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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Donna uccisa in casa nel Modenese, si cerca il figlio

23 Settembre 2024, 08:00am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Donna uccisa in casa nel Modenese, si cerca il figlio

INSERITO DA ANGELA CECERE Una donna di 80 anni è stata trovata morta in casa a Spezzano di Fiorano, in provincia di Modena. Si cerca e per il momento non si trova il figlio, un cinquantenne, e l'ipotesi è che abbia assassinato la madre. I carabinieri sul posto stanno portando avanti le indagini. A dare l'allarme, intorno alle 17, la sorella del ricercato, che ha trovato la madre morta in casa. Madre e figlio vivevano nella stessa casa Madre e figlio pare fossero conviventi, il 50enne risulta essere disoccupato. A dare l'allarme è stata una vicina, avvisata dall'altra figlia della vittima. Non è ancora chiaro come la donna sia stata uccisa. Non si tratta, dalle prime informazioni, di un nucleo seguito dai servizi sociali. Sul posto, oltre ai carabinieri, il pm Giuseppe Amara della Procura di Modena. Sempre oggi nel Modenese un cadavere di una donna anziana è stato rinvenuto nel pomeriggio, intorno alle 17 in un canale di via Carlo Alberto dalla Chiesa, a Modena. A fare la macabra scoperta una signora che stava camminando nella zona, nei pressi del fossato dove all'interno c'è meno di un metro d'acqua. Sul posto i carabinieri che stanno ora effettuando tutti gli accertamenti utili a far luce sul decesso della donna. L'ipotesi più plausibile è quella che l'anziana sia scivolata ma le indagini sono in corso. Al momento i carabinieri sono sul posto per i rilievi di legge. Il ritrovamento è avvenuto a poche centinaia di metri da una scuola d'infanzia.

LEGGO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Emergenza maltempo, la mappa delle fragilità: “Rischio alto nelle valli romagnole, non è sufficiente pulire i fiumi”

22 Settembre 2024, 08:48am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Fiume Po: la storia e l'origine del nome - Electomagazine

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Esiste una mappa del rischio per le alluvioni? “Certo, nella nostra regione la cartografia è un’eccellenza – risponde Paride Antolini, presidente dell’Ordine dei geologi dell’Emilia-Romagna – Un fiume ha la parte montana, l’uscita a valle e il tratto in pianura: questa è la distinzione, solo che si tratta di interventi complicati. Io vengo additato come ambientalista, ma alle persone vanno dette le cose come stanno. Bisogna capire che possiamo ridurre il rischio, ma non azzerarlo del tutto...”.

Paride Antolini, presidente dell'ordine dei geologi dell'Emilia Romagna
Paride Antolini, presidente dell'Ordine dei geologi dell'Emilia Romagna

Quali gli interventi prioritari?

“La pulizia dei fiumi va bene, ma non basta. Servono interventi strutturali e molti soldi”. Quanti? “Cinque, 10 o 20 milioni non sono sufficienti. Sono opere importanti: spostare gli argini, realizzare casse di espansione, controllare le tracimazioni. Un anno e mezzo non basta, servono decenni. E bisogna partire subito, remando tutti assieme, senza polemiche politiche”.

Parlavamo di una mappa...

“Si parte dal settore montano: qui non si possono fare casse di espansione, non c’è spazio. A Meldola ad esempio ha piovuto tantissimo, più che a maggio 2023 e il paesino si è allagato”. Come si può intervenire? “Trattenere le acque in montagna non è fattibile, l’unica speranza restano i boschi, che però non risolvono tutto. Non c’è molto margine, se non liberare e sgomberare le cosiddette aree di pertinenza fluviali”.

Le dighe?

“Non bastano. A Ridracoli è stata fatta una grande opera perché il territorio lo permetteva. Se facessimo una diga a Modigliana, dopo non molto tempo sarebbe già colma”. Si arriva così in collina... “Parliamo del tratto fino a Faenza, dove c’è stato il caso di Marzeno e dell’omonimo torrente. Qui l’onda è arrivata violenta e ci sono case che hanno 200 anni, costruite con altre aspettative: i muri sono praticamente sul bordo del fiume. Anche facendo determinati lavori, il rischio alluvioni non si azzererebbe, non c’è nemmeno l’argine: c’è l’alveo e poi, dopo cinque metri, inizia una piana allagabile”.

Un muro?

“Creerebbe una barriera che finirebbe solo per spostare il problema nelle zone vicine. Bisogna capire dove intervenire, magari nelle abitazioni dove arrivano appena 30 o 40 centimetri d’acqua, e dove delocalizzare”.

E a valle?

“C’è il tratto più critico: Cesena, Castel Bolognese, Faenza che è diventata una sorta di cassa di espansione, a discapito di interi quartieri. Non è come in Emilia, ad esempio a Reggio, dove tra città e collina c’è la pianura. Qui si possono fare piccole casse di espansione, ma si convive con un rischio che, ripeto, non sarà mai zero. A Traversara, dove ero oggi (ieri, ndr), l’acqua è arrivata sopra i tetti delle case... E faccio l’esempio del Boncellino”.

Ci dica.

“C’è una foto con grossi tronchi ammassati contro il ponte della ferrovia. Tutti dicono ‘la legna andava raccolta’, io dico ‘ci sono argini da spostare e un ponte da alzare’”.

E nel frattempo, cosa si fa?

“Non bisogna più ragionare per ’emergenze’. Bisogna capire che, quando scatta l’allerta rossa, si deve intervenire. La Protezione Civile deve essere già pronta all’evacuazione. Dobbiamo ricordarci che il pericolo alluvioni non sarà mai assente”. IL RESTO DEL CARLINO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Omicidio a Cuba, l’appello: “Condannato ma innocente, nuove prove mi scagionano”

22 Settembre 2024, 08:42am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Il 57enne Angelo Malavasi è in carcere dal 2010 dopo la condanna a 25 anni per la morte di una dodicenne

INSERITO DA MIKI PAPPACODA  – Dopo 14 anni di reclusione in una angusta cella a Cuba, potrebbe esserci una svolta nel caso dell’artigiano mirandolese, oggi 57enne Angelo Malavasi, in carcere dal 2010 dopo la condanna a 25 anni per la morte di una dodicenne, avvenuta nell’ambito di un festino a base di droga e sesso a Bayamo.

Infatti un elemento nuovo e importante lo scagionerebbe dalla terribile accusa: le ‘carte’ dimostrerebbero che in quei giorni Malavasi si trovava altrove.

In carcere insieme al 57enne, nato e cresciuto a Mirandola (due anni prima dell’arresto si era trasferito a Casalgrande, nel Reggiano) erano finiti anche il fiorentino Simone Pini e Luigi Sartorio, di Vicenza.

Ebbene i flussi migratori registrati all’epoca dimostrerebbero come Malavasi si trovasse a Panama quel 14 maggio del 2010, quando la piccola Lillian Ramirez Espinosam, asmatica, moriva nel corso del festino per poi essere abbandonata in un campo.

Ora l’avvocato del mirandolese, Verena Corradini annuncia che chiederà un appuntamento al Ministero degli Esteri mentre, dal carcere de La Condesa, il fiorentino Simone Pini si appella alla premier Giorgia Meloni, gridando la propria innocenza in una lettera.

Pini, infatti, al pari di Angelo Malavasi è entrato in possesso dei propri flussi migratori che certificano come entrambi, il giorno dell’omicidio, si trovassero altrove. L’avvocato Corradini spiega come siano entrati in possesso recentemente dei documenti: “Dai flussi registrati è emerso che Malavasi ha sempre detto la verità. Il mio assistito ha chiesto a me e ai familiari di prendere contatto a Roma e ci stiamo muovendo per chiedere un incontro al Ministero degli Esteri, per capire cosa si possa fare in Italia. Quello che è chiaramente dimostrabile è che Malavasi il giorno dell’omicidio e di quei festini non era a Cuba. Ora Pini ha chiesto un interessamento del Governo Italiano visto che risulta dalle carte che non hanno mentito”.

In sostanza la speranza di Malavasi e Pini è che vi sia un interessamento del Governo Italiano, affinchè possa essere fatta ‘pressione’ su quello cubano dal momento che i nostri connazionali sarebbero rinchiusi da anni pur essendo innocenti. “Luigi Sartorio oggi è libero e può chiedere una revisione del processo in Italia – sottolinea Corradini - ha potuto rientrare per motivi di salute. Noi andremo avanti chiedendo un appuntamento al Ministero degli Esteri appunto, facendo presente come sia emerso un elemento nuovo che, tra l’altro, lo stesso consolato italiano a Cuba ha reso noto al signor Malavasi. IL RESTO DEL CARLINO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Chiara Petrolini, l'estetista e la festa in vineria con il fidanzato dopo il parto: l'anno prima lo shopping con l'amica «Una ragazza indecifrabile»

21 Settembre 2024, 07:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Chiara Petrolini, l'estetista e la festa in vineria con il fidanzato dopo il parto: l'anno prima lo shopping con l'amica «Una ragazza indecifrabile»

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Prima il parto, poi il seppellimento del secondo figlio nel giardino del villino in via Baietta a Vignale di Traversetolo e infine un appuntamento dall'estetista. Chiara Petrolini è stata arrestata ed ora è ai domiciliari per aver ucciso i suoi due neonati. Durante gli interrogatori ha ammesso di averli seppelliti in giardino «per averli vicino». Dice di aver scelto un’altra strada «per la paura del giudizio degli altri».

La studentessa al secondo anno di Scienze della formazione ha maturato il disegno di «portare avanti la gravidanza con l’obiettivo di sopprimerlo», ha spiegato il procuratore capo di Parma D’Avino. 

I parti

I corpi dei due piccoli sono stati trovati sepolti nel giardino della villetta in cui la madre vive con la famiglia. La prima morte risale al 12 maggio del 2023, giorno in cui la famiglia aveva il saggio di pianoforte del figlio. La seconda al 7 agosto scorso.

Secondo la ricostruzione Chiara avrebbe partorito «assoluta solitudine (collocabile la notte tra il 6 e il 7 agosto)» nella taverna della casa, dove dormiva, «con taglio del cordone ombelicale mediante uso di forbici trovate in cucina, al piano-taverna». Poi avrebbe perso i sensi e sarebbe svenuta. E quando si sarebbe svegliata avrebbe trovato il bimbo morto e lo avrebbe «seppellito» in giardino.

Circostanza smentita dagli inquirenti, come riporta il Corrire dell Sera. Il bimbo, vivo al momento della nascita in quanto aveva respirato, sarebbe morto per choc emorragico da recisione del cordone ombelicale «in assenza di un'adeguata costrizione meccanica dei vasi ombelicali», dice il procuratore. 

Le ricerche su Google

La 22enne non ha mai mostrato «la voglia di crescere il proprio piccolo». Perché mentre era incinta ha cercato su Google un «modo per tenere nascosta la gravidanza». E anche «come non far vedere la pancia». Si è informata anche su «come avere un aborto» e come acquistare «erbe e misoprostolo». Ovvero un farmaco che poteva provocare la perdita del feto.

L'estetista, la festa in vineria e lo shopping

Quando viene interrogata la prima volta Petrolini nega di essere la madre del bimbo trovato in giardino dalla nonna il 7 agosto. Il giorno dopo, a circa 24 ore dal parto, va dall’estetista. Poi a una festa in vineria in cui parlando del suo ciclo con gli amici spiega che «è abbondante».

L’anno precedente era andata a fare shopping con un’amica. Stavolta parte per New York alle 5 e 30 del 9 agosto, due giorni dopo la conclusione della gravidanza. «Ci si chiede cosa ci sia dentro una ragazza indecifrabile», ha detto ieri il procuratore. La valutazione delle capacità mentali della ragazza saranno al centro dell’inchiesta e del processo. Secondo gli investigatori i suoi genitori, ancora indagati, erano all’oscuro di tutto. Così come il fidanzato. La loro posizione è stata stralciata dalla Procura e va verso l’archiviazione. LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Incidente sulla Taranto-Bari: tre morti, un Suv è finito contro un tir. I mezzi sono finiti nella scarpata

20 Settembre 2024, 08:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Incidente sulla Taranto-Bari: tre morti, un Suv è finito contro un tir. I mezzi sono finiti nella scarpata

NSERITO DA ANGELA CECERE Due donne di origine asiatica erano morte sul colpo, è deceduto invece in ospedale un giovane che era rimasto ferito gravemente È salito a tre il bilancio delle vittime dell'incidente stradale avvenuto nel pomeriggio di oggi sulla statale 100 Taranto-Bari all'altezza di San Basilio, frazione di Mottola. Due donne di origine asiatica erano morte sul colpo, è deceduto invece in ospedale un giovane che era rimasto ferito gravemente. I tre viaggiavano a bordo di una Volvo XC60 (insieme a una connazionale che ora lotta tra la vita e la morte nel reparto di rianimazione del Santissia Annunziata) scontratasi con un camion. I due mezzi erano finiti poi in una scarpata. L'incidente stradale avvenuto nel primo pomeriggio sulla statale 100 Taranto-Bari, all'altezza dello svincolo di San Basilio, nei pressi di Mottola. Si sono scontrati un mezzo pesante che trasportava uva e un'automobile. Il tir è finito in una scarpata e si è ribaltato. Il conducente è rimasto ferito non in modo grave. Le tre vittime viaggiavano nella vettura anch'essa finita fuori strada. 

LEGGO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Si schianta con la moto contro un'auto, Lorenzo Vida muore a 19 anni: «Era vicino casa» La vittima è Leonardo Vida, abitava a 500 metri dal luogo della tragedia

20 Settembre 2024, 08:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Si schianta con la moto contro un'auto, Lorenzo Vida muore a 19 anni: «Era vicino casa» La vittima è Leonardo Vida, abitava a 500 metri dal luogo della tragedia

INSERITO DA ANGELA CECERE La moto si scontra contro l'auto e nello schianto il motociclista fa un brutto volo cadendo violentemente sull'asfalto: nulla da fare, muore a 19 anni. La vittima è Leonardo Vida ed abitava a cinquecento metri dal luogo dell'incidente, avvenuto giovedì 19 settembre verso le 20:30, a Portogruaro, Venezia, all'ingresso della tangenziale sulla Statale 14. Sul posto per i rilievi sono intervenuti i carabinieri della locale compagnia. La ricostruzione Secondo la prima sommaria ricostruzione il conducente della motocicletta, un diciannovenne della zona, per cause al vaglio dei carabinieri si è schiantato frontalmente contro un'auto. Un botto fortissimo nel quale il giovane motociclista è stato catapultato sull'asfalto. È stato lanciato l'allarme al 118 che ha inviato sul posto i sanitari del Pronto soccorso locale. L'incidente è successo in prossimità della stazione di servizio Pan di viale Trieste, al confine con Fossalta di Portogruaro. Sul posto vigili del fuoco e carabinieri. 

LEGGO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Cade da un ponteggio, muore operaio 40enne a Buccino E' deceduto all'ospedale di Battipaglia, indagano i carabinieri

19 Settembre 2024, 09:50am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Cade da un ponteggio, muore operaio 40enne a Buccino E' deceduto all'ospedale di Battipaglia, indagano i carabinieri

INSERITO DA ANGELA CECERE Buccino. Ancora un incidente sul lavoro fatale, è successo ieri a Buccino, dove un operaio di origini straniere, presumibilmente marocchine ma residente a Battipaglia, è morto dopo essere caduto da un ponteggio in un cantiere. L’uomo, di circa 40 anni, è stato trasportato già in condizioni critiche al Pronto Soccorso dell'ospedale di Battipaglia, dove è deceduto poco dopo l’arrivo. Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri di Eboli, da chiarire la stabilità del ponteggio dal quale è precipitato il lavoratore e se siano state rispettate tutte le norme di sicurezza. 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Incidente a Lido di Camaiore: auto impazzita “buca” due incroci e investe 8 persone, morte due turiste tedesche 20enni. Sei feriti, 3 sono gravi

19 Settembre 2024, 09:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Incidente a Lido di Camaiore: auto impazzita “buca” due incroci e investe 8 persone, morte due turiste tedesche 20enni. Sei feriti, 3 sono gravi

INSERITO DA ANGELA CECERE Due giovani turiste tedesche di 20 anni sono morte dopo essere state travolte da un'auto a Lido di Camaiore (Lucca) guidata da una donna di origini brasiliane. Secondo quanto appreso sarebbero in totale otto le persone investite: una persona è stata portata all'ospedale Cisanello di Pisa, altre cinque sono in valutazione all'ospedale Versilia. L'incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio in via Italica. L'incidente ha coinvolto una Mercedes. Secondo le prime, parziali ricostruzioni l’ipotesi potrebbe essere quella di un malore alla guida, almeno a giudicare dall’andatura dell’auto che ha bucato due incroci prima travolgendo e uccidendo le due ragazze, due turiste tedesche, poi fermando la sua corsa contro un altro veicolo sul viale parallelo al lungomare.

LEGGO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Totò Schillaci morto: l'ultimo saluto dal mondo del calcio, l'omaggio dei vip e della politica. Baggio: «Fratelli d'Italia per sempre»

18 Settembre 2024, 11:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Totò Schillaci morto: l'ultimo saluto dal mondo del calcio, l'omaggio dei vip e della politica. Baggio: «Fratelli d'Italia per sempre»

INSERITO DA ANGELA CECERE Nei giorni le sue condizioni si erano stabilizzate ma ieri, 17 settembre, il bollettino medico dell'ospedale aveva comunicato un peggioramento. È morto Totò Schillaci, il calciatore palermitano che negli anni Novanta, con la maglia della Nazionale, aveva fatto sognare gli italiani nelle sue 'Notti magiche'. Il bomber, 59 anni, che da tempo lottava con un tumore, era ricoverato nel reparto di Pneumologia dell'Ospedale Civico di Palermo dal 7 settembre quando le sue condizioni di salute erano peggiorate. Nei giorni le sue condizioni si erano stabilizzate ma ieri, 17 ottobre, il bollettino medico dell'ospedale aveva comunicato un peggioramento. Il post di Baggio L'ultimo saluto «Le esultanze incontenibili, nelle quali il suo volto era simbolo di gioia condivisa, resteranno per sempre patrimonio comune del calcio italiano -ricorda il presidente della Figc Gabriele Gravina- Totò è stato un grande calciatore, simbolo tenace di volontà e di riscatto, ha saputo emozionare i tifosi azzurri perché il suo calcio sapeva di passione. E proprio questo spirito indomito lo ha fatto apprezzare da tutti e lo renderà immortale».  Ci ha lasciati Totò Schillaci, beniamino di tutti i tifosi azzurri dopo i Mondiali di Italia 90. Lo ricorderemo sempre per i suoi gol e la sua umanità, nonostante le mille difficoltà che la vita gli ha riservato. Riposa in pace». Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.  «Ciao Totò, con le tue Notti Magiche hai fatto sognare un Paese, hai fatto sognare una generazione». Così Matteo Renzi su X ricorda Totò Schillaci.   «Resterà sempre vivo in tutti noi il ricordo di un grande calciatore, che ha unito l'Italia in un grande abbraccio in quelle notti magiche. Ciao Totò". Lo scrive su X Giuseppe Conte. «Ha fatto sognare una nazione intera durante le Notti Magiche di Italia ‘90. Internazionale Milano si stringe intorno alla famiglia Schillaci per la scomparsa di Totò». «Ci lascia un'icona del calcio, un uomo entrato nel cuore degli italiani e degli amanti dello sport nel mondo. Salvatore Schillaci, per tutti Totò, il bomber delle notti magiche di Italia '90 con la nostra Nazionale. Grazie per le emozioni che ci hai regalato, per averci fatto sognare, esultare, abbracciare e sventolare il nostro Tricolore. Buon viaggio, campione». «L’eroe di un’estate indimenticabile. Ciao Totò», scrive Fabrizio Biasin Con te se ne vanno le notti magiche della ns giovinezza❤️ grande Toto', grazie x tutti i sogni #totoschillaci @totogoal90 pic.twitter.com/xL4q8Tzn2i

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Incendio in un appartamento a Corsico, uomo di 58 anni muore carbonizzato. A Milano brucia un grattacielo, bambina intossicata

18 Settembre 2024, 09:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Incendio in un appartamento a Corsico, uomo di 58 anni muore carbonizzato. A Milano brucia un grattacielo, bambina intossicata

INSERITO DA ANGELA CECERE L'allarme è stato dato intorno alle 2 e sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono intervenuti gli operatori del 118 Un uomo di 58 anni è morto nella notte tra martedì e mercoledì a causa di un incendio scoppiato all'interno del suo appartamento a Corsico, in provincia di Milano. L'allarme è stato dato intorno alle 2 e sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono intervenuti gli operatori del 118 che però non hanno potuto fare nulla se non constatare la morte dell'uomo. Ignote, allo stato, le cause dell'incendio. Chi è la vittima L'uomo, spiegano i vigili del fuoco, aveva 58 anni ed è rimasto carbonizzato nell'incendio scoppiato poco prima delle due del mattino in un appartamento al quinto piano di una palazzina a Corsico. Sul posto sono intervenute cinque squadre dei Vigili del fuoco che hanno provveduto a sgomberare la palazzina per le operazioni di messa in sicurezza. Oltre 30 le persone evacuate di cui sette sono state ospitate nel vicino comando di polizia locale. Le cause dell'incendio sono in corso di accertamento. Incendio a Milano, a fuoco palazzo di 21 piani Un incendio scoppiato all'ottavo piano di una palazzo di 21 piani in via Trasimeno, alla periferia di Milano, ha causato stamani lo sgombero dell'intero stabile in cui risiedono alcune centinaia di persone. Le fiamme, secondo quanto riferito dal 118, hanno causato l'intossicazione della donna proprietaria dall'appartamento in cui si sono sviluppate le fiamme e di una bambina che sono state portate in ospedale in condizioni sembra non gravi. Sul posto numerosi mezzi dei vigili del fuoco e ambulanze mentre sono stati messi a disposizione alcuni autobus per accogliere gli sfollati in attesa che l'incendio sia domato e sia verificata l'agibilità del palazzo. 

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