Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

news italia e dal mondo

NEWS ITALIA E DAL MONDO L'arretramento della ferrovia, per Cgil e Cisl di Pesaro è una "opportunità da non sprecare". 

22 Gennaio 2022, 11:25am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'arretramento della ferrovia, per Cgil e Cisl di Pesaro è una "opportunità da non sprecare". 

L’ipotesi è stata lanciata nei giorni scorsi durante gli stati generali di Pesaro, e ben accolta anche dal comune di Fano. 

"Già in precedenza quando ci confrontammo sul progetto “PESARO 2030” abbiamo espresso la nostra soddisfazione sull’ipotesi che il percorso ferrato potesse avere un tratto diverso all’attuale liberando così spazio sulla costa e nella città, allocando in una posizione più arretrata e interna il sedime ferroviario al fine di consentire un migliore sviluppo socio- economico del territorio – fanno sapere Roberto Rossini, segretario Cgil e Maurizio Andreolini, segretario Cisl Pesaro –
Questo ci avrebbe dunque permesso di dare respiro alla città ed al suo lungomare e poter avere un hub per il trasporto merci cruciale per tutta la provincia. La scelta del Governo Centrale di prevedere lo stanziamento di 5 mld di euro per il potenziamento della tratta ferroviaria Bologna – Taranto ed individuare, tra gli interventi, l’arretramento del tracciato per la città di Pesaro, è un bel risultato che dovremmo riuscire a mettere a frutto nella maniera migliore possibile anche dal punto di vista occupazionale".

Per Cgil e Cisl "tre a nostro parere sono i principali elementi su cui dovremmo lavorare fin da subito affinché questa opportunità unica ci dia il massimo risultato per i prossimi decenni. Il primo riguarda la possibilità di realizzare un punto intermodale la dove sorgerà la nuova stazione. Questa infrastruttura può senza dubbio dare un aiuto a tutte le imprese del territorio che oggi non hanno la possibilità di sfruttare il trasporto su rotaia e che magari, grazie a questa nuova infrastruttura, potrebbero usufruire più agevolmente anche del porto di Ancona.

 

 

 

Il secondo riguarda il tracciato. A nostro parere sarebbe importate che si potesse lavorare, con la direzione di Ferrovie, in un’ottica di condivisione tra tutte le Amministrazioni locali della costa per estendere l’arretramento, se non fino ad Ancona, almeno lungo tutto il tratto costiero della nostra Provincia.
Il terzo: cosa fare del vecchio tracciato. Da quello che abbiamo appreso sabato pomeriggio il vecchio tracciato potrebbe divenire un percorso “verde” non meglio codificato.

CGIL e CISL a questo proposito guardano con ammirazione alla soluzione Romagna dove è stato fatto un eccellente lavoro in termini di metropolitana di superficie. Ci piace sognare anche in provincia di Pesaro Urbino e non solo, una metropolitana di superficie che possa collegare velocemente da nord a sud l’intera fascia costiera pesarese.

Non solo, questa soluzione andrebbe senza dubbio nel verso di una mobilità sostenibile a bassissimo impatto ambientale. Sarà necessario a nostro parere fare un adeguato approfondimento, anche tecnico, sulla fattività di tale infrastruttura".

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO WEEKEND, impulso Freddo dai Balcani con NEVE fino in Collina. Previsioni per Sabato e Domenica

22 Gennaio 2022, 09:54am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Previsioni meteo per il weekend
 

INSERITO DA EMANUEL ZUPPARDO Il clima tiepido e soleggiato, tutt'altro che invernale, di questa prima parte di gennaio ha ormai le ore contate: nel corso del weekend transiterà sull'Italia un impulso freddo in arrivo dai Balcani che potrebbe addirittura portare la neve con fiocchi fino in collina (e attenzione perché potrebbero esserci ulteriori sorprese).
L'aggiornamento è appena arrivato e ha confermato le previsioni meteo del Centro Europeo per il fine settimana di sabato 22 e domenica 23 gennaio: insomma, l'inverno tornerà ad alzare la voce.

Gli effetti li sentiremo già dalla giornata di sabato 22 gennaio quando il fronte freddo, pilotato da una vasta depressione ricolma di aria gelida, irromperà sul nostro Paese, a partire dalle regioni adriatiche, causando un vero e proprio crollo delle temperature.
Attenzione perché potrebbe venirsi a creare il temuto effetto ASE (Adriatic Snow Effect): si tratta di una particolare configurazione metereologica che si genera quando aria decisamente fredda scende verso i Balcani, formando una bassa pressione nei pressi del mar Ionio, con i venti gelidi da est/nordest che scavalcano le Alpi Dinariche, tra Croazia e Bosnia Erzegovina e che scorrono sul mar Adriatico. ASE: Adriatic Snow Effect. Rischio di nevicate a bassissima quota su regioni adriatiche
Questi venti freddi e secchi scorrono sulla superficie marina, sollevando in maniera brusca l'aria più "tiepida" presente sull’acqua: tale meccanismo produce la genesi di nubi cumuliformi (come quelli che vediamo in estate con i temporali) le quali, a gran velocità, si spingono verso le nostre coste, in particolare quelle adriatiche, provocando improvvise bufere di neve fin sulle zone costiere (se le temperature lo permettono).

Ed è proprio quello che ci aspettiamo nel corso di sabato 22 quando non escludiamo la possibilità di neve fino a quote bassissime sui settori adriatici del Centro-Sud. Non escludiamo il rischio di locali fioccate su Molise, Puglia in possibile estensione poi anche alla Basilicata.

Domenica 23 l'alta pressione dovrebbe tornare a guadagnare maggiore spazio sul nostro Paese e, salvo per ultime precipitazioni al Sud (nevose fino a quote collinari su Puglia e Calabria), il sole potrebbe tornare ad affacciarsi sulla maggior parte delle regioni, anche se le temperature si manterranno piuttosto basse, specie di notte e al primo mattino, con valori ben al di sotto dello zero con la possibilità di estese gelate in molte città del Centro-Nord.
Da segnalare, infine, il rischio di nebbie sulla Pianura Padana e la possibilità di nubi basse tra Liguria e alta Toscana. FONTE IL METEO.IT

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO Vaccini, operazione over 50: effetto obbligo e super Green pass, in una settimana +28% di prime dosi

21 Gennaio 2022, 09:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Vaccini, operazione over 50: effetto obbligo e super Green pass, in una settimana +28% di prime dosi

INSERITO DA ANGELA CECERE Le prime dosi prendono il volo. È l’effetto tangibile della politica “dell’esclusione sociale” dei non vaccinati portata avanti dal governo. A fare da propellente per la corsa all’iniezione, soprattutto l’obbligo vaccinale per gli over 50: secondo il report della Fondazione Gimbe, nella settimana tra il 12 e il 18 gennaio in questa fascia anagrafica i nuovi vaccinati sono stati 128.966, +28,1% rispetto alla settimana precedente. Nello stesso arco di tempo i nuovi vaccinati sono stati 510.742 rispetto ai 496.969 della settimana precedente (+2,8%) e sono stabili le nuove vaccinazioni nella fascia 5-11 anni (pari a 240.920), che rappresentano quasi la metà delle prime dosi. BOOM DI VITTIME. Luci e ombre, nei dati settimanali. Frena l’incremento dei casi di Covid, che negli ultimi 7 giorni è stato solo del 3%, e l’occupazione delle terapie intensive è calata in sette regioni. Di contro, però, nello stesso arco di tempo i decessi sono aumentati del 49,7%. Il numero quotidiano dei decessi è da giorni sopra i 300, con un picco martedì scorso: 434 morti in 24 ore, un numero che in Italia non si registrava dal 14 aprile dell’anno scorso. Anche ieri il numero è stato molto alto: 385 vittime. Secondo il presidente Gimbe Nino Cartabellotta «i decessi aumentano perché si verificano circa tre settimane dopo il contagio, ma siamo quasi al picco e la prossima settimana dovremmo vedere un calo». IL BOLLETTINO. Il report giornaliero del ministero della Salute indica una lieve diminuzione dei nuovi contagi, pari a 188.797 nelle ultime 24 ore rispetto ai 192.320 del giorno prima. Il tasso di positività è al 17%, in lieve aumento, su un totale di 1.110.266 tamponi effettuati. Rispetto alle ospedalizzazioni, sono 1698 i pazienti in terapia intensiva, 10 in più nel saldo tra entrate e uscite, ed i ricoverati nei reparti ordinari sono 19.659 (+159). IL NUOVO DPCM. La stretta sui non vaccinati non allenta. Draghi firmerà oggi la lista dei negozi dove non sarà obbligatorio avere il green pass dal 1° febbraio. Pochi: alimentari, farmacie, parafarmacie, ottici, edicole all’aperto. Servirà il certificato base per accedere a uffici, poste, banche, e perfino dal tabaccaio.

 LEGGO

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO Focolaio tra i medici, la terapia intensiva chiude per Covid

21 Gennaio 2022, 09:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Focolaio tra i medici, la terapia intensiva chiude per Covid

INSERITO DA ANGELA CECERE Reparto di terapia intensiva per pazienti Covid chiuso per Covid. È successo all'ospedale Vittorio Emanuele di Gela, in provincia di Caltanissetta: il focolaio ha coinvolto il personale sanitario ed è stato necessario chiudere il reparto. Tre medici su cinque, compreso il primario, due infermieri e un operatore socio sanitario sono infatti risultati positivi e si trovano adesso in quarantena. Ieri pomeriggio i sette pazienti che erano ricoverati nel reparto sono stati trasferiti all'ospedale Sant'Elia di Caltanissetta dalla centrale operativa del 118, tramite ambulanze e l'elisoccorso di Palermo attrezzato per il trasporto di pazienti Covid. Con i sette nuovi arrivi al Sant'Elia di Caltanissetta i pazienti della terapia intensiva Covid sono saliti così da 2 a 9. Per far fronte all'emergenza, il primario del reparto Giancarlo Foresta ha allestito la terapia intensiva nel blocco operatorio dell'ospedale, già utilizzato a questo scopo a inizio pandemia.

LEGGO

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO Mezza Italia rischia l’arancione. Le Regioni unite: «Via i colori». Da oggi Green Pass anche da parrucchieri ed estetisti Prima intensa con il ministero della Salute. Da oggi green pass anche per il parrucchiere

20 Gennaio 2022, 10:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Mezza Italia rischia l’arancione. Le Regioni unite: «Via i colori». Da oggi Green Pass anche da parrucchieri ed estetisti Prima intensa con il ministero della Salute. Da oggi green pass anche per il parrucchiere

INSERITO DA ANGELA CECERE Il picco di Omicron è in vista, ma prima di scollinare, con gli attuali indici mezza Italia rischia di finire in arancione. O peggio: la Valle d’Aosta vede già rosso. Di fronte al rischio di ulteriori restrizioni sui loro territori, i governatori fanno fronte unito contro regole disegnate quando pandemia e vaccinazioni erano in tutt’altra fase e spingono affinché Palazzo Chigi allenti la presa. Le Regioni hanno formalizzato le loro richieste ieri pomeriggio al tavolo con i tecnici del ministero della Salute, tra cui il direttore generale della prevenzione Giovanni Rezza e il coordinatore del Cts Franco Locatelli: modificare significativamente il sistema delle fasce di colori valutando i casi Covid soltanto tra i pazienti ricoverati che hanno sviluppato la malattia e, dunque, senza includere gli asintomatici ricoverati per altre patologie. Richieste che il governo sta prendendo in considerazione. Scartata invece l’ipotesi di ridurre a 5 giorni le quarantene per i positivi sintomatici: ad oggi mancano ancora le evidenze scientifiche. REGIONI A RISCHIO. Con le attuali regole, in base all’occupazione dei letti già da lunedì 24 quattro regioni rischiano l’arancione: Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Sicilia hanno già superato le soglie del 20% in terapia intensiva e del 30% in area medica. Ma molte altre regioni sono a un soffio dal cambio di colore, perché uno dei due valori ha superato il limite e l’altro ci è vicino: Calabria, Marche, Liguria, Provincia di Trento. Il Lazio è oltre il limite per le terapie intensive (22%), ma si salva per un punto nell’area medica (29%). Viceversa in Lombardia: salva per le intensive (15%) ma con ricoveri in area medica al 35%. IL BOLLETTINO. Intanto il numero delle vittime resta alto: 380 morti in 24 ore. I nuovi casi sono 192.320, in calo rispetto al giorno prima ma con un tasso di positività che torna a salire: da 15,4% a 16,3%. Crescono i ricoveri in area medica (+52) ma diminuiscono le intensive (-27). GREEN PASS. La stretta sui No vax non si allenta. Scatta da oggi l’obbligo di green pass base (che si ottiene con tampone) per andare dal parrucchiere o nei centri estetici. E oggi è atteso il dpcm con la lista - corta - dei negozi in cui dal 1° febbraio si potrà entrare senza green pass: alimentari, farmacie, edicole all’aperto e poco altro. Ma non, ad esempio, le tabaccherie.

 LEGGO

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO Scuola, Bianchi: «In presenza 9 classi su 10». I presidi: «Dati irreali, siamo al caos» Il ministro difende la riapertura: "I contagi sono avvenuti durante le feste di Natale"

20 Gennaio 2022, 10:00am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Scuola, Bianchi: «In presenza 9 classi su 10». I presidi: «Dati irreali, siamo al caos» Il ministro difende la riapertura: "I contagi sono avvenuti durante le feste di Natale"

INSERITO DA ANGELA CECERE Nei primi 10 giorni di scuola, 9 classi su dieci sono state in presenza. Il dato arriva direttamente dal ministro all’istruzione Bianchi intervenuto ieri in commissione cultura alla Camera per dare una fotografia della situazione nelle scuole: l’80,3% delle classi sono state totalmente in presenza, il 13,1% delle classi medie e superiori hanno avuto la didattica digitale integrata con una parte dei compagni a casa e il 6,6% delle classi è interamente in dad. Complessivamente gli alunni che hanno seguito le lezioni in presenza sono l’88,4% del totale. La scuola in presenza va, secondo Bianchi: «Avevamo fatto una simulazione con una previsione di un raddoppio dei contagiati, ma il dato reale è molto più basso. Il dato che noi abbiamo è che il contagio è avvenuto durante le feste di Natale. Non faccio polemiche, però ho sentito in questi giorni stime che non avevano base numeriche». Il riferimento va ai sindacati della scuola che hanno lanciato l’allarme sulla ripresa in presenza, stimando la possibilità di arrivare al 50% o 70% di classi con la didattica digitale, vale a dire con un compagno collegato online. «Le nostre stime erano diverse in quanto basate sulle continue e costanti comunicazioni dei nostri iscritti in tutto il Paese – ha replicato Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi - segnalavano l’infittirsi dei casi di contagio. Chiediamo che, da ora in avanti, il ministero pubblichi con cadenza settimanale tutte le statistiche necessarie ad avere contezza del quadro generale». Anche secondo l’Associazione nazionale insegnanti i dati del ministero «sono sottostimati». «A noi le classi in didattica digitale sembrano molte di più – spiega il presidente dell’Anief Marcello Pacifico - la scuola è nel caos». Tra i vari aggiornamenti, il ministro ha chiarito che il personale scolastico sospeso, perché senza vaccino, è lo 0,9%, mentre i vaccinati con seconda dose sono il 95,8% e con la dose booster il 48%.

LEGGO

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO Viareggio: si barrica in casa e spara, evacuata una scuola

19 Gennaio 2022, 17:56pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Cairo, scontro tra camion Vigili del fuoco e mezzo raccolta rifiuti: grave  un pompiere - L'Unione Monregalese

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un 44enne noto per i suoi problemi psichiatrici ha fatto esplodere alcuni colpi di pistola, colpendo un agente. Ora è chiuso in casa con il padre. Un uomo di 44 anni si è barricato in casa e ha iniziato a sparare. È successo oggi intorno alle 13 a Torre del Lago, frazione di Viareggio (Lucca). L'uomo si è rifiutato di aprire ai vigili urbani che si erano recati presso la sua abitazione per l'applicazione di un tso, trattamento sanitario obbligatorio. Mentre i vigili del fuoco, chiamati apposta, stavano aprendo la porta, il 44enne ha esploso due colpi di pistola attraverso la porta. Uno dei due colpi ha raggiunto un vigile del fuoco, ma senza ferirlo. Il proiettile, avendo perso forza oltrepassando la porta, è rimbalzato sul corpo del vigile del fuoco senza ferirlo. Il pompiere si è recato in ospedale per accertamenti. Secondo quanto si è appreso il vigile del fuoco è in buone condizioni: ha riportato una contusione al costato. Al momento il 44enne è ancora barricato in casa con il padre. La situazione è gestita dalla polizia di Stato. Nessun colpo è stato sparato dalla finestra, ha fatto sapere la questura. Per precauzione una scuola materna nelle vicinanze è stata evacuata. Fonte Adnkronos

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO Morto Lorenzo Castellano, autore televisivo del Grande Fratello e Domenica In: stroncato da un linfoma a 58 anni

19 Gennaio 2022, 17:47pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Morto Lorenzo Castellano, autore televisivo del Grande Fratello e Domenica In: stroncato da un linfoma a 58 anni

INSERITO DA PASQUALE GRECO E MICHELE PAPPACODA

È morto a Roma l’autore e regista televisivo Lorenzo Castellano. Come riportato dal Messaggero, mesi fa gli era stato diagnosticato un linfoma. I funerali si sono svolti nella mattinata di oggi 19 gennaio presso la chiesa di Sant’Agnese, nel centro di Roma.

Nato a Roma il 19 febbraio del 1963, suo padre era Franco Castellano, il regista e sceneggiatore morto nel 1999 che con Giuseppe Moccia (scomparso nel 2006) formò la coppia di autori nota come Castellano e Pipolo. Tra i primi a rendergli omaggio sui social, un altro figlio d’arte, lo scrittore, sceneggiatore e regista Federico Moccia, figlio di ‘Pipolo’: “Lorenzo Castellano mi aiutava ogni tanto a giocare a scacchi, a cercare di migliorare ma sorrideva vedendo che era un tentativo piuttosto inutile”, ha scritto in un toccante post. Poi ha aggiunto: “Lui però lo faceva con affetto, simpatia e soprattutto pazienza e tranquillità, le sue doti più speciali. Con lui ho diviso mille avventure, le prime trasferte della Lazio con i nostri genitori, e poi tanti bei progetti insieme compreso il grande successo di Quelli del College. Ci ha salutato con quella sua stessa serenità che lo contraddistingueva dai molti“.

Castellano, 58 anni, ha firmato programmi di successo come il Grande Fratello, Domenica In e La Talpa. Durante la sua carriera ha lavorato, tra gli altri, al fianco di Pippo Baudo, Giancarlo Magalli, Teo Mammucari, Lorella Cuccarini e Tiberio Timperi. Grande appassionato di scacchi, è stato anche presidente dell’Accademia Scacchistica Romana dal giugno 2017 al maggio 2019 e poi vice presidente. La stessa Federazione, infatti, lo ha voluto ricordare con un tweet: “Addio a Lorenzo Castellano, vicepresidente del Comitato regionale del Lazio della Federazione Scacchista Italiana oltre che conosciuto e apprezzato regista e autore televisivo”.

Castellano, 58 anni, ha firmato programmi di successo come il Grande Fratello, Domenica In e La Talpa. Durante la sua carriera ha lavorato, tra gli altri, al fianco di Pippo Baudo, Giancarlo Magalli, Teo Mammucari, Lorella Cuccarini e Tiberio Timperi. Grande appassionato di scacchi, è stato anche presidente dell’Accademia Scacchistica Romana dal giugno 2017 al maggio 2019 e poi vice presidente. La stessa Federazione, infatti, lo ha voluto ricordare con un tweet: “Addio a Lorenzo Castellano, vicepresidente del Comitato regionale del Lazio della Federazione Scacchista Italiana oltre che conosciuto e apprezzato regista e autore televisivo”.

IL FATTO QUOTIDIANO

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO Omicron, ottimismo Oms dopo i dati dalla Gran Bretagna: «La fine della pandemia è sempre più vicina»

19 Gennaio 2022, 09:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Omicron, ottimismo Oms dopo i dati dalla Gran Bretagna: «La fine della pandemia è sempre più vicina»

INSERITO DA ANGELA CECERE La fine della pandemia è sempre più vicina. I dati più confortanti arrivano dalla Gran Bretagna, dove i contagi Omicron sono in calo: per questo potrebbe diventare il primo Paese ad entrare in una fase endemica di convivenza con il virus. «Guardando le cose dal punto di vista del Regno Unito, sembra che ci sia luce in fondo al tunnel dell'emergenza coronavirus», ha detto David Nabarro, emissario speciale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) per il dossier Covid. A Londra già negli ultimi giorni si ipotizza che la Gran Bretagna possa uscire prima di tutti dalla pandemia per poi entrare in una fase di gestione dei contagi. Questo perché il picco di Omicron sembra alle spalle, un obiettivo che presto potrebbe essere raggiunto anche in Italia dove i nuovi positivi sono in calo (o in fase stazionaria, il cosiddetto plateau) da diversi giorni. Nabarro manifesta tuttavia cautela sull'ipotizzata revoca delle residue restrizioni da parte del governo di Boris Johnson a partire dal 26 gennaio ed evoca un percorso «ancora accidentato per arrivare alla fine» vera e propria della pandemia. Gli ultimi dati britannici «ci offrono basi per sperare» che il trend dei contagi possa essere ora in calo, sottolinea, ma sarebbe «prematuro promettere la fine delle restrizioni a una data prestabilita». In Italia picco superato? Sileri: poi allentamento misure Anche in Italia, con i dati in calo, si torna a parlare di allenamento delle restrizioni e di picco alle spalle: «Omicron corre di più ma è meno grave nella popolazione vaccinata. Verosimilmente abbiamo toccato il picco e assisteremo a breve a una decrescita dei casi e questo consentirà di rivedere le misure - ha detto il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri - Dobbiamo prendere ciò che facciamo con le misure per ridurre il rischio dei contagi non come qualcosa di fisso e infinito, ma modulabile in base alla situazione che ci pone virus. Per questo tutte regole che stiamo mettendo, in un tempo relativamente breve, potranno essere modificate di nuovo per allentare la presa». Francia: ottimisti su fine pandemia Il portavoce del governo francese si mostra ottimista sul calo della pandemia di coronavirus. Ci sono dei «motivi per essere ottimisti», dice Gabriel Attal, in diretta su CNews. «Vediamo che la variante Delta è davvero arretrata, che la circolazione tende a rallentare e che nelle regioni in cui l'ondata Omicron è iniziata prima, in particolare, nell'Ile-de-France (la regione di Parigi), c'è quello che sembra essere l'inizio di un calo dell'epidemia. Penso che oggi ci siano motivi per essere ottimisti», ha proseguito, basandosi «sulle dichiarazioni di un certo numero di esperti»   «Vediamo che nei nostri servizi di rianimazione la situazione si è stabilizzata, la tensione non aumenta più, adesso bisogna ovviamente restare vigili e proseguire i nostri sforzi», ha concluso, dicendosi «sempre prudente su queste questioni». Oggi, anche il giornale Libération, apre con un titolo molto positivo e rassicurante per il futuro: «Covid: speranza all'orizzonte. Malgrado ospedali ancora sotto tensione, il tasso di incidenza tende ancora a calare in numerose regioni e il numero di pazienti in terapia intensiva sembra stabilizzarsi. Un miglioramento dovuto alla minore pericolosità di Omicron e alla vaccinazione».

LEGGO

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO Acquedotto Lucano: la cricca di potere che non vuole mollare la presa

19 Gennaio 2022, 09:56am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Sede Acquedotto Lucano

INSERITO DA MORENA MOTTA Gli attacchi contro il nuovo Amministratore unico nascondono vecchi appetiti di chi non si sazia mai. E i cittadini pagano 

Una delle cricche di potere legata a sistemi più ampi di dominio economici e politici è Acquedotto Lucano Spa. Abbiamo già informato i nostri lettori, attraverso inchieste e articoli, circa le ambiguità, le anomalie, le “marachelle” di questa Società a carattere “privatistico”, ma praticamente pubblica, interamente partecipata dai Comuni, e dalla Regione Basilicata che sborsa continuamente risorse (pubbliche) per mantenere una struttura che fa acqua da tutte le parti.

Ebbene che cosa sta accadendo in questi ultimi mesi? Abbiamo notato che certa stampa è occupata ad attaccare continuamente il nuovo Amministratore unico, di recente nomina, che arriva dall’Emilia Romagna con lo scopo di risanare a tutti i livelli quella specie di mucca da latte a disposizione dei vari tizio, caio e sempronio del potere “lucanico”. Non spetta a noi difendere l’Amministratore Unico, vedremo di cosa sarà capace. Qui ci interessa raccontare fatti e retroscena di una vicenda che continua a danneggiare i cittadini.

Il nuovo amministratore, appena arrivato l’estate scorsa, si sarebbe subito reso conto del disastro della Società attraverso l’analisi dei conti e la misura del livello di alcuni dirigenti e quadri aziendali. Una specie di disastro che su questo giornale abbiamo in più circostanze raccontato, Sarebbe ridondante, ma lo ricordiamo ugualmente: Crediti prescritti, perdite idriche, reti colabrodo, sistema informatico obsoleto, depuratori in tilt, il giochetto del Cucù, la drammatica situazione a Pomarico, le premialità discutibili, ecc.

Di fronte a questo disastro l’Amministratore Unico, che in un altro nostro articolo abbiamo definito il Salvatore, avrebbe fatto ricorso a una delle poche armi che aveva a disposizione per mettere ordine in qualche settore appellandosi alle competenze necessarie: le consulenze esterne. Consulenze richieste in aree strategiche della Società, quelle che si sono rivelate un mezzo disastro.

Area tecnica/perdite idriche, progetti finanziati e Pnrr.  E che poteva fare l’amministratore unico di fronte al sistema idrico regionale che perde il 60% dell’acqua immessa, ai depuratori in condizione di in infrazione europea e progetti fermi da tempo, letture mai fatte, prescrizione dei crediti, misuratori obsoleti, disservizi sul Frida e sindaci arrabbiati per la mancanza di acqua per giorni interi, e così via? L’Amministratore unico, affidando la consulenza a una prestigiosa Società di livello internazionale, ha di fatto commissariato la direzione tecnica ed il suo dirigente e riteniamo che non avesse altra scelta date le drammatiche condizioni. Questa consulenza sarebbe della durata di 3 anni per un costo complessivo di 100mila euro. La consulenza é stata anche attivata per supportare l’area tecnica e per riuscire a produrre in tempi strettissimi un progetto da almeno 50 milioni di euro tra i cui costi vi sono anche quelli della stessa consulenza. Un progetto importante per superare il gap tecnologico che separa le gestioni idriche del sud da quelle più evolute del nord.

Area amministrativa contabile/commerciale, sistemi informativi e sicurezza dati. Anche in questo caso proviamo ad immaginare le ragioni dell’Amministratore Unico. Questa consulenza sarebbe legata al problema dell’avvio del nuovo sistema informativo. Il progetto di migrazione dei dati nel nuovo software, iniziato nel 2015, doveva essere concluso entro un anno. Tuttavia a quattro mesi dalla sua installazione (15 settembre 2021) e con un ritardo di ben sei anni il sistema non risulta ancora funzionante. Ci sarebbero migliaia di pratiche ferme che giacciono nel sistema. A causa di questo malfunzionamento si sarebbe bloccata completamente l’attività di recupero crediti che garantiva notevoli flussi di cassa, in aggiunta non funzionerebbe pienamente il meccanismo di generazione delle fatture per consumi idrici. Di fatto ad oggi l’azienda sta vivendo una fortissima crisi di liquidità a causa del fallimento del nuovo sistema informativo. Insomma, l’Azienda sarebbe nuovamente in una grave crisi finanziaria. La crisi è di carattere finanziario per l’elevato debito di circa 70 milioni e per la presenza di crediti in misura maggiore ma non tutti esigibili. Tale crisi comporta tempi lunghi per i pagamenti dei fornitori con i quali i rapporti sono sempre tesi. Grave è l’effetto dell’aumento della bolletta elettrica che ha generato ulteriori problemi.

Un altro milione di euro sulle spalle dei cittadini. Per far fronte alle condizioni finanziarie e per assicurare quindi l’operatività dell’azienda si è fatto ricorso, qualche mese fa, ad un bando di gara tra operatori finanziari e bancari per verificare la migliore offerta di anticipazione di 13,6 milioni di euro. Si tratterebbe, in sostanza, di un anticipo sulle quote di versamenti regionali per il ristoro energetico previsto per il 2022. La gara è stata aggiudicata a una Società di factoring per un costo a carico di Aql, tra interessi e commissioni, di un milione di euro.

Quindi oltre a spendere un milione in più per gli interessi, che sarà a carico di noi contribuenti, Aql si fa anticipare un rimborso della Regione, previsto per dicembre 2022, nell’anno 2021, per effetto del disastro dei sistemi informativi. Di chi è la responsabilità di questo disastro? Dell’Amministratore Unico appena arrivato?

I soliti giochi di potere e le resistenze alla nomina del direttore generale. Il povero Amministratore unico ereditando, evidentemente, un disastro di proporzioni gigantesche, sta provando a tenere ai margini alcuni responsabili commissariandoli di fatto. Ed è qui il problema. Il sistema di potere politico-amministrativo che sarebbe responsabile di quanto accaduto all’Azienda in questi anni, oppone resistenza. Nominati dalla vecchia politica, esclusivamente sulla base di requisiti di fedeltà al sistema, non ci stanno. Ed ecco che si mette in moto la macchina dell’offensiva contro chi vorrebbe, almeno in apparenza, cambiare le cose.

Il nuovo amministratore unico avrebbe già selezionato un nuovo direttore generale sulla base, pare, di criteri oggettivi e di competenza. Nel frattempo qualcuno della vecchia cricca avrebbe provato, o starebbe provando, a fare accordi sottobanco per proporre un direttore generale alternativo. Si tratterebbe di un leghista, che garantirebbe la continuità col vecchio sistema di potere.

Insomma, a quanto pare qualcuno vorrebbe costringere l’amministratore unico a nominare un direttore generale gradito alla cricca che spera addirittura nelle dimissioni di questo amministratore lucano di Bologna che si sarebbe  messo in testa di sistemare tutte le faccende in Acquedotto Lucano Spa.

In effetti la torta è troppo grande, grazie anche ai nuovi fondi in arrivo, per lasciarla in mano a consulenti esterni e a un amministratore unico “fuori dagli schemi” e magari espressione di un’altra “cricca”. E già, perché in Basilicata le trasversalità nelle lotte di potere sono all’ordine del giorno.

Vedremo come andrà a finire anche questa storia nei prossimi giorni. Vedremo se le parole di Vito Bardi all’assemblea della Società svolta la settimana scorsa, troveranno riscontro nei fatti: “La prossima settimana sarà nominato il nuovo direttore generale dell’ente. Avverrà a completamento di una procedura di selezione innovativa e meritocratica.”

DI MICHELE FINIZIO BASILICATA24

Leggi i commenti