INSERITO DA MORENA MOTTA BOMPORTO. Le opere post alluvione si traducono in potature barbare e rischiose.
Sta scatenando indignazione la brutale e dannosa macellazione di alberi e arbusti anche sulla Panaria Bassa. A farsene interprete, tra tanti, la prof Federica Calvi di Ravarino: «Mi assale un profondo senso di ingiustizia al vedere quanto successo per la rimonda dei rami troppo sporgenti sulla strada. Un modo di procedere immorale: insegniamo ai bambini a non maltrattare i fiori, a non strappare foglie e a rispettare la natura e ci permettiamo di frantumarla così, lasciando dei monumenti diseducativi e, trasmettendo l’idea che non si fa nulla di male».
«Abbiamo appena sofferto a causa dei danni della recente alluvione e tutto il trinciato (anche se non si tratta di tabacco) rimane in sede contribuendo ad ostruire il normale deflusso dell’acqua: non impariamo dagli errori. Il regolamento del verde sul sito ufficiale del Comune di Bomporto parla chiaro: ci sono un sacco di infrazioni che spaziano dai principi, agli oggetti di salvaguardia alle modalità di potature alla preservazione delle siepi... Su chi ricadrà la responsabilità? Sono previste sanzioni ed anche il penale. C’è qualcuno fra gli operatori dedicati all'intervento che conosce queste regole? O meglio... C'è qualcun altro che desidera farle rispettare?». Calvi domanda cosa ne penserebbe poi il consorzio fitosanitario che «invita a potare disinfettando i tagli ed esponendo la minor superficie possibile all'accesso del batterio, con triturazioni di tronchi così trattati?». Il metodo adottato invece diffonderà gli agenti patogeni.
FONTE GAZZETTA DI MODENA