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concordia sulla secchia e modena news

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Picchia la moglie, arrestato dai Carabinieri a Mirandola

18 Maggio 2015, 10:32am

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Pubblicato da www.mikivettica.net

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Picchia la moglie, arrestato dai Carabinieri a Mirandola

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Un marito violento, un 45enne italiano, muratore, stato arrestato dai carabinieri per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. I militari della Stazione di Mirandola sono intervenuti ieri sera su una richiesta formulata da una donna di 40anni che, piangendo, chiedeva aiuto perch il marito la stava picchiando. Giunti sul posto, i militari hanno accertato la presenza in casa anche del figlio di 10 anni. Raccolta la denuncia, emerso che gi in passato, in diverse occasioni, l'uomo l'aveva percossa, provocando lesioni guaribili in alcuni giorni. Ieri, in particolare, l'aveva colpita con dei pugni sul volto provocandole un trauma contusivo facciale giudicato guaribile in 15 giorni al pronto soccorso di Mirandola dove era stata accompagnata dai Carabinieri. Questa mattina il giudice ha convalidato l'arresto disponendo il divieto di avvicinamento alla donna fino al dibattimento in giudizio, che si terr a fine mese.

LA GAZZETTA DI MODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Gorghetto di Bomporto: insegnante e l'anziana madre uccise nella loro casa

18 Maggio 2015, 10:24am

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Pubblicato da www.mikivettica.net

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA

AGGIORNAMENTO DELLE 11. I cadaveri di due donne - Irene Tabaroni di 93 e la figlia Francesca, insegnante - sono stati trovati questa mattina nella casa a Gorghetto di Bomporto, nel Modenese. I corpi erano all'interno della casa dove le due vivevano, in via Padella. Non si esclude l'ipotesi di omicidio. Indagano i carabinieri.

Misterioso ritrovamento di due cadaveri a Gorghetto di Bomporto. I carabinieri sono stati avvisati da una telefonata del ritrovamento di queste due persone prive di vita. Si tratta di due donne Sul posto oltre ai militari la medicina legale e il magistrato. Dalle prime indicrezioni non si esclude l'ipotesi di omicidio.

I cadaveri sono quelli di Irene Tabaroni 93 anni e della figlia Francesca,insegnante. Vivevano a casa insieme con il genero Francesco . L'anziana donna era bloccata in caa da tempo a causa della frattura di un femore provocato da una caduta.

I carabinieri stanno ora cercando l'arma del delitto nei pressi dell'abitazione, tra la campagna e il fiume. In particolare si stanno svuotando tutti i cassonetti della zona e sono stati chiamati sul posto operai del comune con l'incarico di tagliare l'erba in tutti i campi circostanti.

LA GAZZETTA DI MODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Fosso esonda sulla Canaletto, quattro famiglie evacuate

17 Maggio 2015, 13:53pm

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Pubblicato da www.mikivettica.net

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA BASTIGLIA. La paura torna, a distanza di un anno e mezzo da quel gennaio 2014 quando l’alluvione ha messo in ginocchio Bastiglia e la vicina Bomporto. Venerdì, infatti, la Protezione Civile dell’Emilia Romagna aveva diramato un’allerta meteo di 48 ore. E la pioggia è arrivata puntuale, nella notte tra venerdì e sabato, invadendo tre abitazioni e portando all’evacuazione di quattro famiglie. Siamo in via Canaletto, tra i civici 2 e 4. Il fosso che circonda le tre abitazioni di Bastiglia non ha retto la quantità di pioggia ed è esondato e l’acqua è arrivata nelle case, raggiungendo anche i trenta centimetri.

 

Il salvataggio nella notte di agnelli e pecore nell'allevamento allagato a BastigliaI vigili del fuoco di Carpi hanno portato in salvo agnelli e pecore che rischiavano di annegare video di Diego Poluzzi LEGGI L'ARTICOLO

 

Lo racconta proprio una delle residenti coinvolte, Criana Chipgia, che lì vive con il marito e la figlia 19enne. «Avevo ospiti a cena - racconta - a fine serata siamo usciti per accompagnarli, c’era anche mia madre, molto anziana e già l’acqua era alta, abbiamo dovuto portarla in braccio alla macchina. Quando siamo rientrati abbiamo notato che il cane non voleva uscire di casa, spaventato dall’acqua. E una volta dentro abbiamo visto tutto il piano terra allagato. E in mattinata, insieme ai vicini, siamo andati in Comune e sono iniziati subito i lavori».

Ieri mattina, infatti, la statale 12 Canaletto a Bastiglia, è stata chiusa fino a sera, alle 20, per consentire i lavori di riduzione dei livelli di acqua, in un tratto di circa 500 metri. Vigili del fuoco e volontari della Protezione Civile si sono messi a lavoro con le motopompe, aiutando anche i residenti all’interno delle abitazioni, che in serata erano completamente pulite. E il Comune ha provveduto a dare alle famiglie una sistemazione alternativa per la notte, all’Hotel Rosso Frizzante di Sorbara, dove - ha comunicato il sindaco di Bastiglia Francesca Silvestri - hanno trovato alloggio solo due famiglie. Tra i cittadini coinvolti anche Nicolae Cojuhari, sua moglie e la loro bimba di sei mesi. «L’acqua è entrata prima nel garage - spiega Nicolae - poi ci siamo accorti che stava entrando anche in casa. E subito abbiamo chiamato i vigili del fuoco». E insieme a loro un’altra famiglia, una coppia con un bimbo di cinque anni.

 

 

Ma ad avere i danni maggiori è stata l’azienda agricola al civico 2, la Agrifragola, gestita da Faiza Irshad, che ha perso il raccolto di fragole, ma ha salvato, grazie all’intervento dei pompieri, più di cento pecore. L’allarme Faiza l’ha lanciato alle tre di notte, quando si è accorto che le sue pecore rischiavano di annegare. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco di Carpi, che hanno condotto le operazioni di trasporto degli animali (120 pecore, di cui 30 agnelli) verso il capannone adiacente alla casa rurale che l’azienda utilizza durante le ore di lavoro per le pratiche legate all’attività. Agnellini salvi, dunque, ma per il raccolto di fragole tutto è andato perso. «Le prime valutazioni dei tecnici - ha raccontato Faiza che al mattino, mentre vigili del fuoco e volontari della protezione civile erano intenti nei lavori lungo il fosso, con i suoi collaboratori cercava di salvare il salvabile - parlano di un danno pari a 60, forse 70mila euro. Ho perso tutto il raccolto di fragole. Fortunatamente sono riuscita a salvare le pecore e gli agnelli. Ma è un disastro. E anche la casa è tutta allagata».

DI FELICIA BUONOMO LA GAZZETTA DI MODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Travolto da un camion: muore ciclista

17 Maggio 2015, 13:48pm

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA FORMIGINE. Sarebbe dovuto partire per un lungo viaggio in bici con il cugino, il fotografo Gigi Ottani. Dovevano salire in sella a Danzica per raggiungere il mar Nero: 5500 chilometri lungo la “Cortina di Ferro” che sarebbero poi dovuti diventare un reportage attraverso un libro. Ma Giovanni Ottani, bancario di 50 anni, appassionato di ciclismo e arrampicata, quel viaggio non potrà intraprenderlo. È infatti spirato dopo alcune ore di agonia in ospedale a Baggiovara dove era stato trasferito d’urgenza a causa di un incidente nel quale era rimasto coinvolto a Fiorano. Ottani si stava allenando, gli ultimi chilometri nella sua terra in vista proprio di quel lungo viaggio con il cugino nell’Europa dell’Est.

 

 

Erano da poco passate le 15 quando il 50enne ha imboccato via San Francesco, ma nei pressi della rotatoria che funge da incrocio con via Ghiarola Nuova è successo qualcosa di insolito. Forse una manovra errata, forse uno scarto improvviso, fatto sta che la bici entra in contatto con un camion, che la travolge. I mezzi viaggiano nella stessa direzione e l’incidente avviene proprio a ridosso di un avallamento della strada che contrassegna l’attraversamento pedonale.

 

 

Ottani resta a terra. Ha ferite un po’ su tutto il corpo, in particolare alle braccia e alle gambe. Prima di perdere lucidità riesce a comunicare ai sanitari del 118 le proprie generalità. Non ha con sé i documenti e quindi la polizia municipale di Fiorano, che ha effettuato i rilievi e aperto un’indagine per accertare le cause del drammatico schianto, impiega tempo per contattare i parenti più stretti. Gli agenti ascoltano anche la testimonianza del camionista che racconta di aver superato il ciclista qualche metro prima e di aver sentito soltanto un suono sordo, notando la bici a terra attraverso lo specchietto retrovisore.

Intanto il 50enne viene trattato sul posto e trasferito d’urgenza a Baggiovara dopo spirerà a metà pomeriggio a causa delle ferite riportate. Ottani lascia la moglie e due figli, ora andrà fissata la data dei funerali.

LA GAZZETTA DI MODENA 

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS CARPI Cade da 9 metri: muratore è gravissimo

16 Maggio 2015, 09:50am

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 INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Precipita da un’impalcatura alta 9 metri mentre sta effettuando dei lavori in un’abitazione privata in centro storico ed ora si trova ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale di Baggiovara. È quanto si è verificato ieri, poco dopo l’ora di pranzo, probabilmente anche a causa delle piogge che si sono scatenate su tutta la provincia e non hanno risparmiato nemmeno Carpi. In via San Francesco, al civico 32 un operaio di 49 anni, italiano, residente a Carpi, stava lavorando su un’impalcatura. Erano da poco passate le 14 quando l’uomo per cause ancora al vaglio degli inquirenti ha perso l’equilibrio scivolando rovinosamente a terra all’interno dell’abitazione dove stava portando avanti gli interventi. Pare che il 49enne, al momento della caduta, fosse da solo. L’uomo, subito dopo essere precipitato, è stato prelevato dall’elisoccorso che l’ha trasportato a Baggiovara. Il cantiere che sta portando avanti i lavori in quell’immobile di via San Francesco è della ditta Costruzioni Boccaletti di corso Fanti, in città. «Io non ero presente al momento del fatto e stiamo cercando di ricostruire l’episodio con gli elementi che abbiamo a disposizione – spiega Claudio Boccaletti, titolare di Costruzioni Boccaletti – pare che sia scivolato da un’impalcatura ma stiamo acquisendo tutti i dettagli necessari per verificare cos’è successo. Ora siamo molto in apprensione per le sue condizioni di salute. Speriamo possa riprendersi nel migliore dei modi». L’esatto susseguirsi dei fatti sarà stabilito dalla Polizia, accorsa sul posto poco dopo l’accaduto per acquisire tutti i rilievi del caso e le testimonianze di addetti che si occupano del lavoro. Sul luogo dell’infortunio sono arrivati anche i vigili urbani. Nel tardo pomeriggio, sono poi intervenuti i vigili del fuoco per una verifica sull’immobile. Come risulta dal foglio descrittivo dei lavori, esposto all’esterno del civico 32, la ditta sta eseguendo un intervento del valore di circa 50mila euro sull’immobile. Sempre dal medesimo foglio, emerge che gli interventi sono iniziati il 3 dicembre scorso, mentre la natura dei lavori riguarda manutenzione e riparazione della copertura, rifacimento e coibentazione del tetto, nonché lavori agli interni dell’edificio, il numero massimo di lavoratori previsto sul cantiere è di quattro. L’infortunio ha destato la preoccupazione oltre che del titolare dell’impresa e dei colleghi, anche di numerosi passanti che hanno notato i mezzi delle forze dell’ordine passare e sostare davanti all’edificio del centro storico.

SERENA ARBIZZI LA GAZZETTA DI MODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Neonato con lesioni gravissime: condannato il ginecologo Mazza

16 Maggio 2015, 09:47am

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 INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Un anno e una provvisionale da pagare ai due nonni, che si sono costituiti parte civile, di 60mila euro cadauno. È la decisione del giudice nel processo che vedeva imputato per lesioni colpose gravissime il ginecologo Vincenzo Mazza. Il professionista, considerato nel suo settore un luminare, tanto che tantissime future mamme si rivolgono a lui per essere seguite durante la gravidanza, è però stato giudicato colpevole per una vicenda dai risvolti umani drammatici, avvenuta nel 2008.

Quel giorno, hanno ricostruito sia il pubblico ministero Lucia De Santis (la procura aveva chiesto un anno e sei mesi) sia l’avvocato di parte civile, Nicola Termanini, Mazza è di turno al Policlinico di Modena quando arriva la coppia di futuri genitori, che vivono a Casalgrande. La donna è alla 37ª settimana di gravidanza, fino a quel momento nessuno le ha mai comunicato che il suo parto può essere rischioso. «Chi non vorrebbe - dice l’avvocato Termanini nella sua requisitoria - arrivare in ospedale e sapere che il proprio ginecologo è di turno?».

La signora viene sottoposta ad un tracciato, che evidenzia qualche anomalia. Mazza dispone il ricovero della gestante senza però un monitoraggio costante, consigliando un tracciato dopo due ore. La situazione però precipita, una collaboratrice del ginecologo “chiede aiuto” e consiglia esami aggiuntivi, ma niente. «Qui emerge la negligenza del dottore», aggiunge l’avvocato di parte civile. Solo al cambio turno e dopo aver richiamato d’urgenza il padre, si procederà con un taglio cesareo, ma ormai per il neonato la situazione è disperata e le lesioni lo segneranno per tutta la vita.

La condotta di Mazza, difeso dall’avvocato Andrea Mattioli, è stata valutata anche da otto periti, che sono giunti a valutazioni discordanti. Alla fine però la sentenza lo vede responsabile di quanto accaduto. La pena è stata sospesa e la difesa presenterà appello. A dicembre, tra l’altro, scatteranno i termini della prescrizione per un professionista finora risultato sempre innocente nei procedimenti in cui risultava imputato.

Ma accanto al filone penale c’è quello civile, che aggiunge dolore al dolore. I genitori del bambino hanno infatti richiesto al Policlinico un risarcimento di due milioni di euro e la sentenza di ieri servirà anche a certificare le responsabilità della struttura sanitaria. Ma i fatti, che risalgono al 2008, chiamano in causa un’altra vertenza, quella che vede coinvolto l’ospedale universitario con un’assicurazione finita nei guai e quindi ormai impossibilitata a pagare i risarcimenti. Si rischia di arrivare ad una situazione paradossale con il Policlinico costretto a sborsare una cifra enorme proprio a causa delle limitate coperture assicurative.

Francesco Dondi LA GAZZETTA DI MODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Modena, vive da 5 anni con un tubo dimenticato nell'utero

15 Maggio 2015, 10:22am

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 INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Vivere cinque anni con un drenaggio nell’utero dimenticato durante un’operazione e poi inutilmente cercato per sette ore dai chirurghi dopo anni di dolori senza un perché. È la condizione terribile in cui si trova una 33enne modenese oggi depressa, con problemi fisici gravi e soprattutto quel tubo ancora nell’apparato genitale mettendo a rischio la sua fertilità. È il caso denunciato dal suo legale, l’avvocato Marco Pellegrini, che ha presentato tempo fa un esposto in Procura e chiesto un risarcimento all’assicurazione del Policlinico. Se la Procura sta già svolgendo indagini con l’ipotesi di reato di colpa medica - indagini che coinvolgono il personale del reparto di Ginecologia e Ostetricia - l’assicurazione dell’ospedale evita ogni contatto con il legale.

Il caso è delicato oltre che grave e sarà oggetto di attente verifiche per capire non solo come sia potuta accadere una presunta svista simile ma anche per rintracciare eventuali profili di responsabilità tra i medici che hanno avuto in cura la vittima, una 33enne modenese. Nel febbraio 2010 si era fatta sottoporre a un intervento per un’emorragia all’utero. I medici del reparto le avevano praticato uno svuotamento della cavità e l’avevano dimessa. Per anni la donna ha però lamentato violenti dolori addominali e all’apparato genitale, ma al pronto soccorso non hanno mai ravvisato niente di anomalo. Solo nel 2014 grazie a una Tac si è scoperto che nell’utero c’era un drenaggio di Penrose, un tubo di plastica che è usato per interventi. Così lo scorso anno la 33enne è stata sottoposta a uno speciale intervento in Chirurgia con tre chirurghi che l’hanno aperta al ventre e per ben sette ore hanno cercato il drenaggio senza però riuscire a individuarlo e toglierlo. Le conseguenze: dolori violenti, depressione, perdita di capelli, rischio di infertilità.

CARLO GREGORY LA GAZZETTA DI MODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Sassuolo, maxi evasione per società di autotrasporti: 20 camionisti in nero

15 Maggio 2015, 10:18am

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 INSERITO DA BARBARA PAPPACODA 

Ricavi non dichiarati per oltre 3 milioni di euro, IVA evasa per circa 650.000 euro e una ventina di posizioni lavorative diautotrasportatoririsultati completamente “in nero” per le quali sono state contestate le ritenute fiscali e contributive non operate e non versate, oltre alla “maxi-sanzione” prevista dalla normativa di settore.

È quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Sassuolo al termine di indagini di polizia economico finanziaria su un'ingente evasione fiscale connessa ad un fenomeno di “esterovestizione”, attuato attraverso la fittizia localizzazione all'estero della residenza fiscale di una società, attiva nel settore dell’autotrasporto, risultata formalmente localizzata in uno Stato dell'Est europeo ma che, in realtà, operava sistematicamente e perseguiva il suo oggetto sociale in Italia, nell’ambito del territorio del distretto ceramico di Sassuolo.

La società verificata ha omesso così di dichiarare in Italia il reddito conseguito nell'esercizio della propria attività d'impresa, presentando le dichiarazioni dei redditi relative agli anni compresi tra il 2011 ed 2012 nello Stato di formale residenza fiscale (Slovacchia) ove l'aliquota d'imposta applicata è inferiore a quella prevista in Italia. Le Fiamme Gialle hanno infatti accertato che la società slovacca altro non era che un mero recapito, privo di automezzi propri e di magazzini, e che le decisioni effettive circa la gestione amministrativa dell'impresa estera, le tratte da seguire per la consegna delle merci trasportate nonché gli automezzi utilizzati, venivano tutte prese dagli amministratori dell'impresa italiana.

L'esame della corposa documentazione contabile ed extra-contabile ha dunque confermato la costituzione, da parte della società italiana, di un proprio "alter ego" slovacco, con la finalità di sfruttare la minore e più favorevole tassazione sui redditi d’impresa, il minor costo della manodopera slovacca, nonché di proporsi sul mercato a prezzi molto più competitivi dei soggetti economici concorrenti, alterando le regole del mercato stesso dell’autotrasporto,

Il magistrato Lucia De Santis che ha coordito le indagini ha denunciato i 2 i due amministratori delle società verificate, ritenuti responsabili dei delitti di frode fiscale, omessa dichiarazione e false comunicazioni sociali, oltre ai reati dibancarotta fraudolenta e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

LA GAZZETTA DI MODENA 

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Ucciso dalla malattia a 19 anni

14 Maggio 2015, 16:37pm

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Ucciso dalla malattia a 19 anni
CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Ucciso dalla malattia a 19 anni

INSERITO DA ANGELA CECERE Formigine. Il dolore di Magreta per Simone Girotti, studente liceale a Sassuolo e allenatore dei bimbi

FORMIGINE. Simone Girotti si è spento martedì all'ospedale di Sassuolo, dove era stato ricoverato per l’aggravarsi della terribile malattia contro cui combatteva da qualche tempo.

Simone aveva solo diciannove anni, e lascia nel dolore la mamma Mirella e il papà Gabriele, con il fratello gemello Alessandro. Simone risiedeva a Magreta, dove tra l’altro era impegnato nell’associazionismo, come collaboratore presso il settore giovanile del Magreta calcio, affiancando il mister Venturelli nell'allenamento dei bambini 2006. Era stato lui stesso un calciatore dilettante nel Fiorano, dove aveva giocato come attaccante.

«Era un vero fuoriclasse- racconta commosso Venturelli- nella sua indole di giocatore d'attacco, spronava i bambini all'azione e li seguiva con dedizione. Gli erano molto affezionati, non sarà facile neanche per loro accettare ciò che è successo».

Simone aveva frequentato con profitto il Liceo Scientifico delle Scienze Applicate Alessandro Volta di Sassuolo. Nonostante la malattia lo costringesse a numerose assenze, era riuscito anche a diplomarsi lo scorso anno. Amici e compagni sconvolti ieri lo hanno ricordato con affetto. E tutta Magreta si è stretta attorno alla famiglia colpita da un così grave lutto.

I funerali si terranno oggi: si partirà dalla camera ardente di Sassuolo alle 14.40, per arrivare nella sala polivalente San Luigi Gonzaga in via Magellano 4, dove si terrà la funzione religiosa, alle ore 15.

Sul suo profilo Facebook, molti sono quelli che hanno deciso di dare un ultimo saluto a Simone. Il 28 agosto 2013 lui stesso scriveva: «E poi inizi a pensare e ti chiedi il perché di tutto questo, perché è successo tutto questo a te, ti domandi se hai sbagliato a fare qualcosa e ti chiedi se prima o poi finirà tutto. Non rimane altro che andare avanti, a testa alta, magari anche con un sorriso».

Ed è proprio così che ti ricorderemo Simone, mentre ci sorridi, e avanti a testa alta così come hai vissuto. Martina Algeri

GAZZETTA DI MODENA

14.05.2015.17.37

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS MODENA Un ciclista investito in viale Italia

12 Maggio 2015, 12:47pm

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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA MODENA. Si sono rivelate più gravi di quanto non sia parso subito dopo l’incidente, anche se non è in pericolo di vita il giovane ciclista investito alle 7.45 all’incrocio tra viale Italia e viale Corassori. Sul posto per i rilievi di legge la Polizia municipale di Modena.

Il ragazzo, un ventenne di nazionalità nigeriana, stava percorrendo viale Corassori proveniente da via Giardini e pare abbia attraversato in sella alla bicicletta il passaggio pedonale regolato da impianto semaforico che, secondo alcuni testimoni presenti, indicava rosso, anche se sono ancora in corso gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

Lo ha investito un’autovettura Mercedes Classe A condotta da una signora modenese di sessant’anni che viaggiava su viale Italia, proveniente da via Emilia Ovest. Il ragazzo, colpito sul fianco, ha battuto la testa sul vetro del veicolo ed è caduto a terra; si è poi spostato fino al vicino parcheggio della scuola dove lo hanno trovato gli agenti della Municipale. Gli operatori del 118 lo hanno quindi trasportato al Pronto soccorso dell'ospedale di Baggiovara.

LA GAZZETTA DI MODENA

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