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news italia e dal mondo

PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Investito dal bus davanti alla scuola Altro incidente, l'allarme dei presidi

16 Gennaio 2013, 12:37pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/01/16/scuola_bari--180x140.jpg?v=20130116095455

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il ragazzo, dell'istituto Euclide, è stato operato a una gamba. È accaduto all’uscita del Polivalente BARI - L’ultimo incidente risale a martedì mattina: un ragazzo di terza superiore dell’istituto Euclide del Polivalente di Japigia, nella ressa per prendere l’autobus, all’uscita da scuola, è inciampato insieme ad un suo compagno. E lo stesso bus l’ha investito: il ragazzo è stato portato d’urgenza in ospedale dove è stato operato ad una gamba. Il suo amico invece è inciampato e si è trovato con la testa a pochi centimetri dalla ruota del pullman. Per un miracolo è salvo. I presidi del Polivalente hanno quindi preso carta e penna e scritto una lettera al questore Domenico Pinzello e al comandante della polizia municipale Stefano Donati per chiedere più controlli negli orari di entrata e di uscita da scuola. «Ogni mattina - spiega il dirigente del liceo scientifico Salvemini, Mario De Pasquale - è un vero caos. Perché i ragazzi escono quasi tutti insieme e si precipitano a prendere il bus. Nella ressa ci si può davvero fare del male». Come è accaduto martedì mattina, quando è stata sfiorata la tragedia. Sul posto sono intervenuti, solo a distanza di un’ora, i vigili urbani, allertati dalla scuola e dall’Amtab. L’autista, in forte stato di choc, ha spiegato l’accaduto e ieri funzionari dell’azienda di trasporto urbano hanno incontrato il capo di Gabinetto, Antonella Rinella per sollecitare la presenza dei vigili fuori dalle scuole. Il Polivalente è frequentato da 4mila ragazzi che ogni giorno, per il 90 per cento, utilizzano i mezzi pubblici per tornare a casa. Si trovano ad attraversare la strada in mezzo alle auto e a rincorrere i bus senza che ci sia una pattuglia dei vigili a controllare la situazione. «È un rischio ogni giorno», spiegano dall’azienda. Presidi e docenti non nascondono la loro preoccupazione. «È necessario un controllo da parte dei vigili - conclude De Pasquale - noto che ci sono pattuglie della polizia e dei carabinieri che passano per questioni di ordine pubblico. Ma credo che ci sia bisogno anche di una pattuglia fissa dei vigili che aiuti i ragazzi ad attraversare e a prendere in tutta sicurezza i mezzi pubblici». Non è la prima volta che capitano incidenti simili davanti alle scuole. All’inizio dell’anno due bambini sono stati investiti dalle auto. Uno davanti alla scuola media Carducci in via Napoli e l’altra, di appena nove anni, davanti all’istituto comprensivo Eleonora Duse di San Girolamo. Anche in quelle occasioni i genitori avevano sollecitato il Comune a predisporre controlli fuori dai cancelli e a chiudere il tratto di strada davanti agli istituti, proprio per permettere ai bambini di uscire o di entrare in totale sicurezza. La presenza dei vigili è stata potenziata, ma non per tutte le scuole. Ad esempio al Polivalente la polizia municipale è quasi del tutto assente. «E pensare che quando è accaduto l’incidente - raccontano alcuni testimoni dell’incidente - abbiamo chiamato i vigili che hanno impiegato un’ora per arrivare. Dalle 13 e 20 alle 14 e 20 abbiamo aspettato in strada in attesa della polizia municipale».

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

16 GENNAIO 2013

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PUGLIA CALABRIA NEWS BARI «Ventilazione artificiale per vivere» Ma l'invalido era per strada e fumava

16 Gennaio 2013, 12:31pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/01/16/fianza_120802--180x140.jpg?v=20130116121217

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Truffa scoperta dalla Finanza: autore un 61enne di Bari Deve restituire i soldi percepiti, sequestrata l'abitazione BARI - Percepiva la pensione di invalidità e l'indennità di accompagnamento perché, solo sulla carta, aveva un'infermità grave che lo costringeva a letto e ad utilizzare la ventilazione artificiale. Ma in realtà svolgeva una vita normale fuori casa e compiva operazioni assolutamente incompatibili con le patologie che gli erano state riconosciute. Tra cui passeggiare e fumare. È quanto scoperto dalla guardia di Finanza di Bari che ha pedinato e filmato l'uomo per un lungo periodo. IL PROVVEDIMENTO - Il pensionato, 61enne, residente tra i quartieri Murat e Libertà è stato denunciato per truffa e la procura di Bari, dopo gli accertamenti dei militari, ha chiesto e ottenuto dal gip il sequestro preventivo di un immobile di proprietà a garanzia delle pensioni riscosse illecitamente dall'uomo. L'Inps, inoltre, ha contestualmente bloccato il pagamento delle indennità. Indagini sono in corso per accertare eventuali responsabilità dei funzionari che hanno certificato i requisiti per far ottenere al 61enne le pensioni. In particolare dei medici.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

16 GENNAIO 2013

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News Italia e dal Mondo :Elezioni choc: corrono 169 liste Respinto il simbolo della Lega

16 Gennaio 2013, 08:00am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

Milano Promosso il «Movimento Bunga Bunga» con due omini stilizzati che si scambiano calci nel sedere e anche la mano che indica la porta di «Fuori Tutti». Bocciata, invece, «Nuova forza Italia for president», ma anche la Lega Nord di Roberto Maroni. Questione di statura per il simbolo elettorale del Carroccio, una «M» troppo alta che ha convinto il ministero dell'Interno ad escluderlo insieme a tutte le liste civetta consegnate in quell'orgia iconografica che si è rivelata essere la presentazione dei contrassegni elettorali. In tutto 219 tra i buoni e le patacche, alcune ideate per semplice goliardia, altre per azione di disturbo. Ieri la decisione che gli ammessi sono 169, in 34 casi il Viminale ha concesso 48 ore per le modifiche e 16 sono stati dichiarati senza effetto per carenza di documentazione. Si salva, dopo tanta indignazione, Beppe Grillo che ha visto escludere il tarocco del Movimento 5 Stelle depositato dall'ex grillino Danilo Foti, così come il premier Mario Monti e il pm Antonio Ingroia che si sbarazzano rispettivamente dei cloni «Monti presidente per l'Europa» e di «Rivoluzione Civile». Via anche la lista Grande Sud. Ce la fa, ben raffigurata in primo piano, una Cicciolina affiancata dal simbolo del Dna, il suo partito Democrazia natura amore. Ma a far notizia è la sospensione della Lega, anche se la correzione già annunciata per oggi non la escluderà dalle elezioni. Contestata nel simbolo con l'Alberto da Giussano, la «M» maiuscola che compare all'interno del nome TreMonti affiancato a quello del segretario federale Roberto Maroni. Truffaldina, secondo gli esaminatori, quella lettera che potrebbe indurre gli elettori a pensare di votare per Monti, anziché per i leghisti che per l'occasione hanno arruolato l'ex ministro del governo Berlusconi. «Non ci saranno problemi», ha assicurato ieri l'onorevole Gianni Fava depositario del simbolo, annunciando che la «M» maiuscola sarà opportunamente limata. «Monti gode di una tutela particolare - commenta il senatore Roberto Calderoli - e mi piacerebbe che lo stesso trattamento venisse attuato per tutte le liste di Lega patacca». Perché ad essere ammessi sono i simboli di Lega Lombardo Veneta, Lega Federale del Sud, Lega Padana, Lega per l'Italia, Lega Italia e Lega del Sud. Nessuno dei quali ha nulla a che fare con il Carroccio. Poi, spiegando la presenza di Tremonti nel simbolo, Calderoli dice che «alcune forze politiche si sono fatte delle primarie in casa piuttosto discutibili, noi le facciamo invece sulla base dei risultati elettorali per indicare un nome». Quello di Tremonti premier. «Gli uffici - ha commentato il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri - hanno fatto la loro parte. Se Grillo è rimasto soddisfatto? Credo di sì, noi abbiamo fatto il nostro dovere. Come al solito». E tra quelli ricusati ci sono anche i tre simboli della Democrazia Cristiana, per cui alle elezioni l'unico scudocrociato con la scritta Libertas in campo sarà quello dell'Udc di Pier Ferdinando Casini. «Non ho ricevuto alcuna notifica dal Viminale. Con Monti c'è un'omonimia - se la prende Samuele Monti, consigliere comunale di Frabosa Soprana che si è visto ricusare il simbolo - ma io ho presentato il simbolo prima di Mario Monti. Non conosco le motivazioni della decisione del Viminale, ma in punta di diritto sono perplesso». In punta di diritto. Nel capitolo nostalgia, sono stati cassati Movimento sociale italiano-destra nazionale M.S.I.-D.N., Movimento idea sociale M.I.S, R.S.I. Nuova Italia, Alba dorata Italia e il drappo del Sacro Romano Impero. Ma anche il Partito comunista e la Lista civica Militia Christi. Passa ovviamente il calcio con Forza Roma in giallo-rosso e Forza Lazio in bianco-celeste. E l'unica speranza per questa Italia così malandata, è che i loro ideatori si fermino qui e non decidano di candidarsi. Con gli ultras non si sa mai, magari ce li ritroviamo un parlamento. In tutto questo gran circo Barnum sono da cambiare entro due giorni il logo Liberi da Equitalia dell'avvocato napoletano Angelo Pisani, la lista coalizzata con il Pdl sia alla Camera che al Senato. Soddisfatto Beppe Grillo («Ha prevalso il buon senso») dopo aver minacciato di ritirarsi se non si fosse fatta pulizia. Poi, nella prima tappa del suo tsunami tour a Pistoia, se la ride: «Sono 169 liste, pensavo qualcosina di più perché sono pochine...». Certo, come negare spazio e democrazia al «Partito 3 M Movimento mamme nel mondo», ai «Poeti d'Azione» e al pallone rosa di «Io non voto»? Meraviglioso paradosso borghesiano di chi chiederà di votare per un partito che chiede di non votare. Ma chiedendo di non votare, si presenterà alle elezioni per prendere i voti. E purtroppo non siamo nemmeno su Scherzi a parte.

Fonte :Il Giornale

16 GENNAIO 2013

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News Italia e dal Mondo :Appartamento in fiamme ferito un vigile del fuoco Paura in via Pergolesi: completamente distrutta l’abitazione di una coppia L’incendio

16 Gennaio 2013, 07:56am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito Da :Sotgia Marcella

OLBIA. Un appartamento di via Pergolesi, una delle traverse di via Barcellona, è stato semidistrutto, poco prima delle tredici di ieri, da un violentissimo incendio. A originare il rogo sarebbe stata una banale dimenticanza dei proprietari (una coppia con figli in tenera età) che, nel ripulire in camino dalla cenere, avrebbero lasciato il sacchetto contenente alcune braci vicino a dei pezzetti di legno utilizzati per accendere il fuoco. La coppia è quindi uscita di casa per andare al lavoro lasciando l’appartamento incustodito. A rendersi conto delle fiamme sono stati i vicini di casa, poco prime della 13, quando hanno notato le folate di fumo uscire dalle finestre. L’allarme ai vigili del fuoco è stato rapidissimo, e due squadre di pronto intervento si sono precipitate nella via per arginare le fiamme. Nelle operazioni di spegnimento, che i pompieri hanno effettuato indossando gli autorespiratori a causa del densissimo fumo che aveva avvolto l’intero appartamento, uno degli operatori, un capo squadra, è scivolato sul pavimento reso viscido da acqua e fuligine, riportando la distorsione di una gamba. Il vigili è stato soccorso dal 118 e accompagnato per accertamenti in ospedale. L’appartamento, situato al primo piano e che al momento dell’incendio era disabitato, è stato letteralmente devastato dalla violenza del rogo che dal salotto, dove si trova il camino, si è esteso alla cucina e ad una delle camere da letto. Tutto il mobilio, diversi letti e le suppellettili sono andati distrutti nell’incendio, mentre l’intero appartamento dovrà essere scrostato e ritinteggiato, avendo subito un forte sbalzo di temperatura (oltre 600 gradi) e incubato per circa un’ora una densa coltre di fumo che ha annerito ogni ambiente. Stando ai primi accertamenti compiti dei vigili del fuoco i solai e le strutture portanti dell’edificio non hanno subìto alcun danno, da qui la possibilità per i proprietari di avviare le indispensabili operazioni di bonifica per poter rioccupare, al più presto, la loro abitazione.

Fonte :La Nuova Sardegna

16 GENNAIO 2013

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News Italia e dal Mondo :Case popolari a Selargius, scoperta truffa milionaria La Guardia di Finanza sequestra 1,2 milioni di euro alla società

16 Gennaio 2013, 07:52am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

SELARGIUS. Avevano sottoscritto una convenzione con il Comune di Selargius per la vendita degli immobili di edilizia residenziale e popolare, ma chiedevano agli assegnatari denaro extra per il completamento della pratica e l’aggiudicazione sicura dell’alloggio. Se queste accuse reggeranno alla verifica dibattimentale il reato, al di là delle responsabilità penali, connoterebbe un profilo morale comunque censurabile. Per fortuna la truffa, ben architettata, è stata scoperta dalla Guardia di finanza, che ieri ha provveduto a sequestrare un milione e duecentomila euro nella disponibilità dell’amministrazione delegato della Unit Srl di Selargius, (ex Immobiliare San Lussorio Ceab srl), la società che aveva stipulato la convenzione con il Comune. Indagato per truffa, concussione ed evasione fiscale l’amministratore delegato della società Innocenzo Zaccheddu, 66 anni, selargino. Sequestrati tutti i conti correnti a lui riconducibili. Avvisi di garanzia per truffa e concussione sono invece scattati per Leila Cossu, 66 anni, di Selargius, dipendente della Unit, e Roberta Zaccheddu, 37 anni, figlia dell’amministratore. Le indagini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, coordinato dal colonnello Nicola De Benedictis, sono partite a seguito di una segnalazione dell’Agenzia delle Entrate che aveva eseguito alcuni accertamenti sull’immobiliare. Dai successivi accertamenti sono emerse le irregolarità. In particolare, l’azienda aveva sottoscritto la convenzione con il Comune e si era occupata della vendita degli immobili sia agli assegnatari in graduatoria sia, nel caso di case in eccesso, alle famiglie che ne avevano i requisiti. Sin qui nulla di irregolare, ma durante le vendite, secondo quanto accertato dagli investigatori, sfruttando la particolare convenienza dei prezzi, gli indagati avrebbero preteso spese extra agli assegnatari, in realtà tutt’altro che extra ma incluse nel prezzo di vendita e il denaro sarebbe servito, secondo le stesse indagini per arrivare al positivo “perfezionamento” del contratto. Il sequestro di oggi è stato richiesto dal sostituto procuratore del Tribunale di Cagliari Giangiacomo Pilia e firmato dal giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Pintori. Le attività investigative della Finanza proseguono per capire se il titolare dell’immobiliare, la figlia e la collaboratrice abbiano agito da soli o se invece vi siano stati anche complici, e soprattutto se la liquidità sequestrata possa essere solo partre del “tesoretto” illecitamente realizzato dagli amministratori dell’immobiliare.

Fonte :La Nuova Sardegna

16 GENNAIO 2013

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News Italia e dal Mondo :Marino, promette lavoro in cambio di denaro arrestata finta ufficiale dei carabinieri

16 Gennaio 2013, 07:49am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

La donna si era stabilita in un albergo della cittadina qualificandosi come maggiore dell'Arma. E' stata denunciata per truffa, sostituzione di persona, millantato credito e usurpazione di funzione pubblica, nonché munita di foglio di via obbligatorio E’ stata la denuncia di una donna truffata a far partire le indagini da parte degli uomini del Commissariato di Marino, diretto da Valter di Forti. La donna, dipendente di un noto Hotel di Marino, ha infatti denunciato agli agenti che una cliente dell’albergo, qualificatasi come Maggiore dell’Arma dei carabinieri, si era offerta di procurarle un impiego presso un Ministero, in cambio di una somma di denaro. LA TRUFFA - Il ‘Maggiore’ infatti asseriva di avere le conoscenze giuste, grazie alla sua qualifica, per poterle trovare un lavoro presso il Ministero dei beni Culturali, previa la consegna della somma di 1.200 Euro. La donna raggirata ha aggiunto, in sede di denuncia, di essere stata ingannata dal modo di fare molto sicuro di sé del presunto “Maggiore”, che per dare ancora più credito alle sue affermazioni aveva aggiunto di essere la figlia di un fantomatico magistrato dell’antimafia, mostrando anche dei documenti redatti su carta intestata del Ministero della Difesa. Così la donna oggetto della truffa, dietro richiesta del “Maggiore”, le aveva consegnato i documenti richiesti per l’assunzione, oltre alla somma di 1.200 Euro. LE INDAGINI - Le indagini subito effettuate dagli agenti del Commissariato di Marino presso la struttura ricettiva hanno così permesso di appurare che all’interno non alloggiava alcun graduato dell’Arma ma una donna che, circa un anno prima, si era stabilita nell’albergo riferendo genericamente di essere un appartenente a non meglio precisate Forze dell’ordine. La donna, una 30enne italiana di origini rumena, al momento delle indagini era però irreperibile. Una volta rintracciata, è stata perquisita sia la sua camera che l’autovettura in suo possesso, un’autovettura di grossa cilindrata intestata ad un pregiudicato siciliano. LE PERQUISIZIONI - Durante le perquisizioni sono state rinvenute numerose fotocopie di documenti di identificazione sottoscritte in calce dagli intestatari, documentazione e note varie redatte su carta intestata del Ministero della Difesa e del Ministero dei beni Culturali. L’intera documentazione è stata quindi sequestrata e sarà oggetto di ulteriori indagini finalizzate ad appurare se e quante altre persone siano state oggetto di truffa. Dalle indagini effettuate è emerso che la donna, sebbene alloggiasse in modo permanente presso il lussuoso hotel, non ha alcun lavoro. Al termine, pertanto, la 30enne è stata denunciata per truffa, sostituzione di persona, millantato credito e usurpazione di funzione pubblica nonché munita di foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nei comuni di Marino e Roma per 3 anni.

Fonte :Paese Sera

16 GENNAIO 2013

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News Italia e dal Mondo :Influenza, "Ospedali a rischio collasso" Idi, Balduzzi: "Sostegno e rigore"

16 Gennaio 2013, 07:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

Si prevede un gennaio difficile per la sanità del Lazio. Alle prese con diverse vertenze ancora aperte tra Regione e strutture pubbliche e private. E un picco d’influenza alle porte che, secondo l’associazione Codici, rende “sempre più concreto il rischio di collasso del sistema”. A tenere banco oggi la difficile situazione dell’Idi, con 1.800 lavoratori senza stipendio da mesi e nuovi tagli al budget annunciati dalla Regione. Sulla vicenda interviene il sindaco, che telefona al neo-commissario Palumbo chiedendogli “la revoca del provvedimento”. L’appello arriva proprio nel giorno in cui la città si riappropria, dopo quasi un anno, delle gallerie sotterranee del policlinico Umberto I. Dissequestrate ieri per decisione della Procura. ALLARME INFLUENZA – Una buona notizia che, da sola, non basta certo a illuminare un quadro altrimenti preoccupante. “Solo pochi giorni fa – ricorda il Codici – è scattato l’allarme per il blocco delle ambulanze del 118. Ora il picco dell’influenza è alle porte e il rischio di collasso del sistema si fa sempre più concreto”. Il dubbio è legittimo: “Come si affronta la situazione se già in condizioni normali i pazienti sono costretti ad aspettare per ore sulle barelle?”. Secondo dati resi pubblici nel 2011 dal sindacato Spes, in media ogni giorno nel Lazio ci sono infatti 350-400 pazienti che non possono essere ricoverati per mancanza di posti letto. Disagi che potrebbero moltiplicarsi già verso la fine di gennaio, quando, come ogni anno, si registrerà l’apice delle influenze. “In mancanza di una rete territoriale sanitaria – ricorda il segretario dell’associazione Ivano Giacomelli – i cittadini laziali non possono far altro che affollare i Pronto Soccorso in caso di bisogno”. Ecco perché, secondo il Codici, “in una situazione come quella odierna è impensabile parlare di tagli, che farebbero solamente aumentare i disservizi e le carenze delle strutture sanitarie”. ALEMANNO TELEFONA A PALUMBO – Un rischio denunciato già infinite volte nel corso degli ultimi mesi. E che può essere scongiurato solo trovando il delicato punto di equilibrio tra le esigenze di rientro dal deficit regionale e la difesa dell’occupazione e del diritto alla salute dei cittadini. Un tema molto sentito anche dalle strutture private accreditate, che questa mattina hanno incontrato il sindaco per discutere dei “gravi problemi che ricadono sulle strutture a seguito del recupero della spesa sanitaria e, in particolare, sul budget e sulla riconversione delle strutture stesse”. Alemanno – si legge in una nota del Campidoglio – “ha ascoltato le istanze delle associazioni e ha immediatamente telefonato al commissario straordinario alla Sanità del Lazio, Filippo Palumbo, invitandolo a incontrare il più presto possibile queste associazioni per aprire una trattativa”. Non è dato sapere se l’appello sia avvenuto nella stessa telefonata, ma l’ufficio stampa del Campidoglio comunica che questa mattina il primo cittadino ha sentito il neo-commissario anche su un’altra vicenda. Quella relativa all’Idi-San Carlo. “Avuta notizia dell’ipotesi di taglio del budget dell’Idi-San Carlo – si legge nella nota – il sindaco ha chiesto una revoca di questo provvedimento per evitare un ulteriore tracollo di questa istituzione, indispensabile per la sanità romana”. La missione diplomatica parrebbe essersi risolta positivamente, posto che “Palumbo si è impegnato a compiere in due giorni un’attenta revisione della documentazione per una modifica del provvedimento”. BALDUZZI - E sempre sulla vicenda Idi il primo cittadino ha interpellato anche il ministro della Salute, Renato Balduzzi, il quale "ha comunicato al sindaco di aver già dato disposizioni al commissario straordinario Filippo Palumbo, come già al commissario Enrico Bondi, sugli indirizzi da seguire in merito alla situazione della sanità nel Lazio e che consistono nel coniugare il sostegno alle istituzioni di eccellenza con il necessario rigore organizzativo e amministrativo da parte di tutte le strutture sanitarie, sia pubbliche sia private". UGL CHIEDE INCONTRO URGENTE A PALUMBO - E a rivolgersi al neo commissario è anche il segretario dell’Ugl Sanità Roma e Lazio, Antonio Cuozzo: “Abbiamo inviato una richiesta di incontro urgente al commissario ad acta Filippo Palumbo - dice - perché siamo molto preoccupati per la grave situazione in cui versa la Sanità regionale sia pubblica sia privata-accreditata”. E spiega che “visti gli ultimi tagli previsti dal dl 95/2012 sulla spending review e dei conseguenti decreti commissariali 348 e 349, che hanno portato ad una riduzione del 7 per cento del budget regionale, ed il forte impatto che gli stessi avranno sia in termini di posti di lavoro che di posti letto su tutto il sistema sanitario regionale, auspichiamo nell’apertura immediata di un tavolo di confronto che, con il coinvolgimento delle parti sociali, restituisca finalmente serenità ai pazienti e ai lavoratori del settore”. “E’ necessario infatti – conclude il sindacalista – che il commissario Palumbo ci dica in che modo intende porre rimedio a situazioni molto gravi, che si protraggono ormai da mesi: basti pensare ai presidi dei Gruppi Idi e San Raffaele, alle altre strutture accreditate e a tutti gli ospedali classificati dell’Area Cattolica”. CGIL: "COMMISSARIO CONVOCHI URGENTEMENTE SINDACATI" - “Sono mesi che la Cgil chiede alla Regione Lazio e al Prefetto, e si è mobilitata, per l’apertura di tavoli volti ad affrontare le singole vertenze (le più gravi quelle dell’Idi e del gruppo San Raffaele). La sollecitiamo nuovamente a intervenire sulle retribuzioni non pagate dei lavoratori, sui ritardi dei trasferimenti alle strutture e sulla drammatica situazione che vivono migliaia di lavoratori nel nostro territorio". Così Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio e Natale di Cola, segretario generale della Fp Cgil di Roma e del Lazio. "Come abbiamo più volte ripetuto - continuano - riteniamo che il commissario Palumbo debba convocare urgentemente i sindacati per affrontare l'emergenza dei lavoratori che, ricordiamo, garantiscono da mesi i servizi ai cittadini senza percepire lo stipendio. Spetterà invece alla nuova giunta regionale il compito di riprogrammare e riorganizzare il sistema sanitario dopo essersi confontata con i cittadini, gli operatori e i sindacati". "Se non avremo immediate risposte dalle istituzioni - concludono - sarà inevitabile una durissima mobilitazione".

Fonte :Paese Sera

15 GENNAIO 2013

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News Italia e dal Mondo :Regionali, conto alla rovescia per la presentazione delle liste A destra

16 Gennaio 2013, 07:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da:Sotgia Marcella

La partita di Rivoluzione civile che si interroga sul suo governatore potrebbe chiudersi oggi. In pole position il presidente dei Verdi, segutio dall’urbanista Paolo Berdini, dal sindaco di Corchiano Bengasi Battisti e dal medico Antonella Litta. Mentre nel centrosinistra Nicola Zingaretti è un bel pezzo avanti nella sua campagna elettorale, e lancia una linea di gadget per autofinanziarsi. Nel centrodestra è incubo doppio candidato. Perché i Fratelli d'Italia minacciano di correre da soli, con Meloni presidente. Storace però è ottimista. Dilaniati su una sola lista i montiani, che sui nomi da schierare accanto all'avvocato Bongiorno non hanno certezze DI S. IANNO' TAR "Al voto per 50 consiglieri". Partiti pronti al ricorso al CdS PDL Berlusconi sceglie il candidato Storace ELEZIONI Storace offre "l'apparentamento tecnico" ai Radicali IL PROFILO Storace, dall'Msi al buco nella sanità CENTROSINISTRA Zingaretti e la lista civica / I CANDIDATI FINANZIAMENTI Zingaretti lancia i gadget per la sua campagna LE FOTO RIVOLUZIONE CIVILE Lista unica per Ingroia ZINGARETTI "Da oggi 500 volontari"/ Lettera al Papa sulla famiglia Rivoluzione civile si interroga sul suo candidato governatore: il presidente dei Verdi Angelo Bonelli, l’urbanista Paolo Berdini, il sindaco di Corchiano Bengasi Battisti o il medico Antonella Litta? Nicola Zingaretti, l’uomo del centrosinistra, lancia una linea di gadget per finanziare la sua campagna elettorale. Mentre Francesco Storace, segretario de La Destra, apre ai Radicali e tenta di tenere in piedi la sua coalizione. Perché a meno di 24 ore dall’annuncio della sua candidatura, c’è da risolvere l’incognita Fratelli d’Italia. Che minacciano di correre da soli e lanciano Giorgia Meloni. Tutto nella giornata di ieri, con il Tar che decide di votare per 50 consiglieri. E sullo sfondo restano le trattative per chiudere le liste, da presentare per la sfida del 24 e 25 febbraio. L'AVANZATA DEI FRATELLI D'ITALIA - Nel centrodestra la partita sembrava chiusa lunedì sera con l’annuncio (via twitter) di Silvio Berlusconi che lanciava Storace candidato unitario. E così, dopo l’investitura del Cavaliere, l’ex governatore inizia la sua corsa: un editoriale sul Giornale d’Italia e tre interviste; ma soprattutto l’apertura ai Radicali, per un “apparentamento tecnico” da sfruttare contro Zingaretti. Che aveva chiuso le porte proprio ai Radicali. Ma il problema di Storace oggi si chiama Meloni. L’ex ministro della Gioventù è stata prima gettata nella mischia da Guido Crosetto; poi, da Porta a porta, rilancia: “E’ un’opzione che stiamo valutando”. Insomma Fdi punta i piedi contro il Pdl; proprio come in Lombardia, dove l’altro reggente del partito, Ignazio La Russa, candida Viviana Beccalossi. IL CENTRODESTRA E L'INCUBO DEL DOPPIO CANDIDATO - Storace non sembra per nulla preoccupato da questi smottamenti e si dice convinto che lo strappo sarà ricucito. Fatto sta che torna l’incubo del doppio candidato, con il precedente siciliano nell’ottobre scorso, quando il centrodestra uscì sconfitto. Dalla sede dei Fratelli d’Italia, l’ipotesi dei due nomi potrebbe anche trasformarsi in un vantaggio: “Come accaduto nel 2011 con De Magistris a Napoli”. Ma la verità, aggiungono, “è che la percentuale di una discesa in campo della Meloni è pari a 40 punti”. Negli uffici di via dei Quattro Cantoni sanno che si gioca la partita della vita contro un avversario interno: La Destra di Storace. Che ha un maggiore peso specifico nella sfida regionale. Per questo la convinzione è che l’ennesimo braccio di ferro sia funzionale solo ai rapporti di forza, in vista di una futura leadership nel centrodestra da scippare al Pdl e a Berlusconi. “Ma, se perdiamo, siamo rovinati”, sussurrano nelle stanze di Fdi. STORACE E I RADICALI - Dopo lo strappo con Zingaretti, che non vuole ricandidati i consiglieri uscenti, i Radicali ricevono l’offerta di Storace, convinto che loro “in consiglio ci devono stare”. E i pannelliani ci stanno pensando seriamente, anche se ufficialmente il loro candidato resta il capogruppo Giuseppe Rossodivita. Dal Pdl il sì è unanime: dall’area ex Fi Gianni Sammarco, l’ex presidente dell’assemblea della pisana Mario Abbruzzese, dagli ex assessori regionali Cangemi e Fabiana Santini; dagli augelliani Marco Malcotti e Prestagiovanni e dalla Polverini. Le liste sono già chiuse: con Rossodivita ci sono anche Rocco Berardo, Antonella Casu, Rovasio Sergio, De Lucia Michele, Farina Coscioni Maria Antonietta, Mina Welby, Anna Cassellino, Gaetano Valentino e Valeria Centorame. RICORSO CONTRO LA DECISIONE DEL TAR - Nell’arco della giornata però i Radicali si vedono anche respingere dal Tar il ricorso contro il decreto di voto firmato dalla governatrice dimissionaria Polverini, che taglia 20 consiglieri. La materia è delicata e la seconda sezione bis, presieduta da Eduardo Pugliese, opta per “non pregiudicare le esigenze di certezza inerenti al procedimento elettorale”, che deve basarsi “su regole chiare che non mutino in corso'”. I Verdi, cofirmatari tra gli altri dell’impugnazione, non ci stanno e promettono di presentare appello al Consiglio di Stato. I VERDI CON INGROIA VERSO IL CANDIDATO “GIUSTO” - Gli ambientalisti sono impegnati oltre che sul piano giuridico anche su quello politico. La partita per il candidato governatore del Quarto polo, con la Rivoluzione civile di Ingroia è apertissima. La chiusura dei giochi dovrebbe arrivare oggi con l’annuncio sul nome dell’aspirante presidente. Il profilo? “Conoscitore della macchina amministrativa e ambientalista”. Si pensa così ad Angelo Bonelli, presidente dei Verdi. Ma non è il solo in pista. Perché, mentre ancora si discute sull’opportunità della lista unica, c’è sempre un’ala che punta alla società civile. Tra questi spunta l’urbanista Paolo Berdini. Non solo. Ci sono anche Bengasi Battisti, firmatario del manifesto Cambiare si può, e Antonella Litta, membro dell’associazione Medici per l’ambiente. CENTRISTI - Dilaniato su una sola lista anche il centro di ispirazione Montiana. Se il candidato c’è da giorni, l’ex presidente della commissione Giustizia alla Camera Giulia Bongiorno, sui nomi da schierare con lei non c’è nessuna certezza. Luciano Ciocchetti, ex vicepresidente della Regione, punta su un’unica lista “che dia maggior forza alla coalizione”. “Le riunioni sono continue – aggiunge Ciocchetti – forse qualcosa in più si saprà domani (oggi, ndr)”. Il countdown per le elezioni è iniziato. Quello per la consegna delle liste scade il 25 gennaio.

Fonte :Paese Sera

16 GENNAIO 2013

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News Italia e dal Mondo Roma Ruby, il Processo continua: niente stop Il tribunale boccia l'istanza di Berlusconi Ira Pdl sui giudici: condizionano il voto

16 Gennaio 2013, 07:36am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

ROMA - I giudici del tribunale di Milano hanno bocciato, dopo quattro ore di Camera di Consiglio, l'istanza presentata dalla difesa di Silvio Berlusconi per sospendere fino al voto di febbraio il processo sul caso Ruby per motivi elettorali e anche la richiesta di legittimo impedimento dell'ex premier per oggi. Il dibattimento, quindi va avanti. Nel processo Ruby l'ex premier è imputato per concussione e prostituzione minorile. L'istanza era stata avanzata dalle difese per motivi elettorali, in quanto l'ex capo del governo è ora a capo della coalizione del Pdl. L'avvocato Ghedini ha formalizzato l'istanza sottolineando che ieri sono stati depositati tutti i simboli e che per i capi della coalizione da oggi è aperta la campagna elettorale e pertanto il legittimo impedimento per il leader del Pdl non è solo per oggi ma è generale e copre tutta la campagna elettorale. Con la richiesta di bloccare i processi, la difesa aveva chiesto anche la sospensione dei termini di prescrizione e ha ricordato che, in un'analoga situazione, in passato vennero fermati i processi Ariosto e Mills. La decisione dei giudici della quarta sezione penale del tribunale di Milano è arrivata dopo circa quattro ore di camera di consiglio. Riguardo al legittimo impedimento dell'ex premier per oggi il collegio ha ritenuto che la partecipazione di Berlusconi alla riunione convocata per stamattina a Roma relativa alla composizione delle liste elettorali che dovranno essere depositate entro il 31 gennaio «non implica un legittimo impedimento a partecipare all'udienza» odierna ed è «assimilabile» a una sua «scelta personale». Quanto alla sospensione del processo per ragioni di opportunità fino al termine della competizione elettorale richiesta dalla difesa, tale istanza non è stata accolta dal momento che il tribunale non può operare scelte di opportunità. Il collegio dunque ha deciso di proseguire con il dibattimento in quanto ha valutato che non esistono gli estremi per bloccare il procedimento fino a dopo il 24/25 febbraio. Ghedini: intervento pesante sulla campagna elettorale. «Con questa decisione il Tribunale è intervenuto pesantemente nella campagna elettorale - dice Niccolò Ghedini - Una cosa del genere va a incidere sulla serenità della campagna elettorale». Alfano: pm e giudici vogliono condizionare il voto. «La Procura di Milano e i giudici di Milano - attacca il segretario politico del Pdl, Angelino Alfano - Accomunati dallo stesso strumentale e gravissimo intento, ritengono che l'attività del presidente Silvio Berlusconi, in qualità di capo della coalizione, sia meno importante di partecipare a un'udienza. In questo modo, appare chiara la volontà di entrare a gamba tesa nella campagna elettorale, condizionandone fortemente gli esiti, per arrivare persino a una sentenza definitiva prima della competizione. È inammissibile quanto si delinea all'orizzonte. Come è inammissibile che la giustizia sia utilizzata a fini politici». Di Pietro: ma quale uso politico, candidatura Berlusconi è anti-processi. «I processi è da una vita che si stanno facendo e non è che il giudice debba stare attento a quando si sciolgono le Camere o meno - dice il leader Idv, Antonio Di Pietro - L'uso politico non è da parte dei magistrati, visto che i processi devono fare il loro corso, ma di chi si candida per evitare i processi». Ghedini: rinunciamo a Ruby come teste. Per un accordo tra accusa e difesa, Ruby, che era stata citata come teste per la difesa dell'ex premier, non sarà sentita in aula come testimone e parte offesa. Il tribunale, come avevano chiesto stamani i legali dell'ex premier, ha acquisito i verbali delle dichiarazioni rese dalla ragazza agli inquirenti. Subito dopo questa decisione Ruby ha lasciato il tribunale. Difesa vuol sentire George Clooney e Cristiano Ronaldo. La difesa di Berlusconi ha chiesto di convocare come ulteriori testimoni l'attore George Clooney, l'attaccante del Real Madrid Cristiano Ronaldo e altri 4 testi, tra cui anche la mamma della giovane marocchina. Su queste richieste i giudici decideranno nella prossima udienza fissata per il 21 gennaio, mentre da programma la requisitoria dei pm dovrebbe essere fissata per il 28 gennaio, con la parola alle difese il 4 febbraio. Clooney e Ronaldo erano già stati citati nella lista dei testimoni della difesa dell'ex premier e i difensori si erano riservati di decidere se convocarli o meno dopo la testimonianza di Ruby. Oggi, dopo la rinuncia a sentire la giovane marocchina, i difensori hanno formulato la richiesta di ulteriori testi, tra cui proprio l'attaccante del Real Madrid e l'attore americano, ai quali aveva fatto riferimento Ruby nei verbali in fase di indagini. Ruby "blindata" in aula. Mini abito nero, stivali, giacca a vento imbottita e sciarpone al collo, Ruby è arrivata in tribunale accompagnata dal suo fidanzato Luca Risso e dai suoi legali, le avvocatesse Paola Boccardi e Daniela Damiano. Nonostante sia stata in Messico non aveva un velo di abbronzatura e sul volto un leggero trucco (video). Un aspetto ben diverso da quello che aveva quando si presentava alle serate in discoteca subito dopo la sua notorietà per il cosiddetto "Rubygate". I carabinieri hanno transennato il corridoio per impedire a giornalisti e fotografi di avvicinarsi. Ruby stupita: volevo testimoniare. «Sono qui per essere ascoltata» aveva detto Ruby ad alcuni cronisti mentre i giudici erano in Camera di consiglio. Dopo la rinuncia alla testimonianza, Ruby ha lasciato il tribunale senza rilasciare dichiarazioni. Il suo legale, l'avvocato Paola Boccardi, ha detto: «Non è arrabbiata, ma stupita perché voleva essere ascoltata». Ghedini: per Berlusconi impossibile essere qui. «Per Silvio Berlusconi, in quanto capo della coalizione, è impossibile non solo essere qui, ma seguire il processo in questo periodo di campagna elettorale» ha affermato l'avvocato Niccolò Ghedini, sostenendo che la sospensione per legittimo impedimento ha un motivo sia tecnico che di «opportunità» perché il «processo ha anche una eco mediatica» e si vuole evitare che si possa incidere sulla politica «con strumentalizzazione degli atti processuali» (video). Per sostenere la sua richiesta Ghedini ha ricordato che il tribunale di Milano già in altre occasioni aveva sospeso processi all'ex premier per legittimo impedimento. Pm Boccassini: no alla sospensione. Il procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini, si è opposta alla richiesta della difesa di Berlusconi di riconoscergli il legittimo impedimento e la sospensione del processo sul caso Ruby. «Ritengo che non siamo affatto nelle occasioni minimali del legittimo impedimento» ha detto il pm, aggiungendo di volere che «il processo vada avanti». Per quanto riguarda la questione di opportunità politica, il magistrato ha detto che sono «questioni che non dovrebbero entrare nelle aule di tribunale. Io chiedo che questo processo vada avanti, perché un processo non può essere sospeso per una campagna elettorale. Questa richiesta non è una questione di diritto che si deve affrontare in un tribunale». «Berlusconi non è candidato premier». «Silvio Berlusconi non è il segretario politico nazionale del partito, perché è Alfano, e non è nemmeno il candidato premier» ha detto il pm Boccassini chiedendo ai giudici il rigetto delle istanze della difesa sul legittimo impedimento. «La riunione di oggi tra l'altro - ha aggiunto Boccassini - si svolge nella sede privata di Berlusconi, a palazzo Grazioli».

Fonte :Il Gazzettino

16 GENNAIO 2013

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News Italia e dal Mondo Diciassettenne scompare di casa, ritrovata a Napoli: era in casa con un amico 50enne

16 Gennaio 2013, 07:33am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

PORDENONE - Ritrovata a Napoli la 17enne scomparsa da ieri dal paese nel quale abita insieme alla famiglia, in provincia di Pordenone. La madre, in allarme, ha presentato denuncia ai carabinieri che hanno setacciato il territorio per trovarla,senza esito. A "tradire" la giovane un sms inviato a un parente per informarlo che stava bene. Ritrovata a Sant'Anastasia. La ragazza era ospite di un uomo di 50 anni, del posto, la cui posizione è ora al vaglio dei carabinieri di Castello di Cisterna che hanno lavorato in collaborazione con i colleghi di Pordenone. Decisiva ai fini del ritrovamento l'individuazione della cellula del telefonino, agganciata quando la giovane ha inviato un sms a un congiunto per tranquillizzare i familiari sul suo stato di salute. La zona era quella di Pomigliano d'Arco, a poca distanza dall'abitazione dell'uomo con cui la minorenne in passato aveva già intessuto rapporti di amicizia. I parenti della ragazza sono in viaggio verso la Campania per riportarla a casa.

Fonte :Il Gazzettino

16 GENNAIO 2013

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