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sez. cultura e spettacoli

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Vera e Giuliano Montaldo, un colpo di fulmine lungo 60 anni Ritratto coppia di vita e a artistica in docu a Festa di Roma

24 Ottobre 2020, 13:33pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Vera & Giuliano © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Quasi 60 anni d'amore e di partnership artistica in giro per il mondo dal Brasile alla Cina, per un percorso che comprende opere come Sacco e Vanzetti, Giordano Bruno, L'Agnese va a morire, lo sceneggiato Marco Polo, Gli occhiali d'oro, I demoni di San Pietroburgo, L'industriale. Un legame simbiotico animato da due persone di straordinario talento e intelligenza, indipendenti e libere, che uniscono forza di carattere e humour. E' il ritratto delle coppia che offre il documentario Vera & Giuliano di Fabrizio Corallo, al debutto nella sezione Omaggi della Festa del Cinema di Roma.

Un progetto, quello del film non fiction su di loro che "è stato coinvolgente - spiega Montaldo, classe 1930 -. Raccontare il nostro amore per noi è normale, ma è ancora più bello raccontare quello insieme al nostro percorso lavorativo. L'abbiamo fatto con gioia e divertendoci". In questi anni "non ci siamo mai annoiati - aggiunge Vera Pescarolo Montaldo - parlare di noi è stato emozionante e divertente". A unirli il colpo di fulmine che Montaldo sentì al primo incontro con Vera a inizio anni '60 nell'ufficio del produttore Leo Pescarolo, fratello della sua futura moglie. "Con i suoi meravigliosi occhi azzurri era come un principe azzurro, anche se con lo sguardo un po' da matto" racconta Vera, che a differenza del regista non è stata subito 'folgorata'. "Avevo lo sguardo da matto perché avevo visto una creatura bellissima - aggiunge Montaldo : ero un principe stregato e quel colpo di fulmine dura da 60 anni".

Attraverso un tesoro di immagini tra vita e set, il film non fiction racconta questa coppia straordinaria anche attraverso altri sguardi di famiglia, quelli della costumista Elisabetta Montaldo, che Vera Pescarolo ha avuto da un precedente matrimonio e Giuliano Montaldo ha adottato, e il nipote Inti Carboni, assistente alla regia e produttore. "Hanno due energie opposte che si sostengono anche nel conflitto, due personalità molto forti che sono sempre state in grado di combattersi apertamente finendo sempre in un abbraccio - spiega Elisabetta Montaldo -. Sono persone meravigliose che si compensano come lo yin e yang. Lui è stato uno dei più giovani partigiani e lei è stata sempre biologicamente una rivoluzionaria. Quando ha incontrato Giuliano ne ha sposato l'impegno con estrema facilità".

Una tensione intima e creativa che emerge nelle conversazioni tra moglie e marito, che ripercorrono i loro anni di cinema tra ricordi, aneddoti e incontri come l'incursione nella loro camera da letto d'albergo in piena notte di Gian Maria Volonté, che chiese alla coppia come facesse a dormire pensando che il giorno dopo lui sarebbe finito al rogo (in Giordano Bruno, ndr): "Alla fine Gian Maria si mise vicino a me e dormì fino alla mattina". O lo straordinario rapporto creato anche con i componenti cinesi della troupe durante le riprese di Marco Polo: "Sono capaci di comunicare e avere empatia con tutti - commenta il nipote dei Montaldo, Inti Carboni . Li spinge una grandissima curiosità e rispetto verso tutti quelli che incontrano". "Sul set ci fidiamo assolutamente uno dell'altro, poi Giuliano quando gira dipinge, e io m'incanto. E' un artista, ma non lo sa perché vorrebbe fare l'attore" racconta Vera Pescarolo, riferendosi anche alla grande passione del regista per la recitazione. "Quando l'ho conosciuta mi sono innamorato - sottolinea il cineasta - e questo amore continua perfetto anche se a volte mi fa arrabbiare... senza di lei non avrei fatto questo mestiere".ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Gabriele Costanzo: chi è, età del figlio Maurizio Costanzo e Maria De Filippi

12 Ottobre 2020, 08:28am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Gabriele Costanzo è il figlio di due signori della televisione italiana, parliamo di Maria De Filippi e Maurizio Costanzo.

Gabriele Costanzo: chi è, età del figlio Maurizio Costanzo e Maria De Filippi

Gabriele Costanzo è nato nel 1992. Abbandonato dai genitori naturali, quando aveva 12 anni è stato adottato da Maria De Filippi e Maurizio Costanzo.

 

 

Pare che sia stato sempre un ragazzo molto diligente e che abbia conseguito ottimi risultati per quanti riguarda lo studio.

Attualmente lavora nello staff di Amici e di C’è Posta per te. Pare che Maurizio ami stare dietro le quinte e cerca di mettersi in luce per le sue qualità e non per il suo cognome.

Dopo anni difficili, grazie all’adozione è entrato a far parte di una famiglia molto unita che fa dell’amore il punto cardine della loro unione.

Per quanto riguarda la sua vita privata, solo poche settimane fa è stato paparazzato da Chi nel numero in edicola mercoledì 27 marzo con la una nuova fidanzata che risponde al nome di Francesca Quattrini.

I due si trovavano a Fregene e la rivista diretta da Alfonso Signorini sostiene che la donzella assomigli alla conduttrice di Verissimo. La storia d’amore è stata ufficializzata da Costanzo sul suo profilo social.

AMALFINOTIZIE

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Associazione Culturale Poeti solo Poeti Poeti Incontra con Primula Galantucci VIDEO

10 Ottobre 2020, 14:11pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Associazione Culturale Poeti solo Poeti Poeti Incontra con Primula Galantucci VIDEO

DI PRIMULA GALANTUCCI Associazione Culturale Poeti solo Poeti Poeti Incontra con Primula Galantucci

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Esce il nuovo singolo di J-Ax con Mr.Rain "Via di qua" In radio e su tutte le piattaforme digitali

10 Ottobre 2020, 09:38am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il nuovo singolo di J-Ax feat. Mr. Rain "Via di qua" è in radio e su tutte le piattaforme digitali. J-Ax, pioniere del rap, cantautore e producer che da oltre 28 anni fotografa con la sua musica i paradossi della società, incontra il pluricertificato cantautore rap tra i più maturi della scena italiana capace di indagare nella profondità dei sentimenti. Da questo incontro nasce "Via di qua", brano che dà voce a chi si ribella e non si allinea alle regole imposte dalla società benpensante. J-Ax e Mr. Rain danno vita a un dialogo tra due generazioni diverse da cui emerge una voglia incessante di combattere contro un mondo cinico e fagocitante nei confronti della sensibilità e delle inclinazioni di ogni singolo individuo. Un mondo che imprigiona dentro regole imposte, una società troppo condizionata da principi che non lasciano spazio alla libertà di espressione personale e in cui l'unico modo per sopravvivere sembra essere quello di urlare e scappare via: "E solo nei momenti peggiori / c'è sempre chi fa una domanda / qualcuno che non riesce a capire che hai voglia di urlare più che di parlare / E allora sai che c'è / vado vado vado via di qua/ E allora sai che c'è, vado vado vado via di qua / vado via da chi pensa di insegnarmi a vivere". Ma scappare non è la soluzione "Quando ti stanchi di odiare capisci che perdonare è la cosa che ti difende". Attraverso la consapevolezza che si acquisisce negli anni, si arriva a quella maturità che permette di accettare il proprio passato senza mai perdere la propria unicità, "spesso viviamo rinchiusi nel nostro passato dimenticandoci il presente / certi errori li rifarò ancora ma questo è il bello di crescere / ma forse è quello che mi serve". Un pezzo che porta a riflettere sui valori più profondi di ognuno di noi e a non farsi mai condizionare da quello che pensano o vogliono gli altri da noi. Un invito ad essere sempre se stessi a non avere paura di vivere le proprie emozioni e i propri sogni in libertà. ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Il Nobel per la letteratura a Louise Glück, poetessa della solitudine

9 Ottobre 2020, 10:09am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Il Nobel per la letteratura a Louise Glück, poetessa della solitudine

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Il premio Nobel per la Letteratura è andato alla poetessa Louise Glück, figura di spicco – sottolinea l'Accademia Svedese - della letteratura contemporanea americana.  Il riconoscimento per "la sua inconfondibile voce poetica che con austera bellezza rende universale l'esistenza individuale". 

Glück, nata a New York il 22 aprile 1943, con la sua poesia evoca schegge memoriali rielaborando temi come l'isolamento e la solitudine, in un tono insieme colloquiale e meditativo. Vincitrice del Premio Pulitzer nel 1994 con la raccolta "L'iris selvatico" ("The Wild Iris", 1993), ha convinto i critici per lo stile controllato ed elegante con cui assorbe lunghe sequenze narrative di tratto confessionale che ricordano la poesia di Robert Lowell, Sylvia Plath e Anne Sexton. Nella raccolta "Meadowlands" (1997) rievoca figure mitiche come Ulisse e Penelope all'interno di una scrittura molto moderna, che racconta di un matrimonio che sta per finire. Tra le altre sue raccolte di poesie, "Vita Nova", "The Seven Ages" e "Averno". 

Nata da genitori immigrati ebrei ungheresi, Louise Glück è cresciuta a Long Island. Durante la sua adolescenza ha sofferto di anoressia (vicenda oggetto anche di alcune sue poesie), tanto da costringerla ad abbandonare gli studi superiori alla George W. Hewlett High School e poi quelli universitari al Sarah Lawrence College e alla Columbia University di New York. Pur non ottenendo la laurea, la scrittrice si formò sotto la supervisione della poetessa statunitense Leonie Adams (1899-1988). La neo Nobel ha pubblicato una dozzina di antologie di poesie.

Il Premio Pulitzer per la poesia per la sua collezione "The Wild Iris" è stato il primo di una lunga serie di riconoscimenti. Nel 2014 ha vinto il National Book Award per la poesia. Nel 2003 era stata insignita del prestigioso titolo di poeta laureato degli Stati Uniti. Fa parte dell'American Academy of Arts and Letters ed insegna poesia all'Università di Yale.

FONTE LA STAMPA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Netflix incriminata in Texas per Cuties, è osceno Mostra parti intime di minori. Streamer non fa marcia indietro

8 Ottobre 2020, 09:49am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La rivolta contro Cuties negli Stati Uniti va oltre un hashtag. Un tribunale del Texas ha infatti deciso di incriminare Netflix, colpevole di aver prodotto in pratica un film osceno. Cuties, una produzione francese il cui titolo originale è Mignonnes mentre in italiano è Donne ai primi passi, ha debuttato sulla piattaforma di streaming lo scorso nove settembre. E' la storia di una ragazzina di origini senegalesi a Parigi che vive come una doppia vita, a casa costretta ad adeguarsi alla cultura mussulmana, a scuola affascinata dal modo di vivere all'occidentale. Secondo Netflix il film è una denuncia contro la sessualizzazione delle adolescenti tuttavia negli Stati Uniti, in particolare, si è tirato dietro una serie di polemiche finendo sotto accusa paradossalmente per i contenuti che intendeva denunciare. Il pubblico americano ha gridato all'indecenza per le coreografie troppo ose' e la rappresentazione dei personaggi in altri contesti a sfondo sessuale al punto da invitare al boicottaggio di Netflix sia con l'hashtag #cancelnetflix sia con una petizione su Change.org. Dalla protesta sui social si è passati ai fatti con un'azione legale fino all'attuale incriminazione. "Netflix - si legge nelle motivazioni per la messa in stato di accusa - consapevolmente promuove materiale visivo che descrive l'esposizione oscena di genitali o parti pubiche di un minore vestito o parzialmente vestito... Non ha nessun serio valore letterario, artistico, politico o scientifico". Nella crociata contro Netflix era entrato in campo anche il senatore repubblicano, nonché ex candidato alla presidenza Ted Cruz. Netflix tuttavia non fa marcia indietro e difende i contenuti del suo film definendo l'atto d'accusa senza alcun merito. Difende il film anche la regista Maïmouna Doucouré, lei stessa di origini senegalesi. "Da adulti - ha scritto in un editoriale per il Washington Post - non abbiamo dato ai nostri figli gli strumenti per crescere sani nella nostra società. Volevo aprire gli occhi delle persone su ciò che realmente accade nelle scuole e sui social media, costringendoli a fare i conti con l'immagine di giovani donne truccate, vestite e che ballano in modo provocatorio per imitare le loro icone pop preferite. Volevo far sì che gli adulti impegnassero 96 minuti del loro tempo per guardare il mondo attraverso gli occhi di una 11enne. Queste scene sono dure da guardare ma corrispondono al vero". Cuties ha debuttato nel 2019 al Sundance Film Festival. Ha vinto il premio per la miglior regia. In realtà la polemica per il film era scoppiata ancora prima dell'uscita online. All'epoca bastò una locandina per accendere gli animi a causa dell'immagine di ragazzine in pose ritenute provocanti con abiti da cheerleader. In quell'occasione Netflix si scusò e la sostituì con un'altra. Il film è già stato censurato in Turchia. DI GINA DI MEO ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Slittano blockbuster, crisi del cinema peggio del previsto Lonigro, resistiamo ma è dura. Speriamo nei titoli italiani

7 Ottobre 2020, 10:01am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Timothee Chalamet in Dune di Villeneuve, screenshot da You Tube © Ansa

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA No Time to Die, il nuovo 007 con Daniel Craig atteso a novembre, rimandato ad aprile 2021 è stato l'inizio di un domino che si è portato via in una manciata di giorni le uscite di blockbuster cinematografici, tra cui Dune di Denis Villeneuve con Timothèe Chalamet (1 ottobre 2021 dal 18 dicembre 2020) e fatto slittare di un anno, persino di due, altri titoli (The Batman con Robert Pattinson è ora il 4 marzo 2022 , Fast and Furious 9 con Vin Diesel e Charlize Theron, ottobre 2021, West Side Story di Steven Spielberg, passato dal 25 dicembre 2020 al 10 dicembre 2021). Una valanga scioccante, "il mercato è in forte difficoltà è indubbio, noi in Italia proviamo a resistere, tre mesi fa abbiamo gettato il cuore oltre l'ostacolo, ora i polmoni", dice con amarezza all'ANSA Luigi Lonigro, presidente dei distributori Anica. "Non voglio perdere la speranza, ma certo che è dura perchè i numeri del box office e dunque la realtà dei fatti parla di cifre davvero modeste e insieme agli esercenti stiamo facendo il massimo per tenere aperto il mercato ma la luce non è vicina", aggiunge. Ammette Lonigro che "la fase di transizione è più lunga del previsto: è ben peggiore delle nostre previsioni questa situazione, mai ci saremmo aspettati la desertificazione totale in Usa. Del resto l'esperimento Tenet lo hanno fatto ma è stato disastroso non tanto all'estero quanto nel mercato interno: da 300 milioni di dollari ne hanno fatti 30...". I titoli 'pending' (ossia senza data) sono tanti oppure con nuova data ad un anno e più: "ad oggi restano fino a dicembre due soli titoli americani di richiamo al botteghino: Soul e Assassinio sul Nilo, resto è poca cosa. Warner, Universal, Disney hanno tirato i remi in barca". Lo stesso James Bond Daniel Craig ha spiegato: "Non è il momento giusto per No Time to Die" - ha detto al The Tonight Show con Jimmy Fallon - Questa è una cosa più grande di tutti noi. Vogliamo far uscire il film allo stesso tempo in tutto il mondo e questo non è il momento giusto. Incrociamo le dita che il due aprile 2021 sarà la nostra data". Il cinema italiano in questa situazione libera dalla concorrenza dei titoloni americani ne trarrà vantaggio? "Speriamo. Il film di Massimiliano Bruno Ritorno al crimine ha anticipato al 29 ottobre e Carlo Verdone con Si vive una volta sola ha occupato il suo posto e uscirà il 26 novembre, poi contiamo sui Predatori di Pietro Castellitto che ha avuto ottima accoglienza a Venezia e aggiungiamoci la nuove commedia di Woody Allen Rifkin's Festival anticipata al 5 novembre e altri titoli indipendenti e incrociamo le dita, sperando che come in Francia, Germania e Spagna questi titoli diano un sussulto, una svolta e che da fine mese il box office del weekend risalga almeno a 6-7 milioni dai 2 a fatica di oggi". Lonigro osserva che la crisi è soprattutto di distributori ed esercenti, i produttori e le industrie tecniche stanno invece lavorando tantissimo, per le piattaforme, per le tv prima ancora che per le sale. "Il momento per noi è drammatico, parola d'ordine resistere" conclude.Di Alessandra Magliaro ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Elton John incantato dall’isola, ecco la sua dedica speciale a Capri: “Grazie mille per tutta la gentilezza e la calda ospitalità”VIDEO

5 Ottobre 2020, 12:19pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Elton John incantato da Capri. La grande star saluta l’isola azzurra, al termine di una lunga vacanza con il marito e i figli durata quasi una settimana, e lo fa pubblicando una bellissima foto da Villa Lysis accompagnandola con una straordinaria frase-dedica che conferma tutto il suo amore verso Capri.  “Grazie Mille Capri! Thank-you for all the kindness and warm hospitality you showed my family. Grazie Mille Capri! Grazie per tutta la gentilezza e la calda ospitalità che hai mostrato alla mia famiglia”, scrive Elton John sul suo profilo instagram, taggando il marito David Furnish.

 

 

CAPRINEWS https://caprinews.it/?p=21436

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Grande Fratello Vip, notte in lacrime per Adua Del Vesco: confessa e poi mente a Massimiliano Morra

4 Ottobre 2020, 09:54am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Grande Fratello Vip, notte in lacrime per Adua Del Vesco: confessa e poi mente a Massimiliano Morra

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Notte difficile per Adua Del Vesco al Grande Fratello Vip, dopo le presunte dichiarazioni su Massimiliano Morra e l'appellativo "gay". L'attrice ha sofferto per quello che è successo in puntata ed è finita nel mirino di buona parte del pubblico per aver prima «mentito» spudoratamente in diretta. A un certo punto ha anche ammesso di aver spettegolato sull'orientamento sessuale dell'ex fidanzato, salvo poi negare sottolineando nuovamente di averlo definito "stratega". A smentirla sarebbero state le reazioni delle amiche Dayane Mello e Matilde Brandi, che nel video mandato in onda ascoltano il pettegolezzo. E soprattutto le parole di Tommaso Zorzi, che ha ammesso di aver parlato con lei dell'omosessualità di Morra. Adua ha pianto tantissimo, chiedendo di voler andare via, ma gli altri l’hanno invitata a cambiare idea. Matilde Brandi l'ha accompagnata in confessionale con la richiesta di sospendere le registrazioni, ma il Grande Fratello ha rifiutato. A un certo punto ha ammesso di aver sbagliato, salvo poi negare tutto di nuovo con Massimiliano in giardino. L'attore l'ha raggiunta con l’intento di consolarla: «Non sono arrabbiato con te, mi ha dato più fastidio la questione del sogno», ha detto sottolineando di non aver gradito le insinuazioni sul flirt con la coinquilina Guenda. E poi alla domanda «Cosa gli hai detto all’orecchio? Stratega? A me non tocca essere definito gay», Adua ha risposto: «Ho detto stratega! Mi sento male e non mi devi scusare!». LEGGO.IT

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Antonio Ricci, Striscia riparte nel segno dell'insofferenza Dal 28 settembre, al tavolo Ficarra e Picone.

27 Settembre 2020, 12:50pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Antonio Ricci © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il 'miracolo' Striscia la notizia', la trasmissione di satira più longeva della tv al mondo, che ha debuttato il 7 novembre del 1988 ed è sopravvissuta ad ere geologiche della società, della politica, del costume, a volte sorprende anche il suo creatore, Antonio Ricci, che interpreta il rinnovamento ''come tanti piccoli, quasi invisibili cambiamenti, che nel tempo ne hanno modificato lo spirito senza disturbare mai chi la segue.
Quando i giornali stravolgono la grafica troppo in fretta non piace mai a nessuno''.

''Mi ricordo quando, per festeggiare i 20 anni del programma, la scenografa Margherita Palli realizzò alla Triennale una installazione che era una nave-torta con 4.400 schermi che trasmettevano altrettanti servizi di Striscia - dice -: quando sono entrato mi sono sentito male. E' stato terribile vedere tutte quelle immagini e il tempo che era passato: c'era persino Giulio Andreotti da giovane, lui che nessuno di noi poteva ricordare di aver visto giovane''. Ricci lo racconta in un'intervista all'ANSA, mentre il programma è pronto a ripartire, stessa ora, stessa rete, da lunedì 28 settembre sempre alle 20.35 su Canale 5. ''Il segreto della longevità? E' come il profumo del giaggiuolo - ride -: esiste ma non sai cosa sia. Sono tante cose che si mescolano insieme per giocare su più livelli. E' un tavolo a quattro gambe''. In questa stagione su quel tavolo si siederanno per primi Ficarra e Picone, poi toccherà a Greggio-Iacchetti, Manzini-Scotti e infine ancora Gerry ma con Michelle Hunziker. Partirà con la sigla ''dedicata agli asintomatici, che poi i più pericolosi oggi sono quelli portatori di cretinità'', per una edizione nel segno dell'Insofferenza. ''Sì, lo scorso anno siamo sembrati profetici dedicando l'edizione alla Resilienza, con quello che poi è successo. Ma l'insofferenza, alla mascherina, al distanziamento, al tempo perso per seguire le nuove norme, è invece il senso stesso dell'oggi".

''L'insofferenza è palpabile anche nei talk show - continua Ricci -, dove persone equilibrate e insospettabili come Concita De Gregorio si lanciano in intemerate il cui scopo sembra essere solo quello di aumentare la popolarità virale. Invece Concita stava solo tentando di entrare nel Guinness dei Primati: rendere simpatico Sallusti. Ovviamente non ci è riuscita. Anche noi siamo accomunati da una sconfitta simile, anni fa tentammo di rendere simpatico Massimo D'Alema con il "fu fu", ma come ormai è dimostrato, qualunque effetto spettacolare viene superato dalla realtà''.

A proposito di realtà che supera la fantasia, nel tempo del Covid come è cambiata Striscia? ''Noi siamo andati in onda per tutto il lockdown, fino a fine giugno, con una serie di espedienti. Registravamo due o tre volte a settimana, poi si facevano stacchi con lanci neutri, cercando di far sembrare tutto più naturale possibile. Ora cerchiamo di tornare alla normalità stando in studio tutti i giorni. Non ci sarà il pubblico e non sarà facile per una trasmissione anche comica, ma del resto all'inizio Striscia era senza pubblico, nemmeno questa è una novità''.
Nella prima puntata ci sarà un omaggio a Philippe Daverio, con un ''servizio inedito che avevamo bloccato proprio per il Covid perché registrato prima. Daverio ci mancherà moltissimo e per ora non sarà sostituito''. Ci saranno ovviamente le Veline: confermatissime Shaila Gatta e Mikaela Neaze Silva. ''Loro mantengono nel tg il ruolo di varietà. Le critiche? Sono naturalmente creatrici di polemiche, eliminarle da una trasmissione che cerca la provocazione non avrebbe senso''.

Rimangono gli inviati storici, torna il deepfake che nella scorsa edizione ha fatto molto scalpore, arrivano invece nuovi comici come Andrea Rivera e Angelica Massera, ''ma poi ne arriveranno anche altri, non saranno i soli nuovi'', spiega Ricci. ''Rivera lo seguo da tanto tempo e dopo quella di Salvini le sue interviste al citofono mi sono sembrate di grandissima attualità. Del resto noi a Lupo solitario nel 1987 facevamo le interviste citofoniche parodiando i giornalisti dei tg che andavano ad interrogare madri a cui magari hanno ucciso i figli''.

Ma Ricci, il papà del programma più dissacrante della tv italiana, non si sente anche un po' il capostipite degli haters? ''No, perché la critica dell'hater è fine a se stessa, mentre Striscia lo fa con uno scopo, con intenzione a volte mielosamente edificante, che poi mi fa schifo anche quello. Io piuttosto amo il gesto atletico, la rovesciata al volo. Come quando lavoravo con Grillo, eravamo lanciati sul bob a due, mancava il frenatore''. A proposito, Grillo? ''Ci sentiamo ogni tanto, ma oramai parliamo spesso solo del passato. Dissento assolutamente poi da quello che ha detto a proposito dell'estrazione a sorte dei parlamentari. Dall'esperienza di Striscia so che i giochi basati sulla cosiddetta casualità sono taroccati o taroccabili''.ANSA

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