Puglia e Calabria News FOGGIA Rischio crollo, chiusa la materna
INSERITO DA ANGELA CECERE
Prima il sopralluogo, poi il provvedimento urgente Episcopo: è stata una scelta obbligata FOGGIA - Provvedimento d’urgenza di chiusura per la scuola materna comunale «Giovanni XXIII», che si trova nel quartiere Cep. L’edificio non è sicuro, sarebbero molto seri i problemi strutturali riscontrati dopo un sopralluogo da parte dell’assessorato ai Lavori pubblici e metterebbero a repentaglio l’incolumità dei bambini e delle insegnanti. Per questo motivo, nel breve volgere di poche ore, è stata anche firmata l’ordinanza di chiusura della struttura e disposto il trasferimento di personale docente, collaboratori e bambini. I 33 alunni, tra i tre i cinque anni, che fino a sabato scorso hanno frequentato l’edificio in via Petrarca, di qui alla fine dell’anno proseguiranno l’attività didattica, con le proprie insegnanti, presso la «Vittorino Da Feltre», nel plesso dove ci sono le sezioni di scuola materna statale. Sono lunghi i tempi per un’eventuale riapertura della «Giovanni XXIII», tanto che l’assessorato all’istruzione ha già preannunciato che la scuola materna non comparirà nell’elenco delle materne comunali per il prossimo anno scolastico. A causa della caduta di pezzi di intonaco dai soffitti e di problemi che ad occhio nudo erano stati riscontrati lungo alcune pareti, la direzione delle scuole materne comunali aveva sollecitato nei giorni scorsi un intervento dell’assessorato ai Lavori pubblici. L’esito del sopralluogo effettuato dai tecnici non ha lasciato dubbi sulla necessità di chiudere immediatamente la scuola. «Non è sicura per nulla. I ferri all’interno dei pilastri sono completamente ossidati; alcune staffe sono spaccate, altre potevano essere spezzate a mani nude. Il calcestruzzo assolutamente scadente. Non potevano certo tenerla aperta dopo questi primi rilievi» spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Matteo Agnus Dei. Per l’edificio costruito negli anni’70 in quello che era il quartiere più periferico della città, si pianificheranno verifiche sul calcestruzzo per testarne la percentuale e poi una serie di rilievi strutturali, con prove di carico e quant’altro. I costi per gli interventi immaginati sul plesso saranno elevati soprattutto per un’eventuale ristrutturazione e per questo probabilmente quell’edificio scolastico non sarà più utilizzato. Ieri mattina, presso il museo civico, si è svolto un incontro tra l’assessore all’istruzione, Maria Aida Episcopo, e i genitori degli alunni frequentanti la scuola materna. «L’Amministrazione comunale subisce gli effetti di un evento imprevedibile al pari degli alunni e dei loro genitori — ha spiegato l’esponente della giunta Mongelli ai presenti — e ha doverosamente assunto la decisione più responsabile, oltre che allineata alle previsioni di legge». Imprevedibile fino ad un certo punto, sostengono invece alcuni genitori. Come mai le scuole non vengono mai sottoposte a controlli se non quando cadono calcinacci e compaiono crepe sui muri? E se non ci fosse stato il sopralluogo, i bambini e il personale avrebbero continuato a frequentare un edificio con «gravi problemi strutturali?». Questi i quesiti posti. È la seconda volta che l’amministrazione Mongelli è costretta a chiudere nel corso dell’anno scolastico una scuola. Era già accaduto nell’ottobre del 2011 quando il sindaco chiuse con un’ordinanza urgente la scuola media «De Sanctis». In quell’occasione i sopralluoghi dei tecnici rilevarono problemi nel calcestruzzo.
FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
05 MARZO 2013
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INSERITO DA ANGELA CECERE