Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
NAPOLI, Il vento forte sta provocando a Napoli e in Campania danni e disagi. La guaina di protezione del tetto di spogliatoi dello stadio Landieri del Rione Scampia è caduta nello spazio antistante l'accesso al campo, spazio in quel momento deserto; sono interventi agenti di ps e vigili del fuoco oltre a unità della Polizia locale. In Via Luca Giordano, nel quartiere Vomero, una tensostruttura di un esercizio commerciale è stata distrutta dal vento che ha provocato anche la caduta di un cornicione all'ospedale Fatebenefratelli. Tre alberi, segnala la Municipale, sono stati abbattuti dal vento in Via Manzoni, a Posillipo (danneggiata un'auto in sosta) e in via Foria vicino alla fermata bus. Due persone sono state portate in ospedale a Salerno per la caduta di un albero in via Roma. Si tratta di una mamma e di sua figlia: la prima se l'è cavata solo con un forte spavento, la seconda, una ragazza, ha riportato lievi traumi alla spalla e agli arti inferiori in seguito al crollo di un grosso ramo sulla loro auto. Albero di Natale distrutto nella 'piazzetta' di Capri
La donna, 34enne, era incinta del terzo figlio. A rinvenire il cadavere riverso per terra in bagno il marito rientrato in anticipo da lavoro dopo che il figlio più grande aveva risposto al telefono della mamma
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una vera tragedia quella consumatasi nella serata di ieri a Giugliano. Maria M., una giovane mamma di 34 anni è stata ritrovata morta in bagno di casa dal marito. L’uomo, dopo aver provato a chiamare telefonicamente più volte la moglie, all’ennesimo tentativo aveva sentito al telefono il figlioletto più grande, appena 4 anni, che rispondendo al cellulare della mamma, gli comunicava che la mamma stava dormendo per terra in bagno. L’uomo allarmato a questo punto lasciava in anticipo il lavoro e correva a casa nella traversa del Corso Campano nel centro di Giugliano. Riversa per terra, nel bagno di casa la giovane moglie ormai senza vita. Ad attendere che la mamma si svegliasse dal quel profondo sonno i due figli, il secondo di appena 18 mesi. La donna era incinta del terzo figlio. Vani i tentativi di rianimazione. Il cuore della donna aveva smesso di battere. I sanitari del 118 non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della 34enne. Nell’abitazione sono giunte anche le forze dell’ordine per i rilievi del caso e provare a dirimere ogni dubbio sull’accaduto. Il PM di turno ha disposto il sequestro della salma. La prima ipotesi è che si sia trattata di una morte naturale, probabilmente un infarto. La salma è stata trasportata in ospedale per l’autopsia: l’esame sul cadavere dovrebbe fare luce sulle cause del decesso, che comunque risultano ancora non del tutto chiare. IL GAZZETTINO VESUVIANO
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Forti e grandi applausi al lavoro compiuto dai carabinieri alla ricerca dei colpevoli i che hanno brutalmente picchiato un bambino. In un nucleo familiare con notevoli problemi, forti disagi e botte nei confronti di un bambino salvato dalle denunce delle maestre e poi dal lavoro certosino dei carabinieri. Un bambino di 5 anni veniva picchiato dai familiari con bastoni e manici di scopa, umiliato continuamente, senza essere mai chiamato per nome in un piccolo centro del casertano. La vicenda si è conclusa con l’arresto della madre di 30 anni e dello zio di 34 anni, eseguito dai Carabinieri. Il nonno, un 53enne, che conviveva con i figli ed il nipote, è stato raggiunto da ordine di allontanamento dalla casa familiare e divieto di avvicinamento alla vittima. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Napoli Nord. Sono state due insegnanti della scuola dell’infanzia frequentata dal piccolo ad accorgersi dei lividi sul suo corpo. È così partita una segnalazione ai Carabinieri. La Procura ha disposto l’installazione di telecamere e le violenze domestiche sono emerse in tutta la loro crudezza. Il piccolo veniva strattonato, preso a schiaffi e calci, a bastonate, offeso e minacciato, soprattutto da madre e zio. Il nonno non interveniva: una volta ha partecipato alle ‘punizioni’. ANSA
Investitore e investita in ospedale, entrambi ricoverati con una prognosi di 30 giorni. È successo a Napoli, in piazza Cavour, nella tarda serata di mercoledi, intorno alle 19. Una donna, originaria dell'Honduras, stava attraversando sulle strisce pedonali quando è stata investita da un centauro che ha perso il controllo della moto. Il giovane, è stato sbalzato dal mezzo dopo l'impatto con la donna che ha riportato una frattura ad una gamba. La vittima dell'investimento ed il centauro infortunato sono stato trasportati dalle ambulanze all'ospedale Cardarelli e sul posto sono intervenuti i poliziotti municipali dell'Infortunistica stradale che su direzione del comandante Antonio Muriano hanno effettuato i rilievi planimetrici e la raccolta delle testimonianze. Da una prima ricostruzione sembra che il centauro non si fosse accorto della presenza del pedone mentre per quanto riguarda la straniera, dalle dichiarazioni iniziali rilasciate ai sanitari, chiederà asilo politico.
Follia a via Cumana. Due giovani percorrono l’asse viario contromano, non si fermano allo stop dei carabinieri e investono due ragazzine. I fatti ieri sera nella popolosa strada del centro storico di Giugliano. I carabinieri dopo una breve indagine hanno rintracciato uno dei due balordi che stavano per provocare una tragedia. In manette ci è finito Domenico D’Alterio, 29 anni. Il ragazzo è accusato di resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato, lesioni personali e mancato soccorso in occasione di incidente stradale. Ieri sera i due ragazzi hanno imboccato l’asse viario ma, d’improvviso, si sono ritrovati dinanzi ad una pattuglia dei carabinieri che li hanno immediatamente fermati. Loro però non ne hanno voluto sapere così si sono dati alla fuga durante la quale hanno prima danneggiato l’auto di pattuglia e poi investito due ragazze 17enni. Grazie alle immagini di videosorveglianza, i carabinieri hanno ripercorso tutto il tragitto del motorino e identificato il centauro. D’Alterio è stato sottoposto agli arresti domiciliari ed è in attesa di giudizio. Il mezzo, risultato privo di assicurazione, è stato quindi sequestrato. Le due 17enni hanno riportato invece lesioni ritenute guaribili in 2 giorni.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «È una truffa ai danni dei bambini» perché, in fondo, sono loro ad essere stati realmente danneggiati. Le parole dei genitori non lasciano dubbi sul maxi-raggiro di cui si sentono vittime. Centinaia di persone, convinte di aver acquistato prodotti per i loro piccoli che, invece, non sono mai stati consegnati. Nel mirino di mamme e papà che non hanno esitato a denunciare la frode, c'è sempre lo stesso negozio in piazza Mercato, a Napoli, dove, da qualche giorno, non c'è più traccia del titolare e la saracinesca è sempre abbassata.I racconti dei genitori truffati sono quasi tutti identici tra loro e nelle denunce depositate presso le caserme dei carabinieri e della Guardia di Finanza, si ha l'impressione di leggere lo stesso copione. Le coppie di sposi napoletani e della provincia, attirati da offerte vantaggiose e prezzi super scontati su prodotti di qualità per l'infanzia, si recavano al negozio e pagavano l'intero importo degli acquisti, in attesa della loro consegna. Ma culle, lettini e fasciatoi non sono mai arrivati a destinazione. «Nella maggior parte dei casi l'imbroglio consisteva nel pagamento anticipato - si legge nelle denunce - il titolare, offriva la consegna gratuita e prezzi vantaggiosi sui prodotti che venivano pagati al momento dell'ordine». Specchio per le allodole, la pagina facebook del negozio dove ora si è scaricata la rabbia e la delusione dei genitori. LEGGI ANCHE Presa nostra signora delle truffe a Caserta «Ho comprato una culla e un fasciatoio, da consegnare per fine ottobre ma non ci hanno recapitato nulla - racconta Raffaele Capasso, 37enne di Quarto - il titolare, prima di sparire e rendersi irreperibile, ci aveva detto che i fornitori erano in ritardo». Ma le scuse durano fino all'inevitabile sospetto che porta molti genitori a investigare sull'accaduto. «Ho contattato personalmente la ditta che avrebbe dovuto fornire i prodotti al negozio, scoprendo che non c'era il mio acquisto - continua Raffaele - così ho denunciato l'episodio ai carabinieri». A pochi giorni dalla nascita del suo primogenito, Raffaele ha dovuto sborsare altri mille euro per non ritrovarsi senza culla e fasciatoio ma «non tutti hanno avuto questa possibilità e abbiamo deciso di organizzarci per aiutarci tra di noi». In pratica, i genitori truffati hanno creato un mega gruppo su whatsApp dove al momento ci sono più di 40 persone, tutte vittime dello stesso raggiro e decise a farsi giustizia. LEGGI ANCHE Soldi in cambio di promesse di lavoro, truffa ai disoccupati A lanciare l'allarme sull'enorme quantità di segnalazioni e denunce che coinvolgono il rivenditore di articoli per l'infanzia, sono stati il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli e il conduttore radiofonico Gianni Simioli con un appello rivolto alle istituzioni. «Qualora le forze dell'ordine e la magistratura riscontrino effettivamente il reato - spiegano - ci auguriamo procedano con la massima determinazione, occorre censurare con severità comportamenti del genere nell'interesse dei cittadini e degli operatori onesti del settore». «Le vittime di questa spiacevole storia ci hanno contattati, allegando le denunce alle forze dell'ordine - raccontano Borrelli e Simioli - c'è da segnalare un episodio che dimostra che gli atteggiamenti delinquenziali persistono anche in quella che dovrebbe essere la parte onesta del tessuto economico». Nell'appello viene sottolineata «la tattica dilatoria che ha fatto in modo di rimandare per settimane la consegna di passeggini e fasciatoi ai clienti, prima che presso il suo esercizio commerciale intervenissero i carabinieri», dichiarano ancora Borrelli e Simioli che, come tutti i genitori coinvolti negli episodi denunciati, rivolgono un pensiero ai veri protagonisti del danno causato dagli ordini mai recapitati. Centinaia di piccoli rimasti senza culla, fasciatoio e beni di prima necessità.
Sembra che si divertano, i sindacati, a provocare ulteriori disagi a Napoli. Già il trasporto pubblico è quello che è, con continue cancellazioni dei treni della metropolitana e con gli autobus che passano quando vogliono loro, oggi, scegliendo proprio il giorno della partita di calcio per provocare ulteriore caos e massacrare gli utenti, i sindacati autonomi Usb, Orsa e Faisa Confail, hanno proclamato uno sciopero del trasporto pubblico locale di 24 ore. Come sempre, molti dipendenti dell'Anm pur non aderendo ad uno di questi sindacati, alcuni dalle sigle quasi sconosciute, non lavoreranno in modo da vedersi la partita di Champions tranquillamente a casa propria. Anm Napoli: arriva anche l'aumento dei biglietti L'Anm sembra essersi dimenticata dello sciopero e nel suo sito, dove vanta l'efficienza della metropolitana che, nelle ore di punta e solo nelle ore di punta, passa, pensate un po', una volta ogni 9 minuti (nel resto del mondo sviluppato è ogni 3 minuti), non fornisce agli utenti alcuna informazione in merito allo sciopero e alle fasce protette. Visto che l'Anm è latitante, meglio precisare che sono garantite le fasce di garanzia. Per i bus: il servizio è garantito dalle 5:30 alle 8:30 e dalle 17 alle 20. Poiché la partita finisce alle 21 è facile immaginare il caos totale in cui vengono lasciati gli utenti che escono dallo stadio San Paolo, con conseguenze per il traffico che si estendono a tutta la città. Ovviamente gli orari sono solo indicativi, perché le ultime partenze vengono effettuate 30 minuti prima dell'inizio dello sciopero e riprendono circa 30 minuti dopo la fine dello sciopero, quindi, in realtà, niente autobus dalle 8 fino alle 17,30 e fine dei trasporti dalle 19,30. Sulla metropolitana Linea 1, la fascia di garanzia del mattino prevede prima corsa da Piscinola alle ore 6.40, da Garibaldi alle ore 7.20 e ultima corsa da Piscinola alle ore 9.14 e da Garibaldi alle ore 9.18. Il servizio riprende con la prima corsa da Piscinola delle 17.11 e da Garibaldi, addirittura, alle 17.51 cioé non mezz'ora dopo la fine dello sciopera ma 51 minuti dopo, 20 minuti dopo anche l'orario in cui le corse dovrebbero riprendere. L'ultima partenza da Piscinola è alle 19.44 e da Garibaldi alle 19.48. Di fatto la fascia di garanzia, sulla carta di 3 ore, si riduce a due ore, un capolavoro perché l'altra ora sarà pagata normalmente ai dipendenti Anm. Stessa situazione per le funicolari Centrale, Chiaia, Montesanto e Mergellina: ultima corsa alle 9.20 e, nel pomeriggio, prima corsa alle 17 e ultima corsa alle 19.50. Tra le motivazioni alla base dello sciopero la vertenza su riorganizzazione del lavoro e miglioramenti economici, sblocco del premio di risultato (e chi utilizza i mezzi pubblici a Napoli si chiederà quali risultati abbiano mai raggiunto i dipendenti Anm), disciplina della mobilità interna del personale. La sensazione è che, più che queste motivazioni, sia determinante la possibilità di vedersi la partita di Champions. In occasione dell'ultimo sciopero indetto dagli stessi sindacati, il 25 ottobre, al di fuori delle fasce di garanzia, il blocco della circolazione ha riguardato la Linea 1 metropolitana con un'adesione del personale in turno del 24% e le Funicolari Centrale, Chiaia e Mergellina con un'adesione pari al 43%. Sui bus l'adesione del personale allo sciopero è stata del 30.4%
Diciannove tra affiliati e boss del clan Moccia di Afragola, sono stati arrestati questa notte nel corso di un blitz della polizia di Stato tra la stessa Afragola e Casoria. L’indagine, svolta dagli agenti del commissariato di Afragola diretta dal vice questore Stefano Iuorio ha fatto luce su una serie di estorsioni e anche sulla stagione delle bombe, quando tra Afragola e Casoria furono fatti esplodere ben 20 ordigni piazzati nelle serrande di esercizi commerciali e attività imprenditoriali. Napoli, ammazzata per aver tradito il clan Moccia: il killer arrestato dopo 15 anni, tradito dal cappellino Nove gli arrestati ancora in libertà , Mentre egli altri 10 coinvolti nel Blitz gli agenti hanno notificato l’ordine di cattura in carcere. L’operazione è stata coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli. Fra gli arrestati vi sono soggetti già condannati tra cui il capo Renato Tortora e Ciro Serrapiglia, e i massimi esponenti del clan come Domenico Tuccillo, figlio del boss Gennaro, conosciuto come Zi’ Sante. Le indagini sono partita dal 2018 quando a San Pietro a Paterno era gravemente ferito Giuseppe Fonzo. Per il tentato omicidio venivano arrestati Francesco Carpentieri, Cristian Scognamiglio, Rosario Garzia e Emanuele Angelo Maugeri tutti del gruppo capeggiato da Tortora. Dalle indagini è emerso come Renato Tortora, con i gli Enrico e Pietro e la moglie Rosa Mauro, avesse assunto il pieno controllo delle attività criminali a Casoria, paganto affiliati, detenuti e le loro famiglie del clan Moccia. Avvicinandosi il Natale, il clan aveva preparato una completa lista dei commercianti e degli imprenditori da sottoporre ad ulteriori estorsioni. Ecco l'elenco completo degli arrestati: il boss Renato Tortora, con i figli Enrico e Pietro e la moglie Rosa Mauro. Poi Ciro Serrapiglia, Domenico Tuccillo, Domenico Ambrosio, Antonio Spagnoli, Luigi Migliozzi, Lucio Caputo, Gianni Urgherait, Gennaro Ferrara, Vincenzo Cervo, Cristian Scognamiglio, Rosario Garzia, Francesco Carpentieri, Emanuele ANgelo Maugeri.
NAPOLI– Gli affari delle mafie in Italia “ammontano a 420 miliardi in un anno. 220 miliardi riguardano l’economia sommersa, di cui 97 miliardi di sole tasse evase. Nel dettaglio circa 60 miliardi per i traffici di droga, 20 miliardi di abusivismo edilizio, 9 miliardi dalle estorsioni. Questo significa che le mafie introitano ogni giorno 410 milioni di euro, 17 milioni all’ora. Evadendo le tasse si toglie allo Stato la possibilità di investire di più nel welfare e diamo alla mafia la possibilità di offrire servizi”. Così il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, intervenuto ad un corso di economia dell’università Federico II a Napoli.
Senza denaro contante le mafie sparirebbero
“Eliminare del tutto il denaro contante sarebbe la soluzione migliore per eliminare le mafie. In tanti Paesi del mondo anche il giornale si paga con la carta di credito e si tracciano tutti i pagamenti”. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho nel corso di una lezione al corso di economia all’Università Federico II di Napoli.
Contro i piccoli clan serve il controllo delle strade. C’è un fermento notevole di piccoli gruppi
“A Napoli c’è un fermento notevole di gruppi camorristici anche di piccolissime dimensioni che operano per controllare anche una sola strada. Su questo fenomeno solo un ulteriore controllo del territorio da parte dello Stato può consentire una prevenzione efficace”. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho commentando, a margine di una lezione all’Università Federico II di Napoli, la sparatoria di questa mattina nel quartiere Vasto. Questi piccoli clan, ha spiegato De Raho “operano per lo spaccio di stupefacenti e governano le illegalità del vicolo. Sappiamo che controllare tutte le strade non è consentito dal numero di uomini delle forze dell’ordine a disposizione ma l’unico modo per prevenire questi reati è la presenza sul territorio”.
Dopo le segnalazioni e le richieste di intervento, è stato chiuso un tratto di carreggiata di via Marco Rocco di Torrepadula. Una strada - tra i quartieri di Chiaiano e Piscinola - ritenuta insicura a causa di una voragine nel terreno sottostante. L’intervento dei Vigili del Fuoco, voluto dai cittadini del quartiere, è stato utile proprio per la verifica di questa ipotesi. Napoli, una voragine sotto la strada a via Torrepadula Gli uomini, della squadra 8B di Scampia, si sono calati lungo la scarpata per accedere a quella che - grazie all’erosione delle acque meteoriche - è diventata una vera caverna sotto l’asfalto. Un vuoto nel terreno, a pochi metri dalla strada, che è stato necessario isolare in attesa degli interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza. «Un primo passo è stato fatto - afferma l’attivista Alfredo Di Domenico - ma adesso bisogna andare avanti. Su questo tratto di strada, passano centinaia di auto e mezzi pesanti ogni giorno. È necessario garantire la sicurezza di tutti per evitare tragedie. Qui sotto c’è un vuoto enorme che non può essere preso sotto gamba. Gli organi competenti devono garantirci interventi immediati e risolutivi. Non è più il momento di aspettare».