Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Si sta lavorando per portare come super ospiti al prossimo Festival di Sanremo il mitico gruppo degli ABBA. . Dopo i Ricchi e Poveri, da molti considerati “gli Abba italiani”, ora potrebbero salire sul palco sanremese dei veri miti, il gruppo che ha venduto più di 400 milioni di dischi nel mondo, portando al successo delle celebri canzoni come “Mamma mia” e “Waterloo” e tante altre. Della possibile presenza degli ABBA a Sanremo se n’è parlato nel programma di Radio2 “Sanremo di sabato”, condotto da Monica Marangoni. Fortemente voluti dal direttore artistico Amadeus, gli ABBA rappresentano senza dubbio un grande colpo per gli organizzatori della kermesse se il quartetto svedese alla fine salirà sul palco dell’Ariston. Ricordiamo che quest’anno il Festival, a causa della pandemia da Covid, andrà in “scena” dal 2 al 6 marzo, a meno nuove disposizioni. FONTE FARE MUSIC .IT
INSERITO DA ANGELA CECERE «Noi stiamo lavorando per il 2 marzo, per me la data deve essere dal 2 al 6 marzo, dobbiamo esser in grado di dare al pubblico un festival assolutamente con tutte le regole sanitarie, perché la salute è la cosa più importante e nessuno deve essere messo a rischio, ma dobbiamo lavorare tutti insieme, con la Rai, con i tecnici, affinché tutti siano in sicurezza ma il festival sia il più normale possibile». Lo ha detto Amadeus, direttore artistico e conduttore di Sanremo 2021, ospite di Rtl 102.5, rispondendo a una domanda sulle date del festival. «Sanremo - ha ribadito - non si può fare senza pubblico, in un Ariston vuoto». Per Sanremo 2021 si sta «realmente e seriamente lavorando» sull'idea di una nave come una sorta di “bolla” per permettere a 500 persone di partecipare in presenza, all'Ariston, al festival. Lo ha spiegato Amadeus, direttore artistico e conduttore, ospite di Rtl 102.5. «L'idea - ha detto - è creare una bolla per mettere in sicurezza 500 persone e consentire loro di potere essere presenti all'Ariston. Devono essere sempre le stesse, non avere contatti con nessuno, magari alcune di loro anche vaccinate, al di là dei tamponi quotidiani che faremo, portate su una nave bellissima su cui trascorrere una settimana di vacanza, portate a terra in pulmini di massimo venti persone e poi riportate sulla nave dopo la serata». «È un'idea - ha detto ancora Amadeus - su cui stiamo seriamente e realmente lavorando, che ha suscitato curiosità in ogni parte del mondo, anche in America. Chiaramente - ha concluso - c'è un protocollo, non è una cosa semplice, ma si può fare». Dopo quella trionfale dei Ricchi e Poveri a Sanremo 2020, ad Amadeus piacerebbe celebrare all'Ariston un'altra reunion. «Le reunion sono importanti - ha sottolineato - perché appartengono alla storia della musica. Al pubblico dispiace quando i gruppi storici si separano. L'anno scorso ero a Sanremo per Sanremo Giovani, quando il manager dei Ricchi e Poveri mi accennò alla possibilità di una reunion. Lo bloccai sulle scale del Casinò e gli dissi: 'devo portarli a Sanremò. Spero di portare a casa anche quest'anno un'altra reunion, vediamo». Quanto alla possibilità che al festival partecipino gli Abba, «magari ci fossero, appartengono alla categoria dei desideri. Ne ho anche altri di importanti, vediamo se concretizzeranno: del resto, i sogni son desideri». Ancora Amadeus: «A Sanremo dobbiamo rilanciare la musica, lo spettacolo, magari anche il teatro: mi auguro che i teatri possano riaprire, mi piacerebbe riaccendere i teatri in giro per l'Italia da Sanremo». Tra le idee di Amadeus c'è anche quella di fare del festival 2021 uno spazio di ripartenza per settori messi in ginocchio dalla pandemia. «Gli ospiti internazionali? Potrebbero esserci - ha detto Amadeus rispondendo alle domande di Pierluigi Diaco - anche se vorrei fare un festival molto nazionale, pensare anche e soprattutto al settore musicale completamente a terra: ci sono persone disoccupate da mesi, entourage di artisti che non lavorano, vorrei pensare a loro». Questo comunque, ha aggiunto, «non vuol dire escludere artisti internazionali».
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Barbara D'Urso, Carmen Di Pietro a Pomeriggio 5: «Ho il Covid, è iniziato con un dolore fortissimo alla gamba...». Oggi, la showgirl è stata ospite in collegamento nel salotto di Canale 5 e ha raccontato la sua battaglia contro il Covid. Ecco le parole di Carmen Di Pietro: «È iniziato tutto con un mal di gamba. Pensavo al nervo sciatico. Ho fatto il tampone, ma avevo la carica virale talmente alto che non ho dovuto fare neanche il molecolare. Siamo positivi io, mio figlio Alessandro e mia madre di 75 anni. Mia figlia Carmelina è l'unica negativa ed è chiusa in camera. Per andare al bagno passa dal terrazzo». E conclude: «Sono arrabbiata con me stessa. Ho sempre seguito tutte le disposizioni, ma preso lo stesso il Covid e ho contagiato mia madre e mio figlio». LEGGO.IT
INSERITO DA ANGELA CECERE Due donne. Due amiche. Due artiste. L'abbraccio in bianco e nero di Emma e Alessandra Amoroso sulla copertina di Pezzo di cuore, il loro primo brano inedito a due voci, rappresenta il coronamento di una strada di undici anni percorsa insieme, non priva di stop, di direzioni diverse e di ricongiungimenti. «Anni in cui abbiamo tenuto botta - raccontano durante le due nella conferenza stampa virtuale - credendoci. Abbattendo i pregiudizi che ci etichettavano come semplici prodotti da talent, facendo i conti con una stampa non sempre delicata, resistendo a forconi e lenti di ingrandimento puntati addosso, come se avessimo dovuto chiedere scusa per il nostro successo. Magari non è cool, ma questo abbraccio è storia vera, quella di due donne che non hanno conosciuto favoritismi, che si sono fatte un mazzo enorme». D'altronde, il mondo della musica attuale «appare come una parabola strana: dove vedo tanti dischi di platino, vedo poche arene e concerti», dice Emma. «C'è spazio per tutti nella musica: pop, indie, rap. Ma contano i fatti - continua Alessandra - Se stiamo ancora qui, significa che le scorregge rivolte a noi erano molto profumate». Prodotto e scritto dalla penna e dall'ingegno musicale di Dario Dardust Faini a quattro mani con Davide Petrella, Pezzo di cuore esce venerdì, e dal 29 anche in 45 giri limited edition. Arrangiamenti orchestrali, voci all'unisono su un testo universale che parla di amore. «Una canzone nell'aria da tempo per riunire i nostri mondi, con la voglia di ripartire con una ventata di ottimismo - dice Emma, che, durante il suo X Factor da giudice, invia il whatsapp con traccia del brano e parti già divise alla Amoroso. Un'amicizia che parte da Amici. Era il 2009 quando la Amoroso vinse il talent di Maria de Filippi («Maria ha ascoltato il brano, ci segue, è contenta di noi») e il 2010 quando replica Emma («qui il nostro primo abbraccio, viscerale»). «Pezzo di cuore - racconta Alessandra - è un dialogo tra due donne cresciute, che hanno imparato ad ascoltarsi». La domanda sulla loro presenza a Sanremo (già sul quel palco nel 2012) è d'obbligo quanto loro risposta elegante: «Ospiti, vallette Non ci hanno fatto ancora sapere niente». In gara, «ci saremmo andate, certo: è il luna park musicale più bello». Ma la canzone, «nata in segreto da una presa di posizione artistica dove pure le nostre case discografiche sono state lasciate fuori», è stata realizzata dopo l'uscita dei nomi big. Il pensiero va anche alle date del tour di Emma congelate: «Non so lasciare progetti mozzati: vivo come un coito interrotto. Farò tutto il necessario per far ripartire i live». E sui quei palchi, salirà («ogni volta che lo vorrà») anche la Amoroso.
INSERITO DA ANGELA CECERE Un Posto al Sole choc: Marina lascia la soap Rai. L'improvvisa uscita di scena di Marina Giordano (alias Nina Soldano) è stata un colpo al cuore per i fan di "Un posto al sole" e un colpo basso per l'attrice che l'ha interpretata per tanti anni. Via social Nina Soldano si è infatti sfogata con i suoi follower, chiarendo amareggiata: "L’uscita di Marina non è stata una mia scelta. Se Marina tornerà e quando io questo ancora non lo so , l’unica certezza è la sua partenza". Cosa è successo Nina Soldano, l'attrice che per 17 anni ha interpretato il ruolo di Marina Giordano in "Un Posto al Sole", lascia la fiction. La notizia è stata un fulmine a ciel sereno per i telespettatori, molto affezionati a uno dei personaggi più controversi e affascinanti della storica fiction di Rai Tre. Sommersa dai messaggi dei suoi fan, Nina Soldano ha deciso di fare chiarezza con un post su Instagram: «Vorrei chiarire un paio di cose. L’uscita di Marina non è stata una mia scelta. Se Marina tornerà e quando io questo ancora non lo so, l’unica certezza è la sua partenza». L'attrice ha concluso ringraziando i suoi affezionati follower: «Vi ringrazio per avermi innondata di messaggi di stima, affetto e tanto amore per Marina e per me... Non fanno altro che riempirmi il cuore di gioia. Vi amo». Le proteste dei telespettatori non si sono fermate ai messaggi, ma si sono spinte oltre: sul web si trovano dverse petizioni, indirizzate alla Rai e alla produzione di "Un Posto al Sole", in cui si chiede di reintegrare il personaggio di Marina nella soap napoletana. Rivolta social Via social si è scatenata una piccola rivolta di telespettatori delusi. che chiedono a gran voce il ritorno della perfida Soldano. Alcuni lanciano petizioni, altri hashtag (#Marinaresta) e in tanti dichiarano di non essere più intenzionati a seguire la soap senza di lei.
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Il 2020 non sarà proprio un anno da ricordare con una punta di nostalgia per una pandemia che ha invaso le vite di tutti stravolte come nel periodo della peste, saggiamente descritto da Boccaccio nel suo Decameron.
Se andiamo a filtrare bene però tutto il negativo che ci ha lasciato, e gli strascichi si toccano ancora con mano, questo lungo periodo balordo dopo essersi ben delineato con marcati accenti apocalittici, possiamo dire che uno dei settori (concedetemi il termine) più danneggiati è stato quello della cultura.
Il massiccio utilizzo delle nuove tecnologie e soprattutto, dell’accesso ad Internet, nel periodo della pandemia, ha acuito, questa volta in positivo, un dato rilevante: le nuove tecnologie incrementano le possibilità di accesso al patrimonio culturale, non solo in termini quantitativi perché il numero dei soggetti che accedono ad Internet è su scala globale, ma anche in termini di facilitazione dell’accesso a tutto ciò che cultura.
Un colpo troppo pesante ed ingiusto la privazione del diritto all’accrescimento intellettivo. Si può affermare con le più assolute convinzioni che la cultura si è trovata ad essere “relegata” nel mondo social. Un momento catastrofico che ha spiazzato tutti: la cultura in quarantena! È stata penalizzata la forma d’arte in generale.
Un momento storico in cui la cultura ha acquisito un ruolo indispensabile per il benessere individuale e collettivo, ma il paradosso è che tutti i principali luoghi della cultura (musei, teatri, biblioteche, cinema, ma anche centri culturali indipendenti e spazi non tradizionali di fruizione culturale) sono stati chiusi, e in alcuni casi continuano a esserlo. La cultura è posta davanti a una doppia sfida: da un lato, la necessità d’immaginare nuovi modelli di fruizione culturale, dall’altro, confrontarsi con nuove forme di creazione e partecipazione indiretta, in un contesto in cui le interazioni sociali sono state improvvisamente interrotte e messe in pausa.
Una condizione che dura ormai da troppo tempo, e allora ecco le iniziative, gli eventi online per portare la “formazione intellettuale” nelle case di tutti, ci si è organizzati con la voglia di far conoscere a chi non può più raggiungere questi luoghi del sapere e quindi sono loro che raggiungono chi ha fame di conoscenza, la storia di Maometto e della montagna…
Dai tour virtuali nei musei alla musica, dai libri ai film, proposte per dissetare chi non riesce a starne senza, per avvicinare all’arte in tutte le sue forme, ma sempre restando a casa!
Siti web, gruppi Facebook e tutto il mondo social preso d’assalto da chi è ritrovato orfano e che ha fame di cultura nel senso vero della parola. I musei, ad esempio, hanno aperto le loro porte virtuali raccontando tutti i loro tesori, dagli Uffizi al Museo Egizio di Torino; tanti sono i teatri che hanno portato le loro opere sul web, da quelli piccoli ai più grandi, fino a quelli celebri in tutto il mondo come il Teatro della Scala di Milano ed il San Carlo di Napoli. Non si contano, ormai, le iniziative nel mondo della musica. Prima fra tutte quella della gente comune che nei primi giorni di quarantena ha riempito i balconi di canzoni che hanno fatto la storia dell’Italia
Un capitolo a parte lo riserverei al mondo che gira intorno ai libri: non c’è cosa più viva delle presentazioni in presenza, ascoltare dal vivo uno scrittore, fare domande, e poi il firma copie, lo scambio di sguardi con chi condivide con te le stesse passioni. In tempo di pandemia c’è un nuovo modo di far conoscere i libri, ed ecco le presentazioni che invadono il web, con le librerie che ospitano nel mondo virtuale autori rinomati ma anche quelli emergenti, e ancora gruppi di lettura che si confrontano sul libro di turno. Indubbiamente se si tralascia la mancanza del contatto umano, aspetto inevitabilmente attuale, c’è da dire che questo nuovo modo di arrivare ai lettori sta dando una possibilità maggiore di raggiungere molte più persone, conseguenza più che positiva in questo marasma generale, dove le pagine scritte non vengono però toccate ed annusate come tanti lettori amano fare.
Basta stringere i denti ed essere ottimisti aspettando di tornare alla normalità.
INSERITO DA ANGELA CECERE Maria De Filippi, ospitata da Fabio Fazio a Che tempo che Fa, ha ribattuto alle accuse lanciatele da alcuni telespettatori riguardo al mancato rispetto di alcune norme per la prevenzione anti-Covid a C’è Posta per Te, dove è presente il pubblico in studio e i postini non utilizzano le mascherine. Ecco quali sono i motivi di queste scelte.
INSERITO DA ANGELA CECERE Lotteria Italia 2020, il primo premio da 5 milioni di euro va al tagliando E 409084 venduto a Pesaro. Serena Rossi porta fortuna, grazie al suo abbinamento il biglietto di prima categoria più atteso va nelle Marche. L'estrazione è avvenuta in diretta durante la trasmissione di Amadeus i Soliti ignoti. DIRETTA LOTTERIA ITALIA 2020, I BIGLIETTI VINCENTI 00.30 La diretta de I soliti Ignoti con i Premi della Lotteria Italia termina qui, grazie per essere stati con noi 00.27 Il primo premio della Lotteria Italia da 5 milioni di euro va al tagliando E 409084 venduto a Pesaro (PU).Il secondo premio della Lotteria Italia da 2 milioni di euro va al tagliando G 162904 venduto a Prizzi (PA). Il terzo premio della Lotteria Italia da 1 milione di euro va al tagliando A 066635 venduto a Gallicano nel Lazio (RM). Il quarto premio della Lotteria Italia da 500.000 euro va al tagliando D 114310 venduto ad Altavilla Irpina (AV) Il quinto premio della Lotteria Italia da 250.000 euro va al tagliando A 211417 venduto a Cavarzere (VE) 00.16 gli occhiali 500mila euro , lente di ingradimento 250.000 euro 00.13 L'impronta digitale di Laura Chiatti è abbianto al premi oda 1 milione di euro 00.11 Alla Torcia di Alberto Matano è abbinato il premio da 2 milioni 00.09 A Serena Rossi è abbinato il premio da 5 milioni 00.04 Ora il gioco dei Vip per l'abbinamento cno i biglietti della Lotteria Italia 23.08 La trasmissione viene interrotta per dare spazio al TG1 in merito ai disordini di Capitol Hill 22.46 Il calo delle vendite di questa edizione della Lotteria Italia "taglia" anche il budget per i premi di prima categoria: nel 2019 i cinque premi più alti valevano 10,5 milioni di euro, quest’anno si scende a 8,75 milioni (1,75 milioni di euro in meno). Confermato solo il primo da 5 milioni, mentre sono stati ritoccati il secondo premio (da 2,5 a 2 milioni di euro) e il terzo (da 1,5 milioni a un milione). Dimezzati invece il quarto premio, da un milione a 500mila euro, e il quinto premio, che quest’anno vale 250mila euro.
22.17 Ecco i 5 biglietti di prima categoria non ancora abbinati
D114310 venduto a Altavilla Irpina (AV)
A066635 venduto a Gallicano nel Lazio (RM)
A211417 venduto a Cavarzere (VE)
G162904 venduto a Prizzi (PA)
E409084 venduto a Pesaro (PU)
22.14 I numeri dei biglietti biglietti vincenti sono abbinati a cinque vip e a 5 simboli. In attesa di conoscere gli abbinamenti ecco i simboli in gioco durante la trasmissione I Soliti Ignoti Valeria Fabrizi - La lente di ingrandimentoLaura Chiatti - L'impronta digitale Alberto Matano - La torcia Serena Rossi - Il cappello di Sherlock Holmes Biagio Izzo - Gli occhiali 21.37 I premi totali saranno 130, divisi in vincite di prima, seconda e terza categoria. Rispetto allo scorso anno, il montepremi totale è sceso di quasi 4 milioni: nella passata edizione i biglietti vincenti furono 205, per un totale di 16 milioni di euro. 21.00 Saranno 25 i premi di seconda categoria della Lotteria Italia, ciascuno da 50mila euro. Le vincite di terza categoria, riferisce agipronews, includeranno 100 biglietti, ognuno da 25mila euro. 20.47 Saranno 5 i premi di prima categoria, come annunciato dal dg dell’Agenzia Dogane e Monopoli, Marcello Minenna: il primo da 5 milioni di euro, il secondo da 2 milioni, il terzo da 1, mentre il quarto e il quinto varranno 500mila e 250mila euro. Sono circa 4,6 milioni i biglietti venduti nell’edizione 2020 della Lotteria Italia, con una raccolta di 23 milioni di euro. Il dato di vendita reso noto dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è in calo del 31% rispetto all’edizione precedente: nella scorsa edizione erano stati venduti 6,7 milioni di tagliandi. Il Lazio si conferma, ancora una volta, la regione in cui è stato venduto il maggior numero di biglietti: in quest’edizione sono 837mila, il -36,8% rispetto allo scorso anno, quando i tagliandi staccati furono 1,3 milioni
INSERITO DA ANGELA CECERE Magalli ha colto l’occasione di essere ospite di “Da noi… a ruota libera” per ricordare con affetto e un po’ di malinconia Fabrizio Frizzi svelando alla Fialdini uno scherzo “malefico” ai danni del compianto conduttore. Anni fa presero un aereo per Milano per partecipare ad una convention della Rai e durante il viaggio di ritorno, Frizzi si accorse che dal bagaglio del collega fuoriusciva un calzascarpe. Era stato fornito dall’hotel in cui alloggiarono così Magalli approfittò per fargli prendere un vero e proprio spavento: gli raccontò di averlo rubato facendogli credere anche di aver fatto incetta di prodotti da bagno e svuotato il frigobar, il tutto dalla camera di Frizzi. Ecco come reagì Fabrizio. Photocredits: Kikapress/Music: «Summer» from Bensound.com
INSERITO DA MIKI PAPPACODA BELLEARTI rende omaggio ad Arturo Benedetti Michelangeli, uno tra i più celebri interpreti del pianoforte del Novecento, nel centenario della nascita con il concerto "a porte chiuse" del pianista Alexander Romanovsky nella Sala della Vittoria Alata al Capitolium di Brescia, che viene trasmesso il 25 dicembre da ANSA.it dalle 15 in rotazione e da Sky Classica alle 21.00, il 26 dicembre sui canali social di BELLEARTI e il 1° gennaio da Teletutto "Benedetti Michelangeli è riuscito a innalzare l'atto del suonare il pianoforte ad una funzione quasi sacra - afferma Romanovsky - Possiamo parlare del suo suono raffinatissimo, virtuosismo ai limiti dell'immaginazione sempre invisibile e dosato, però quello che colpisce in lui più di tutto è la sua capacità di addensare i sensi, di spogliare dell' " innecessario" l'idea e di rendere la musica incredibilmente rigorosa, ma intensa allo stesso tempo." Arturo Benedetti Michelangeli nasce a Brescia il 5 gennaio 1921. A quattro anni inizia a studiare pianoforte e violino con il padre (maestro di pianoforte, compositore e avvocato). Giovanissimo diventa allievo - dopo un'audizione e una prova di ammissione - dell'Istituto Musicale "Venturi" di Brescia. Nel 1931 entra al Conservatorio di Milano. Acclamato nei teatri di tutto il mondo, tiene a Brescia il suo ultimo concerto italiano, in una occasione di beneficenza, nel giugno 1980 al Teatro Grande. "Nell'arte non esiste il progresso - prosegue Romanovsky - i grandi che hanno toccato con un dito l'assoluto, rimangono per sempre contemporanei e quindi i giovani possono e vogliono confrontarcisi. Come sempre contemporanea rimane anche la voglia dell'uomo di comprendere l'ignoto, di avvicinarsi al divino, e nell'arte di Benedetti Michelangeli sembra proprio celarsi un mistero, il quale, forse, alle generazioni future potrà svelarsi di più che a noi." Questo concerto celebrativo, è suggestivamente ambientato nel Capitolium dove è allestita la grande scultura romana in bronzo della "Vittoria Alata", appena restaurata, e prevede brani di Bach, Beethoven, Chopin - particolarmente amati da Michelangeli: J S Bach , Ciaccona dalla Partita No. 2 per violino solo, BWV 1004 , trascrizione per pianoforte di Rudolf Lutz L Beethoven, Sonata op. 27 no.2 "Al chiaro di luna" I. Adagio sostenuto II. Allegretto III. Presto agitato F Chopin, 12 preludi dall'op.28. "Arturo Benedetti Michelangeli ci ha lasciato in eredità un corpo di registrazioni di una bellezza cesellata e costruita attraverso un lavoro per molti versi estremo della ricerca di qualità - spiega Romanovsky - Proprio per questa ragione praticamente in ogni genere di composizioni troviamo un Michelangeli puro al 100 percento. Debussy, Beethoven o Chopin, ogni opera è passata per il setaccio dell'animo e della personalità Michelangiolesca di una finezza e concentrazione tali da acquisire il suo gusto inconfondibile. Personalmente amo quelle sue esecuzioni dove all'improvviso dietro il sipario del suo aspetto severo e quasi ascetico si scorge un cuore malinconico e sensibile come succede in alcune mazurche e i valzer di Chopin. Un'altra registrazione tra le mie preferite è il primo concerto di Beeethoven con Carlo Maria Giulini - un incontro ideale di due musicisti diversissimi." L'evento sarà documentato dalle immagini di Giovanni Gastel, tra i maggiori fotografi internazionali di moda nonché scrittore e poeta. ANSA