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news italia e dal mondo

News dal Italia e dal Mondo roma Treni pendolari, decreto del governo: arrivano 5 miliardi

14 Gennaio 2013, 10:33am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

ROMA - I pendolari in Italia sono 2 milioni e 903mila. Certifica il Censis che c’è stato un incremento di un milione di unità negli ultimi 5 anni. Quali le ragioni di questo boom ? La deurbanizzazione prima di tutto: la gente se ne va dalle città (affitti alti e alto costo della vita) e si trasferisce nei piccoli centri. Poi va in città a lavorare e per farlo si avvale dei mezzi di trasporto locali, autobus o treni per lo più. Ma le vie ferrate e i treni sono rimasti gli stessi di dieci e più anni fa, sia per quantità che per qualità. E proprio qui nasce l’intoppo. Quello che porta ad assistere quotidianamente a spettacoli di lamentele, disagi, proteste, sit-in da parte di chi paga il biglietto e non vuole essere trattato come un passeggero di serie B. IL DECRETO Tutta la materia del trasporto pubblico locale è in mano alle Regioni. Sono le Regioni che ottengono il trasferimento di risorse da parte dello Stato e che devono poi provvedere a fare i contratti di servizio. Ora qualcosa qui sta cambiando. Ce lo racconta Sergio Vetrella, assessore ai Trasporti della Regione Campania e coordinatore della Commissione infrastrutture, mobilità e governo del territorio della Conferenza delle Regioni. Dice Vetrella che «la legge di stabilità ha creato per il Trasporto pubblico locale un fondo nazionale pluriennale di 4 miliardi e 930 milioni di euro». La parte dedicata alle Ferrovie è di 1,6 miliardi e il resto va per gli altri mezzi di trasporto. Comunque, quasi cinque miliardi per tutto il comparto è una bella cifra. Dice ancora Vetrella che presto, «entro la fine di gennaio, un decreto del Presidente del Consiglio chiarirà come mettere in atto alcuni articoli della legge di stabilità». Poi qualcosa l’assessore si lascia sfuggire: «Sarà presumibilmente riaffermato con forza il criterio della premialità e della penalità. Le Regioni più virtuose verranno premiate e quelle meno efficienti verranno penalizzate. Sulla base di questo decreto tutte dovranno procedere a una riprogrammazione dei trasporti sul proprio territorio». Gli esempi che fa l’assessore sono classici: «Se c’è un treno da 500 posti e quel treno lo prendono solo 10 persone non va, non può andare. La Regione deve trovare una soluzione alternativa». Tipo sopprimere il treno e mettere dei bus sostitutivi. Altra considerazione: «Il decreto sosterrà che è necessario incrementare il rapporto tra ricavi e costi. L’incasso per la vendita dei biglietti rispetto al costo di base del trasporto deve essere incrementato anno dopo anno». Tradotto, significa che i costi dei biglietti dei treni locali dovranno aumentare. Detto così è facile. Ma chi glielo va a spiegare ai pendolari del Roma-Nettuno che l’altro giorno sono stati scaricati in mezzo alla Nettunense e si sono dovuti fare un chilometro e mezzo a piedi perché il treno si è fermato e non è più ripartito che prossimamente potrebbero vedersi anche aumentato il costo del biglietto? E in base a quali metodi e criteri certi si stabilirà la premialità e la penalità, la linea di confine tra virtù e peccato? La Lombardia, cioè la Regione dove i trasporti pubblici funzionano meglio vedrà forse incrementato il divario (economico) con le già indebitate Campania e Lazio, Regioni dove sarà difficile invertire la rotta con un solo colpo di dadi per seguire un cammino più virtuoso? E le Regioni più ricche continueranno ad essere le più premiate e quelle meno ricche verranno pure penalizzate? Si registrano infatti, a questo proposito, già diffusi mugugni e brontolii tra le Regioni del Nord e quelle del Sud. Vetrella invece non la pensa così, pensa positivo e dice: «Fino ad oggi i pendolari hanno subìto un regime di sostanziale monopolio che ha comportato un servizio non efficiente perché non ci sono stati reali investimenti. Ora per la prima volta questo fondo pluriennale per i trasporti locali consentirà di fare nuovi investimenti. Tutte le Regioni potranno finalmente organizzarsi e indire nuove gare e liberalizzare i trasporti. Oggi è di fatto impossibile penalizzare chicchessia se ci sono treni sporchi o che arrivano in ritardo». LE FERROVIE Tuttavia l’idea che la liberalizzazione basti a far andare meglio le cose fa sorridere di sbieco le Ferrovie dello Stato. L’amministratore delegato Mauro Moretti sbottò qualche giorno fa: «Sono le Regioni che decidono che tipo di servizio chiedere, quanti treni, che tipo di carrozze, le tariffe. Noi facciamo l’offerta migliore per il tipo di servizio che la Regione ci chiede ma è difficile pensare di fare un servizio di qualità se i soldi non ci sono». Nord contro Sud, Ferrovie contro Regioni, pendolari contro Ferrovie. A giorni il decreto che dovrebbe pacificare. Il decreto dei miracoli.

Fonte :Il Gazzettino

14 GENNAIO 2013

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news Italia e dal Mondo :'ex Br Prospero Gallinari trovato morto a Reggio Emilia: probabile malore

14 Gennaio 2013, 10:31am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

REGGIO EMILIA - L'ex brigatista rosso Prospero Gallinari è stato trovato morto questa mattina nel garage della sua abitazione a Reggio Emilia. Aveva 62 anni: era nato a Reggio l'1 gennaio 1951. Gallinari è stato stroncato probabilmente da un malore improvviso. Sul posto è intervenuta la polizia per accertamenti. Nel 1969 Gallinari aderì al "gruppo dell'Appartamento", a Reggio Emilia, con Alberto Franceschini, Tonino Paroli e ad altri dissidenti del Pci che dopo il Convegno di Pecorile, sulle colline reggiane, decisero di iniziare alla lotta armata. Durante l'arresto nel 1979 venne ferito dalla polizia. Gallinari prese parte al rapimento di Aldo Moro e di lui si parlò come l'esecutore materiale dell'omicidio di Moro. Nel 1993 però Mario Moretti lo discolpò e si assunse la responsabilità dell'omicidio in un libro-intervista con Rossana Rossanda e Carla Mosca. In quel periodo Gallinari uscì dal carcere per motivi di salute, legati in particolare a seri problemi cardiaci. Nel marzo 2006 Bompiani pubblicò "Un contadino nella Metropoli", libro di memorie di Gallinari.

Fonte :Il Gazzettino

14 GENNAIO 2013

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News dal Italia e dal Mondo Ferrovie in tilt a Nordest interrotta per il maltempo la linea Trieste Venezia

14 Gennaio 2013, 10:27am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

TRIESTE - Il maltempo che dalla notte scorsa ha investito l'area di Trieste e del Carso, con neve e bora, ha causato questa mattina la chiusura della linea ferroviaria tra Trieste e Venezia. I treni provenienti da Venezia, a causa di un guasto alla linea elettrica, sono rimasti bloccati alla stazione di Monfalcone (Gorizia), mentre quelli diretti a Venezia sono fermi alla stazione di Trieste. I tecnici delle Ferrovie si sono messi subito al lavoro per ripristinare la linea. Gravi disagi e pesanti ritardi per tutti i pendolari. Proprio la stazione di Monfalcone è quella che subisce imaggiori disagi: è stata presa d'assalto dai pendolari appiedati e in attesa dei bus sostitutiv .

Fonte :Il Gazzettino

14 GENNIO 2013

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NEWS ITALIA E DAL MONDO BERGAMO IRRUZIONE IN UN BAR NEL BERGAMASCO, UN UOMO UCCISO A COLPI DI PISTOLA

13 Gennaio 2013, 12:43pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130113_sparatoria-bar-bergamo.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

BERGAMO - Tragedia nel bergamasco. Un uomo è stato ucciso ieri sera a colpi di pistola all'interno di un locale di Cortenuova, nella Bassa Bergamasca. L'omicidio è avvenuto alle ore 23:40 nel disco-bar Coconout, situato lungo la strada che porta a Romano di Lombardia (Bergamo). Le generalità del morto non sono ancora state rese note. Pare che l'omicida abbia fatto irruzione all'interno del locale ed esploso i colpi di pistola in direzione della vittima, che è morta sul colpo. Per le indagini sono intervenuti i carabinieri di Treviglio LA VITTIMA TITOLARE DEL LOCALE Un 'commandò formato da tre banditi, incappucciati e armati di pistola e fucile, ha ucciso ieri sera il titolare del discobar 'Coconut' di Cortenuova, nella Bassa Bergamasca: la vittima, A.M., 47 anni, nato in Marocco ma cittadino italiano residente nella Bergamasca, è stato colpita al petto da tre proiettili. I tre hanno fatto irruzione nel locale, in località 'Galeazzè, attorno alle 23,40 e fatto sdraiare a terra i tre clienti presenti, tutti marocchini. Il titolare avrebbe tentato di reagire, ma è stato ucciso. I tre sono poi scappati senza portar via nulla dal locale. I carabinieri di Treviglio (Bergamo) stanno cercando di capire se si sia trattato di una rapina degenerata oppure di un agguato ai danni del titolare del locale. I rilievi sono proseguiti fino alle 4 di stamani: al termine il bar è stato posto sotto sequestro.

FONTE LEGGO.IT

13 GENNAIO 2013

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NEWS ITALIA E DAL MONDO ASTI: CINQUANTENNE UCCISO A COLPI DI FUCILE, GESTIVA UN NIGHT CLUB

13 Gennaio 2013, 12:30pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130113_omicidio-asti.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ASTI - È giallo nell'astigiano. Un uomo di circa 50 anni è stato ucciso a colpi di fucile davanti alla sua abitazione nell'astigiano, in corso Volpini, a Isola d'Asti. La vittima, gestore di un locale notturno a Strevi, ieri sera intorno alle 22.30 stava rientrando a casa quando è stato avvicinato da una o più persone e raggiunto da colpi esplosi da un fucile da caccia. Inutile l'intervento dei sanitari del 118 che hanno tentato di rianimarlo invano. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Tra le ipotesi investigative quella ritenuta al momento più probabile è che l'omicidio sia legato all'attività che svolgeva l'uomo. L'UOMO GESTIVA UN NIGHT CLUB La vittima dell'agguato ad Isola d'Asti è Luigi Di Gianni, 51 anni, gestore di un night club a Strevi (Alessandria). Contro di lui sono stati sparati tre colpi di un fucile da caccia: due sono andati a segno, ferendolo mortalmente, il terzo ha mandato in frantumi i vetri di un'auto parcheggiata davanti all'abitazione della vittima. Di Gianni è morto mezz'ora dopo il ferimento nonostante il pronto intervento del 118. Il corpo è stato portato alla camera mortuaria dell'ospedale in attesa dell'autopsia. Sui moventi del delitto, che ha tutte le caratteristiche dell'esecuzione, indagano i carabinieri del comando provinciale di Asti.

FONTE LEGGO.IT

13 GENNAIO 2013

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SEZ. POLITICA ROMA BERLUSCONI CAPO DELLA COALIZIONE DEL CENTRODESTRA, MA NON PREMIER

13 Gennaio 2013, 12:26pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130112_bersani-berlusconi.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - È Silvio Berlusconi il capo della coalizione di centrodestra. Lo ha confermato Ignazio Abrignani, responsabile dell'ufficio elettorale del Pdl, che è arrivato ora al Viminale per depositare il simbolo del Popolo delle Libertà. Sono sette i partiti della coalizione. Non ci sono ancora conferme però chje sia lui il candidato premier della coalizione Lega-Pdl. Intanto Silvio Berlusconi sembra aver preso gusto ai duelli tv, tanto da lanciare la sfida a Pierluigi Bersani, rappresentante "dell'avversario Pd". Il guanto della sfida è stato lanciato, e il Pd non ha tardato a dare la sua risposta: Bersani è ben disposto ad un confronto tv, ma solo con i candidati premier. La risposta ha il sapore di una contro-sfida: per caso il Cavaliere è il candidato premier del centrodestra? Puntando così il dito sul fatto di come non sia ancora chiaro chi sarà il candidato del centrodestra per palazzo Chigi. «Basta con i cabaret» e gli show, incalza Bersani. Il partito, si sottolinea nei Democrats, vuole parlare di programmi. Noi, avvertono, stiamo già pensando al dopo elezioni. Nelle stesse ore in cui Berlusconi lancia il guanto della sfida tv, un tweet del segretario ipotizza, infatti, quale protrebbe essere l'odg della prima riunione del Consiglio dei ministri. La scelta di snobbare il Cavaliere fa andare su tutte le furie il Pdl che passa all'attacco. «Bersani non può scegliere l'interlocutore di centrodestra», interviene Angelino Alfano, «il capo della coalizione è Berlusconi. Bersani se ne faccia una ragione». Il portavoce del Cav Paolo Bonaiuti lancia l'affondo: «Bersani e i suoi collaboratori volano troppo alto nei cieli della politica e non hanno letto bene il regolamento della Commissione di Vigilanza Rai che in più punti cita solo ed esclusivamente i capi delle coalizioni». Nel Pd però tirano dritto. Non c'è nessuna intenzione di scendere sul terreno della sfida mediatica. Giovedì prossimo, si sottolinea, Bersani aprirà la campagna elettorale con i giovani che votano per la prima volta. Parliamo di questo. E di contenuti. «Nel primo giorno di governo, ad esempio - insiste il segretario Democrat - daremo cittadinanza ai figli degli immigrati; proporremo una legge sui partiti; sulla trasparenza degli atti pubblici; sulle incompatibilità; proporremo norme contro la corruzione come autoriciclaggio e falso in bilancio». Ma dal Pdl il fuoco di fila continua. «Bersani scappa perchè la paura fa 90», incalza Fabrizio Cicchitto. «Vuole evitare il confronto tv», afferma Maurizio Gasparri. Se «scapperà dal dibattito tv - rincara la dose il portavoce Daniele Capezzone - srà una prova evidente di paura» «Per Bersani no problem - ribatte Anna Finocchiaro presidente dei senatori Pd - ma a Maroni chiedo: chi è il candidato premier della coalizione Pdl-Lega?». «Intanto apprezziamo il riferimento di Bonaiuti alle regole della Vigilanza Rai - è la replica del portavoce di Bersani Stefano Di Traglia - a cui bisognerebbe sempre attenersi». Ma resta aperta, osserva, «una questione politica fondamentale: se Berlusconi è il capo della coalizione, chi indica lui come candidato premier?»

FONTE LEGGO.IT

13 GENNAIO 2013

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TOSCANA NEWS «Presente al Giglio nel ricordo di quella notte»

13 Gennaio 2013, 12:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://iltirreno.gelocal.it/polopoly_fs/1.6338292.1358022703!/httpImage/image._gen/derivatives/landscape_250/image.

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Alessandro Tosi, l’operatore radio della Capitaneria di porto che il giorno della tragedia parlò per primo con la Costa Concordia, oggi è all’isola per la cerimonia dell’anniversario: «Questa esperienza mi ha fatto crescere» «La cosa che mi ha colpito di più? Il dolore della mamma di Dayana. Anche io ho un figlio di 5 anni e non posso pensare a quello che è successo a quella bimba». Alessandro Tosi, l’operatore radio della Guardia costiera che la notte della tragedia del Giglio ha fatto la prima comunicazione radio alla Concordia, oggi sarà presente al Giglio per l’anniversario della tragedia in cui hanno perso la vita 32 persone. La sua presenza è stata richiesta dal comandante generale delle Capitanerie, l’ammiraglio Pierluigi Cacioppo che presiederà la cerimonia. «Voglio essere vicino alle famiglie dei morti e anche a chi vive al Giglio, che in questo anno ha sofferto per la tragedia e anche per le difficoltà legate alla crisi del turismo», dice Tosi, 38 anni, livornese. Quella notte, Tosi intuì subito che a bordo della Concordia c’era qualcosa che non andava, qualcosa di importante: «Quando tramite i carabinieri parlai con la passeggera che aveva dato l’allarme, mi resi conto che c’erano dei problemi seri perché il personale di bordo aveva fatto indossare alla gente i giubbotti di salvataggio, cosa che non accade mai se non ci sono motivi gravi. E di certo non poteva essere solo un black out, come dicevano loro. Non avrei però mai immaginato che si trattasse di una tragedia tanto grande». Tosi fa il suo lavoro da 18 anni, e un’emergenza del genere non l’aveva mai affrontata: «È stata un’esperienza che mi ha fatto crescere, pur nella drammaticità degli eventi - dice l’operatore radio - In questo anno non è cambiato molto per me: nel lavoro ci metto sempre la stessa passione e lo stesso piglio: riesco a distaccarmi dalle cose, altrimenti non potrei gestire situazione così difficili. Il nostro lavoro e la nostra priorità è salvare la gente e in seconda battuta le cose. 32 morti sono tanti, ma poteva andare peggio: a bordo c’erano 4200 persone. E ricordo bene la difficoltà di quelle ore e il pensiero fisso a portare in salvo quella gente: pensavo ai mezzi che non erano ancora arrivati e a quanto ci avrebbero messo. Sono stati momenti duri, ma non ho mai perso la lucidità». Tosi ha partecipato anche alla ricerca dei corpi: «Mi sono trovato anche a gestire i soccorsi dalla sala operativa quando c’erano gli elicotteri e mezzi navali che cercavano i cadaveri anche fino all’Elba e a Montecristo». Dell’inchiesta e del processo Tosi, che ha preso parte personalmente alle indagini, preferisce non parlare: «Ho piena fiducia della magistratura e nella giustizia».

FONTE IL TIRRENO

13 GENNAIO 2013

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TOSCANA NEWS LIVORNO «Facebook ha diffusione incontrollata», per il giudice è come un giornale

13 Gennaio 2013, 12:01pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://iltirreno.gelocal.it/polopoly_fs/1.6338374.1358024697!/httpImage/image._gen/derivatives/landscape_250/image.

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Sentenza storica a Livorno: depositate le motivazioni sulla diffamazione verso l’ex datore di lavoro sul Web. «Un numero indeterminato di persone può vedere il messaggio» LIVORNO. Popolo degli Internauti attenzione a quello che scrivete su Twitter, Facebook o qualsiasi altro social network. In particolare, se avete intenzione di litigare con qualche amico della rete per una presunta ingiustizia subita, pensateci dieci volte prima di offenderlo e poi non fatene di niente. Perché insultarlo sulla vostra bacheca – da oggi – è come diffamarlo «attraverso un mezzo di pubblicità» paragonabile, in quanto a diffusione e sanzioni, «ad un giornale». Con il rischio, dunque, di condanne pesanti: fino a tre anni di reclusione e multe da 516 euro in su. La rivoluzione giuridica è contenuta nelle motivazioni depositate alla cancelleria del tribunale di Livorno il 31 dicembre scorso dal giudice Antonio Pirato. Al centro della sentenza che se confermata in Appello e Cassazione potrebbe fare scuola, il caso di Rossella Malanima, 27 anni, che dopo essere stata licenziata dal centro estetico Etera Beauty space, dalla sua casella email prima e bacheca Facebook dopo, ha iniziato ad offendere l’ex datore di lavoro.

FONTE IL TIRRENO

13 GENNAIO 2013

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TOSCANA NEWS LIVORNO L’ex assessore Grassi spara a zero su sindaco, Pd e città

13 Gennaio 2013, 11:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://iltirreno.gelocal.it/polopoly_fs/1.6338347.1358023580!/httpImage/image._gen/derivatives/landscape_250/image.

 

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In una lunga intervista al Tirreno racconta l’esperienza in giunta. «Così il piano strutturale rischia di non farcela» LIVORNO. «Questa città non è pronta a fare il salto». E ancora: «Livorno avrebbe dovuto usarmi di più per uscire dalla cappa». Fortemente voluto da Cosimi nell’autunno del 2011 per guidare urbanistica e ambiente, Mauro Grassi è stato caldamente invitato a dimettersi poco meno di un mese fa, quando ha iniziato a raccogliere le firme per la candidatura al Parlamento. Oggi l’ex assessore fiorentino, che aveva in mano il nuovo Piano strutturale, non risparmia le critiche all’amministrazione e al partito, raccontando cosa è andato in porto e cosa - e perché - è rimasto nel cassetto. Sul nuovo Piano strutturale ripete che «stando al cronoprogramma tecnico, dovrebbe arrivare all'approvazione nell'aprile del 2014». Ma, si lascia andare, «manca la spinta, manca il motore. La politica, intesa come istituzioni e partiti non è pronta, così come la macchina amministrativa. E la città nel suo complesso (associazioni di categoria, sindacati) non è matura, non vedo uno sforzo innovativo». «Considerando questi elementi – chiude – fare il piano in un anno e tre mesi sarebbe un mero esercizio formale, una cosa di cui Livorno non ha bisogno». E propone di «rinverdire» il piano attuale con alcune varianti: delle colline, dei cittadini e della costa. Sull’uscita dalla giunta, Grassi dice che «la storia delle primarie è minimale: io ho fatto l'errore di volere innovare buttando troppo all'aria. Forse ho sbagliato nei modi, ho un caratteraccio, ma Livorno mi doveva usare di più per uscire dalla cappa». Infine finestra sul fronte politico: «Molti amici vanno con Monti, io resto nel Pd ma sostengo l’agenda del professore».

 

FONTE IL TIRRENO

13 GENNAIO 2013

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NEWS ITALIA E DAL MONDO VENEZIA Finisce in una scarpata sull'A14: 42enne muore, gravissimo il figlio, ferita la moglie

12 Gennaio 2013, 17:06pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.gazzettino.it/MsgrNews/HIGH/20130112_1644534-gas.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

La famiglia vive a Jesolo, lo schianto poco prima dell'alba: sull'Opel Astra viaggiava anche un'altra figlioletta di 10 anni VENEZIA - Una intera famiglia residente a Jesolo è rimasta coinvolta in un gravissimo incidente stradale in Emilia sulla A14. Il capofamifglia, un 42enne, è morto, ferita la moglie, 33 anni, e i due figli di 13 e di 10 anni che viaggiavano con loro. La famiglia era su una Opel Astra diretta verso Venezia che è uscita di strada verso le 4.40 di stamani, tra Faenza e lo svincolo per Ravenna, al km 62. La vettura si è ribaltata in una piccola scarpata. Oltre alla vittima il più grave dei feriti, portati dal 118 all'ospedale di Imola, è il tredicenne. La vittima si chiamava Petro Hasanaj - di origini albanesi - e abitava con il resto della famiglia a Jesolo. C'era lui, secondo gli accertamenti della Polstrada di Forlì, alla guida della Opel Astra che, dopo avere urtato il guard rail, è finita nella scarpata a Faenza (Ravenna) vicino ad uno svincolo. Il guidatore è morto sul colpo, mentre il figlio 13enne, dopo un primo ricovero all'ospedale di Imola, è stato trasferito al Maggiore di Bologna dove si trova in prognosi riservata. La moglie 33enne della vittima e la figlia di 10 anni sono invece ricoverate a Imola: non sarebbero in pericolo di vita. Sono al vaglio della Polstrada le cause che hanno fatto sbandare l'auto.

 

FONTE IL GAZZETTINO.IT

12 GENNAIO 2013

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