sud, i concerti registrati a Bergamo, Napoli e Palermo saranno in streaming gratuito rispettivamente dal 21, 25 e 28 marzo. L'appuntamento al Donizetti è un dono di BPER Banca alla città e il concerto, in programma la Sinfonia del Don Pasquale e l'Eroica di Beethoven, sarà trasmesso sul sito di BPER Banca. Nella città partenopea, dove Muti e la Cherubini eseguiranno la Sinfonia da I due Figaro di Mercadante e la Sinfonia n. 9 di Schubert, l'evento è stato invece reso possibile dalla collaborazione con Napoli Teatro Festival, che lo ospiterà sul proprio sito ufficiale. Sarà infine la web TV del Teatro Massimo di Palermo a trasmettere la Sinfonia n. 3 di Schubert e la Sinfonia "Dal Nuovo Mondo" di Dvořák. In collaborazione con RMMUSIC, i tre i concerti rimarranno disponibili per 30 giorni dalla prima data di trasmissione; saranno inoltre accessibili anche su Ansa.it, grazie alla partnership con l'agenzia nell'ambito del progetto "ANSA per la Cultura", e su ravennafestival.live.
È stato scelto il 21 marzo, primo giorno di primavera, per la trasmissione del concerto di Bergamo: un messaggio di rinascita per la città, a un anno di distanza dal primo lockdown, e un segno di attenzione da parte di BPER Banca per uno dei territori che più hanno sofferto. Proprio al Teatro Donizetti, nel 2016, Riccardo Muti aveva celebrato cinquant'anni di carriera con la Sinfonia del Don Pasquale, "perché voglio lasciarvi tutti con il senso della speranza, del sorriso e di una risata" aveva spiegato in quell'occasione; un desiderio che ora sembra ancora più urgente e necessario. L'omaggio al compositore bergamasco è doppiamente significativo in quanto Muti è profondamente legato a Don Pasquale. Al valore intrinseco di un'opera che è il punto di arrivo di una grande tradizione - quella della Scuola napoletana e di Mozart - si somma infatti il motivo personale: fu questo il primo titolo diretto da Muti a Salisburgo su invito di Herbert von Karajan. Il programma al Donizetti si completa con la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 55, l'imponente Eroica di Beethoven la cui marcia funebre passa da una solenne malinconia al lamento commosso e nella quale si dipanano gli ideali di eguaglianza, libertà, fraternità. Il concerto, registrato il 10 marzo, sarà disponibile dal 21 marzo su bper.it, su Ansa.it e ravennafestival.live.
Il profondo amore e costante impegno dimostrati da Muti nel promuovere la riscoperta di compositori e opere della Scuola napoletana e il loro fondamentale contributo alla storia musicale europea non potevano non essere protagonisti proprio a Napoli: al Teatro Mercadante, per un concerto che è anche un'anteprima dell'edizione 2021 di Napoli Teatro Festival, il programma si apre infatti con la Sinfonia spagnola che Saverio Mercadante compose per I due Figaro. Il manoscritto fu scoperto a Madrid nel 2009 dallo studioso torinese Paolo Cascio; I due Figaro era stata creata nel 1826 su libretto di Felice Romani proprio per la capitale spagnola, prosecuzione delle Nozze mozartiane e del Barbiere di Rossini. All'immersione nel mondo dell'opera si contrappone quella nell'universo sinfonico, con la Sinfonia n. 9 in do maggiore D 944 di Franz Schubert, quella "Grande" che, composta tra il 1825 e il 1826, non ebbe esecuzione pubblica fino al 1839, quando fu diretta da Mendelssohn dopo che Schumann l'aveva scoperta fra le carte dell'autore. Un'altra partitura "ritrovata" quindi, una creazione di grandi ambizioni che rappresenta un ponte verso il sinfonismo tardo Romantico. Il concerto, registrato il 19 marzo, sarà disponibile dal 26 marzo su live.napoliteatrofestival.it e su cultura.regione.campania.it, su Ansa.it e ravennafestival.live.
Ancora Schubert, questa volta la sua Sinfonia n. 3 in re maggiore D 200, nel programma di Palermo, ultima tappa di questa tournée; qui a Muti sarà conferita la cittadinanza onoraria per l'impegno nel diffondere i valori della pace e della comunione fra i popoli attraverso il linguaggio universale della musica.
Composta da Schubert nel 1815, pochi mesi dopo il suo diciottesimo compleanno, anche la Sinfonia n. 3 fu eseguita pubblicamente solo molto più tardi, nel 1881 a Londra. Di quest'opera mediana nella produzione sinfonica giovanile del compositore, germogliata tra una messe incredibile di Lieder (quasi 150 quell'anno), saltano subito all'orecchio la vena cantabile e la freschezza dell'invenzione melodica che si dispiegano dopo l'inquieto Adagio introduttivo. L'itinerario musicale si conclude con una storia di integrazione sociale: nel 1892 Antonín Dvořák fu invitato dalla mecenate Jeanette Thurber a dirigere il Conservatorio di New York, una delle prime scuole ad ammettere donne e afroamericani. A contatto con lo sterminato repertorio spiritual e dei nativi, il compositore unì due patrimoni popolari, quello boemo e quello americano, nella sua Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95, "Dal Nuovo Mondo": un vero e proprio sguardo sul futuro.
Il concerto, registrato il 21 marzo, sarà disponibile dal 28 marzo sulla web TV del Teatro a cui ai accede dalla homepage: teatromassimo.it, su Ansa.it e ravennafestival.live.

ANSA

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