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NEWS ITALIA E DAL MONDO PADOVA, SI UCCIDE PER DEBITI. LE BANCHE SBAGLIARONO: "IN CREDITO DI 500MILA EURO"

2 Marzo 2013, 12:28pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130302_suicidio-crisi.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

PADOVA - Si è ucciso nel 2011 perché convinto di avere insostenibili debiti con le banche. Solo a due anni di distanza la Confedercontribuenti Veneto ha finito di analizzare i conti correnti dell'imprenditore dell'Alta Padovana e ha stabilito che in realtà erano le banche ad avere debiti nei contronti dell'uomo. La verifica è partita su rischiesta dell'imprenditore. «Con grande stupore e amarezza - ha spiegato Alfredo Belluco, presidente di Confedercontribuenti Veneto, al Gazzettino - i familiari hanno appreso che, secondo due dettagliatissime perizie econometrico-matematiche eseguite dal nostro staff, non erano le banche creditrici rispettivamente di 54mila e 40mila euro, ma l'imprenditore stesso». E il credito vantato da una delle due banche ammonterebbe, secondo quanto riferito dall'associazione, «a ben 270.627 euro, dei quali 99mila circa di usura e 172mila di anatocismo bancario (il calcolo degli interessi sugli interessi, ndr). 407.060,98 euro il credito per il secondo istituto di credito, di cui 271 mila circa di anatocismo e 136 mila di usura». «Il povero imprenditore già dal 2002-2003, senza saperlo - prosegue Belluco - si era messo in pareggio con i propri debiti, e soltanto per effetto di interessi gonfiati, doppi interessi e composti, conditi con commissioni e spese non pattuite, né autorizzate e ingiustificate, le banche lo tenevano sotto il "giogo" dello strozzinaggio, superando di gran lunga il tasso di interesse "soglia" oltre il quale si commette l'odioso illecito di usura, soglia che oggi è circa il 18%». La vicenda sarà ora affrontata in sede civile al tribunale di Padova. «La famiglia dell'imprenditore ha chiesto un ristoro complessivo di 3 milioni e 768.676 euro. La nostra associazione ha salvato numerosi imprenditori. Le banche vanno combattute sul loro terreno e se arrivano lettere o telefonate insistenti, bisogna rispondere che "il saldo negativo non è né certo, né liquido, né esigibile". A quel punto interveniamo noi ed esaminiamo il rapporto di conto corrente, che al 90% è illecito».

FONTE LEGGO.IT

02 MARZO 2013

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