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CAMPANIA NEWS Giovani col coltellino, parcheggiatori e rapinatori: controlli serrati a Napoli

20 Gennaio 2020, 17:48pm

Pubblicato da Angelica Cecere

CAMPANIA NEWS Giovani col coltellino, parcheggiatori e rapinatori: controlli serrati a Napoli

INSERITO DA ANGELICA CECERE Fine settimana di controlli dei carabinieri nell’ambito di un servizio disposto dal comando provinciale di Napoli. 285 le persone controllate, tra queste 82 con precedenti di polizia. Arrestate 4 persone, 10 quelle denunciate per reati vari. Sono state notificate 83 contravvenzioni al codice della strada, molte della quali per guida senza casco e per mancata copertura assicurativa: pari a 55mila euro le sanzioni applicate. In centro città i carabinieri della locale compagnia insieme a quelli del reggimento Campania hanno arrestato Vincenzo Pecoraro e Ciro Perez, due 53enni del posto già noti alle forze dell’ordine. In esecuzione di due provvedimenti emessi dal tribunale di Napoli sconteranno 4 anni di carcere perché ritenuti responsabili di rapina. Un sedicenne di Chiaia è stato trovato in possesso di un coltellino a serramanico e denunciato per porto di oggetti atti ad offendere. Ha 17anni invece il giovane sfuggito ad un posto di controllo dei carabinieri. Il giovane dopo un breve inseguimento è stato fermato, denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e sanzionato perché alla guida senza patente. 5 i parcheggiatori abusivi denunciati: Via De Pretis, Piazza Matteotti, Via Nisco, Via Carducci e Via Fiorelli le aree battute. I 5 uomini – tutti già noti – chiedevano un’offerta a “piacere” agli svariati automobilisti che tentavano di trovare parcheggio. I carabinieri della compagnia Stella, invece, insieme a quelli del reggimento Campania hanno presidiato le strade del rione Sanità con numerosi posti di controllo: 6 i motocicli sottoposti a sequestro, 7 quelli fermati amministrativamente perché condotti senza il casco, 37 le violazioni al codice della strada contestate per complessivi 33mila euro in sanzioni. Nel quartiere Soccavo i carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli hanno arrestato per detenzione di stupefacente a fini di spaccio Bruno Annunziata (cl.‘77) e Giancarlo Sansò (cl.’76), entrambi di Napoli e già noti alle forze dell’ordine. I militari hanno sorpreso i due uomini in uno scantinato di via tertulliano mentre confezionavano dosi di cocaina. prima che i militari riuscissero a forzare la porta blindata del laboratorio improvvisato, annunziata e sansò si sono disfatti di parte della droga gettandola nel wc. Raggiunti, sono stati bloccati ancora in possesso di quasi 4 grammi di cocaina. gli arrestati sono ai domiciliari in attesa di giudizio. Anche nella penisola sorrentina i carabinieri sono stati impegnati nell’ambito dei servizi disposti dal comando provinciale di napoli per il contrasto dell’illegalità diffusa I militari hanno infatti controllato 119 persone di cui 20 con precedenti di polizia e denunciato a piede libero un 38enne di piano di sorrento già noto alle forze dell’ordine perché trovato in possesso di 7 grammi di marijuana, di un bilancino di precisione e di materiale per il confezionamento. Stessa sorte per un 19enne isolano, beccato alla guida in stato di ebbrezza.

IL MATTINO

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CAMPANIA NEWS Napoli, controlli tra i «baretti»: multati 3 locali per musica troppo alta

20 Gennaio 2020, 17:42pm

Pubblicato da Angelica Cecere

CAMPANIA NEWS Napoli, controlli tra i «baretti»: multati 3 locali per musica troppo alta

INSERITO DA ANGELICA CECERE Sabato sera gli agenti del Commissariato San Ferdinando hanno effettuato un servizio di controllo straordinario del territorio, finalizzato a prevenire e reprimere il fenomeno della somministrazione di bevande alcoliche ai minori, nella zona dei "baretti" tra via Carducci, vico Belledonne a Chiaia e via Bisignano. I poliziotti hanno controllato diversi esercizi commerciali al fine di verificare il possesso delle autorizzazioni e per verificare il  rispetto delle prescrizioni imposte  dalla recente ordinanza sindacale sulla sicurezza urbana. Tre bar sono stati sanzionati per non aver adottato le "misure tecniche tali da evitare che suoni e rumori fossero percepiti all’esterno delle attività" e, per tale inosservanza, è stata loro irrogata una sanzione pecuniaria. 

IL MATTINO

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CAMPANIA NEWS Napoli, baby gang 'assalta' con petardi agenti Poliziotti costretti a indietreggiare nell'indifferenza degli adulti. Denuncia Verdi

19 Gennaio 2020, 11:53am

Pubblicato da Angelica Cecere

Un frame tratto da un video dell'assalto della baby gang © ANSA

"Cinque agenti di polizia costretti a indietreggiare e difendersi con gli scudi da oggetti e petardi lanciati nella loro direzione da ragazzini inferociti e invasati nell'indifferenza degli adulti, alcuni addirittura sorridenti di fronte a una scena allarmante e raccapricciante al tempo stesso.
 É accaduto a Napoli, nel Borgo Sant'Antonio Abate, dove si è verificato un assalto in piena regola alle forze di polizia". Lo ha detto Francesco Emilio Borrelli, consigliere campano dei Verdi, al quale è stata inviata la video denuncia.
"A realizzarla - aggiunge - una manciata di ragazzini, intenti a nascondere alberi e legnami per il 'fuocarazzo' di Sant'Antonio Abate, a cui bisognerebbe spiegare che non è questo il modo in cui la gente civile vive". "Ma in certi contesti è credibile che ciò avverrà mai? Questa è la Napoli di domani?" si chiede l'esponente dei Verdi. "Occorre fermarli, cresciuti in ambienti criminali siano tolti alle famiglie e rieducati nei luoghi giusti".

ANSA

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CAMPANIA NEWS Influenza, in Campania brusco aumento, i più a rischio sono i bambini

18 Gennaio 2020, 17:40pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Influenza, in Campania brusco aumento, i più a rischio sono i bambini

 
 
 

NAPOLI – “Quello che si sta verificando è il brusco aumento del numero di casi di sindrome simil-influenzale soprattutto nei più piccoli; i nostri studi sono sotto pressione come poche volte è successo negli ultimi anni, viaggiamo ad una media di 50 visite al giorno”. Così D’Avino, vicepresidente nazionale della FIMP, su “una situazione che sta diventando ‘molto calda’ e che nei prossimi giorni rischia di degenerare in un massiccio e inappropriato, intasamento del pronto soccorso del Santobono”. In linea generale, guardando a tutti i casi di influenza, in Italia, sottolinea una nota, l’incidenza totale è pari a 6,2 casi per mille assistiti. Ma i più colpiti sono i bambini al di sotto dei cinque anni, per i quali si osserva un’incidenza pari a 10,7 casi per mille assistiti. “Ci capita, purtroppo, di assistere ad una vera e propria corsa agli antibiotici, che in moltissimi dei casi non servono a nulla. Anzi, si crea solo un danno perché si genera quella che in gergo si chiama antibiotico-resistenza, riducendo nel tempo la possibilità di cura verso molti ceppi di batteri” spiega D’Avino. Il pediatra aggiunge che alcuni genitori arrivano addirittura a ‘prescrivere’ in autonomia l’antibiotico, utilizzando confezioni che hanno in casa per precedenti terapie. “Comportamenti sconsiderati – dice – che vengono adottati spesso sulla scia di quanto letto sul web o, peggio ancora, nella convinzione di poter sostituire con qualche sito internet le competenze del pediatra”. Ecco perché dalla FIMP Napoli arriva un invito a non adottare comportamenti inadeguati. “Nonostante il super lavoro di queste settimane – dice D’Avino – tutti i pediatri di famiglia sono sempre pronti a dispensare utili consigli e visitare i piccoli. Inoltre, siamo in attesa che vengano attuate le disposizioni della legge di bilancio 2020: non appena saranno disponibili le apparecchiature diagnostiche di primo livello i pediatri di famiglia potranno ulteriormente venire incontro ai bisogni di salute dei piccoli assistiti E concluderanno con più facilità il percorso di diagnosi e cura nel proprio studio professionale, senza ricorrere a figure professionali esterne”.

METROPOLIS

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CAMPANIA NEWS Sequestrati oltre 200 kg di pane Venduti in strada, in auto o preparati in locali sporchi

14 Gennaio 2020, 15:57pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

 © ANSA

NAPOLI, 14 GEN - Oltre 200 chilogrammi di pane sono stati sequestrati dai carabinieri tra Napoli e provincia. I militari, a Caivano, insieme a personale del Nas, hanno bloccato l'autista di un furgone all'interno del quale erano stipati grossi cesti di pane privi di indicazioni sulla tracciabilità. Sono poi stati individuati i locali dove il pane era stato preparato e messo in vendita: tra polvere e sporcizia prodotti da forno esposti senza alcuna protezione, confezione e indicazioni sulla filiera produttiva. Sequestri anche ad Afragola: il titolare, oltre a garantire lavoro "in nero" a due persone, esponeva alimenti senza alcuna indicazione sulla tracciabilità. Ed ancora, a Giugliano in Campania, denunciato un 67enne del posto già noto alle forze dell'ordine perché sorpreso a gestire un panificio abusivo nella sua abitazione. Sequestri anche a Napoli, nei quartieri di Pianura, Rione Traiano, San Giovanni a Teduccio: chili di pane venduti su bancarelle improvvisate in strada o in auto.

ANSA

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CAMPANIA NEWS Napoli, scambio di neonati in culla: momenti di panico, poi la corsa al lotto

3 Gennaio 2020, 10:32am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

CAMPANIA NEWS Napoli, scambio di neonati in culla: momenti di panico, poi la corsa al lotto

Stessa data di nascita, identico cognome, il primo maschietto e la seconda femminuccia. Separati alla nascita dalle mamme per uno scambio di culletta. È accaduto nella sala nido dell’ospedale Villa Betania, a Ponticelli. L’incubo del film «C’era una volta in America» ha rischiato di diventare realtà nell’ultimo giorno del 2019. I fatti sono stati ricostruiti ieri dal direttore sanitario dello stesso nosocomio di via Argine, Antonio Sciambra. Tutto ha inizio la mattina del 31 dicembre, appena ventiquattr’ore dopo la nascita di Armando e Giulia (li chiameremo così, con un nome di fantasia), due bimbi bellissimi che il caso ha voluto portassero lo stesso cognome, pur non essendo i rispettivi genitori parenti tra loro. Le due mamme hanno appena il tempo di abbracciarli dopo il parto, poi arriva il momento della prima poppata. Tutto fila liscio. Passa qualche ora e, al cambio dei pannolini, è la nonna della neonata a trasalire: già, perché nella camera d’ospedale la nipotina è diventata un maschietto. Possibile? Nel reparto si scatena il comprensibile caos dei parenti. Scambio di neonati, la clinica: «È stato un errore umano» Che cosa è realmente accaduto? A spiegarlo è il direttore sanitario della struttura: «In riferimento all’episodio del momentaneo scambio di cullette avvenuto in data 31 dicembre 2019 presso il reparto maternità del nostro Ospedale, nel turno di servizio 8.00-14.00, bisogna fare alcune precisazioni. Nella camera di degenza numero 304 erano presenti due neonati nati il 30 dicembre 2019, uno da parto cesareo e l’altra da parto naturale, il primo di sesso maschile e l’altra femmina, con un omonimia parziale per i cognomi del padre di uno e della madre dell’altra». «Dopo le routinarie procedure di visita medica ed accudimento giornaliero - prosegue Sciambra - all’atto della consegna in camera alle rispettive madri per il previsto rooming-in, i due neonati, deposti ciascuno nella culletta dell’altro, sono stati avvicinati alle rispettive madri. Non appena le mamme si sono accorte dello scambio i neonati sono stati riportati al Nido per la verifica dell’accaduto e dell’identità dei bambini, riscontrando uno scambio di deposizione in culletta».E così, mentre tra le due coppie di genitori e relativi familiari al seguito scoppia il panico, mentre allarme e preoccupazione si fanno contagiosi anche tra le altre puerpere, a far rientrare l’allarme è l’immediato intervento dei medici. «Per tranquillizzare i genitori rispetto a quanto accaduto - conclude il direttore sanitario di Villa Betania - nel Nido, alla presenza del primario e del medico di guardia, è stata verificata la corrispondenza dei rispettivi braccialetti, del sesso dei neonati e delle diverse modalità dei parti. I genitori dei neonati sono stati informati e tranquillizzati dal primario ed hanno verificato anche loro la corrispondenza dei braccialetti madre-figlio» C’è anche da aggiungere un ultimo particolare: sul posto è stata richiesta anche la presenza di agenti della Polizia di Stato del commissariato di Ponticelli. L’ospedale si è anche offerto di garantire gratuitamente il test del Dna dei due neonati. Neonato scambiato con un altro nella culla: ridato ai genitori. «Lo volevano perché bianco» Non poteva mancare il risvolto legato alla fantasia dei giocatori del Lotto. E quando a Ponticelli si è sparsa la voce del pasticcio legato allo scambio di cullette è scattata la corsa alla cabala napoletana, per tentare la fortuna. In tantissimi hanno giocato una terna di numeri: 80, la nascita; 65, la donna incinta; e - ovviamente - l’immancabile 72, la meraviglia. Per ieri sera i numeri non sono usciti: ma, si sa, la tradizione raccomanda di giocarli per tre estrazioni di seguito...

IL MATTINO

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CAMPANIA NEWS «Panico», le feste alcoliche a Napoli: gin e vodka senza limiti ai minori

3 Gennaio 2020, 10:23am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

CAMPANIA NEWS «Panico», le feste alcoliche a Napoli: gin e vodka senza limiti ai minori

L’ultima tendenza si chiama “Panico” e per panico - chi lo ha pensato - voleva intendere quello che può provocare una condizione di assoluta alterazione psico-fisica dovuta all’assunzione di alcol e droga. “Panico”, come molti genitori purtroppo sanno bene, è il titolo - diventato ormai uno slogan - dato a una serie di serate ad alto tasso alcolico organizzate in questo periodo di Natale appena trascorso per far divertire gli studenti di alcuni licei della città. L’ultima, forse la più devastante, quella che ha letteralmente messo ko almeno una decina di adolescenti, si è svolta, prima di Capodanno, in un locale del Vomero. L’invito - inviato su whatsapp a centinaia di ragazzini tra quattordici e sedici anni - lo diceva con chiarezza: “free bar”. Dodici euro di prevendita e due consumazioni assicurate, il resto si paga a parte. Facile immaginare l’esito di una festa, se così si può chiamare, dove l’attrazione principale era costituita dal libero consumo di gin e vodka bevuti come fosse acqua fresca. Senza nessun problema di età. Napoli, la festa senza regole: locali stracolmi, ragazza beve troppo alcol e viene colta da malore «Sono stati male quasi tutti, ma male sul serio. Non voglio fare la parte di quella che “io l’avevo detto”, ma invece è andata proprio così». Federica Mariottino, tre figli, dai 18 agli 11 anni, ideatrice e animatrice dell’associazione «31salvatutti», quella serata l’aveva segnalata anche alle forze dell’ordine. «Lo faccio regolarmente ogni volta che vengo a conoscenza di party e feste organizzate con l’obiettivo di fare cassa lasciando bere i ragazzini - prosegue la Mariottino - purtroppo non sempre riesco a ottenere i controlli che vorrei». E sono proprio i controlli quelli che - secondo lei - mancano quasi completamente. Un gruppo nato su Facebook, il suo, all’indomani della morte di Nico Marra, il ragazzo che perse la vita dopo una serata ad alto tasso alcolico. Uno solo l’obiettivo del gruppo: proteggere i ragazzi dai rischi che derivano dall’uso di alcol e droghe. Fu sempre la Mariottino, qualche mese fa, a lanciare per prima l’allarme sull’uso dello sciroppo alla codeina tra i ragazzi napoletani che frequentavano le discoteche di Coroglio. Da qui la necessità di lanciare un messaggio di prevenzione e responsabilizzazione: «Ci lavoro da anni - spiega ancora - con la nostra associazione cerchiamo di parlare agli studenti nei licei attraverso una serie di incontri mirati - il prossimo è in programma al Teatro Salesiani il 14 gennaio - ma bisognerà cominciare a pensare seriamente di cominciare a incontrare anche i ragazzi dalle medie. Gli ultimi dati elaborati dall’Organizzazione mondiale della sanità denunciano un picco verso il basso dell’età a partire dalla quale si comincia a consumare alcol». Una emergenza in piena regola, insomma. E i ventotto ragazzi napoletani, non tutti minorenni ma pur sempre giovanissimi, finiti in coma etilico la notte di Capodanno, ne sono la conferma. Da Napoli a Roccaraso, stessa storia. Dopo la notte del 31 dicembre trascorsa nelle discoteche della località abruzzese, almeno cinque minori sono stati accompagnati al pronto soccorso del più vicino ospedale per cercare di alleviare le conseguenze della sbornia. Conseguenze non di poco conto se si considera che la capacità di assorbire l’alcol si sviluppa, grazie a un enzima, solo intorno ai vent’anni. Nei più giovani, dunque, come gli specialisti continuano invano a spiegare, l’alcol entra in circolo nel sangue e raggiunge rapidamente il cervello, rischiando di causare danni molto seri. «Poi, la dipendenza - conclude la coordinatrice dell’associazione - talvolta anche in misura maggiore rispetto a quella di molte droghe. L’unica possibilità che abbiamo per salvare le vite dei nostri figli è fare prevenzione e pretendere maggiori controlli». 

IL MATTINO

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CAMPANIA NEWS Botti di fine anno a Napoli: «Un petardo mi ha devastato, ho sbagliato ma aiutatemi»

2 Gennaio 2020, 11:52am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

CAMPANIA NEWS Botti di fine anno a Napoli: «Un petardo mi ha devastato, ho sbagliato ma aiutatemi»

Non ha perso coscienza neanche per un attimo e quando gli sono esplose le mani, il primo pensiero è stato non far vedere nulla ai figli. Un pensiero impossibile da realizzare perché la deflagrazione del botto di Capodanno, ha tranciato le dieci dita di entrambe la mani a Sasa Radosavljevic, il 48enne abitante nel campo di rom di Secondigliano che si è ritrovato circondato dal suo sangue. L'uomo dopo le prime cure all'ospedale San Giovanni Bosco, è stato ricoverato nel reparto di Chirurgia della mano del Vecchio Pellegrini. Botti di Capodanno a Napoli, al Cardarelli amputata la mano a un 41enne Come è avvenuta l'esplosione che l'ha ferita così gravemente? «Era mezzanotte e tutti nel campo, stavano accendendo i fuochi per festeggiare. Ricordo che impugnavo con la mano sinistra il botto e con l'altra mi accingevo ad avvicinare la fiamma dell'accendino. Subito dopo che la miccia ha preso fuoco, il petardo è esploso vicino a me. E' scoppiato troppo velocemente senza che io avessi avuto il tempo di lanciarlo». Cosa ha fatto subito dopo la deflagrazione? «Sono rimasto lucido e ho capito perfettamente cosa era accaduto. Sapevo di aver riportato dei danni molto gravi alle mani anche se non riuscivo a capire, effettivamente, quante dita erano esplose e cosa avrei potuto salvare. C'era sangue ovunque. Il terreno, i miei vestiti, gli oggetti del campo e tutto ciò che avevo intorno, era ricoperto del mio sangue. La mia principale preoccupazione è stata quella di non far vedere la scena ai miei figli piccoli anche se non è stato possibile». Chi si trovava accanto a lei in quel momento? «A meno di due metri da me, c'era mia moglie Milena che si stava allontanando per andare dai nostri vicini e chiamarli per i festeggiamenti. Quando il botto è esploso, una voce le ha gridato di girarsi. L'ho vista corrermi incontro e iniziare a raccogliere da terra i pezzi delle mie dita. Era inginocchiata e sporca di sangue, mentre nel palmo delle mani, riponeva i miei brandelli e piangeva. Dopo è svenuta e da quel momento non mi ha lasciato solo neanche un istante». I suoi figli? «Abbiamo due gemelli, un maschietto e una femminuccia di 8 anni e un figlio adolescente che in quel momento abbiamo cercato di allontanare. Abbiamo portato i nostri figli a casa di una parente, sempre nel campo rom di Secondigliano dove sono ancora e vi rimarranno finché sarò in ospedale. Mia moglie dice che i botti dovrebbero essere vietati per legge e nessuno dovrebbe sparare mai più». Lei cosa pensa? «Il mio pensiero fisso in questo momento sono le mani. L'unica cosa che vorrei è riavere tutte le mie dita. Ma non è semplice. Ho molto dolore anche al torace, dove ho delle escoriazioni. Mi sforzo di pensare che dobbiamo guardare il lato positivo: sono vivo e ho mia moglie accanto, poi ci sono i miei figli e queste sono le cose importanti che mi danno la forza per andare avanti». Si è pentito di aver comprato quel botto?
«Certamente non sparerei mai più botti. In realtà, non sono mai stato particolarmente amante dei botti di Capodanno ma, mi faceva piacere sparare qualche fuoco per festeggiare con gli amici e la famiglia. Il fuoco che mi ha procurato questi danni non era neanche particolarmente grosso e, ho pensato che forse era difettato perché è esploso troppo presto, senza darmi il tempo di lanciarlo. Non riesco a pensare di cosa realmente abbiamo bisogno adesso ma spero non si dimentichino di noi». Cosa intende? «Abbiamo tre figli, viviamo in un campo rom e io non potrò più usare le mani. Spero che le istituzioni possano darci una mano quando dopo Capodanno, tutti si saranno dimenticati dell'accaduto e noi dovremo andare avanti».

IL MATTINO

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CAMPANIA NEWS Napoli, il 2020 inizia con aggressioni ai medici: bottigliate alla dottoressa

2 Gennaio 2020, 11:43am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

CAMPANIA NEWS Napoli, il 2020 inizia con aggressioni ai medici: bottigliate alla dottoressa

Ancora violenza al personale sanitario a Napoli. L'associazione «Nessuno tocchi Ippocrate» ha segnalato l'esplosione di un petardo lanciato verso un'ambulanza che era stata inviata nel quartiere Barra per soccorrere un paziente. «Nell'aprire lo sportello del mezzo di soccorso - si legge su Fb - il medico viene investito da una deflagrazione causata da un fuoco d'artificio gettato da ignoti sotto l'ambulanza».  Napoli, una bomba carta contro l'ambulanza: ferito un medico Un altro episodio è avvenuto nei pressi dell'ospedale «San Giovanni Bosco» dove una dottoressa è stata aggredita con una bottigliata. 

IL MATTINO

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CAMPANIA NEWS Nato a Napoli primo bimbo del 2020,Diego

1 Gennaio 2020, 16:39pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Allo scoccare della mezzanotte. Parto naturale, doppia gioia

 © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA NAPOLI, 1 GEN - Si chiama Diego il primo nato del 2020 in Italia: il piccolo è venuto alla luce allo scoccare della mezzanotte nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale Fatebenefratelli di Napoli, diretto da Pietro Iacobelli. Probabilmente la scelta del nome fatta dai genitori (il papà è tifoso del Napoli) è da mettere in relazione al campione argentino Diego Armando Maradona protagonista a Napoli negli anni degli scudetti vinti dagli azzurri.
    "Diego è nato con un parto naturale e questo ci rende ancora più felici - commenta Iacobelli con l'ANSA - Crediamo molto nel parto naturale, anche se viviamo in una regione dove, per anni, i parti cesarei sono stati elevatissimi". "Il fatto che il primo parto dell'anno sia stato naturale ci riempie di gioia - sottolinea - perché è frutto dell'impegno di tutta l'equipe medica del reparto, che lavora insieme in una cosa in cui credono, a cominciare dalle nostre ostetriche che seguono le mamme dall'inizio alla fine".

ANSA

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