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COSTIERA AMALFITANA NEWS Amalfi festeggia il patrono Sant'Andrea

30 Novembre 2020, 09:42am

Pubblicato da Miki Pappacoda

COSTIERA AMALFITANA NEWS Amalfi festeggia il patrono Sant'Andrea

DI MORENA MOTTA Amalfi oggi è in festa per il patrono sant'Andrea, anche se non vi sarà la processione a causa della pandemia in corso. La cittadinanza si riunisce in preghiera attorno al suo santo patrono che, anche ieri sera, ha ripetuto il miracolo della manna. La manna santa (o manna dei santi) è un liquido, chimicamente assimilabile all’acqua pura, che può trasudare da reliquie di santi o da immagini sacre, apparentemente senza spiegazione.

Di seguito breve storia di Sant'Andrea:

Nato a Betsaida, fratello di Simon Pietro e pescatore insieme a lui, fu il primo tra i discepoli di Giovanni Battista ad essere chiamato dal Signore Gesù presso il Giordano, lo seguì e condusse da lui anche suo fratello. Dopo la Pentecoste si dice abbia predicato il Vangelo nella regione dell’Acaia in Grecia e subíto la crocifissione a Patrasso. La Chiesa di Costantinopoli lo venera come suo insigne patrono.

Andrea è stato martirizzato per crocifissione a Patrasso in Acaia (Grecia), probabilmente nel 60 d.C. Predicò nelle zone limitrofe al Ponto Eusino, in Cappadocia, Bitinia e Galazia. Dai primi testi apocrifi, come ad esempio gli Atti di Andrea citati da Gregorio di Tours, si sa che Andrea venne legato e non inchiodato su una croce latina (simile a quella dove Cristo era stato crocifisso), ma la tradizione vuole che Andrea sia stato crocifisso su una croce detta Croce decussata (a forma di X) e comunemente conosciuta con il nome di "Croce di Sant'Andrea"; questa venne adottata per sua personale scelta, dal momento che egli non avrebbe mai osato eguagliare il Maestro nel martirio. Quest'iconografia di sant'Andrea appare ad ogni modo solo attorno al X secolo, ma non divenne comune sino al XVII secolo. Proprio per il suo martirio, sant'Andrea è divenuto anche il patrono di Patrasso.

Secondo la tradizione, le sue reliquie vennero traslate da Patrasso a Costantinopoli. San Girolamo scrisse che le reliquie di Andrea vennero portate da Patrasso a Costantinopoli per ordine dell'imperatore romano Costanzo II nel 357. Qui rimasero sino al 1208, quando vennero portate ad Amalfi, in Italia, dal cardinale Pietro Capuano, nativo di Amalfi. Nel XV secolo, la testa di sant'Andrea fu portata a Roma, dove venne posta in una teca in uno dei quattro pilastri principali della basilica di San Pietro. Nel settembre del 1964, come gesto di apertura verso la Chiesa ortodossa greca, papa Paolo VI consegnò un dito e parte della testa alla chiesa di Patrasso.

Nel VI secolo due reliquie (una mano e un braccio) di sant'Andrea furono donate al vescovo di Luni. È tradizione che in tale tempo, e con l'occasione del dono, sia stata costruita a Sarzana la chiesa di Sant'Andrea, che divenne la dimora della reliquia. Da quel giorno l'apostolo divenne il patrono della città. A Città di Castello, nella chiesa di San Francesco, si conserva una reliquia dell'osso di un braccio, e nel XV secolo il Comune fece realizzare un reliquiario in argento, oggi nella Pinacoteca Comunale.

La testa del santo venne donata, insieme ad altre reliquie (un mignolo e alcune piccole parti della croce), da Tommaso Paleologo, despota della Morea spodestato dai Turchi, a papa Pio II, in cambio dell'impegno per una crociata che avrebbe dovuto riprendere Costantinopoli. Il papa accettò il dono promettendo di restituire le reliquie quando la Grecia fosse stata liberata e ne inviò la mandibola custodita nell'antico reliquiario a Pienza. Per decisione di papa Paolo VI nel 1964 le reliquie conservate a Roma vennero inviate nuovamente a Patrasso all'interno dell'antico reliquiario bizantino. Le reliquie rese sono a tutt'oggi custodite nella chiesa di sant'Andrea a Patrasso in una speciale urna e vengono mostrate ai fedeli in occasione della festa del 30 novembre.

La chiesa madre di San Nicola a Gesualdo conserva un presunto osso del braccio del santo.

Nel 2007 una reliquia del santo è stata consegnata dal vescovo di Amalfi al patriarca ecumenico Bartolomeo, affinché fosse conservata nella cattedrale di San Giorgio in Costantinopoli (sede del patriarcato).

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