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news italia e dal mondo

NEWS ITALIA E DAL MONDO ROMA FACEBOOK CAMBIA ANCORA: ARRIVA IN EUROPA LA NUOVA "TIMELINE" -GUARDA

1 Marzo 2013, 12:52pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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ROMA - Facebook adora i cambiamenti e sembra che per gli utenti è in arrivo una Timeline nuova di zecca. La nuova versione del diario approderà nel resto del mondo dopo un periodo di prova iniziato lo scorso gennaio in Nuova Zelanda e tende a semplificare la timeline in due colonne principali: una colonna a sinistra che raccoglie attività recenti, informazioni personali e contenuti da altri social network, come i Likes su Instagram, e la colonna principale a destra che mostra gli update di stato, gli eventi, le foto e i commenti degli amici. Il nuovo layout cambia anche la sezione Informazioni del profilo. Nella pagina di About saranno raccolte tutte le informazioni: amici, familiari e partner, app e sezioni come Libri e Viaggi. Facebook ancora non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sul lancio della nuova timeline.

FONTE LEGGO.IT

01 MARZO 2013

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SEZ. POLITICA ROMA GRILLO AL PD: "NOI NON SIAMO IN VENDITA. IN QUESTI GIORNI IL MERCATO DELLE VACCHE"

1 Marzo 2013, 12:47pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130301_grillo-mercato-vacche.jpg

 

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ROMA - «In questi giorni è in atto il mercato delle vacche. Al M5S arrivano continue offerte di presidenze della Camera, di commissioni, persino di ministri. Il Pdmenoelle ha già identificato a tavolino le persone del M5S per le varie cariche dando loro la giusta evidenza mediatica sui suoi giornali e sulle sue televisioni. È il solito modo puttanesco di fare politica. Per attuarlo però ci devono essere persone disposte a vendersi. E il M5S, i suoi eletti, i suoi attivisti, i suoi elettori non sono in vendita». Lo sottolinea Beppe Grillo con un post sul suo blog. NAPOLITANO: DARE GOVERNO ALL'ITALIA Se è vero che in Europa ormai «siamo tutti nella stessa barca», e se è vero che anche la robusta economia tedesca «è esposta ai contraccolpi della pesante onda recessiva», allora «sarebbe lecito attendere un impulso espansivo da parte della Germania, come contributo ad una reale, e non solo proclamata, ripresa della crescita e dell'occupazione in Europa». Lo ha detto il presidente Giorgio Napolitano in un lungo discorso dedicato all'Europa oggi a Berlino. «Bisogna vedere come dare un governo all'Italia... Poi nel merito non entro», ha detto Napolitano. «Andare a rivotare non mi interessa. Non ho potere di scioglimento delle Camere», ha aggiunto uscendo dall'Università Von Humboldt. «Dubito che un nuovo presidente possa pensare solo a sciogliere le Camere». «La carta di identità conta», risponde poi a chi gli chiede dell'ipotesi di un nuovo mandato. Lo esclude? «L'ho già detto tante volte. Non credo che sarebbe onesto dire 'state tranquilli io posso fare il capo dello stato fino a 95 anni'». Il presidente ha spiegato le due ragioni per le quali non accetterebbe un secondo mandato: «Sia perchè sono convinto che i padri costituenti concepirono il ruolo del presidente della Repubblica sulla misura dei sette anni, infatti non è un caso che nessun presidente della Repubblica abbia fatto un secondo mandato, e sia perchè ci sono fattori di età e limitazioni dal punto di vista funzionale crescenti». Ai giornalisti che oggi a Berlino gli chiedevano se avesse letto l'intervista del segretario del Pd Pier Luigi Bersani a Repubblica nelle quali indicava le sue idee per un nuovo governo, il presidente Napolitano ha seccamente risposto: «No, non ho letto i giornali italiani». Su questo il capo dello Stato non ha voluto aggiungere altro. BERSANI: NO GOVERNISSIMO CON BERLUSCONI «Chiamatelo come volete: governo di minoranza, governo di scopo, non mi interessa. Mercoledì prossimo lo proporrò in direzione, poi al Capo dello Stato: io lo chiamo un governo del cambiamento, che mi assumo la responsabilità di guidare, che propone sette o otto punti qualificanti e che chiede in Parlamento la fiducia a chi ci sta». È quanto afferma a Repubblica il leader del Pd Pierluigi Bersani che aggiunge: «Dico no a un governissimo», con Berlusconi, «ora basta, di occasioni per dimostrarsi responsabile ne ha avute e le ha sprecate tutte». Bersani inoltre rilancia la sfida a Grillo: «I suoi insulti non mi spaventano», e apre alle ipotesi di offrire le alte cariche dello Stato a M5S e Pdl: «Sui ruoli istituzionali siamo pronti a esaminare tutti gli scenari». Analizzando il voto poi, ammette: «È innegabile che la necessità di non rompere con Monti ci ha condizionato. E in questo condizionamento qualcosa abbiamo pagato». «Voglio ribaltare lo schema - spiega quindi Bersani -. Mercoledì prossimo in direzione mi assumerò la responsabilità di formalizzare la proposta di un governo di cambiamento, che segnali in modo netto il cambio di fase con sette-otto punti programmatici. Il primo tema è l'Europa. Voglio che il prossimo governo ponga una questione dirimente, di cui ho parlato al telefono con Hollande l'altroieri: l'austerità da sola ci porta al disastro. In sede europea, tutti devono mettersi in testa che il rientro dal debito e dal deficit è un tema che va spostato nel medio periodo: ora c'è un'altra urgenza assoluta, il lavoro». «Il secondo tema - prosegue - è quello sociale. Il disagio è troppo forte, i comuni devono poter aprire sportelli di sostegno, bisogna sbloccare subito i pagamenti della Pa alle imprese e introdurre sistemi universalistici negli ammortizzatori sociali. Il terzo tema è la democrazia. Il nuovo governo - sottolinea -, immediatamente, deve dimezzare il numero dei parlamentari, abbattere gli stipendi al livello di quelli dei sindaci, varare leggi che regolino la vita dei partiti e non solo per i finanziamenti, che inaspriscano drasticamente le norme anti-corruzione e che regolino finalmente i conflitti di interessi». «Ciascuno di questi punti - aggiunge il leader Pd - si tradurrà in un specifico disegno di legge, che giorno dopo giorno farò pubblicare in rete già da giovedì mattina». RENZI: NO RIMPIANTI, FACCIO IL SINDACO «Ciò che volevo per l'Italia l'ho detto nelle primarie. Ho perso. Adesso faccio il sindaco». Lo ha scritto su Twitter Matteo Renzi, sindaco di Firenze, che oggi secondo un articolo pubblicato dal Corriere della Sera sarebbe pronto a fare il premier alla guida di una grande coalizione. «Non ci possiamo permettere neanche i rimpianti», ha concluso. Lo staff di Matteo Renzi, contattato dall'ANSA, ha successivamente chiarito che il tweet smentisce tutte le ricostruzioni comparse oggi sugli organi di informazione. «La ricostruzione del Corriere della Sera su Matteo Renzi, 'sono pronto a fare il premier' non è vera», ha scritto su Twitter Marco Agnoletti, portavoce del sindaco di Firenze.

FONTE LEGGO.IT

01 MARZO 2013

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SEZ. POLITICA ROMA LA FIGURACCIA DEL GRILLINO NEOELETTO: "PER GOVERNARE NON CI VUOLE LA FIDUCIA"

1 Marzo 2013, 12:40pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130301_carlo-sibilia-costituzione.jpg

 

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ROMA - "Per governare non c’è bisogno della fiducia di nessuna delle due camere. Articolo 94 della Costituzione. E’ semplice e così faremo". A dare un'interpretazione inedita del testo costituzionale è Carlo Sibilia, neoeletto deputato del Movimento 5 Stelle, che spiega in un commento su Facebook come il governo possa lavorare anche senza la fiducia. Interpretazione assolutamente improbabile del testo dell'articolo 94 che recita: “Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale. Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia. Il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni. La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.” Il neoeletto ha probabilmente frainteso il testo, che ritiene le dimissioni non obbligatorie qualora il voto contrario si esprima su una proposta, mentre per quanto riguarda la formazione del governo bisogna attenersi al primo comma, ossia "il Governo deve avere la fiducia delle due Camere". La tesi è stata confermata da Sibilia in un'intervista al sito urbanpost.it, in cui continua: “Per quanto riguarda la fiducia l’art. 94 parla chiaro: non è scritto da nessuna parte che il Governo debba dimettersi se non ottiene la fiducia di una o entrambe le Camere“.

FONTE LEGGO.IT

01 MARZO 2013

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CIOCIARIA NEWS Torna l’acqua potabile a Sora: ordinanza del sindaco Tersigni

1 Marzo 2013, 12:14pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://ciociaria.ogginotizie.it/GUI/file_contenuti/512045_acqua%20rubinetto.jpg

 

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Sora – Il sindaco di Sora Ernesto Tersigni ha emesso ordinanza con la quale revoca quella emessa alcuni giorni fa di non potabilità dell’acqua. A seguito, infatti, del sisma che ha riguardato principalmente il sorano, si erano verificati dei problemi all’acquedotto di Posta Fibreno con acqua torbida ed era stato emesso provvedimento di non potabilità. Ieri, con la comunicazione dell’Asl che ha confermato il ritorno ai giusti parametri, il primo cittadino ha annunciato ai sorani che l’acqua è ritornata potabile.

FONTE CIOCIARIA NOTIZIE

01 MARZO 2013

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TOSCANA NEWS LIVORNO Muore infermiera, madre di due bambini

1 Marzo 2013, 12:06pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://iltirreno.gelocal.it/polopoly_fs/1.6619227.1362133743!/httpImage/image._gen/derivatives/landscape_250/image.

 

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Dalila Tinucci, 42 anni, stroncata da una malattia. Lavorava all’ospedale di Livorno Lutto in città per la morte di Dalila Tinucci, infermeria di 42 anni all’ospedale di Livorno. La donna è stata stroncata da una tremenda malattia. Lascia il marito Marco Berti e due bambini, Nicola ed Eleonora. Tinucci era molto conosciuta per la sua professione e la notizia ha destato profondo cordoglio non sono negli ambienti sanitari.

FONTE IL TIRRENO

01 MARZO 2013

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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Sequestrata stazione di servizio a prestanome di un boss

1 Marzo 2013, 11:58am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/03/01/carburante--180x140.jpg?v=20130301111141

 

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Il distributore si trovava a poca distanza dall’aeroporto Falcone Borsellino, il valore del sequestro è di circa due milioni PALERMO – Una stazione di servizio è stata sequestrata dalla guardia di finanza su provvedimento della Procura di Palermo a Cinisi, a poca distanza dall'aeroporto "Falcone-Borsellino". Secondo gli inquirenti l'azienda sarebbe intestata ad un prestanome di un boss, condannato nel 1998 per associazione mafiosa perché ritenuto fiancheggiatore di Gaspare Spatuzza, oggi collaboratore di giustizia. Il valore del sequestro è di circa 2 milioni di euro. IMPIANTI MANOMESSI - Il provvedimento è l'ultimo atto di una serie di attività che da alcuni anni vede impegnate le fiamme gialle nel settore della distribuzione dei carburanti. Grazie alle stesse indagini è stata smascherata una vera e propria organizzazione criminale che avrebbe manomesso gli impianti di carburante in modo da erogare almeno il 10% in meno di prodotto rispetto a quello indicato dai display delle colonnine. Con questa accusa la magistratura ha chiesto il rinvio a giudizio di 44 persone tra gestori, soci e dipendenti di ditte che avrebbero dovuto curare la manutenzione degli impianti e scongiurare il pericolo di frodi. TRUFFA - Ai gestori, tutti denunciati, bastava accendere una lampada votiva, un telefonino o semplicemente inserire la spina di una radio per far sì che il dispositivo entrasse in azione truffando il cliente che pagava carburante in quantità nettamente superiore rispetto a quella ricevuta. AMIA - Il sistema sarebbe stato messo in atto anche all'interno dei depositi di una azienda municipalizzata, l'Amia. Grazie a questo espediente, quattro impiegati della società, ora indagati per corruzione, avrebbero fatto risultare di aver ricevuto carburante in quantità superiore rispetto a quello effettivamente versato nelle cisterne dei depositi di via Ingham, Bellolampo e di via Tasca Lanza. L'eccedenza, ovviamente, rimaneva nelle mani dei complici che la rivendevano in nero, ricavandone un doppio guadagno. Le indagini non sono ancora concluse.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

01 MARZO 2013

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PUGLIA CALABRIA BARI NEWS TARANTO Operaio morto all'Ilva, otto gli indagati

1 Marzo 2013, 11:43am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/03/01/sciopero--180x140.JPG?v=20130301100148

 

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Morte tra le polemiche, «il 118 avvertito tardi» Grave un collega: sono precipitati da una pedana Proclamato lo sciopero TARANTO - «Se avessero avuto le imbracature assicurate ad un sostegno non sarebbero precipitati e l’operaio non sarebbe morto». E’ la prima terribile indiscrezione emersa dalle indagini sull’infortunio sul lavoro nell’Ilva di Taranto in cui, ieri mattina, è rimasto ucciso un operaio e ferito gravemente un suo collega. Ciro Moccia, 42 anni appena compiuti, manutentore Ilva, non ce l’ha fatta ad arrivare in ospedale dove il suo compagno, Antonio Liddi, di 46 anni dipendente dell’indotto (Mir), è stato invece ricoverato con diverse fratture agli arti e in prognosi riservata. Insieme nel turno di notte stavano eseguendo dei lavori di manutenzione alla batteria della cokeria 9, uno degli impianti del siderurgico fermi perché troppo inquinanti e quindi sottoposti a lavori di ambientalizzazione. Si trovavano su una pedana priva di parapetto, che è crollata facendoli precipitare da un’altezza di circa otto metri. Ad avere la peggio è stato Moccia, tarantino originario di Portici, due metri d’altezza e 120 chili di peso, rimasto incastrato tra la rete sottostante di muretti e canali di raccolta. A tirarlo fuori, a fatica, sono stati altri operai con l’infermiere e il medico dell’Ilva. Da lì, ancora in vita, è stato poi trasportato nell’infermeria interna al siderurgico dove è morto. La constatazione del decesso, dopo mezz’ora di inutile manovre rianimatorie, l’ha firmata il medico del 118 fatto intervenire quando ormai era troppo tardi. E qui s’innesta la polemica sui soccorsi. «Avrebbero dovuto chiamarci prima e comunque non dovevano spostare il traumatizzato per portarlo nell’infermeria perché il loro personale non è sufficientemente addestrato per certe tecniche di mobilizzazione». L'operaio morto ieri mattina con la moglie La pesante accusa è del dirigente medico del servizio di emergenza sanitaria 118, Mario Balzanelli, che stigmatizza tutte le fasi del soccorso. «Anche l’altro operaio ferito - dice - dovevano lasciarlo a noi e non trasportarlo in ospedale come invece è stato fatto contravvenendo ancora una volta alle regole». Il primario del 118 si è fatto consegnare un rapporto dai suoi collaboratori perché voleva vedere anche la sequenza temporale degli eventi. Secondo la nota ufficiale dell’Ilva, l’incidente si è verificato alle 4,40 mentre la chiamata alla centrale operativa del 118 «è giunta alle 5,10», fa sapere Balzanelli che si chiede il perché «si è atteso tanto tempo considerando la gravità dei due feriti». Polemiche anche da parte dei sindacati che hanno indetto lo sciopero di 24 ore e dal deputato uscente del Pd, Ludovico Vico, il quale in un comunicato parla di «incongruenza sospetta che va immediatamente verificata e chiarita anche da parte del Garante per l’attuazione dell’Aia. Il ponteggio da dove Moccia è precipitato - si legge - è infatti in un’area dello stabilimento ferma proprio perché in rifacimento». Proprio di questo si sono occupati ieri gli ispettori dello Spesal, il servizio sicurezza luoghi di lavoro della Asl, che per tutta la giornata hanno eseguito i rilievi fotografici, interrogato testimoni e raccolto la documentazione che farà parte del rapporto da consegnare oggi al pubblico ministero Antonella De Luca, titolare dell’inchiesta. Il magistrato ha anche fatto sequestrare l’intera area e, soprattutto, indagato otto persone. Fra queste il direttore dello stabilimento, Antonio Lupoli, e l’amministratore della Mir, Davide Mirra. Raggiunti dall’avviso anche responsabili e capireparto delle cokerie. Devono rispondere di omicidio colposo e lesioni gravi. Toccherà agli ispettori Spesal oggi tracciare un primo quadro delle eventuali responsabilità dell’accaduto. Oltre alla chiara assenza di cinture d’imbragaggio, pare che l’intera struttura dove si erano sistemati i due operai per saldare fosse priva del pur minimo sistema antinfortunistico. «Dopo alcuni anni in cui non si verificavano incidenti mortali, tre morti nel giro di pochi mesi sono fatti gravi e inaccettabili», hanno urlato in coro i sindacati dei metalmeccanici che hanno incrociato le braccia per l’intera giornata. Prima di Moccia era toccato a Francesco Zaccaria perdere la vita nell’Ilva colpito dal tornado del 28 novembre e prima ancora Claudio Marsella era rimasto schiacciato tra i vagoni di un treno lo scorso 30 ottobre

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

01 MARZO 2013

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CIOCIARIA NEWS Maxi evasione fiscale: denunciato amministratore società cassinati

28 Febbraio 2013, 12:02pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Cassino - La Guardia di Finanza di Cassino ha portato alla luce una rilevante evasione fiscale posta in essere da due società collegate, entrambe del cassinate, operanti nel settore del commercio di autoveicoli che, nel periodo tra il 2007 e il 2011, ha sottratto alle casse dell’Erario basi imponibili ai fini delle imposte dirette per oltre 26 milioni di euro, rendendosi altresì responsabile di violazioni in materia di imposta sul valore aggiunto per oltre 2,6 milioni di euro. “Le Fiamme Gialle – si legge in una nota - hanno eseguito due complesse verifiche fiscali nel corso delle quali hanno fatto, ricorso anche alle indagini finanziarie (c.d. accertamenti bancari) nei confronti delle società e di tutte le persone che le hanno gestite individuando un articolato sistema fraudolento che ha consentito al soggetto verificato di conseguire consistenti e indebiti risparmi di imposta nel corso degli ultimi anni. In particolare – sottolinea la nota - è stato appurato che l’amministratore di entrambe le società, un 42enne di origini francesi e residente a Cassino, effettuava transazioni riferibili all’azienda attraverso i propri conti correnti personali, con ciò occultando al fisco gran parte delle risorse finanziarie correlate alle operazioni economiche delle sue imprese”. Quale conseguenza dei fatti accertati, l’imprenditore è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Cassino per i reati di dichiarazione infedele relativamente agli anni dal 2007 al 2010 e omessa dichiarazione dei redditi per gli anni 2010 e 2011, per i quali lo stesso è risultato un evasore totale.

FONTE CIOCIARIA NOTIZIE

28 FEBBRAIO 2013

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TOSCANA NEWS Svolta sulla morte dell'anziana rapinata in casa: due arresti per omicidio

28 Febbraio 2013, 11:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Una delle persone arrestate sarebbe un parente dell'anziana. La donna, Maria Orfeo, aveva raccontato di aver subito una rapina il 13 febbraio ma gli inquirenti avevano dubitato della sua versione dei fatti: dopo tre giorni di agonia era morta in ospedale Clamorosa svolta nelle indagini che riguardano la morte di Maria Orfeo. La polizia ha arrestato due persone con l’accusa di rapina pluri-aggravata e omicidio volontario tra le quali una sarebbe parente dell'anziana. La donna, 83 anni, aveva raccontato di aver subito una rapina lo scorso 13 febbraio ma la polizia aveva dubitato della sua versione dei fatti, nonostante gli stessi familiari la confermassero. «Ero in casa a vedere la tv quando sono stata aggredita alle spalle. Mi ha messo un cappuccio in testa e mi ha stretto il naso con le dita per non farmi respirare. Voleva soffocarmi. Poi mi ha strappato la catenina dal collo e mi ha gettato a terra con forza, tanto che mi sono rotta il femore. Io ero terrorizzata e ho pensato che per me fosse arrivata la fine...», aveva raccontato la donna. Dopo che l'anziana era stata trovata ferita in casa, le indagini della polizia si sarebbero rivolte in ambito familiare perchè non erano stati trovati segni di effrazione nell'appartamento. Maria Orfeo è morta tre giorni dopo, il 16 febbraio, in ospedale. I particolari dell’operazione saranno resi noti oggi in una conferenza stampa che si terrà in Procura della Repubblica di Livorno alle ore 12,00.

FONTE IL TIRRENO

28 FEBBRAIO 2013

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SEZIONE SICILIA NEWS Si avvera il sogno di Don Puglisi: nasce una chiesa sui beni confiscati

28 Febbraio 2013, 11:39am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Progetto che gli stava a cuore, fu interrotto dal suo brutale assassinio avvenuto il 15 settembre del 1993 PALERMO – Si avvera il sogno di Don Puglisi. Una nuova chiesa sarà costruita a Brancaccio sui beni confiscati. Era un progetto che stava a cuore a don Pino Puglisi da tempo, ma interrotto dal suo brutale assassinio, avvenuto il 15 settembre del 1993. Adesso, grazie all'iniziativa dell'Agenzia nazionale dei beni confiscati alla mafia, quel progetto diverrà realtà. IL SOGNO - Un terreno confiscato alla società del costruttore Giovanni Ienna (ritenuto vicino ai boss di Brancaccio Giuseppe e Filippo Graviano) è stato destinato dal consiglio direttivo dell'Agenzia nazionale per i beni confiscati al Comune di Palermo. Il bene confiscato verrà assegnato alla Curia vescovile e su quel terreno sorgerà una Chiesa intitolata proprio a padre Puglisi. Un'iniziativa realizzata attraverso una serie di complessi passaggi per l'assegnazione, risolti dall'Agenzia diretta dal prefetto Giuseppe Caruso che ha anche assegnato all'arma dei carabinieri 20 appartamenti confiscati all'imprenditore Salvatore Corso, condannato per mafia. BEATIFICAZIONE - Il progetto di una nuova chiesa a Brancaccio era stato accarezzato dallo stesso padre Puglisi, quando era ancora in vita, come hanno rivelato alcuni documenti inediti della sua corrispondenza privata scoperti dalla Curia. «Se ognuno fa qualcosa allora si può fare molto», amava ripetere il sacerdote antimafia. Adesso, nel suo nome, quell'iniziativa diverrà realtà, offrendo un'ulteriore possibilità di riscatto alla gente del quartiere, proprio nello stesso anno in cui troverà compimento il percorso di beatificazione del sacerdote. Don Puglisi, ucciso «in odium fidei» sarà proclamato beato il prossimo 25 maggio.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

28 FEBBRAIO 2013

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