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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Sei ore di fila per arrivare in cancelleria

23 Aprile 2015, 15:37pm

Pubblicato da www.mikivettica.net

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Sei ore di fila per arrivare in cancelleria
CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Sei ore di fila per arrivare in cancelleria

INSERITO DA ANGELA CECERE Ci si presenta alle 4.30 per avere un numero “certo” e si fa la coda anche per le fotocopie, le udienze e persino il bagno Ci vogliono almeno sei ore - tra attesa mattutina e fila davanti all’ufficio - per le pratiche alla cancelleria dell’Ufficio del giudice di pace (Ugp) di Modena. Ieri il primo avvocato è arrivato alle 4.30, quando c’era ancora buio pesto e in via San Pietro non c’era anima viva. «Io sono arrivata alle 5.45 e ho il numero 15, dovrei farcela», dice alle 9.45 un’avvocatessa ben posizionata ma non del tutto sicura di tornare a casa a mani piene. Chi è arrivato dopo le 6.30 sa di non avere speranza. Alle 10.30 quelli dal nr 20 al 30 aspettano temendo che cali inesorabile la ghigliottina delle 11, ora dell’immediata chiusura dell’ufficio. Intanto all’interno, l’unico impiegato al “front office” è indaffarato a ricevere atti, consegnarli, firmarli e bollarli. L’Ugp è un ufficio giudiziario nel caos. Al primo piano si fa la fila per tutto: per il numero della cancelleria, per le fotocopie, per la lista delle udienze dal giudice, per andare in bagno... In attesa dell’arrivo degli ispettori ministeriali, gli avvocati e i privati cittadini che fanno opposizione alle multe si trovano ad aspettare in quell’enorme corridoio, dall’altro lato sbarrato al pubblico da un muro di faldoni. Alcuni legali commentano: «Qui la giustizia è denegata».Racconta una giovane avvocatessa: «È tutto l’iter che è pazzesco. Tu porti gli atti per un’ingiunzione e fai la fila. Quando mesi dopo vieni a sapere che sono pronti, vieni a ritirarli e fai la fila all’alba, fai la fila dentro e, se non chiude l’ufficio alle 11, ti danno il documento cartaceo (perché c’è solo quello per ora) e fai la fila alla fotocopiatrice. Poi rifai la fila e consegni bolli e fai firmare i documenti e solo allora te ne vai. Servono dalle 5 alle 6 ore, se tutto va liscio». Questo sistema degradante basato su quattro ore di apertura al pubblico di tutta la provincia con un solo impiegato, più la possibilità di accedere per ritirare atti e servire i “fuori foro” (gli avvocati non modenesi) pare non esistere altrove, nonostante i problemi dovuti all’accorpamento delle sedi minori e la carenza di personale siano diffusi ovunque. Un’avvocatessa di Imola aspetta pazientemente ricordando che da lei le cose vanno decisamente meglio mentre a Modena ha la quasi certezza che dopo aver aspettato per ore dovrà tornare. Un avvocato ferrarese se la ride.«Andava decisamente meglio quando c’era il sistema Prenotalex. L’abbiamo fatto installare noi avvocati e per un anno e mezzo non ci sono stati problemi. Si veniva qui o dall’Ufficiale giudiziario per i pignoramenti con un numero e si impiegava poco tempo. Da un anno, non si sa perché, in questo ufficio hanno interrotto il servizio. E ora ci troviamo in queste condizioni». Racconta Angela, avvocatessa: «Sono madre di due bambini di 3 anni e 8 mesi. Oggi mi sono dovuta alzare alle 4.30 e ho dato i miei figli ai nonni per venire qui. Ho fatto la fila dalle 5.30 e cerco di mettere assieme tutte le pratiche che devo fare. Devo ringraziare i colleghi se ogni tanto, sapendo delle mie condizioni, mi danno una mano. Perché oggi, ad esempio, devo fare la fila in cancelleria e una fila per l’udienza. E devo fare in modo che i numeri non si accavallino». Questo racconto è più comune di quanto si pensi, considerando quante avvocatesse hanno figli piccoli. Ma ci sono anche i singoli cittadini che provano a opporsi a una sanzione per loro ingiusta. «Poi ci sono cause assicurative anche da 20mila euro, cause entro le 5mila euro e così via - aggiunge un avvocato - e tutto questo si scontra con i costi e le difficoltà che si affrontano per stare qui e avere i documenti e la giustizia che ci spettano».«Per questo se uno abita in montagna - aggiunge un collega - rinuncia ad avere giustizia: spende più soldi di benzina e di tempo di lavoro perso di quanto riavrebbe per un’ingiustizia». «E noi - chiede un collega - noi avvocati quanto dobbiamo chiedere a un cliente per aver lavorato sei ore in queste condizioni per delle cause così piccole?» Ma poi parlando saltano fuori storie incredibili nelle quali sono proprio i clienti a mettersi in fila per gli avvocati oppure gli avvocati sono costretti a pagare qualcuno per iniziare la fila all’alba mentre loro scendono dall’Appennino. Perché più passa il tempo e più questi due giorni settimanali di “apertura” al pubblico (2 ore ogni lunedì e 2 ogni mercoledì) si fanno sempre più corti e agguerriti. Ieri alle 5 erano già in dieci in fila, quando solo una settimana prima non c’era nessuno, e alle 6 c’erano già trenta, il numero massimo “digeribile” dall’unico impiegato.

di Carlo Gregori

LA GAZZETTA DI MODENA

23.04.2015. 16.37

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