Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
A CURA DI MIKI PAPPACODA Questo il bollettino di oggi: Positivi del giorno: 4.181 di cui: Asintomatici: 3.852 Sintomatici: 329 Tamponi del giorno: 21.684 Totale positivi: 69.613 Totale tamponi: 1.031.736 Deceduti: 15 Totale deceduti: 739 Guariti: 397 Totale guariti: 14.386 Report posti letto su base regionale: Posti letto di Terapia intensiva complessivi: 590 Posti letto Covid: Posti letto di terapia intensiva attivabili: 243 Posti letto di terapia intensiva occupati: 175 Posti letto di degenza attivabili: 1.940 Posti letto di degenza occupati: 1.569
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA DIRETTORE Campania zona arancione. Da domani chiusi bar e ristoranti e coprifuoco . Ancora non c’è l’ufficialità, perchè l’elenco delle Regioni, con i colori, non è stato ancora fatto. Ma una cosa è certissima, la Campania sarà zona arancione, se non peggio, come pare chidere De Luca da Napoli Le zone arancioni Nelle regioni “caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto” oltre alle misure di carattere nazionale si applicano anche alcune restrizioni aggiuntive. Per ora non è stato ancora diffuso l’elenco delle regioni rosse ed arancioni, ma la Campania è fortemente indiziata ad essere inserita tra queste ultime, ripetiamo è sicuro che è arancione quindi potrebbe essere anche peggio non meglio . Ecco, pertanto, le limitazioni previste, anche se poi bisogna tener conto di quelle già imposte da De Luca come ad esempio la chiusura delle scuole. Divieti per 15 giorni: Il ministro della Salute “con frequenza almeno settimanale verifica il permanere della situazione e provvede con ordinanza per un periodo minimo di 15 giorni” d’intesa con il presidente della Regione e dunque condividendo la decisione. Divieto di ingresso: “È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori salvo che per gli spostamenti motivati”. Si potrà entrare e uscire solo per “comprovate esigenze”, e dunque per motivi di lavoro, di salute e di urgenza sempre giustificati con il modulo dell’autocertificazione. Sono però “consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza”. È sempre “consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”. Spostamenti tra Comuni: “È vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione”, a meno che non ci siano le “comprovate esigenze” e anche in questo caso è necessaria l’autocertificazione per dimostrare i motivi. Bar e ristoranti: Sono chiusi “bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, ad esclusione delle mense e del catering. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio” e “fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze”. Per chi non è zona rossa o arancione queste sono le regole generali applicate con il nuovo DPCM
Ecco le nuove misure che scattano in tutta Italia da domani e fino al prossimo 3 dicembre. Rimane l’obbligo di mascherina all’aperto e al chiuso.
Coprifuoco alle 22: Si potrà uscire dalle 5 alle 22. Oltre quest’orario ci si potrà muovere solo per «comprovate esigenze», dunque per motivi di lavoro, salute o urgenza, che dovranno essere giustificati con l’autocertificazione.
Trasporti pubblici al 50%: È fortemente raccomandato non spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati. Autobus, metropolitane e treni regionali potranno viaggiare con una capienza al 50%.
Scuole chiuse: È prevista la didattica a distanza al 100% per le scuole superiori, salvo attività di laboratori in presenza.
A scuola con la mascherina: È prevista l’attività in presenza per scuole elementari e medie ma con uso obbligatorio delle mascherine.
Bar e ristoranti solo a pranzo: Rimane il divieto di apertura dopo le 18.
Musei cinema e teatri chiusi: Oltre ai cinema e ai teatri vengono chiusi anche i musei e le mostre.
I concorsi sospesi: Sono sospesi i concorsi, ad esclusione di quelli per personale sanitario. Sospesi anche gli esami per l’abilitazione professionale.
Centri commerciali: Nel fine settimana e in tutti i giorni festivi sono chiusi i centri commerciali ad eccezione delle farmacie, alimentari, tabaccai ed edicole.
inserito da Alessia Chianese Nuovo DPCM 4 novembre 2020 firmato ieri dal Presidente Conte: la sintesi del Ministero dell’istruzione.
È stato firmato ieri il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che contiene le nuove misure per il contenimento della diffusione del COVID-19.
Il Ministero dell’Istruzione, nelle sue articolazioni centrali e territoriali, accompagnerà le Istituzioni scolastiche nell’attuazione delle nuove disposizioni. È prevista l’emanazione di un’apposita nota esplicativa.
Di seguito, la sintesi delle misure previste dal Dpcm per la scuola.
Misure valide su tutto il territorio nazionale:
Nelle secondarie di secondo grado il 100% delle attività si svolgerà tramite il ricorso alla didattica digitale integrata. Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza per l’uso dei laboratori o per garantire l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e, in generale, con bisogni educativi speciali.
Nelle scuole dell’infanzia, in quelle del primo ciclo di istruzione (scuole primarie e secondarie di I grado) e nei servizi educativi per l’infanzia le attività didattiche continueranno a svolgersi in presenza, con uso obbligatorio di dispositivi di protezione delle vie respiratorie, fatta eccezione per i bambini di età inferiore ai 6 anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina.
Le riunioni degli organi collegiali potranno svolgersi solo a distanza. Il loro rinnovo, previsto in questo periodo, avverrà anch’esso a distanza, nel rispetto dei principi di segretezza e libertà nella partecipazione alle elezioni.
Restano sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO).
Il Dpcm sospende “lo svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private”. Da domani e fino al 3 dicembre prossimo, dunque, sono sospese le prove del concorso straordinario per la scuola secondaria di primo e secondo grado che saranno comunque ricalendarizzate. Ad oggi, intanto, oltre il 60% dei candidati ha già svolto le prove. Il Ministero avvierà la correzione degli scritti delle procedure già effettuate.
Misure per i territori con scenari di maggiore gravità:
Nelle aree che dovessero essere caratterizzate da scenari di “elevata gravità e da un livello di rischio alto”, che saranno individuate con ordinanza del Ministro della Salute, per la scuola varranno le stesse misure previste a livello nazionale.
Il Dpcm prevede misure più restrittiveper la scuola nelle aree che dovessero, invece, essere caratterizzate da uno scenario di “massima gravità e da un livello di rischio alto”. Queste aree dovranno sempre essere individuate con apposita ordinanza del Ministro della Salute.
Per la didattica, in caso di misure, più restrittive:
Resteranno in presenza la scuola dell’infanzia, i servizi educativi per l’infanzia, la primaria e il primo anno della scuola secondaria di primo grado. Le attività didattiche in tutti gli altri casi si svolgeranno esclusivamente con modalità a distanza.
Resta comunque salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per garantire l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e in generale con bisogni educativi speciali.
Le disposizioni del Decreto si applicano dalla data del 5 novembre 2020, in sostituzione di quelle del Dpcm del 24 ottobre 2020, e sono efficaci fino al 3 dicembre 2020.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Brutale aggressione nella Bassa Reggiana, con cinque persone arrestate dai carabinieri. Una coppia, mentre viaggiava in auto, è stata bloccata da quattro persone su due scooter, ieri sera tra Novellara e Correggio. Sono stati presi a calci a pugni e sfregiati con coltelli a volto e gambe. L'uomo, un 43enne marocchino è stato lasciato sanguinante in mezzo alla strada, mentre la fidanzata, 37enne connazionale, è stata trascinata prima in una vigna, poi in una casa e violentata. I militari, avvisati da un passante, sono intervenuti e hanno arrestato i quattro e una complice, tutti nordafricani. A quanto pare aggressori e vittime si conoscevano. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'allarme dei medici: 'Rischio tsunami per il servizio sanitario'. Anelli: 'Al Governo chiediamo misure più aggressive' Tornano a salire i nuovi contagiati da coronavirus individuati in Italia: sono 28.244 (ieri 22.253), secondo il sito della Protezione civile. L'incremento delle vittime è invece più netto, sono 353 in 24 ore (ieri 233), mai così tanti da inizio maggio. Il totale dei contagiati è ora di 759.829, i morti sono 39.412. Gli attualmente positivi superano i 400 mila e sono ora 418.142 (+21.630 rispetto a ieri). I guariti e dimessi sono 302.275 (+6.258). Il rapporto tra positivi e tamponi è di circa il 15,5% nelle ultime 24 ore, in base ai dati del Ministero della Salute, in calo rispetto a ieri quando si era attestato quasi al 16,4% L'ALLARME DEI MEDICI - "La preoccupazione dei medici è che questa seconda ondata non sia una mareggiata, ma uno tsunami che potrebbe travolgere il sistema sanitario. Per questo chiediamo al Governo misure più aggressive": lo scrive su facebook il presidente della Federazione degli Ordini dei medici italiani, Filippo Anelli. "Il problema oggi - sostiene - riguarda la tenuta del sistema sanitario, perché l'occupazione progressiva dei posti da parte di malati Covid riduce via via la possibilità di garantire cure agli altri ammalati. Andando avanti così, la situazione potrebbe sfuggirci di mano". ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Cresce l’attesa per l’intervento del Premier Giuseppe Conteche ragguaglierà l’Italia sul contenuto del nuovo Dpcm.
Novità importanti prima tra tutte la divisione del nostro paese in tre zone: rossa, arancio e verde, ovviamente in base alla gravità della situazione epidemiologica.
Tra le misure previste, secondo le anticipazioni fornite da Repubblica, limitazioni alla mobilità fra Regioni, centri commerciali chiusi nel weekend e nei giorni festivi. Non apriranno i musei, le sale bingo e quelle scommesse, i mezzi pubblici potranno essere pieni al 50% e ci saranno limiti alla circolazione delle persone di sera con un coprifuoco che scatterà dalle 22 alle 5.
Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.
Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.
Nella zona rossa, in cui sono state inserite Lombardia, Piemonte e Calabria ma potrebbero essere aggiunte anche Alto Adige e Valle d’Aosta, verrà applicato il cosiddetto lockdown “soft”: resteranno aperte solamente le industrie e le scuole fino alla prima media. Il resto seguirà le lezioni da casa. Chiusi tutti gli esercizi commerciali, compresi parrucchieri ed estetisti. Nessuna serrata per i servizi essenziali, ovviamente farmacie e supermercati saranno aperti al pubblico come a marzo scorso.
Per quanto concerne la Campania dovrebbe essere inserita nella zona arancione insieme a Puglia, Liguria e Veneto. In questo caso le misure applicate dovrebbero essere: i ristoranti restano chiusi, le loro serrande rimangono abbassate tutto il giorno e non più solo dopo le 18. Sono salvi però parrucchieri e centri estetici. Oltre quindi alla serrata dei locali, restano in vigore le regole generali.
Infine nella zona verde regole meno rigide ma comunque più restrittive rispetto al decreto dello scorso 24 ottobre nella quale rientrato tutte le altre regioni d’Italia. AMALFINOTIZIE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Coprifuoco la sera in tutta Italia e tre Regioni - Lombardia, Piemonte e Calabria - che rischiano di dover adottare le misure più restrittive, compreso il lockdown generale. Prende forma il nuovo Dpcm che il governo dovrebbe varare entro mercoledì, anche se sono diversi i punti ancora in sospeso, proprio a partire dall'orario in cui scatterà il tutti a casa. Ci sarà una cornice nazionale, con interventi validi in tutta Italia, e misure per i singoli territori, con il Paese diviso in 3 fasce che corrispondono ad altrettanti scenari di rischio individuati con criteri "scientifici e oggettivi" approvati dall'Istituto superiore di Sanità: più è alta la diffusione del virus, più è in sofferenza il sistema sanitario, maggiori saranno le restrizioni.
"Avremo una fascia riservata alle Regioni a rischio alto, di scenario 4, con le misure più restrittive, poi avremo seconda una fascia, con Regioni a rischio alto ma compatibili con lo scenario tre, con misure lievemente meno restrittive; infine ci sarà una terza fascia con tutto il territorio nazionale per le restanti regioni". Lo precisa il premier Giuseppe Conte nelle sue comunicazioni al Senato.
"La curva corre in ogni Continente. L'Ue all'interno di un quadro globale è una delle aree più colpite dall'urto della seconda ondata. Nelle ultime settimane l'incremento di casi Covid è stato di 150 contagi per ogni 100 mila abitanti ed anche nel nostro Paese la situazione è in peggioramento, la recrudescenza ha condotto ad una moltiplicazione significativa dei contagi ". Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel suo intervento alla Camera sottolineando che 'Il quadro epidemiologico è in via di transizione verso lo scenario 4 con particolare riferimento ad alcune regioni". Alla luce dell'ultimo report di venerdì e della situazione particolarmente critica in alcune regioni siamo costretti a intervenire in una ottica di prudenza per mitigare il contagio con una strategia che va modulata sulle differenti criticità" delle Regioni.
Il premier riferisce anche in Aula al Senato. "Tra le fasce più vulnerabili - ha detto il premier - il governo considera anche le persone più anziane, sono i nostri cari, i nostri genitori, i nostri nonni che hanno consentito di vivere al nostro Paese il miracolo economico". "Il ministero della Salute, su mia richiesta, sta già elaborando un piano di distribuzione dei vaccini così che quando arriveranno le prime dosi potremo procedere in modo organizzato, secondo un piano ordinato. Ragionevolmente prevedo che favoriremo le fasce della popolazione più fragili e vulnerabili e gli operatori più esposti al pericolo".
Potrebbero essere la Calabria, il Piemonte e la Lombardiale Regioni che, sulla base dei dati dell'ultimo monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità, potrebbero rischiare di rientrare nelle prime ordinanze del ministero della Salute con la previsione di misure più restrittive, collocandosi in uno scenario 4 di rischio alto. Piemonte e Lombardia, in particolare, hanno superato la soglia dell'indice di trasmissibilità Rt pari a 2 (rispettivamente sono a 2.16 e 2.09) e la Calabria è a 1,66. I dati del nuovo monitoraggio atteso per domani potrebbero però segnare un cambiamento del trend, poichè potrebbero iniziare a riportare gli eventuali effetti legati alle misure dell'ultimo dpcm.
Strategie misure da modulare in base a Regioni- "Alla luce dell'ultimo report di venerdì e della situazione particolarmente critica in alcune regioni siamo costretti a intervenire in una ottica di prudenza per mitigare il contagio con una strategia che va modulata sulle differenti criticità" delle Regioni. "Nel prossimo dpcm indicheremo 3 aree con tre scenari di rischio con misure via via più restrittive. L'inserimento di una Regione avverrà con un'ordinanza del ministro della Salute". Questi scenari dovranno tener conto - ha spiegato tra l'altro il premier - dell'indice di replicabilità del virus, dei focolai e della situazione dell'occupazione dei posti letto negli ospedali. Ci sono specifiche criticità in Regioni e province autonome. L'rt nazionale è a 1,7 ma in alcune regioni ovviamente il dato è superiore. Esiste un'altra probabilità che 15 regioni superino le soglie critiche nelle aree delle terapie intensive e delle aree mediche nel prossimo mese.
Limiti a spostamenti da e verso Regioni a rischio- "Introdurremo il limite agli spostamenti da e verso le regioni con elevati coefficienti di rischio" salvo esigenze di lavoro, studio e salute. Così il premier Giuseppe Conte alla Camera sottolineando che 'il governo prevede di adottare a livello nazionale "limiti alla circolazione delle persone nella fascia serale piu' tarda". Per l'intero territorio nazionale intendiamo intervenire solo con alcune specifiche misure che contribuiscano a rafforzare il contenimento e la mitigazione del contagio. Chiudiamo nei giorni festivi e prefestivi i centri commerciali ad eccezione di negozi alimentari parafarmacie e farmacie ed edicole dentro i centri. Chiudiamo i corner per le scommesse e giochi ovunque siano, chiuderanno anche musei e mostre. Nel dpcm si prevede "anche integralmente" la didattica a distanza per le scuole di secondo grado e la riduzione al 50 % del limite di capienza dei mezzi pubblici locali.
Sforzi finanziari a sostegno del lavoro- "Faremo tutti gli sforzi finanziari che servono per costituire elementi di stabilità e certezza per il mondo del lavoro", per questo il governo ha varato il dl ristori e ha esteso il blocco dei licenziamenti fino a fine marzo. Così il premier Giuseppe Conte alla Camera garantendo celerità nei ristori alle attività colpite. "Siamo consapevoli della frustrazione e del senso di smarrimento e anche della rabbia che si sta manifestando in questi giorni. E siamo anche coscienti delle ripercussioni sull'attività economica, la produzione ma non ci può essere dilemma nella difesa della salute e la tutela dell'economia, più piegheremo i contagi più allenteremo le restrizioni. I numeri macro economici non di dicono nulla del disagio sociale ma il risultato è straordinario. Ai cittadini va la nostra gratitudine"
Restiamo uniti in un momento drammatico -"Questa è la terza crisi che stiamo vivendo e stavolta si può imprimere una svolta, l'Europa l'ha colta con il programma nextgeneration Eu. Serve un nuovo patto tra pubblico e privato, il pubblico non deve ostacolare il mercato ma indirizzarlo e il nostro piano offrirà un nuova prospettiva nel solco degli obiettivi Ue. Non possiamo permetterci di distogliere lo sguardo dal futuro, sappiamo con certezza che le trasformazioni in atto lo cambieranno, noi dobbiamo accompagnare la transizione, nessuno può sentirsi esonerato, rivolgo ancora un invito alle forze e alle energie del Paese, restiamo unti in questo drammatico momento in nome dell'unità e dei valori che sono alla base della nostra Costitzuine"
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sale il bilancio delle vittime dell'attacco di ieri sera a Vienna con almenoquattro civili morti, oltre all'attentatore ucciso dalla polizia, e almeno 17 feriti, di cui sette in pericolo di vita. L'Austria si è svegliata scioccata con le scuole chiuse e l'invito a rimanere a casa mentre la comunità ebraica ha deciso la serrata di tutte le sue istituzioni e istituti: gli attentatori, un vero e proprio commando ben addestrato, potrebbe essere di 4 persone, secondo gli inquirenti.
Iniziano intanto a trapelare le prime notizie sull'attentatore ucciso dalla polizia: all'alba il ministro dell'Interno austriaco, Karl Nehammer, ha rivelato la matrice islamista degli attacchi, sottolineando che l'uomo era un "simpatizzante" dell'Isis. E con il passare delle ore i media hanno dato corpo a questo scenario indicando che l'uomo era un giovane viennese di origini albanesi della Macedonia del Nord. Secondo il responsabile della rivista austriaca Falter, Florian Klenk, si chiamava "Kurtin S." era "nato nel 2000 a Vienna, dove era cresciuto". Il giovane, ha aggiunto, era noto ai servizi di sicurezza antiterrorismo (Bvt) per essere stato uno dei 90 islamisti austriaci che hanno cercato di recarsi in Siria. Secondo altri media austriaci poco prima di entrare in azione l'uomoaveva prestato giuramento di fedeltà al nuovo leader dell'IsisAbu Ibrahim al-Hashimi al-Quraishi. Per il momento, però, gli attacchi non sono stati rivendicati mentre la Bild riferisce che avrebbe postato sui social il suo intento ieri. Perquisizioni a tappeto e fermi sono intanto in corso nel Paese alla ricerca degli altri possibili attentatori. E anche la Germania, dopo una decisione analoga presa ieri dalla Repubblica ceca, ha alzato l'allerta controlli alle sue frontiere. Quanto alle vittime civili, per ora è noto solo che si tratta di due uomini e due donne, una delle quali era una cameriera.
Il cancelliere Sebastian Kurz ha affermato che è confermato che ieri a Vienna si sia trattato di unattentato islamista, "dettato dell'odio, dall'odio per il nostro modello di vita, dall'odio per la nostra democrazia". Si è trattato di "un attentato alla nostra libera società". "Ma è chiaro che non ci lasceremo spaventare", e "difenderemo con tutte le nostre forze" il nostro modello di vita. "Non cadremo nella trappola del terrorismo", ha aggiunto.
"Noi dobbiamo essere coscienti che non c'è una una battaglia fra cristiani e musulmani, o fra l'Austria e i migranti. No. Questa è una lotta fra le molte persone che credono nella pace e alcuni che auspicano la guerra", ha detto il cancelliere austriaco. "È una lotta fra civiltà e barbarie. E questa lotta l'affronteremo con ogni determinazione"
"Il vile attentato che ha avuto luogo ieri sera a Vienna ha suscitato in Italia orrore e profonda tristezza. In questa drammatica circostanza gli Italiani tutti si stringono nel lutto all'amico popolo austriaco, con sentimenti di particolare vicinanza nei confronti delle famiglie delle vittime, dei feriti - cui auguriamo un pronto e completo ristabilimento - e dei cittadini viennesi". Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Presidente Federale della Repubblica d'Austria, S.E. Alexander Van der Bellen. "Nel porgerLe - afferma Mattarella - le espressioni del più sincero cordoglio e della netta ripulsa per questo proditorio attacco ai comuni valori di libertà e pacifica convivenza, rinnovo la determinazione della Repubblica Italiana a collaborare con l'Austria nella lotta contro ogni forma di terrorismo".
Il ministro dell'Interno Luciana Lamorgeseha convocato alle 13 il Comitato nazionale per l'ordine pubblico e la sicurezza in seguito all'attentato di Vienna. La riunione, alla quale parteciperanno i vertici delle forze di polizia e dei servizi d'intelligence, servirà a fare il punto di quando sta accadendo in Europa e a verificare lo stato della sicurezza in Italia.
"Gli attentati di Nizza e Vienna sono un attacco all'occidente e all'Europa. C'è bisogno di coraggio nel dire che la minaccia del fondamentalismo islamico è ancora presente e che serve una strategia europea che lo possa contrastare e sconfiggere". Lo scrive in un tweet la presidente della comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La polizia ha circondato la filiale Credit Agricole in piazza Ascoli. Portate via cassette di sicurezza.
Sarebbero scappati dalle fogne i rapinatori che sono entrati nella filiale di piazza Ascoli del Credit Agricole a Milano. Il personale del 118 sta facendo accertamenti su almeno due dipendenti che si trovavano all'interno della banca e che non sono stati feriti. La piazza, al centro di alcune arterie della zona adiacente al centro di Milano è stata bloccata. Diversi bus e tram sono fermi ai lati della piazza. I rapinatori asserragliati all'interno della filiale avevano tenuto in ostaggio i dipendenti della banca. "Sono entrati dai sotterranei, eravamo in tre all'interno dell'agenzia quando mi sono accorto ho urlato 'c'è una rapina' ed una collega è riuscita a scappare' ", ha raccontato il direttore della filiale. Il direttore ha parlato tenendo ghiaccio sulla nuca ed ha spiegato che c'è stata "una breve colluttazione ma non hanno infierito su di me". Non è ancora chiaro quanti fossero i rapinatori. La polizia sta controllando i palazzi attorno alla filiale della banca dove questa mattina la banda di rapinatori ha fatto irruzione armata di pistola. Gli agenti sono intervenuti alle 8.39 all'angolo tra piazza Ascoli e via Stoppani. Secondo quanto riferito dagli investigatori, i rapinatori sono entrati attraverso un buco scavato da un palazzo adiacente. Una volta all'interno hanno sorpreso il direttore e due impiegate a cui, sotto la minaccia delle armi, hanno ordinato di consegnare tutti i contanti. Hanno potuto prendere solo il contenuto delle cassette di sicurezza perché la cassaforte ha l'apertura temporizzata e non hanno potuto aspettare il momento giusto. Dalle prime informazioni raccolte dagli investigatori sembra che il gruppo fosse formato da almeno 6 persone. Un tale numero lascia ipotizzare un piano ben studiato e che, al momento, non è possibile stabilire se sia fallito del tutto. Non si conosce, infatti, il contenuto delle cassette private svuotate. Durante tutta l'azione non è stato esploso alcun colpo di pistola né è stato ferito il personale della banca. I banditi hanno solo attivato un estintore per creare un diversivo col fumo e guadagnare la fuga. Non c'è stato tempo né modo per avviare una trattativa con la polizia. ANSA
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Dopo la violenza sessuale ai danni di una ragazza, sabato sera nel parcheggio dell’Ippocastano, torna fortemente al centro dell’attenzione la sicurezza di un quartiere già noto per frequentazioni ritenute per nulla sicure, e denunciate più volte, da chi vive in zona. Un quartiere all’apparenza tranquillo, quello tra viale Giulio Cesare e via Dei Mille, fatto di condomìni, scuole, campi sportivi e parchi gioco, reso teoricamente più sicuro dalla presenza della vicina caserma dei Carabinieri. Pare di no, però.
Tra esposti dei residenti (tre in poco meno di un mese, solo tra settembre e ottobre 2018) e interventi continui delle forze dell’ordine, da tempo quell’angolo di città sembra non trovare pace e chiede a gran voce più controlli da parte delle forze dell’ordine.
È vero, a ottobre di due anni fa, c’era stata l’ordinanza del sindaco Landriscina che imponeva un coprifuoco forzato alle 18 a tre locali tra via Magenta e via Anzani per la presenza di troppi “soggetti ubriachi e aggressivi”, ma dopo?
Da allora, pur senza gli eccessi di quel periodo, nel quartiere la situazione non sarebbe mai tornata tranquilla, almeno stando a quanto denuncia di chi ci vive e continua a non sentirsi sicuro.
Lo racconta un nostro lettore,Fabio Mondelli, inviandoci copia di una mail inviata all’assessore alla SicurezzaElena Negrettia inizio settembre, rimasta senza risposta, nella quale ha denunciato il degrado del quartiere e chiesto maggiori controlli.
Sotto la mail integrale indirizzata all’assessore Elena Negretti.
Egregio Assessore Elena Negretti,
ci siamo già incontrati nel suo ufficio in precedenza per il problema legato alla sicurezza nell’area cittadina compresa tra via Milano alta, Via Anzani, via Leoni e via Dei Mille.
Purtroppo sono di nuovo a Lei per comunicarle che nessun intervento ha risanato il problema dovuto a continui assembramenti di persone extracomunitarie adulte e senza protezioni individuali (mascherina), sul suolo pubblico all’angolo tra via Anzani e via Magenta e che consumano all’aperto grandi quantità di bevande alcoliche. Più volte sulla strada vengono abbandonati i recipienti oltre a grossi quantitativi di mozziconi di sigarette che lordano il passaggio pedonale.
Anche ai giardini pubblici, angolo via Leoni e via Dei Mille, la situazione non è delle migliori. Spesso ragazzi extracomunitari si uniscono per consumare bevande alcoliche.
Non vorrei essere troppo pessimista nel dichiarare che ho più volte assistito a “strani” scambi di piccole buste con fruitori di passaggio, che possono far pensare ad uno smercio di sostanze proibite.
Le mie richieste di intervento alle forze dell’ordine (ultima telefonata in data 05 c.m), non hanno prodotto nessun esito positivo: gli assembramenti continuano ad esistere come le immondizie sui marciapiedi.
Un ultimo appunto riguarda l’utilizzo del campetto di calcio dedicato a Stefano Borgonovo donato dall’Associazione Cruyff sempre nel parco di via Leoni. Ora chiuso per problemi di sicurezza sanitaria, in tempi passati era solo utilizzato da gruppi di adulti non italiani che monopolizzavano l’intero spazio privandone l’uso a gruppi di bambini e adolescenti al quale lo spazio è stato dedicato.
Ritengo che uno spazio pubblico debba essere un luogo di aggregazione e svago per tutti, mentre ora sembra solo il ritrovo di una tipologia di utenti che allontanano chi può sfruttare al meglio lo spazio a verde.
Nel quartiere si percepisce sempre più una situazione di insicurezza, cosa certamente non positiva anche per l’alta percentuale di persone anziane che lo abitano.
Le chiedo a questo punto quali misure siano in atto o verranno prese dall’Amministrazione che Lei rappresenta.
Bisogna promuovere iniziative di comitati di cittadini per trovare soluzione?
Rimanendo in attesa di Suo cortese riscontro, invio i miei più cordiali saluti.