CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Incendiata di notte l’auto del Comune di Bastiglia
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA

BASTIGLIA. Era l’unica auto rimasta in dotazione al Comune dopo che tutto il parco era stato distrutto durante l’alluvione. Ma da ieri notte i dipendenti municipali non potranno più contare, per i loro spostamenti di servizio, neppure sulla Fiat Palio. La vettura, intorno alle 2, è infatti stata incendiata ed è andata completamente distrutta. A nulla è servito il celere intervento dei vigili del fuoco di Carpi, che non hanno potuto fare altro che circoscrivere le fiamme, evitando che potessero propagarsi alla Casa comunale e al museo, allestito a pochi passi. Sull’accaduto hanno aperto le indagini i carabinieri di Bomporto, che insieme alla stessa amministrazione comunale e ai referenti degli uffici più sensibili, stanno analizzando eventuali cause di ritorsione. Perché di messaggio minatorio si tratta, è ormai evidente, soprattutto se si parte da un episodio sospetto avvenuto neppure una decina di giorni fa.
In quell’occasione - e sempre di notte - qualcuno aveva distrutto i vetri della Fiat Palio. Poteva sembrare un gesto a sé stante, dalle connotazioni più varie. Ma dopo l’incendio di domenica la pista del balordo si è sgonfiata, facendo invece salire le quotazioni della vendetta per un presunto torto subìto.
«È vero che siamo nel bel mezzo delle liquidazioni per l’alluvione - ammette il sindaco Francesca Silvestri - ma l’iter, nonostante qualche difficoltà sta andando avanti e non ci sono situazioni particolari che ci abbiano messo in allerta. Lo stesso discorso vale per i casi seguiti dai Servizi Sociali. Non riesco a darmi una spiegazione di tale accanimento, ma stiamo collaborando con i carabinieri e la polizia municipale per cercare di fonire il nostro contributo. Sono sconcertata perché dopo tanto lavoro questo è il risultato».
Un aiuto potrebbe anche arrivare dalle riprese delle telecamere a circuito chiuso. Proprio sopra il posteggio della Fiat ce n’era una che ruota a 360 gradi. Potrebbe aver ripreso non tanto il piromane mentre appicca le fiamme, ma si spera abbia carpito almeno i movimenti precedenti, necessari a scoprire quanti siano gli autori materiali del gesto e magari ad ottenere qualche indizio utile per identificarli. La telecamera, a causa del calore, si è sciolta e ora l’unica speranza è che sia riuscita a mantenere in memoria gli attimi antecedenti al rogo doloso. L’analisi continuerà anche oggi visto che sono diversi i sistemi di registrazione - pubblici e privati - che offrono una panoramica della piazza.
È invece già stato scartato il collegamento con un altro incendio doloso che aveva lasciato perplessi, quello che portò alla distruzione di un’auto di proprietà del titolare di una coop di facchinaggio e delle due vetture posteggiate accanto. Dai primi riscontri non sembrano esserci particolari contatti tra i due episodi.
FRANCESCO DONDI LA GAZZETTA DI MODENA
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