Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Nuovo Dpcm, Conte: "Riapertura scuole prima di Natale" “Cercheremo di aprire le scuole prima di Natale, stiamo lavorando per questo”. Lo ha affermato il premier Giuseppe Conte ieri sera durante la trasmissione “Otto e mezzo” su La7. Le raccomandazioni del Comitato Tecnico Scientifico e della stessa ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina sembrano aver trovato consensi a Palazzo Chigi. A dieci giorni dalla scadenza dell’ultimo Dpcm e in vista di un nuovo provvedimento anti-covid di palazzo Chigi, sembra che si vada verso una riapertura delle scuole. Riapertura scuole con prudenza Lucia Azzolina a “Sette Storie” su Rai Uno aveva anticipato che “serve prudenza ma se i contagi andranno giù, e ci sarà la possibilità di allentare alcune restrizioni, mi auguro che anche le scuole superiori vedano un ritorno graduale degli studenti in classe”. La ministra Azzolina avverte comunque che “dovremo essere cauti anche negli ultimi giorni dell’anno, quando le scuole saranno chiuse”. Graduale riapertura Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, ha dichiarato: “La scuola deve essere aperta o per i ragazzi sarà un massacro. Adesso dobbiamo lavorare, con tutte le necessarie misure di sicurezza, per una graduale riapertura di tutte le scuole”. Miozzo ammonisce che se “avremo momenti analoghi all’estate l’evoluzione dell’epidemia porterà a dati simili o addirittura peggiori di quelli attuali. Significa che le scuole rischiano di restare chiuse altre settimane.” Il rischio da scongiurare secondo il coordinatore è quello di una generazione di liceali che andrà all’esame di Stato avendo perso il contatto fisico con l’universo scolastico per quasi un anno. Si tratterebbe di “un danno incommensurabile”.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'inverno è quasi ai nastri di partenza (dal punto di vista meteorologico la stagione fredda inizierà infattimartedì 1° dicembre) e grazie alle previsioni sul lungo periodo del Centro Europeo possiamo già farci un'idea su cosa aspettarci nelle prossime settimane.
Secondo gli ultimi aggiornamenti pare confermato un avvio di dicembre abbastanza turbolento, condito pure dal possibile arrivo di uncicloneentro la festività dell'Immacolata. Poi potrebbe essere invece ilcaldo fuori stagionea farla da padrone.
Ma cerchiamo di fare il punto della situazione tracciando una tendenza su precipitazioni e temperature attese nella prima parte del prossimo mese.
Già nei primissimi giorni di dicembre (verosimilmente intorno a giovedì 3) un primo impulso instabile,in discesa, dal Nord Europa dovrebbe puntare dapprima le Isole Britanniche e la Francia, per poi irrompere anche sul Mediterraneo (e sull'Italia), accedendovi tramite la valle del Rodano. Se tutto ciò dovesse essere confermato è lecito attendersi unafase decisamente burrascosacon piogge e con la neve che tornerebbe a scendere sulle nostre montagne, specie al Centro Sud. Ma non è finita qui, anzi.
Secondo gli ultimi aggiornamenti, un secondo e piùrobusto vortice ciclonico, sospinto da correnti polari, sarebbe pronto a colpire l'Italia proprio a ridosso della festività dell'Immacolata e questa volta a farne le spese potrebbero essere soprattutto le regioni settentrionali, con lapossibilità di abbondanti precipitazionicome non si vedono ormai da tanto tempo. Attenzione perché visto il calo delle temperature, dovuto ai freddi venti settentrionali, non escludiamo il pure ritorno dellaneve fino a quote molto basse,con Piemonte e Lombardia regioni favorite per gli accumuli più abbondanti.
Volgendo lo sguardo ancora più in avanti, diciamo quindi verso la metà del mese, le proiezioni del Centro Europeo ci indicano un periodo più stabile, favorito verosimilmente da un ritorno in auge dell'alta pressione, che molto probabilmente determinerà temperaturedecisamente più mitiper la stagione, anche ben sopra le medie di riferimento. Insomma, potremmo tornare ad avere a che fare con quel caldo anomalo che ci ha accompagnato durante questo mese di novembre, ancora più strano visto l'avanzamento stagionale, ma non del tutto sorprendente se solo pensiamo al trend degli ultimi anni.
In conclusione, si prefigura insomma uninizio di inverno dinamico,con temperature altalenanti e con il ritorno delle precipitazioni, anche se più di stampo tardo autunnale che caratteristico della stagione fredda. Staremo a vedere se questa tendenza verrà confermata o se ci sarà spazio per delle sorprese.
Inizio dicembre: vasta area depressionaria verso l'Italia con piogge intense, neve a bassa quota
La sintomatologia tipica del COVID, in una delle sue numerose varianti.
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Gli effetti del coronavirus sull'organismo sono molteplici, noti fin dalla sua scoperta, a inizio 2020. La maggior parte (circa il 56%) risultano asintomatici, ovvero non presentano alcun sintomo e pertanto non sanno di essere infetti, né tantomeno contagiosi. Per quanto riguarda quelli sintomatici, invece, una buona percentuale presenta sintomi lievi, come tosse, mal di gola, qualche linea di febbre, dolori reumatici sparsi e una generale stanchezza, una condizione non diversa dalla classica influenza. Solitamente, in queste situazioni, il fastidio passa in pochi giorni e, dopo un paio di settimane, si può tornare alla vita normale. Infine, ci sono i malati più sfortunati, dove la malattia ha un decorso più severo e il quadro clinico necessita di un ricovero ospedaliero, fino ad arrivare nei casi estremi, laddove c'è necessità di terapia dell'ossigeno, tracheotomia e purtroppo può sussistere la morte.
La domanda più comune è: come mai il COVID-19 presenta un ventaglio di sintomatologia così ampio?
Prima di rispondere, è opportuno analizzare il report dell’Istituto Superiore di Sanità nell'"Aggiornamento nazionale 28 ottobre 2020″, in cui si evince che il vero danno di questo virus sia nella sua elevatissima capacità di diffusione, soprattutto dettata da soggetti asintomatici, che sono inconsapevoli di poter infettare gli altri.
Inoltre, una prima risposta potrebbe venire dal DNA, in particolar modo sul cromosoma 9: il professor Andre Franke, in un Paper pubblicato sul New England Journal of Medicine, evidenzia che il gruppo sanguigno A tenderebbe ad associarsi ad una malattia più severa, mentre quelli del gruppo 0 rischierebbero meno (sebbene nessuno sia veramente immune dal coronavirus).
Una seconda ipotesi è localizzata sul cromosoma 3: i professori Hugo Zeberg e Svante Paabo, rispettivamente del Max Planck tedesco e del Karolinska Institute svedese, hanno scoperto che questo tipo di variante sarebbe diffuso nella zona centrale dell'Asia (e meno in Indocina), solo in parte in Europa, assente in Africa.
È possibile che il cromosoma-3 (ereditato dall’Uomo di Neanderthal) possa aiutare a prevenire il decorso più grave e in genere a proteggere il sistema immunitario dalle infezioni, sebbene lo studio (non ancora ufficialmente pubblicato) abbia bisogno di ulteriori conferme. Se ciò fosse dimostrato, si spiegherebbe bene il motivo per cui nel continente africano e quello asiatico centro-orientale, il malanno si sia diffuso molto meno, a parità di densità di popolazione, rispetto ad esempio ai continenti europeo ed americano.
A cura di Michele Pappacoda direttore Il 23 Novembre 1980: Domenica ore 19.35un terremoto devastante, tra i peggiori della storia moderna, colpisce laCampania e la Basilicata. Epicentro tra i comuni di Teora, Castelnuovo di Conza, e Conza della Campaniatre piccolicomuni dell'Irpinia. Le proporzioni della catastrofe non si percepirono nell'immediato, molti tg della 8 di sera parlarono addirittura di lievi scosse di terremoto avvertite dalla popolazione e di nessun danno.
Terremoto Irpinia 1980 un disastro di immani proporzioni
Erano gli albori della protezione civile, un sistema di controllo e di intervento ancora acerbo e poco collaudato che aveva già dato prova di inefficienza neiprecedenti terremoti del Belice e del Friuli.La macchina dei soccorsisi mise in moto con ritardo, un gigantesco ritardo, legato anche alle dimensioni dell'area interessata.
Interi paesi furono cancellati dalle cartine geografiche
Ben 422 comunidi cui più di 300 solo in Campania furono interessati da un grado MCS (scala Mercalli) superiore a 6 il che significa con danni gravi ed eventuali vittime.Dopo 3 giorni il grido di allarmedel maggiore giornale del Mezzogiorno. Il Mattinotitolava in questo modola mattina di Mercoledì 26 Novembre.
Il Mattino 26 Novembre 1980
Le caratteristiche del terremoto: la suamagnitudo, ancora oggi molto dibattuta ma molto probabilmente vicina al7.0, la sua profondità all'incirca32kme la sua durata ben90 secondifuronole cause della vastitàcon cui si propagò il fenomeno chefu avvertito in quasi tutta l'Italiada nord a Sud, forte fino al Lazio, l'Abruzzo, la Puglia e la Calabria.
Intensità MCS, si noti la vastità dell'area interessata
Un minuto e mezzodi terrore checancellò dalla faccia della terradecine paesi.I morti furono migliaia, quelliaccertati quasi 3000ma diverse migliaia furono le persone mai ritrovate, tanto che ancora oggi sono in molti a sostenere chele vittime furono almeno 10mila.
INSERITO DA MORENA MOTTA La decisione si basa sui risultati dello screening volontario effettuato nella popolazione scolastica e sulla curva dei contagi nella fascia tra zero e sei anni
Da mercoledì 25 novembre in Campania rientrano a scuola i bambini fino ai sei anni dopo lo stop dovuto all'emergenza Coronavirus (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - MAPPE E GRAFICI - L'EMERGENZA IN CAMPANIA). Sulla base dei risultati dello screening volontario effettuato nella popolazione scolastica e della curva dei contagi nella fascia tra zero e sei anni, comunica l'Unità di crisi della regione, riprendono le attività in presenza per i servizi educativi e la scuola dell'infanzia, nonché per la prima classe della scuola primaria, "fatta salva l'adozione di misure restrittive da parte dei Comuni".
INSERITO DA MORENA MOTTA Secondo il report delle ultime 24 ore, le vittime sono 630. Sono 418 in più i ricoverati con sintomi nei reparti Covid, mentre sono 9 in più i pazienti in terapia intensiva. Il professore di Igiene dell'Università Cattolica e consulente del ministero della Salute sconsiglia l'obbligatorietà del vaccino anche se non è del tutto esclusa. Intanto Speranza commenta i dati di AstraZeneca: "Serve ancora tanta prudenza, ma sarà la ricerca scientifica a portare l'umanità fuori da questa crisi".Sono 22.930 i nuovi casi di coronavirus in Italia il 23 novembre, a fronte di 148.945 tamponi, col rapporto positivi/test analizzati al 15,4%. I morti sono 630, col dato totale che supera quota 50 mila (50.453). I ricoveri con sintomi aumentano di 418 unità, quelli in terapia intensiva di 9. Calano per la prima volta in due mesi gli attualmente positivi (-9.098). Questi i dati diffusi dal ministero della Salute (IL BOLLETTINO - LE MAPPE). Gli spostamenti a Natale saranno possibili solo se tutte le regioni diventeranno gialle. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, frena sull'ipotesi di libero movimento durante le festività. Sullo stop allo sci, il presidente del Piemonte Cirio chiede di trovare un punto di equilibrio. AstraZeneca comunica i dati sul vaccino: "Efficacia fino al 90%". Speranza, parla di "notizie incoraggianti". Crisanti a Sky TG24 ribadisce: "Sul vaccino rendere pubblici i dati". Ricciardi sconsiglia l'obbligatorietà ma non la esclude. SKYTG24
INSERITO DA ANGELA CECERE Avrebbe maltrattato i bambini della prima elementare: nel pomeriggio di ieri, 20 novembre, personale del commissariato Mesagne, in provincia di Brindisi, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura interdittiva del divieto di esercitare il pubblico servizio emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Brindisi nei confronti di un’insegnante di una scuola primaria. Il provvedimento è stato adottato dopo un’attenta e scrupolosa indagine degli agenti del commissariato, avviata immediatamente sulla scorta delle denunce dei genitori dei bambini e, condotta anche mediante l’ausilio di riprese audio e video, dalla quale sono emersi i maltrattamenti agli alunni della prima classe, caratterizzati da sistematiche violenze morali e fisiche per punirli degli errori nello svolgimento dei compiti, generando con tali condotte un clima di terrore ed uno stato di forte agitazione.
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Nella II Domenica dell’Avvento ambrosiano, l’Arcivescovo è tornato a presiedere in Duomo la Celebrazione eucaristica. «In questo periodo risparmiare quello che si spende nel superfluo per fare un dono a chi è povero». Il drago – di biblica memoria e presente in ogni tempo – che è il Nulla e inghiotte l’umanità nel nulla, il drago del denaro e del potere, che umilia chi non è né ricco né potente, il drago che si chiama tristezza. Il drago, insomma, dalle tante facce che il Signore ha vinto, permettendo ai suoi figli di non essere più schiavi, ma liberi, di vivere nella gioia e non come se si fosse dei condannati a morte. Nella domenica, II dell’Avvento ambrosiano, in cui l’Arcivescovo – finalmente negativo al Covid – torna a presiedere la tradizionale Celebrazione in Duomo, il richiamo risuona forte e chiaro. In omelia non viene mai citata la pandemia, ma è evidente che l’intera riflessione sia un monito a leggere il mondo di oggi con i suoi dèmoni che il virus non ha cancellato, anzi, semmai, ha reso più potenti. «Tutto e tutti siamo nel ventre dell’enorme drago e non c’è via d’uscita, non c’è forza che possa resistere. Il veleno del drago, prima che il sangue e la carne dell’umanità, ha avvelenato la mente e il pensiero. Così la gente si è abituata a pensare che nessuno può vincere il drago e che è inevitabile finire nel nulla. Il drago ha, anzi, sedotto la terra e i suoi abitanti si sono persuasi che tutto sommato non è poi male questo finire nel nulla che pone fine a ogni soffrire, a ogni senso di colpa, a nostalgia d’amore». Eppure, il Signore ha trafitto il nulla e la morte, rendendoci liberi. Ma c’è anche «il drago – il cui nome è denaro e potere – che ha convinto i figli degli uomini che se non si consegnano come schiavi, non possono vivere, non possono vendere, non possono comprare, non possono avere tutto quello che rende bella la vita. E perciò questi figli degli uomini si sono consegnati come schiavi che dicono: “toglici la libertà, la poesia, la gratuità, ma permettici di godere e di divertirci, di mangiare e bere, di fare e disfare l’amore”». E, ancora, il Signore ha vinto: «ha proclamato beati i poveri; si è messo a servire e ha invitato a servire; ha così dimostrato che si può vivere senza adorare il denaro e il potere. Quelli che lo ascoltavano l’hanno deriso e ritenuto uno scriteriato, quelli che l’hanno seguito hanno sperimentato che il drago era stato trafitto, che si può vivere senza diventare servi del denaro del potere». Infine, la malattia di oggi, forse, ancora più subdola delle altre: la tristezza dell’irrimediabile. «Il drago che si chiama tristezza non è violento, non appare con immagini spaventevoli, ma toglie la voglia di fare e il gusto di vivere. Il Signore ha trafitto anche questo drago, battezzando e seminando nel cuore dei discepoli il fuoco che brucia il male, così che l’irrimediabile può essere rimediato, il peccato può essere perdonato, le divisioni possono essere riconciliate. Ha mandato nel cuore dei credenti lo Spirito Santo che alimenta la gioia che resiste anche quando intorno ci sono avversità e disastri, la gioia invincibile». È questa la speranza certa con cui occorre vivere l’Avvento. Da qui, l’appello. «Vorrei invitare tutti noi qui presenti, e chi ci segue in televisione, a risparmiare quello che si spende per il superfluo per fare un dono a chi è povero e a chi li assiste; vorrei che voi giovani e adolescenti scriveste canzoni per diffondere gioia e che tutti i bambini imparassero a disegnare la vittoria del Signore sul drago che crede di sconfiggere la vita». Al termine della Celebrazione sono, invece, altri tre gli impegni che l’Arcivescovo chiede. «Cerco alleati per contrastare quell’emergenza spirituale che rischia di inaridire gli animi e la società. Invito le famiglie a radunarsi per pregare, chi è in casa da solo a pregare. Che questo Avvento sia un tempo di preghiera particolarmente intenso», dice il vescovo Mario ricordando il momento con cui lui stesso entra virtualmente nelle case ogni sera alle 20.32. Poi, in riferimento alla festa di Santa Cecilia, patrona della musica liturgica, il richiamo è all’importanza, nella Liturgia, del canto. «Desidero benedire tutte le corali che ci aiutano a pregare. La musica è una via di accesso alla preghiera che può essere particolarmente incoraggiante. Cantiamo bene, facciamo della musica un modo per entrare nel Mistero». E, infine, nella Giornata di sensibilizzazione per il Sostentamento del Clero, l’incoraggiamento è «a contribuire e ad aiutare i sacerdoti attraverso le offerte deducibili dalla Dichiarazione dei Redditi. È molto importante che i fedeli e le comunità sentano la responsabilità di mantenere i loro preti così che le offerte dell’8×1000 siano più intensamente dedicate ai poveri». di Annamaria BRACCINI https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/resistere-e-vincere-il-drago-che-inghiotte-nel-nulla-che-si-chiama-denaro-potere-e-tristezza-343248.html?fbclid=IwAR1a5t-ox_ZzEJ1_TPpPzznfr1Bgw4IaYgjVqZ2KyhBcN1QoIwt59N1XS7Q
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il picco influenzale quest`anno è previsto per metà gennaio e coinvolgerà circa tre milioni di italiani. Altri tre, invece, quelli previsti fino alla primavera. Il virus quest’anno inizierà a circolare un po’ in ritardo rispetto agli anni precedenti, quando a novembre si contavano già circa due milioni di casi. Le attuali misure preventive per contrastare la pandemia da Covid-19, infatti, potrebbero rivelarsi efficaci anche contro altri tipi di virus, inclusi quelli influenzali. Secondo i medici della SIMG – Società Italiana Medicina Generale e delle Cure Primarie, la prossima stagione influenzale potrebbe comportare numeri più bassi rispetto alla precedente, che registrò circa 8 milioni di casi soltanto in Italia. La previsione sarebbe confermata anche dai dati australiani, che sottolineano questa tendenza.
“L’influenza è da sempre una delle principali sfide sanitarie di fine anno – dichiara Claudio Cricelli, Presidente SIMG – mai come quest`anno, però, effettuare la relativa vaccinazione è fondamentale, perché è ormai risaputo che l`influenza presenti sintomi molto simili a quelli del Covid-19. In queste settimane noi medici di base stiamo somministrando circa 18 milioni di dosi; dovremmo riuscire a terminarle per fine novembre, ma continueremo a somministrarle ad oltranza, finché ce ne saranno a disposizione. Intendiamo, a tal proposito, lanciare un appello per consentire un accesso al vaccino efficace e celere. Noi medici di base, infatti, siamo l’ultimo anello di un lungo processo di produzione e di diffusione: questo va ulteriormente sollecitato e rafforzato, e in tempi brevi, così da fronteggiare contemporaneamente anche l`attuale emergenza pandemica”.
INSERITO DA MIKI PAPPACODAMILANO - Un uomo di 56 anni ha tentato di uccidere a coltellate la moglie di 62 anni e la suocera di 90 in un appartamento di via Lambruschini alla periferia Nord di Milano questa mattina dopo le 6. Le due donne sono state trasportate in gravissime condizioni all'ospedale Niguarda di Milano con ferite all'addome e al torace. L'uomo ha poi cercato di uccidersi e si è procurato delle ferite che non sarebbero comunque gravi. OGGITREVISO.IT