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news italia e dal mondo

NEWS ITALIA E DAL MONDO Covid, il 60% dei ricoverati ha ancora sintomi dopo due mesi dalle dimissioni dall'ospedale Lo studio condotto dal policlinico Sant'Orsola di Bologna ha riguardato cento pazienti

26 Gennaio 2022, 10:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Covid, il 60% dei ricoverati ha ancora sintomi dopo due mesi dalle dimissioni dall'ospedale Lo studio condotto dal policlinico Sant'Orsola di Bologna ha riguardato cento pazienti

INSERITO DA ANGELA CECERE Fatica a respirare, debolezza e tosse, ma anche dolore toracico, tachicardia, disturbi dell'equilibrio, nausea o febbricola. La ripresa da Covid-19 è tutt'altro che rapida per buona parte di chi si ammala delle forme più gravi anche dopo mesi dalla guarigione. Lo suggerisce uno studio condotto dal policlinico Sant'Orsola di Bologna, secondo il quale il 60%  dei pazienti ricoverati per Covid a due mesi dalle dimissioni dall'ospedale hanno ancora sintomi, percentuale che si riduce al 40% a 6 mesi ma che rimane comunque alta. I sintomi più frequenti sono appunto: fatica a respirare, debolezza e tosse, seguono dolore toracico, tachicardia, disturbi dell'equilibrio, nausea o febbricola. La ricerca 'Spontaneous evolution of Covid-19 lung sequelae: results from a double step follow up' è stata condotta dalla Pneumologia e Terapia Intensiva Respiratoria dell'Irccs Sant'Orsola diretta da Stefano Nava, ed è pubblicata sulla rivista Respiration. Lo studio ha riguardato cento pazienti dell'ambulatorio pneumologico specialistico Post Covid nella prima ondata della pandemia. Gli stessi - e questa è una particolarità - sono stati rivalutati a due e poi a sei mesi dalla dimissione mentre la maggior parte degli studi sul follow up ad oggi disponibili riguardano una sola valutazione. A due mesi sono stati eseguiti visita, prove di funzionalità respiratoria, test del cammino dei sei minuti, ecografia polmonare e radiografia del torace. A sei mesi dalla dimissione la valutazione ha incluso anche una Tc torace ad alta risoluzione, al fine di indagare l'evoluzione radiologica della polmonite da Covid-19. Per quanto riguarda le prove di funzionalità respiratoria, da due a sei mesi è stato riscontrato un miglioramento significativo della funzionalità polmonare con l'86% dei pazienti che mostra una spirometria nella norma a sei mesi dalla dimissione. Il test del cammino mostra che i pazienti che hanno avuto una polmonite interstiziale più severa a due mesi dalla dimissione percorrono distanze inferiori. Radiologicamente la maggior parte (64%) dei pazienti presenta, a due mesi dal ricovero, alterazioni all'RX torace. Tra i pazienti più gravi solo il 26% delle Tc a sei mesi sono completamente «ripulite».

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Tabaccai pronti allo sciopero per il Green Pass: «Abbasseremo le serrande se non ascoltati» Il presidente della Federazione Italiana Tabaccai, Giovanni Risso, chiede chiarezzaTabaccai pronti allo sciopero per il Green Pass: «Abbasseremo le serrande se non ascoltati»

25 Gennaio 2022, 10:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Tabaccai pronti allo sciopero per il Green Pass: «Abbasseremo le serrande se non ascoltati» Il presidente della Federazione Italiana Tabaccai, Giovanni Risso, chiede chiarezzaTabaccai pronti allo sciopero per il Green Pass: «Abbasseremo le serrande se non ascoltati»

INSERITO DA ANGELA CECERE La Federazione Italiana Tabaccai ha deciso di chiudere le serrande, in data da destinarsi, per protestare contro l'obbligo di controllo del Green pass. «Le tabaccherie hanno assicurato, pur nell'infuriare della pandemia, durante il lockdown, servizi essenziali per tutti i cittadini - spiega il presidente, Giovanni Risso -. Un impegno che ora viene disconosciuto. Il nostro lavoro deve essere tenuto in considerazione. Lo ribadiremo con determinazione al sottosegretario Costa che, ci auguriamo, comprenderà le nostre ragioni. Se così non fosse lo sciopero sarà inevitabile. Le tabaccherie abbasseranno le saracinesche». «Capiamo l'importanza del Green Pass come ostacolo al diffondersi dei contagi e, soprattutto, come stimolo alla vaccinazione anche per i più recalcitranti - ha proseguito Risso -. Non ne facciamo quindi una questione di principio ma di buonsenso». «Buonsenso, sì, perché in tabaccheria entrano 13 milioni di italiani al giorno non solo per comprare le sigarette ma, soprattutto, per pagare le bollette, ritirare un pacco o comprare i biglietti dei bus locali - ha sottolineato -. Clienti che già ora, con le regole attuali e date le ridotte dimensioni delle tabaccherie italiane, entrano uno alla volta, rispettando pazientemente il proprio turno. Come si può non immaginare il caos che l'obbligo di controllo del Green pass porterà? Come si può non vedere che piuttosto che fare la fila per acquistare un pacchetto di sigarette legali ci si rivolgerà al mercato clandestino, in mano a chi certamente non è interessato al possesso del Green Pass? Come si può - insiste il presidente - non tenere nella giusta considerazione il rischio cui si dovranno esporre i tabaccai uscendo dal bancone, spesso blindato per motivi di sicurezza?» 

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Covid, Figliuolo: «Omicron al plateau, ora inizia la discesa dei contagi»

25 Gennaio 2022, 10:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Covid, Figliuolo: «Omicron al plateau, ora inizia la discesa dei contagi»

INSERITO DA ANGELA CECERE «Ci sono buone notizie, siamo al plateau di Omicron, i casi ora inizieranno a calare». Si mostra moderatamente ottimista il generale Francesco Paolo Figliuolo, che ieri a Milano ha visitato alcuni centri vaccinali. Il commissario straordinario del Governo per l'emergenza Covid ha spiegato: «Speriamo che questo sia il trend consolidato. L'Oms dice che con Omicron può finire la pandemia in Europa? Me lo auguro, tutti saremmo contenti di andare verso una fase endemica». Accompagnato dal commissario regionale della Lombardia, Guido Bertolaso, Figliuolo ha visitato anche l'ospedale in Fiera a Milano, che ha riaperto per la terza volta in due anni: «Ci sono 25 persone in terapia intensiva, tutti non vaccinati». Bertolaso ha aggiunto: «Il vaccino non ci garantisce di non prendere Omicron, ma ci permette di non finire in terapia intensiva». Proprio riguardo ai vaccini, Figliuolo ha spiegato: «Siamo all'87% della popolazione totalmente vaccinata, l'Italia è diventata un modello internazionale». Sul fronte dei contagi, ieri sono stati comunicati 77.696 i nuovi casi e 352 i decessi. Il tasso di positività resta stabile intorno al 15% e questo confermerebbe di essere arrivati al plateau della variante Omicron. Proprio per questo, c'è ottimismo su un imminente calo dei contagi, mentre l'Italia ha superato il traguardo dei 10 milioni di positivi da inizio pandemia (un dato tra l'altro sottostimato, a causa dei pochi tamponi disponibili nella prima fase dell'emergenza). Gli attuali positivi nel nostro Paese sono 2.709.857, le vittime totali da febbraio 2020 sono invece 143.875. Nelle ultime 24 ore sono aumentati i ricoveri ordinari (sono 19.862, 235 in più rispetto al giorno precedente), mentre restano stabili le terapie intensive (con 1.685 pazienti ricoverati in tutta Italia).

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Per l'Oms Omicron segnerà la fine della pandemia da Covid-19 in Europa

24 Gennaio 2022, 19:00pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Omicron e Dad, i dubbi e la paura di non uscirne più

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La variante Omicron dovrebbe segnare la fine della pandemia da Covid-19 in Europa. Ad affermarlo il responsabile dell'Oms per l'Europa, Hans Kluge, che prevede un nuovo picco di casi entro marzo, con il 60% dei cittadini europei contagiati, prima della graduale fine. Infatti, la variante Omicron, a fronte di una contagiosità molto più elevata, presenta una patogenicità (sviluppo di forme gravi) molto inferiore alle varianti precedenti, come ad esempio la Delta. Una ricerca coordinata dall'Università di Cambridge ha rivelato la scarsa capacità della variante Omicron di fondersi all'interno delle cellule. «Fa bene l'Oms a definire plausibile la fine della pandemia in Europa. Questo potrebbe essere possibile grazie alla vaccinazione, alla minor patogenicità di Omicron e al termine dell'inverno. Se Omicron si confermasse dominante e duratura sarebbe una via verso la soluzione della pandemia, con una malattia diffusissima ma molto leggera, soprattutto negli immunizzati», ha detto Guido Forni, professore emerito di Immunologia all'Università di Torino e accademico dei Lincei, in una intervista a La Stampa. Nel frattempo, la corsa di Omicron preoccupa anche fuori dall'Europa: la Cina, determinata a portare avanti gli imminenti giochi invernali, è pronta a chiudere intere città anche per pochi casi, oppure a monitorare, con tamponi a tappeto, intere province. È quello che sta accadendo a Fengtai, uno dei 16 distretti della municipalità di Pechino, dove le autorità sanitarie hanno dato il via ad un controllo generalizzato, con un round di tamponi molecolare su tutto il territorio dopo la segnalazione di un nuovo cluster. Finora, sono 78 i casi di Covid-19 confermati dal 4 al 22 gennaio nell'ambito delle attività legate alle Olimpiadi invernali di Pechino 2022, secondo una nota del Comitato organizzatore, a meno di due settimane dall'apertura dei Giochi del 4 febbraio. IL VESCOVADO

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Super Green Pass in scadenza: cosa succederà ora per milioni di italiani?

24 Gennaio 2022, 11:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Super Green Pass in scadenza: cosa succederà ora per milioni di italiani?

INSERITO DA ANGELA CECERE Super Green Pass, per milioni di italiani si avvicina la scadenza: e cosa accadrà adesso? Chi ha ricevuto la terza dose di vaccino anti-Covid a settembre, potrebbe presto trovarsi senza il pass rinforzato ormai necessario per la vita quotidiana. Quale decisione prenderà il Governo? Ci sono differenti ipotesi sul tavolo dell'esecutivo, a palazzo Chigi è un tema caldissimo. SUPER GREENPASS IN SCADENZA: COSA SUCCEDE ORA Il nuovo decreto varato dal premier Draghi a fine dicembre, infatti, riduce da 9 a 6 mesi la validità del certificato verde. Ciò significa che centinaia di migliaia di fragili e ottantenni, che sono stati tra i primissimi a ricevere il booster dopo l'estate, gìà dal prossimo mese di marzo potrebbero restare senza il certificato verde. Un problema non da poco, anche per esibirlo sui luoghi di lavoro per gli ultracinquantenni. Al momento il governo non si è ancora espresso sulla questione e resta un mistero cosa accadrà. Dal ministero della Salute, secondo quanto riporta il Messaggero, fanno sapere che è in corso una valutazione. L'ipotesi è rivedere la durata del Green pass. Dopo i fragili, a trovarsi scoperti saranno medici e infermieri, poi i settantenni e i sessantenni. "La strada più semplice è prorogare sine die la certificazione verde per tutti coloro che hanno completato il ciclo vaccinale", propone l'assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D'Amato.

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NEWS ITALIA E DAL MONO Quarta dose offre tripla protezione contro i casi gravi: l'annuncio da Israele

24 Gennaio 2022, 10:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONO Quarta dose offre tripla protezione contro i casi gravi: l'annuncio da Israele

INSERITO DA ANGELA CECERE La quarta dose di vaccino per le persone over 60 offre una protezione tripla contro malattie gravi e una protezione doppia contro le infezioni nell'ondata attuale guidata dalla variante Omicron. Lo ha fatto sapere il ministero della Sanità israeliano, citato dai media, sulla base ad una «analisi iniziale» da parte di esperti di varie importanti istituzioni accademiche e sanitarie mettendo a confronto chi ha già ricevuto la quarta dose e chi ha avuto la terza almeno da quattro mesi. Ovvero - ha aggiunto - su circa 400.000 israeliani che hanno ricevuto il quarto vaccino (over60 e fragili) e 600.000 che hanno ricevuto tre dosi. 

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Anziano che voleva uscire nel primo lookdown Riascoltarlo oggi in questo video

23 Gennaio 2022, 15:41pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Lock down, così il centro di Bologna - FOTOGALLERY :: Segnalazione a Bolognadi Maria Pappacoda Riascoltarlo oggi in questo video e da brividi Ecco la storia di un signore anziano di Bologna Che voleva uscire Durante la pandemia

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Berlusconi di nuovo ricoverato al San Raffaele Ci sarebbero quindi anche motivi sanitari dietro la scelta di ritirarsi dalla corsa per il Quirinale

23 Gennaio 2022, 10:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Quirinale, la nota integrale di Berlusconi: Passo indietro per  responsabilità, ma avevo i numeri

INSERITO DA MIKI PAPPACODA A alcuni giorni Silvio Berlusconi si sarebbe sottoposto a controlli medici al San Raffaele di Milano, dove sarebbe arrivato già giovedì. Il fatto è stato reso noto dall'agenzia Adnkronos nella serata di sabato 22 gennaio. Ci sarebbero quindi anche motivi sanitari dietro la scelta di non rientrare a Roma in queste fasi cruciali delle trattative per il nuovo Capo dello Stato e dietro la sua assenza al vertice del centrodestra. Il Cav, infatti, ha affidato la sua posizione ad una nota scritta, letta dalla senatrice Licia Ronzulli collegata via zoom con gli altri leader della coalizione. A dicembre Berlusconi era stato al San Raffaele in seguito a un malore ed era stato dimesso poco dopo. A inizio settembre il leader di Forza Italia era stato sottoposto ad alcuni controlli clinici legati invece ai suoi problemi di aritmia cardiaca. Poco prima, il 26 agosto, dopo il suo rientro dalla Sardegna, era rimasto una notte in ospedale. Berlusconi ritira la candidatura al Quirinale "Dopo innumerevoli incontri con parlamentari e delegati regionali, anche e soprattutto appartenenti a schieramenti diversi della coalizione di centrodestra", si legge nella nota firmata dal Cav e letta dalla senatrice Licia Ronzulli durante il meeting di sabato con gli alleati di centrodestra, "ho verificato l'esistenza di numeri sufficienti per l'elezione. È un'indicazione che mi ha onorato e commosso: la presidenza della Repubblica è la più alta carica delle nostre istituzioni, rappresenta l'unità della nazione, del Paese che amo e al servizio del quale mi sono posto da trent'anni, con tutte le mie energie, le mie capacità, le mie competenze". "Nello stesso spirito - ha precisato ancora Berlusconi -, ponendo sempre l'interesse collettivo al di sopra di qualsiasi considerazione personale, ho riflettuto molto, con i miei familiari ed i dirigenti del mio movimento politico, sulla proposta ricevuta. L'Italia oggi ha bisogno di unità, al di là della distinzione maggioranza-opposizione, intorno allo sforzo per combattere la gravissima emergenza sanitaria, per far uscire il paese dalla crisi". Il Cav dunque avrebbe ritirato la candidatura per non dividere il Paese. "La nazione riparte nei momenti difficili" ha detto nella nota letta da Ronzulli, "se tutti sappiamo trovare, come avvenne nel dopoguerra, un senso comune di appartenenza nella nostra democrazia, superando le lacerazioni e al di là delle legittime ed anzi necessarie distinzioni". "Per queste ragioni - ha spiegato- sono stato il primo a volere un governo di unità nazionale che raccogliesse le migliori energie del Paese, e che, con il concorso costruttivo anche dell'opposizione, è servito ad avviare un percorso virtuoso che oggi più che mai, alla luce della situazione sanitaria ed economica, deve andare avanti. Per questo considero necessario che il governo Draghi completi la sua opera fino alla fine della legislatura per dare attuazione al PNRR, proseguendo il processo riformatore indispensabile che riguarda il fisco, la giustizia, la burocrazia". MONZATODAY

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Addio a zona gialla, arancione e rossa? Le Regioni: «Rivedere sistema a colori». Il piano di governo e Cts

23 Gennaio 2022, 09:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MORENA MOTTA Ancora tanti morti (333) e contagiati (171.263), ma i dati delle ultime 24 ore indicano un allentamento della pressione sugli ospedali con il calo di terapie intensive (-31) e ricoveri ordinari (-43). Numeri che potrebbero mostrare l'uscita dalla fase acuta determinata anche dall'aumento dei contatti registrato nelle festività di fine anno. E le Regioni sono pronte a tornare alla carica con la richiesta al Governo di rivedere il sistema dei colori ed eliminare gli asintomatici dal conteggio dei positivi. Ancora tanti morti (333) e contagiati (171.263), ma i dati delle ultime 24 ore indicano un allentamento della pressione sugli ospedali con il calo di terapie intensive (-31) e ricoveri ordinari (-43). Numeri che potrebbero mostrare l'uscita dalla fase acuta determinata anche dall'aumento dei contatti registrato nelle festività di fine anno. E le Regioni sono pronte a tornare alla carica con la richiesta al Governo di rivedere il sistema dei colori ed eliminare gli asintomatici dal conteggio dei positivi. Un ulteriore problema è stato messo sul piatto da Maurizio Fugatti (Trentino), quello degli stranieri provenienti da Paesi come Polonia o Repubblica ceca, dove il green pass dura 9 mesi e non sei e dunque non si vedrebbero riconosciuta la certificazione in Italia causando un «danno ingente per il turismo invernale». In agenda c'è inoltre il tema della semplificazione per le norme scolastiche: si ragiona in particolare sulla riduzione della quarantena per la fascia 12-19 anni, quella dove è più alta la quota di vaccinati, nonchè sulla cancellazione dell'obbligo di tampone per il ritorno in classe degli studenti asintomatici dopo i dieci giorni di Dad. La road map di governo e Cts Tanta la carne al fuoco, quindi, in un momento in cui il Governo è però 'distrattò dall'elezione del presidente della Repubblica. La scorsa settimana si è riunito un tavolo tecnico cui hanno partecipato esperti delle Regioni, insieme al direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, e il presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts, Franco Locatelli. Nell'occasione è stata abbozzata una road map, con l'apertura ad una modifica del sistema delle fasce a colori e l'esclusione dal conteggio dei positivi ricoverati di chi è entrato in ospedale per altre patologie. La Liguria, ad esempio, fa presente che i pazienti attualmente ricoverati nelle sue strutture sanitarie per patologia non correlata al Covid ammontano a circa il 30% del totale degli ospedalizzati positivi per il Coronavirus. Se passa il principio sarà molto più difficile per le Regioni raggiungere le soglie di occupazione ospedaliere che determinerebbero il cambio di colore. Il bollettino quotidiano rileva intanto una continua discesa dei contagi dopo il picco di 228mila toccato martedì scorso. E, nelle ultime ore, anche una frenata della corsa di terapie intensive e ricoveri ordinari che sembravano destinati a sfondare le quote, rispettivamente, di 2mila e 20mila, ma ora restano sotto quelle soglie (1.676 e 19.442). Sul fronte dei vaccini, il grosso delle somministrazioni quotidiane continua ad essere rappresentato dal booster: ieri 470mila sulle 565mila iniezioni totali. Le prime dosi, dopo il balzo registrato nella prima settimana dell'obbligo per gli over 50, si sono attestate negli ultimi giorni a medie più basse, di poco superiori alle 50mila quotidiane. Ormai vicine al milione le dosi per la fascia pediatrica (5-11 anni). lLEGGO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Nel bresciano scontro tra un bus e un'auto: morti cinque ragazzi ​tra i 17 e i 23 anni. Tragedia nella notte

23 Gennaio 2022, 09:16am

Pubblicato da Miki Pappacoda

di Morena Motta Il frontale è avvenuto sulla strada provinciale 45. Illeso il conducente del pullman. Le vittime sono morte sul colpo Cinque ragazzi ​tra i 17 e i 23 anni sono morti in seguito ad un'incidente che ha coinvolto un'autovettura e un pullman. Strage in strada sabato sera poco prima di mezzanotte sulla strada provinciale 45 nel comune di Rezzato, in provincia di Brescia. Le vittime sono Dennis Guerra, 20 anni di Sabbio Chiese , El Harram Imad, anche lui ventenne, di Preseglie; Natiq Imad, 20 anni, di Pertica Bassa; Natiq Salà, 22enne di Vestone e Irene Sala, 17 anni. I cinque giovanissimi viaggiavano a bordo di un'auto che si è scontrata frontalmente con un pullman che proveniva dal senso di marcia opposto. I cinque giovani sono morti sul colpo. Illeso il conducente del pullman che ha detto di essersi trovato davanti l'auto e di non essere riuscito ad evitare l'auto che ha invaso la corsia opposta. I ragazzi, alcuni di origine straniera, sono residenti nella zona della Valsabbia.

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