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primo piano e anteprima

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PRIMO PIANO USA, BIMBO DI 3 ANNI SI UCCIDE COL FUCILE: ARRESTATO LO ZIO

9 Maggio 2013, 12:17pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA NEW YORK - Ancora un'altra volta il gioco delle armi negli Usa uccide un bambino. Un piccolo di 3 anni si è ucciso giocando con la pistola trovata, carica e senza sicura, in uno zainetto dello zio con cui divideva la stanza. 
La polizia della contea di Hillsborough ha arrestato l'uomo, Jeffrey D. Walker, di 29 anni, accusato di negligenza aggravata. I gentori del bambino si trovavano nella loro stanza nel momento dell'incidente.

UN ALTRO CASO La tragedia in Florida non è l'unico caso di questo tipo registrato oggi dalla stampa americana: nella zona di Houston un bambino di 7 anni è stato colpito dal proiettile sparato dal fratellino di cinque. Il bambino è rimasto ferito ma non sarebbe a rischio di vita. E sabario scorso un bambino di 13 anni ha sparato alla sorellina di sei con la pistola trovata in casa in Florida. La bambina è ricoverata in condizioni gravi ma stabili. E lo scorso 30 aprile una bimba di 2 anni in Kentucky è rimasta uccisa dal colpo sparato dal fratellino di cinque con il fucile per bambini, modello Cricket, che gli era stato regalato dai genitori. 

LEGGO.IT

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA TREVISO LEONARDO, MORTO A 19 ANNI: STRONCATO DA UNA MALATTIA. "ERA UN RAGAZZO SOLARE

9 Maggio 2013, 11:10am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

TREVISO - È in lutto la comunità di Ponte di Piave per la morte diLeonardo Favero, 19 anni, residente in via Campagne. La rara, gravissima malattia che l'ha colpito l'estate scorsa alla fine ha avuto il sopravvento sulle assidue cure mediche alle quali il giovane si era sottoposto. C'è tanta tristezza in paese per la scomparsa di questo ragazzo gentile, che suscitava simpatia in chiunque lo avvicinava e che era benvoluto da coloro che lo conoscevano. Un giovane che si poneva in modo positivo nei confronti della vita, con il quale il destino non è stato magnanimo. 

La famiglia Favero è molto riservata, abita in via Campagne, è la zona a nord dell'area industriale, caratterizzata dall'agricoltura. I genitori Renata e Tiziano sono imprenditori agricoli. Leonardo era fratello gemello di Alessandro.
Dopo gli studi superiori si era iscritto all'Università a Padova. Quello che sembrava il normale futuro di un giovane che si prepara ad affrontare gli studi universitari quindi il mondo del lavoro, ha subito un brusco arresto la scorsa estate, con la comparsa della malattia.
Una patologia molto rara che a quanto pare ha colpito il fegato. 

I genitori, i medici hanno tentato per Leonardo ogni strada. Il giovane è stato portato negli ospedali di Verona, Treviso, Padova, Milano, ogni tentativo possibile è stato fatto. Invano.
Il giovane è morto nella sua casa, circondato dall'affetto dei genitori, del fratello Alessandro, delle nonne Carla e Regina, degli amici, dei volontari dell'associazione Organizzazione Mato Grosso. Finchè le forze glielo hanno permesso Leonardo Favero infatti ha dato manforte ai volontari che raccolgono ferro ed altri materiali passando per le vie del paese; con il ricavato che viene poi impiegato per sostenere la crescita delle popolazioni indigene del Mato Grosso in Brasile.
Il funerale avrà luogo sabato alle 15 a Ponte di Piave; domani sera alle 20 la recita del Rosario. Per volontà della famiglia non fiori ma offerte alla parrocchia o all'organizzazione Mato Grosso.

 

LEGGO,IT

09.05.2013.

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PRIMO PIANO ISCHIA CHOC, RAGAZZA PRESA A FRUSTATE IN PIAZZA: "TROVATA IN UNA POZZA DI SANGUE"

9 Maggio 2013, 10:59am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

NAPOLI - Presa furiosamente a cinghiate e lasciata in una pozza disangue sul ciglio della strada in pieno centro urbano.
È accaduto a Forio. Vittima dell'aggressione, una giovane senegalese residente da anni con i genitori sull'isola. L'aggressore che dopo il folle episodio di violenza gratuita si è dato immediatamente alla fuga, è un connazionale della donna. Per diverse ore, l'uomo è stato anche ricercato dai carabinieri. Una caccia all'uomo che si è interrotta solo quando è stato chiaro al magistrato di turno che la donna non avrebbe sporto denuncia di parte contro il suo aggressore, che sarebbe un membro della famiglia.

A dare immediatamente l'allarme ai carabinieri della vicina stazione sono stati alcuni passanti e turisti che hanno assistito alla scena di inaudita violenza. «Una scena davvero vergognosa, quella alla quale abbiamo assistito, con quest'uomo che senza alcuna remora continuava a fustigare la sua vittima, incurante delle grida di dolore», hanno poi raccontato i testimoni ai carabinieri nel fornire l'identikit dell'uomo. Trasportata d'urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Rizzoli, alla vittima dell'aggressione sono stati riscontrati un forte trauma cranico e uno all'addome, oltre a numerose ecchimosi e ferite al volto, e copiose fuoriuscite di sangue dal naso e dall’orecchio destro. 

Contrariamente alle indicazioni dei sanitari dell'ospedale isolano, che avrebbero voluto tenerla sotto monitoraggio per almeno 48 ore - la giovane anche se in stato confusionale ha invece insistito per farsi dimettere subito dall'ospedale e fare rientro in quella stessa casa, dove presumibilmente si era rifugiato nel frattempo il suo aggressore.
Del quale la donna non ha voluto fornire le generalità, rifiutandosi anche di sporgere querela di parte per le lesioni riportate. Ignote anche le cause dell'aggressione maturata in ambito familiare. Anche su questo lagiovane si è rifiutata di rispondere, togliendo ai carabinieri ogni possibilità di ulteriori interventi.

 

LEGGO.IT

09.05,2013

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA TROPPO SEXY PER INSEGNARE: PROF LICENZIATA PER LE SUE FOTO HOT IN BIKINI

8 Maggio 2013, 23:30pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA MARTIN COUNTY - Troppo sexy per insegnare inglese in un liceo di Martin County, in Florida. Una professoressa 26enne è stata per questo rimossa dall'incarico e allontanata dalla scuola.
Olivia Sprauer, conosciuta anche come come Victoria Valentine James, non solo è una bellissima ragazza, ma ha anche il sogno di diventare una modella a tempo pieno. Proprio una delle foto per cui ha posato è arrivata sulla scrivania del preside della Martin County High School e ha fatto scoppiare lo scandalo.
Pose estremamente sexy, lingerie che lascia pochissimo spazio all'imaginazione e mini bikini sono sembrati decisamente troppo per un'insegnante d'inglese. Ma poco male, Olivia aveva già intenzione di lasciare il suo lavoro alla fine dell'anno scolastico per dedicarsi completamente alla sua carriera di modella. Anzi, il suo licenziamento le ha fatto guadagnare anche un bel po' di visibilità, che nel settore non guasta mai.

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PRIMO CLEVELAD PIANO LE TRE RAPITE VISTE NUDE E AL GUINZAGLIO. "IN DIECI ANNI ALMENO 5 GRAVIDANZE"

8 Maggio 2013, 12:17pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/MsgrNews/PANORAMA/20130508_cleveland.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

CLEVELAND - Nuove verità sul caso delle tre donne rapite da adolescenti e segregate per dieci anni in una casa di Cleveland, nell'Ohio, emergono dalle testimonianze dei vicini e delle stesse vittime. Amanda Berry, Gina DeJesus e Michelle Knight, rapite a distanza di breve tempo l'una dall'altra sarebbero state viste due anni fa nude e legate a un guinzaglio camminare a quattro zampe nel cortile della propprietà di Ariel Castro, trascinate da tre uomini. Ad assistere alla scena diversi testimoni, ma sono tanti i misteri ancora da svelare legati alla vicenda. Più volte i vicini di casa di Seymour Avenue si sarebbero rivolti alla polizia per segnalare diverse stranezze, ma gli agenti si sono limitati a bussare alla porta e -senza alcuna risposta- tornare indietro. GRAVIDANZE MULTIPLE Nei dieci anni trascorsi nello scantinato di casa Castro, il 52enne arrestato insieme a due fratelli, le donne avrebbero portato avanti almeno cinque gravidanze. Una di loro, Amanda Berry, ha anche avuto una bambina che oggi ha sei anni ed è stata vista da alcuni testimoni passeggiare al parco col carceriere, che la presentava come sua nipote. Dei cinque bambini che sarebbero nati non c'è traccia, ma, come emerge dal racconto delle vittime, almeno altri tre sarebbero morti ancor prima di nascere: una delle tre avrebbe subito tre aborti causati dalla malnutrizione.

LEGGO.IT

08.05.2013.

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA WORCHESTER VOLEVA RAPIRE, STUPRARE E MANGIARE BAMBINI. 40ENNE ARRESTATO, ORRORE NEGLI USA

8 Maggio 2013, 12:02pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/MsgrNews/PANORAMA/20130508_geoffrey-portwayv2.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

WORCHESTER - Un uomo di 40 anni è stato arrestato per aver progettato di rapire, stuparare, uccidere e infine mangiare dei bambini. Geoffrey Portway aveva già attrezzato nella sua casa una cantina organizzata come una sorta di prigione-obitorio per le sue vittime, con una gabbia d'acciaio e una bara artigianale delle dimensioni di un bambino, una sedia, una tv, e cavi per il collegamento internet. Portway britannico residente in Massachusetts, si è dichiarato colpevole per i suoi folli piani e ora rischia fino a 27 anni di prigione. È quanto riporta l'edizione on line della BBC. L'uomo avrebbe passato mesi a chattare con un altra persona, un americano, Michael Arnett su come rapire, e uccidere un bambino. Nel corso di un'ispezione compiuta lo scorso anno, la polizia aveva rinvenuto in casa di Portway, due congelatori, insieme ad alcuni bisturi monouso, un kit per la macellazione e strumenti per la castrazione. Le indagini hanno rivelato un traffico on line di materiale pedopornografico messo in atto da Portway con altri utenti. L'uomo avrebbe scambiato più di 4.500 pezzi tra foto e video che ritraevano bambini morti e forme di cannibalismo.

LEGGO.IT

08.05.2013

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA PADOVA, SEXY RICATTO A DUE PRETI: "PAGATE 5MILA EURO O DICIAMO A TUTTI CHE SIETE GAY

8 Maggio 2013, 11:54am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/MsgrNews/PANORAMA/20130508_c2_uuu6.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

PADOVA - Un imputato è morto durante l’inchiesta. Il complice ieri mattina si è fatto giudicare con il rito abbreviato. È stato ritenuto responsabile di tentata estorsione ed è stato condannato a un anno e otto mesi di reclusione con la sospensione della pena. Fouad Ghergui, 48enne di origine marocchina, ma in Italia da moltissimi anni, attualmente residente a Fiesso D’Artico (Venezia), ha tentato di estorcere cinquemila euro a due sacerdoti. Un alto prelato e un parroco della provincia di Padova, che in passato avevano retto insieme una parrocchia di un quartiere cittadino. Per il pubblico ministero l’imputato e il complice avevano minacciato i due sacerdoti di rivelare alla "stampa e ai superiori ecclesiastici" le loro relazioni di carattere omosessuale. Era il settembre 2010 quando i due sacerdoti decisero di presentare una denuncia nei confronti dei due individui, che da luglio andavano avanti con minacce e richieste di denaro. L’esposto era stato presentato alla Squadra investigativa della polizia municipale, che poi ha condotto le indagini. Il marocchino Ghergui non è mai stato clandestino e non ha precedenti penali. Durante le indagini era emerso che conviveva a Padova con l’amico ora defunto. E gestivano delle attività commerciali, compreso un locale a luci rosse in un quartiere cittadino frequentato da gay. I due indagati non hanno mai negato di conoscere i due sacerdoti. Anzi, sostenevano che frequentavano assiduamente il loro locale per gay. E per rincarare la dose, sostenevano che entrambi avevano avuto dei rapporti omosessuali con i due sacerdoti. Non solo i due indagati, anche un loro parente. Secondo l’accusa questi erano i particolari che il marocchino e l’amico volevano rivelare alla stampa e ai superiori ecclesiastici se i due sacerdoti non avessero sborsato i cinquemila euro. Questo era bastato al pubblico ministero Dini per mettere sotto accusa i due individui e chiedere il loro rinvio a giudizio. Ieri mattina i due sacerdoti non si sono costituiti parte civile davanti al giudice Cavaggion. Non hanno temuto per le minacce, non hanno pagato e hanno subito denunciato i fatti. Come a dire, che si trattava dell’opera di due individui che volevano incassare facilmente del denaro. I due sacerdoti conoscevano i loro estorsori? Non si sa. E non si sa il motivo per il quale nel luglio 2010 Ghergui e il suo amico si fossero messi a minacciare all’improvviso i due preti.

LEGGO.IT

08.05.2013.

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PRIMO PIANO CASERTA, ARRESTATO UN GINECOLOGO. L'ACCUSA CHOC: "VENDEVA NEONATI"

8 Maggio 2013, 11:47am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/MsgrNews/PANORAMA/20130508_c2___3034385.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

CASERTA - Un ginecologo è stato arrestato con l'accusa di aver venduto un neonato partorito da una minorenne in difficoltà. L'arresto risale al pomeriggio di ieri ma è stato reso noto solo questa mattina. La squadra mobile di Caserta, al termine di una delicata e complessa indagine coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, ha eseguito l’ordinanza di custodia cautelare. Secondo le prime notizie la minore si era rivolta al medico, che opera presso due note cliniche di san giuseppe Vesuviano e di Caserta, per abortire. Il medico l'avrebbe convinta a portare a termine la gravidanza per poi vendere il neonato.

LEGGO.IT

08.05.2013.

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PRIMO PIANO Genova, nave abbatte la torre del porto sette morti: uno è un pilota livornese padre di due figli

8 Maggio 2013, 11:39am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://iltirreno.gelocal.it/polopoly_fs/1.7022385!/image/image.jpg_gen/derivatives/landscape_660/image.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Una nave portacontainer, la Jolly Nero della compagnia Messina, è finita contro la torre di controllo facendola crollare insieme alla "palazzina piloti". Al momento dell'urto era in corso il cambio turno: a perdere la vita anche Michele Robazza, 45 anni, nato a Pistoia ma dall'età di 14 anni residente a Livorno. La procura apre un fascicolo per omicidio colposo Ricerche ininterrotte a Genova, dove è stato definito il bilancio, ancora provvisorio, dell'incidente al porto avvenuto alle 23 di martedì notte (FOTO): sono saliti a 7 i morti accertati, 4 i feriti e 2 i dispersi. Tra le vittime anche un pilota livornese, Michele Robazza, 45 anni, sposato e padre di due figlie. Le altre vittime identificate sono: Daniele Frantantonio, 30 anni di Rapallo, e Davide Morella 33 anni di Bisceglie. Uno dei dispersi è stato trovato vivo sotto le macerie. (NOTIZIA IN AGGIORNAMENTO). Robazza, nato a Pistoia, si è trasferito a Livorno all'età di 14 anni per frequentare l'istituto nautico dopo essere cresciuto a Firenze. Lascia la moglie e due figli: una bimba 8 anni e un bambino di 7. NELLE FOTO: da sinistra Michele Robazza, Daniele Frantantonio e la torre colpita Al Molo Giano si continua a lavorare per cercare di liberare la banchina da ciò che resta della Torre di controllo del Porto, una struttura in cemento alta oltre 50 metri. Alle 23 di martedì è stata colpita in pieno, e inspiegabilmente, dalla poppa della porta container Jolly Nero (LA SCHEDA), della linea Messina. È venuta giù di schianto, seppellendo tutti coloro che c'erano al suo interno, 13 persone secondo - appunto - il bilancio provvisorio reso noto dalle forze dell'ordine. VIDEO Le prime immagini della torre di controllo colpita / "Ero lì davanti" La torre, di cemento e vetro, si è come “afflosciata” nelle acque nere di molo Giano. Dei quattro feriti accertati, due sono stati ricoverati in codice rosso, altri due sono in condizioni meno gravi. I quattro si sono salvati perchè sarebbero riusciti a gettarsi in mare prima del crollo della torre. FOTO La torre di controllo prima dell'incidente / All'alba dopo la tragedia Sommozzatori dei vigili del fuoco hanno scandagliato il fondo del porto per tutta la notte, mentre decine di uomini del soccorso lavorano per rimuovere le macerie della torre e delle due palazzine della Capitaneria crollate dopo l'urto. Si opera anche con l'ausilio di un pontone, in condizioni difficili. IL PRECEDENTE La tragedia del Moby Prince - Lo speciale - Tutti gli articoli sul Moby Prince Dei dispersi, tre sarebbero rimasti imprigionati all'interno dell'ascensore della torre, poi finito o in acqua o sepolto dalla macerie. Subito dopo l'incidente si sono recato sul posto il sindaco, Marco Doria, il prefetto, Giovanni Balsamo, il presidente dell'Ap, Luigi Merlo, l'armatore, Stefano Messina. Sconvolti. «E' una tragedia inspiegabile» ha detto Merlo. «Siamo senza parole, e disperati» ha aggiunto Messina. La nave è stata sequestrata. Secondo alcune testimonianze avrebbe avuto un'avaria ai motori, per cui era diventata ingovernabile. «Di certo non doveva essere lì» ha commentato Merlo. «Una nave di quelle dimensioni non può far manovra in quella zona». Il sindaco Doria ha proclamato il lutto cittadino.

IL TIRRENO

08.05.2013.

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PRIMO PIANO Andreotti, le ombre delle inchieste dalla mafia all'omicidio Pecorelli

7 Maggio 2013, 08:32am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella Uomo dei record anche nelle inchieste giudiziarie. Il senatore scomparso oggi è stato coinvolto nei processi per l'assassinio del giornalista e per i rapporti con cosa nostra. Assoluzione nel primo caso, prescrizione fino ai fatti del 1980 per il secondo Una vita al potere. Ma più volte la sua vita finisce sotto la lente di ingrandimento dei magistrati. Concorso esterno in associazione mafiosa, omicidio del giornalista Mino Pecorelli: sono queste le accuse più pesante rivolte contro Giulio Andreotti, il senatore a vita e leader della Dc scomparsa stamane nella sua casa romana.

LE DUE AUTORIZZAZIONI A PROCEDERE - È il 27 marzo del 1993 quando al Senato arriva la richiesta di autorizzazione a procedere per concorso in mafia: è firmata dalla procura di Palermo. Il 20 luglio di due anni più tardi è quella di Perugia ad avanzare la stesso provvedimento a palazzo Madama, per l'assassinio Pecorelli.

I PROCESSI PARALLELI - Solo il 26 settembre del 1999 inizia, nell'aula bunker dell'Ucciardone, a Palermo,quello che molti definiscono il processo del secolo. L'accusa è associazione mafiosa. Solo qualche mese prima, il 30 aprile, nella requisitoria sull’omicidio del direttore di Op, i pubblici ministeri chiedono l'ergastolo per tutti gli imputati. Il verdetto arriva due giorni prima del “processo del secolo”. Dopo oltre 100 ore di camera di consiglio la sentenza: tutti assolti per non aver commesso il fatto

. L’ASSOLUZIONE - Il mese dopo la seconda assoluzione: al processo di Palermo il senatore a vita è scagionato con la formula ''dubitativa''. L’appello prende il via nella primavera di due anni dopo. Neanche dopo 12 mesi la Corte d’Assise d’appello di Perugia, invece, lo condanna a 24 anni di carcere, insieme a Tano Badalamenti, per l'omicidio Pecorelli. Mentre il 2 maggio 2003, a Palermo la conferma del primo grado, anche se ebbe “rapporti organici con Cosa nostra almeno fino al 1980”.

LA CASSAZIONE - Il 30 ottobre 2003 la Cassazione annulla senza rinvio la sentenza sull'omicidio Pecorelli: di fatto è come l'assoluzione piena da qualsiasi responsabilità per Andreotti, che viene considerato estraneo all’assassinio del giornalista, avvenuto il 20 marzo 1979. Il 28 dicembre dell’anno successivo la sentenza definitiva da Palermo. Prescrizione per il delitto di associazione a delinquere fino alla primavera del 1980 e l'assoluzione per il reato di associazione mafiosa dal 1980 in poi.

LA PRESCRIZIONE - Per i magistrati il ruolo del senatore è dubbio per i rapporti con cosa nostra prima del 1980, visti anche gli incontri con il boss Stefano Bontade, i legami con Vito Ciancimino e con i cugini Nino e Ignazio Salvo. Ma c’è la prescrizione.

 Fonte :PAESESERA

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