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News dal Italia e dal Mondo :Cem, “la casa dei disabili” non chiuderà

14 Gennaio 2013, 11:54am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito Da :Sotgia Marcella

Sei in: Home - Società - Cem, “la casa dei disabili” non chiuderà Ma ora 76 precari rischiano il posto Il caso Cem, “la casa dei disabili” non chiuderà Ma ora 76 precari rischiano il posto Un lieto fine a metà. La mobilitazione di genitori e operatori ha salvato il centro dalla chiusura al 31 dicembre. Ma adesso la Asl vuole gestirlo con personale proprio. Appello dei lavoratori ai candidati presidente della Regione DI AMBRA MURÈ IL PRECEDENTE Genitori e disabili occupano il Cem LE FAMIGLIE "Siete tutti coinvolti" LA MANIFESTAZIONE Disabili in strada contro la chiusura L'euforia è durata poco. Dopo un’occupazione durata due settimane, appelli, manifestazioni e infinite attestazioni di vicinanza, genitori e operatori del centro di educazione motoria (Cem) non vogliono accontentarsi di un lieto fine a metà. Certo hanno ottenuto che la struttura inaugurasse il nuovo anno ancora in attività: risultato non proprio scontato vista la minaccia di chiusura al 31 dicembre. Ma la Asl Rm D, che si è presa in carico il Cem "scaricato" dalla Croce Rossa, adesso vuole gestirlo con personale proprio. Mandando a casa 76 lavoratori precari (tra operatori, educatori, fisioterapisti, logopedisti e terapisti della motricità) che pure – denunciano i rappresentanti sindacali – “da decenni garantiscono con professionalità e competenza i servizi” per 69 giovani adulti disabili. IL PROTOCOLLO STRAVOLTO – La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno, quando tutti credevano di essersi lasciati la tempesta alle spalle. Con una decisione “dell’ultimo secondo”, comunicata agli interessati il 31 dicembre, la Asl - scrivono ora gli Rsu - ha “stravolto il protocollo d’intesa che ci era stato presentato dalla Croce Rossa il 27 dicembre, redatto dopo numerosi incontri con rappresentanti del Ministero della Salute e del Commissario della Regione Lazio”. I cambiamenti maggiori riguardano appunto i lavoratori. Decine di uomini e donne che, pur essendo in servizio da anni, vengono ancora impropriamente definiti (e trattati) come precari. “Questa posizione – avvertono i rappresentanti sindacali – non solo fa tabula rasa della loro storia professionale, ma nuoce anche ai ragazzi assistiti, troncando di netto il rapporto e la continuità terapeutica e assistenziale”. UNA SECONDA FAMIGLIA – “I nostri figli – scrive un papà sulla pagina Facebook del centro diurno del Cem – devono continuare ad essere seguiti dagli operatori che hanno, negli anni, costruito un rapporto interpersonale con ognuno di loro, diventando a tutti gli effetti la loro seconda famiglia”. Qualcuno su cui contare “anche quando noi genitori non ci saremo più”. L’obiettivo dei lavoratori – spiega a Paese Sera una delle operatrici, Lorena Guidi – è “resistere fino all'inserimento della nuova Giunta regionale, sperando che sia consapevole dell'importanza dei servizi come il nostro”. Da qui la decisione, condivisa da tutte le rappresentanze sindacali, di indire “un’assemblea permanente nei locali del Comitato provinciale della Croce Rossa di Roma, per impedire lo smantellamento del Cem e lo smembramento del servizio dei lavoratori”. APPELLO AI CANDIDATI – Di più: si cercherà di trasformare il futuro di questo centro in uno dei temi della campagna elettorale, iniziando con “l’informare tutti i candidati alla carica di presidente della Regione, portandoli a conoscenza della nostra vertenza”. E ovviamente facendo “un puntuale resoconto delle risposte dei politici contattati, che sarà reso pubblico, per dar merito all’impegno, che certamente metteranno, nel salvaguardare un servizio di eccellenza quale è il Cem e il futuro di tutti i lavoratori che lo hanno reso tale”.

Fonte :Paese Sera

14 GENNAIO 2013

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