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news italia e dal mondo

PUGLIA CALABRIA NEWS TARANTO Ilva, incidente alla batteria nove Morto operaio 42enne, un ferito

28 Febbraio 2013, 11:20am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/02/16/ilva2--180x140.jpg?v=20130228084103      

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Perde la vita Ciro Moccia, dipendente del siderurgico Antonio Liddi, della ditta MR, è grave. Cobas: sciopero TARANTO - Un operaio è morto e un altro è rimasto ferito in un incidente all'Ilva di Taranto al reparto batteria 9 delle cokerie. La vittima di chiamava Ciro Moccia, aveva 42 anni ed era un dipendente dell'Ilva che si occupava di manutenzione. Il lavoratore rimasto ferito si chiama Antonio Liddi (46 anni), ed è un dipendente della ditta MR. A quanto si è saputo per ora, sono caduti, mentre erano insieme al lavoro sul piano di carico della batteria 9 delle cokerie. Liddi è ricoverato nell'ospedale SS. Annunziata di Taranto «in condizioni che sono in corso di valutazione». L'incidente - spiega Ilva - è avvenuto alle 4.40 nell'area cokerie «durante una operazione di intervento di manutenzione alla batteria 9, una delle batterie ferme perchè in rifacimento». «La dinamica - si aggiunge nella nota aziendale - è in corso di accertamento, l'autorità giudiziaria è sul posto. Il presidente e il direttore i stabilimento esprimono la loro vicinanza ai parenti e in segno di cordoglio sono state sospese tutte le attività di Stabilimento», conclude la nota dell'Ilva. Ilva, incidente sul lavoro: muore operaio LA PROTESTA - Uno «sciopero immediato di 24 ore»: lo proclama lo Slai Cobas di Taranto e lo chiede alle altre organizzazioni sindacali per la morte di Moccia e il ferimento di Liddi. «In questa fabbrica - affermano i Cobas di Taranto - la morte non si ferma mai, 3 operai morti nel breve arco di pochi mesi. Lo slai cobas per il sindacato di classe ilva Taranto si unisce al dolore della famiglia e dei compagni di lavoro». LA FIM-CISL - «Dopo alcuni anni in cui non si verificavano incidenti mortali, tre morti nel giro di pochi mesi sono fatti gravi e inaccettabili». Lo dice Marco Bentivogli, segretario nazionale Fim Cisl, a proposito dell'ultimo incidente sul lavoro all'Ilva di Taranto. «La Fim Cisl - aggiunge - chiede che si accertino subito le responsabilità di quanto accaduto e proporrà a Fiom e Uilm un'iniziativa di 24 ore di sciopero, il lavoro deve essere salubre e sicuro».

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

28 FEBBRAIO 2013

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Giudici di pace, ai comuni 60 giorni per salvare gli uffici

28 Febbraio 2013, 11:03am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

/content/law24/guidaAlDiritto/civile/civile/primiPiani/2013/02/giudici-di-pace-i-comuni-hanno-60-giorni-per-salvare-gli-uffici/jcr:content/immagine/file

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

228083_1047752848357_3575_n.jpgINSERITO DA GIUSEPPE D'ALESSANDRO Ho sempre creduto che la distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari necessitasse di un restyling ma, aggiungo subito, a scanso di equivoci, che il mio auspicio non interessava i c.d. “tribunalini” che, piccoli per quanto si voglia, costituiscono un avamposto di legalità in un Paese abbastanza allergico al rispetto delle regole.


Situazioni eterogenee
 
Peraltro, osservando la consistenza, in termini di fascicoli, dei 31 tribunali soppressi colpisce l’enorme divario che separa il primo della lista (Rossano, con un totale di quasi 30.000 procedimenti civili e penali) e l’ultimo (Tortona, con appena 1.835 affari) (dati Il Sole 24 Ore del 18 febbraio 2013).

Mi auguravo, inoltre, un robusto accorpamento delle sezioni staccate, più per senso pratico che per ragioni ideologiche: la chiusura in blocco di tutti questi uffici avrebbe determinato un esodo di fascicoli e personale verso le sedi circondariali, notoriamente già in debito di spazi, ma temevo che non sarebbe stata accompagnata da investimenti per l’adeguamento degli edifici giudiziari.


La proliferazione dei GdP
Infine, mi attendevo una significativa sforbiciata degli uffici del giudice di pace, non avendo mai dimenticato lo stupore che mi destò una cartina geografica dell’Italia suddivisa in 846 “tessere”: tanti erano (rectius: sono) i giudici di pace sulla carta ed alcuni uffici sono talmente minuscoli che, tranne il giorno in cui si tengono le udienze, sono frequentati quotidianamente solo dal cancelliere, quando il posto non è vacante.


La scura del governo
Invece il Governo è stato draconiano con le sezioni distaccate, sopprimendole tutte; abbastanza severo con i tribunali minori, riuscendo a chiuderne 31; quasi inconsistente con i giudici di pace perché astrattamente  ne avrebbe soppressi 667 su 846, se non fosse per l’articolo 3 del decreto legislativo 7 settembre 2012 n. 156, che consente agli enti locali, anche consorziandosi, di mantenere gli uffici del giudice di pace da tagliare facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio.


Le difficoltà patrimoniali dei comuni
È dunque elevato il rischio, in un Paese che è sempre stato afflitto da un campanilismo ossessivo, che le singole amministrazioni locali, pur di conservare il “prestigio” di essere sede di un ufficio giudiziario, si accollino i costi della sua sopravvivenza.

Se le amministrazioni locali si avvarranno in massa della facoltà loro concessa dalla norma, saranno letteralmente vanificati gli attesi risparmi di spesa.


Ma la scelta legislativa appare davvero incomprensibile se ci si sofferma un attimo sulla situazione patrimoniale dei comuni italiani.

Sono talmente tanti quelli sul punto di essere dichiarati dissestati, a causa delle loro esposizioni debitorie, che il legislatore è dovuto intervenire prevedendo la possibilità che le singole amministrazioni attivino una procedura di riequilibrio finanziario pluriennale grazie alla quale gli enti potranno ripianare le passività anche in dieci anni.


Ancor più discutibile è questa soluzione se si pensa che i debiti degli enti pubblici sono una voragine di 136,9 miliardi di euro (a tanto ammonterebbero secondo i dati apparsi su Il Sole 24 Ore del 18 febbraio 2013) e che i ritardi nei pagamenti dei fornitori di beni e servizi sono divenuti oramai intollerabili e sono causa, molto spesso, del fallimento di piccole e medie imprese.


Tempi stretti per i municipi
Tuttavia, piaccia o meno il margine di discrezionalità riconosciuto dalla legge ai comuni in cui ha sede un ufficio del giudice di pace, da diovedì 28 febbraio comincia a decorrere il termine di sessanta giorni entro il quale le amministrazioni interessate dovranno far pervenire al Ministero la loro disponibilità ad accollarsi i costi di funzionamento dell’ufficio da sopprimere.


Stando così le cose, c’è solo da sperare che gli amministratori locali – una volta tanto – diano prova di senso di responsabilità e pensino concretamente agli interessi prioritari dei loro concittadini, in cima ai quali in questo momento non vi è, con buona probabilità, il mantenimento a tutti i costi dell’ufficio del giudice di pace: un lusso che le esangui casse degli enti e gli ancor più esangui portafogli dei contribuenti non possono più permettersi in modo indiscriminato.

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SEZ. POLITICA ROMA I 'TROMBATI' ECCELLENTI E LE PENSIONI D'ORO: ECCO TUTTE LE CIFRE -GUARDA

27 Febbraio 2013, 12:14pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130227_gianfranco-fini.jpg

 

529998 3698742830828 1599119446 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Restano fuori dal Parlamento ma nei prossimi mesi avranno un modo per consolarsi. Tra i trombati eccelletti di questa tornata elettorale, come spiega su Libero Franco Bechis, c'è chi, con carriere pluriennali, si porta a casa pensione e buona uscita dalle cifre importanti. GIANFRANCO FINI Il leader di Fli, che con il suo partito non ha raggiunto lo 0,5 per cento nazionale, ha maturato una buona uscita di 260mila euro e una pensione mensile di 6.200 euro netti. ANTONIO DI PIETRO Dopo il fallimento di Rivoluzione Civile, anche Antonio Di Pietro resta fuori. Per lui 60mila euro di buona uscita e una pensione da 4.300 euro. ITALO BOCCHINO Il "delfino" di Fini a Fli ha seguito le sue stesse sorti. Troppo giovane per la pensione, avrà una liquidazione di 160mila euro. FRANCO MARINI Fuori dal Parlamento dopo vent'anni, non ha conquistato il seggio al senato con il Pd. Liquidazione di 188mila euro e pensione da 5.300. EMMA BONINO La radicale esclusa insieme a Marco Pannella. Per lei la pensione è di 6.500 euro al mese netti, più 60mila euro di liquidazione. FERDINANDO ADORNATO Ancora troppo giovane per la pensione, che però percepirà dall'anno prossimo (4.500 euro netti), per ora avrà 122mila euro di liquidazione.

FONTE LEGGO.IT

27 FEBBRAIO 2013

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SEZ. POLITICA ROMA IL CAV PREPARA UNA 'LETTERA-INCIUCIO' PER BERSANI. "NON TORNIAMO AL VOTO"

27 Febbraio 2013, 12:09pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130227_berlusconi-lettera-pd.jpg

 

529998 3698742830828 1599119446 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - La prossima mossa di Silvio Berlusconi a due giorni dall'esito delle elezioni sarebbe una lettera rivolta al segretario del Pd Pier Luigi Bersani in cui sarebbe contenuta una proposta politica per il governo del paese. A riferirlo è il sito Europaquotidiano.it, vicino agli ambienti del centrosinistra, che cita "ambienti ben informati" vicini al Cavaliere. L'iniziativa del leader Pdl si insinuerebbe in una "chiamata alla responsabilità" per evitare di portare nuovamente il paese al voto, e nella proposta dovrebbe esserci la proposta di un pacchetto di riforme istituzionali ad integrazione di una riforma della legge elettorale.

FONTE LEGGO.IT

27 FEBBRAIO 2013

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NEWS ITALIA E DAL MONDO TREVISO Fido scoperto, telefonate della banca: ristoratore ed ex rugbista si spara in casa

27 Febbraio 2013, 11:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.gazzettino.it/MsgrNews/HIGH/20130227_mazzariol_ristorante.jpg

 

529998 3698742830828 1599119446 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Gianfranco Mazzariol si è tolto la vita nel garage: la moglie era stata chiamata dal collega di lavoro che non lo aveva visto TREVISO - Era un tarlo che lo ossessionava. Un tormento che non lo faceva più vivere serenamente, anche se all’apparenza mostrava sorrisi e tranquillità. Ma dietro c’erano dolore e timori. E le continue telefonate dalla banca non lo lasciavano in pace. Il problema era sempre lo stesso: saldare un fido scoperto, coprire un conto in rosso. Per Gianfranco Mazzariol, 58 anni, commerciante conosciutissimo a Treviso, c’era anche la percezione di vivere questa situazione come una sorta di umiliazione. Così è arrivato alla conclusione più drammatica: una fucilata all'interno della sua abitazione a Paese. Il fucile era regolarmente denunciato, un colpo alla gola. Un’altra vittima di questo difficilissimo momento di complicazioni economiche, che già ha fatto troppi morti. Mazzariol era titolare, con il fratello Giancarlo, 67 anni, del ristorante "Al Mercato" di Treviso e del "Birrificio trevigiano" di Vascon di Carbonera. I Mazzariol vantano entrambi un passato glorioso nel mondo del rugby trevigiano degli anni ’70: avevano giocato nel Metalcrom. E Giancarlo aveva trasmesso la passione per la palla ovale anche al figlio Francesco, 37 anni, ex giocatore del Benetton e commentatore in tv per La7, prima di dedicarsi alla carriera di allenatore a Parma. Era stata una mattina come le altre. All’apparenza tutto normale. Nadia Vecchiato, la moglie, verso le 4 esce di casa e si reca al lavoro, al ristorante. Il marito, a quell’ora, sta dando da mangiare ai setter. Alle 9.40 al telefono di Nadia giunge la telefonata del socio che con Gianfranco gestisce il birrificio di Vascon: il marito non è arrivato al lavoro. Nadia si preoccupa. Telefona a casa, ma nessuno risponde. Chiama il cognato Giancarlo, che a sua volta contatta la figlia Federica, che vive a pochi passi dall'abitazione degli zii. Alle 12.20 la donna nota che l'auto di Gianfranco Mazzariol è posteggiata all'esterno dell'abitazione. Entra nel garage e fa la terribile scoperta. Il mondo del rugby trevigiano dunque è di nuovo sotto choc: il 25 ottobre 2012 era già stato colpito con la morte di Piero Dotto, stroncato da un infarto ad appena 42 anni.

FONTE IL GAZZETTINO

27 FEBBRAIO 2013

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NEWS ITALIA E DAL MONDO TORINO, PROSTITUTE 'VENDUTE' ONLINE: OTTO ARRESTI. "USAVANO SITI DI INCONTRI"

27 Febbraio 2013, 11:41am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130227_prostituta-16-anni.jpg

 

529998 3698742830828 1599119446 nINSERITO DA ANGELA CECERE

TORINO - L'organizzazione pubblicava di continuo annunci, talvolta appoggiandosi a bacheche online di incontri, allegando fotografie e numeri di cellulare delle ragazze che si prostituivano. È un'organizzazione 2.0 quella scoperta dai carabinieri di Torino che hanno arrestato otto persone. Tra gli indagati anche Salvatore F., 47 anni, residente a Torino che provvedeva per conto dell'organizzazione a preparare gli annunci sui siti specializzati e a predisporre il book fotografico delle ragazze romene scegliendo le foto da inserire negli annunci. Secondo quanto accertato le ragazze si prostituivano in casa e qualche volta in strada, soprattutto a Lombardore, in provincia di Torino. Un italiano aveva messo a disposizione il suo appartamento per consentire alle ragazze di lavorare. Quando arrivavano i clienti, l'uomo doveva uscire, ma spesso e volentieri preferiva aspettare sul balcone. Più clienti le ragazze portavano in casa e più soldi lui guadagnava. Ed è stato proprio l'uomo del balcone a dare una svolta alle indagini: un vicino ha chiamato i carabinieri per segnalare un uomo fermo sul balcone, sia di giorno sia di notte. I militari della Compagnia di Venaria, che già indagavano sull'organizzazione, hanno raccolto e sviluppato l'informazione e ricostruito l'organizzazione: i capi, Petru Alin Cirpaci, 29 anni e la moglie Claudia Zorita Cirpaci, 27 anni, controllavano le performance delle donne, anche tramite Carmelo Lampasi, 60 anni, di Torino (proprietario dell'appartamento), imponevano alle ragazze le modalità di svolgimento dell'attività, acquisivano il ricavato della prostituzione, nonchè pubblicizzavano il lavoro sui siti internet, impartendo ordini e direttive a Salvatore F., 47 anni, di Torino. Prima e dopo la prestazione sessuale le ragazze erano obbligate a telefonare ai coniugi Cirpaciu. Per tutti l'accusa è di sfruttamento della prostituzione. Salvatore F. è stato sottoposto all'obbligo di firma. Nel corso dell'indagine, iniziata lo scorso ottobre, i carabinieri hanno accertato che un altro membro del gruppo, Marian Varga Iulian, 22 anni, residente a Torino, in concorso con i coniugi Cirpaci, rubava le auto destinate al mercato torinese o all'esportazione all'estero. Le vetture venivano fatte prelevare in strada da una ditta di carro attrezzi, estranea ai fatti, e portate in un'officina. Nel corso dell'operazione sono stati anche arrestati alcuni affiliati romeni che tra i loro incarichi avevano anche quello di spaventare le ragazze per farle lavorare di più.

FONTE LEGGO.IT

27 FEBBRAIO 2013

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CIOCIARIA NEWS Regione. In Ciociaria scattano 3 seggi ed un probabile quarto (M5S): i dati

27 Febbraio 2013, 11:24am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://ciociaria.ogginotizie.it/GUI/file_contenuti/509950_regione%20lazio%20sede.jpg

 

529998 3698742830828 1599119446 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Frosinone – In provincia di Frosinone vince il centrodestra ed il Pdl anche alle elezioni regionali. Un dato che va in controtendenza con il dato regionale che ha decretato la vittoria del centrosinistra grazie ai risultati provenienti da Roma e provincia ma anche da Rieti e Viterbo. Secondo partito il Pd mentre a sorpresa il Movimento 5 Stelle si piazza al terzo posto. Tre o quasi sicuramente quattro i seggi scattati in Ciociaria con l'elezione di Mario Abbruzzese per il Pdl, Mauro Buschini per il Pd, il probabile ingresso di Ilaria Fontana per il M5S (ancora incerto) e l'elezione di Marino Fardelli della Lista Bongiorno (di cui parliamo in altro articolo). La coalizione a sostegno di Francesco Storace ha ottenuto 105.877 voti (40.5%), quella a sostegno di Nicola Zingaretti 94.041 preferenze (35,57%). Questi i dati ufficiali partito per partito: IL POPOLO DELLA LIBERTA' 73.104 (27,65) facendo scattare un seggio (Mario Abbruzzese), FRATELLI D'ITALIA 10.835 (4,09), LA DESTRA 8.677 (3,28) MCL MOVIMENTO CITTADINI E LAVORATORI 4.176 (1,57), LISTA STORACE 3.100 (1,17), FEDERAZIONE DEI CRISTIANO POPOLARI 2.509 (0,94) FRONTE VERDE-TUTTI INSIEME PER L'ITALIA 2.021 (0,76), MIR - MODERATI IN RIVOLUZIONE 1.128 (0,42) RETE LIBERAL 327 (0,12). PARTITO DEMOCRATICO 65.527 (24,79%) e scatta il secondo seggio per la provincia di Frosinone (Mauro Buschini). PARTITO SOCIALISTA ITALIANO 10.520 (3,98) SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' 7.413 (2,80) LISTA ZINGARETTI 6.720 (2,54) CENTRO DEMOCRATICO 3.861 (1,46). BARILLARI DAVIDE MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT 43.567 (15,05) MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT 31.900 (12,06%) con il probabile (non ancora confermato) seggio ciociaro e l'ingresso di Ilaria Fontana. BONGIORNO GIULIA BONGIORNO PRESIDENTE 21.871 (7,55%) Lista BONGIORNO PRESIDENTE 21.081 7,97 e seggio ciociaro anche per la lista Bongiorno (Marino Fardelli). RUOTOLO ALESSANDRO DETTO SANDRO RIVOLUZIONE CIVILE 6.932 (2,39) RIVOLUZIONE CIVILE 6.059 (2,29). ROMAGNOLI LUCA FIAMMA TRICOLORE 1.951 (0,67) FIAMMA TRICOLORE 1.560 (0,59) - DI STEFANO SIMONE CASAPOUND ITALIA 1.338 (0,46) CASAPOUND ITALIA 998 (0,37) - SORGE LUIGI PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI 1.036 (0,35) PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI 693 (0,26) - BALDASSARI ALESSANDRA DETTA BALDASSARRI FARE PER FERMARE IL DECLINO 997 (0,34), FARE PER FERMARE IL DECLINO 689 (0,26) - FIORE ROBERTO FORZA NUOVA 961 (0,33) FORZA NUOVA 648 (0,24) - ROSSODIVITA GIUSEPPE LISTA AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTA' 809 (0,27) LISTA AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTA' 581 (0,21) - STRANO GIUSEPPE DETTO PINO RETE DEI CITTADINI 238 (0,08) RETE DEI CITTADINI 185 (0,06).

FONTE CIOCIARIA NOTIZIE

27 FEBBRAIO 2013

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TOSCANA NEWS Accoltellamento in piazza Cavallotti: un ferito grave

27 Febbraio 2013, 11:17am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://iltirreno.gelocal.it/polopoly_fs/1.6608168.1361959182!/image/image.jpg_gen/derivatives/landscape_250/image.jpg

 

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È successo intorno alle 9.15. Alcuni cittadini hanno dato l'allarme al 118 che ha inviato sul posto un'ambulanza della Svs. Accoltellamento vicino piazza Cavallotti intorno alle 9.15, in pieno svolgimento del mercato. Un uomo, un livornese di 60 anni residente nella zona di via Sant'Andrea, è stato ferito gravemente ferito, un livornese di 60 anni, è stato portato in pronto soccorso in gravi condizioni per una profonda ferita all'addome. Un episodio su cui deve essere ancora fatta chiarezza. A dare l'allarme al 118 un cittadino. Sul posto è stata inviata un'ambulanza della Svs. Sono intervenuti anche i carabinieri, che ora stanno indagando: l'aggressore infatti è scappato facendo perdere le proprie tracce. Gran fermento al mercato dove non si parla d'altro. Restano da chiarire i motivi dell'aggressione.

FONTE IL TIRRENO

27 FEBBRAIO 2013

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SEZIONE SICILIA NEWS CATANIA Si torna alle urne per eleggere il rettore: l’economista Pignataro è il favorito

27 Febbraio 2013, 11:09am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/02/27/giacomo-pignataro-2--180x140.JPG?v=20130227104507

 

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Quasi certa la sua elezione dopo il passo indietro fatto da Vecchio, il secondo più votato al termine dello scrutinio del primo turno Giacomo Pignataro CATANIA - Domani si torna alle urne per eleggere il nuovo rettore dell’Università di Catania, per quella che appare tutta una pura formalità. Giacomo Pignataro, infatti, sembra essere destinano ad accomodarsi sulla poltrona nella quale appena qualche mesa fa sedeva Tony Recca. La strada verso Piazza Università per Pignataro dovrebbe essere tracciata a meno di clamorosi ribaltoni che sembrano improbabili. PASSO INDIETRO DI VECCHIO - Dopo il passo indietro fatto da Giuseppe Vecchio, che era risultato il secondo più votato al termine dello scrutinio del primo turno e che era stato appoggiato pubblicamente dal rettore uscente Recca, domani si svolgerà il secondo turno delle votazioni che indicheranno l'erede di Recca con Pignataro, economista ed esperto di gestione sanitaria che corre pochi rischi di non essere eletto. L’unico pericolo per il professore di economia è, forse, quello che non si raggiunga il quorum necessario per l’elezione. Per essere eletto il docente di scienze della finanza, dovrà ottenere domani 847 voti, cioè convogliare su di se la maggioranza assoluta dei votanti. PIGNATARO - Non pochi i voti fatti registrare al primo turno, con i votanti che hanno sfidato il nubifragio che si è abbattuto sulla città etnea la scorsa settimana, ma non sufficienti per la fumata bianca, lontana un centinaio di voti. Da qui l’appello dell’economista che ha chiesto attraverso una lettera agli elettori dell'ateneo: docenti, studenti e personale amministrativo di andare a votare. Un invito rivolto agli elettori affinché partecipino attivamente al voto di domani. I giochi, tuttavia, sembrano già fatti: a guidare l’Università di Catania dal 2013 al 2019 sarà Giacomo Pignataro che al primo turno è già risultato il più eletto con 745 voti. CLIMA UNITARIO - Vecchio, che di voti ne aveva ricevuto 661 e inizialmente era stato indicato da tutti come il grande favorito, ha scelto farsi da parte per garantire l’unità dell’Università. Nella sua lettera indirizzata al decano dell’Università dove annunciava la volontà di ritirarsi, l’ex preside di Scienze politiche ha voluto ringraziare chi ha creduto nel suo programma, ammettere la sconfitta che è avvenuta per poco più di quattro punti percentuale e invitare tutti i colleghi a mettere da parte l’individualismo per il bene dell’Università. E se è vero che anche Enrico Iachello, terzo al primo turno con 108 preferenze, sembra pronto ad appoggiare la canditura di Pignataro, facendo convogliare su di lui i suoi voti, pochi dubbi ancora restano sul nome del nuovo rettore. Giacomo Pignatato prossimo magnifico, apre una nuova pagina per l’Ateneo di Catania, con elementi di novità, ma anche di rottura con la gestione di chi lo ha preceduto. La volontà è quindi quella, dopo una campagna elettorale priva di affabilità, di costruire un clima unitario come ha sottolineato anche Pignataro nella sua lettera di invito al voto. Il professor Pignataro è nato a Caltagirone il 23 febbraio del 1963. Si è laureato in Economia e commercio, nel 1986 e ha conseguito il dottorato di ricerca in Economia all’University of York. Dal 2002, è professore ordinario di Scienza delle finanze. Terzo e quarto turno, se il secondo non dovesse essere decisivo, sono già stati programmati per il 7 e il 14 marzo.

Fonte Italpress

27 FEBBRAIO 2013

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PUGLIA CALABRIA BARI NEWS BARI Eletti, il dilemma: «Meglio Roma o Bari?» Intanto si corre a incassare l’assegno

27 Febbraio 2013, 11:00am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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529998 3698742830828 1599119446 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Sono 10 gli eletti, tra centrodestra e centrosinistra Palese ha percepito 136mila euro, Pelillo 77mila, Pellegrino 134mila, Loizzo 87mila, Introna 80mila BARI — Se ne vanno? Forse sì, forse no. Tra i parlamentari neo-eletti figurano dieci consiglieri regionali (tra loro anche due assessori) oltre che un assessore esterno (Nicola Fratoianni). Ma non è detto che lascino rapidamente il seggio di via Capruzzi per sistemarsi sugli scranni di Camera o Senato. La vita del prossimo parlamento appare piuttosto labile e non tutti sono disponibili ad un trasloco a cuor leggero. Sicché spuntano remore, resistenze, richieste di supplementi di riflessione. Beninteso, non c’e alcuna fretta per l’obbligatoria opzione tra un ruolo e l’altro (gli incarichi sono incompatibili); ma vista l’energia con cui si è svolta la corsa a prenotare un posto in lista, sarebbe parso naturale attendersi decisioni rapide. Sei degli eletti appartengono al Pdl, gli altri quattro e l’assessore esterno al centrosinistra. Partiamo da qui. Sulla via del Parlamento si trova il barese Antonio Decaro, capogruppo Pd. Gli subentra Michele Monno (che un assaggio di Consiglio ha avuto quando ha temporaneamente sostituito l’arrestato Gerardo Degennaro). Al Pd appartiene anche l’assessore al Bilancio, il tarantino Michele Pelillo: al suo posto Anna Rita Lemma. Il brindisino Toni Matarrelli (Sel) sarà sostituito da Leo Caroli. Al posto del leccese assessore all’Agricoltura Dario Stefàno (Puglia per Vendola) si sistemerà in Consiglio Antonio Galati. La pattuglia dei consiglieri del Pdl è guidata dal capogruppo Rocco Palese (salentino) eletto in via Capruzzi in quanto candidato presidente sconfitto. Il suo posto viene raccolto dal foggiano Giuseppe Pica, della lista «I Pugliesi» (ossia la formazione che, in base alla legge elettorale, ha ceduto il seggio a Palese per il suo ingresso in Consiglio). In parlamento anche il tarantino Gianfranco Chiarelli: gli subentra Giuseppe Cristella. Il salentino Roberto Marti sarà avvicendato da Aldo Aloisi (già vice presidente del Consiglio). Il foggiano Lucio Tarquinio da Roberto Ruocco (ex assessore della giunta Fitto). Il brindisino Pietro Iurlaro dovrebbe cedere il posto a Marcello Rollo (nel frattempo passato all’Udc). E il barese Massimo Cassano passare il testimone a Tommi Attanasio (accasatosi nel centrosinistra con Michele Emiliano). La prima riunione del Parlamento dovrebbe tenersi non più tardi del 15 marzo. Da quel momento decorrono i 60 giorni per optare. Tuttavia, trascorsi i due mesi, non succede nulla fino a quando la Camera di appartenenza non pone al voto la decadenza del parlamentare gravato dal doppio ruolo. Possono passare mesi. Nel frattempo si avanza qualche dubbio, da più parti. I democratici Decaro e Pelillo (ma anche il pdl Palese) esprimono l’identica valutazione: si erano candidati con l’idea che la Regione fosse prossima allo scioglimento. Il governatore Vendola non lancia segnali al riguardo (vedi l’articolo a pagina 4) e dunque sembra che il Consiglio regionale possa avere vita più duratura di quella prevista. Dunque, si aspetta una riflessione più approfondita prima di decidere. Nessuno lo dice apertamente, ma lasciare il posto da consigliere per trasferirsi in un Parlamento apparentemente destinato a sciogliersi in pochi mesi sembra un azzardo. Diverso è il caso della surroga Cassano/Attanasio e Iurlaro/Rollo. Qui il cambio di casacca dei subentranti indurrà gli eletti a resistere fino all’ultimo momento: per non cedere prerogative e competenze ad un partito avversario. Viceversa, i consiglieri sono parsi assai rapidi nel ritirare l’assegno di fine mandato: una sorta di superenalotto che si percepisce nel momento di congedarsi dalla carica. Negli ultimi giorni vi hanno provveduto lo stesso Palese (ha percepito 136mila euro, ultima tranche di una liquidazione da 458mila), Pelillo (77mila euro, ultima rata di un assegno totale da 328mila), il socialista Donato Pellegrino (tranche di 134mila euro su una liquidazione da 296mila), il pd Mario Loizzo (ultima rata di 87mila euro su un assegno complessivo di 328mila euro), il vendoliano Onofrio Introna (80mila, ultima parte di una liquidazione da 363mila). La corsa all’assegno è motivata dal fatto che dal primo gennaio è cambiata la norma: l’assegno di fine mandato è abolito, ma tutto quello che era stato maturato fino al 31 dicembre 2012 (2,5 mensilità per ogni anno in carica) può essere regolarmente ritirato.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

27 FEBBRAIO 2013

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