SEZ. POLITICA MILANO ANCHE IL PROCESSO MEDIASET VA AVANTI. GHEDINI: "INCIDE SULLA LIBERTÀ DI VOTO"
INSERITO DA ANGELA CECERE
MILANO - I giudici della Corte d'Appello di Milano hanno respinto la richiesta della difesa di Silvio Berlusconi, tra gli imputati per il caso Mediaset, di sospendere il processo a dopo le elezioni. Il dibattimento prosegue. Quella proposta oggi dalla difesa di Silvio Berlusconi è la terza richiesta di sospensione dei processi in corso a Milano a carico dell'ex premier avanzata questa settimana. La prima è stata presentata e rigettata al processo Ruby lunedì scorso, mentre la seconda è stata accolta ieri dal collegio davanti al quale si sta celebrando il dibattimento per la vicenda dell'intercettazione Fassino-Consorte. GHEDINI: "INCIDE SU LIBERTA' DI VOTO" «La situazione a Milano nei processi al Presidente Berlusconi è ormai insostenibile e fuori da ogni logica». Lo afferma Niccolò Ghedini,difensore dell'ex premier. Secondo Ghedini, la decisione che i processi debbano continuare incide «pesantemente sulla possibilità di svolgere efficacemente e liberamente la campagna elettorale». Secondo Ghedini, «al di là della storica prevenzione» nei confronti di Berlusconi «da parte della magistratura e della continua e reiterata compressione della possibilità di difendersi, al di là di sentenze palesemente ingiuste, fra l'altro sempre riformate in Cassazione, al di là di provvedimenti che hanno determinato gravi crisi politiche, quali la nota informazione di garanzia del 1994 che causò la caduta del Governo, risoltasi anch'essa in una assoluzione in Cassazione solo dopo molti anni, quanto meno si era sempre consentito di svolgere serenamente la campagna elettorale. Infatti - prosegue - sempre negli anni passati erano stati sospesi i processi durante la campagna elettorale». Stavolta, sottolinea ancora l'avvocato e parlamentare del Pdl, «nell'arco di pochi giorni su tre collegi diversi ben due hanno statuito che i processi, guarda caso i più delicati e sensibili anche mediaticamente, debbano continuare, di fatto incidendo pesantemente sulla possibilità di svolgere efficacemente e liberamente la campagna elettorale sia al Presidente Berlusconi, capo della coalizione di centro destra e candidato in tutte le circoscrizioni del Senato, sia ai suoi difensori anch'essi candidati al Parlamento». Secondo Ghedini, «tali decisioni di inusitata gravità dimostrano la impossibilità di difendersi serenamente a Milano. Si ricordi che si sarebbe trattato di rinviare, sospendendo la prescrizione, processi che durano da svariati anni, di poco più di un mese. Non vi era quindi nessuna ragione giuridica per non rinviare i processi così come sempre si era fatto». «Dovranno quindi essere valutate tutte le iniziative processuali volte a consentire di poter esplicare liberamente i diritti politici costituzionalmente garantiti, oggi gravemente compromessi», continua Ghedini, secondo cui «rimane comunque un'unica domanda a cui le alte cariche dello Stato e l'Organo dell'autogoverno della magistratura dovrebbero rispondere: perchè si vogliono continuare i processi al presidente Berlusconi durante la campagna elettorale? Per chi conosce la storia la risposta è facile».
FONTE LEGGO.IT
18 GENNAIO 2013
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INSERITO DA ANGELA CECERE
INSERITO DA ANGELA CECERE