Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Un Natale all’insegna della sobrietà, con il tradizionale cenone ridotto ai minimi termini per colpa del Covid. Il distanziamento, infatti, resta d’obbligo anche sotto l’albero: i regali si possono dare, gli abbracci no. PRIME INDICAZIONI. Le regole che scandiranno i ritmi delle festività natalizie sono state indicate ieri dal premier Conte: «Dobbiamo già predisporci a passare le festività in modo più sobrio: veglioni, festeggiamenti, baci e abbracci non è possibile. Al di là delle valutazioni scientifiche, occorre buonsenso: una settimana di socialità scatenata significherebbe pagare a gennaio un innalzamento brusco della curva, in termini di decessi, stress sulle terapie intensive. Prepariamoci a un Natale più sobrio, anche se pensiamo ci si possa scambiare doni e permettere all’economia di crescere». NUOVE MISURE. Per consentire gli acquisti, al vaglio del Governo, ci sarebbe la possibilità dopo il 3 dicembre di tenere aperti i negozi fino alle 22 o le 23, gli accessi contingentati nei centri commerciali e di prevedere un ampliamento degli orari di apertura dei ristoranti. Si tratterebbe quindi anche di allentare il coprifuoco ma soltanto nelle zone meno a rischio. ZONA PARENTI. Per le Festività sarà consentito ai parenti stretti di spostarsi da una zona rossa per raggiungere la famiglia. Questo per non lasciare soli i “fuori sede”. LA TAVOLA. La sera della Vigilia così come per il pranzo del 25 dicembre non ci potranno stare a tavola più di 6 persone. Restano proibiti anche feste, balli e cenoni in albergo, le piazze saranno chiuse o a numero ristretto. LE RIAPERTURE. «Quest’anno il cenone classico con venti persone non si può fare – ha sottolineato anche il coordinatore del Comitato tecnico-scientifico, Agostino Miozzo - non ce lo possiamo permettere. Il trend è positivo, quindi sarà possibile una riduzione della tensione e la riapertura di alcuni spazi come i luoghi di ristoro, probabilmente in alcune parti del Paese già dal 3 dicembre. L’auspicio però è che si comprenda bene che non possiamo fare il “Natale liberi tutti”» .
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Qualche giorno fa aveva fatto notizia e molti giornali avevano pubblicato la notizia che una bambina di 4 anni non poteva più frequentare la scuola insieme ai suoi compagni perchè per delle regole Comunali non aveva diritto al trasporto scolastico. La piccola se desiderava andare a scuola doveva fare tre chilometri a piedi accompagnata dal papà. Per fortuna, grazie alla generosità di tantissime persone la situazioni si è sbloccata.
Una bambina rom di 4 anni era rimasta senza lo scuolabus perchè il suo campo rom di Strada della Berlia, a Collegno, nell’hinterland di Torino, non si trova nel comune dove la piccola frequenta la scuola dell’infanzia.
La bambina per raggiungere la sua scuola doveva fare 50 minuti a piedi e poi altri 50 per tornare al campo dove vive. Il padre è nato e cresciuto tra Torino e Collegno, ha la nazionalità comunitaria, ma non quella italiana e non riesce ad ottenere la residenza, nonostante sia autorizzato a dimorare presso il campo nomadi assieme alla moglie e ai suoi due figli minori, come riportato da Repubblica.
L’uomo si è rivolto al Tribunale supportato da un legale, l’avvocato Federico Depetris: “Il padre è ansioso di volersi inserire nel contesto sociale italiano e di voler garantire ai suoi figli un futuro migliore lontano dal campo rom. Il modo migliore per consentire l’integrazione è garantire l’accesso ai servizi pubblici essenziali come istruzione, salute, lavoro, mentre il mio cliente non può avere un medico di famiglia e sua figlia non può usare lo scuolabus“.
Per fortuna, grazie alla generosità di alcuni cittadini che sono voluti rimanere anonimi, la bambina potrà raggiungere il suo asilo in taxi. I benefattori pagheranno le corse fino a quando l’udienza per il ricorso del padre non avrà un riscontro.
L’avvocato Depretis ha commentato: “Da lunedì e fino al giorno dell’udienza (che è fissata per il 15 dicembre) la piccola potrà andare alla scuola materna. Un gruppo di persone, con la mia intermediazione, si è messo in contatto con la cooperativa taxi Torino e da lunedì potrà andare a scuola senza doversi fare cinquanta minuti a piedi”.
Per poi proseguire: “La battaglia legale naturalmente prosegue. Il mio cliente rivendica il diritto ad ottenere l’iscrizione all’anagrafe della popolazione residente di Collegno per sè per la propria famiglia e confidiamo in un esito positivo del processo“.
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Ha modi pacati ma sicuri: qualità indispensabile per riuscire a governare una nave finita al centro della burrasca. Una metafora che, traslata in chiave sanitaria, attualmente significa cercare di mantenere per quanto possibile il delicato equilibrio tra ricoveri e dimissioni, arrivando anche a “inventare” posti letto laddove servano e ricalibrare l’attività a seconda delle difficoltà che si incontrano.
A dirigere l’Hub Covid dell’Asst dei Sette Laghi all’Ospedale di Circolo di Varese è il professor Francesco Dentali, medico di medicina generale classe 1975. Ogni giorno, dentro i suoi reparti, vede la sofferenza dei pazienti e la fatica di medici e infermieri, mentre fuori ancora tanti continuano a negare o a minimizzare la portata di questa pandemia: «Sono rimasto sgomento – spiega –, ma penso che si debbano separare i due piani. È un momento difficile per tutti. So che ci sono le misure restrittive per fermare la pandemia, che però rendono la vita delle persone molto più difficile. C’è chi ha perso il lavoro e chi non può vedere i propri cari, ma questa cosa vale anche per noi, per medici e per infermieri che fanno turni di dodici ore e saltano riposi. Siamo tutti infelici di quello che è successo, ma l’unico modo che abbiamo per tornare a essere felici e uscire da questa situazione è crederci».
Anche perché tra chi ora è assistito nell’Hub Covid c’è anche chi fino a pochi giorni rifiutava l’esistenza del coronavirus: «Abbiamo diverse persone ricoverate in questo momento che sono negazionisti o, per meglio dire, ormai ex negazionisti, perché si rendono conto di quello che sta succedendo – aggiunge il primario -. Stamattina (ieri, ndr) una donna ha raggiunto il marito ricoverato alcuni giorni fa, sono entrambi negazionisti e lui non sta per niente bene».
INSERITO DA ANGELA CECERE Le Regioni che sperano in un allentamento delle misure restrittive - sulla base del primo calo dell'indice di trasmissibilità del contagio (Rt) - dovranno attendere almeno fino al 27 novembre. Domani infatti ci sarà l'aggiornamento sul monitoraggio dei dati da parte della cabina di regia del Ministero della Salute. Ma la sola a puntare le proprie fiches sul cambio di colore dovrebbe essere la Lombardia: per Attilio Fontana ci sono i parametri per retrocedere in zona arancione («Me lo ha confermato anche Speranza», le parole del governatore) ma il trend deve stabilizzarsi per almeno due settimane. Solo a quel punto «potremo chiedere di essere trasferiti nella zona arancione», ha ammesso Fontana Al contrario Puglia e Liguria restano sotto attenta osservazione col rischio concreto della zona rossa. La Puglia potrebbe seguire l'esempio dell'Abruzzo e fare il salto di fascia in maniera autonoma. «Gli operatori sono molto stressati, qualunque iniziativa che possa allentare la morsa sugli ospedali e sulla sanità territoriale è benvenuta», ha dichiarato l'epidemiologo Lopalco, scelto dal presidente Emiliano come assessore alla Sanità. In Liguria invece Toti continua a spingere sul calo dell'Rt, però le strutture sanitarie restano in grave affanno con le terapie intensiva che hanno superato la soglia del 50% di occupazione e gli altri reparti addirittura sopra il 70%. Teme di passare da gialla ad arancione invece il Veneto ma Zaia spera di scongiurare il passaggio per la seconda volta consecutiva. Occhio anche alla Basilicata - che ha già chiuso le scuole fino al 2 dicembre - e alle Marche con il presidente Acquaroli che ha definito «poco incisivo» l'effetto della zona arancione ed è pronto con un'ordinanza anti-assembramento.
INSERITO DA ANGELA CECERE Coronavirus, le ultime notizie dall'Italia e dal mondo. Mentre gli Stati Uniti superano i 250mila morti - secondo i dati della John's Hopkins University - con 11 milioni e 485mila contagiati dall'inizio della pandemia di Covid-19, dopo la notizia della Pfizer il cui vaccino ha efficacia al 95% l'Oms ha ammonito: la seconda ondata bisognerà combatterla senza vaccini, che non arriveranno in tempo per combatterla e molti Paesi «continueranno a doverla affrontare senza» di essi, ha ammonito il capo dell'emergenza coronavirus Michael Ryan, in un forum sui social media. «Penso che passeranno almeno quattro o sei mesi prima che ci siano livelli sufficienti di immunizzazione ovunque», ha detto, osservando che i vaccini non dovrebbero essere visti come una «pozione magica». «Dobbiamo capire e interiorizzare questo, e renderci conto che questa volta dobbiamo scalare questa montagna senza vaccini». Intanto continua a correre l'epidemia di coronavirus in Brasile: ieri 754 vittime e 38.401 nuovi contagi. Il totale dei decessi sale così a 167.497, con 5.947.403 di contagiati. Il tasso di mortalità ha fatto segnare questa settimana un aumento del 49% rispetto alle due settimane precedenti. LA DIRETTA Ore 10.01 Bassetti: 21 parametri complicati, 4-5 più indicativi «Alcuni dei 21 parametri sono molto complicati e penso che alcuni sono più importanti di altri. Il sistema non è fatto male, ma quando si guardano l'Rt, il riempimento degli ospedali, l'affollamento dei pronto soccorso e delle terapie intensive e infine il numero dei tamponi positivi sul totale di quelli fatti, ecco che 4-5 parametri sono più indicativi rispetto ai 21». Lo afferma all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e membro dell'Unità di crisi Covid-19 della Liguria. Oggi la riunione tra Governo e Regioni con al centro alcuni dei temi legati alla gestione della pandemia di Covid-19, tra i quali i 21 parametri per decidere le zone gialla, arancione e rossa. «Rivedere i parametri potrebbe essere d'aiuto anche ai tecnici che devono immettere ogni giorno i dati - aggiunge Bassetti - Potremmo essere più veloci riducendo il numero e anche l'algoritmo potrebbe lavorare meglio. Il sistema dei colori va bene, ma occorre anche che le Regioni possano passare da una zona di rischio alta a una più bassa in maniera più veloce se gli indicatori sono rientrati nella normalità». Sulla possibilità che il Cts alleggerisca le misure restrittive per alcune attività commerciali dopo il 4 dicembre, Bassetti conclude «probabilmente hanno in mano dei dati che dicono che la situazione sta migliorando rapidamente. Riaprire aprire bar e ristoranti significa permettere a tanti italiani di sopravvivere». Ore 9.49 Viola: 21 parametri corretti, problema è la raccolta «Il problema principale oggi in Italia è quello dei dati: vengono raccolti e comunicati in modo disomogeneo e questo rende difficile le operazioni a valle. Detto questo, i parametri che sono stati identificati sono corretti. Si può semplificare? Starà al Cts stabilire se ridurli dai 21 attuali ma sono dettagli, conta però che i dati vengano comunicati e arrivino in maniera completa e che siano affidabili». Così l'immunologa dell'università di Padova Antonella Viola, intervenuta ad 'Agorà' su Rai 3, ha risposto alla domanda sulla necessità di una riduzione, caldeggiata dalle Regioni, dei parametri alla base della classificazione in zone di rischio da gialle a rosse. Ore 9.37 Viola: vaccino a gennaio, sollievo a giugno Il vaccino contro Covid-19 «probabilmente arriverà a gennaio» e «sarà un vaccino sicuro». Ma «non sarà la soluzione immediata: dovremo sicuramente fare i conti con questa situazione come minimo fino all'estate». Solo «a giugno probabilmente potremo tirare un sospiro di sollievo». Lo ha precisato l'immunologa dell'università di Padova Antonella Viola, intervenuta ad 'Agorà' su Rai 3. «La conclusione di uno studio di fase 3 in meno di un anno dall'identificazione del virus» Sars-CoV-2 «è veramente una notizia bellissima per la scienza e per tutta l'umanità», sottolinea l'esperta dopo l'annuncio di Pfizer/BionTech. «Vorrei tranquillizzare tutte le persone che mi stanno scrivendo in questi giorni chiedendo se un anno non sia troppo poco per fare un vaccino, se non siamo andati troppo in fretta. Certo, tutti hanno corso, ma senza prendere scorciatoie», assicura Viola convinta che «quando il vaccino arriverà sarà un vaccino sicuro. Su questo non ci sono dubbi». «Molto probabilmente, se non ci sono intoppi, un vaccino sarà registrato per la fine dell'anno - prevede l'immunologa - Quindi da gennaio si potrà cominciare la distribuzione», ma va ricordato che «i primi a essere vaccinati saranno ovviamente il personale sanitario, gli anziani più fragili delle Rsa. Si metterà in sicurezza questa fascia di popolazione», mentre «per la vaccinazione di massa, quindi per poter tornare tutti a una vita normale, servirà molto tempo. Sia per la produzione sia per la distribuzione del vaccino». Secondo la scienziata, forse «a giugno potremo respirare, perché tra la vaccinazione e l'arrivo dell'estate le cose andranno bene». Quello che dobbiamo augurarci è che per settembre 2021 la campagna di vaccinazione» contro Covid-19 «sia stata portata a termine, proprio per non trovarci nella stessa situazione» in cui siamo finiti dopo l'estate e che stiamo vivendo ora. Ore 9.25 Russia, superati i due milioni di contagi Superati i due milioni di contagiati dal coronavirus in Russia, dove nelle ultime 24 ore sono stati confermati 23.610 nuovi casi. Lo riferiscono le autorità sanitarie di Mosca, aggiornando a 2.015.608 il totale dei positivi e portando così la Russia al quinto posto a livello mondiale per numero di casi dopo Stati Uniti, India, Brasile e Francia. Sono invece 34.850 le persone che hanno perso la vita in Russia per complicanze legate all'infezione, 463 in più rispetto a ieri. Ore 9.11 Thyssen, 11mila esuberi per Covid Il colosso tedesco dell'acciaio Thyssen annuncia il taglio di 11mila posti di lavoro, quasi il doppio di quanto preventivato nel maggio del 2019. Lo si legge in una nota in cui viene indicato che la drastica decisione è dovuta alla necessità di «indirizzare il gruppo agli sviluppi del mercato nel lungo termine e fare fronte agli effetti del coronavirus». Dei 6mila posti annunciati nel 2019 il gruppo ne ha già tagliati 3.600 e punta a raggiungere quota 11mila «nei prossimi 3 anni». Ore 9.05 Viola: frenano i contagi, per i morti servono due settimane In Italia frenano i contagi da coronavirus Sars-CoV-2, segno che «le misure messe in atto stanno effettivamente dando dei risultati», ma il numero di morti aumenta e fa paura. «L'effetto sui decessi purtroppo arriva distanza di un paio di settimane, quindi in questo momento non vedremo un rallentamento» di questo dato, «ma lo vedremo un pò più avanti. I morti di oggi sono più o meno i contagiati di un mese fa». Lo ha ricordato l'immunologa dell'università di Padova Antonella Viola, intervenuta ad 'Agorà' su Rai 3. La scienziata invita a «guardare il lato positivo della situazione», il fatto che i risultati delle restrizioni prese arrivano «anche se, come ci si aspetta, arrivano lentamente. Se noi guardiamo cos'è successo nella prima fase» dell'emergenza Covid, «quando è stato fatto il lockdown» di marzo, «e vediamo quanto ci ha messo la curva poi a scendere - sottolinea - ci rendiamo conto che» anche ora «non possiamo aspettarci una riduzione drastica e rapida del numero dei contagi. Quello che possiamo aspettarci è ciò che sta avvenendo, cioè la curva rallenta la sua crescita, ma sta ancora crescendo». Quanto raggiungerà al suo picco? «Non faccio previsioni su quando arriverà il plateau - risponde Viola - Sia perché non sono un'epidemiologa, sia e soprattutto perché abbiamo imparato che questo dipende da troppe variabili. Non solo l'andamento dell'infezione, che ha comunque dei cicli, ma anche il comportamento delle persone, le regole che vengono messe in atto e il rispetto di queste regole. Fare previsioni in questo momento non è possibile». Ore 8.40 In India 9 milioni di casi Sono 45.576 i nuovi casi di contagio da Coronavirus emersi in India, dove si contano poco meno di 9 milioni di infezioni dall'inizio della pandemia. I dati sono stati divulgati questa mattina dalle autorità sanitarie locali, che hanno precisato che il numero totale dei contagiati nel paese ammonta a 8,96 milioni. I nuovi decessi registrati sono stati 585, per un totale di 131.578. L'India, secondo paese al mondo per numero di contagi, ha visto il numero totale delle infezioni iniziare a scendere da quando è stato raggiunto il picco a settembre
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Black Friday. Se sapessimo quale è stato il primo Black Friday della storia, forse ci sentiremmo un po’ a disagio nell’utilizzare questo nome per indicare il trionfo del consumismo, la corsa agli sconti e al regalo, ennesima abitudine importata insieme a tante altre (forse non troppo necessarie) dagli Stati Uniti. Il primo Black Friday della storia è stato a Londra, il 18 novembre 1910, sì ci furono anche in quell’occasione delle corse ma non per comprare regali, bensì per salvarsi dalla violenza. Il parlamento inglese aveva promesso di promulgare una legge per accontentare (almeno in parte) le istanze delle suffragette che, riunitesi nella Women’s Social and Political Union, da tempo chiedevano a gran voce maggiori diritti alle donne, in particolare il diritto al voto. Ma il 18 novembre 1910 fu chiaro che per motivi politici questa legge non sarebbe mai passata. Allora le suffragette scesero in piazza per una pacifica manifestazione di protesta: erano 300 e guidate da Emmeline Pankhurst, marciarono decise verso Westminster per presentare una petizione al parlamento. Al parlamento però non riuscirono ad arrivarci, perché furono bloccate dalla polizia e iniziarono sei ore di incubo. Invece di essere immediatamente arrestate, come capitava normalmente, subirono percosse, manganellate, spinte, botte. E anche palpeggiamenti, offese, umiliazioni e molestie sessuali. Rosa May Billinnghurst, soprannominata la “suffragetta storpia”, per una sua grave disabilità che la costringeva su una sedia a rotelle, fu aggredita e umiliata da alcuni poliziotti che la trascinarono lontana dalla folla, la buttarono per terra e le rubarono le valvole delle ruote. Solo per il gusto di lasciarla sola, indifesa e immobile. Furono picchiate signore anziane e giovani, senza distinzioni. Colpevoli semplicemente di essere donne e di non accettare quel ruolo di cittadine di serie B. Due manifestanti morirono in seguito alle lesioni riportate. Altre 200 furono gravemente ferite. 115 suffragette furono arrestate, ma rilasciate l’indomani grazie all’intervento di Churchill, all’epoca ministro dell’interno. Tuttavia il livello di violenza degli scontri si era ormai talmente alzato che le suffragette avevano paura, e dopo il Black Friday molte rinunciarono a scendere in piazza. Altre invece non si persero d’animo e continuarono a protestare. Organizzarono un servizio di guardie del corpo composto da 25 donne guidate da Edith Garrud, una suffragetta che aveva studiato arti marziali e aveva insegnato le tecniche di autodifesa alle altre attiviste. In questo modo le “suffragette amazzoni”, così le ribattezzò la stampa, proteggevano le manifestanti dagli attacchi della polizia. Ecco, quando parliamo di Black Friday, io vorrei pensare a queste donne coraggiose, alle suffragette e alle amazzoni, non ad Amazon..
INSERITO DA ANGELA CECERE Fino a giovedì l'alta pressione a matrice sub-tropicale avrà un sussulto d'orgoglio e invaderà buona parte del Paese. La calma atmosferica e il bel tempo che porterà con sè saranno però soltanto apparenti; dalle prime ore di venerdì, infatti, un'intensa perturbazione di origine polare piomberà sull'Italia dapprima con una violenta fase di maltempo alimentato da impetuosi venti di Maestrale, Bora e Grecale e poi dal crollo delle temperature. Il team del sito www.iLMeteo.it avvisa che mercoledì e giovedì ultime piogge bagneranno Calabria e Sicilia, sul resto d’Italia il sole sarà prevalente. Da venerdì il quadro meteorologico subirà un importante cambiamento. Un nucleo molto freddo dal Polo Nord impatterà sulle Alpi ed entrerà sia dalla Porta del Rodano (Francia sudorientale) con impetuosi venti di Maestrale che soffieranno fino a 120 km/h sulla Sardegna, e sia dalla Porta della Bora (Alpi Giulie) con Bora sul medio e alto Adriatico a 70 km/h (anche di più a Trieste) e il Grecale sul Tirreno (anche qui a circa 80 km/h). Si formerà un vortice ciclonico sul Tirreno che si muoverà verso la Sicilia. La bassa pressione darà vita a un’intensa fase di maltempo che salterà grfan parte del Nord, protetto dalla barriera alpina, (a parte qualche pioggia in Emilia Romagna e basso Veneto) e si concentrerà al Centro-Sud con rovesci, temporali e locali nubifragi. Il repentino abbassamento delle temperature favorirà la caduta della neve sull’Appennino centrale a quote inferiori ai 1100 metri. Nel weekend soffieranno venti freddi su tutta Italia, si avranno le prime gelate al Nord fino in pianura e il maltempo interesserà con intensità Calabria e Sicilia. I valori termici in quota perderanno circa 15°C mentre sulle grandi città come ad esempio Roma, Firenze e Napoli l’abbassamento termico sarà dell’ordine dei 10°C. Benvenuto inverno. NEL DETTAGLIO Mercoledì 18. Al nord: cielo sereno salvo qualche nebbia al Nordovest. Al centro: coperto su Abruzzo e Molise, sole altrove. Al sud: ultime piogge in Puglia e Basilicata, temporali in Calabria e Sicilia orientale. Giovedì 19. Al nord: possibile nebbia fitta in pianura. Al centro: bel tempo prevalente. Al sud: ultime piogge in Sicilia. Venerdì 20. Al nord: mattinata piovosa su Est Lombardia, basso Veneto ed Emilia Romagna. Al centro: peggiora su tutte le regioni con piogge, vento e neve. Al sud: peggiora fortemente dal pomeriggio. Weekend con sole al Centro-Nord, freddo, vento e maltempo su Calabria e Sicilia.
INSERITO DA ANGELA CECERE Coronavirus, tutte le principali notizie dall'Italia e dal mondo in diretta: in Germania boom di casi, mentre la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, difende il criterio dei 21 indicatori per le chiusure e le riaperture nelle singole Regioni. Ore 9.40 Galli: «Terapie intensive al collasso, più morti che guariti» I decessi per Covid-19 in Italia non si fermano e, «per quanto riguarda i morti, ne vedremo anche altri. Questa cosa soltanto a dirla mi dà angoscia, ma ne vedremo ancora perché i processi sono in cammino: le infezioni che sono già avvenute fatalmente producono anche questo. Siamo pericolosamente vicini alla fatidica soglia dei 4mila pazienti in rianimazione». Lo ha detto Massimo Galli, ordinario di Malattie infettive alla università Statale di Milano e direttore Malattie infettive dell'ospedale Sacco, ospite di 'Agorà' su Rai 3. «Se le rianimazioni si svuotano, se hanno un ricambio, purtroppo lo hanno più con i decessi che con le dimissioni». Ore 9.15 Galli: «La curva dei contagi rallenta» «La curva dei contagi forse sta rallentando. Non basta il dato di ieri per poter stabilire una tendenza, ma i dati complessivamente fanno presumere una flessione. O almeno che si stia raggiungendo un plateau. Se fosse davvero così vorrebbe dire che abbiamo i primi risultati, che si affermano con una certa lentezza, dei provvedimenti che sono stati presi e forse della capacità di molti italiani di mettesi autonomamente in sicurezza». Lo ha detto Massimo Galli, ordinario di Malattie infettive all'università statale di Milano e direttore Malattie infettive dell'ospedale Sacco, ospite alla trasmissione 'Agorà' su Rai 3. Ore 9.00 Germania, boom di nuovi casi e decessi La Germania segnala 17.561 nuovi casi di coronavirus e altri 305 decessi dopo i 14.419 contagi registrati ieri con 267 morti. I dati aggiornati dell'Istituto Robert Koch parlano di un totale di 833.307 casi dall'inizio dell'emergenza sanitaria e 13.119 vittime. Sono invece circa 546.500 le persone guarite. Ore 8.40 Sandra Zampa difende i 21 criteri «Il criterio dei 21 indicatori» che regolano chiusure e riaperture delle regioni in base al rischio di Covid-19 «è in essere da aprile. È un metodo di lavoro comune di cui hanno fatto parte anche le Regioni e che va avanti da molti, molti mesi. Comprendo che da parte dei presidenti delle Regioni si chiedano confronti, dialoghi, colloqui», e su questo «io credo non ci sia alcuna indisponibilità da parte di nessuno. Neanche del Comitato tecnico scientifico», che «non ha mai detto un solo no a un'audizione, a un confronto che sicuramente troverà una porta aperta». Lo ha sottolineato la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, intervenuta ad 'Agorà' su Rai 3. «I 21 criteri - ha ricordato inoltre Zampa - sono stati decisi nella Cabina di regia. Non è il Cts che ha messo a punto quel sistema, che è molto raffinato». Ore 8.00 Corea del Sud in piena seconda ondata Continuano ad aumentare i nuovi casi di coronavirus in Corea del Sud e per il quinto giorno consecutivo ne sono stati registrati oltre 200 in 24 ore. Lo riporta il Guardian. L'ultimo dato, 313, è il più alto dallo scorso agosto. Di questi 245 sono casi di trasmissione locale, 68 importati. Il governo di Seul ha deciso di inasprire le misure anti-Covid più rigide nell'area della capitale dove vive la metà dei 52 milioni di abitanti della Corea. Il numero totale dei casi di coronavirus nel Paese è arrivato a 29.311 e 496 vittime. Ore 7.40 Australia, mini lockdown locale di sei giorni Il premier dell'Australia meridionale ha annunciato l'imposizione di un lockdown di sei giorni per contenere la diffusione del coronavirus dopo la scoperta di un focolaio in un hotel. Lo riporta il Guardian. L'Australia in generale è riuscita a gestire la pandemia di Covid-19 meglio di quasi tutti i Paesi al mondo con meno di 28.000 casi totali e poco più di 900 vittime. Nel sud, dopo oltre sette giorni senza un caso di trasmissione locale, sono stati registrati 20 contagiati ad Adelaide dove altre 4.000 persone sono state costrette a mettersi in isolamento. Per questo il premier Steven Marshall ha annunciato le nuove misure e altri stati dell'Australia hanno chiuso i confini al sud. Il lockdown, che partirà dalla mezzanotte di oggi, sarà mini nella durata ma abbastanza rigido. Chiuderanno tutte le università e le scuole tranne per i bambini con disabilità e i figli di lavoratori essenziali; stop a bar, ristoranti, pub, locali e anche al cibo da asporto; in ospedale si potrà andare solo per chemioterapie o altre cure per il cancro e per interventi urgenti; divieto di sport all'aperto, attività molto praticata in tutta l'Australia soprattutto adesso che è estate. E naturalmente fermi tutti i viaggi all'interno della regione.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ravenna, Lutto nel volley ravennate. È morto ieri sera per un infarto mentre si trovava in casa con la famiglia Tommaso Sintini , ex pallavolista e stimato veterinario alla Clinica San Gaetanino di Ravenna. Aveva 44 anni (era nato nel 1976), fratello maggiore di Giacomo ‘Jack’ e di Mattia, dopo tutta la trafila nel settore giovanile del Ravenna , aveva poi iniziato il suo percorso nei grandi in B1 a Lugo (dal ‘97 al 2003), poi al Porto Ravenna in B1 e quindi in 4 anni alla Zinella Bologna sempre fra i cadetti, prima di chiudere a San Lazzaro di Savena in B2, ma poi si era dedicato con grande passione ed entusiasmo alla professione di veterinario . Oggi era una delle colonne, insieme alla moglie Ambra, della clinica veterinaria San Gaetanino a Ravenna . Anche il Porto Robur Costa 2030 si unisce nel dolore per la scomparsa di Sintini. IL RESTO DEL CARLINO
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Nella serata di ieri, i carabinieri, al termine di uno specifico servizio antidroga, hanno arrestato un 19enne residente in via del Sommergibile ad Ostia. I militari, che avevano notato un insolito andirivieni di persone, molte delle quali note assuntrici di sostanze stupefacenti, dall'abitazione del giovane, hanno atteso il momento propizio per poter fare irruzione nell'appartamento e perquisirlo. L'attività d'indagine non ha inizialmente dato alcun frutto ma i militari, notando il nervosismo del padrone di casa ed avendo rinvenuto un sistema di videosorveglianza che consentiva il monitoraggio degli accessi all'appartamento, si sono convinti che lo stesso occultasse effettivamente qualcosa. Alla fine i carabinieri hanno notato una lieve anomalia presente nel portone d'ingresso dell'appartamento: delle sottili linee presenti nella scocca metallica vicino alla serratura. Con l'ausilio di alcuni attrezzi i militari hanno scoperto una «tasca metallica» ingegnosamente ricavata nella porta e tenuta chiusa da un sistema di bloccaggio costituito da calamite che serrava in vano. All'interno dello stipo così ricavato, i carabinieri hanno rinvenuto 7 involucri contenenti circa 60 grammi di sostanze stupefacenti, in particolare, oltre 50 grammi di cocaina ed una più modesta quantità di hashish, nonchè - all'interno di una busta di cellophane - la somma contante di quasi 1. 000 euro, provento dell'attività illecita. La droga ed il denaro contante sono stati sequestrati, mentre il pusher è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. LEGGO.IT