Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA EMANUEL ZUPPARDO Da lunedì 10 gennaio il certificato verde rafforzato obbligatorio anche sul bus, in hotel, al ristorante e al bar anche all'aperto. Durata del documento: come sapere quanto è valido
INSERITO DA ANGELA CECERE L'Rt continua a salire, così come l'incidenza ormai a livelli choc: dall'ultimo monitoraggio Iss-Ministero della Salute, i cui dati sono all'esame della cabina di regia, non arrivano buone notizie sulla pandemia di Covid in Italia. L'Rt sale ancora a 1,56, mentre l'incidenza settimanale sfiora i duemila casi ogni 100mila abitanti (la settimana scorsa erano rispettivamente a 1,43 e 1.669). «Nel periodo 22 dicembre 2021- 4 gennaio 2022, l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,56, in ulteriore aumento rispetto alla settimana precedente e ben al di sopra della soglia epidemica», rileva il report dell'Iss. «É in leggera diminuzione invece l'indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt 1,2 (1,18-1,22) al 4 gennaio contro Rt 1,3 (1,27-1,32) al 28 dicembre 2021». L'incidenza settimanale a livello nazionale «continua ad aumentare: 1.988 ogni 100.000 abitanti (7-13 gennaio) contro 1.669 ogni 100.000 abitanti (31 dicembre 2021-6 gennaio 2022), dati flusso ministero della Salute».
INSERITO DA ANGELA CECERE Il Covid? Per i medici è peggio del Vietnam. Hanno perso il sonno, la serenità e, qualcuno, anche la testa. La vita dei dottori, dopo due anni di pandemia, è diventata un inferno: sul telefonino centinaia di notifiche, tra chat, mail e chiamate, mentre il citofono dello studio non smette di suonare. Per gli esperti si tratta di sindrome da burn-out ma per chi ci sta dentro, tutti i giorni, significa rischiare di uscire di testa, scoppiare. Tanto che sono scattati i primi Tso. Roba da non crederci. Non ne possono più i medici di famiglia, delle continue richieste che arrivano dai pazienti, circa 1500 a medico, in preda alle ansie: l’orario di lavoro si è ormai esteso dalla mattina fino a tarda sera, senza turni e con telefonate che arrivano a tutte le ore. Anche sul numero di casa. C’è chi lascia al dottore i biglietti sul parabrezza dell’auto e chi invece gli fa gli agguati, intrufolandosi nello studio appena la porta si apre. È un delirio di richieste: con la quarta ondata, tra green pass vari, tamponi e certificati, la situazione è diventata esplosiva. Tanto che qualcuno, il botto, lo ha fatto veramente. A Roma, dall’inizio dell’anno sono già due i casi certificati di medici ricoverati d’urgenza, per uno dei due è stato necessario il Tso e il trasferimento in psichiatria: lo hanno trovato in strada, nel quartiere Eur della Capitale subito dopo l’Epifania, aveva le visioni e parlava da solo. «È un chiaro disturbo post traumatico da stress, proprio come accade in guerra – spiega Pier Luigi Bartoletti, vice segretario nazionale della Federazione italiana di medici di medicina generale – i colleghi stanno subendo un fortissimo stress. Questi casi non erano mai avvenuti prima. C’è chi affronta i pazienti troppo pressanti e chi, invece, continua a lavorare senza dire nulla: prima o poi, però, si scoppia. Lui è finito all’ospedale, al sant’Eugenio di Roma». Lo stesso è accaduto ad una dottoressa della zona dei Castelli romani, che ha dato di matto. Ha iniziato a mandare a quel paese i pazienti presenti nello studio e tutti quelli che telefonavano. Si è barricata dentro l’ambulatorio e qualcuno, temendo che potesse farsi del male, ha allertato le forze dell’ordine che, una volta giunte sul posto, sono state mandate al diavolo anche loro. Come si arriva a questo punto? Con piccole avvisaglie, che diventano sempre più frequenti: «Oltre il 90% dei medici - continua Bartoletti – mostra sintomi da stress come insonnia, nervosismo e sbalzi d’umore. Dalla Federazione mettiamo in allerta i colleghi quando notiamo che iniziano a commettere errori, anche solo di ortografia: si tratta di segnali di minore efficienza. Un medico che non li ha mai avuti, deve insospettirsi. Stiamo organizzando incontri di auto-aiuto per confrontarci». La Fimmg ha chiesto ai medici di base di mostrare tutte le mail moleste che gli arrivano come le lettere degli avvocati e dei no vax, le minacce più o meno velate e le lamentele eccessive da parte dei pazienti.
DI PASQUALE GRECO Ricompaiono le tende della Protezione civile fuori dal Pronto soccorso dell' ospedale romano di Tor Vergata. Infatti , la Regione Lazio sta registrando in questi giorni a causa della variante Omicron ,una forte richiesta di ricoveri. Le tende da campo montate fuori dagli ospedali , come nelle precedenti ondate, stanno andando in affanno per curare i pazienti Covid . Anche altre regioni , rischiano di entrare in zona arancione nelle prossime settimane se la situazione peggiorerà. Più probabile le regioni che rischiano la zona arancione sono: la Lombardia, Calabria, Sicilia, Abruzzo, Piemonte e Liguria. Anche la provincia autonoma di Trento ha numeri da zona arancione: i posti letto in rianimazione sono occupati al 31% (la soglia dovrebbe essere il 20%) mentre i ricoveri sono ancora sotto il 30% ma hanno subito un rialzo del 3% nel giro di 24 ore. Particolarmente critica la situazione in Valle d'Aosta dove oltre la metà dei posti letto di tutta la Regione sono occupati da pazienti Covid (il 58%). In Veneto il 20% delle rianimazioni è occupato, mentre i ricoveri si attestano al 25%. In Friuli Venezia Giulia i ricoveri sono stabili al 28% e la pressione sulle terapie intensive si abbassa (-2% rispetto a ieri) ma è comunque al 21%. Stesso valore per le terapie intensive della Toscana (21%). La Campania registra un aumento lieve (1%) delle rianimazioni e arriva al 12% della saturazione, mentre un quarto (25%) dei reparti ordinari sono occupati da pazienti Covid. La Puglia vede aumentare le quantità di entrambi le voci e ha il 10% dei reparti intensivi pieni e 17% di quelli ordinari.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Uomo positivo al Covid trova un bottino da 454 milioni di lire durante l’isolamento; riuscirà a cambiare la somma in moneta contante corrente? La storia di Claudio è una di quelle storie che ci fa comprendere come sia veritiero il motto “non tutti i mali vengono per nuocere“; infatti è durante l’isolamento domiciliare che l’uomo di 46 ha trovato un bottino inaspettato che potrebbe cambiargli la vita. Claudio, impiegato Padovano, si era recato a Cagliari per i funerali della madre e qui, purtroppo, ha contratto il Covid. Come succede a tutte le persone costrette a rimanere isolate a casa, l’uomo aveva una sola priorità: quella di far passare il tempo più velocemente possibile. Con questo obiettivo inizia quindi a fare ordine nella vecchia cantina della casa materna, ma ad un certo punto trova qualcosa di inaspettato… Custodito con cura all’interno di una vecchia cassapanca era nascosto un vero e proprio tesoro: un bottino da 454 milioni di lire in banconote da 50, 100, 500mila lire. Il principale indiziato di questo cospicuo bottino è il nonno materno del protagonista, un ex-banchiere. Ma, come tutte le storie che si rispettano c’è sempre un nemico da combattere: il cambio del totale in monete correnti. Il signor Claudio si rivolge quindi all’associazione Giustitalia la quale a sua volta scrive alla Banca d’Italia: “se è pur vero che era stato inizialmente stabilito un termine decennale (2002-2012) per il cambio delle lire in euro è altrettanto vero – come sostenuto dalla giurisprudenza – che qualsiasi termine di prescrizione o decadenza decorre da quando il soggetto è posto in grado di far valere il proprio diritto, quindi nei casi in esame i dieci anni per il cambio lire/euro decorrono dal giorno del ritrovamento delle somme in lire”. Il lieto fine per Claudio aspetta solo di essere scritto. In caso di autorizzazione dell’Istituto di credito nazionale verrebbero accreditati 234.471,43 euro al signor Claudio. Il quale, qualora riuscisse a riscuotere il consistente importo, ha già deciso di devolvere parte della somma stessa per la ricerca di un vaccino o di una cura per combattere il Covid-19. AMALFINOTIZIE
INSERITO DA ANGELA CECERE È probabile che il Covid diventerà un'infezione simile all'influenza. Sono le parole dell'immunologo dell'università Statale di Milano Sergio Abrignani, membro del Comitato tecnico scientifico, secondo cui «però dobbiamo distinguere tra vaccinati e non vaccinati. Solo per i primi essere contagiati dal Sars-CoV-2 potrebbe essere come prendere l'influenza che infetta ogni inverno milioni di persone, è letale in circa lo 0,1% (1 per 1000) dei casi ed è pericolosa soprattutto per gli ultra 70enni con patologie croniche importanti». L'esperto è sostenuto nella sua tesi dai numeri: «Fino alla primavera del 2021 - sottolinea - prima dell'uso estensivo dei vaccini, il Covid in Italia era letale nel 2-3% dei casi, avevamo al picco ogni giorno 30-40 mila infezioni e 700-900 morti. Il 12 gennaio, con circa il 94% della popolazione ultra 60enne vaccinata con almeno due dosi e molti con tre, e con la variante Omicron che ha preso il sopravvento, la media settimanale è di 172.500 casi e 216 morti al giorno, quindi una letalità dello 0,12%». Verso una nuova normalità Abrignani si sofferma sul ripensamento tra gli scienziati occidentali sulle politiche di contenimento, come sulla nuova strategia negli Usa orientata a condurre una vita normale col virus anziché tentare di spazzarlo via: «Anche Spagna, Portogallo e Gran Bretagna - precisa - stanno andando verso questa direzione. Molti Paesi, chi più chi meno, stanno razionalizzando la possibilità di un ritorno a una nuova normalità di vita con meno restrizioni e un certo numero 'accettabile' di morti. Siamo pronti in Italia, dopo il picco atteso per fine gennaio (quando la curva dei contagi dovrebbe scendere) a tollerare 3-4 mila decessi per Covid al mese per 4-5 mesi l'anno in cambio di una vita di nuovo 'normale?». No a richiamo ogni pochi mesi Quanto al richiamo vaccinale ripetuto ogni pochi mesi, come sta avvenendo in Israele, l'immunologo sostiene che «sulla base delle conoscenze immunologiche scaturite dallo studio in 50 anni dei moderni vaccini, non ha molto senso ripetere una quarta dose a 2-3 mesi dalla terza con un preparato non aggiornato. Anzi, le immunizzazioni ripetute in tempi ravvicinati a volte producono lo spegnimento della risposta immunitaria. Vediamo i dati di Israele, quando arriveranno, e poi decidiamo. Diverso sarebbe fare una quarta dose di vaccino disegnato contro la variante Omicron. Sarebbe agire come per l'antinfluenzale: lo cambiamo ogni inverno e non si parla di terze o quarte dosi ma di nuovo vaccino». Quanto al virologo Fauci che dice che negli ultimi 100 anni non si era mai visto un virus così contagioso, «crediamogli. Guardiamo i numeri italiani. Omicron è esplosa a partire dall'ultima decade di dicembre e da allora la curva si è impennata molto rapidamente, giorno dopo giorno. Gli esperti di modelli di crescita di un'epidemia ci dicono che salirà fino a raggiungere il picco alla fine di gennaio».
INSERITO DA ANGELA CECERE DiaSorin sta lanciando una nuova versione del test Simplexa SARS-CoV-2 Variants Direct, test ad uso esclusivo di ricerca, che permette di individuare le mutazioni associate alla variante Omicron. Lo rende noto un comunicato del gruppo farmaceutico italiano quotato in Piazza Affari, nel quale spiega che «il test semplifica ed accelera il processo di pre-selezione dei campioni positivi da sottoporre a sequenziamento, massimizzando l'efficacia delle attività di monitoraggio della diffusione delle varianti considerate 'variant of concern»Come si esegue Il test Simplexa può essere eseguito direttamente su campioni raccolti tramite tampone nasale o nasofaringeo risultati positivi al SARS-CoV-2 e permette di rilevarne le mutazioni E484A, E484K, E484Q, G496S, Q498R, L452R, N501Y, e Y505H, aggiunge DiaSorin.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ancora un ETR 470 prende la via della Grecia. Nella giornata di oggi un altro ETR 470 ha iniziato il suo lungo viaggio verso la penisola ellenica lasciando San Nicolò in tarda serata alla volta di Villa Opicina dalla quale dovrebbe ripartire domani mattina per attraversare la Slovenia. Il convoglio in questione è per la precisione l'ETR 470 n.06 che andrà quindi ad aggiungersi a quelli già presenti in Grecia che sono gli ETR 470 n.01, n.07 e n.08. Titolare del trasferimento, se non ci è stato riferito in maniera errata, sarebbe stata una E.405 di Mercitalia Rail. Il convoglio in questione è per la precisione l'ETR 470 n.06 che andrà quindi ad aggiungersi a quelli già presenti in Grecia che sono gli ETR 470 n.01, n.07 e n.08. Titolare del trasferimento, se non ci è stato riferito in maniera errata, sarebbe stata una E.405 di Mercitalia Rail. La prossima settimana dovrebbe essere poi la volta dell'ultimo treno rimasto, l'ETR 470 n.04 che una volta consegnato completerà la fornitura per la compagnia greca che è parte del Gruppo Ferrovie dello Stato. L'inizio dei servizi regolari per questi treni è previsto, salvo problematiche inattese, per la prossima primavera. Foto AW
INSERITO DA ANGELA CECERE Un'ondata di marea Omicron colpisce l'Europa da Est a Ovest e rischia di travolgerne i sistemi sanitari. La variante più contagiosa del morbillo è ancora in piena espansione: lo segnala l'Organizzazione mondiale della Sanità, secondo cui entro due mesi oltre il 50% degli europei sarà contagiato da Omicron. Un ceppo talmente veloce nel propagarsi da richiedere, secondo l'organismo Onu, dei vaccini specifici: i booster attuali sono efficaci nell'arginare le malattie gravi e i decessi ma non la trasmissione del virus. La corsa di Omicron in Europa ha un passo impressionante. «Oltre 7 milioni i nuovi casi nella prima settimana del 2022, il doppio di due settimane prima, ed in 26 Paesi oltre l'1% della popolazione contrae il Covid ogni 7 giorni» ha rilevato il direttore regionale dell'Oms Hans Kluge, segnalando che la variante scoperta in Sudafrica è ormai presente in 50 Stati su 53 e sta diventando dominante nell'area occidentale. «A questo ritmo più del 50% della popolazione sarà infettato da Omicron in sei-otto settimane», prevede l'alto funzionario. E i dati quotidiani lo confermano: ieri la Francia ha segnato un nuovo record, superando i 350mila contagi. In Italia non va meglio. Secondo il bollettino di ieri - che potrebbe anche essere l'ultimo su base giornaliera - i nuovi contagi hanno raggiunto un nuovo record: nelle ultime 24 ore sono stati 220.532, un numero finora mai registrato in Italia in un giorno. Gli attualmente positivi crescono di 129.542 unità, arrivando al picco di 2.134.139. Di questi, 2.115.395 pazienti sono in isolamento domiciliare. Il tasso di positività resta stabile: 16%. I decessi sono 294, record della quarta ondata e numero più alto dal 4 maggio scorso, per un totale di 139.559 vittime nel saldo tra entrate e uscite, con 185 nuovi ingressi. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari 727 in più rispetto a lunedì.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sta diventando sempre più chiaro che servono i booster per estendere la protezione dei vaccini L'Ema ha ricevuto e sta valutando la richiesta per estendere l'uso del richiamo del vaccino sviluppato da Pfizer/BioNTech, nella fascia dai 16 ai 18 anni. L'azienda manderà presto una richiesta analoga per la fascia d'età dai 12 ai 16 anni. Lo ha dichiarato il capo della strategia vaccinale dell'Ema, Marco Cavaleri, nella conferenza stampa sulla lotta al Covid. L'agenzia Ue "analizzerà al più presto questa richiesta e formulerà un'opinione", ha aggiunto Cavaleri. Sta diventando sempre più chiaro che servono i booster per estendere la protezione dei vaccini, perché svanisce col tempo, tipicamente dopo circa 5-7 mesi con la variante Delta e più rapidamente con Omicron". I dati sull'impatto nella vita reale mostrano che la dose di richiamo rafforza la risposta immunitaria e rafforza o estende la protezione. OTTOPAGINE