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primo piano e anteprima

NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA Diciannovenne travolta da motociclista ubriaco: muore in ospedale per le ferite

11 Luglio 2013, 08:52am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

903 464501636946579 1480330661 n (1)INSERITO DA KSENIA KULIKOVA PIACENZA - Una ragazza albanese di 19 anni, M.G., è stata travolta e uccisa verso le 2.30 della scorsa notte da una moto mentre camminava sul ciglio della strada sulla Caorsana, a Piacenza. 
L'impatto è stato violento e la giovane ha riportato l'amputazione di un piede e gravi lesioni a una gamba. È morta poco dopo il trasporto all'ospedale. Nei confronti del motociclista, un 40enne di Podenzano in sella ad una Bmw, i carabinieri hanno disposto un fermo e accertamenti per valutare il suo stato psicofisico. IL GAZZETTINO.IT

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PRIMO PIANO PADOVA Neonato operato al "primo secondo di vita": aveva ancora il cordone attaccato

11 Luglio 2013, 08:33am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

I medici hanno utilizzato la proceduta Exit (foto archivio)

903 464501636946579 1480330661 n (1)INSERITO DA KSENIA KULIKOVA Il bambino soffriva di una malformazione vascolare del collo: estratto parzialmente dalla pancia per consentire l'intervento. PADOVA - In sala operatoria chirurghi, neonatologi, otorinolaringoiatri, ginecologi, ostetrici, anestesisti, cardiologi, radiologi, infermieri: tutti pronti a intervenire non appena si è affacciato sul mondo. Taglio cesareo, estrazione parziale del neonato dalla pancia della mamma, il cordone ombelicale ancora attaccato per non interrompere l'ossigenazione, evitando così il distacco della placenta. Un bambino, figlio di una coppia di vicentini, è stato operato ieri in Azienda ospedaliera universitaria al "primo secondo" di vita. La tecnica, applicata in Italia dieci anni fa per la prima volta proprio a Padova, poi a Milano e Roma, si chiama Exit (Ex utero intrapartum therapy) e consente di intervenire in contemporanea al parto su patologie che rischiano di compromettere la respirazione alla nascita. Trentottesima settimana di gestazione, 2 chili e 100 grammi di peso, Tommaso - lo chiameremo così - soffriva di una malformazione vascolare del collo, scoperta con l'esame morfologico durante la gravidanza. La procedura adottata dall'équipe del professor Giovanni Franco Zanon, direttore dell'Unità operativa complessa di Chirurgia pediatrica, e dal professor Gianni Nardelli, a capo della Clinica ostetrico-ginecologica, in collaborazione con neonatologi, anestesisti, specialisti in otorinolaringoiatria, ostetriche e personale infermieristico, ha richiesto un'accurata preparazione: un complesso lavoro di squadra, studiato e approfondito prima dell'evento con ripetute riunioni multidisciplinari per garantire, al momento opportuno, la massima tempestività. "Exit" è indicato per un particolare gruppo di patologie fetali, che interessano le masse del collo, e a causa delle quali esiste un'elevata probabilità di ostruzione delle vie aeree superiori tale da comportare, al momento del parto, l'impossibilità del neonato di respirare spontaneamente. Il rischio è una severa riduzione dell'ossigenazione cerebrale con conseguenti danni permanenti, se non il decesso. Per ovviare a tutto questo, si è messo a disposizione di Tommaso un imponente staff multispecialistico composto da una ventina di professionisti: oltre a Zanon e Nardelli, i chirurghi pediatri Pier Giorgio Gamba e Paola Midrio, le neonatologhe Paola Lago e Sabrina Salvadori, l'otoiatra Enzo Emanuelli e tutti gli altri fondamentali protagonisti del grande puzzle assistenziale. Coinvolte due sale operatorie, una per la mamma, l'altra per il bebè che, dopo l'intervento, è stato staccato dal cordone ombelicale e nei prossimi giorni verrà sottoposto a nuova operazione, stavolta risolutiva. «Un grande lavoro d'équipe che ha messo in rete competenze diverse. Ogni specialista - spiega Zanon, nominato tra l'altro presidente eletto della Società italiana di chirurgia pediatrica per il biennio 2014/2016 - doveva essere pronto a intervenire qualora se ne fosse verificata la necessità». Tra i 2.400 interventi compiuti nell'ultimo anno dalla Chirurgia pediatrica di Padova, questo è uno dei più complessi e poche strutture a livello nazionale sono in grado di affrontare.

di Federica Cappellato IL GAZZETTINO.IT

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PRIMO PIANO VENEZIA «Mi hanno preso 35mila euro»: turista giapponese borseggiata in pieno centro

11 Luglio 2013, 08:25am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Venezia non è nuova al problema dei borseggiatori, soprattutto in estate (foto archivio)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

903 464501636946579 1480330661 n (1)INSERITO DA KSENIA KULIKOVA VENEZIA - Con ogni probabilità la stavano seguendo da tempo. Quel che è certo è che ad un certo punto unaturista giapponese si è accorta di essere stataborseggiata ed è scattato l’allarme. Il bottino, secondo una prima e ancora approssimativa stima, ammonterebbe ad una somma vicina ai cinque milioni di yen giapponesi, una cifra che supererebbe i 35mila euro

L’episodio che torna a rimarcare la massiccia presenza di borseggiatori e di malintenzionati in centro storico, è accaduto ieri nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria di Santa Lucia

Una turista giapponese ha percorso un tratto della fondamenta ed è entrata in un imbarcadero dell’Actv. Qualche minuto più tardi è salita all’interno di un battello diretto a Rialto-San Marco. Ed è stato proprio durante il viaggio che la donna si è accorta di aver subìto il furto. Data un’occhiata all’interno della sua borsetta ha notato che i soldi erano proprio spariti. Una volta scesa dal battello sul Canal Grande, ed arrivata in piazza San Marco, si è diretta al centro interforze ed ha formalizzato la denuncia.

Il problema dei borseggi non è certo nuovo a Venezia, soprattutto in estate. Solo qualche giorno fa due giovani bulgare erano state bloccate e quindi denunciate dopo che erano state sorprese a rubare sempre nella zona compresa tra il ponte della Costituzione e la stazione ferroviaria, una delle aree più trafficate e caratterizzate da un costante movimento di pendolari e turisti. (g.p.b.) IL GAZZETTINO.IT

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PRIMO PIANO ANZIANI SEGREGATI PICCHIATI E SEVIZZIATI IN LAGER

10 Luglio 2013, 18:34pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

971140 581806935174239 1395144868 n-copia-2DI MICHELE PAPPACODA In che mondo viviamo ? Se chi deve sostenere un'assistenza possibile diventa poi il carceriere di anziani inermi che vengono continuamente trattati peggio delle bestie.Accade a Terni ed è una cosa mostruosa. Anziani maltrattati, insultati, chiusi a chiave nelle loro stanze: e' quanto ha scoperto la guardia di finanza in una casa di cura per anziani nel ternano. Il gestore della residenza e 3 operatori sanitari, fra cui un'infermiera, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari su provvedimento emesso dal gip Pierluigi Panariello su richiesta del pm Elisabetta Massini. Maltrattamenti commessi nei confronti dei pazienti il reato contestato.Altri due operatori sanitari sono stati colpiti dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalle persone ricoverate nella struttura e del divieto di comunicare a con le stesse persone e con gli stretti congiunti. La stessa casa di riposo è stata sottoposta a sequestro preventivo con successivo affidamento della custodia e gestione alla Azienda Usl Umbria 2 di Terni. Una operazione avviata poco più di 3 mesi fa e proseguita anche grazie alla denuncia di alcune persone che, operando all'interno, non se la sono più sentita di tacere di fronte a certi episodi cui avevano assistito. I finanzieri hanno attuato in servizio di controllo all'interno della struttura sanitaria, oltre a pedinamenti e identificazione di persone. Indagine che ha fatto emergere una realtà in cui pazienti malati oppure lucidi e coscienti, se pur deboli e incapaci di reagire, venivano trattati senza alcun rispetto. Cosa è successo di cosi' grave ? CAPELLI TIRATI, VENIVANO MESSI IN UN ANGOLO - Secondo quanto riferito dalla guardia di finanza, alcuni operatori percuotevano gli anziani con schiaffi, strattoni e morsi, procurando loro delle lesioni. In altri casi tiravano loro i capelli, gli gettavano in faccia l'acqua contenuta nelle brocche o nei bicchieri, lanciavano cuscini e tovaglioli, oppure gli facevano 'il gesto dell'ombrello' o altri gesti osceni, toccandosi le parti intime. Li deridevano minacciandoli di colpirli con scarpe o altri oggetti e, infine, li lasciavano per ore 'parcheggiati' in un angolo, senza alcuna compagnia, per zittirli. In altri casi - sempre secondo quanto riferito dai finanzieri - gli ospiti erano sottoposti a una sorta di supplizio cinese: ogni minuto una botta in testa, ripetuta decine di volte per oltre un'ora. Gli anziani, soprattutto quelli con particolari problematiche comportamentali, venivano anche chiusi a chiave nelle loro stanze. Contestate poi violazioni alle piu' elementari norme sulla sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti, sull'igiene e la vigilanza.

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PRIMO PIANO Terremoti, l’esperto: “evento catastrofico imminente in Italia, le statistiche parlano chiaro”

10 Luglio 2013, 18:31pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

971140 581806935174239 1395144868 n-copia-2DI MICHELE PAPPACODA Sono in tanti gli esperti di geofisica e sismologia che negli ultimi anni hanno lanciato l’allarme per l’Italia: “è vicino un terremoto devastante“. Ne abbiamo parlato in modo molto approfondito su MeteoWeb, con interviste esclusive e articoli dettagliati. E’ chiaro, e lo ribadiamo ancora una volta, che i terremoti non si possono prevedere con precisione, ma si sa quali sono le zone sismiche in cui, prima o poi, le forti scosse si verificheranno, e in base ai dati statistici si possono fare delle ipotesi sulla tempistica delle nuove scosse. A parlare, adesso, è il fisico Marco Mucciarelli, un grandissimo esperto, docente di Sismologia Applicata presso la Facoltà di Ingegeria dell’Università della Basilicata e direttore del Centro Ricerche Sismologiche dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS). Mucciarelli ha anche un blog (“Terremoti, sismologia ed altre sciocchezze) in cui racconta la sua esperienza di ricercatore anche attraverso le sue attività nelle zone colpite da terremoti. E’ un blog di informazione e divulgazione sull’attività sismica, segnala le scosse più significative commentandone le caratteristiche e le implicazioni. Cerca in particolare di fare chiarezza sulle affermazioni pseudoscientifiche e scorrette che circolano come notizie di stampa o leggende metropolitane. L’impegno di Mucciarelli per la comunicazione è dichiarato nelle sue informazioni personali: “Credo che la divulgazione sia un dovere anche in forme meno consuete e seriose”. Insomma, è l’ultimo a lasciarsi andare ad allarmismi e catastrofismi. Ecco cosa ha scritto nei giorni scorsi:

Recentemente il Capo Dipartimento della Protezione Civile ha richiamato l’attenzione sul fatto che potrebbe essere imminente un evento sismico catastrofico in Italia (tipo Friuli o Irpinia, per richiamare i più recenti).
Ci sono state reazioni scomposte, da chi ha gridato all’inutile allarmismo a chi si meraviglia visto che si ripete sempre che i terremoti non si possono prevedere.
Non si tratta però di previsione (luogo, data e magnitudo precisi) quanto di una stima molto ragionevole.
In Italia ci sono stati tra il 1100 ed oggi 59 terremoti catastrofici (con magnitudo maggiore o uguale a 6.3). La loro distribuzione nel tempo è quella della figura qui sotto.

Schermata 2013-06-10 a 22.56.42

Il conto della serva ci dà una media di un terremoto ogni 900/59=15,25 anni. Ora, il terremoto dell’Irpinia nel 1980 è stato l’ultimo di questa classe di eventi, ormai 33 anni fa. Sono quindi passati più del doppio della media degli anni da quel terremoto, e già questo sarebbe preoccupante.
Le cose diventano ancora più serie se guardiamo come sono distribuiti gli anni trascorsi tra due terremoti catastrofici, dando un’occhiata al grafico sottostante.

Schermata 2013-06-10 a 22.57.10

Se guardiamo quante volte ci sono stati intervalli più corti di 33 anni scopriamo che sono stati il 90%. Dovremmo essere molto fortunati per sperare che terremoti così forti ritardino ancora molto.
Tra l’altro, 6 di questi 7 “ritardatari” sono avvenuti prima del 1600 e non possiamo escludere di esserci persi le informazioni su qualche terremoto storico. Se guardiamo i casi dopo il 1600 c’è solo un intervallo più lugo dell’attuale, i 38 anni tra il terremoto dell’Irpina del 1930 ed il terremoto del Belice del 1968. Quindi siamo vicini al periodo più lungo senza terremoti catastrofici da quando la memoria storica e completamente affidabile.
E circa le voci che girano su un forte terremoto al Sud entro due anni? (in realtà la voce è uscita l’anno scorso e quindi sarebbe rimasto solo un anno).
Vogliamo accettare la scommessa? Ragioniamo come un bookmaker. Qual’è la possibilità che per puro caso ci sia un forte terremoto al Sud nei prossimi due anni? Definiamo terremoti forti quelli con magnitudo superiore a 5.5, ovvero quelli con elevata probabilità di fare danni e feriti. Di questi eventi ce ne sono stati tra il 1000 ed il 2012 ben 250, quindi circa uno ogni 4 anni. La probabilità che ne venga uno in due anni la possiamo assumere attorno al 50%. E dove avverrà? Al Nord o al Sud?
Il grafico qui sotto ci fa vedere la distribuzione di questi terremoti forti in funzione della latitudine.

Schermata 2013-06-10 a 23.23.43

Dividendo brutalmente l’Italia in due metà quasi uguali a Nord e a Sud del 43°parallelo, si vede che al Sud sono capitati il 60% dei terremoti forti.
La probabilità che al Sud capiti un terremoto forte in due anni qualsiasi (inlcusi quindi i prossimi due) è pari al 60% del 50%, ovvero al 30%.
Non è una probabilità bassa per scommettere.

Un bookmaker darebbe una quota 3/1. Per la prossima Confederation Cup il Brasile è dato  1,4/1  la Spagna 1,75/1, l’Italia 7/1 e L’Uruguay 10/1.

Insomma c’è più del doppio delle probabilità che venga un forte terremoto al Sud nei prossimi due anni rispetto alla vincita dell’Italia in Brasile. Nessuno è tifoso, vero?

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PRIMO PIANO ORRORE A TERNI, ANZIANI PRESI A SCHIAFFI E MORSI TORTURATI IN CASA DI RIPOSO -VIDEO

9 Luglio 2013, 13:40pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

TERNI - Presi a schiaffi, strattoni e morsi, e poi derisi, chiusi a chiave nelle stanze: è parte di quanto sarebbero stati costretti a subire gli anziani ricoverati in una casa di riposo per non autosufficienti di Terni, secondo quanto ricostruito dalla guardia di finanza, che ha arrestato quattro persone per maltrattamenti. Ai domiciliari, in base a un provvedimento emesso dal gip Pierluigi Panariello, sono finiti il gestore della struttura (che si trova nella zona di Campomicciolo), di 73 anni, una cuoca, un'operatrice sanitaria e un'infermiera rispettivamente di 62, 45 e 39 anni. Tutti residenti a Terni. Per altre due operatrici sanitarie, di 38 e 48 anni, è stata disposta la misura cautelare di divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalle persone ricoverate nella stessa struttura e di divieto di comunicare attraverso qualsiasi mezzo con le stesse persone e con i loro parenti. La casa di riposo è stata sottoposta a sequestro preventivo con affidamento della custodia e gestione all'Usl Umbria 2, con la quale è convenzionata. LE INDAGINI Le indagini - spiega oggi la Gdf - erano cominciate poco più di tre mesi fa, quando alcuni dipendenti, dicendo di aver assistito agli episodi di maltrattamento, decisero di raccontare tutto, abbandonando poi la struttura. Gli accertamenti sono quindi proseguiti con l'installazione di alcune telecamere nella casa di riposo, la raccolta delle testimonianze dei dipendenti e degli ospiti, tutti ultrasettantenni, e con pedinamenti. È quindi emerso che, approfittando della condizione psico-fisica degli assistiti (alcuni anziani sono malati di Alzheimer, altri, seppur lucidi, sono deboli e incapaci di reagire), il gestore e le operatrici avrebbero percosso i ricoverati, procurando loro anche delle lesioni. In altri casi tiravano loro i capelli, gettavano in faccia l'acqua contenuta nelle brocche o nei bicchieri, lanciavano cuscini e tovaglioli, oppure rivolgevano loro altri gesti osceni, toccandosi le parti intime. Sempre secondo la finanza, i quattro avrebbero anche deriso gli anziani minacciandoli di colpirli con scarpe od altri oggetti, infine li avrebbero lasciati per ore in un angolo, senza alcuna compagnia, per zittirli. Alcuni sarebbero stati anche colpiti da botte in testa, leggere ma ripetute decine di volte per più di un'ora, senza motivo. Una malata di Alzheimer, lasciata libera di circolare - è stato accertato dalle fiamme gialle - è scivolata sul pavimento appena lavato, rompendosi il femore. Il gestore della struttura avrebbe anche ordinato di chiudere a chiave, nelle loro stanze, gli ospiti con particolari problematiche comportamentali. La finanza ha anche contestato violazioni delle norme sulla sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti, sull'igiene e la vigilanza.

LEGGO.IT

09.07.2013.

 

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA ROVIGO Madre di 48 anni morta di epatite dopo l'intervento: indagati 15 medici

9 Luglio 2013, 11:26am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.gazzettino.it/MsgrNews/HIGH/20130708_erniaocr.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Si era sottoposta a un riallineamento della colonna vertebrale ad Arezzo poi, per l'aggravamento, era stata trasferita a Pisa ROVIGO - Sono 15 gli indagati per la morte della mamma polesana di 48 anni operata ad Arezzo e deceduta per una grave forma di epatite dopo circa due mesi di agonia. Sarà ora il medico legale toscano Marco Di Paolo a effettuare l'autopsia sul cadavere di Maria Grazia Trombini, la donna di 48 anni, di Gavello (Rovigo), morta per un'epatite virale all'ospedale di Pisa dove era stata trasferita, in seguito alle complicazioni derivate da un intervento chirurgico alla schiena eseguito in una clinica di Arezzo. Sull'episodio indaga la procura pisana, che ha iscritto nel registro degli indagati 15 persone. «Anche se si tratta, allo stato, di un atto tecnico - ha spiegato il pm, Giancarlo Dominjianni - necessario a garantire i termini a difesa a tutte le parti. Non vi sono gli estremi infatti per ritenere che vi siano particolari sospetti di condotta negligente da parte di qualcuno dei sanitari che hanno trattato il caso e, per ora, hanno ricevuto l'avviso di garanzia tutti i sanitari e i responsabili delle strutture, che si trovavano in servizio nei reparti dove la paziente è stata degente». Maria Grazia Trombini, sposata e madre di 2 figli, era giunta in Toscana da Rovigo all'inizio del maggio scorso per eseguire un riallineamento della colonna vertebrale che, secondo i medici, è un'operazione semplice e senza particolari rischi. Ma subito dopo l'intervento, eseguito presso il Centro chirurgico toscano di Arezzo, la paziente si era sentita male e i medici aretini le avevano diagnosticato un'epatite esplosa all'improvviso e di origine sconosciuta. Così era stato deciso il trasferimento a Pisa presso il centro trapianti dove la donna è morta dopo circa due mesi di agonia.

IL GAZZETTINO

09.07.2013.

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA PADOVA Porta a spasso il cagnolino, assessore 25enne azzannato da un rottweiler

9 Luglio 2013, 11:17am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.gazzettino.it/MsgrNews/HIGH/20130709_1621.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Passa davanti al cancello e viene assalito mentre difende il suo meticcio: suturato con 50 punti alla schiena e alla braccia PADOVA - Una tranquilla passeggiata serale nel fresco della campagna, domenica sera, si poteva trasformare in tragedia per Fabio Miotti, venticinque anni venerdì prossimo, assessore del Comune di San Giorgio in Bosco (Padova), assalito e ferito da un rottweiler. Una tranquilla passeggiata serale nel fresco della nel tentativo di difendere il proprio cane con cui era a passeggio, rimasto ferito anch'esso. Illesa la fidanzata Valentina, che era con Miotti. Ferite alla schiena, al braccio sinistro e soprattutto al destro con una profonda lacerazione. In totale i medici del pronto soccorso dell'ospedale di Cittadella lo hanno suturato con ben 50 punti, dieci i giorni di prognosi, se non ci saranno complicazioni. Il fatto è avvenuto alle 22.30 di domenica lungo la strada che collega Sant'Anna Morosina di San Giorgio in Bosco, dove vive l'assessore, a Villa del Conte. Via Lucchetta è la toponomastica di San Giorgio in Bosco, per l'altro comune diventa via Strada Militare. Una zona dove la campagna ha ancora il sopravvento sulle abitazioni, in molte delle quali, è una tradizione, vi è almeno un cane. Anche quella della famiglia di Luciano Ceron, propritaria del rottweiler che ha otto anni e che non ha mai fatto del male a nessuno. Hanno anche una meticcia, molto mansueta. Black, questo il nome del rottweiler, ha una catena di venti metri, un ampio piazzale dove stare, poi di sera viene lasciato libero in giardino. La stazza di una quarantina di chili è un deterrente per i malintenzionati (due i furti subiti dalla famiglia), ma l'animale non ha mai causato problemi. Ceron, commerciante di gelati, accoglie varie persone nel suo deposito e Black non ha mai aggredito nessuno. Ma cosa è accaduto l’altra sera? Il figlio del commerciante esce di casa. Non attende la totale chiusura dell'ampio portone elettrico ed il cane, libero in giardino, esce in strada. Una via non molto trafficata e parzialmente illuminata. Sulla stessa strada stanno passeggiando Miotti, al guinzaglio il suo Rex, e la fidanzata. Una frazione di secondo ed il rottweiler è addosso al cane di piccola taglia: l'istinto naturale è la difesa del proprio territorio. Miotti afferra il suo cane per difenderlo ed è così che Black morde l'assessore: alla schiena, al braccio sinistro e poi al destro, che non lascia nonostante i violenti colpi al capo che Miotti dà per liberarsi dalla morsa. Il cane desiste dalla presa solo quando il proprietario, accorso da casa dopo che la fidanzata aveva disperatamente suonato al campanello, si getta sul cane, bloccandolo anche con una catena. Anche il piccolo meticcio Rex dell'assessore resta ferito. Intanto viene tamponata la ferita a Miotti, che chiama con il cellulare il padre, il quale in auto lo porta al pronto soccorso di Cittadella. Viene sottoposto immediatamente a medicazione e profilassi. Le due famiglie si conoscono, per ora nessuna denuncia. Ma in molti ora si chiedono cosa sarebbe accaduto se davanti a quel cancello fosse passato un bambino.

IL GAZZETTINO

09.07.2013.

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PRIMO PIANO UCCISA DAL MARITO DOPO UNA LITE. "COLPITA COL COLTELLO DAVANTI AL LORO BAMBINO"

9 Luglio 2013, 11:04am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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PAVIA - Tiziana Rizzi, 36 anni, è stata uccisa dal marito Marco Malabarba, 39 anni, dopo una lite a Landriano. Da quanto appreso, dopo l'ennesima discussione l'uomo ha afferrato un coltello da cucina e ha colpito la moglie al collo. Sono subito intervenuti i soccorritori del 118 e i carabinieri ma non c'è stato nulla da fare. La coppia ha un figlio. A dare l'allarme, secondo le prime frammentarie informazioni, sarebbe stato un famigliare che ha telefonato per chiedere aiuto. Al momento del litigio conclusosi tragicamente, il bambino della coppia, del quale non è stata ancora precisata l'età, era in casa.

LEGGO.IT

09.07.2013.

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PRIMO PIANO ROMA MAMMA DISTRATTA ATTRAVERSA DAVANTI ALLE AUTO: BIMBE SALVE PER MIRACOLO VIDEO

9 Luglio 2013, 10:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - La mamma stava portando le sue bambine a scuola quando, attraversando la strada della loro cittadina in Russia, non si è resa conto del passaggio delle auto. Nonostante la vettura con la telecamera installa sul parabrezza andasse a velocità davvero modesta, circa 30 all'ora, l'impatto con le due piccole è stato inevitabile. Le due bambine sono state scaraventate ad alcuni metri di distanza dal punto d'impatto. Nonostante la grande paura, le piccole si sono subito rialzate mostrando di non aver subito danni. Anche la loro mamma, schivata dall'auto, è rimasta incolume.

LEGGO.IT

09.07.2013.

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