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concordia sulla secchia e modena news

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Anziana aggredita e trascinata per terra

18 Aprile 2015, 10:53am

Pubblicato da www.mikivettica.net

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una tentata rapina e uno scippo a poca distanza di tempo l’una dall'altro e ancora una volta c’è una donna che cade e che viene trascinata sull’asfalto dal malvivente che cerca ostinatamente di depredarla. Ieri mattina, verso le 11.30, una ultra settantenne che abita in via Tommaso da Modena esce di casa e , con tutta calma, si incammina verso via Lana. Deve raggiungere i cassonetti della spazzatura per depositarvi il proprio sacchetto. Percorre quindi circa duecento metri, preme con il piede il pedale per sollevare il coperchio del cassonetto e , mentre è di spalle, ecco che scatta l’agguato. Un malvivente era probabilmente appostato, era in strada che aspettava di imbattersi nella sua vittima. Una volta adocchiata l’anziana, si è avventato mentre era impegnata nell’operazione del cassonetto.

 

Donna trascinata a terra in un tentativo di rapina -Una signora vittima di un tentativo di rapina racconta i drammatici momenti dell'aggressione, quando un malvivente l'ha assalita per cercare di strapparle una catenina d'oro. Video di Luigi Esposito 1970

 

«Ero di spalle - racconta la donna - e improvvisamente mi sono sentita afferrare al collo e anche sulla spalla. Lo strattone mi ha fatto girare e poi cadere per terra. Mi sembrava di soffocare. Ero per terra e quello continuava a tirare: ho tutti i segni al collo. E mi sono anche sbucciata le ginocchia, le gambe e le braccia perché quello tirando mi ha trascinata sulla strada. La mia collana d’oro è robusta e non si “voleva rompere”. Io ho iniziato ad urlare e il bandito allora mi ha mollato lì per terra». La signora e alcuni testimoni hanno visto il giovane salire a bordo di un’auto scura e fuggire, alla guida c’era un complice che lo stava aspettando. Niente bottino , tentata rapina pressoché identica al colpo commesso a inizio settimana in via Gerosa, dove una 56enne venne aggredita sotto casa e trascinata per terra perché fece resistenza allo strappo della borsetta. Il bottino fu di 30 euro.

Tornando a ieri mattina, l’anziana a dopo lo spavento è rientrata in casa, si è calmata, ha iniziato a cercare cure per lenire il dolore a gambe e braccia e soprattutto al collo. «Ho tutti i segni della collana, mi bruciano, mi fanno male e sono tutta indolenzita» ha detto l’ultra settantenne, ammettendo di aver poi avvisato la polizia verso le 14.

Altro scippo, questa volta di una borsa, verso le 12 in via Savani, zona Buon Pastore. Un signora stava camminando per strada quando è stata avvicinata da due malviventi in bicicletta che l’hanno affiancata poi uno, con mossa fulminea, le ha strappato la borsa.

La donna, che dentro alla borsa aveva gli effetti personali, cellulare e denaro, ha urlato cercando di attirare l’attenzione di passanti o automobilisti. Un presente in zona, che ha udito le urla, ha avvisato la polizia mentre la derubata si è diretta mestamente presso l’ufficio denunce della questura per denunciare il misfatto.

STEFANO TOTARO LA GAZZETTA DI MODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Bere nei locali? A Modena, per i minorenni, è un gioco da ragazzi

16 Aprile 2015, 13:29pm

Pubblicato da www.mikivettica.net

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Bere nei locali? A Modena, per i minorenni, è un gioco da ragazzi
CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Bere nei locali? A Modena, per i minorenni, è un gioco da ragazzi

INSERITO DA ANGELA CECERE Il racconto di una serata vissuta a contatto con gli under 18 modenesi: «Nessun barman ci chiede l’età. Ma non ci fanno giocare a briscola...»All'ingresso della discoteca ormai quasi nessuno chiede la carta di identità a meno di serate particolarmente importanti. Noi poi basta che siamo vestite bene, col rossetto, i tacchi e nessuno ci dice nulla». A raccontarci le dinamiche serali interne alle discoteche e a numerosi locali del centro è Elena, una ragazza quindicenne residente a Modena, che prosegue dicendo: «Una volta dentro la discoteca puoi prendere da bere di tutto, come e quanto vuoi. Ti presenti al bancone e loro ti servono senza fare alcuna domanda su età o quant'altro, inoltre quando entri in tavolo (quindi pagando perché ti portino da bere) ti arriva l'alcol direttamente dal capo staff e poco importa se esso sia maggiorenne o meno» C'è mai una volta che ti è stato negato un drink?«Assolutamente no», affermazione secca, ma quanto mai indicativa. «Nessun locale si oppone a darti alcolici, i barman non fanno domande, servono e basta». Chiediamo poi alla ragazza perché un adolescente faccia uso di alcol fin da giovanissimo e la risposta è la seguente: «Beviamo per diventare brilli, lasciarci andare se magari siamo un po' timidi o giù di morale». Salutiamo la ragazza e fermiamo un gruppo di maschi, dove il più grande della comitiva ha diciotto anni. Cambia il sesso degli intervistati ma le risposte son sempre le stesse: massima libertà di entrare in qualsiasi locale e, di conseguenza, prendere ogni tipo di alcolico.Anche il motivo del perché si beve in età così prematura risulta sempre il medesimo. L'alcol viene visto dai ragazzi come una vera e propria cura per la timidezza, ignorando però il fatto che una sbronza distrugge in media 100000 neuroni, tanti quanti quelli eliminati in una intensa giornata di lavoro. L'unica cosa che distingue una risposta dall'altra è la cadenza con la quale si beve in maniera corposa. C'è chi dice una volta al mese, chi una ogni due sabati, ma tra i venti giovani intervistato, sono solamente due quelli che hanno dichiarato di non essere mai stati male a causa dell'assunzione alcolici.La chiacchierata coi ragazzi termina con una confessione shock di Francesco, sedicenne modenese: «Siamo soliti andare ogni sabato in un determinato locale da qualche settimana a questa parte. Una sera ci è capitata una cosa assurda, paradossale. Ci era venuta l'idea di organizzare un torneo di briscola tra di noi e avevamo messo in palio qualche moneta così per gioco, in modo da premiare il vincente della partita. Naturalmente il tutto accompagnato da qualche bottiglia di vodka comprata al bancone. Ad un certo punto si avvicina il proprietario del locale e ci intima a metter via le carte perché la polizia sul gioco tra i minori è molto rigida e sarebbe di certo scattata una multa. Capite qual è l'assurdità? Il titolare ci ha sollecitati a smettere di giocare, ma delle bottiglie di vodka sul tavolo non si è minimamente preoccupato, segno del fatto che i controlli riguardo questo aspetto sono decisamente scarsi, superficiali».

di Andrea De Carlo

LA GAZZETTA DI MODENA

16.04.2015.29

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CONCORDIA SELLA SECCHIA E MODENA NEWS LA TRUFFA «Così ho scoperto e cacciato un truffatore»

13 Aprile 2015, 10:52am

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CONCORDIA SELLA SECCHIA E MODENA NEWS LA TRUFFA «Così ho scoperto e cacciato un truffatore»

 INSERITO DA BARBARA PAPPACODA «Vada via o la denuncio». Una anziana di 75 anni che abita dietro il centro commerciale la Rotonda ha smascherato un truffatore entrato nella sua casa con uno stratagemma e lo ha allontanato avvisando subito la polizia. Che ha avviato le indagini sul delinquente. Si chiama Isolda ed è molto lucida. «Mi ero accorta che qualcosa non andava già da come parlava di mio figlio e di assegni da firmare. Poi quando ho avuto la certezza, ma mia unica preoccupazione è stata di scacciarlo senza ce reagisse. Confesso che ho avuto paura perché non voleva spostarsi da casa nostra».

È successo ieri intorno alle 10.30. Il truffatore ha “agganciato” Ugo, il marito 78enne, mentre questi passeggiava nei vialetti di Pelloni, una strada con palazzine moderne, parcheggi e zone verdi.

Il delinquente - un italiano sui 35-40 anni ben vestito e dalla parlata buona e senza inflessioni - ha raggirato il pensionato facendogli credere di essere un amico del figlio 40enne che abita appena fuori dalla città. «Quando mio marito è rientrato in casa con quell’uomo - spiega Isolda - ho capito che qualcosa non quadrava. Quel tizio raccontava che nostro figlio gli aveva chiesto di firmare alcuni assegni per suo conto».

«A dire il vero - prosegue Isolda - non so neanche che storie raccontava, ma non ci credevo. Mi è parso impossibile… Così quando quel tizio si è accorto che ero scettica, ha tirato fuori il telefonino e ha iniziato a dire di verificare, che mi passava mio figlio… Ha fatto il numero e mi ha passato il cellulare, anche se non volevo. E guarda un po’ ha risposto una voce che non conoscevo».

A quel punto Isolda non ha più avuto dubbi. «Gli ho detto a voce alta di uscire subito, altrimenti lo denunciavo. Quel tizio ha esitato un po’ ma poi è poi andato via. Subito dopo ho chiamato la polizia che ha mandato una pattuglia, ho fatto denuncia e poi ho chiamato mio figlio. E mio figlio ha confermato che non ne sapeva niente né di quel tizio né degli assegni».

Gli agenti hanno infatti raccolto la testimonianza della pensionata che è riuscita a smascherare il tuffatore. Si tratta di un uomo di mezza età con jeans e maglietta blu scura, capelli neri corti, motto magro, parla in buon italiano senza particolari inflessioni.

E poco dopo, intorno alle 14, il truffatore, con un complice che lo aspettava in auto, si è pr4snetato in via Indipendenza a casa di una pensionata. Trovandola all’ingresso di ritorno dal pattume l’ha di nuovo raggirata facendole credere che suo figlio non aveva pagato tutta l’assicurazione e che quindi era venuto per il saldo. La donna l’ha fatto entrare e alla fine gli ha consegnato 600 euro.

Il delinquente - la descrizione è identica a quello di via Pelloni (non tanto alto, capelli corti neri, molto magro, senza inflessioni dialettali) - è salito in auto e se ne è andato.

«Quando ho chiamato mio figlio - racconta Rossana, la vittima del truffatore - ho capito cosa era successo e ho avvisato subito il 113».

La pattuglia volante si è trovata a raccogliere una secondo denuncia con una descrizione identica del truffatore. Questa volta però il colpo è andato a segno. Sono in corso indagini per trovare il truffatore e il suo complice.

DI CARLO GREGORI LA GAZZETTA DI MODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Perquizioni nella sede di Cpl, consulenze nel mirino

13 Aprile 2015, 10:44am

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 INSERITO DA BARBARA PAPPACODA I carabinieri del Noe stanno eseguendo perquisizioni in provincia di Modena e a Roma presso la sede della Cpl Concordia e negli uffici di dirigenti nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti alla Coop. Nel mirino consulenze, forniture e subappalti che secondo i pm sono il sistema per corrompere politici e amministratori. I carabinieri del Noe hanno perquisito gli uffici della Cpl Concordia a Roma e a Concordia sulla Secchia (Modena) nonché del presidente Mario Guarnieri, che non  indagato, e del responsabile commerciale, Andrea Ambrogi, indagato nell'ambito dell'indagine della Procura di Napoli.

Nel decreto di perquisizione e sequestro, firmato dal procuratore aggiunto Alfonso D'Avino, il reato per cui si procede e' quello di corruzione. I militari dell'Arma stanno acquisendo in sedi Cpl Concordia oltre 200 tra contratti di consulenze e subappalti. L'obiettivo e' verificare se si tratti di prestazioni realmente eseguite o finte opere create ad hoc per condizionare le gare di aggiudicazione di appalti milionari. Secondo quanto si e' appreso, si tratterebbe sempre di opere di metanizzazione. A svelare il sistema delle consulenze fittizie, Francesco Simone, che ha raccontato come la coop riuscisse a vincere bandi affidando ad aziende vicine a politici e amministratori locali consulenze.

LA GAZZETTA DI MODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Legata e rapinata in casa da due banditi

12 Aprile 2015, 12:03pm

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Legata e rapinata in casa da due banditi
CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Legata e rapinata in casa da due banditi

INSERITO DA ANGELA CECERE Fiumalbo. La vittima è una 65enne. «Mi hanno puntato in faccia un punteruolo. Ho dato soldi e oro». Fuggiti con la sua auto FIUMALBO. Un episodio del genere nessuno lo ricorda in un paesino che si pensava immune da un certo tipo di criminalità. Ha destato profonda impressione a Fiumalbo la rapina di cui è stata vittima, nella notte tra venerdì e sabato, Marta Ulivi, 65enne pensionata, nella sua abitazione di via Lago, periferia sud ma in piena zona residenziale, tra villette e appartamenti.«Erano le 23.30 - racconta chiedendo di non farsi fotografare - esco un attimo in cortile col cane e poi torno dentro, chiudo la porta e salgo le scale per andare in camera da letto. Entro e vedo le ombre di due persone incappucciate tra il letto e l’armadio».I due erano giovani, ma non si può dire se italiani o stranieri perché non hanno proferito parola, tranne una: “legala”. Perché è finita così, con una donna immobilizzata su una sedia con lacci da scarpe, cintura da accappatoio e cravatta, più un foulard stretto sugli occhi come benda.«L’ordine è arrivato da uno all’altro - continua mostrando i polsi con ancora i segni rossi - con tono deciso perché avevano già provato a legarmi una volta al letto. Ma io mentre frugavano mi ero liberata ed ero corsa alla porta: per un niente non sono riuscita a scappare e a chiuderli dentro. Ma mi hanno presa». Mentre un’altra sarebbe rimasta paralizzata dalla paura, la 65enne ha mostrato in quei momenti un eccezionale coraggio, e anche una certa dose di ironia. «Alla fine, dopo un’ora che rovistavano ho detto loro: “Ok ragazzi, adesso basta, in casa mia non c’è più nulla e potete andare, perché voglio andarmene a letto”. Hanno capito che non avevo paura, o almeno che non ne mostravo, perché se penso adesso a quello che poteva succedere mi viene la tremarella». I due erano risoluti. «Mi hanno puntato contro un punteruolo e poi hanno preso anche un martello che avevo sulla finestra. Io ho dato tutto subito, ho aperto la borsa con il portafoglio e ho mostrato dove tenevo l’oro. Avevo solo un collare, un braccialetto e un orologio».Loro hanno continuato a rovistare, ma senza spaccare nulla. Nessuna percossa alla signora e, quando se ne sono andati, hanno anche chiuso il cancello. Ma nel fuggire, dopo un’ora circa, si sono presi anche la Panda dal garage. Libera dalle corde, la 65enne è quindi corsa alla finestra chiedendo soccorso ai vicini, che hanno aperto la porta della camera contattando subito i carabinieri e i figli della signora. I rilievi, fatti anche con l’ausilio della scientifica, si sono protratti fino alle 6.30. La sera prima era stata commessa un’altra rapina nella stessa via, ma in una casa non c'era nessuno: non si può escludere che ci sia dietro la stessa mano.di Daniele Montanari

LA GAZZETTA DI MODENA

12.04.2015. 13.03


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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Picconate al distributore di sigarette: arrestato

11 Aprile 2015, 15:58pm

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Picconate al distributore di sigarette: arrestato
CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Picconate al distributore di sigarette: arrestato

INSERITO DA ANGELA CECERE Trentenne tossicomane fermato dai carabinieri mentre distrugge la macchinetta per rubare pacchetti e denaro, aveva anche la targa dell'auto alterata CARPI. Questa notte verso le 4, un carpigiano in transito sulla strada Romana Nord ha chiamato il 112, segnalando nei pressi di un bar la presenza di un incappucciato che brandiva un piccone. La “gazzella” del Radiomobile a distanza ha notato un uomo mentre prendeva a picconate il distributore esterno di tabacchi per razziare sigarette e moneta. Accortosi dei carabinieri, il delinquente si è nascosto dietro una siepe pensando di riuscire ad eludere il controllo ma è stato trovato e bloccato dai militari. Dagli accertamenti è emersa la sua identità: si tratta di un 30enne carpigiano tossicodipendente con alle spalle già una condanna per furto. Sul posto è stata trovata anche la sua auto, la cui targa era stata alterata apponendo un nastro isolante nero su alcuni numeri e lettere in modo da modificarli. Sono in corso accertamenti per verificare se nella stessa notte o in precedenti circostanze abbia commesso altri reati. Questa mattina il giudice ha convalidato l’arresto e ha determinato l’obbligo di non allontanarsi dalla casa nelle ore notturne fino alla definizione del giudizio, che avverrà tra qualche settimana.

GAZZETTA DI MODENA

11.04.2015. 16.58

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Cade da balcone al terzo piano bimba di sette anni si salva

10 Aprile 2015, 10:24am

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Cade da balcone al terzo piano bimba di sette anni si salva

Dramma ieri mattina in via Cuneo, dove una bambina di 7 anni è caduta dal terzo piano di un palazzo. Un volo che fortunatamente si è risolto “solo” con una frattura perchè poteva avere conseguenze ben più gravi. Secondo le prime ricostruzioni, ora al vaglio delle forze dell’ordine, la bimba sarebbe precipitata dal balcone del condominio, rimanendo ferita, anche se le sue condizioni sarebbero stabili e non risulterebbe pertanto in pericolo di vita. L’episodio è avvenuto nella prima mattinatai, tra lo sgomento dei familiari e di chi abita nell’edificio. La piccola è stata portata d’urgenza al Pronto Soccorso dell’ospedale Ramazzini intorno alle 9. Una volta entrata all’ospedale, i medici che l’hanno visitata hanno potuto constatare che aveva riportato una frattura e prestarle i primi soccorsi necessari. La bambina si trova ancora ricoverata all’ospedale ma stando ai sanitari, visto quanto le è accaduto, fortunatamente le sue condizioni non sono gravi. Nel frattempo, ieri mattina, nel palazzo dove è avvenuta la drammatica caduta(l’edificio si trova in un quartiere a sud della città) è arrivata anche la polizia scientifica. Le indagini delle forze dell’ordine punteranno a chiarire la dinamica di quanto accaduto e soprattutto il motivo che ha portato alla caduta della piccola di 7 anni dal balcone al terzo piano.

FONTE: di Serena Arbizzi GAZZETTA DI MODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS MIRANDOLA SCOMPARE NEL NULLA SERGIO SOLIERI

9 Aprile 2015, 08:10am

Pubblicato da www.mikivettica.net

Scomparso

Sergio Solieri

Sesso:M
Età:45 (al momento della scomparsa)
Corporatura:robusta
Statura:185
Occhi:verdi
Capelli:castani
Abbigliamento:Giacca a vento rossa con cappuccio,maglione blu, jeans.
Scomparso da:Mirandola (Modena)
Data della scomparsa:27/02/2015

Sergio Solieri, 45 anni, disegnatore in una ditta di marmi pregiati, abita a Mirandola (Modena). Appassionato di musica, con il nome di “Giò Soli DJ” nel tempo libero fa il dj in una radio locale, Radio Attiva Nonantola, e in feste private e di piazza. Lunedì 2 marzo era atteso a pranzo dai genitori, ma no si è presentato. Quello stesso giorno la sua Opel Corsa grigio metallizzato è stata ritrovata parcheggiata a Castelnovo Bariano (Rovigo), sull’argine del Po, a circa 30 chilometri da casa. Venerdì 27 febbraio era andato regolarmente al lavoro. I familiari, preoccupatissimi, vogliono fargli sapere che tutto si può risolvere con l’aiuto di chi gli vuole bene.

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS MODENA Il 15enne travolto e ucciso da una moto: lo strazio e gli interrogativi sulla sicurezza

8 Aprile 2015, 10:22am

Pubblicato da www.mikivettica.net

La mamma è seduta dentro all’auto della polizia municipale. Dietro la nonna che appoggia la testa sul seggiolino di fronte, per esserle vicina. La mamma ha in mano il cellulare, lo porta all’orecchio e dice tra i singhiozzi «Non c’è più, non c’è più...». Poche parole, un abisso di dolore, la consapevolezza della fine, la morte del figlio, quindici anni.

 

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Piange, guarda dritto lungo viale Italia, è di fronte a quel semaforo che freddamente alterna segnali colorati. È lì, poco prima dell’intersezione sulla destra con via degli Schiocchi, che suo figlio ha perso la vita attraversando in bicicletta. Il papà non c’è, è all’estero, in Francia per lavoro. Ci sono i nonni, ci sono amici e parenti che arrivano e sul posto si rendono conto della tragedia. Mentre la Municipale transenna e ascolta due testimoni, mentre la polizia stradale e la Volante aiutano nei rilievi, lontano, a una quarantina di metri, c’è un telo bianco. C’è una bicicletta fracassata, piegata in due pezzi e poi quel telo che spara bianco sotto al sole pomeridiano del lunedì di Pasqua. Matteo Testoni è sdraiato sull’asfalto, il telo gli copre i pantaloncini corti, le scarpe da ginnastica, la maglietta con le maniche corte.

Era una giornata di festa ed era stato a casa di un suo amico, un suo compagno di scuola delle Guidotti. Entrambi abitano al villaggio Giardino e si conoscono bene. Il nonno dell’amico spiega: «Matteo era stato a casa nostra assieme a mio nipote poi verso le 16 hanno deciso di prendere la bici e di fare un giro, di andare nei soliti posti in mezzo al verde, a giocare a pallone. E hanno fatto il solito percorso, con l’attraversamento regolato dal semaforo. Hanno fatto il primo tratto, poi c’è la piazzola. Stavano per affrontare il secondo tratto. Mio nipote si è fermato, forse aveva sentito qualcosa, Matteo invece ha attraversato e dopo non c’è stato nulla da fare». In quell’istante è sopraggiunta, procedendo dalla tangenziale e diretta verso via Emilia ovest, una Ducati 900 condotta da I.S., 44 anni, di Mirandola. Con lui, dietro, c’era il figlio di undici anni. La moto ha centrato in pieno la bicicletta col ragazzo che è finito a una trentina di metri dal semaforo mentre la moto è scivolata per una ottantina. Matteo è rovinato sull’asfalto. Per lui nulla da fare. Padre e figlio sono stati portati all’ospedale di Baggiovara: per loro ferite e fratture fortunatamente non gravi.

Per l’addio a Matteo, grande tifoso milanista e beffardamente appassionato di moto, bisognerà aspettare il nulla osta dell’autorità giudiziaria.

STEFANO TOTARO LA GAZZETTA DI MODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS SAN POSSIDONIOCoop Muratori, una corsa per evitare il fallimento

8 Aprile 2015, 10:19am

Pubblicato da www.mikivettica.net

SAN POSSIDONIO. Secondo il presidente Mori il debito della Coop Muratori San Possidonio ammonta a 20 milioni di euro, a fronte di cespiti immobiliari che l’azienda non è riuscita a smobilizzare.

E così i 34 lavoratori della storica Coop vivono da settimane nell’ansia: il 15 aprile si terrà l’udienza promossa da un’istanza di fallimento della coop reggiana Arcaland.

 

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«La settimana scorsa l’assemblea dei soci e il consiglio d’amministrazione hanno approvato all unanimità la presentazione di un concordato in bianco – spiega Mario Mori, presidente della Coop Muratori San Possidonio - Non sappiamo ancora quando, precisamente, verrà presentato, perché l’istanza fallimentare della reggiana Arcaland per i 330mila euro che vanta nei nostri confronti è ancora pendente. Se Arcaland prosegue nell’istanza di fallimento entro il 15 aprile dobbiamo presentare il concordato. Altrimenti, se verrà ritirata, abbiamo tempo anche successivamente. La crisi, da noi, si è fatta sentire molto tempo fa, in modo radicale e sostanziale. E se non fosse arrivato il sisma quasi sicuramente il concordato l’avremmo presentato nel 2012. Poi, il terremoto ha creato qualche occasione lavorativa che ha ripartire un po’ l’attività. La cooperativa ha un patrimonio pari a oltre 20 milioni di euro tra terreni e appartamenti. Il debito complessivo è circa pari, ovvero 20 milioni di euro. Se si riuscissimo a vendere i beni della cooperativa non saremmo arrivati a questo punto».

Per salvare la Coop Muratori si parla dell’affitto di un ramo d’azienda tramite l’operazione Sirem che ha consentito il salvataggio della Coop di Costruzioni di Modena.

«Potenzialmente, - prosegue Mori – l’affitto del ramo d’azienda potrebbe preservare i 34 posti di lavoro, ma dipende da quante cosiddette cambiali Errani vengono staccate. Più soldi arrivano, più cantieri ripartono, più le maestranze lavorano. Nel frattempo andranno in cassa integrazione, poi la nuova società deciderà quanti farne lavorare nei cantieri dell’ex cooperativa che attualmente sono dodici. Tutto è legato al sisma: senza quello tante coop non ci sarebbero più».

Intanto, il sindaco Rudi Accorsi ha partecipato all’assemblea della Coop Muratori con tutta la giunta: «Siamo preoccupatissimi per la crisi non solo di questa coope ma dell’edilizia intera – commenta Accorsi – siamo sempre stati al fianco della Coop Muratori e bisognerebbe che ci fosse un maggiore interessamento delle istituzioni. Dal Governo in giù».

Anche i sindacati sono attenti agli sviluppi. «Nei prossimi giorni vedremo come si evolverà l’ipotesi dell’affitto del ramo di azienda – commenta Marcello Beccati di Cgil Fillea – ma anche in quel caso manca un tassello fondamentale: chi mette i soldi per creare un piano industriale serio? Per noi è essensiale capirlo».

SERENA ARBIZZI LA GAZZETTA DI MODENA

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