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concordia sulla secchia e modena news

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Alessia è tornata: si chiude in caserma la fuga della 16enne

23 Giugno 2015, 11:16am

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Pubblicato da www.mikivettica.net

M.P. SAN FELICE. Alessia Pizzi è tornata a casa. Dopo quattro giorni è finito anche questo nuovo incubo per la famiglia della 16enne di San Felice che è alla sua terza scomparsa nel giro di pochi mesi. Ma se nelle prime due occasioni la fuga era avvenuta con il fidanzato, questa volta la ragazza è scomparsa da sola, pochi giorni dopo il rientro a casa dalla comunità cui era stata affidata. E pochi giorni dopo un colpo che era atteso, per le tante assenze, a livello scolastico.

 

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Della scomparsa anche questa volta erano stati informati i carabinieri, così si erano attivati i soliti canali, compreso il tam-tam delle persone che si sono prestate ad aiutare i genitori, anche se ieri la madre ha dovuto intervenire per far riflettere sui commenti spesso gratuiti che la rete di internet purtroppo non fa mancare.

 

La ragazza, avvistata ieri pomeriggio a San Felice - anche se probabilmente è stata altrove - è stata così accompagnata in caserma, per le formalità di rito. Anche in questa occasione saranno coinvolti i Servizi sociali.

LA GAZZETTA DI MODENA 

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Alessia è scomparsa di nuovo La sedicenne è fuggita da casa da alcuni giorni. Continue ricerche Tags

22 Giugno 2015, 15:40pm

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Pubblicato da www.mikivettica.net

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Alessia è scomparsa di nuovo La sedicenne è fuggita da casa da alcuni giorni. Continue ricerche Tags
CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Alessia è scomparsa di nuovo La sedicenne è fuggita da casa da alcuni giorni. Continue ricerche Tags

INSERITO DA ANGELA CECERE SAN FELICE. Èscomparsa nuovamente Alessia Pizzi, la 16enne sanfeliciana che aveva già fatto perdere le sue tracce un paio di mesi fa, fuggendo con il suo fidanzato George. Alessia, nell’ultimo periodo, si trovava a San Felice a casa della madre e si è allontanata giovedì sera: della nuova scomparsa è stata fatta regolare denuncia alle forze dell’ordine. Per ritrovare la sedicenne sono partite nuove ricerche e chi volesse aiutare la famiglia nel ritrovare la giovane, potrebbe prestare attenzione ai casolari abbandonati nelle vicinanze di San Felice. Alessia, infatti, l’ultima volta, all’inizio del maggio scorso, è stata ritrovata in compagnia del fidanzato George proprio in un casolare diroccato. Ma questa volta il fidanzato George non è scomparso e quindi la ragazzina è fuggita da sola. Nell’aprile scorso intorno al caso della sedicenne si è creata una fortissima mobilitazione tramite i media, i social network e le forze dell’ordine: una vasta catena di solidarietà che ha portato a un lieto fine. Secondo le ricostruzioni fatte dopo la precedente scomparsa, la volta scorsa si sarebbe trattato di

una fuga senza nessun tipo di costrizione, terminata perché i due ragazzini erano affamati dopo nove giorni trascorsi poco distanti da casa, nella campagna tra Mirandola e San Felice. I due, al termine della fuga, avevano telefonato al 112 da una cabina telefonica di San Felice. (s.a.)

GAZZETTA DI MODENA

22.06.2015. 16.40

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Scossa di magnitudo 3 in Appennino

21 Giugno 2015, 10:21am

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terremoto appennino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

M.P. Una scossa di magnitudo 3 si è verificata questa mattina alle 9.54, con epicentro in Appennino, tra Montese, Zocca (Modena) e Castel d’Aiano e Gaggio Montano (Bologna). Il piccolo terremoto è stato avvertito dalla popolazione, ma non si segnalano danni o preoblemi. Poco prima, alle 7.11, gli strumenti dell’Ingv ne avevano registrata, nella stessa zona, una di magnitudo 2.6. In entrambi i casi le scosse erano profonde 9 chilometri.

TRCTELEMODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Due stranieri viaggiavano con una katana in auto

20 Giugno 2015, 08:44am

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MODENA  -  Viaggiavano a bordo di una Bmw con targa lituana, fermata per un normale controllo della polizia in viale Carlo Sigonio a Modena, tenevano una affilata katana, spada della tradizione giapponese. Sono stati quindi denunciati per porto abusivo d'arma due moldavi di 24 e 33 anni cui la Squadra Volante della Questura ha imposto l'alt nella serata di mercoledì. Sul sedile posteriore della vettura  stata subito trovata la lunga lama, poi sequestrata.

Il conducente dell'auto  risultato anche positivo all'alcoltest, mentre  è emerso dalle prime indagini

che il connazionale era già stato colpito da un foglio di via da Modena. E quindi non avrebbe più dovuto rimettere piede nella nostra città.  Entrambi erano senza documenti e quindi per i due moldavi sono stati anche denunciati anche per violazione delle regole sull'immigrazione.

LA GAZZETTA DI MODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA Rinnovata Endoscopia con nuove sale Ultimati anche i lavori nelle degenze dell’apparato locomotore che supporteranno Ortopedia

19 Giugno 2015, 15:15pm

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Pubblicato da www.mikivettica.net

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA Rinnovata Endoscopia con nuove sale Ultimati anche i lavori nelle degenze dell’apparato locomotore che supporteranno Ortopedia
CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA Rinnovata Endoscopia con nuove sale Ultimati anche i lavori nelle degenze dell’apparato locomotore che supporteranno Ortopedia

INSERITO DA ANGELA CECERE Rientrata nella sede storica il 25 maggio, la Struttura Semplice di Endoscopia digestiva, di cui è responsabile il dottor Alberto Merighi, è inserita nella Struttura Complessa di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva diretta dalla professoressa Erica Villa. Il cantiere ha consentito di adattare gli ambienti alle nuove esigenze di una disciplina in continua evoluzione. Rispetto al progetto del 2007, infatti, è stata ricavata una ulteriore sala di osservazione post-esame con 2 letti e 5 poltrone attrezzate che si aggiungono ai 5 letti originari. Questo miglioramento è legato all’utilizzo ormai routinario della sedazione per gli esami endoscopici. Grazie anche alla presenza della sala attrezzata per la Nora (Non Operative Room Anesthesia) è possibile effettuare in loco tutte le procedure, tanto quelle che richiedono controllo radiologico, quanto gli esami endoscopici di tipo interventistico. L’Endoscopia digestiva è, tra l’altro, punto di riferimento per l’endoscopia pediatrica di routine, d’urgenza e interventistica che si effettua in collaborazione con Pediatria, Chirurgia Pediatrica e Neonatologia oltre a essere uno dei reparti in cui si utilizza la videocapsula. La struttura è impegnata nella diagnosi e nella cura di numerose patologie, fornendo supporto e diverse discipline in un’ottica di approccio multidisciplinare integrato.

Il 15 giugno sono stati ultimati i lavori nelle Degenze della Patologia dell’Apparato Locomotore: il reparto sarà disponibile per i pazienti tra la fine di giugno e i primi giorni di luglio. Si tratta di 27 posti letto in una sede completamente rinnovata che supporterà l’attività di Ortopedia e Chirurgia della Mano con la possibilità di organizzarsi secondo aree omogenee e per intensità di cure. La Struttura Complessa di Ortopedia e Traumatologia, diretta dal prof. Fabio Catani, garantisce il trattamento chirurgico in elezione delle patologie osteo-articolari congenite ed acquisite e l’attività

in urgenza 24 ore su 24. La Struttura Complessa di Chirurgia della Mano e Microchirurgia, diretta dal dottor Antonio Landi, è unica per la provincia di Modena e rappresenta il Centro di Riferimento regionale per la chirurgia della mano e la microchirurgia nell’ambito del sistema Hub and Spoke.

GAZZETTA DI MODENA

19.06.2015. 16.15

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Tentato omicidio, rinvio per il processo

18 Giugno 2015, 13:38pm

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M.P. Colpita con un pugno poi gettata dall’auto in corsa sull’Autobrennero nei pressi di Campogalliano. Con l’imputazione di tentato omicidio in concorso la procura di Modena ha indagato due albanesi di 28 e 31 anni, residenti rispettivamente a Sassuolo e Formigine. La donna, anch’essa albanese e moglie del 31enne, è stata ricoverata per quasi un mese prima di essere dimessa. I fatti risalgono al settembre 2010, questa mattina in tribunale a Modena è iniziato, con un rinvio, il processo. Per la difesa, sostenuta dagli avvocati Gianfranco Balugani e Carla Apicella, a causa dei rapporti ormai deteriorati col marito, la donna si sarebbe invece volontariamente gettata dall’auto, che stava rallentando per entrare in un’area di servizio. “Un’ammissione -dice il penalista Balugani-, poi ritrattata, avvenuta durante il ricovero in ospedale”. Secondo le ricostruzioni, la coppia si era accordata per portare la donna a Brescia, dove risiede il fratello, ma in auto ci avrebbe ripensato. L’accusa, sostenuta dal pm Enrico Stefani, ha chiesto il rinvio a giudizio.

 

18 giugno 2015 di  

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Nuova allerta meteo, in arrivo temporali

17 Giugno 2015, 08:36am

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temporale

M.P. Allerta di protezione civile per temporali dalle 15 di oggi alle 18 di ieri in Emilia-Romagna. Inizialmente fenomeni più significativi nelle aree di pianura a ridosso del Po, anche con fulmini, raffiche di vento e possibili grandinate, poi si intensificaste nella nottee nelle prime ore di oggi interessando tutta la regione. I temporali pi ùintensi sono previsti su Romagna e zone costiere, poi si esauriranno nel pomeriggio-sera di oggi.

trctelemodena

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Guasto Hera, saltano tutti gli elettrodomestici

16 Giugno 2015, 09:41am

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 INSERITO DA BARBAA PAPPACODA «Il computer è saltato, improvvisamente. Ha iniziato a fumare ed è partito un principio d’incendio. Per fortuna che eravamo in casa e, nonostante l’orario notturno, ci siamo accorti dell’accaduto, anche per l’odore di fumo che aveva invaso le stanze. Altrimenti le fiamme si sarebbero diffuse e allora addio casa». In via Carpaccio, la piccola strada nei pressi del parco Amendola, laterale di via Mantegna e che si affaccia nella zona della scuola Lanfranco, ieri era un via vai di auto con insegne di ditte specializzate e di elettricisti: in pochi, tra i residenti dei piccoli condominii o delle villette mono o bifamigliari sono scampati allo tsunami elettrico che ha inaspettatamente invaso le loro case facendo saltare tutto quello che ha trovato sul suo percorso. Lavatrici, condizionatori, lampadine, telefoni cordless, ascensori, computer e soprattutto caldaie: fusibili, centraline, circuiti bruciati per la sovralimentazione elettrica. Ed Hera, che è stata via via contattata dai residenti in cerca di spiegazioni, di risposte e soprattutto di risarcimenti, ora dovrà mettere mano al portafoglio e ripagare i danni.

Nel cuore della notte tra venerdì e sabato scorsi in via Carpaccio l’elettricità erogata è stata a 380 volt de in pochi istanti è stato un disastro tecnologico. Tutto è partito dall’ultima abitazione sul lato sinistro, venendo da via Mantegna, di fronte alle scuole. Lì c’è una piccola scatola, sul muro della villetta dove vivono le famiglie di due fratelli.

«Era da qualche giorno che al luce traballava, alternava momenti di grande luminosità a lucine tipo presepe. Poi qualcosa è andato in tilt - spiega il padrone di casa - dalla centralina si sono diffusi fumo e un odore acre di plastica bruciata. E poi è saltato tutto». Mentre spiega la vicenda, c’è proprio il tecnico in azione che sta cercando di riparare l’ascensore. «Sì, ascensore in tilt, così come i condizionatori e le nostre caldaie. Abbiamo subito fatto le riparazioni: per una ho pagato 600 euro, per l’altra 280 per un intervento esterno temporaneo. Fortunatamente il personale di Hera è stato professionale, gentile e disponibile. Ci hanno detto di fare la lista dei danni e di inviarla. In tempi brevi dovremmo essere risarciti». E il danno: «Hanno detto che è partito da quella centralina sulla parete, forse un morsetto che si è ossidato e che ha lasciato passare la corrente a 380 volt che ha fatto il giro di alcune case, oltre alla nostra». Una signora anziana chiede aiuto ai vicini per compilare insieme la richiesta dei danni, un’altra signora si affaccia dal balcone e dice di avere condizionatori

e lavatrice che non vanno più, un altro residente spiega come sabato mattina abbia scaldato l’acqua in una pentola per poi farsi la doccia con l’acqua calda. La luce è stata riallacciata sabato mattina, per i risarcimenti si dovrà aspettare un po’ di più.

DI STEFANO TOTARO LA GAZZETTA DI MODENA 

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CONCORDIA SULLA SECCHIA MODENA NEWS Lavori al ponte per Novi Moglia teme la chiusura

14 Giugno 2015, 08:34am

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 INSERITO DA BARBARA PAPPACODA MOGLIA. C’è grande preoccupazione tra gli abitanti e i commercianti di Moglia per una notizia trapelata ieri sulla possibile chiusura del ponte che collega Moglia a Novi di Modena.

Le voci parlano di lavori di consolidamento che dovrebbero iniziare a fine giugno per concludersi a metà settembre. La viabilità sul ponte verrebbe regolata per un certo periodo a senso unico alternato, dopodiché il manufatto verrebbe chiuso completamente al traffico. Al momento non c’è nulla di ufficiale, ma questa mattina il sindaco di Moglia Simona Maretti andrà nella sede della Provincia di Modena per avere ulteriori informazioni.

Nel frattempo, su Facebook, si è scatenata una ridda di polemiche che accusano l’amministrazione comunale di Moglia di non aver dato alcuna comunicazione alla cittadinanza. In verità, anche la giunta comunale era all’oscuro dei lavori sul ponte: «Ci è arrivata solo martedì un’e-mail che invitava il sindaco di Moglia ad un incontro in Provincia di Modena – spiega Damiano Cosimo Nigro, consigliere comunale delegato alla sicurezza – non ci è stato detto nulla sulla chiusura del ponte tra Moglia e Novi né tempi e modalità nei quali si dovrebbero eseguire le eventuali opere di consolidamento».

In questi giorni il Comune di Moglia, oltre alla crisi economica, ai problemi legati alla ricostruzione post terremoto, è alle prese con una serie di incontri nel capoluogo e nelle frazioni per spiegare ai cittadini la nuova modalità di raccolta “porta a porta” che prenderà il via dal primo luglio. In più l’amministrazione comunale è impegnata sulla questione del nuovo impianto di smaltimento rifiuti che la ditta “Ecologia Papotti” intende costruire in via Puccini nella zona industriale di Moglia.

Ieri sera, al teatro “Mondo 3” si è svolto un incontro per informare la cittadinanza del nuovo servizio di raccolta domiciliare ma poi la discussione si è spostata anche sulla futura realizzazione dell’impianto di smaltimento rifiuti, pericolosi e no, già oggetto di una manifestazione di protesta da parte dei circoli Pd di Moglia e Bondanello, e sulla chiusura del ponte tra Moglia e Novi.

Martedì 16 giugno, all’Ecomuseo delle Bonifiche, alle 21, si parlerà solo ed esclusivamente dell’impianto dell’Ecologia Papotti, del suo possibile impatto ambientale e sulla viabilità della zona oltre agli eventuali rischi che tale realizzazione potrebbe avere sulla salute pubblica. In quell’occasione si parlerà anche della probabile nascita di un comitato di cittadini che avrà lo scopo di contrastare la costruzione dell’impianto di smaltimento rifiuti.

Mauro Pinotti LA GAZZETTA DI MANTOVA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS «I lupi nell'Appennino modenese pericolosi? Ma che gran bufala»

13 Giugno 2015, 14:06pm

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M.P. Sempre più spesso i lupi guadagnano ampi servizi sui mezzi di informazione, anche a causa dei danni che creano. E in Appennino, che finora schiva gli orsi ma è alle prese con i cinghiali, la questione è discussa. Ne abbiamo parlato con un super esperto, Matteo Carletti.

Carletti, qual è la situazione del lupo, oggi?

«Il lupo da una decina d'anni è argomento di attualità faunistica, per gli aspetti gestionali che la sua presenza implica. Innanzitutto, è bene chiarirlo, tale presenza è di fatto un ritorno. Il lupo è da sempre in Italia, con un andamento demografico oscillante. Fino al dopoguerra era cacciato, chi riportava alle autorità un capo abbattuto riceveva a un incentivo economico. Dagli anni ’70 ad oggi, grazie alle leggi di protezione, al ripristino degli habitat forestali e al ritorno della grossa selvaggina, il lupo ha ricolonizzato la dorsale appenninica e l’arco alpino, divenendo nuovamente una presenza stabile. Il problema è che a livello gestionale, ma anche emotivo, siamo impreparati a questo ritorno, che segue dinamiche assolutamente naturali».

Nessun lupo è stato liberato?

«No, in Italia non esistono né sono esistiti in passato progetti specifici che prevedono il rilascio di lupi a scopo di ripopolamento. L’unico progetto di reintroduzione di grandi carnivori riguarda l’orso trentino. Che si mollino lupi è una leggenda popolare esattamente come quella delle vipere paracadutate dagli aerei, anche se si tratta di una leggenda molto tenace. Gli unici rilasci che vengono effettuati sono di lupi rinvenuti in natura in gravi condizioni di salute, feriti o avvelenati. Ove possibile, vengono curati e rimessi in libertà da apposite strutture specializzate - i Centri di recupero fauna selvatica o Cras (a Modena ad esempio è attivo il Cras “Il Pettirosso”). Si tratta di attività ufficiali e documentate, rispetto alle quali chiunque può trovare in rete materiale».

C'è pericolo per le persone? E per gli escursionisti?

«No. Il lupo non identifica nell’uomo una preda, ma una minaccia, e a dirlo è uno che per tre anni ha girato giorno e notte nei boschi, disarmato, per seguire i branchi. Sarei stato un ottimo pranzetto, ma evidentemente non erano interessati. I lupi recuperati dai Cras sono creature disorientate e intimidite dalla vicinanza umana, i lupi sorpresi dalle videotrappole mostrano un evidente timore non appena percepiscono l’odore dell'uomo. Dal 1825 a oggi non esiste un solo caso documentato in Europa di attacchi di lupo all'uomo. Immaginiamo gli articoli che talvolta si scrivono: “tornano i lupi, torna la paura”. Se vi fosse un solo attacco di lupo, andrebbe in mondovisione. Non è da escludersi in assoluto, ma si tratta di un evento talmente improbabile da essere quasi impossibile. Non ho il minimo timore a dormire in un bosco abitato dai lupi, sarei di certo meno tranquillo sulla panchina di un parco cittadino».

E le pecore? Questi attacchi sono reali, no?

«In passato i lupi erano presenti, e si sapeva come trattarli, come difendere il bestiame domestico da essi. La loro temporanea scomparsa da alcuni territori ha cancellato quest’abitudine antica. Il vero problema è ovviamente in capo alla pastorizia. Il lupo mangia in massima parte caprioli e cinghiali, ma talora si ciba di bestiame domestico. Quando i cuccioli richiedono molto cibo, ad esempio, oppure se le pecore diventano una risorsa facile da attingere. È chiaro che servono tutele per i pastori, risarcimenti, contributi alla costruzione di recinti antilupo, o per l’acquisto di cani come i maremmani-abruzzesi. Voglio sottolineare, a rischio di essere impopolare, che molto dipende anche dall’atteggiamento imprenditoriale del pastore. Ogni lavoro ha i propri rischi professionali. Per i pastori uno dei rischi è rappresentato dai lupi, ma anche dai cani vaganti. È necessario prendere consapevolezza del ritorno del lupo e agire di conseguenza con una serie di precauzioni: investendo nel rendere più sicuri i ricoveri, non lasciando le pecore incustodite al pascolo, addestrando i cani da pastore. In una parola, ricominciando a fare i pastori come una volta, quando il lupo era una presenza costante. Fatico a capire come spesso la soluzione prospettata sia l’uccisione dei lupi piuttosto che una strategia - possibile - di coesistenza. Il lupo è un predatore che ha un ruolo fondamentale nell’ecosistema, come fattore di regolazione delle popolazioni di ungulati selvatici i quali, se in eccesso, a propria volta danneggiano l'agricoltura e il bosco o possono diventare vettori di malattie per il bestiame domestico. E quindi perché l'eradicazione del lupo viene prospettata come l’unica soluzione? Possiamo fare di meglio».

Spesso si sente dire che i lupi sono troppi, è davvero così?

«Il lupo ha densità legate al concetto di branco. Un branco occupa un territorio molto vasto, e in quel territorio un solo branco vive. Non esiste quindi una logica di incremento esponenziale. I branchi non solo non si mescolano tra loro, ma arrivano addirittura ad uccidere i lupi che sconfinano. Fino a una decina d'anni fa il lupo aveva ricolonizzato solo le aree montuose, ma ora è stabilmente presente anche nella fascia collinare e a ridosso della pianura, dove i branchi si trovano ad una maggiore vicinanza con le attività umane e con i cani. Questo genera situazioni delicate. La vicinanza agli allevamenti, ad esempio, non solo di ovini ma anche di bovini da latte o di maiali. Ma anche il rischio di ibridazione con cani vaganti, non randagi quanto piuttosto liberi di muoversi sul territorio, e di accoppiarsi con lupi selvatici. Un problema molto attuale causato dall'uomo. L'ibridazione modifica

il comportamento del lupo, le dinamiche demografiche, la dimensione delle aree di branco. Succede così che in collina, possano coesistere anche sei branchi con individui ibridi, che magari partoriscono non cinque, ma dieci cuccioli. Ma parlare di ibridi non è parlare di lupi». (ase) LA GAZZETTA DI MODENA

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