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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO Andreotti, le ombre delle inchieste dalla mafia all'omicidio Pecorelli

7 Maggio 2013, 08:32am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella Uomo dei record anche nelle inchieste giudiziarie. Il senatore scomparso oggi è stato coinvolto nei processi per l'assassinio del giornalista e per i rapporti con cosa nostra. Assoluzione nel primo caso, prescrizione fino ai fatti del 1980 per il secondo Una vita al potere. Ma più volte la sua vita finisce sotto la lente di ingrandimento dei magistrati. Concorso esterno in associazione mafiosa, omicidio del giornalista Mino Pecorelli: sono queste le accuse più pesante rivolte contro Giulio Andreotti, il senatore a vita e leader della Dc scomparsa stamane nella sua casa romana.

LE DUE AUTORIZZAZIONI A PROCEDERE - È il 27 marzo del 1993 quando al Senato arriva la richiesta di autorizzazione a procedere per concorso in mafia: è firmata dalla procura di Palermo. Il 20 luglio di due anni più tardi è quella di Perugia ad avanzare la stesso provvedimento a palazzo Madama, per l'assassinio Pecorelli.

I PROCESSI PARALLELI - Solo il 26 settembre del 1999 inizia, nell'aula bunker dell'Ucciardone, a Palermo,quello che molti definiscono il processo del secolo. L'accusa è associazione mafiosa. Solo qualche mese prima, il 30 aprile, nella requisitoria sull’omicidio del direttore di Op, i pubblici ministeri chiedono l'ergastolo per tutti gli imputati. Il verdetto arriva due giorni prima del “processo del secolo”. Dopo oltre 100 ore di camera di consiglio la sentenza: tutti assolti per non aver commesso il fatto

. L’ASSOLUZIONE - Il mese dopo la seconda assoluzione: al processo di Palermo il senatore a vita è scagionato con la formula ''dubitativa''. L’appello prende il via nella primavera di due anni dopo. Neanche dopo 12 mesi la Corte d’Assise d’appello di Perugia, invece, lo condanna a 24 anni di carcere, insieme a Tano Badalamenti, per l'omicidio Pecorelli. Mentre il 2 maggio 2003, a Palermo la conferma del primo grado, anche se ebbe “rapporti organici con Cosa nostra almeno fino al 1980”.

LA CASSAZIONE - Il 30 ottobre 2003 la Cassazione annulla senza rinvio la sentenza sull'omicidio Pecorelli: di fatto è come l'assoluzione piena da qualsiasi responsabilità per Andreotti, che viene considerato estraneo all’assassinio del giornalista, avvenuto il 20 marzo 1979. Il 28 dicembre dell’anno successivo la sentenza definitiva da Palermo. Prescrizione per il delitto di associazione a delinquere fino alla primavera del 1980 e l'assoluzione per il reato di associazione mafiosa dal 1980 in poi.

LA PRESCRIZIONE - Per i magistrati il ruolo del senatore è dubbio per i rapporti con cosa nostra prima del 1980, visti anche gli incontri con il boss Stefano Bontade, i legami con Vito Ciancimino e con i cugini Nino e Ignazio Salvo. Ma c’è la prescrizione.

 Fonte :PAESESERA

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PRIMO PIANO :E' morta Agnese Borsellino, vedova del giudice ucciso dalla mafia

7 Maggio 2013, 08:21am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella PALERMO - È morta, a Palermo, Agnese Piraino Leto, vedova del giudice Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia nel 1992. La signora Borsellino era ammalata da tempo. I funerali avranno luogo domani mattina alle ore 9.30 Le ultime rivelazioni. Figlia del presidente del tribunale di Palermo Angelo, si era sposata con Paolo Borsellino, allora giovane magistrato, il 23 dicembre 1968. Da loro matrimonio sono nati tre figli: Lucia, 44 anni, che oggi ricopre l'incarico di assessore regionale alla Sanità, Manfredi, 41 anni, attuale dirigente del commissariato di polizia di Cefalù, e Fiammetta, di 40. La vedova Borsellino ha sempre tenuto un atteggiamento di grande riserbo insieme ai figli, limitandosi a presenziare a poche cerimonie pubbliche in ricordo del marito. Solo in occasione delle udienze del processo per la strage di via D'Amelio aveva riferito le confidenze e le preoccupazioni del marito alla vigilia dell'attentato del 19 luglio 1992. Il processo sull'attentato. Agnese Borsellino, 71 anni, non aveva mai rinunciato a testimoniare il proprio impegno nella lotta alla mafia e nella ricerca della verità sull'uccisione del marito. Proprio in questi giorni è iniziato a Caltanissetta il quarto filone processuale sull'attentato. Agnese Piraino Leto, che già era stata sentita durante la fase istruttoria, era indicata fra i testimoni principali del dibattimento. Aveva tra l'altro riferito sulle inquietudini del coniuge che si erano accentuate dopo la strage di Capaci nella quale vennero uccisi Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta. I funerali si svolgeranno domenica a Palermo, alle 9.30, nella chiesa di S. Luisa di Marillac, la stessa dove si svolsero le esequie del magistrato ucciso nella strage di via D'Amelio. Le sue ultime parole. «Questa città deve resuscitare. Deve ancora resuscitare». Sono state le ultime parole pronunciate in pubblico da Agnese Borsellino il 12 ottobre dell'anno scorso in occasione dell'inaugurazione della nuova sede della Dia a Palermo. La malattia l'aveva tenuta lontana dagli eventi pubblici: non aveva potuto neanche partecipare alle manifestazioni per il ventennale delle stragi. Aveva però mandato un messaggio ai giovani perché raccogliessero la lezione civile del marito. «Dopo alcuni momenti di sconforto - aveva scritto - ho continuato e continuerò a credere e rispettare le istituzioni di questo Paese come mio marito sino all'ultimo ci ha insegnato. Non indietreggiando nemmeno un passo di fronte anche al solo sospetto di essere stato tradito da chi invece avrebbe dovuto fare quadrato intorno a lui». «Io non perdo la speranza - aveva concluso Agnese Borsellino - in una società più giusta e onesta. Sono, anzi, convinta che sarete capaci di rinnovare l'attuale classe dirigente e costruire una nuova Italia». Il dolore dei figli. «I figli desiderano che oggi sia un momento di preghiera strettamente privato nel rispetto di una perdita che ha una dimensione prima di tutto familiare». È quanto si legge in una nota diffusa dai figli della vedova di Paolo Borsellino - Lucia, Manfredi e Fiammetta - che invitano al rispetto del loro dolore chiedendo di considerare questo come un momento strettamente privato. «La Fondazione intitolata a Paolo Borsellino e a tutte le vittime della mafia - conclude la nota - ha messo a disposizione la mail info progettolegalita.it per raccogliere eventuali messaggi di testimonianza di affetto e considerazione per la Signora Agnese che non ha mai smesso di chiedere, insieme ai figli, che sia fatta verità e giustizia».

Fonte IL MESSAGGERO

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA :Picco dell'attività solare a maggio. Probabili tempeste geomagnetiche

7 Maggio 2013, 07:52am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella Roma,  Occhi puntati sul Sole: la nostra stella e' appena entrata nel picco dell'attivita' solare previsto per il mese di maggio. L'aumento dell'emissione di radiazioni, che probabilmente sara' di entita' non eccezionale, potrebbe comunque causare sulla Terra delle tempeste geomagnetiche con effetti sulle grandi reti elettriche e informatiche. Un aggiornamento sulla situazione sara' fornito nel corso della 17esima conferenza spaziale internazionale, che si svolgera' a Roma dall'8 al 10 maggio. "Non abbiamo ancora modelli definitivi che ci consentano di fare previsioni precise sull'evoluzione dell'attivita' solare, e possiamo ricorrere solo all'osservazione immediata, che ci consente un preavviso di 24-48 ore su eventuali tempeste geomagnetiche", spiega Mauro Messerotti dell'Inaf-Osservatorio astronomico di Triste, tra gli esperti presenti alla conferenza. "Queste tempeste possono causare black-out alle reti di distribuzione dell'energia elettrica, al sistema Gps e ai vari sistemi di telecomunicazione. Inoltre - aggiunge - l'aumento del flusso di particelle energetiche solari costituisce un fattore di rischio elevato per equipaggi e passeggeri dei voli aerei intercontinentali su rotte polari. In Italia purtroppo non esiste ancora un'organizzazione deputata a monitorare questi fenomeni e a coordinare eventuali interventi". Alla conferenza parteciperanno circa 300 esperti provenienti da tutto il mondo e dalle maggiori agenzie e organizzazioni spaziali internazionali. Oltre che delle tempeste solari, si parlera' anche di altri pericoli di origine spaziale, come l'impatto di meteoriti, asteroidi, detriti spaziali e il cyber-terrorismo.

Fonte RAI NEWS 24

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PRIMO PIANO :Tragedia in Rai, suicida il vicedirettore Tgr

6 Maggio 2013, 12:59pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361_365998816852598_1636001835_n.jpgInserito da :Sotgia Marcella 13:53 - La Rai è sconvolta dal tragico gesto di Paolo Petruccioli, vicedirettore della Testata Giornalistica Rai, che si è suicidato gettandosi dalla finestra dei suoi uffici in Borgo Sant'Angelo, a Roma. Prima di togliersi la vita Petruccioli avrebbe spedito una mail alla moglie manifestando le sue intenzioni. La donna avrebbe tentato, senza riuscirci, di fare il possibile per evitare il tragico gesto.

Fonte TG COM 24

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PRIMO PIANO :E' morto a Roma Giulio Andreotti

6 Maggio 2013, 12:56pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

E' morto Giulio Andreotti Politico longevissimo: sette volte presidente del Consiglio e più volte ministro

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella13:55 - Si è spento alle 12.25 nella sua casa di Roma il senatore Giulio Andreotti. Lo hanno reso noto i suoi familiari, aveva 94 anni. Per decenni al centro della vita politica italiana, ha guidato il governo per sette volte. E' stato il politico italiano più blasonato: sette volte alla guida del governo, innumerevoli volte ministro, campione delle preferenze nelle liste della Dc. Ma per i suoi nemici è ricordato come "Belzebù", circondato da una fama di politico cinico e machiavellico che lui stesso, in fondo, ama coltivare.In più di mezzo secolo di vita pubblica, più di ogni altro governante, Giulio Andreotti è stato identificato come l'emblema di un potere che nasce e si alimenta nelle zone d'ombra. Il sarcasmo, la sua dote migliore - Andreotti era nato a Roma il 14 gennaio 1919. "Quell'anno sono nati il Ppi di Sturzo, il fascismo e io. Di tutti e tre sono rimasto solo io", si gloriava ultimamente. Da giovane, era un ragazzo religioso, studioso, molto serio, la schiena già lievemente incurvata e le idee chiare sul suo futuro. Unici divertimenti le partite della Roma (al vecchio stadio di Testaccio) e le corse dei cavalli all'ippodromo delle Capannelle. Il debutto al governo a 28 anni - Nel 1946, a 28 anni, era già sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con una delega particolare per lo spettacolo. Il giovane Giulio si occupava del cinema a trecentosessanta gradi: dai tagli della censura ai copioni poco rispettosi della morale cristiana ai finanziamenti pubblici per sostenere le produzioni italiane. Di quegli anni si ricorda la polemica con Vittorio De Sica, accusato dal giovane sottosegretario di aver reso "un pessimo servizio all'Italia" con il suo pessimistico film "Umberto D". Nel 1954 divenne ministro - Nel 1954 fece il salto e diventò ministro. Il suo feudo elettorale era la campagna a sud di Roma, da dove proveniva la sua famiglia: Fiuggi, Anagni, Alatri, antichi possedimenti delle nobili famiglie capitoline, diventarono centri della sua rete elettorale e clientelare. Politicamente rappresentava l'ala più conservatrice e clericale della Dc, i suoi avversari interni erano i fautori del centrosinistra, come Moro e Fanfani. Ottime le sue entrature in Vaticano, estesissima la sua rete di contatti internazionali. Nel '72 debutto da premier - Fu nel 1972 che riuscì ad arrivare alla presidenza del Consiglio. Lo scelsero con scarsa convinzione, per dar vita a un governo di centro dalle scarse prospettive. E infatti fu il governo più breve della storia repubblicana: solo 9 giorni, dalla fiducia alle dimissioni. Le sue massime storiche - Già allora sapeva che "il potere logora chi non ce l'ha" e che "a pensare male si fa peccato ma di solito ci si indovina". Queste due massime rappresentano la sintesi perfetta del pensiero politico andreottiano e sono ormai espressioni comuni. Per una di quelle curiose alchimie della politica che caratterizzavano la prima repubblica, fu lui, l'uomo della destra Dc, a essere chiamato a guidare i governi di solidarietà nazionale, alla fine degli anni settanta, con l'appoggio esterno del Pci. I leader della Dc avevano capito quale era la sua più grande dote: conciliare gli opposti, smussare gli angoli, digerire le difficoltà. L'emblematico rapporto con Craxi - Il leader socialista non lo vedeva di buon occhio e fui lui a coniare il soprannome di Belzebù. Andreotti era "la volpe che finirà in pellicceria". Ma qualche anno dopo dopo, di nuovo a Palazzo Chigi, Andreotti strinse un patto di ferro proprio con Craxi : erano gli anni del "caf" (dalle iniziali di Craxi , Andreotti e Forlani) e l'opposizione di sinistra lo considerava come il peggio del peggio della politica italiana. Il film "Il Divo" di Sorrentino lo ritrae come responsabile o complice di mille nefandezze. Lui stava per querelare, ma poi preferì lasciar correre: era pù' andreottiano così, forse anche perché, altra sua perla di cinica saggezza, "una smentita è una notizia data due volte...". Il sospetto più infamante: la mafia - Tanti i dubbi e i sospetti che hanno accompagnato la sua vicenda politica: il più infamante, quello di essere sceso a patti con la mafia. Per qualcuno bastava già la lunga amicizia con Salvo Lima, suo luogotenente in Sicilia, morto ammazzato nel 1992 a ridosso delle elezioni politiche che sancirono il crollo della Dc, per considerare Andreotti come un politico disposto al compromesso con Cosa Nostra. Il presunto bacio con Riina - Poi arrivò Buscetta a raccontare la storia del bacio a Toto' Riina. I colpevolisti erano di gran lunga più numerosi. Ma Andreotti sfidò i giudici andando a tutte le udienze del processo che lo vedeva imputato, la testa china sui suoi appunti, contestando l'accusa fino alla sentenza definitiva di assoluzione.

Fonte :TG COM 24

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PRIMO PIANO ELISA, 39ANNI, TROVATA CADAVERE NEL BOSCO: "ERA SCOMPARSA A FEBBRAIO"

6 Maggio 2013, 09:19am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Il luogo del ritrovamento del cadavere di Elisa De Carli (Gazzettino.it)

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA BELLUNO - É stata trovata morta in un bosco Elisa De Carli, una 39enne residente a Verzegnis (Udine), ma di origini milanesi. La donna era scomparsa lo scorso 28 febbraio da da Sappada in provincia di Belluno. Dalle prime indagini era stata trovata la sua jeep abbandonata in mezzo alla neve, si era prpceduto con le ricerche ma nessun ritrovamento. Ma il sospetto che Elisa si trovasse in quei boschi è rimasto sempre, soprattutto dopo aver visto il suo gatto, animale da lei inseparabile, aggirarsi in quell'area tra la neve. L'eccessiva nevicata non aveva concesso ai soccorritori, però, di spingersi troppo oltre. Le ricerche sono comunque andate avanti, fino a quando ieri la donna non è stata trovata cadavere nel bosco.

LEGGO.IT

06.05.2013

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PRIMO PIANO La giacca che “ti abbraccia come una fidanzata” VIDEO

6 Maggio 2013, 08:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

la giacca che ti abbraccia

 

397292 104896189669319 1023336315 nPROPOSTO DA MICHELE PAPPACODA Un gruppo di studenti e ricercatori dell’Università di Tsukuba ha sviluppato una giacca che “ti abbraccia come una fidanzata”.

La giacca (chiamata Raiju Coat, “giacca della soddisfazione”) simula, in particolare, la sensazione di un braccio attorno alla vita, e può essere accompagnata da una registrazione di frasi dolci che accompagna l’abbraccio robotico.

Al momento sembrerebbe che non ci sia la volontà di produrre industrialmente l’affettuosa giacca e venderla sul mercato, anche se sembrerebbe che come doppiatrice per le “frasi dolci” sia stata utilizzata Yu Shimotsuki, un’attrice famosa in Giappone per i suoi lavori nel campo dei videogiochi per adulti (anche se non è chiarissimo se sia stato commissionato un lavoro apposito o siano stati riciclati spezzoni preesistenti), cosa che farebbe pensare che gli sviluppatori vogliano comunque andare oltre una dimostrazione di fattibilità (che avrebbe potuto essere accompagnata semplicemente da un doppiaggio amatoriale).

Tra l’altro, la scelta della doppiatrice fa intuire anche in modo abbastanza chiaro quello che è il target della “giacca che ti abbraccia”, e cioè quello dei giovani (e meno giovani) videogiocatori single, per quanto un abbraccio faccia sempre bene a tutti.


FONTE: http://notizie.delmondo.info/2013/04/30/la-giacca-che-ti-abbraccia-come-una-fidanzata/#ixzz2SUrFVPyj

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA Un abito da sposa… fatto con i documenti del divorzio

6 Maggio 2013, 08:43am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

abito da sposa con carte del divorzio

397292 104896189669319 1023336315 nPROPOSTO DA MICHELE PAPPACODA I documenti sono usati in modo da dare un effetto increspato al vestito. L’idea ha riscosso molto interesse, per il suo ironico simbolismo, anche se a dir la verità l’impressione è che ciascuno sembri leggerci un po’ quello che vuole: dalla futilità del matrimonio, all’amore che vince sulle “scottature” della vita.

FONTE http://notizie.delmondo.info/2013/05/04/un-abito-da-sposa-fatto-con-i-documenti-del-divorzio/

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PRIMO PIANO AGARTALA ROONA, HA 18 MESI E LA TESTA COME UN PALLONE: "HA UNA SPERANZA"

5 Maggio 2013, 11:37am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130504_roona.jpg.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

AGARTALA - Cresce la speranza per la piccola Roona Begum, di soli 18 mesi, con una testa di tre volte più grande del normale, causata da una forma estrema di idrocefalo o acqua nel cervello. I medici l'hanno sottoposta a una serie di interventi chirurgici per ridurre le dimensioni del cranio. La piccola, fotografata con il padre Abdul nel villaggio di Jirania, nel nord dell'India, ha una patologia chiamata idrocefalo, cioè un accumulo anomalo di liquido a livello dei ventricoli cerebrali che fa assumere dimensioni enormi al cranio. Finora i medici hanno ridotto il gonfiore di quasi un terzo attraverso il drenaggio del liquido dal suo cranio. Anche se lei resta in condizioni critiche, i medici dicono che ha risposto bene al trattamento. A causa del suo disturbo, che la affligge dalla nascita, Roona soffre di convulsioni e disturbi mentali. La malattia, se non curata, potrebbe condurre alla morte. Proprio questa è la preoccupazione della famiglia Begum: il padre di Roona lavora come operaio in una fabbrica di mattoni e guadagna circa due euro al giorno, mentre per curare la piccola servirebbero costosi medici privati.

LEGGO.IT

05.05.2013

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA muore 75enne schiacciato da una gru nel porto di Amalfi

5 Maggio 2013, 10:57am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

E' morto sul colpo, i carabinieri hanno chiuso l'accesso ai luoghi del dramma Salerno. Un uomo di 70 anni è deceduto su un molo molo di Amalfi per il crollo di una gru. Cosimo Gambardella è rimasto schiacciato dal mezzo meccanico. Sono intervenuti i vigili del fuoco ed i carabinieri per i rilievi. La zona portuale è stata transennata in attesa dell'arrivo del medico legale e del magistrato di turno.

IL MATTINO

05.05.2013.

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