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primo piano e anteprima

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Napolitano, onore Italia immagini Siracusa VIDEO

17 Agosto 2013, 10:08am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Pachino (Siracusa), la solidarieta' degli italiani


Napolitano, onore Italia immagini Siracusa

317872 2368989073385 2053109801 nINSERITO DA KATIA PERROTTA Non si ferma l'ondata di sbarchi sulle nostre coste: seicento immigrati sono stati tratti in salvo a Ferragosto in Calabria e Sicilia; tra loro anche diverse donne e bambini. Ma insieme ai nuovi arrivi cresce anche la solidarietà: come quella di un gruppo di bagnanti che nel siracusano ha aiutato la guardia costiera a trarre in salvo 160 migranti, tra cui diverse donne incinte e una cinquantina di bambini, quasi tutti sotto i tre anni. Un gesto molto apprezzato dal Capo dello Stato, che dopo aver visto le riprese televisive di quel salvataggio, ha parlato di immagini che ''fanno onore all'Italia''.

Altri tre barconi con a bordo complessivamente 280 immigrati, provenienti soprattutto dall'Africa Subsahariana, sono stati soccorsi nel canale di Sicilia. Mentre un motoveliero con a bordo 160 siriani e afghani e' stato rimorchiato nel porto di Reggio Calabria: fermati i due scafisti, che avrebbero preteso piu' di 5mila euro da ogni passeggero. I nuovi arrivi si sommano ai quasi 9mila registrati a partire dal primo luglio scorso; eppure nonostante questi numeri l'immigrazione non e' diventata "un'emergenza ingestibile", ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano nella tradizionale conferenza stampa di Ferragosto, chiedendo pero' un maggiore impegno della Unione europea e una gestione comune della frontiera di Lampedusa, "via d'accesso'' dell'intero Vecchio Continente.

E se Antonio Ingroia, leader di Azione Civile, plaude alla solidarieta' sollecitando la cancellazione della legge Bossi-Fini, Matteo Salvini, vicesegretario della Lega Nord, cosi' commenta su Facebook le frasi del presidente della Repubblica sulla solidarieta' ai migranti: ''Che palle! Ora li manterrà il signor Napolitano?''. Il Pd, con Marco Pacciotti, coordinatore nazionale Forum immigrazione, fa eco ad Alfano sul ruolo dell'Ue, e invita la Lega ''ad attivarsi'' in quel senso ''invece di lasciarsi andare a considerazioni e battute di dubbio gusto con il rischio di doversi smentire nei giorni successivi''.

VIDEO

BAGNANTI AIUTANO MIGRANTI, NAPOLITANO, PREVALE UMANITA' E' successo sulla spiaggia di Morghella, a Pachino (Siracusa), dove il barcone con 160 persone stipate a bordo, si e' arenato a pochi metri dalla riva. Alcuni immigrati si sono tuffati in mare cercando di raggiungere a nuoto l'arenile, ma la maggior parte è stata tratta in salvo dagli uomini della Guardia costiera e dai bagnanti che hanno formato una catena umana. Le immagini dei bagnanti che si sono "spinti generosamente in mare" per aiutare i profughi ''mostrano come prevalga negli italiani un senso di umanità e solidarietà più forte di ogni pregiudizio e paura" ha sottolineato con soddisfazione Giorgio Napolitano. Altri centosei immigrati, tutti dell'Africa subsahariana,sono stati salvati a circa 90 miglia a sud di Lampedusa, dopo che in nottata il fratello di uno di loro aveva allertato la guardia costiera. E altre due segnalazioni telefoniche hanno permesso di mettere in salvo 76 migranti (quasi tutti eritrei) e un gruppo ulteriore di 98 persone(tra cui 11 donne e 2 bambini), che si trovavano su imbarcazioni in difficoltà nel Canale di Sicilia.

SCAFISTI FERMATI IN CALABRIA Sono tutti e due di nazionalità turca, Mahmet Cengiz e Tetik Yahya, di 45 e 32 anni, e sono accusati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Ogni adulto avrebbe pagato per il viaggio 5.550 euro; 2.500 euro invece la quota per i più piccoli. Il motoveliero sarebbe partito la settimana scorsa dalla Turchia : tra le 160 persone a bordo dell'imbarcazione, lunga 25 metri, 36 donne, 29 bambini e numerosi minorenni.

I DATI DEL VIMINALE Dal primo agosto 2012 al 10 agosto scorso sono sbarcati sulle nostre coste 24.277 immigrati. E un terzo di loro, cioè esattamente 8.932, è arrivato in Italia a partire dal 1 luglio scorso. I permessi di soggiorno rilasciati o rinnovati nell'ultimo anno sono stati 1.338.760, di cui 478.508 per ricongiungimenti. Quasi 4 milioni (3.863.264) gli stranieri regolari presenti in Italia: sono soprattutto marocchini (526.893), albanesi (506.515), cinesi (317.673) e ucraini (232.444); e in gran parte vivono a Milano (457.005) e a Roma (321.380). 

ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Caos Egitto, mille arresti Ansia per i turisti italiani Nel venerdi' della collera nuovo bagno di sangue. L'esercito spara anche dal cielo

17 Agosto 2013, 10:04am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Egitto, e' guerra civile


Caos Egitto, mille arresti Ansia per i turisti italiani

317872 2368989073385 2053109801 nINSERITO DA KATIA PERROTTA La polizia egiziana ha arrestato nella giornata di ieri 1.004 presunti sostenitori dei Fratelli musulmani, in una nuova giornata di sanguinarie violenze tra manifestanti e forze dell'ordine. Lo ha annunciato oggi il ministero dell'Interno egiziano. Degli oltre mille arresti tra i pro-Morsi, 558 sono stati effettuati al Cairo. Oggi la Fratellanza torna in piazza, mentre gli anti-Morsi hanno annunciato una settimana di proteste.

 

Sangue, sangue e ancora sangue: l'Egitto è sprofondato nell'abisso, i moniti e le condanne della comunità internazionale sono caduti nel vuoto. Nel venerdi' di preghiera dopo le stragi di Rabaa e Nahda, con un bilancio ufficiale di oltre 600 morti destinato inesorabilmente ad aumentare, i sostenitori del deposto presidente Mohamed Morsi sono tornati nelle strade per il ''giorno della collera''. E la rabbia si è trasformata in furiosa battaglia, dopo le immagini trasmesse a ripetizione dalle tv panarabe, che hanno mostrato i cecchini mercoledì a Rabaa che sparano sui soccorritori mentre raccolgono i feriti, su giovani ragazze inermi e lontane dagli scontri e dalle barricate. La moschea di Rabaa è stata praticamente distrutta dalle fiamme, un atto ''imperdonabile'' per i musulmani.

"Gli assassini verranno giustiziati", hanno gridato in migliaia oggi in tutto il Paese, con la guida dei Fratelli musulmani, Mohamed el Badie, che ha invitato i confratelli a "resistere, fino alla vittoria". Alle prime ore del pomeriggio, così come avevano minacciato, le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco sui manifestanti: i primi a cadere sono stati i sostenitori di Morsi a Ismailiya, poi a Tanta, Arish, Fayyoum, fino al Cairo, dove si registra il bilancio più drammatico. I militari hanno sparato sulla folla radunata a piazza Ramses, che si staglia a un paio di chilometri da Tahrir, il luogo simbolo della rivolta contro Mubarak e Morsi, presidiata da 14 carri armati leggeri e decine di blindati della polizia. I dimostranti hanno reagito con il lancio di pietre, poi hanno attaccato e dato alle fiamme un commissariato.

Alla fine della giornata sono almeno 42 i morti secondo fonti della sicurezza, 80 secondo i Fratelli musulmani, solo nella battaglia di Ramses. Gli elicotteri militari hanno sorvolato costantemente la piazza, anche a bassa quota: ''Ci hanno sparato dagli elicotteri'', recitano alcune testimonianze non confermate. Altri dimostranti sono stati uccisi a Zamalek, nel cuore della capitale, dove gli anti-Morsi hanno attaccato le barricate dei Fratelli musulmani sul ponte 15 maggio, costringendo la folla a calarsi dal cavalcavia: diversi quelli che non ci sono riusciti, cadendo nel vuoto. Morti, almeno 10, anche a ridosso di Garden City, a poca distanza dalle ambasciate americana e britannica, dove sono riecheggiati distintamente i colpi delle mitragliatrici. Mentre ad Alessandria i carri armati hanno aperto il fuoco lasciando sul terreno almeno 40 manifestanti. Sull'altro fronte, le vittime da ieri nelle fila delle forze di sicurezza sono 24. A loro vanno aggiunti i 43 agenti uccisi mercoledì. "Stiamo combattendo un complotto terroristico dei Fratelli musulmani", ha tuonato il governo provvisorio, invitando la popolazione a stare lontana dal centro, dove verrà ripristinato l'ordine, è l'ultimatum dei militari.

E il governo potrebbe promulgare nelle prossime ore la legge marziale in tutto l'Egitto dopo l'escalation di violenze nel Paese, ha riferito all'ANSA un alto responsabile dei servizi di sicurezza. L'instaurazione delle legge marziale equivarrebbe a una dichiarazione di stato di guerra. Fallite le prime mediazioni, l'Europa cerca di far fronte comune per fermare il bagno di sangue. Frenetiche le consultazioni telefoniche oggi tra i leader di Francia, Italia, Germania e Gran Bretagna, con il premier Enrico Letta che ha esortato a mettere in campo "subito un'iniziativa per l'immediata cessazione di ogni repressione e violenza". Si va verso una riunione straordinaria dei ministri degli Esteri dei 28 la prossima settimana a Bruxelles, dove lunedì e' già fissato un incontro tra gli ambasciatori dei Paesi membri. Intanto e' grande la preoccupazione anche sul Mar Rosso e nelle altre località turistiche, con manifestazioni nel centro di Hurgada.

La Farnesina, assieme ad altri Paesi europei, ha sconsigliato i viaggi in tutto il Paese. E cresce l'angoscia anche nella comunità cristiana, bersagliata dalla rabbia degli islamici, con oltre 40 chiese in tutto il Paese razziate e date alle fiamme. L'Egitto e' sull'orlo di una guerra civile dagli esiti imprevedibili per il Paese e per tutta la regione. E gli anti-Morsi hanno annunciato da domani una settimana di nuove proteste.

dell'inviato Claudio Accogli ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA SAVONA, 17ENNE SI IMPICCA NELLA NOTTE: SUL CELLULARE SMS DI ADDIO E DI SCUSE

16 Agosto 2013, 12:15pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

SAVONA - Un 17enne si è suicidato la notte di Ferragosto nel savonese. I genitori del ragazzo questa mattina hanno trovato sul display del suo cellulare un messaggio di addio e di scusa. Secondo quanto hanno accertato i carabinieri, il diciassettenne, dopo avere trascorso la serata fuori casa, è entrato in uno stabilimento vicino all'abitazione e si è impiccato. Sono in corso accertamenti per stabilire il motivo del suicidio

LEGGO.IT

16.08.2013.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA VICENZA, DISABILE SORDOMUTA PESTATA A SANGUE E DERUBATA DI 30MILA EURO

15 Agosto 2013, 10:52am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

VICENZA - Arancia meccanica ad Arsiero (Vicenza): una donna sordomuta di 87 anni è stata pestata a sangue da una banda, che ha smesso soltanto quando la donna ha indicato il nascondiglio nel quale teneva 30mila euro, i risparmi di una vita, con i quali si sarebbe garantita una vecchiaia serena. Portata in ospedale, secondo quanto riferisce Thiene on Line l'anziana è stata sottoposta a un intervento chirurgico per cercare di ridurre le fratture al volto, provocate dalla furia dei malviventi. Entrati in casa, i banditi non si sono fatti impietosire dalle condizioni della donna disabile e hanno cominciato a picchiarla fino a quando, disperata e dolorante, la vittima non ha indicato loro il nascondiglio dei 30mila euro.

LEGGO.IT

15.08.2013.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA DONNA MUORE IN CASA DA SOLA. IL CADAVERE MANGIATO DAI SUOI CANI E GATTI

15 Agosto 2013, 10:25am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA RINGWOOD (GB) - Una donna di 56 anni è morta a causa di un malore nella sua casa ed il suo cadavere è stato divorato in parte dai suoianimali domestici. Janet Veal, di 56 anni, era una donna sola, abbandonata dal marito da oltre un anno, che viveva con i suoi cani e gatti in una casa isolata a Ringwood, un paesino nel sud del regno Unito. La donna, affetta da una malattia ai polmoni, era deceduta da settimane, forse mesi, quando i vicini hanno chiamato la polizia, dopo che la loro attenzione era stata attirata dalla cassetta della posta traboccante. Poi la macabra scoperto, il corpo della 56enne in avanzato stato di decomposizione con alcune parti che erano state mangiate dai suoi animali.

LEGGO.IT

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PRIMO PIANO EGITTO, PAURA PER GLI ITALIANI NEI RESORT. LA FARNESINA: EVITATE ESCURSIONI

15 Agosto 2013, 10:21am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ROMA- Sono circa 20mila gli italiani che, secondo i dati resi noti dall’unità di crisi della Farnesina, in questo momento si trovano in Egitto per vacanza.

Le notizie che arrivano dal Paese nordafricano non sono certi rassicuranti visto che il governo ha dichiarato lo stato d’emergenza per la durata di un mese e annunciato un coprifuoco che dovrebbe tenere in casa gli egiziani dalle 19 alle 6. Se a questo si aggiunge che le autorità aeroportuali del Cairo hanno imposto il massimo stato d'emergenza attorno allo scalo (dista da piazza Rabaa, sede degli sgomberi dei manifestanti, solo 20 chilometri) con check point di esercito e polizia lungo tutte le strade di accesso, il panorama sembra solo peggiorare. Invece pare che sulle spiagge del Mar Rosso o sulle coste del nord del Paese la situazione sia diversa, certamente più tranquilla. Nel sito viaggiareinformati.it ieri è stato pubblicato un avviso dove «si sconsigliano i viaggi nel Paese con destinazioni diverse dai resort situati nelle località turistiche del Mar Rosso (Sharm el Sheikh, Marsa Alam, Berenice e Hurgada) e in quelle della costa nord (Marsa Matrouh ed El Alamein)». Sempre sul sito del ministero «si suggerisce fortemente di evitare escursioni fuori dalle istallazioni turistiche e in particolare nelle città. A causa della presenza di un quadro di sicurezza altamente precario in Nord Sinai, si sconsigliano viaggi e spostamenti in tale regione». Bandite dunque Il Cairo, Alessandria, Suez, Ismailia, Port Said, l'Alto Egitto, il delta del Nilo e la penisola del Sinai. In serata poi la Farnesina avverte che si «potrebbero creare disagi » anche «nelle installazioni turistiche».

I DATI
La crisi politica sta affossando un comparto fondamentale dell’economia egiziana. Infatti dopo la crescita che aveva caratterizzato i primi sei mesi del 2013 (+9,6% ovvero quasi sei milioni di turisti per 4,4 miliardi di dollari di fatturato) si è registrato un crollo che, solo nella piana delle Piramidi, nell'ultimo mese è stato di oltre il 50% mentre pare siano ottimistiche le stime del governo che prevedono la perdita di altri 7 milioni di turisti nei prossimi cinque mesi.

IL RECESSO
Intanto si innesca una polemica tutta italiana legata al recesso dalle prenotazioni. Infatti come si può annullare un viaggio anche in destinazioni non interessate dallo “sconsiglio” della Farnesina ? Sulla questione le associazioni dei consumatori si dividono. Movimento Consumatori, Federconsumatori e Adiconsum sostengono che essendo lo sconsiglio limitato, i viaggiatori non hanno diritto a recedere dal contratto. Federconsumatori suggerisce di provarci chiedendo aiuto allo sportello SOS Turista mentre Adiconsum ha chiesto soccorso ad Astoi e Fiavet affinché acconsentano in ogni caso al cambio di destinazione. Nel frattempo gli italiani in Egitto tengano sotto mano il cellulare poiché l'Ambasciata d'Italia, in coordinamento con l’Unità di crisi, resta in contatto con i connazionali attraverso l’uso di sms mentre su Twitter scrive «Siamo sempre raggiungibili allo 0227943194 /5».

LEGGO.IT

15.08.2013

 


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IL GRUPPO GLI AVVENIMENTI IMPORTANTI DI ANGELA CECERE REALIZZA: IL PRIMO GIORNALINO ARTIGIANALE L’ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

15 Agosto 2013, 09:18am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

      IL GRUPPO GLI AVVENIMENTI IMPORTANTI DI

                    ANGELA CECERE REALIZZA:    

                      IL PRIMO GIORNALINO ARTIGIANALE

     L’ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

           

                      

                                                     1174781_481456575283996_1205109410_n.jpg 

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943711_473165652779755_1584399359_n.jpg15 agosto, festa dell’Assunta. Nella storia della Cristianità, la più antica immagine della Madonna Assunta in Cielo si trova nel Molise

La più antica rappresentazione della Madonna Assunta in Cielo che si conosca al mondo si trova nel Molise, a S. Vincenzo al Volturno.
Le pitture furono eseguite intorno all’840, poco prima della morte dell’abate Epifanio che ne fu il committente e che resse l’abbazia dall’824 all’842.
Forse proprio a S. Vincenzo al Volturno spetta anche il primato della istituzione della festa dell’Assunta al 15 di agosto che si fa risalire ai tempi di Carlomagno e di Ambrogio Autperto che ne trattò nella sua originale opera In festo Assumptionis
Nella Cripta di Epifanio a S. Vincenzo al Volturno l’immagine della Madonna assunta in cielo campeggia al centro della pseudo-cupola, all’interno di una calotta azzurra contornata da due fasce, una rossa ed un’altra azzurra, trapuntate di stelle, con una scritta verticale alla sua sinistra dove si legge SCA MARIA.
Ritratta in atteggiamento regale, è seduta su un cuscino di porpora di un trono che, come il poggiapiedi, è ornato di perle e pietre preziose. Il viso, inquadrato da una grande aureola dorata, è ormai molto rovinato ma si riconoscono vistosi orecchini penduli ed una ricercata acconciatura nei capelli tenuti molto alti, parzialmente raccolti in un velo che scende alle spalle.
E’ vestita con una grande dalmatica rossastra dalla larga orlatura dorata che nella parte centrale forma un clavo. Dalle larghe maniche bianche escono gli avambracci fasciati dalla stoffa preziosa della tunica ocra che spunta anche sulla parte bassa della veste a coprire parte dei piedi calzati da pantofole regali arricchite da fili di perle.

La mano destra è decisamente aperta con le dita allargate ed il palmo rivolto verso chi guarda, mentre la sinistra regge un grande libro aperto poggiato sulle gambe e le cui pagine riportano a grandi lettere la scritta BEATAM ME DICENT.
Nella posizione della mano destra, nella scritta del libro e nell’atteggiamento regale della Madonna va cercata la chiave di lettura della composizione e si possono desumere i significati della sua presenza nella sfera celeste.
L’evangelista Luca, che peraltro nella tradizione bizantina viene considerato colui che per primo abbia eseguito un ritratto della Madonna, racconta nei versetti del Magnificat l’incontro tra Maria ancora incinta e la cugina Elisabetta. Nella versione latina la Madre di Dio dice: Ecce enim ex hoc beatam me dicent omnes generationes.
Tuttavia, è evidente che il versetto non si colleghi solamente allo stato fisico raffigurato; infatti, la Madonna non appare incinta e quindi la frase riportata sul libro aperto serve ad evocare un rapporto che è significativo per la sostanza e non per la forma: Gesù Cristo, che è Dio, è figlio di Maria.
Un rapporto che tende ad esaltare il ruolo determinante di Maria nella storia della salvezza dell’umanità e che Autperto aveva ben evidenziato in una sua originale omelia In festo Assumptionis.
Per il fatto di essere la Madre di Dio, la Madonna è la Regina dell’Universo e come tale esercita il potere su tutte le cose assisa su un trono al centro della sfera celeste.

E la mano rivolta verso chi la guarda, con il palmo vistosamente aperto per la esagerata snellezza delle lunghe dita, sembra raccogliere la potenza che è insita nel suo ventre per emanarla verso l’esterno.
Una mano che non è certamente segno di sbigottimento come quella che vediamo nella raffigurazione del momento in cui riceve l’annunzio dall’angelo Gabriele, ma che è l’espressione della consapevolezza della sua decisiva partecipazione agli avvenimenti della grande vicenda umana nei suoi rapporti con il Divino.

 

 

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 1014025_474057729357214_1949519376_n.jpg1° AGOSTO: SI FESTEGGIA SANT´ALFONSO

Alfonso: deriva dall'antico tedesco Hindefuns "pronto alla battaglia". si festeggia il 1° di agosto in ricordo di san'Alfonso Maria dè Liguori. Nacque a Napoli nel 1696 e mori a Pagani nel 1787; autore di opere letterarie, teologiche e celebri melodie (Tu scendi dalle stelle, per esempio); dottore della Chiesa. Lasciòla professione di avvocato, nonostante molto giovane, raccontando una bugia pur di poter diventare sacerdote; fondò la Congregazione del Santissimo Redentore nel 1732 e fu eletto vescovo della città di sant'Agata dei Goti (BN) nel 1762. --------- sant'Alfonso di Siviglia - sant'Alfonso de Orozco -sant'Alfonso Rodriguez - Alfonso La Marmora, generale e politico - Alfonso d'Aragona,re- Alfonso III delle Asturie, re - Alfonso d'Este - Anfonso di Leon - Al Capone - Alphons-Louis du Plessis de Richelieu, cardinale --------------- La città di Scala lo ebbe gradito ospite quando il santo era in riposo a Santa Maria dei Monti, alture sopra Scala- Ci fu nel tempo an che l'incontro tra Alfonso ed il vescovo di Ravello-Scala (diocesi allora un ificate) Guerriro. Il santo ritornò in quei luoghi acclamato e richiesto anche dalle monache dei mon asteri del circondario, finquando non si ammalò e rimase nella sua Pagani.------------------------ Auguri di felice onomastico ad Alfonso Andria, funzionariodell'EPT di Salerno, presidente del centro di cultura europeo di Ravello, ex senatore della repubblica, ex presidente della provincia di Salerno per due legislature, ex deputato europeo, ex consigliere comunale di Salerno - Alfonso del Pizzo, medico e sindaco di Amalfi in carica - Alfonso Pappalardo, bancario a riposo, della società della pesca del tonno di Cetara - Alfonso Pepe, commerciante maiorese - Alfonso Lucibello, del personale Amministrativo del turistico di Amalfi-Minori --Alfonso Bottone, giornalista, editore, scrittore minorese - Alfonso di Bianco consigliere comunale di Maiori- Alfonso Giordano e Alfonso Savino consiglieri comunali di Tramonti - Alfonso Trezza consigliere al Comune di Vietri - Alfonso Bonaiuto consigliere comunale di Salerno- Alfonso Casanova consigliere al Comune di Atrani - Alfonso Latino ed Alfonso Esposito consiglieri al Comune di Conca del marini - Alfonso Ruocco marittimo minorese a riposo - Alfonso Pinto dell'ufficio legale dellINPS di Salerno a riposo -Alfonso di Lieto medico minorese - Lembo Alfonso, minorese amante della musica - Miccio Alfonso meccanico minorese - Alfonso Proto dell'Avvenire viaggi di Maiori - Alfonso Gambardella insegnante IPSAR di Nocera in feriore - Alfonso Villani insegnante di educazione fisica di Angri - Alfonso Maresca insegnante di cucina dell'IPSAR di Nocera inf. Alfonso Esposito Ferraioli insegnante di cucina dell'IPSAR di Pagani - Alfonso Mansi insegnante del ragioneria di Maiori , facente parte dell'organizzazione LA Ribalta di Ravello- Alfonso de Juliis jr. dellomonima industria di Cava dei tirreni.   

 1005235_475794549183532_1044349000_n.jpg MICHELE PAPPACODA OGGI VUOLE RICODARE MIO ZIO DOMENICO PETRONE SCOMPARSO IL 26 GIUGNO SCORSO .ZIO BUONO ONESTO E LAVORATORE OGGI E ANCHE IL TUO ONOMASTICO AUGURI!!!!!!!!! NELLA FOTO AL CENTRO MIO ZIO MIA MAMMA E LA SIGNORA CHE GLI FACEVA COMPAGNIA.

1017049_475795389183448_1274289686_n.jpg OGGI SI FESTEGGIA SAN DOMENICO

Domenico nacque nel 1170 a Caleruega, un villaggio montano della Vecchia Castiglia (Spagna) da Felice di Gusmán e da Giovanna d'Aza. 

A 15 anni passò a Palencia per frequentare i corsi regolari (arti liberali e teologia) nelle celebri scuole di quella città. Qui viene a contatto con le miserie causate dalle continue guerre e dalla carestia: molta gente muore di fame e nessuno si muove! Allora vende le suppellettili della propria stanza e le preziose pergamene per costituire un fondo per i poveri. A chi gli esprime stupore per quel gesto risponde: "Come posso studiare su pelli morte, mentre tanti miei fratelli muoiono di fame?" 

Terminati gli studi, a 24 anni, il giovane, assecondando la chiamata del Signore, entra tra i "canonici regolari" della cattedrale di Osma, dove viene consacrato sacerdote. Nel 1203 Diego, vescovo di Osma, dovendo compiere una delicata missione diplomatica in Danimarca per incarico di Alfonso VIII, re di Castiglia, si sceglie come compagno Domenico, dal quale non si separerà più. 

Il contatto vivo con le popolazioni della Francia meridionale in balìa degli eretici catari, e l'entusiasmo delle cristianità nordiche per le grandi imprese missionarie verso l'Est, costituiscono per Diego e Domenico una rivelazione: anch'essi saranno missionari. Di ritorno da un secondo viaggio in Danimarca scendono a Roma (1206) e chiedono al papa di potersi dedicare all'evangelizzazione dei pagani. 

Ma Innocenzo III orienta il loro zelo missionario verso quella predicazione nell'Albigese (Francia) da lui ardentemente e autorevolmente promossa fin dal 1203. Domenico accetta la nuova consegna e rimarrà eroicamente sulla breccia anche quando si dissolverà la Legazione pontificia, e l'improvvisa morte di Diego (30 dicembre 1207) lo lascerà solo. Pubblici e logoranti dibattiti, colloqui personali, trattative, predicazione, opera di persuasione, preghiera e penitenza occupano questi anni di intensa attività; cosi fino al 1215 quando Folco, vescovo di Tolosa, che nel 1206 gli aveva concesso S. Maria di Prouille per raccogliere le donne che abbandonavano l'eresia e per farne un centro della predicazione, lo nomina predicatore della sua diocesi. 

Intanto alcuni amici si stringono attorno a Domenico che sta maturando un ardito piano: dare all Predicazione forma stabile e organizzata. Insieme Folco si reca nell'ottobre del 1215 a Roma per partecipare al Concilio Lateranense IV e anche per sottoporre il suo progetto a Innocenzo III che lo approva. L'anno successivo, il 22 dicembre, Onorio III darà l'approvazione ufficiale e definitiva. E il suo Ordine si chiamerà "Ordine dei Frati Predicatori". 

Il 15 agosto 1217 il santo Fondatore dissemina i suoi figli in Europa, inviandoli soprattutto a Parigi e a Bologna, principali centri universitari del tempo. Poi con un'attività meravigliosa e sorprendente prodiga tutte le energie alla diffusione della sua opera. Nel 1220 e nel 1221 presiede in Bologna ai primi due Capitoli Generali destinati a redigere la "magna carta" e a precisare gli elementi fondamentali dell'Ordine: predicazione, studio, povertà mendicante, vita comune, legislazione, distribuzione geografica, spedizioni missionarie. 

 

 



1017049_475795389183448_1274289686_n.jpgSfinito dal lavoro apostolico ed estenuato dalle grandi penitenze, il 6 agosto 1221 muore circondato dai suoi frati, nel suo amatissimo convento di Bologna, in una cella non sua, perché lui, il Fondatore, non l'aveva. Gregorio IX, a lui legato da una profonda amicizia, lo canonizzerà il 3 luglio 1234. Il suo corpo dal 5 giugno 1267 è custodito in una preziosa Arca marmorea. I numerosi miracoli e le continue grazie ottenute per l'intercessione del Santo fanno accorrere al suo sepolcro fedeli da ogni parte d'Italia e d'Europa, mentre il popolo bolognese lo proclama "Patrono e Difensore perpetuo della città;".

La fisionomia spirituale di S. Domenico è inconfondibile; egli stesso negli anni duri dell'apostolato albigese si era definito: "umile ministro della predicazione". Dalle lunghe notti passate in chiesa accanto all'altare e da una tenerissima devozione verso Maria, aveva conosciuto la misericordia di Dio e "a quale prezzo siamo stati redenti", per questo cercherà di testimoniare l'amore di Dio dinanzi ai fratelli. Egli fonda un Ordine che ha come scopo la salvezza delle anime mediante la predicazione che scaturisce dalla contemplazione: contemplata aliis tradere sarà la felice formula con cui s.Tommaso d'Aquino esprimerà l'ispirazione di s. Domenico e l'anima dell'Ordine. Per questo nell'Ordine da lui fondato hanno una grande importanza lo studio, la vita liturgica, la vita comune, la povertà evangelica.

Ardito, prudente, risoluto e rispettoso verso l'altrui giudizio, geniale sulle iniziative e obbediente alle direttive della Chiesa, Domenico è l'apostolo che non conosce compromessi né irrigidimenti: "tenero come una mamma, forte come un diamante", lo ha definito Lacordaire.

 

 CONCA DEI MARINI PROCESSIONE SUL MARE DELLA MADONNA DELLA NEVE FOTO

CONCA DEI MARINI PROCESSIONE SUL MARE DELLA MADONNA DELLA NEVE

Come tutti gli anni anche quest'anno in serata processione sul mare di Conca dei Marini processione con la statua della Madonna della Neve che dalla spiaggia di Conca dei Marini a bordo delle barche giungerà davanti al porto di Amalfi accompagnato da banda musicale e al ritorno i fuochi pirotecnici.

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA

 

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Mercoledì 07 Agosto 2013
S. GAETANO Thiene, Compatrono di Napoli

    524406_477192725710381_337193823_n.jpgMERCOLEDI 07 AGOSTO 2013 SI FESTEGGIA
San Gaetano Thiene, Sacerdote
Fondatore dei “Chierici Regolari” (Teatini)
Compatrono di Napoli
Gaetano appartiene alla ricca famiglia vicentina dei conti Thiene. Secondo alcune fonti sarebbe nato nell’ottobre 1480. Al fonte battesimale gli viene dato il nome di Gaetano, questo per ricordare la figura di suo zio: Canonico Gaetano Thiene docente all'Università di Padova e morto quindici anni prima della sua nascita. Purtroppo Gaetano resta quasi subito orfano, poiché suo padre, Gasparo Thiene, muore in guerra presso Velletri, forse per malaria, dopo la vittoria del 21 agosto 1482. Così la sua mamma, contessa Maria da Porto, rimane vedova con tre bambini tutti in tenera età : Giovanni Battista, Alessandro e ultimo Gaetano.

Nel 1504 si laureò a Padova in diritto civile e canonico (utroque iure); venne chiamato a Roma come segretario particolare di Pp Giulio II (Giuliano della Rovere, 1503-1513) nel 1506 e gli venne anche conferito il titolo di Protonotario apostolico (il funzionario della Curia Romana con la funzione di rogare gli atti più importanti).

Venne ordinato sacerdote il 30 settembre 1516 ma celebrerà la sua prima messa solo il 6 gennaio 1517, festa dell’Epifania, nella Basilica di Santa Maria Maggiore.
Lasciò sotto Pp Leone X (Giovanni de' Medici, 1513-1521) la corte pontificia maturando, specie nell'Oratorio del Divino Amore, l'esperienza congiunta di preghiera e di servizio ai poveri e agli esclusi. Devoto del presepe e della passione del signore, fondò, nel 1524, con Gian Pietro Carafa, vescovo di Chieti (futuro Pp Paolo IV), i “Chierici Regolari” (detti poi Teatini, dal nome latino di Chieti) con lo scopo primario di restaurare nel clero la regola primitiva di vita apostolica.

La sua attività multiforme si esplicherà a Napoli fino alla morte. Fondò ospizi per anziani; potenziò l'Ospedale degli Incurabili; per difendere i poveri dagli usurai promosse l'istituzione del Monte di Pietà da cui, nel 1539, trarrà origine il Banco di Napoli, il più grande Istituto bancario del Mezzogiorno; suscitò nel popolo la frequenza assidua dei sacramenti e stette loro vicino durante le carestie e le ricorrenti epidemie come il colera, che flagellarono la città in quel periodo, peraltro agitata da sanguinosi tumulti.
Per ironia della sorte, fu proprio il teatino cofondatore Gian Pietro Carafa, divenuto Pp Paolo IV (1555-1559), a permettere che nell'Inquisizione, imperante in quei tempi, si usassero metodi diametralmente opposti allo spirito della Congregazione teatina, essenzialmente mite, permissiva, rispettosa delle altre idee. E quando le autorità civili vollero instaurare nel Viceregno di Napoli, il tribunale dell'Inquisizione, il popolo napoletano (unico a farlo nella storia triste dell'Inquisizione in Europa) si ribellò; la repressione spagnola fu violenta e ben 250 napoletani vennero uccisi, per difendere un principio di libertà. Gaetano in quel triste momento, fece di tutto per evitare il massacro e, quando si accorse che la sua voce non era ascoltata, offrì a Dio la sua vita in cambio della pace.
Il Signore accettò la sua offerta chiamandolo nel suo regno la domenica 7 agosto 1547, e proprio in questo giorno cessarono i tumulti e ritornò la pace nella città di Napoli.

L'opera che più l'aveva assillato nella sua vita, era, senza dubbio, la riforma della Chiesa. Al contrario del contemporaneo Martin Lutero, operò la sua riforma dal basso verso l'alto, formando il clero e dedicandosi all'apostolato fra i poveri, i diseredati e gli ammalati, specie se abbandonati. A quanti gli facevano notare che i napoletani non potevano essere così generosi negli aiuti, come i ricchi veneziani, rispondeva: « E sia, ma il Dio di Venezia è anche il Dio di Napoli ».

Il popolo napoletano non ha mai dimenticato questo vicentino di Thiene, venuto a donarsi a loro fino a morirne per la stanchezza e gli strapazzi, in un'assistenza senza risparmio e continua. La piazza antistante la Basilica di S. Paolo Maggiore è a lui intitolata, ma la stessa basilica, per secoli sede dell'Ordine, è ormai da tutti chiamata di S. Gaetano.
Il suo corpo, insieme a quello del beato Marinoni, del beato Paolo Burali ed altri venerabili teatini, è deposto nella cripta monumentale, che ha un accesso diretto sulla piazza, ed è meta di continua devozione del popolo dello storico e popoloso rione.
Nella piazza, come in altre zone di Napoli, vi è una grande statua che lo raffigura; da secoli è stato nominato compatrono di Napoli. Il suo è uno dei nomi più usati da imporre ai figli dei napoletani e di tutta la provincia.

Gaetano Thiene venne beatificato il 23 novembre 1624 da Pp Urbano VIII (Maffeo Barberini, 1623-1644) e canonizzato il 12 aprile 1671 da Pp Clemente X (Emilio Altieri, 1670-1676).

S. Gaetano Thiene è la testimonianza di quanto la Chiesa nei secoli, attraverso i suoi figli, sia stata sempre all'avanguardia e con molto anticipo sul potere laico, nel realizzare, inventare e gestire opere di assistenza in tutte le sue forme per il popolo, specie dove c'è sofferenza. 
Per la sua illimitata fiducia in Dio è venerato come il santo della provvidenza.
Il santo viene solitamente rappresentato con l'abito talare, in ginocchio, mentre la Beata Vergine gli mette in braccio il Bambino Gesù. La scena è ispirata ad un episodio narrato dallo stesso Gaetano Thiene in una sualettera alla sua confidente spirituale, suor Laura Mignani : durante la celebrazione della sua prima Messa gli sarebbe apparsa la Madonna e gli avrebbe messo tra le braccia il Bambino.


 

 


 

 

   

 

 

 

 

 

 

 

ASSUNZIONE BEATA VERGINE MARIA
Maria compare per l'ultima volta negli scritti del Nuovo Testamento nel primo capitolo degli Atti: Ella è in mezzo agli apostoli, in orazione nel cenacolo, in attesa della discesa dello Spirito Santo. Alla concisione dei testi ispirati, fa riscontro l'abbondanza di notizie sulla Madonna negli scritti apocrifi, soprattutto il Protovangelo di Giacomo e la Narrazione di S. Giovanni il teologo sulla dormizione della santa Madre di Dio. Il termine "dormizione" è il più antico che si riferisca alla conclusione della vita terrena di Maria. Questa celebrazione venne decretata per l'Oriente nel VII secolo con un decreto dell'imperatore bizantino Maurizio. Nello stesso secolo la festa della Dormizione viene introdotta anche a Roma da un papa orientale, Sergio I. Ma trascorse un altro secolo prima che il termine "dormizione" cedesse il posto a quello più esplicito di "assunzione".
La definizione dogmatica, pronunciata da Pio XII nel 1950, dichiarando che Maria non dovette attendere, al pari delle altre creature, la fine dei tempi per fruire anche della redenzione corporea, ha voluto mettere in rilievo il carattere unico della sua santificazione personale, poiché il peccato non ha mai offuscato, neppure per un solo istante, la limpidezza della sua anima. L'unione definitiva, spirituale e corporea, dell'uomo con il Cristo glorioso, è la fase finale ed eterna della redenzione. Così i beati, che già godono della visione beatifica, sono in certo senso in attesa del compimento della redenzione, che in Maria era già avvenuta con la singolare grazia della preservazione dal peccato.
Alla luce di questa dottrina, che ha il suo fondamento nella Sacra Scrittura, nel cosiddetto "Protoevangelo", contenente il primo annunzio della salvezza messianica dato da Dio ai nostri progenitori dopo la colpa, Maria viene presentata come nuova Eva, strettamente unita al nuovo Adamo, Gesù. Gesù e Maria sono infatti associati nel dolore e nell'amore per riparare la colpa dei nostri progenitori. Maria è dunque non solo madre del Redentore, ma anche sua cooperatrice, a lui strettamente unita nella lotta e nella decisiva vittoria. Quest'intima unione richiede che anche Maria trionfi, al pari di Gesù, non soltanto sul peccato, ma anche sulla morte, i due nemici del genere umano. E come la redenzione di Cristo ha la sua conclusione con la risurrezione del corpo, anche la vittoria di Maria sul peccato, con la Immacolata Concezione, doveva essere completa con la vittoria sulla morte mediante la glorificazione del corpo, con l'assunzione, poiché la pienezza della salvezza cristiana è la partecipazione del corpo alla gloria celeste.

 

 

 

 

Maria, «primizia e immagine della Chiesa»
Maria, nell’Assunzione, è la creatura che ha raggiunto la pienezza della salvezza, fino alla trasfigurazione dei corpo. E’ la donna vestita di sole e coronata di dodici stelle. E’ la madre che ci aspetta e ci sollecita a camminare verso il regno di Dio. La Madre del Signore è l’immagine della Chiesa: luminosa garanzia che il suo destino di salvezza è assicurato perché come in lei, così in tutti noi lo Spirito del Risorto attuerà pienamente la sua missione; ella è già quello che noi saremo.
A molti dà fastidio sentir parlare di «salvezza delle anime». Sembra che la vita con i colori, i sapori, i contorni che la rendono attraente debba sparire: sembra che il corpo non serva a nulla. Hanno ragione perché non è così. Maria, assunta in cielo, è garanzia che tutto l’uomo sarà salvato, che i corpi risorgeranno. Nell’Eucaristia, pane di immortalità, si ritrovano gli alimenti base dell’uomo, frutti della terra, della vite e dei lavoro dell’uomo: è proprio l’Eucaristia la garanzia quotidiana che la salvezza raggiunge ogni uomo nella sua situazione concreta, per strapparlo alla morte, la nemica più terribile dei progresso.
     OGGI 8 AGOSTO SI FESTEGGIA San Domenico di Guzmàn
Sacerdote e fondatore :

Domenico nacque nel 1170 a Caleruega, un villaggio montano della vecchia Castiglia (Spagna) da Felice di Guzmàn e da Giovanna d'Aza; venne battezzato con il nome del santo patrono dell'abbazia benedettina di San Domingo de Silos, situata a pochi chilometri a nord del suo paese natale. Fanciullo, è affidato allo zio arciprete perché venga iniziato alle verità della fede e ai primi elementi del sapere.
Domenico, fin da giovane, aveva il sentimento di compassione che gli ispirava la sofferenza altrui. Si racconta, ad esempio, che, ancora studente a Palencia, dove si era trasferito all'età di 15 anni per frequentare corsi regolari di arti liberali e teologia, vendette quanto in suo possesso, incluse le sue preziose pergamene (un grande sacrificio in un'epoca in cui non era stata ancora inventata la stampa), per dar da mangiare ai poveri affermando: “Come posso studiare su pelli morte, mentre tanti miei fratelli muoiono di fame? ”.
Terminati gli studi (1196-97), decise di assecondare la chiamata di Dio al sacerdozio ed entrò nel capitolo canonicale di El Burgo de Osma dietro invito dello stesso priore Diego de Acebes. Quando Diego, da poco eletto vescovo (1201), deve partire per una delicata missione diplomatica in Danimarca, si sceglie Domenico come compagno di viaggio, dal quale non si separerà più. Il contatto vivo con i fedeli della Francia meridionale, dove era diffusa l'eresia dei càtari e l'entusiasmo delle cristianità nordiche per le imprese missionarie verso l'Est, costituirono per Diego e Domenico una rivelazione: anch'essi saranno missionari.

Di ritorno da un secondo viaggio in Danimarca scesero a Roma (1206) e chiesero al Pp Innocenzo III (Lotario dei Conti di Segni, 1198-1216) di potersi dedicare all'evangelizzazione dei pagani. Innocenzo III, invece, orientò il loro zelo missionario verso quella predicazione nella Francia meridionale, la regione dove erano più attivi i càtari, da lui ardentemente e autorevolmente promossa fin dal 1203. I due accettarono e Domenico continuò anche quando si dissolse la legazione pontificia e dopo l'improvvisa morte di Diego (30 dicembre 1207).
La sua attività di apostolato era imperniata su dibattiti pubblici, colloqui personali, trattative, predicazione, opera di persuasione, preghiera e penitenza, appoggiato in questa sua opera da Folco, vescovo di Tolosa, che lo nominò predicatore della sua diocesi.

Pian piano maturò anche l'idea di un ordine religioso. Iniziò con l'istituzione di una comunità femminile che accoglieva donne che avevano abbandonato il catarismo e questa comunità di domenicane esiste ancora. A Domenico si avvicinavano anche uomini, ma resistevano poco al rigoroso stile di vita da lui preteso per testimoniare, con l'esempio, la fede cattolica tra i càtari. Alla fine però riuscì a riunire un certo numero di uomini capaci che condividevano i suoi stessi ideali, istituendo un primo nucleo stabile ed organizzato di predicatori.

Il passo successivo fu in occasione di un viaggio a Roma, nell'ottobre 1215, per accompagnare il vescovo Folco, che doveva partecipare al Concilio Laterano IV, la proposizione a Pp Innocenzo III di un nuovo ordine monastico dedicato alla predicazione; Domenico trovò grande disponibilità nel papa che l'approvò.

L'anno successivo, il 22 dicembre 1216, Pp Onorio III (Cencio Savelli, 1216-1227) diede l'approvazione ufficiale e definitiva. Ottenuto il riconoscimento ufficiale, l'ordine crebbe e, già dal 1217, fu in condizione di inviare monaci un po' in tutta l’Europa, soprattutto a Parigi e a Bologna, principali centri universitari del tempo.
Nel 1220 e nel 1221 Domenico presiedette personalmente a Bologna ai primi due Capitoli Generali destinati a redigere la magna carta e a precisare gli elementi fondamentali dell'ordine.
Sfinito dal lavoro apostolico ed estenuato dalle grandi penitenze, Domenico morì il 6 agosto 1221, circondato dai suoi frati, nel suo amatissimo convento di Bologna (Basilica di S. Domenico), in una cella non sua, perché lui, il fondatore, non l'aveva.

Papa Gregorio IX (Ugolino dei Conti di Segni, 1227-1241) canonizzò Domenico il 13 luglio 1234.

Il suo corpo dal 5 giugno 1267 è custodito in una preziosa arca marmorea. A Roma, nel chiostro del convento di Santa Sabina all'Aventino è presente una pianta di arancio dolce che, secondo la tradizione domenicana, S. Domenico portò dalla Spagna.
La notorietà delle numerose leggende miracolistiche legate alle sue intercessioni fanno accorrere al suo sepolcro fedeli da ogni parte d'Italia e d'Europa, mentre i fedeli bolognesi lo proclamano “Patrono e Difensore perpetuo della città”.

La fisionomia spirituale di Domenico è inconfondibile: egli stesso nei duri anni dell'apostolato albigese si era definito “umile servo della predicazione”.
Alla base della sua vita sta questo preciso programma apostolico: testimoniare amorosamente Dio dinanzi ai fratelli, donando loro, nella povertà evangelica, la verità.
Il suo genio si rivela anzitutto nell'aver armonizzato in una superiore sintesi gli elementi tradizionali fra loro più opposti e apparentemente irriducibili. Ardito e prudente, risoluto e rispettoso verso l'altrui giudizio, geniale e obbediente alle direttive della Chiesa, Domenico apostolo che non conosce compromessi né irrigidimenti, il predicatore schivo da ogni retorica: il magnanimo, alieno da ogni ombra di grettezza “Tenero come una mamma, forte come il diamante” (H. Lacordaire), concilia la soda formazione teologica all'acuto senso pratico.
Egli concepisce il primo Ordine canonicale i cui membri faranno della predicazione (intesa come contemplazione ad alta voce) la loro divisa. La sua personalità ricca si rifrangerà inesauribilmente nella fioritura di santi che lungo i secoli ne abbracceranno l'ideale e guarderanno filialmente a lui come ad un vero uomo di Dio, all'apostolo che - secondo l'impareggiabile elogio comunicato da Dio a santa Caterina - “prese l’ufficio del Verbo”.
IMMGINI DELLA MADONNA DELL'ASSUNTA!!!!!!!!!!!!

 

 

 

 

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13 AGOSTO 2013 Oggi è Santa Fiilomena auguri a tutte coloro che si chiamano Filomena!

 

MAIORI IN FESTA PER S. MARIA A MARE, PATRONA DELLA CITTÀ

Santa Maria a Mare di Maiori

 

    1078137 477030945726559 424513513 aINSERITO DA MICHELE PAPPACODA  

   Maiori, Costiera amalfitana, Costa d 'Amalfi Anche quest’anno, Maiori sta vivendo intensamente la FestaPatronalein onore della sua Patrona, S. Maria a Mare. Il tutto è iniziato il 15 luglio scorso, quando alle 6.30 il suono festoso delle campane e lo sparo di mortaretti hanno annunciato l’inizio del “Mese della Madonna”, il quale si caratterizza per la celebrazione della S. Messa alle ore 7 del mattino, e al pomeriggio con il canto del Rosario Popolare, fino al 14 agosto. Il giorno 4 Agosto è stato ricordato il 519° Anniversario della miracolosa traslazione della Statua lignea di S. Maria a Mare dall’Altare laterale di all’Altare Maggiore, avvenuta nel 1494; nelle varie celebrazioni eucaristiche è stato ricordato il miracoloso evento attraverso la lettura di atti storici, i quali descrivono con dovizia di particolari, come quel 4 Agosto sera, la Chiesa era avvolta da una luce abbagliante, come se ci fosse un enorme incendio e di come la Venerata Statua fu ritrovata sull’Altare maggiore senza che nessuno la spostasse manualmente; inoltre, con il canto del Te Deum si è ringraziato il Signore per tale avvenimento. Il 5 agosto, con l’alzata del Quadro al Corso Reginna, ha avuto inizio il Solenne Novenario.

Questa devozione va avanti da più di ottocento anni, e ininterrottamente, il 15 agosto di ogni anno,la Collegiata Santuariodi S. Maria a Mare è stracolma di persone, provenienti non solo da Maiori, ma dall’intera Costiera Amalfitana, vogliose di rendere omaggio alla Vergine.

 

Il programma dei Festeggiamenti è ricco di appuntamenti, sia dal punto di vista religioso che civile. Da notare infatti, il giorno 13 agosto(244° anniversario dell’incoronazione della statua lignea di S. Maria a Mare) alle ore 19.00, il Solenne Pontificale presieduto dal Vescovo di Velletri – Segni, S. E. Mons. Vincenzo Apicella e la processione con l’antica e miracolosa Statua lignea di S. Maria a Mare sul Sagrato della Chiesa. Il giorno 14 agosto alle 19.00 in punto, verrà esposta alla pubblica venerazione la statua della Madonna, e a seguire la Liturgia della Luce, l’Annunzio della Festa e i Primi Vespri Solenni. Il giorno 15 agosto, alle ore 5.00 il suono festoso delle campane e lo sparo di mortaretti, annuncerà il giorno festivo e in Collegiata, dalle 6 alle 12 verranno celebrate S. Messe ogni ora. Alle ore 10.00, la S. Messa Solenne presieduta da S. E. Mons. Pier Giacomo De Nicolò, Arcivescovo titolare di Martana e Nunzio Apostolico. A sera alle ore 19.00, Solenne Pontificale presieduto da S. E. Mons. Orazio Soricelli, Arcivescovo di Amalfi – Cava dè Tirreni. A seguire la Solenne Processione con la Venerata statua della Madonna per le vie cittadine, con la tradizionale corsa lungo i 127 gradini che separano Piazza R. D’Amato dalla Collegiata. I Festeggiamenti proseguiranno anche il 16 agosto, giorno in cui Maiori onora S. Rocco: alle 19.00 verrà celebrata la S. Messa in Piazza R. D’Amato, alla quale seguirà la processione con la statua del Santo per le vie del Paese.

 

Per quanto riguarda il programma civile, il nuovo Comitato Festeggiamenti Civili “S. Maria a Mare” ha stilato un ricco cartellone di eventi che avranno il loro fulcro sul palco allestito in Piazza Raffaele D’Amato. I festeggiamenti si apriranno ufficialmente il giorno 13, con l’accensione dell’artistica illuminazione per le vie cittadine curata dalla Ditta “Arti Luminarie Savastano” di Pagani e lo spettacolo musicale“Canzoni dal Mondo” – Festival Internazionale di Musica Pop. Il 14 e 15 agosto, spazio alla musica classica e sinfonica con il Gran Concerto Bandistico “Città di Noci” diretto dal M° Giuseppe Gregucci; alle 23.00 del 15 Agosto non mancherà il fantasmagorico spettacolo di fuochi d’artificio sullo specchio d’acqua antistante Maiori, dal pontone “Aries” ormeggiato in rada, eseguito dalla rinomata Ditta “C. S. A. Fratelli Di Matteo” da S. Antimo (NA). Nel giorno festivo del 15 Agosto, alle ore 19.00 prenderà il via la diretta via web su Positanonews (www.positanonews.it) della S. Messa Pontificale, della Processione e dello spettacolo di fuochi d’artificio; questa iniziativa promossa dal Comitato Festa, è realizzata per tutti i maioresi fuori dalla loro città e desiderosi di stringersi in qualche modo ai Festeggiamenti della loro Patrona. Il giorno 16 agosto, a sera, spettacolo d’arte varia con “I Cimarosa” e il comico Lino D’Angiò, al quale seguirà un altro spettacolo pirotecnico. Come si può notare, Maiori onora la sua Patrona nel migliore dei modi, nonostante la difficile situazione economica, e per questo va un doveroso ringraziamento ai Parroci, al nuovo Comitato Festeggiamenti Civili costituitosi qualche mese fa e a tutte le persone che in un modo o nell’altro, collaborano alla buona riuscita dei Festeggiamenti più attesi di tutto l’anno.

OGGI SI FESTEGGIA L' ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
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1174759_481460935283560_1494045644_n.jpgOGGI NEL GIORNO DELL'ASSUNTA MICHELE PAPPACODA RICORDA LA MAMMA DI ANGELA CECERE LA SIGNORA ASSUNTA CHE OGGI ANCHE SE NON E PIù QUI MA E IN PARADISO NEL MONDO DEI GIUSTI IO CHE LO CONOSCIUTA PER ME RIMARRà SEMPRE UNA PERSONA DOLCE SENSIBILE. TANTISSIMI AUGURI DI BUON ONOMASTICO ALLA SIG ASSUNTA!!!!!!!!!!!

OGGI 15 AGOSTO SI FESTEGGIA L' ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Avellino. Violentava la figlia 14enne della sua compagna: bracciante agricolo arrestato

14 Agosto 2013, 10:35am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130814_radiomobile.jpg.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

La madre sapeva tutto ma non ha fatto nulla per evitarlo. La vicenda è scaturita da una piccola confidenza sul dramma Una ragazzina di 14 anni è stata violentata per mesi dal compagno e convivente della madre. L'uomo, bracciante agricolo di 47 anni, è stato arrestato. La madre della ragazzina, consapevole di quanto stesse accadendo, non ha fatto nulla per evitarlo. È accaduto a Mirabella Eclano, in provincia di Avellino. Secondo quanto accertato dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Mirabella Eclano, la vittima dal mese di gennaio 2013 subiva atti sessuali: palpeggiamenti, tentativi di baci, fino a rapporti sessuali. La vicenda è scaturita da una piccola cra cautelare dell'allontanamento dalla casa familiare. La minorenne è stata pertanto affidata al padre.

IL MATTINO

14.08.2013

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PRIMO PIANO UN FULMINE CENTRA IN PIENO UN TRENO: IMMAGINI SPETTACOLARI DAL GIAPPONE VIDEO

14 Agosto 2013, 09:50am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA TOKYO - Immagini terrificanti dal Giappone, dove un fulmine ha centrato in pieno un treno.
L'incidente ha provocato subito un black out a bordo del convoglio e tanto spavento dei passeggeri. Fortunatamente non vi è stato nessun ferito grazie ai sistemi di sicurezza installati sulle carrozze.


LEGGO.IT

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27°GIORNALINO ARTIGIANALE DEL SITO-BLOG WWW.MIKIVETTICA.NET DI MICHELE PAPPACODA

13 Agosto 2013, 09:04am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

27°GIORNALINO ARTIGIANALE DEL SITO-BLOG WWW.MIKIVETTICA.NET DI MICHELE PAPPACODA

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    Responsabile e Titolare del Sito

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MICHELE PAPPACODA
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ANNA DI DOMENICO Collaboratrice
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Collaboratrice Sez.Poesie
208094 125693037505915 1547046 n
MICHELA MARTINI Collaboratrice

R

16.07.2013

 

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285093 472495296106984 1773129040 nINSERITO DA NICOLETTA LOMBARDO Maria La Camera (Titti per gli amici), di 27 anni, di Positano che lavorava a bordo della Msc Preziosa, è stata trovata morta ieri sera nella sua cabina. Sono stati i suoi colleghi a fare la scoperta, andando a bussare alla porta perchè la giovane tardava a prendere servizio per il suo turno di lavoro. La nave è attraccata regolarmente alle 11,30 questa mattina al porto di Napoli, una tappa della crociera del Mediterraneo che tocca Marsiglia, Barcellona e Tunisi. La morte della ragazza è avvenuta quando la nave si trovava nei pressi di Genova, durante la crociera. Da un primo esame medico a bordo si sarebbe trattato di aneurisma. Il cadavere di Titti sarà sottoposto ad autopsia nella giornata di oggi, presso il Policlinico di Napoli. IL MATTINO.IT

 

17.07.2013

Ravenna, romeno stupra 3 donne in 2 anni: sempre scarcerato
285093 472495296106984 1773129040 nINSERITO DA NICOLETTA LOMBARDO Ravenna - In meno di due anni è già stato arrestato tre volte per violenza sessuale, l'ultima oggi. Dopo aver stuprato due donne, e, in entrambi i casi, essere stato arrestato e successivamente rilasciato, un romeno di 42 anni, sabato notte, ha adescato una donna di 38 anni, sua connazionale, offrendosi di darle un passaggio in bici. Ma una volta arrivato in una zona alle porte di Ravenna, l'ha fatta scendere e l'ha violentata senza pietà. 
Dopo la denuncia della vittima, la polizia lo ha fermato e arrestato, per la terza volta in meno di due anni.

http://bologna.ogginotizie.it/260535-ravenna-romeno-stupra-3-donne-in-2-anni-sempre-scarcerato/#.UeT-0tItyk8

 

18.07.2013

 

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Dopo un inizio d'estate incerto torna l'afa con 'Caronte'. 'Azzurro', il mega-anticiclone, invece, aveva portato la più bella estate in tutta Europa, e i 'flash storm' (temporali veloci e improvvisi). Ora l'estate entra nel vivo con il volto e il caldo di un anticiclone africano che ha radici subsahariane. «Caronte, il traghettatore per eccellenza, si piazzerà sulla penisola a partire dall'ultima settimana di luglio, accompagnandoci così fino a ferragosto», spiega all'Adnkronos Antonio Sanò, direttore dei www.ilMeteo.it. «I 35° saranno la norma - aggiunge il meteorologo- anzi in alcune città come Bologna, Firenze e Roma le temperature supereranno i 36°, con afa e umidità che ci faranno compagnia anche di notte. La colonnina di mercurio salirà ben oltre in Sicilia, Puglia e Calabria, dove nei primi giorni di agosto si toccheranno i 40°». AL NORD SI RESPIRA «Potranno respirare solo alcune regioni del Nord - sottolineano ancora gli esperti di ilMeteo.it - in particolare area alpina e Piemonte. Ma nei pomeriggi e in serata potranno formarsi 'crazy storm', ovvero violenti temporali di calore associati a grandine». Sulle isole «tempo ottimo per tutta l'estate». Con una differenza: «molto mite sulle coste della Sardegna mentre in Sicilia, in particolare Agrigento e Siracusa, si tornerà sulla barca di 'Caronte' con temperature alte. «Dopo ferragosto -conclude Sanò- l'abbraccio dell'anticiclone africano ci lascerà, per consegnarci a unperiodo di tregua prima dell'estate settembrina».

LEGGO.IT

19.07.2013.   

 

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

MATERA - Vito Tortorelli è nonno di Daniele, bimbo di 6 anni affetto dal morbo di Niemann-Pick. Da tempo ha iniziato una campagna su Facebook seguendo diversi casi simili a quello del nipote. Adesso lancia una petizione online diretta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con l'obiettivo di consentire a loro di potersi curare con cellule staminali. La petizione è intitolata «Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: dare ai bambini malati rari le staminali della Stamina per sopravvivere». "RISPETTO PER LA VITA" Lo scorso 4 luglio il giudice del lavoro di Matera ha disposto con una ordinanza che gli Ospedali civili di Brescia riprendessero con urgenza il trattamento con le staminali. «Sostenere questa petizione - ha scritto Tortorelli nella motivazione all'iniziativa - vuol dire avere rispetto della vita degli altri soprattutto dei bambini affetti da malattie rare, indifesi dalle istituzioni irresponsabili come sta accadendo». UNA PRIMA VITTORIA NEL 2012 Già nel 2012 Vito Tortorelli aveva ottenuto una prima vittoria ribaltando una sentenza che gli imponeva di interrompere le cure con le cellule Staminali GLI ALTRI CASI Tante le battaglie alle quali il nonno di Daniele ha prestato attenzione, sfruttando sempre il canale di Facebook. Ad esempio c'è la storia di Giovanni Procentese, 9 anni di Salerno e anche lui affetto dal morbo di Niemann-Pick. Poi c'è la storia di Michela, 18 anni vittima di un parto difficile che non le permette di essere autosufficiente. E0 costretta a vivere in camper con la mamma Luigina Soldà per restare costantemente in contatto con l'ambiente marino, fondamentale per evitare un utleriore peggioramente della sua grave malattia. Cercano un appartamento vicino la spiaggia ma ancora nessuno è andato in loro soccorso. Di seguito invece un video di un intervento di Tortorelli al convegno "Vite Sospese" dello scorso anno, dove affronta il tema della cura con cellule staminali.

LEGGO.IT

20.07.2013.

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Massimo Di Cataldo è salito ieri sera sul palco del premio Lunezia a Marina di Carrara con le lacrime agli occhi. Nessuno, apparentemente, tra il folto pubblico sapeva della brutta vicenda di cui da poche ore, era protagonista. Le accuse rivolte via facebook, con foto, di averla picchiata. Gli spettatori lo ha applaudito e lui per riconoscenza ha cantato altre due canzoni. Poi, assediato dai fan, ha firmato una valanga di autografi, prima di concedersi una pausa in un ristorante a due passi dal porto di Marina di Carrara. Intorno a mezzanotte si è seduto ad un tavolo, in veranda, accanto al suo manager Martino De Rubeis. Ha ordinato un piatto di verdure e una bottiglia d'acqua. "SCONVOLGENTE, TUTTO FALSO" Per quasi un'ora è stato al telefono, in disparte, coi propri familiari: «Tranquilizza mamma e papà, loro soffriranno più di me, questa è una storia assurda, non ha nulla di vero»: ha ripetuto al telefono. Prima di lasciare il ristorante, alle due di notte, ha ripetuto: «Non riesco a capire, sono scosso, lei è la donna che amo, è la madre di mia figlia, è la persona a cui voglio bene. È una cosa - ha aggiunto il cantante - che mi ferisce profondamente. Non capisco, forse lei avrà delle aspirazioni di vita, artistiche e penso che mi voglia far del male. Perchè? Non lo so, forse perchè ho reagito bene alla nostra separazione, io sto cercando di rimettermi a lavorare, di puntare su me stesso, dopo averle dato tanto; questa sera sono qua per questo, per lavorare, mi sto impegnando nella mia professione, lei mi ha fatto questa azione che non riesco a definire, non ho ancora parlato con lei». Quando apprende che la polizia sta effettuando verifiche sull'attendibilità di alcune foto che l'ex compagna Anna Laura Millacci ha postato sul proprio profilo Facebook tra cui alcune che ritraggono un feto morto in un lavabo ha un sussulto: «No, no, no, non è possibile, non è possibile, è sconvolgente». VERRANNO SENTITI Potrebbero essere interrogati dalla polizia nelle prossime ore Massimo Di Cataldo e la sua ex compagna Anna Laura Millacci, la quale ieri ha pubblicato delle foto sul suo profilo Facebook col volto sanguinante sostenendo di essere stata picchiata dal cantante e per questo di avere abortito. A quanto si è appreso, la donna avrebbe contattato i suoi legali. Sul caso indaga la squadra mobile di Roma, che sta accertando la veridicità delle accuse della Millacci e l'autenticità delle foto sul social network. Tra gli scatti anche quello che ritrae un grumo di sangue in un lavabo e che secondo l'accusa della donna sarebbe il feto abortito a causa delle botte ricevute dal compagno. LA DENUNCIA Sono foto choc quelle che posta su Facebook la ex fidanzata di Massimo Di Cataldo, Anna Laura Millacci.La didascalia che le accompagna dice: «Queste foto che ho postato sono di venti giorni fa. Ho pensato a lungo se farlo o meno. Ma credo nella dignità e nel rispetto delle donne. Ci sono donne che ogni giorno subiscono violenze e continuano a perdonare. Io il signor di Cataldo, faccia d'angelo e aspetto da bravo ragazzo l'ho perdonato tante volte. Anche quando ero incinta mi ha picchiata e rosalia é un miracolo sia nata. Questa volta le botte me le ha date al punto da farmi abortire il figlio che portavo in grembo. Io non ho un carattere facile e le liti possono accadere. Ma mai nessun uomo potrà mai più farmi questo a me e alla vita. E spero che questo outing e sputtanamento punblico sia utile a tutte quelle donne che subiscono uomini che sembrano angeli e poi ci riducono così . Continuando la loro vita sorridenti e divertiti ..come se nulla fosse accaduto. Di Cataldo se proprio devi continuare a fare musica..,se hai un po' di dignità non nominare mai più le donne. Perché le hai sempre e solo menate. Proteggiamo i nostri figli dalla violenza e non facciamoci ingannare dalle canzoni romantiche. È questo lo sa bene pure la tua ex moglie Jorgelina». La donna denuncia anche la perdita di un bambino e invita le donne a ribellarsi a queste violenze domenstiche sottolinenado l'importanza, in tal senso, del social network. LE PAROLE AL SUO UOMO Anna Laura in un post sul suo profilo si rivolge anche allo stesso Massimo: «Caro Massimo Di Cataldo non avrei mai voluto arrivare a dire pubblicamente che uomo sei, e a pubblicare queste foto così terribili. Tu che ci tieni così tanto alla tua faccina angelica.. alla tua carriera ormai fatiscente al punto che hai scelto di convivere con due personalità diverse ed opposte peggio di dottor jekil e mr. Hide Sai...dopo 13 anni di un grande amore ma anche grandi sofferenze ho pensato di farti un regalo. L'ultimo degli infiniti che ti ho fatto in questi anni. Il più prezioso: forse ora prenderai coscienza ...visto che sembri sempre inconsapevole delle tue azioni come farebbe un bimbo di 3 anni. Forse stavolta ti sto aiutando davvero. Ti regalo la possibilità di fare un Upgrade. Quello di diventare finalmente un Uomo. E non lo faccio per rabbia ma per la nostra piccola Rosalù che ha bisogno di un padre e non di un fratellino piccolo e violento. Buona vita Massimino e buon premio Lunezia. Premieranno il tuo grande onore nei confronti di noi donne tutte». LA POLIZIA INDAGA La polizia ha attivato verifiche su alcune foto che ritraggono un feto morto, postate sul profilo Facebook della compagna di un noto cantante romano. «Queste foto che ho postato - si legge su un post pubblicato dalla donna sul social network - sono di venti giorni fa. Ho pensato a lungo se farlo o meno. Ma credo nella dignità e nel rispetto delle donne». «Anche quando ero incinta lui mi ha picchiata - si legge ancora - Questa volta le botte me le ha date al punto da farmi abortire il figlio che portavo in grembo. Io non ho un carattere facile e le liti possono accadere. Ma mai nessun uomo potrà mai più farmi questo a me e alla vita. E spero che questo outing sia utile a tutte quelle donne che subiscono uomini che sembrano angeli e poi ci riducono così». Infine la donna fa riferimento alla ex-moglie del cantante, che - sempre secondo quanto avrebbe scritto - avrebbe anche lei subito violenze«. La donna ha anche pubblicato delle foto di quello che sembra un feto morto in un lavabo, nel sangue, e il suo volto che appare tumefatto.

LEGGO.IT

21.07.2013.  

 

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

KIEV - Il suo stupro ha provocato una rivolta popolare, perchè gli artefici della violenza sono stati proprio coloro che dovrebbero evitarla, due poliziotti. Irina Krashkova è una mamma single di 29 anni che ha deciso di raccontare l'orrore vissuto dall'ospedale dove si trova ricoverata. La donna era uscita la sera e stava tornando a casa dopo una serata in discoteca quando due poliziotti si sono avvicinati, l'hanno costretta a salire in macchina, portata in un bosco, picchiata fino a fratturarle la scatola cranica e infine l'hanno violentata ripetutamente alternandosi. La donna ha detto di essere stata strangolata, picchiata e insultata dai poliziotti. Il popolo è insorto a tali testimonianze a cui si aggiungono gli scatti della donna visibilmente sotto choc e tumefatta al volto e in testa. Probabilmente, sono in molti a pensare, che se non si fosse accesa la rivolta popolare il poliziotto sarebbe rimasto impunito. Ad oggi non ha ancora subito condanne ufficiali o provvedimenti e quello della corruzione e dell'illegalità della polizia russa rimane una piaga del paese, denunciano in molti.

LEGGO.IT

22.07.2013.  

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

OXFORD - Si chiama Martha Fernback, aveva 15 anni ed è morta in un parco a Oxford, Inghilterra, per colpa di un infarto, dopo aver assunto una pasticca di ecstasy. Forse Martha non si aspettava una droga così pesante: lei aveva richiesto al suo pusher una pasticca di MDMA, una droga più leggera rispetto all'ecstasy rosa che il suo spacciatore le aveva erroneamente dato. Anne-Marie Cockburn, la madre della giovane vittima, non riesce a spiegarsi come sia stata possibile una tragedia così immensa: "Ci è stata portata via la nostra bella ragazza, lei era la più straordinaria la più effervescente e tutti gli amici hanno compreso il privilegio di averla conosciuta - ha commentato la donna - Ora siamo tutti completamente devastati".

LEGGO.IT

23.07.2013. 

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

La bambina di 12 anni, ricoverata all'ospedale Monaldi, da oltre 100 giorni era tenuta in vita da un cuore artificiale Chiara entra nel futuro. La bimba di 12 anni, ricoverata al Monaldi in attesa di trapianto, è stata operata alle prime luci del giorno. La piccola ammalata, da oltre 100 giorni tenuta in vita da un cuore artificiale, aveva raccontato la sua storia (leggi) in una lettera commovente pubblicata sabato 20 luglio sul Mattino. E lanciato un appello: «Porto un dolore dentro e soffro ogni volta che mi medicano la ferita. Vorrei andare a casa, vorrei tornare a ridere come prima, o meglio di prima e per farlo ho bisogno del vostro aiuto... Donare è un atto d’amore». La solidarietà che ha consentito l'intervento salvavita, in un momento di estremo dolore che ha colpito un'altra famiglia, è arrivata dalla Campania. «A questa famiglia va il mio pensiero e il mio ringraziamento», le prime parole pronunciate, tra le lacrime, da Giuseppe Campagnuolo, quando la figlia è uscita dalla sala operatoria. L'intervento è durato oltre otto ore, ed è stato eseguito dall'équipe di cardiochirurgia con il primario Giuseppe Caianiello, i medici Andrea Petraio, Claudio Marra, Ettore Merlino e l'anestesista Carmela Scarpati, nell'ospedale dell'azienda dei Colli sotto l'egida del manager Antonio Giordano. Articoli correlati: - Solidarietà in crisi in Campania. Solo 29 donatori effettivi nel primo semestre del 2013. Qui si registrano il 41 per cento di opposizioni al prelievo degli organi (leggi). - Aveva voluto rispondere alla lettera di Chiara Campagnuolo anche Fabio Cannavaro (leggi), il campione del mondo che, attraverso Il Mattino, domenica 21 luglio aveva rivolto un appello alle donazioni. A questo messaggio ne era seguito un altro della bimba e di suo padre di Maria Pirro

IL MATTINO

23.07.2013.

http://www.gazzettadelsud.it/resizer.jsp?img=UpkPfA5XLjiHWUk2jqpxbjODegPFSNW1No%2BAXyIoAOA%3D&w=345&h=-1&maximize=true

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Un uomo di 45 anni ha ucciso l'anziana madre e poi con una sega l'ha sezionata mettendo i resti nel frigorifero. Uccide madre, la taglia a pezzi e la mette nel frigo Sembrava il set di un film dell' orrore l'abitazione al secondo piano del civico 36 di via Martuscelli, a Salerno, dove Lino Renzi, 45 anni, con problemi psichici, secondo una prima ricostruzione degli investigatori, ha ucciso la madre, Maria Pia Guariglia, di 70 anni, e poi, dopo averla fatta a pezzi con una sega, ha tentato di cuocerne alcuni resti sulla griglia e in una pentola in cucina. Brandelli di interiora della donna sono stati trovati sulla piastra e in una pentola dalla Polizia e dai vigili del fuoco, che hanno aperto la porta di casa. Le forze dell'ordine e gli operatori sanitari dell'Humanitas sono giunti sul posto dopo una telefonata anonima al 113 che segnalava un forte e acre odore di gas provenire dall' appartamento. Raccapricciante la scena che si sono trovati davanti: gran parte del corpo di Maria Pia Guariglia era sul pavimento del bagno, completamente a soqquadro, rannicchiato tra il water e un mobiletto, con ampie mutilazioni. Lì, il figlio, avrebbe deciso di sezionarla. Lino Renzi, invece, era nella sua stanza da letto, completamente nudo. Non ha proferito parola. I medici, insieme alla Polizia, lo hanno messo in un'ambulanza e portato in ospedale, dove ora si trova in trattamento sanitario obbligatorio. L'uomo è affetto da patologie psichiatriche e, circa tre mesi fa, era stato dimesso e affidato alla famiglia. Secondo quanto si è appreso, sembra che da qualche giorno la donna non si vedesse in giro. Il figlio, invece, sabato scorso, sarebbe stato visto uscire da solo. Non lo faceva mai. Si accompagnava sempre all'anziana madre. Se confermata, questa circostanza avvalorerebbe l'ipotesi che il decesso di Maria Pia Guariglia non sia avvenuto oggi. Comunque, solo l'esame autoptico potrà stabilire l'ora esatta della morte e le sue cause. Tra le ipotesi non si esclude che l'anziana sia morta per qualche malore e che poi il figlio ne abbia fatto scempio oggi. Le indagini sono condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Salerno, diretta dal vice questore Claudio De Salvo, e dal pm di turno della Procura Maria Carmela Polito. Ad eseguire un primo esame sui resti della donna è stato il medico legale Luigi Mastrangelo. La macabra scoperta ha lasciato allibiti i vicini di casa che non hanno voluto commentare l'accaduto con i numerosi giornalisti e cineoperatori accorsi sul posto.

ANSA

 23.07.2013.

 

406759 584141881612477 523799944 n (1) INSERITO DA YVONNE ADRIAENS Segnalati 105 farmaci potenzialmente pericolosi - ecco la lista

 

SONO 105 I FARMACI CHE DA OTTOBRE DI QUEST’ANNO SARANNO OBBLIGATORIAMENTE SEGNALATI CON UN TRIANGOLO NERO ROVESCIATO PER TUTELARE I CONSUMATORI

Lo rende pubblico l’EMA, chiarendo che “non vuol dire che la medicina non sia sicura, ma che si vogliono incoraggiare professionisti sanitari e pazienti a segnalare le reazioni avverse sospette, quando si tratta di un farmaco nuovo sul mercato o c’è una limitazione nei dati disponibili sulla sua sicurezza”. Si tratta di farmaci con nuove sostanze attive, farmaci biologici (del tipo dei vaccini) oppure prodotti sui quali l’azienza, per qualche motivo, non ha fornito dati sufficienti. Per il settore italiano, se n’è occupata l’Aifa, che, sul suo sito ufficiale, insieme con l’elenco dei farmaci sottoposti a segnalazione, ha dichiarato: “Si tratta di un provvedimento che rafforza la sorveglianza post marketing a tutela della salute dei cittadini e che prevede un’ulteriore attività di vigilanza per quei medicinali per i quali sono disponibili dati di sicurezza limitati, nell’ottica della trasparenza e del maggior coinvolgimento di pazienti e operatori sanitari nella segnalazione di reazioni avverse”. Per la causa, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha anche aperto una sezione dedicata alla farmacovigilanza nel proprio sito ufficiale. La più soddifatta della decisione è stata la FederAnziani, che con un “finalmente” ha commentato quella che può essere una svolta positiva a favore degli anziani rispetto alle “reazioni avverse” di molti farmaci. La nuova campagna ”Occhio al triangolo: al minimo sintomo avvertici” sarà lanciata in tutta Italia dall’associazione a favore dei 3 milioni di anziani assuntori di farmaci nel Paese, ma soprattutto per sensibilizzare la popolazione ad una problematica di questo calibro.

 

IN DEFINITIVA I FARMACI AI QUALI BISOGNERA’ FARE ATTENZIONE SONO:

Adasuve, Adcetris, Aldurazyme, AMYViD, Arzerra, Atriance, ATryn, Benlysta, Betmiga, Bexsero, BindRen, Bosulif, Bretaris Genuair, Caprelsa, Ceplene, Champix, Cinryze, Cleviprex emulsion for injection 0.5 mg/ml, Constella, Cuprymina, Dacogen, Dexdor, Diacomit, Dificlir,

Edarbi, Edurant, Eklira Genuair, Elaprase, Eliquis, Elvanse2, Enurev Breezhaler, Esbriet, Eurartesim, Eviplera, Evoltra, Exjade, Eylea, Fampyra, Firdapse, Fluenz, Forxiga, Fycompa, Gilenya, Glybera, Halaven, Ilaris, Incivo, Increlex, Influsplit Tetra3, Inlyta, Intelence, Invirase, Ipreziv, Jakavi, Jentadueto, Jetrea, Jevtana, Kalydeco,

Krystexxa, LacTEST, Lyxumia, Naglazyme, NexoBrid, Nimenrix, NovoThirteen,
Nulojix,
Optimark, Pandemrix, Perjeta, Picato, Pixuvri, Prialt, Replagal, Revestive, Rienso,
Ryzodeg,
Seebri Breezhaler, Selincro, Teysuno, Tovanor Breezhaler, Trajenta, Tresiba ,
Trobalt, Tygacil, Tysabri,

Tyverb, Vectibix, Vedrop, Ventavis, Vepacel, Victrelis, Votubia, Vyndaqel,
Xagrid, Xalkori, Xgeva,
Xiapex, Yellox, Yervoy , Yondelis, Zaltrap, Zelboraf, Zinforo, Zytiga.

 

Fonte

  Redatto da Pjmanc:  http://ilfattaccio.org

 24.07.2013

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553987 4875306964196 493515398 nDI ANGELA CECERE

La commovente uscita di scena di Susan Flannery, l'attrice che ha interpretato il ruolo di Stephanie Forrester nella soap più amata di tutti i tempi, Beautiful, tra le braccia della sua acerrima nemica Brooke.Che l’attrice Tra le braccia di Brooke su una panchina a Big Bear – Dopo essere svenuta nella sua azienda di famiglia, la Forrester Creations, viene accompagnata in ospedale da Eric e le viene comunicato che il cancro ai polmoni è ritornato ed è troppo diffuso per essere asportato. Conscia che le restano pochi giorni di vita, decide di salutare amici e familiari che hanno riempito la sua vita e quella dei telespettatori con una festa. All’indomani della festa decide di partire per Big Bear e trascorrere le ultime settimane con Eric; un imprevisto porta quest’ultimo a dover far ritorno alla Forrester e Brooke Logan resta a farle compagnia. La straziante uscita di scena della “regina” di Beautiful avviene proprio tra le braccia della sua ex acerrima nemica. avrebbe detto addio a Beautiful era noto a tutti da tempo. Insieme al collega Ronn Moss infatti, l’attrice che interpreta Stephanie aveva deciso di abbandonare la soap uscendo di scena, a differenza di Ridge, definitivamente. Negli States la puntata in cui i telespettatori hanno detto addio ad una delle colonne portanti della soap più amata di sempre è andata in onda il 27 novembre 2012 e la Flannery ha chiuso la sua carriera nel piccolo schermo interpretando una delle scene più commoventi di sempre.

24.07.2013. 

 

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

RIO DE JANEIRO - Salutando i rappresentanti di altre religioni nel santuario mariano di Aparecida, dopo la messa da lui celebrata, papa Francesco ha abbracciato un imam musulmano e un rabbino ebreo. «I pastori del popolo di Dio, i genitori, gli educatori», sappiano «trasmettere ai nostri giovani i valori che li rendano artefici di una nazione e di un mondo più giusti, solidali e fraterni», ha detto il Papa nella omelia delle messa ad Aparecida. «Per questo - ha aggiunto - vorrei richiamare tre semplici atteggiamenti: mantenere la speranza, lasciarsi sorprendere da Dio, e vivere nella gioia». «In questo santuario dove sei anni fa si è tenuta la V Conferenza generale dell'Episcopato dell'America Latina e dei Caraibi - ha detto il Papa ad Aparecida - è avvenuto un fatto bellissimo di cui ho potuto rendermi conto di persona: vedere come i vescovi - che hanno lavorato sul tema dell'incontro con Cristo, il discepolato e la missione - si sentivano incoraggiati, accompagnati e, in un certo senso, ispirati dalle migliaia di pellegrini che venivano ogni giorno ad affidare la loro vita alla Madonna: quella Conferenza è stata un grande momento di Chiesa». LE CAPRE Non bastassero i bagni di folla lungo la strada, che lunedì scorso hanno creato notevoli difficoltà agli addetti alla sicurezza del pontefice, durante il tragitto in auto dall'aeroporto al centro di Rio de Janeiro, stavolta la comitiva di Bergoglio ha dovuto fare i conti anche con un gruppo di capre, che ha bloccato il passaggio all'uscita dalla residenza papale, a Sumarè, località in cima a una collina di circa 700 metri di altitudine in piena Foresta da Tijuca. Gli animali, una ventina, hanno invaso tutta la corsia della Estrada do Sumarè, una via in discesa che la papamobile ha dovuto percorrere per raggiungere l'aeroporto cittadino e da lì proseguire in aereo verso Aparecida. Alcuni addetti alla sicurezza sono dovuti scendere dalle auto per allontanare le capre dalla sede stradale e far proseguire il corteo di macchine. OMAGGIO ALLA MADONNA DI APARECIDA Il Papa ad Aparecida, dove è stato accolto all'ingresso del santuario dal rettore, si è poi recato nella Sala dei 12 apostoli dove è custodita l'icona della Madonna di Aparecida. Si è tolto gli occhiali e ha sostato in preghiera, in piedi, per diversi minuti. Poi ha toccato la teca che contiene l'immagine mariana e infine ha deposto un mazzo di fiori arancioni davanti all'icona. Quando ha offerto i fiori alla immagine mariana la folla ha applaudito a lungo e con calore. La madonna di Aparecida si festeggia il 12 ottobre, lo stesso giorno della scoperta dell'America nel 1492. La devozione a questa Madonna è profondamente legata alla sofferenza e alla speranza del popolo afroamericano. All'inizio del secolo XVIII, quando la schiavitù era molto diffusa in Brasile, nel nord dello stato di San Paolo, dalle profondità delle acque del Rio Paraiba emerse nelle reti dei pescatori una piccola immagine di terracotta della Madonna. Era di colore nero, lo stesso degli schiavi, ed era spezzata, come la vita del popolo schiavo. Il primo miracolo della madonna di Aparecida sarebbe avvenuto a beneficio dello schiavo nero Zaccaria. L'ARRIVO A bordo di un elicottero proveniente da una città vicina, il Papa è giunto ad Aparecida, dove lo attendono circa 200 mila fedeli, in quella che è la terza giornata della sua visita in Brasile per la Giornata mondiale della gioventù. Subito dopo essere sceso dall'elicottero che lo ha portato ad Aparecida, il Papa è salito su una jeep bianca che lo ha lentamente portato verso il santuario. Lungo un percorso transennato, Jorge Bergoglio sta salutando i fedeli, molti dei quali hanno passato la notte fuori dall' ingresso del santuario nonostante il freddo intenso di queste ore. La temperatura ha raggiunto anche i 5 gradi. Tra i tanti ombrelli spuntano soprattutto le bandiere di molti paesi latinoamericani (Brasile, Argentina, Messico, Venezuela, Bolivia). Ma ci sono anche i colori italiani, francesi e americani. Al suo arrivo, Bergoglio è stato salutato dal dal vescovo di Aparecida e presidente della conferenza dei episcopale del Brasile, Raymundo Damasceno.

LEGGO.IT

25.07.2013.

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

SANTIAGO DE COMPOSTELA - Si aggrava il bilancio della tragedia del treno deragliato a Santiago de Compostela, in Spagna. Un treno ad alta velocita' (Alvia), in arrivo nella citta' della Galizia, è deragliato ieri sera a poca distanza dalla stazione, provocando una strage. Ci sono molti stranieri tra i feriti del deragliamento del treno a Santiago de Compostela. Lo ha riferito la giunta galiziana. In totale 178 persone sono state portate all'ospedale e 95 sono ancora ricoverate, di cui 36, compresi quattro bambini, sono gravi. Tutte le vittime dell'incidente ferroviario vicino Santiago de Compostela sono state identificate. Lo hanno riferito le autorità galiziane. LE PAROLE DI RAJOI «Ho avuto l'opportunità di visitare alcuni feriti all'Università di Santiago di Compostela», ha poi raccontato Rajoy, che ha voluto ringraziare «tutta la popolazione di Santiago» così come «tutti i funzionari, i dipendenti pubblici, di tutti i settori. Il comportamento da parte loro è stato esemplare. Vorrei congratularmi anche con le forze di polizia della regione galiziana e vorrei ringraziare il ministero dell Infrastrutture, i soccorritori, i vigili del fuoco, il personale sanitario». Il premier spagnolo ha poi voluto ricordare tutte le persone che si sono offerte di donare il sangue. «Ieri abbiamo assistito a code di più di 50 persone di volontari per la donazione del sangue», ha concluso. Impressionanti le immagini dell'incidente avvenuto alle 20.40 locali circa all'imbocco di un viadotto, all'altezza di una curva molto stretta (e a detta di molti pericolosa): tutti i 13 vagoni del convoglio, in viaggio fra Madrid e Ferrol con 240 persone a bordo, sono usciti dai binari, schiantandosi con un boato secondo il racconto di testimoni, alcuni dei quali hanno parlato di ''un'esplosione''. Diversi vagoni si sono piegati su un lato, mentre almeno uno si e' ribaltato e ha preso fuoco. IL VIDEO CHOC SUL PAIS Il sito del Pais mostra un filmato dell'incidente al treno nei pressi di Santiago de Compostella nel momento in cui imbocca ad alta velocità la curva e deraglia. Le immagini, impressionanti, mostrano la motrice del treno che imbocca la curva e prosegue per alcuni attimi la corsa sui binari prima di piegarsi sul fianco destro, mentre le carrozze vanno dritte a schiantarsi contro il muro che costeggia la ferrovia. IL VIDEO CHOC DELLO SCHIANTO LA DISPERAZIONE DEL MACCHINISTA «È deragliato, che faccio... che faccio». Questa la frase che avrebbe pronunciato uno dei macchinisti del treno ad alta velocità Madrid-Ferrol, deragliato a 4 chilometri dalla stazione di Santiago di Compostela, in Spagna, probabilmente a causa dell'alta velocità. A quanto riportano i media iberici, l'uomo, leggermente ferito, sarebbe stato visto aggirarsi sul posto in stato di choc subito dopo l'incidente ferroviario che ha fatto 77 vittime e oltre 140 feriti in Spagna. ANDAVA A 190 «Andavo a 190 all'ora. Spero che non ci siano morti perchè me li porterei sulla coscienza. Sono umano, sono umano...»: è questo il contenuto di una comunicazione via radio dalla cabina del treno tra uno dei due macchinisti e la stazione pochi istanti dopo il deragliamento. Il limite previsto in quel tratto è di 80 km/h. Il conducente, un macchinista di 52 anni con molta esperienza, non ha spiegato il motivo di una velocità così elevata, oltre il doppio di quella prevista in quel tratto, 80 km/h. Il limite è previsto perchè la curva è «chiusa» e si trova subito dopo l'uscita di un tunnel, alla fine di diversi chilometri di rettilineo. Una persona che partecipò nel 2011 al viaggio inaugurale della tratta ha riferito ai media che in corrispondenza della curva il treno ebbe come un sussulto, mentre per gli 80 chilometri precedenti era rimasto stabile. I tecnici della procura, delle ferrovie e del ministero sono al lavoro per accertare le cause che hanno determinato la tragedia: se si tratti di un errore umano, di un guasto tecnico oppure di una coincidenza di entrambe le cose. LA CAUSA E' L'ALTA VELOCITA' «La tragedia di Compostela sembra essere associata a una violazione della velocità». Lo ha affermato il sottosegretario alle infrastrutture e trasporti, aggiungendo che sul deragliamento del treno è stata avviata anche un'indagine del Ministero. Sul posto stamattina è arrivato anche il premier spagnolo Mariano Rajoy, originario di Santiago. Le vittime accertate finora sono 80, 19 delle quali già identificate; dei 140 feriti, cinque sono in coma, secondo fonti dei soccorritori. «La nostra priorità in questo momento è identificare le vittime» ha detto il vicepresidente della giunta della Galizia, Alfonso Rueda, il quale ha riferito che i nomi delle vittime saranno resi noti solo dopo il completamento delle identificazioni e la comunicazione ai famigliari. Rueda ha rilevato che «le operazioni di soccorso sono state tempestive». Sul posto operano circa 500 tra vigili del fuoco, soccorritori e agenti di polizia e della Guardia civil. ORRORE. Le prime foto hanno potuto mostrare corpi senza vita coperti alla meno peggio e feriti attorno ai quali si affannavano i soccorritori. Dopo le prime ore di incertezza - quando non si escludeva neanche lo spettro del terrorismo, facendo ripiombare il Paese nell'incubo dell'11 marzo 2004 - e' stata la portavoce del governo spagnolo ad affermare che l'ipotesi sulla quale si sta lavorando e' quella dell'incidente. Un errore umano, secondo le prime ricostruzioni, del macchinista, uscito miracolosamente illeso, che pare abbia ammesso di come il convoglio avesse imboccato la curva a gran velocita', di molto superiore al limite degli 80 km orari (forse oltre i 180). LACRIME. Il disastro ha oscurato il giorno d'avvio dei festeggiamenti in vista della ricorrenza di San Giacomo, patrono di Spagna e della Galizia, il cui legame con la citta' fa di Santiago de Compostela una delle grandi mete del pellegrinaggio cristiano in Europa, che richiama ogni anno visitatori da mezzo mondo lungo i percorsi dello storico 'camino de Santiago'. La festa cade domani, 25 luglio, ma e' annunciata secondo la tradizione dai rintocchi delle campane della Cattedrale gia' il 24, alla vigilia, e si doveva protrarre nella notte e poi per un'intera settimana con riti ed eventi: le celebrazioni ovviamente sono state subito cancellate dalle autorita' locali, mentre la zona del deragliamento si e' affollata di ambulanze e squadre di soccorso. ITALIANI A BORDO? E' molto probabile che sul treno viaggiassero molti cittadini stranieri. L'Unita' di Crisi della Farnesina, attraverso la rete diplomatico-consolare in Spagna, ha avviato contatti costanti con le autorita' locali allo scopo di verificare l'eventuale presenza di italiani coinvolti. Secondo l'ambasciatore italiano in Spagna Pietro Sebastiani non si hanno notizie, al momento, di connazionali tra le vittime, anche se la situazione e' inevitabilmente ancora confusa. Drammatiche le prime testimonianze raccolte dai media locali. "Quanti morti che ci sono qui, mio Dio", ha esclamato una donna a una radio locale nei primi minuti dopo l'accaduto. Mentre il governatore della Galizia, fra i primi a raggiungere il luogo della catastrofe, ha parlato di scene da "girone dantesco". Il bilancio delle vittime viene aggiornato di ora in ora. Dopo le prime notizie diffuse dai media, e' stato lo stesso capo della giunta regionale galiziana, Alberto Nunez Feijoo, a confermare almeno 45 morti e decine di feriti, ma i servizi di soccorso azzardano una stima di oltre 50 morti. Pompieri, polizia e forze della sicurezza locale della Galizia sono del resto tuttora sul posto, alle prese con i vagoni accartocciati. E a tarda sera si parlava ancora persone intrappolate. FUMO. Sulla zona ha continuato ad addensarsi a lungo una fitta colonna di fumo, mentre arrivavano responsabili di governo e autorita' locali a cominciare dal sindaco di Santiago, Angel Curras, e dal ministro dei Lavori pubblici, Ana Pastor. Domattina e' atteso anche il premier Mariano Rajoy. Per Santiago e' una notte di morte.

LEGGO.IT

 

25.07.2013.  

 

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il 34enne di Cortina ha perso la vita dopo essere salito sulla Croda d'Antruiles BELLUNO - Ha telefonato alla moglie Angela, per rassicurarla, prima di iniziare la discesa, per tornare a casa. È stato il suo ultimo pensiero. Pochi passi ed è caduto, forse scivolato, perso un appiglio, ed è finito in un canale, cento metri sotto. Il giovane ampezzano Matteo Menardi, 34 anni, è morto da solo, sulla Croda d'Antruiles, una cima minore, poco conosciuta, ancor meno frequentata, nel Parco naturale delle Dolomiti d'Ampezzo. Una destinazione per pochi appassionati, per chi ama vivere la montagna silenziosa, solitaria, non quella più celebrata ed affollata. L'incidente deve essere avvenuto dopo le 19 di martedì. La moglie, a sera, non vedendolo rientrare, è andata a cercare l'auto del marito e l'ha trovata dove prevedeva: nel piazzale di Sant'Uberto, dove parte la strada che sale a malga Ra Stua. A quel punto è scattato l'allarme. Malgrado il maltempo, numerosi volontari del soccorso alpino si sono attivati, almeno una ventina: lo hanno cercato per buona parte della notte, con le torce, nel buio, sotto il diluvio, un vero fortunale di pioggia e vento, che ha battuto la zona, nella notte. Ai parenti, il giovane, che era solito percorrere sentieri dei cacciatori, tracce conosciute e frequentate da poche persone, non aveva comunicato la destinazione della sua escursione, quando era partito in mattinata, alle 10. Le squadre hanno iniziato a perlustrare i sentieri della zona, aiutati anche dal fiuto del cane bloodhound di un'unità cinofila, specializzato nella ricerca delle persone scomparse, ma non si è trovato nulla. A notte fonda, i volontari si sono fermati, per fare il punto della situazione, anche per l'imperversare di un forte temporale. Parlando quindi con gli amici di Matteo si è saputo che aveva intenzione di salire sulla Croda d'Antruiles. Dalla verifica dei tabulati si è inoltre verificato che una cella telefonica era stata attivata verso le 19.29 in quell'area dal suo cellulare, che però risultava spento. Ieri mattina, appena la luce lo ha consentito, è decollata l'eliambulanza del Suem 118 di Pieve di Cadore; a bordo anche due soccorritori di Cortina, profondi conoscitori dei luoghi, per sorvolare i versanti della montagna, per setacciare ogni sentiero. Poco dopo il corpo è stato individuato, in un canale, a 2.160 metri di quota. Sono quindi stati barcati in hovering i due soccorritori, il tecnico di elisoccorso di turno con l'equipaggio e il medico, che ha però solamente potuto constatare il decesso del giovane. All'arrivo di un soccorritore del Sagf della Guardia di finanza, si è proceduto ai rilievi e, ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, la salma è stata composta in una barella e recuperata con il verricello dell'elicottero, per essere trasportata a valle e affidata al carro funebre. Il funerale di Matteo Menardi, molto noto a Cortina, sia per le attività lavorative svolte sinora, in parrocchia e nella società comunale Gis, sia per il suo continuo impegno, nel volontariato, è stato celebrati oggi alle 15 nella chiesa parrocchiale dei santi Filippo e Giacomo.di Marco Dibona

IL GAZZETTINO

26.07.2013.   

 

PELLEZZANO IL 26 LUGLIO 2013 E VENUTO A MANCARE DOMENICO PETRONE ZIO DI MICHELE PAPPACODA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

581435 345023432260645 374357776 nSCRITTO DA MICHELE PAPPACODA Dopo una lunga vita dedita al lavora e alla famiglia e venuto a mancare all'ospedale San Leonardo di Salerno mio zio Domenico Petrone per tutti (Minicuccio). Nato nel 1932 a Capriglia di Pellezzano Salerno all'età di 18 anni arruolato nell'esercito e stato per alcuni anni sergente maggiore a Verona  poi per varie situazioni a dovuto lasciare nella sua vita a fatto vari mestieri tra cui il fruttivendolo il negoziante di alimentari ed ha lavorato anche alle cotoniere meridionali.Ha sistemato la sua famiglia costruendo con le sue forze ad ognuno di loro una casa ove tutt'ora vivono. Per quanto mi riguarda era uno zio allegro e sempre felice resterà per sempre nel mio cuore. Nella foto al centro mio zio Domenico mia mamma e la signora che lo aiutava Tamara.

26.07.2013

 

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971987 304699559663118 775322804 nDI MICHELE PAPPACODA VENEZIA - Ennesima tragedia familiare nel Veneziano. Secondo quanto riporta un flash delle forze dell'ordine, un padre di famiglia avrebbe ucciso a coltellate il figlio di 20 anni. Probabilmente al culmine di una lite, il genitore si è scagliato sul figlio con numerose coltellate. Sul posto i carabinieri. Non si conoscono i motivi del folle gesto.

26.07.2013

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Le violenze sessuali nella villa comunale. L’uomo, noto professionista, sorpreso in flagrante dai vigili SALERNO – Chiedeva rapporti sessuali in cambio di denaro e regali. Un 64enne salernitano è accusato di aver abusato di due fratellini rumeni con la complicità dei loro genitori. L'uomo, un noto professionista, avrebbe indotto i due ragazzini di 10 e 13 anni a compiere atti sessuali all'interno della villa comunale, ma è stato sorpreso due giorni fa in flagranza da agenti della polizia municipale. LE INDAGINI - Le indagini, su delega della procura, hanno mostrato che i genitori dei due minori erano a conoscenza del fatto che si prostituivano, e controllavano che l'incontro avvenisse in un luogo appartato della villa per non destare i sospetti. A provare le responsabilità dei tre anche le riprese delle telecamere di videosorveglianza della villa comunale. Il 64enne è stato denunciato per abusi sessuali mentre i genitori per sfruttamento della prostituzione. I due bambini sono stati affidati dal tribunale dei minori di Salerno a una casa di accoglienza. S.D.D.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

27.07.2013. 

 

227437 2003962587951 5671684 nINSERITO DA KATIA PERROTTA ROMA - Il servizio meteorologico dell'aeronautica militare comunica le previsioni del tempo sull'Italia. Situazione: persiste l'area di alta pressione su tutta la penisola, ad eccezione della fascia alpina e prealpina dove permangono condizioni di instabilità con isolati fenomeni temporaleschi. Tempo previsto fino alle 24 di oggi. Nord: cielo limpido e terso ovunque, nelle ore più calde locali annuvolamenti potranno dare rovesci o isolati temporali sulle aree alpine. Centro e Sardegna: ampio soleggiamento su tutte le regioni, con qualche nube in più nel pomeriggio sui rilievi appenninici. Sud penisola e Sicilia: condizioni di tempo stabile con cielo sereno. Temperature: in aumento su tutte le regioni; massime comprese tra 35c e 38c con valori localmente superiori sulla Sardegna. Venti: deboli di direzione variabile, a regime di brezza lungo le coste, con qualche rinforzo da est sulla Sardegna meridionale. Mari: mossi localmente molto mossi al largo il Mare ed il Canale di Sardegna; mosso l'Adriatico meridionale e lo Jonio; quasi calmi o poco mossi i restanti bacini.

IL METEO LE PREVISIONI PER DOMANI Cielo sereno o poco nuvoloso con nuvolosità in graduale aumento pomeridiano sul settore occidentale con qualche fenomeno anche a carattere di rovescio o temporale sui rilievi alpini. Centro e Sardegna: condizioni di bel tempo su tutte le regioni con locali velature dalla serata sulla Toscana. Sud e Sicilia: cielo limpido e terso ovunque. Temperature: in ulteriore aumento, con valori massimi ancora compresi tra 35 c e 38 c, su pianura padana centro-orientale, pianure interne delle regioni tirreniche, Puglia settentrionale, Basilicata e Sicilia orientale, punte di 40 c in Sardegna. Venti: deboli di direzione variabile, a regime di brezza lungo le coste, con qualche rinforzo da est sulla Sardegna meridionale. Mari: mossi il mare ed il canale di Sardegna; quasi calmi o poco mossi i restanti bacini.

ROMA, DISTRIBUITA ACQUA SOTTO LA METRO La protezione civile, con l'aiuto del personale Atac ha distribuito oltre 1.500 bottigliette d'acqua presso alcune stazioni metro della capitale.

LEGGO.IT

Sabato 27 Luglio 2013 

28.07.2013

 

Un colosso del mare a Venezia (foto archivio)

 

 

 

 

 

 

 

INSERITO DA www.mikivettica.net VENEZIA - Sono passati due giorni dall’incontro a Roma per decidere un’alternativa al passaggio delle grandi navi a San Marco e subito scoppia l’ennesimo caso a Venezia. A scatenarlo, due foto e un video realizzati con un cellulare. 

Verso le 11 di ieri mattina, una nave da crociera lunga poco meno di 300 metri e con 102mila tonnellate di stazza, ha compiuto una manovra che, durante l’evoluzione verso il porto, l’avrebbe portata a passare vicino a riva dei Sette Martiri. A denunciare il fatto è stato il giornalista e scrittore veneziano Roberto Ferrucci, il quale ha pubblicato sul suo blog foto e video del passaggio della Carnival Sunshine, nave varata nel 1996 dalla Fincantieri con il nome di Carnival Destiny e riammodernata lo scorso anno dallo stesso cantiere. 

 

 

 

Una nave, dunque, legata da sempre a Venezia, da cui nell’ottobre 1996 partì il viaggio inaugurale. Nel video si vede la nave che compie l’evoluzione per entrare in canale della Giudecca, sbandando visibilmente, mentre una foto mostra un vaporetto "stretto" dalla nave proprio vicino alla riva.

«È passata a non più di una ventina di metri da Riva dei Sette Martiri - denuncia l’assessore all’ambiente Gianfranco Bettin -. Secondo i testimoni, l’impressione è che si sia trattato di un errore di manovra, che tra l’altro ha stretto tra nave e riva un vaporetto pubblico e altre imbarcazioni. Vorremmo sapere da chi di dovere quale sia, dunque, la vera ragione di questo passaggio ravvicinato che, più che un "inchino", assomiglia a uno "struscio" – molesto quanto rischioso». Per Bettin, insomma, è l’ennesima prova che il decreto Clini – Passera va applicato al più presto. 

Anche il Comitato "No grandi navi" ha preso la palla al balzo. «Le grandi navi vanno certo allontanate da San Marco - attacca il portavoce Silvio Testa - ma vanno estromesse anche dalla laguna perché eventi così possono avvenire dovunque».
Commenti avvenuti nell’immediatezza, ma alla fine non è accaduto nulla, malgrado si sia scatenato un tam-tam mediatico che parlava di "inchino" a piazza San Marco. Manovra pericolosissima, che però non è avvenuta.

Infatti, a freddo sono arrivate le smentite. A cominciare da chi ha il compito di controllare il traffico marittimo a Venezia: la Capitaneria di porto. «La navigazione - hanno detto in Capitaneria dopo aver verificato le rotte e aver sentito gli equipaggi - si è verificata come previsto dalle disposizioni in vigore, con l’ausilio di due rimorchiatori e con due piloti a bordo. Nessun problema si è verificato per quanto riguarda la sicurezza della navigazione».

Carnival e l’Autorità portuale parlano addirittura di notizia falsa e strumentale. «La nave è passata a 72 metri dalla riva, come verificato dal tracciato Gps». Il tracciato è peraltro pubblico e basta smanettare un poco in internet per trovarlo. Da quello si evince che la rotta seguita non sarebbe stata fuori dalla norma. Nessun problema è stato inoltre segnalato dal personale Actv alla sala operativa dell’azienda, per il vaporetto che sarebbe stato stretto dalla nave. «Non ho commenti da fare - dice il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa, parlando di procurato allarme - se non che questa specie di psicosi non aiuta nessuno».


Il tracciato del Gps
Nave sfiora la riva a Venezia: impazza la polemica


Sulla stessa linea Andrea Locatello, segretario provinciale di Ugl mare, capitano di macchina di rimorchiatore e in servizio proprio ieri mattina. «La nave è stata ripresa nel momento in cui è obbligata a cambiare rotta per entrare in canale della Giudecca - commenta - altrimenti piomberebbe in canal Grande. Quella manovra è uguale per tutte le navi e viene fatta tutti i giorni. Capisco che le dimensioni facciano impressione - conclude - ma è una cosa normale. Quel vaporetto, invece, non doveva trovarsi lì perché è fatto obbligo a tutti di lasciare spazio a una nave in manovra».

29.07.2013

 

581435 345023432260645 374357776 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA MILANO - Temporali e trombe d'acqua si stanno abbattendo in queste ore sul Nord Italia. TORINO Forti precipitazioni di stampo monsonico a Torino. Poco dopo le 8:30 un nubifragio di notevoli proporzioni ha rovesciato sulla città millimetri e millimetri d'acqua, provocando allagamenti e diversi interventi dei vigili del fuoco. La temperatura molto afosa dei giorni scorsi è scesa drasticamente di una decina di gradi.

20130729_maltempoto.jpgLa perturbazione, molto intensa, è durata una ventina di minuti. Non ha peraltro dato luogo a grandine, come successo due settimane orsono. Il nubifragio abbattutosi in mattinata a Torino ha provocato la caduta di un ponteggio in un cantiere edile in via Carrera, alla periferia ovest della città, in quartiere Parella. Vigili del fuoco e uomini del 118 sono sul posto, per verificare che non vi siano feriti. Il maltempo è anche all'origine di un incidente stradale avvenuto ad Andezeno, sulla collina torinese, dove un uomo di 75 anni è rimasto seriamente ferito in seguito al ribaltamento di un mezzo agricolo. Il nubifragio ha interessato una zona ampia della provincia di Torino. A Pinerolo è saltata la rete dell'energia elettrica e tutta la città è rimasta senza corrente.   

29.07.2013

 

 

 

 

 

 

 

971140 581806935174239 1395144868 n-copia-2INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Diversi i feriti tra i passeggeri, anche l'autista tra le vittime, il cui numero sale di minuto in minuto. Al momento sarebbero 38. Dieci, invece, le persone finora estratte vive dalle lamiere. Il pullman proveniva da Telese Terme ed era diretto a Giugliano. L'autostrada è stata chiusa al traffico

 E' di 38 vittime e dieci ferite il bilancio del pellegrinaggio nei luoghi di Padre Pio finito in tragedia: un pullman con a bordo 48 pellegrini è precipitato ieri sera da un viadotto dell'autostrada A16 Napoli-Bari nella zona di Monteforte Irpino. Cinque i bambini feriti in modo grave: sono stati ricoverati tra Napoli, Avellino e Solofra. Il bus, dopo le operazioni di soccorso che sono durate tutta la notte è stato rimosso dal luogo del sinistro, mentre la Procura di Avellino ha aperto un fascicolo di inchiesta per fare luce sulle cause della strage. Omicidio colposo plurimo l'ipotesi di reato sulla quale si indaga.

Accertamenti tossicologici saranno effettuati sul cadavere dell'autista. I test per verificare l'eventuale presenza di droghe o alcol nel sangue, secondo quanto si apprende da fonti investigative, saranno effettuati attraverso l'analisi dei liquidi biologici. In gita, tutti insieme, ci andavano spesso. Secondo quanto raccontano alcuni parenti delle vittime davanti alla camera ardente allestita nella scuola di Monteforte Irpino (Avellino), sull'autobus c'erano chi aveva deciso di trascorrere un fine settimane al complesso termale di Telese Terme (Benevento). Una gita che  ha previsto una tappa anche a Pietrelcina, nei luoghi di Padre Pio. Ad organizzare la gita «come sempre», raccontano amici e parenti, era stato Luciano Caiazzo, salumiere di Pozzuoli che, neanche un mese fa, aveva compiuto 40 anni e che è fra le vittime dell'incidente. «Gli avevamo organizzato una festa a sorpresa - racconta Anna Caiazzo, che lavorava con lui

L VOLO DA 30 METRI -FOTO 1/

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-; era la sua passione organizzare gite. Fra dieci giorni dovevamo partire per la Croazia, tutti insieme, come sempre». Uno dei feriti è stato trasferito stamani all'alba, intorno alle 6, nell'ospedale Ruggi D'Aragona di
Salerno dall'ospedale di Nola dove era stato portato dalle ambulanze e dove i sanitari avevano provveduto ad asportargli la milza. L'uomo, di cui non si conoscono le generalità, è stato trasferito all'ospedale di Salerno in quanto presenta delle fratture alle vertebre cervicali ed è politraumatizzato. È ora ricoverato nel reparto di rianimazione in gravi condizioni. In segno di lutto per il gravissimo incidente, il presidente del Consiglio Enrico Letta, che si trova ad Atene, ha annullato una visita in forma privata all'Acropoli che aveva programmato per questa mattina.

LA CITTA

AGGIORNAMENTI ORE 12.00 A CURA DI MICHELE PAPPACOA

 AVELLINO - Cento metri contro il guardrail e poi il volo dal viadotto, un salto di 30 metri e poi lo schianto: quello che doveva essere un fine settimana di festa alle terme, con un pellegrinaggio a Pietralcina nella terra di Padre Pio, si è trasformato in una strage di innocenti: 38 vittime e 10 feriti, molti dei quali in gravi condizioni per un bilancio che non è ancora definitivo. I Vigili del fuoco hanno lavorato per tutta la notte per estrarre le vittime e i superstiti dalle lamiere contorte dell'autobus ormai ridotto a rottame che ieri sera è precipitano da un viadotto della A16 a Monteforte Irpino. Lungo la provinciale che porta a Taurano, proprio sotto il viadotto dell'autostrada, sono state allineate 36 bare, accanto a vestiti e lenzuoli insanguinati, bagagli ed effetti personali delle vittime, pezzi di sedili dell'autobus e della barriera new jersey dell'autostrada travolta dalla folle corsa del bus. I corpi delle vittime sono poi stati portati nella palestra della scuola media di Monteforte Irpino, trasformata in una camera ardente dove sono già arrivati diversi familiari e amici. Urla, pianti, disperazione sui volti. «Erano amici che andavano in gita spesso, si conoscevano quasi tutti - racconta uno di loro -. Avevano deciso di trascorrere un fine settimana a Telese Terme e poi un giorno a Pietralcina. Ad organizzare era sempre la stessa persona, Luciano Caiazzo, salumiere di Pozzuoli». Le operazioni di soccorso non sono ancora concluse: all'appello, dice il comandante dei Vigili del fuoco di Avellino Alessio Barbarulo, manca una persona: «La stiamo cercando, se è sotto le lamiere del bus cercheremo di trovarla il prima possibile, ma speriamo che qualcuno ci dica che non era sull'autobus». C'erano invece almeno cinque o sei bambini su quel pullman e al momento non sono miracolosamente tra le vittime: cinque di loro sono ricoverati all'ospedale Santobono di Napoli, due dei quali in gravi condizioni, mentre il sesto si trova sempre a Napoli ma al Cardarelli. Sia il bilancio dei feriti che quello dei morti non è però ancora definitivo e solo nelle prossime ore si potrà avere un quadro più chiaro. Come non è assolutamente possibile, allo stato, stabilire le cause dell'incidente, che dovranno essere chiarite dall'inchiesta della procura di Avellino. TRE BIMBI IN OSPEDALE A NAPOLI, UNO GRAVISSIMO - Tre dei bambini coinvolti nel tragico incidente di Monteforte Irpino (Avellino), dove un bus è precipitato in una scarpata da un viadotto, sono ricoverati nell'ospedale pediatrico Santobono di Napoli. Si tratta di due maschie ed una femmina. Uno dei due maschi è in rianimazione, l'altro è ricoverato in chirurgia d'urgenza, mentre la piccola è nel reparto di neurochirurgia, dove stanotte è stata sottoposta a un intervento chirurgico ed era già stata sottoposta a una tac dell'ospedale di Nola (Napoli), dal quale è stata poi trasferita. CORPI STRAZIATI È ancora in corso il riconoscimento delle salme dell'incidente della scorsa notte di Monteforte Irpino (Avellino). Le operazioni sono quanto mai complicate visto che i corpi, in alcuni casi, non sono affatto riconoscibili. Alcuni parenti hanno identificato i loro cari dalla fede piuttosto che da pezzi degli abiti che indossavano. Intanto il Comune di Monteforte Irpino sta provvedendo ad allestire gazebo e condizionatori nel cortile della scuola che ospita la camera ardente: il forte caldo di queste ore potrebbe, infatti, causare ulteriori malori tra i parenti delle vittime. LA WEBCAM SULLA A16 "ARRIVATO A VELOCITÀ SULLE AUTO" Il pullman coinvolto nell'incidente sull'A16 è giunto in «velocità nei pressi di un rallentamento di traffico, nonostante fosse segnalato sia dai pannelli a messaggio variabile che dal personale sul posto, e tamponava una serie di autovetture, finendo poi fuori strada in corrispondenza del viadotto Acqualonga». È la ricostruzione di Autostrade. FERITI TRA LE ALTRE AUTO Prima di finire nella scarpata l'autobus proveniente da Telese Terme ha urtato altre sei automobili, provocando il ferimento di 14 persone che erano nelle vetture. Nessuna di queste è in gravi condizioni. Al bilancio di 38 morti e 10 feriti tra le persone che erano a bordo del bus devono aggiungersi altri 14 feriti lievi. BIMBI A BORDO Le prime notizie dicono che tre bambini, quattro donne ed un uomo sono stati estrati estratti vivi dalla carcassa del pullman. Ma il bilancio potrebbe essere molto grave. BILANCIO DESTINATO A SALIRE È destinato ad aggravarsi il bilancio delle vittime dell'incidente avvenuto in serata in Irpinia. Secondo i soccorritori ci potrebbero essere altre vittime sia all'interno del pullman, sia in mezzo alla sterpaglia del luogo dell'incidente. I vigili del fuoco stanno estraendo ancora i feriti.

 

30.07.2013

 

INSERITO DA www.mikivettica.net AVELLINO - Una storia di dolore nella tragedia del bus turistico precipitato da un viadotto della A16 è quello che riguarda la famiglia Del Giudice di Pozzuoli. Questa mattina il nonno chiamato a riconoscere due cadaveri nella lista dei 28 puteolani morti nell'incidente, ha fatto il nome di una nipote invece dell'altra, ed è dovuto tornare a formalizzare l'atto nella palestra della scuola 'Aurigemma' di Monteforte Irpino dove, dopo il via libera della Procura irpina inizierà il trasferimento delle salme. Antonio Del Giudice, di 51 anni, è morto nell'incidente del pullman, e così la figlia Silvana di 22 anni. L'anziano nonno aveva invece riconosciuto Silvana come la 16enne Simona Del Giudice che invece è viva anche se versa in gravi condizioni dopo l'incidente.

30.07.2013

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Palazzetto dello Sport gremito per l'addio alle 38 bare Un'altra è stata portata via per funerali privati C'è chi sulla bara ha messo la foto del giorno delle nozze e chi la sciarpa del Napoli, «perchè Giovanni era un gran tifoso». Piangono i parenti delle 38 vittime della strage del bus di Monteforte Irpino (una trentanovesima bara è stata portata via perché i parenti vogliono funerali in forma privata). Già un'ora prima dell'inizio della cerimonia funebre il Palazzetto dello Sport di Pozzuoli è gremito. I parenti continuano ad accarezzare le bare. A tratti le abbracciano anche. Tante le coppie che in questo giorno si sono riunite. E così la bara di Barbara Iliano è vicina a quella di Alfonso Terracciano, così come Vincenza è vicina al marito Biagio Vallefuoco. Ma c'è anche la giovane Silvana, 26 anni, che è vicina alla bara del suo papà, Antonio. In tanti stanno arrivando al palazzetto dello sport per l'ultimo saluto alle 38 vittime mentre cresce il caldo opprimente e l'afa. All'esterno anche uno striscione degli ultrà: «Vi siamo vicini in questo dolore incolmabile». Sono arrivati anche il presidente del Consiglio Letta, il presidente della Camera Boldrini, il ministro De Grirolamo, il segretario del Pd Epifani e il governatore Caldoro. Funerali a Monterusciello IL VESCOVO - «Ai magistrati spetterà fare chiarezza sulla dinamica dell'incidente per trovarne le cause, ad altri mettere in atto strumenti che non permettano che si verifichino altri incidenti. La prima solidarietà è il rispetto delle regole!», ha detto monsignor Gennaro Pascarella, vescovo di Pozzuoli. «Di fronte ad una tragedia, in cui sono state troncate tante vite umane, forte è lo sconcerto, è difficile parlare. Ogni parola detta può suonare banale, fuori posto o solo formale. Verrebbe solo di tacere o gridare il proprio dolore». DE GIROLAMO: AIUTEREMO LE FAMIGLIE - «Questa è la giornata del pianto e del dolore, la giornata della sofferenza delle famiglie, verso le quali dobbiamo avere rispetto». Così il ministro per le Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo, arrivata al Palasport di Monteruscello. «Faremo il possibile per aiutare le famiglie», ha aggiunto il ministro. IL SINDACO - «È una tragedia che mi ha tagliato il cuore in due parti», ha detto il sindaco di Pozzuoli Figliolia. «L'Italia intera ci è vicina e questo è per noi una forza, grazie», ha aggiunto. Di fronte a tutto quello che è successo, ha sottolineato, «si prova grande amarezza, dobbiamo avere la forza». E soprattutto «bisogna fare in modo che questo sacrificio non risulti vano. C'è qualcosa che non ha funzionato, ci sono responsabilità, bisogna fare chiarezza e sono certo che sarà fatta».

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

30.07.2013. 

 

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE ANTEPRIMA I 5 piccoli assistiti al Santobono: i sanitari hanno una sola spiegazione alla loro sopravvivenza. La protezione estrema di qualcuno che li amava.


Napoli. Al Santobono i cinque piccoli sopravvissuti sono un enigma per chi li assiste. Perfino Francesca, 3 anni, e Cristoforo, 2, in rianimazione e disperatamente in lotta per la vita, sono qui per miracolo. Un volo spaventoso, 39 adulti morti sul colpo. Qualcuno è riuscito a spirare fra le braccia dei vigili del fuoco, come una ragazza ventenne che si è avuto solo il tempo di raccogliere prima che se ne andasse. Eppure i più fragili, i bambini, sono qui, vivi. Si spera per loro. Ed i medici, in tanto sfacelo, hanno una sola spiegazione. Qualcuno, nel riserbo, se la fa sfuggire. «Un abbraccio, un adulto che li amava e che, nell'ultimo minuto, li ha stretti fra le braccia per fare loro scudo. Non c'è altra spiegazione. Dovevano essere i primi a morire». Sono, invece, quelli che ancora combattono. Ed i medici del Santobono, gli infermieri, combattono con loro. In rianimazione, attorno ai lettini di Francesca, 3 anni, e Cristoforo, 2 - al centro di uno sciame di camici in stanze dove non si dorme mai, ed i corpicini sono attaccati a mille fili - c'è sempre un'ombra in verde, una in bianco. Arianna, 10 anni, che oggi può raccontare cose utili ai magistrati è perfino uscita dal finestrino da sola. La sua nonna Luigia no. E' rimasta fra quei sediolini, morta sul colpo. Se ne è andata facendo un miracolo. Uno di quei miracoli che è alla portata di chiunque ami.

IL MATTINO.IT

30.07.2013

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE Secondo i dati forniti dal Comune di Pozzuoli (Napoli), dei 38 morti nell'incidente di Monteforte Irpino (Avellino) 28 risultano residenti nella città.
>>>LEGGI L'ELENCO DELLE VITTIME

Il sindaco, Vincenzo Figliolia, presente da questa mattina con alcuni amministratori e dirigenti del comune a Monteforte Irpino per coordinare gli interventi, l'assistenza alle famiglie ed il rientro delle salme in città, ha disposto che la camera ardente sia allestita al palazzetto dello sport di Monterusciello, dove il vescovo Gennaro Pascarella officerà il rito funebre. Il sindaco, ha fatto sapere, che rimarrà sul luogo dell' incidente, fino al momento in cui la magistratura completerà la prima fase dell'indagine e darà disposizioni per effettuare i funerali.

VITTIME DI MUGNANO Arrivano le prime notizie e le prime imagini di quelli che hanno perso la vita nell'incredibile volo dal viadotto ad Avellino. Una tragedia che colpisce soprattutto Pozzuoli. Erano in viaggio con la nipotina di soli 3 anni, ma per loro non c'è stato nulla da fare. A perdere la vita nel tragico incidente verificatosi ieri all'altezza di Monteforte Irpino anche due persone residenti a Mugnano, a pochi passi dal municipio. I loro nomi sono stati diramati qualche minuto fa. Si tratta di Biagio Vallefuoco e Vincenza Trincone, rispettivamente di 52 e 49 anni. I coniugi erano in viaggio con la propria nipotina, Maria, di soli 3, da ieri sera ricoverata all'ospedale Santobono di Napoli. La piccola ha riportato una frattura al femore e alcune ustioni, ma non sarebbe in pericolo di vita. Biagio Vallefuoco era un dipendente del provveditorato agli studi di Napoli; la signora Trincone, invece, originaria della zona flegrea, era casalinga. I due, secondo i primi racconti di alcuni loro concittadini, non erano nuovi ad intraprendere viaggi con agenzie della zona a nord di Napoli.

L'ORGANIZZATORE Nell'incidente di Monteforte Irpino ha perso la vita anche Luciano Caiazzo,quarantenne di Pozzuoli, organizzatore della gita a Telese Terme conclusasi in tragedia ieri sera. Caiazzo risiedeva a Licola Mare, divisa tra i comuni di Pozzuoli e Giugliano in Campania, lavorava in una salumeria del quartiere ed era conosciuto dai suoi concittadini proprio per essere considerato un punto di riferimento per attività di svago e feste. La salumeria oggi è chiusa per lutto, ma tutta la frazione di Licola Mare sta piangendo i propri concittadini morti: erano infatti una decina tra i passeggeri del pullman che è precipitato nella scarpata sulla A16.

L'AUTISTA Si chiamava Ciro Lametta l'autista morto nello schianto. Era fratello di Gennaro, il titolare della ditta che ha affitato il bus della tragedia. Subirà senza dubbio l'autopsia per risolvere una questione fondamentale: malore al volante o incidente al mezzo. Secondo testimonianze raccolte dalla stradale, Lametta ha tentato disperatamente di riprendere il controllo del mezzo, cercando anche di evitare le altre auto cher lo precedevano. Non sembrerebbe la descrizione di una persona colta da malore.

PADRE E FIGLIA Non ce l'hanno fatta Antonio Del Giudice, 51 anni, e della figlia Simona, 16 anni.Sono morti al Loreto Mare a Napoli, mentre moglie e madre Clorinda Iaccarino, in rianimazione al Moscati di Avellino, chiede di loro senza sapere della loro sorte. Combatte al Loreto Mare l'altra figlia, Silvana. Non è il solo nucleo familiare al completo che viaggiava su quel pullman.

LA VITTIMA PIU' GIOVANE La più giovane delle trentotto vittime della tragedia di Monteforte Irpino aveva 16 anni: si chiamava Silvana Del Giudice, era nata a Napoli nel febbraio del 1997, e abitava a Monterusciello, frazione di Pozzuoli.

E LA PIU' ANZIANA Il più anziano, Salvatore Testa aveva 88 anni essendo nato nel 1925. Ben ventisei vittime su trentotto erano originarie di Pozzuoli 

GLI ZII DEL CALCIATORE Tra le vittime del pullman precipitato nel dirupo, c'erano anche gli zii del calciatore della Juve Stabia Salvatore Bruno. In una nota, la squadra gialloblù, «si unisce commossa al dolore che ha colpito il proprio calciatore Salvatore Bruno, a seguito della tragica scomparsa degli zii Salvatore ed Elisa nell'incidente avvenuto a Monteforte Irpino ieri sera».


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Ecco la lista delle vittime diffusa:

Aquarulo Anna - Napoli - 15/08/48
Raiola Anna - San Giorgio a Cremano - 08/08/29
Lucignano Giuseppina - Pozzuoli - 13/05/31
Terracciano Alfonso - Pozzuoli - 02/12/44
Parrella Pasquale - Pozzuoli - 14/01/51
Consale Maria Luisa - Napoli - 04/01/50
Iuliano Elisabetta - 20/11/1935
Esposito Gennaro - Pozzuoli - 03/09/1955
Di Paolo Filomena - Pozzuoli - 20/08/63
Artiaco Assunta - Pozzuoli - 24/08/52
Illiano Agnese - Pozzuoli - 06/04/40
Russo Maria Elisabetta - Pozzuoli - 06/05/49
Musto Irene - Pozzuoli - 01/06/39
Ambrosio Immacolata - Napoli - 05/09/58
Rusciano Maria Rosaria - Pozzuoli - 10/08/62
Del Giudice Antonio - Pozzuoli - 21/08/62
Basile Carolina - Pozzuoli - 27/11/54
Caiazzo Luciano - Pozzuoli - 10/06/73
Delle Cave Teresa - Pozzuoli - 22/08/45
Paone Procolo - Pozzuoli - 12/07/29
Testa Salvatore - Pozzuoli - 09/06/25
Caiazzo Mario - Pozzuoli - 24/04/59
Vallefuoco Biagio - Napoli - 10/06/59
Restivo Teresa - Pozzuoli - 24/03/81
Bruno Salvatore - Casalnuovo - 23/10/46
Iodice Olga - Ponza - 18/01/41
Carannante Maria - Pozzuoli - 28/11/54
Mirelli Anna - Pozzuoli - 10/02/65
Artiaco Gennaro - Pozzuoli - 24/05/39
Illiano Barbara - Pozzuoli - 20/03/50
Basile Giovanni - Pozzuoli - 21/04/60
Chiocca Raffaella - Pozzuoli - 09/04/41
Rusciano Antonietta - Pozzuoli - 07/09/64
Del Giudice Silvana - Napoli - 17/09/97
Conte Giovanni - Pozzuoli - 10/02/63
Rocco Luigia - Napoli - 01/07/39
Lametta Ciro - Napoli - 07/03/69
Trincone Vincenza - Pozzuoli - 16/07/62

(hanno collaborato per le foto Nello Mazzone, Alessandro Napolitano, Ferdinando Bocchetti, Carmen Liguori)

IL MATTINO.IT

 31.07.2013

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE TERAMO - Il corpo di Antonio Fiorito, 28enne di Cosenza, è stato ritrovato stanotte alle 3 semicarbonizzato e sepolto sotto quintali di pollame. Il suo tir ha centrato ieri sera una macchina ferma al buio sulla corsia di marcia e poi è volato in fiamme da un cavalcavia della superstrada Teramo-Mare. Il cadavere è stato trovato dopo oltre quattro ore di ricerche da parte dei vigili del fuoco e degli agenti della Polstrada di Teramo, intervenuti per i soccorsi assieme al personale del 118.

IL VIDEO DEI SOCCORSI


AUTO FERMA SULLA CARREGGIATA L'incidente era avvenuto prima della mezzanotte di ieri: l'auto, bloccata in mezzo alla carreggiata tra gli svincoli di Sant'Atto e San Nicolò, era stata schivata da un altro tir 'gemello' di quello finito fuoristrada. Sembra che il conducente avesse avvertito la vittima, via radio, della presenza dell'ostacolo in strada. Ciononostante, lo schianto è stato tremendo: il tir ha distrutto l'Alfa 166 con targa bulgara a bordo della quale poco prima dell'urto c'erano due giovani romeni - medicati all'ospedale di Giulianova per leggere escoriazioni - per poi sbandare e saltare sopra il guardrail e finire in fiamme nella sottostante scarpata, nel cortile di un'azienda privata. Sul posto sono arrivati Polstrada, 118 e vigili del fuoco che hanno lavorato alla luce delle fotoelettriche dapprima per spegnere il rogo, le cui lingue di fuoco sono state notate anche a chilometri di distanza, poi per ritrovare il corpo del conducente, che in cabina di guida non c'era. Cosa stesse facendo l'auto al centro della strada e ferma non è stato ancora chiarito: i due giovani, che si è scoperto più tardi essere destinatari di un provvedimento di allontanamento, hanno giustificato l'improvvisa blocco dell'auto con un'avaria ma in molti credono che stessero invece organizzando un trasbordo di refurtiva su un altro mezzo. Gli agenti della Polstrada hanno trovato vicino all'auto pacchi contenenti computer rubati da un'azienda del posto. Sull'incidente il pm Laura Colica ha aperto un fascicolo, mentre la salma della vittima è stata composta presso l'obitorio dell'ospedale di Teramo.

LEGGO.IT 

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