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sez ricette

SEZ. RICETTE Paccheri e baccalà con datterino giallo, timo e maggiorana

24 Maggio 2025, 09:21am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nuova ricetta del nostro DoctorChef Francesco Finizio: paccheri, baccalà, datterino giallo in acqua di mare, timo, limone e maggiorana, mantecati con mousse di patata, baccalà e ricotta. Di seguito il procedimento suggerito dallo chef e gli ingredienti necessari per quattro persone. Per l'abbinamento con il vino lo chef propone un Pecorino Cataldi Madonna, Terre Aquilane Igt Super Giulia

Ingredienti
Preparazione
  1. In una padella ampia mettiamo dello scalogno, uno spicchio d'aglio in camicia, un po' di peperoncino, maggiorana, timo e limone. Facciamo rosolare aggiungendo i datterini gialli.

  2. A questo punto poniamo il baccalà a cubotti e facciamo rosolare, aggiungiamo il vino bianco e sfumiamo il tutto. Ora prepariamo il composto o mousse con patata lessa, baccalà (saltato in padella) e ricotta in un frullatore da immersione.

  3. Appena cotta la pasta molto al dente, la poniamo in padella, saltando e aggiungendo la mousse più mezzo mestolo d'acqua di cottura della pasta, continuando a cuocere. Impattiamo.

di chef Francesco Finizio Ottopagine

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SEZ. RICETTE Saltimbocca alla romana

3 Maggio 2025, 15:25pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

A CURA DI MIKI PAPPACODA I saltimbocca alla romana sono un secondo piatto di carne tipico della cucina laziale. Bocconcini teneri e gustosi facili da realizzare, sono la ricetta perfetta quando il tempo per cucinare è poco e si vuole andare sul sicuro, con gusto e semplicità.

Saltimbocca alla romana ricetta

 

  • Esecuzione ricettafacile
  • Tempo preparazione20 min
  • Tempo cottura15 min
  • Porzioni4

INGREDIENTI

  • 400 g di fettine di polpa di vitello
  • 100 g di prosciutto crudo
  • 50 g di burro
  • vino bianco secco

I saltimbocca alla romana sono una tra le specialità più famose della cucina laziale. Fette sottili di vitello, tagliate in dimensioni ridotte, guarnite con una fettina di prosciutto crudo, una foglia di salvia e rosolate nel burro. Una ricetta semplicissima, sfiziosa e saporita. Pronte in pochi minuti, e facilissime da preparare, sono un secondo piatto con il quale si ottiene sicuro successo in tavola. L'infarinatura dei saltimbocca, che precede la cottura in padella, deve essere leggera così da consentire la formazione di una crosticina lieve e di un fondo di cottura denso ma non troppo. Se siete alla ricerca di secondi piatti di carne facili e veloci provate i Petti di tacchino alla bolognese o gli Involtini di maiale allo speck, birra e salvia. O ancora, con il vitello, la delicata Piccata di vitello al limone.

 
Preparazione Saltimbocca alla romana - Fase 1
Preparazione Saltimbocca alla romana - Fase 1
1

 

Per preparare i saltimbocca alla romana iniziate a tagliare le fettine di carne in pezzi regolari e delle stesse dimensioni: non fateli troppo piccoli, in quanto la carne in cottura tenderà a restringersi un pochino. Adagiate una mezza fettina di prosciutto crudo su ogni fettina di carne. Sovrapponete su ognuna una foglia di salvia e fermate il tutto con uno stecchino di legno.

 

Preparazione Saltimbocca alla romana - Fase 2
Preparazione Saltimbocca alla romana - Fase 2
2

 

Passate ogni fettina in poca farina, eliminandone l'eccesso. Fate scaldare il burro in un tegame e adagiatevi la carne che rosolerete per pochi minuti da entrambi i lati. Regolate di sale, bagnate con il vino e lasciatelo evaporare.

 

Preparazione Saltimbocca alla romana - Fase 3
3

 

Terminate con una macinata di pepe, togliete i saltimbocca dal fuoco e serviteli subito ben caldi con il loro fondo di cottura come sughetto. 

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SEZ. RICETTE Pasqua: le tre leggende dietro le sette strisce di frolla sulla pastiera

25 Aprile 2025, 15:47pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MORENA MOTTA Napoli è la città delle tradizione, dei riti, delle leggende, delle sacre consuetudini.

Anno dopo anno dai nostri nonni abbiamo appreso e vissuto tradizioni che almeno superficialmente abbiamo creduto essere insensate, senza sapere che è proprio dietro quei detti, dietro quei riti che si nasconde la nostra storia, le nostre leggende.

Nel periodo di Pasqua tante sono le consuetudini da rispettare, tra queste ricordiamo le “canoniche” 7 strisce di frolla sulla pastiera napoletana.

Le mente più razionali indicherebbero il motivo nelle esigenze di spazi, in realtà questo numero racchiude in sé ben 3 leggende della nostra storia.

La prima di queste leggende vede come protagonista la Sirena Parthenope, che secondo la tradizione fondò Napoli. Le sette strisce di frolla vanno a simboleggiare i sette doni che la Sirena ricevette dai napoletani per ringraziarla del suo amabile canto. I doni che la Sirena ricevette non sono altro che gli ingredienti con cui essa stessa preparò per la prima volta la pastiera, ossia: la farina, simbolo di ricchezza; il grano cotto nel latte, simbolo del mondo umano e animale; la ricotta, simbolo di abbondanza; le uova, simbolo della fertilità; i fiori d’arancio, simbolo della Campania stessa; frutti canditi e spezie, simbolo dell’accoglienza a tutti i popoli d’Oriente e Occidente; infine, lo zucchero semolato, simbolo del canto della Sirena.  Anche nella seconda leggenda si parla di questi sette doni, che però non sono stati donati ad una Sirena, bensì al mare da parte delle mogli dei pescatori. Secondo la leggende queste ultime erano solite donare al mare ceste che fossero di buon augurio per il ritorno dei mariti. Un giorno però il mare ridiede a quelle donne i doni che aveva ricevuto in forma di pastiera.

La più suggestiva delle ipotesi sottolinea che il numero delle strisce di frolla sia uguale a quello dei Decumani (Superiore, Maggiore, Inferiore) e dei Cardini (quattro vicoli che intersecavano le strade principali) che dividevano la Napoli greco-romana.

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SEZ. RICETTE La leggenda della pastiera. Come nasce il dolce principe della Pasqua napoletana

20 Aprile 2025, 08:42am

Pubblicato da Miki Pappacoda

La leggenda della pastiera. Come nasce il dolce principe della Pasqua napoletana

INSERITO DA MIKI PAPPACODA A Napoli, durante le festività pasquali, c’è un dolce che non può assolutamente mancare sulle tavole imbandite: la Pastiera napoletana. Questo capolavoro di sapori e profumi racchiude in sé non solo gli ingredienti della tradizione contadina e marinara partenopea, ma anche una leggenda antica che racconta le origini di questo dolce unico. Secondo la leggenda, a incantare il Golfo di Napoli fu Partenope, una sirena dalla voce soave e dall’animo gentile. Si racconta che la bellissima creatura marina scelse proprio il tratto di mare tra Posillipo e il Vesuvio per fissare la sua dimora, incantata dalla bellezza di quei luoghi. Ogni primavera, Partenope emergeva dalle acque per salutare il popolo napoletano, allietandolo con melodie d’amore e di gioia. Un giorno, il suo canto fu così dolce e struggente che gli abitanti del golfo ne furono rapiti e decisero di ringraziarla con i doni più preziosi che le loro terre potessero offrire. Sette fanciulle dei villaggi vicini vennero scelte per recare alla sirena questi doni simbolici: – Farina, forza e ricchezza delle campagne fertili – Ricotta, offerta dei pastori e simbolo di genuinità; – Uova, emblema di vita e rinascita; – Grano tenero bollito nel latte, a simboleggiare l’unione tra i regni della natura; – Acqua di fiori d’arancio, per portare il profumo dei giardini mediterranei; – Spezie, testimonianza dei popoli lontani e dei commerci che animavano il golfo; – Zucchero, per esprimere la dolcezza diffusa dal canto della sirena Partenope. Colpita dalla generosità e dall’affetto del popolo, Partenope si inabissò e portò con sé i doni preziosi agli dei marini. Anch’essi, rapiti dalla melodia della sirena e dai profumi dei doni, decisero di mescolare quegli ingredienti con arti divine. Così nacque la prima Pastiera, un dolce dalla dolcezza così sublime da eguagliare, se non superare, il canto stesso di Partenope. Oggi la Pastiera non è solo un dolce: è un simbolo di primavera, di rinascita, di unione tra cielo, terra e mare. Preparata con ingredienti semplici ma carichi di significato, racchiude in sé la storia di un popolo che ama celebrare la vita con sapori autentici e storie incantate. La tradizione vuole che la Pastiera venga preparata con largo anticipo rispetto alla Pasqua, affinché i sapori possano amalgamarsi perfettamente, dando vita a quella sinfonia di gusto che ha attraversato i secoli. Ogni famiglia ha la sua ricetta, tramandata di generazione in generazione, ma tutte conservano quell’antico legame con la leggenda di Partenope e con il mare che l’ha ispirata. FONTE POSITANONEWS

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SEZ. RICETTE Torta Mimosa: dedicata alle donne

31 Gennaio 2025, 11:25am

Pubblicato da Miki Pappacoda

A CURA DI MIKI PAPPACODA

Un dolce tra i più classici, che ormai si trova nelle pasticcerie tutto l’anno ma che non può proprio mancare in occasione dell’8 Marzo, ovvero il giorno della Festa della Donna.

Ingredienti
Preparazione
  1. Per preparare la torta serviranno tre dischi di pan di spagna  da 18 cm di diametro. Mettete da parte uno dei tre dischi e fatelo a dadini piccoli.
  2. Per la crema chantilly. Montate la panna liquida ben fredda utilizzando delle fruste elettriche. Poco per volta aggiungete lo zucchero a velo, continuando a montare.  Quando la chantilly sarà pronta aggiungetela alla crema pasticcera già pronta. Miscelate le due creme con una spatola compiendo movimenti delicati dall’alto verso il basso. In questo modo continuerete a incorporare aria e non smonterete la Chantilly.  
  3. E’ il momento di comporre la vostra torta Mimosa. Disponete su un piatto da portata il primo disco di pan di Spagna e bagnatelo utilizzando la bagna per torta che preferite. Nel mio caso sto utilizzando una bagna al limoncello ma potrete utilizzare una bagna alcolica a vostra scelta o una bagna analcolica. Bagnato bene il pan di Spagna potete aggiungere uno strato di crema diplomatica aiutandovi con una sac à poche. Potete ora disporre il secondo disco di Pan di Spagna e bagnare anche questo con la bagna utilizzata prima.
  4. Utilizzate la crema rimanente per coprire tutta la torta, sia la superficie sia i bordi. Utilizzate in questa operazione una spatola.
  5. Quando la torta sarà ben ricoperta di crema potete prendete i cubetti di pan di Spagna gialli ed utilizzateli per ricoprire la torta. Partite dalla superficie e scendete poi ai lati. 

OTTOPAGINE

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SEZ. RICETTE Nasce la nuova linea di tortellini “La Bottega del Tortellante”

30 Gennaio 2025, 10:25am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Nasce la nuova linea di tortellini "La Bottega del Tortellante"

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA MODENA - L’Associazione Tortellante, laboratorio terapeutico-abilitativo di Modena dove giovani e adulti nello spettro autistico imparano a produrre pasta fresca fatta a mano, celebra l’inizio del nuovo anno con un'importante novità: il lancio del progetto “La Bottega del Tortellante”, una linea di Tortellini tradizionali prodotti seguendo il modello di "alto artigianato organizzato". Questo progetto ambizioso, coordinato dal team del Tortellante e da Daniele Capozzi, consolida il legame tra inclusione sociale e tradizione gastronomica, offrendo anche opportunità di inserimento lavorativo ai ragazzi coinvolti nel progetto. La produzione della linea “Bottega del Tortellante”, infatti, avviene presso il Pastificio di Modena "La Pasta di Celestino”, che ospita il progetto IO LAVORO, un’iniziativa dell’Associazione dedicata all’inserimento lavorativo di persone con autismo. Tutti i prodotti sono realizzati seguendo la ricetta tradizionale, con grande attenzione alla qualità e autenticità. Ogni settimana, a rotazione, tre ragazzi partecipano alle attività produttive, affiancati da educatori esperti e dal team scientifico che collabora al progetto. In questo modo, i ragazzi imparano e contribuiscono attivamente a tutte le fasi della lavorazione dei Tortellini, trasformando il laboratorio in un luogo di crescita personale e professionale. Un modello che coniuga tradizione culinaria e opportunità di crescita personale e lavorativa, favorendo lo sviluppo della loro autonomia in preparazione ad un futuro indipendente, nell'ottica del "dopo di noi". I Tortellini de "La Bottega del Tortellante" sono già stati accolti con entusiasmo dalla ristorazione di qualità, trovando spazio nei menù di ristoranti rinomati come Armani Caffè e Ristorante Mori a Parigi, Eggs Milano e Roma e sono acquistabili presso i due punti vendita Esselunga di Modena, nei negozi di Eataly Milano Smeraldo, Torino Lingotto e Roma Ostiense, da Roscioli a Roma, online sul sito di Cortilia oltre che presso il negozio La Bottega del Tortellante a Modena.

 «Con “La Bottega del Tortellante” vogliamo dimostrare che l’inclusione può andare di pari passo con l’eccellenza. I nostri Tortellini non sono solo un prodotto di alta qualità, ma raccontano una storia di passione, tradizione e riscatto personale, un connubio che li rende unici» ha dichiarato Erika Coppelli, presidente del Tortellante. «Ogni tortellino che produciamo è il risultato dell’impegno dei nostri ragazzi, che in questo progetto trovano anche una possibilità concreta di crescita personale e professionale direttamente sul campo. Questo non è solo un inserimento lavorativo, ma un percorso di valorizzazione del talento e di costruzione di autonomia, essenziale per prepararli a un futuro indipendente e per dare speranza alle loro famiglie nel cosiddetto “dopo di noi”. La fiducia che stiamo ricevendo dai ristoranti e dalle aziende partner che hanno deciso di acquistare i nostri prodotti è un segnale importante: i nostri Tortellini non portano solo eccellenza sulla tavola, ma rappresentano un modo nuovo e inclusivo di intendere il lavoro e la tradizione culinaria italiana.» conclude Coppelli.

Un progetto, questo, che rappresenta non solo un passo avanti per l’Associazione, ma un segnale importante di come l’arte culinaria possa essere strumento di inclusione, innovazione e cultura.

 

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SEZ. RICETTE Finalissima del campionato del mondo dei norcini nel giorno del loro santo protettore

18 Gennaio 2025, 10:32am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA EMANUEL ZUPPARDO Settima edizione della “Festa del Museto”, quarta volta per il campionato del mondo che mette in competizione i migliori norcini. Settimana clou per il festival suin generis sul mondo del maiale. La kermesse organizzata dall’Ingorda Confraternita del Museto, sodalizio di cultori del suino nato a Riese Pio X, nel Trevigiano vedrà la performance anche del campione in carica, Davide Mion, della storica locanda “Alla Speranza” di Castelfranco Veneto. Cresciuto con i maiali nell’osteria di famiglia, aperta nel 1966 a ridosso delle mura di Castelfranco Veneto, Mion che per oltre trent’anni ha imparato i segreti del museto, istruito prima dal nonno e poi dal padre, si professa un ortodosso. “Una selezione di cotenna e spolpo di testa che non prevede altri tagli – questa la sua presentazione – solo sale e pepe e nessun’altra spezia. E poi la passione e qualche segreto nella lavorazione che non rivelerà mai”. A sfidarlo per il titolo, un numero di sfidanti che ha centrato il nuovo record di partecipanti alla manifestazione. Settantadue, provenienti da quattro province venete (Treviso, Padova, Venezia, Vicenza), ma anche da altre regioni, come il Friuli-Venezia Giulia, ma anche Trentino e provincia di Brescia. E se presso la sede storica della Confraternita del Museto, la Caneva dei Biasio, c’è stato il turno di selezione dei finalisti veneti, a cui si aggiungeranno i friulani, quello trentino e il bresciano, attenzione ora tutta sulla finalissima a Casa Riese venerdì 17 gennaio, il giorno di Sant’Antonio Abate, protettore dei norcini. A cena oltre trecento persone (l’evento è già sold out) che si diletteranno con i migliori museti in attesa di conoscere il vincitore. Il campionato del mondo di Museto è inserito all’interno delle iniziative di “Porcomondo!”, il festival suin generis che ha preso il via con l’inizio del nuovo anno con la gara del cren alla “Trattoria al Molino” a Montebelluna. Dopo le selezioni regionali friulane (a Fiume Veneto, presso la sala alpini), continua, inoltre, una programmazione degli eventi collaterali, a Fagagna, in provincia di Udine, per esempio c’è il “Sant’Antoni Fieste dal Purcitar”. Il calendario a tema accompagnerà appassionati ed esperti per tutto il mese di gennaio, con altre attività, come martedì 21 gennaio all’Istituto Agrario Domenico Sartor, il convegno dal titolo “Buona salute? Buon salume!”. E ancora il 23 gennaio ci sarà “Pork Soiree – Una serata con Monsieur Maiale” presso l’osteria Pironetomosca di Treville di Castelfranco Veneto e il giorno successivo, alle 20, all’Albergo alla Speranza, a Castelfranco Veneto, si terrà la “disfida del salame”. Sabato 25 gennaio all’Agriturismo La Penisola, a Campo San Martino (nel Padovano) trentunesima edizione della “Magna Porcatio”. Febbraio si aprirà, poi, giovedì 6 con un appuntamento dedicato agli ossi e le martondee, con una cena-evento dal titolo “Ossi? Oh sì! Martondea? Oh Yeah!). Sabato 8 Aperilibro “imparati e mangiati” con Slow Food, presso Casa Riese. Il giorno di San Valentino a “Ferrowine” (Castelfranco Veneto), andrà in scena “Muset & Champagne” in una speciale “Pork in love” edition. A chiudere la rassegna domenica 23 febbraio “Pork’n’Jazz all’osteria “Berto” di Vallà di Riese Pio X. Infine il gruppo organizzatore ha fatto sapere che sta già lavorando allo “spin off” dedicato alla pasta, con il “Carbonara Day!” (domenica 6 aprile nella sede di Casa Riese”. Tornando alla finalissima dei norcini di questo weekend, in giuria, ci saranno il sindaco di Treviso Mario Conte, l’assessore regionale Federico Caner, il musicista Mario Brunello, l’esperta di carne Elisa Guizzo. E inoltre imprenditori come Furio Bragagnolo di Pasta Zara, Lodovico Giustiniani della Cantina Borgoluce e Paolo Manzan, ideatore del Villaggio delle Zucche di Nonno Andrea ed altri ancora. Confermato anche il nuovo premio, il “Museto di Marca, miglior museto trevigiano”, sottocategoria destinata solo ai trevigiani. Per quanto concerne la kermesse va anche aggiunto che per la prima volta la Confraternita ha organizzato delle preselezioni in terra friulana, dove è nata la prima edizione del campionato friulano del museto, o muset come si dice da queste parti. Una ghiotta occasione (è proprio il caso di dirlo…) per assaggiare il museto, con la brovada e la cucina tradizionale friulana. I primi sei classificati sono stati ammessi, di diritto, alla finale del campionato del mondo di venerdì 17. Ad aggiudicarsi il primo posto è stata l’Azienda Agricola Mario Costella di Fiume Veneto, che ha preceduto Gianpietro Pasut (anch’esso di Fiume Veneto) e Armando Rosa di Meduno. A completare la rosa dei sei finalisti, Gianluca Perissinotto di Fagnigola di Azzano Decimo, la Cooperativa Il Ponte di Prata di Pordenone e Mario Lizzi di Fagagna. A contendersi lo scettro, dunque e tentare di aggiungere il proprio nome all’albo d’oro che prima di Davide Mion, ha visto Luigi Fabian, ora in pensione ma che ha dedicato la propria vita all’allevamento di animali e all’agricoltura. Fabian che nella presentazione viene descritto come un “barba bianca da Babbo Natale, mani nodose, negli anni ha lavorato con i bachi da seta, coltivato tabacco, allestito un vivaio, prodotto carne e latte e adesso ha una piccola produzione locale, per la macellazione lo aiuta il norcino Giorgio Squizzato”. Nell’albo d’oro, il “Re della Cotica”, Pierluigi De Meneghi, rimane in vetta dopo aver vinto due volte (nel 2022 e nel 2020), subentrando al primo vincitore a Luciano Ceccato di Riese Pio X (2018) e ai “The Kings of Matcha” di Montebelluna (2019). La sede dell’evento è fin dalla sua nascita La Caneva dei Biasio, trattoria e azienda vinicola di Riese Pio X. CAPRIPRESS

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SEZ. RICETTE Burger di zucchine

17 Gennaio 2025, 20:53pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. RICETTE Burger di zucchine
  1.  

A CURA DI MIKI PAPPACODA

Ingredienti
Preparazione
  1. Per preparare i burger di zucchine per prima cosa lavate le zucchine e il prezzemolo. Tagliate grossolanamente il prezzemolo con un coltello e uno spicchio d'aglio. Prendete le zucchine e tagliatele a cubetti. 

  2. Successivamente in una padella aggiungete un filo di olio, aglio, fate soffriggere un paio di minuti e poi aggiungete le zucchine, copritele con un coperchio e fatele cuocere per un quindicina di minuti. Una volta cotte fatele raffreddare. Dopo prendete una boule: inserite l’uovo, l’aglio e il prezzemolo, molliche di pane, le zucchine, formaggio, un pizzico di sale e mescolate. Poi prendete un coppapasta e formate i vostri burger aiutandovi con un cucchiaio.

  3. Quando avrete creato i vostri burger impanateli nel pan grattato. Prendete una padella irrorate con un filo di olio e cuocete i burger un paio di minuti per lato e saranno pronti per essere serviti.

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SEZ. RICETTE RISOTTO ALLA PESCATORA A CURA DI MIKI PAPPACODA

17 Gennaio 2025, 20:45pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Risotto alla pescatora

a cura di Miki Pappacoda

Tempo di preparazione: 30 min

Tempo di cottura: 20 min

Tempo di riposo: 2 min

Dosi per: 4 persone

Metodo di cottura: Rosolare

Stagioni: Primavera, Estate

Servizio: Caldo

Difficoltà: Facile

Origine: Italia

Il risotto alla pescatora è una delle ricette di mare più buone e famose che esistano in Italia.
La ricetta ha subìto e subisce continuamente mille modifiche; fatto sta che il riso sta bene con tutto.
In questa ricetta i gamberetti, i calamari e le seppie si sposano in maniera perfetta tra loro. Questa ricetta di risotto alla pescatora facile è un asso nella manica che potrete tirare fuori in ogni occasione.

Un piatto elegante e chic che può essere portato a tavola anche durante una situazione più formale.
Il risotto alla pescatora può essere preparato nei giorni di festa come la domenica o il Natale, ma alla fine, non essendo molto difficile da eseguire, questa ricetta può essere realizzata anche nei giorni comuni.

Provate a fare questo primo di mare delizioso seguendo la mia ricetta e sentirete che sapore e che profumino incredibili!

Ingredienti

Preparazione

Quando volete preparare il risotto alla pescatora per prima cosa fate scaldare un giro di olio in una casseruola e mettete tostare il riso.

1

Appena i chicchi risulteranno traslucidi, occorreranno un paio di minuti, sfumate con del vino bianco e lasciate evaporare completamente la parte alcolica. Aggiungete ora del brodo di pesce bollente in quantità sufficiente a coprire il riso.

2

Unite le ali e i tentacoli delle seppie tagliati a pezzettini, quindi aggiungete anche le sacche ridotte a listarelle di circa 1 cm per 3-4 cm.

3

In un recipiente mettete i pomodorini pelati, aggiungete l’aglio tritato, quindi schiacciate grossolanamente con una forchetta, insaporite con un pizzico di sale e aggiungete circa un cucchiaio di olio. Versate questa salsa nel risotto, mescolate dopodiché unite anche i ciuffi dei calamari tagliati in 2,3 pezzi, in base alle dimensioni.

4

Quando mancheranno circa 4-5 minuti al termine della cottura, unite le sacche dei calamari tagliate ad anelli non troppo spessi e proseguite unendo altro brodo caldo all’occorrenza.

5

Giunti al termine della cottura del riso unite i gamberi sgusciati e privati delle interiora, lasciate cuocere per circa 30 secondi e regolate di sale se necessario. Allontanate la padella dal fuoco, unite il prezzemolo tritato, un bel giro di olio e mantecate il risotto; fate riposare per qualche minuto prima di servire. FONTE https://www.casapappagallo.it/ricette/risotto-alla-pescatora

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SEZ. RICETTE Zeppole di patate: il dolce natalizio delle feste in Costiera. La ricetta

25 Dicembre 2024, 11:38am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Le zeppole di patate sono una portata davvero imprescindibile della tradizione natalizia in Costiera Amalfitana. Insieme agli scauratielli (qui la ricetta), infatti, sono uno dei dolci immancabili sulle tavole degli amalfitani e, in generale, di tutti gli abitanti della Divina. La tradizione legata a questo piatto è tanto sentita che a Positano sin dai primi anni ’80, le zeppole di patate sono divenute protagoniste di una sagra che si svolge, come di consueto, tra Natale e Capodanno, attirando tantissimi golosi visitatori in città. 

Per un vassoio di zeppole di patate occorrono:

1 kg di farina
1 kg di patate a pasta gialla
100 g di zucchero
50 g lievito di birra
6 uova
100 g di burro
buccia grattugiata di un limone

Procedimento

Il primo passaggio da compiere è versare la farina a fontana sul tavolo da lavoro.

Al centro bisognerà, poi, mettere le patate ancora calde, e prima scaldate in acqua bollente e schiacciate con lo schiaccia patate.

Poi, si dovranno aggiungere lo zucchero, le uova, e la buccia di un limone grattugiato.

Non ci si dovrà, poi, dimenticare di aggiungere il lievito sciolto in mezzo bicchiere di latte tiepido e infine il burro ammorbidito a fuoco bassissimo. Si procede, poi, con l’impasto. E’ bene iniziare dal centro raccogliendo piano, piano tutta la farina fino ad ottenere una composto, che non è altro che una pasta, liscia ed omogenea. Con la pasta ottenuta si dovranno creare delle forme simili a quelle di una fune: partendo dalla cima, si andranno, poi, a formare delle ciambelle che andranno adagiate su una tovaglia, lasciando un po’ di spazio tra una ciambella e l’altra. Al termine bisognerà coprire il tutto con un’altra tovaglia, lasciar lievitare per due ore, e friggere il tutto in olio ben caldo. Importante anche il passaggio per la preparazione dello zucchero e della cannella: occorrerà mescolare in un recipiente fondo 200 g di zucchero e una bustina di cannella e tuffate le ciambelle ancora calde, girate accuratamente e appoggiatele su un piatto da portata AMALFINOTIZIE

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