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CAMPANIA NEWS Stop ai pronto soccorso, è emergenza in provincia di Napoli

3 Dicembre 2019, 09:51am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

CAMPANIA NEWS Stop ai pronto soccorso, è emergenza in provincia di Napoli

Dopo le case di cura di Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano tocca a Casoria, dove chiude il punto di prima assistenza dell'ospedale Santa Maria della Pietà gestito dai religiosi camilliani. Inevitabili saranno i disagi per un'utenza di almeno duecentomila abitanti. Senza strutture di urgenza resteranno, dal prossimo primo gennaio, anche i residenti di Afragola, Arzano e Casavatore che saranno costretti a rivolgersi agli ospedali più vicini, il San Giovanni di Dio di Frattamaggiore o il San Giovanni Bosco, alla Doganella. La questione dei centri di prima assistenza, che interessa anche alcune cliniche private della provincia di Napoli, sta suscitando una diffusa mobilitazione e sembra destinata ad approdare anche all'attenzione del governo. Tuttavia, una soluzione per tamponare l'emergenza potrebbe giungere dall'accordo siglato dalla Regione con i medici di famiglia. In sostanza, si punta a coinvolgere questi ultimi con l'attivazione delle cosiddette aggregazioni funzionali territoriali che garantirebbero l'apertura degli studi per almeno dodici ore al giorno. Le Aft sono raggruppamenti mono-professionali con effetti tipicamente organizzativi e comprendono un'area di pertinenza della medicina generale che non superi i 30mila abitanti. Esse sono collegate funzionalmente a una Uccp, ovvero una Unità complessa di cure primarie dove vengono effettivamente erogati anche servizi specialistici integrati, attività di prevenzione e prestazioni non differibili. L'obiettivo è di dare maggiore efficienza ai servizi territoriali riducendo gli accessi, spesso inappropriati, ai pronto soccorso. Ovviamente questo è l'obiettivo, magari a medio e breve tempo. La realtà però è tutt'altra. Al dipartimento di emergenza e accettazione del San Giovanni di Dio di Frattamaggiore arriva di tutto e gli operatori sono costretti a lavorare in affanno. Stesso discorso al San Giovanni Bosco di Napoli. «C'è la necessità di riorganizzare e non di sopprimere. Nonostante i progressi c'è ancora tanta carenza di servizi», affermano gli operatori sanitari. L'Asl Napoli 2 Nord risulta sicuramente tra quelle più virtuose in Campania, per l'ottimo lavoro di programmazione svolto soprattutto negli ultimi anni. Resta da migliorare e perfezionare però l'intesa con i medici di famiglia il cui lavoro è fondamentale per garantire un'assistenza adeguata, almeno a copertura delle dodici ore giornaliere. Un obiettivo che si potrebbe perseguire con la formazione delle Unità complesse di cure primarie con le quali si raggiungerebbe l'integrazione tra medici di medicina generale e medici specialisti. L'integrazione valorizzerebbe le relazioni ed anche i collegamenti con i professionisti ospedalieri e con quelli dei servizi distrettuali, rilanciando alla grande le attività assistenziali complesse. Le Uccp, infatti, sono poliambulatori dotati di strumentazione di base aperti al pubblico h12/24, considerando anche dislocazioni plurime. Questo è il modello, almeno sulla carta perché nella pratica c'è ancora molto da fare e il primo gennaio è dietro l'angolo. La Regione, attraverso la prima assistenza, garantiva al punto di prima assistenza del Santa Maria della Pietà di Casoria duemila prestazioni di urgenza all'anno che dal primo gennaio dovranno obbligatoriamente essere dirottate altrove perchè il nuovo modello non è ancora pronto e la chiusura dei centri, compresi quelli delle case di cura Trusso di Ottaviano e Santa Lucia di San Giuseppe Vesuviano si ripercuoterà sui residenti. «L'interruzione del servizio manderà in tilt l'intera rete dell'assistenza sanitaria. Sguarnire la vasta area del Nolano e del Vesuviano di presidi di primo soccorso finirà per congestionare ulteriormente gli ospedali di Nola e Boscoreale, già presi di mira dai cittadini per l'assenza di un servizio che faccia da filtro sul territorio», dicono i consiglieri regionali di Forza Italia Ermanno Russo e Flora Beneduce.

IL MATTINO

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CAMPANIA NEWS «Picchia la moglie», il calciatore dell'Acerrana arrestato negli spogliatoi prima del derby

3 Dicembre 2019, 09:45am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

CAMPANIA NEWS «Picchia la moglie», il calciatore dell'Acerrana arrestato negli spogliatoi prima del derby

È accusato dal pubblico ministero della procura di Napoli di violenze ai danni della giovane compagna, violenze che si sarebbero consumate in un appartamento del Vomero. Per questo motivo Alfonso Zobel, 35 anni, difensore acquistato quest'anno dall'Acerrana, domenica è stato arrestato dai carabinieri del nucleo operativo del quartoetre collinare, poco prima del fischio d'inizio del derby di promozione contro la Boys Caivanese. Una partita poi persa malamente dall'Acerrana per quattro gol a uno, cosa che peraltro ha portato in serata all'esonero dell'allenatore, Luciano Curcio. Insomma quello dell'altro giorno è stato un match andato parecchio storto per la compagine della città dell'inceneritore, match nato sotto la cattiva stella delle manette scattate nello stadio di Cardito (l'Acerrana da tempo disputa qui le partite perché la città di Acerra non ha più il suo campo, eliminato dall'amministrazione comunale per far posto a un parco pubblico che però non è stato ancora realizzato a causa del ritrovamento nel sottosuolo di reperti di epoca romana). Zobel è stato trasferito in carcere, dove è in attesa dell'interrogatorio di garanzia. Le violenze ai danni della compagna si sarebbero consumate al Vomero, ma la coppia abita a Pollena Trocchia. La donna, secondo quanto fatto sapere dai carabinieri, avrebbe trovato il coraggio di denunciare il suo compagno per una serie di episodi di violenza, ma non sono stati forniti altri dettagli. Domenica pomeriggio i carabinieri si sono quindi recati nel campo comunale di Cardito e prima che iniziasse la partita hanno identificato e arrestato il calciatore. Secondo quanto trapelato Zobel, originario di Pollena Trocchia e ritenuto nell'ambiente calcistico serio e affidabile, avrebbe dei trascorsi sentimentali turbolenti. Ha un figlio piccolo nato dal matrimonio con una donna di Ariano Irpino, dalla quale si è poi separato. Sconvolto dall'arresto Francesco Mennitto, ex direttore sportivo dell'Acerrana: «Nel 2009 fu segnato dalla morte del papà racconta Mennitto - da quel momento si è fatto carico dell'intera famiglia. Di giorno si allenava e disputava partite da vero calciatore e la sera, quando poteva, andava a fare il dj». Zobel è un esperto difensore che vanta svariate esperienze in Serie D con circa cinquanta presenze tra Astrea e Tolentino. Ha iniziato tra le fila del Gladiator 1924 all'età di 20 anni vestendo poi anche le maglie del Cremisi (Promozione nelle Marche), Vis Ariano e Nola. Il suo arresto segue di quattro anni quello che coinvolse un altro calciatore dell'Acerrana, l'attaccante Domenico Panico, preso dalla polizia di Stato il 13 settembre del 2015 per aver nascosto in casa sua, ad Acerra, un fucile a canne mozze calibro 16 illegalmente detenuto. Panico disse ai poliziotti di aver trovato l'arma abbandonata in mezzo alla strada. Restano molte ombre su questa vicenda, che in ogni caso non ha nulla in comune con quella che sta coinvolgendo il difensore Zobel. Una storia, la presunta violenza perpetrata ai danni della sua compagna, che si è verificata qualche giorno dopo la decisione dei calciatori del campionato italiano di serie A di scendere in campo con un segno rosso sul volto: un gesto di solidarietà nella Giornata contro la violenza sulle donne.

IL MATTINO

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CAMPANIA NEWS Napoli, approvato programma di valorizzazione dell'ex Opg

2 Dicembre 2019, 11:03am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

CAMPANIA NEWS Napoli, approvato programma di valorizzazione dell'ex Opg

La giunta comunale di Napoli, su proposta degli assessori Clemente e Piscopo, ha approvato l'acquisizione a titolo gratuito al patrimonio comunale dell'ex Convento di Sant'Eframo Nuovo, noto come Ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario OPG, in salita San Raffaele. Contestualmente, la delibera approva anche il Programma di Valorizzazione del Complesso, frutto di un lungo lavoro condiviso con l'Agenzia del Demanio, il Segretariato Regionale del MIBAC per la Campania e la comunità di riferimento. Il Programma prevede l'utilizzazione del bene con destinazione sociale e culturale, in sinergia con l'attuale fruizione collettiva di parte del complesso monumentale riconosciuto dall'Amministrazione tra i Beni Comuni della città. «L'acquisizione al patrimonio comunale dell'ex Convento di Sant'Eframo Nuovo - dichiarano gli assessori Clemente e Piscopo - è stato voluto dall'Amministrazione per restituire alla collettività un complesso monumentale di significativo valore storico, culturale e identitario per la comunità locale, nonché per la rilevanza strategica dello stesso ai fini dello sviluppo del territorio, della redditività civica e dell'economia cittadina»

IL MATTINO

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CAMPANIA NEWS Medici, svolta in Campania: ambulatori aperti anche di sera

2 Dicembre 2019, 10:53am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

CAMPANIA NEWS Medici, svolta in Campania: ambulatori aperti anche di sera

Studi dei medici di famiglia in rete e aperti nell'arco delle 12 ore, con due turni, (dalle 8 alle 20) attivati in ogni quartiere della città e in tutta la regione. Cartelle cliniche elettroniche condivise per il monitoraggio clinico e prescrittivo di ogni paziente. E ancora: un collaboratore di studio per ciascun medico a cui attribuire i principali adempimenti burocratici e amministrativi che oggi sottraggono tempo prezioso all'assistenza. Infine tre infermieri, da assumere per ogni gruppo di 20 medici riuniti nelle 174 aggregazioni funzionali territoriali in cui suddividere i 4.200 camici bianchi di famiglia della Campania. Infermieri che potranno svolgere il lavoro relativo alle somministrazioni dei vaccini, prelievi e attività legate agli screening. Il tutto senza dimenticare il collegamento con la nuova piattaforma informatica regionale Sinfonia, in cui far confluire i dati clinici relativi all'incidenza e mortalità per tumori e che andranno ad arricchire le banche dati dei registri con l'obiettivo di recuperare i ritardi accumulati. Sono queste le principali novità nero su bianco nell'accordo regionale integrativo per la medicina generale appena siglato in Regione dalle organizzazioni sindacali di categoria. Nel piatto la Regione ha messo 3 milioni di euro che vanno ad aggiungersi ai 7 della precedente convenzione per un impianto normativo che punta a riqualificare e riorganizzare l'assistenza sanitaria di primo livello. Ma c'è di più: anche se è ancora da approfondire sarà riformato il capitolo dell'assistenza assicurata di notte e nei festivi dai medici cosiddetti di guardia medica che, in alcuni casi, potranno da un lato condividere l'accesso ai dati clinici dei pazienti assistiti lasciando a loro volta traccia del loro intervento, dall'altro essere reclutati fisicamente nei pronto soccorso. Le aggregazioni funzionali territoriali tra i medici dunque, dopo una fase sperimentale, entrano ufficialmente in pista pronti a partire dal prossimo gennaio rappresentando un fondamentale tassello di quel riordino dell'assistenza degli studi medici e degli ambulatori distrettuali specialistici che incrocia il più ampio Piano di riforma della medicina del territorio. Sanità, Campania fuori dal commissariamento Il modello delle aggregazioni funzionali territoriali può essere a sede unica o multipla, ma è possibile individuare una ulteriore sede complessa nella quale possono essere presenti altre forme assistenziali, un ambulatorio infermieristico condiviso, un punto prelievi, ambulatori dedicati ad attività di prevenzione. Le prestazioni erogate saranno a disciplina diversificata e a complessità crescente, secondo una programmazione regionale basata sulla progressiva adozione di Piani terapeutici di cura e per le cronicità. Per ciascuna aggregazione saranno individuati, a cura del coordinatore, medici di medicina generale esperti in aree tematiche specifiche che, seguendo una formazione predeterminata potranno utilizzare anche tecnologie diagnostiche di primo livello come un elettrocardiogramma, uno spirometro, un ecografo. Le apparecchiature diagnostiche saranno acquistate dalla Asl con la quota dei fondi vincolati stanziati in finanziaria a tale scopo. (235 milioni di cui circa 23 spettanti alla Campania) grazie al ministro della Salute, Roberto Speranza.

IL MATTINO

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CAMPANIA NEWS Dramma a Caserta, Paolo travolto a 12 anni mentre era in bici sull'Appia

1 Dicembre 2019, 10:04am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Stava ritornando a casa dopo un pomeriggio trascorso con gli amichetti. Paolo Zimbardi, 12enne originario di Arienzo, è stato travolto da una Fiat Punto nella strada laterale dell'area Pip, alle spalle della nazionale Appia nel territorio di Santa Maria a Vico, dove si verificano purtroppo incidenti quasi ogni giorno. Il ragazzino, originario della frazione di Capodiconca, figlio di Roberto, fabbro di professione, era in sella alla sua bici quando è stato travolto da un 30enne, M.N. di San Felice a Cancello che viaggiava nella sua stessa direzione. La tragedia si è consumata a pochi metri dal Lidl, davanti agli occhi di alcuni testimoni che sostavano nelle loro autovetture.

Sul posto, avvertiti dallo stesso conducente, sceso subito dall'auto per soccorrere il ragazzino, sono giunti immediatamente i sanitari del 118 di Maddaloni, che hanno cercato invano di rianimarlo. Il suo cuoricino aveva smesso di battere, nel momento in cui era stato scaraventato a un centinaio di metri dalla sua bicicletta. L'urto è stato talmente violento che sono state ritrovate le sue scarpe a circa duecento metri. Poco dopo sono arrivati i carabinieri della stazione locale agli ordini del maresciallo Conca, che hanno cercato di riportare la situazione traffico alla normalità e ricostruire la dinamica.

 

Nella zona non ci sono telecamere di videosorveglianza comunali che potrebbero velocizzare, da parte delle forze dell'ordine, una ricostruzione precisa dell'incidente mortale. Nel giro di quindici minuti sono arrivati i genitori di Paolo, che aspettavano il ragazzino per cena. Urla disperate da parte della madre, che ha perso conoscenza quando le hanno detto che per il suo Paolo non c'era più nulla da fare. Anche il sindaco di Santa Maria a Vico, Andrea Pirozzi, subito allertato aveva le lacrime agli occhi. Il corpo del 12enne, che frequentava la seconda media dell'Istituto comprensivo Galileo Galilei di Arienzo, è stato trasportato presso il reparto di Medicina Legale del Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta, dove nei prossimi giorni il magistrato di turno disporrà l'esame autoptico. Intanto, il 30enne guidatore della Fiat Punto, è stato sottoposto all'alcoltest, per verificare o meno l'assunzione di sostanze stupefacenti. I risultati dovrebbero arrivare nella mattinata di oggi e solo allora si capirà se l'uomo, che è indagato per omicidio stradale, sarà sottoposto a un regime di misura cautelare.IL MATTINO.IT

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CAMPANIA NEWS Inaugurata la nuova Piazza Garibaldi a Napoli: centinaia di alberi e spazi di cultura e svago

30 Novembre 2019, 15:28pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Nuova Piazza Garibaldi a Napoli  

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ecco la nuova Piazza Garibaldi a Napoli, inaugurata con tanti alberi, il parcheggio sotterraneo e nuovi spazi di cultura, svago e sport! Venerdì 29 novembre 2019 è stata inaugurata la nuova Piazza Garibaldi a Napoli, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli sindaco Luigi De Magistris, che si è detto molto soddisfatto del lavoro fatto. La Piazza, ora, è finalmente è un grande spazio pubblico ricco di alberi, con aree ludiche e per lo sport, con tanti negozi e spazi per la cultura e lo svago. La nuova Piazza Garibaldi: tanti spazi e attività Nello specifico, Piazza Garibaldi contiene ben 130 alberi, un enorme spazio con tante aree ludiche, numerosi spazi commerciali che prevedono, al momento, 8 box per cui verrà istituito un bando, una nuova agorà, un grande parcheggio sotterraneo, aree per sport, svago, cultura ed una nuova illuminazione. Manutenzione ordinarie e straordinaria Come specificato sempre dal sindaco, sarà Metropolitana di Napoli ad occuparsi della manutenzione ordinaria e del verde pubblico in Piazza Garibaldi. La manutenzione straordinaria, sempre a cura di Metropolitana, sarà preventivamente concordata con il Comune e saranno utilizzati, a titolo gratuito, gli impianti di irrigazione comunali per innaffiare le piante. La sicurezza e la pulizia in Piazza Garibaldi Il servizio di polizia locale è garantito 24/24, anche con l’impianto di videosorveglianza. Invece, il sevizio di polizia locale notturna sarà svolto da FS Sistemi Urbani s.r.l., Rete Ferroviaria Spa e Grandi Stazioni Rail spa dalle ore 22.00 alle ore 6.00. Infine, il Comune si impegna anche a potenziare la pulizia della Piazza e dei marciapiedi.

Galleria Fotografica

Ecco alcune foto della nuova Piazza. Clicca sull’immagine per ingrandirla.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

C’è grande entusiasmo per questa inaugurazione e speriamo che la nuova Piazza Garibaldi sia un utile e bello spazio pubblico per la cittadinanza

 Fonte: Luigi de Magistris Foto: Riccardo Siano

https://www.napolike.it/inaugurata-la-nuova-piazza-garibaldi-a-napoli-novembre-2019?fbclid=IwAR2ubosCYC6J1ykc2cp5X1CMj6lPZfCnH5mCtIsCDrGtIzoMcrQKh_0fTKA

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CAMPANIA NEWS Far West tra i vicoli a Napoli: doppia sparatoria, è giallo sul movente

30 Novembre 2019, 10:29am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Tre raid in meno di dodici ore, con killer e pistoleri spietati che sparano, uccidendo e seminano il terrore a Napoli. Basta poco a far ripiombare la città in un clima di terrore. E la sequenza di violenze irrompe facendo tornare in primo piano l’emergenza criminalità. Dopo l’omicidio commesso nella serata di giovedì a Miano, altri due agguati hanno insanguinato le vie del centro storico: nel secondo caso, poi, i pistoleri non si sono fermati nemmeno di fronte alla folla che di buon mattino sciamava in una delle zone più popolate del ventre di Napoli, la Pignasecca: mentre si consumava il secondo agguato, infatti, per strada c’erano anche tanti bambini e ragazzi diretti verso due vicini istituti scolastici.

Ma cerchiamo di dare ordine alla sequenza convulsa dei fatti. Occhio agli orari, perché nella successione degli eventi possono indicare qualcosa di molto importante.
La serata di giovedì, come detto, si era aperta con l’omicidio di Alessandro Napolitano, massacrato a colpi di pistola poco lontano dal bar che gestiva insieme con il fratello, in via Cupa Capodichino, quartiere Miano. Mentre le luci degli uffici della Questura rimanevano accese fino a notte fonda - segno tangibile del lavoro degli investigatori - ecco arrivare la notizia di un nuovo agguato. Alle 2,25 al pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini giungeva Nicola Minieri, 19enne residente ai Quartieri Spagnoli: ai medici (e successivamente agli agenti della Polizia di Stato) ha riferito di essere stato avvicinato da due sconosciuti che - senza alcun motivo - gli avrebbero sparato mentre rincasava in vico Paradiso alla Salute. Versione, la sua, sulla quale gli investigatori nutrono più di un dubbio.
 

 


Non è finita. Passano poche ore ed ecco che si torna a sparare sempre nella stessa zona, questa volta lungo via Pasquale Scura. Un uomo armato, con il volto coperto da un casco integrale, fa irruzione all’interno del bar Sommella, a due passi da via Toledo, affollatissimo di clienti come ogni mattina. Le lancette dell’orologio segnano le 8,23 quando all’interno della caffetteria si scatena il panico: l’uomo armato va dritto verso il bancone, al di là del quale Antonio Giarnieri, 23enne incensurato, sta servendo cappuccini e colazioni: senza esitazioni lo sconosciuto prende la mira, fa fuoco tre volte e colpisce alle gambe il barista. Poi fugge. Le esplosioni generano ovviamente il terrore anche tra la gente in strada. Urla, disperazione e sgomento anche tra i ragazzi con gli zainetti sulle spalle che stanno per entrare a scuola. Trasportato al vicino pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini il 23enne è fortunatamente fuori pericolo.

 

 

Tra le prime mosse investigative c’è, come sempre accade in questi casi, l’acquisizione delle telecamere di videosorveglianza pubblica e privata della zona. Almeno una delle sequenze visionate dagli esperti della Polizia scientifica inquadrerebbe l’arrivo del sicario a bordo di uno scooter, sul quale avrebbe poi guadagnato la via di fuga verso i vicoli dei Quartieri.
 


Una sequenza terrificante di violenza. Si tenga presente anche un altro particolare: l’ultimo agguato si è consumato mentre proprio ai Quartieri Spagnoli era in corso un’operazione di “alto impatto” dei carabinieri. Ma neanche questo sembra aver scoraggiato il pistolero. A proposito del blitz dei militari dell’Arma: oltre 100 persone controllate e decine di perquisizioni personali e domiciliari eseguite nei confronti di pregiudicati. Ma, soprattutto, sono state trovate due pistole: la prima - una Vzor calibro 7.65 di origine ceca - era nascosta nel copriruota di un’auto parcheggiata in vico Caricatoio (con sette colpi nel serbatoio); la seconda, una
semiautomatica calibro 6x35, era nascosta in un’edicola votiva del Palazzo dei Veterani.

 

 

 

 

Ma torniamo ai due gambizzati. Gli investigatori non escludono che i fatti siano collegati, e si soffermano anche su un particolare: il fratello di Minieri, attualmente agli arresti domiciliari, sarebbe indicato da alcune informative di polizia giudiziaria come vicino agli ambienti del gruppo criminale dei Saltalamacchia, attivo ai Quartieri.

IL MATTINO

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CAMPANIA NEWS Violato il 41bis: tre smartphone trovati nella cella del boss Gallo

30 Novembre 2019, 10:11am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Uno dei pochi boss di camorra della provincia a poter godere di un nascondiglio a Scampia durante la sua latitanza, per anni Giuseppe Gallo era riuscito a evitare processi e detenzione grazie all’attestazione di una schizofrenia, una patologia che gli permetteva di incassare 720 euro mese di pensione di invalidità grazie alla connivenza di alcuni medici. Per il sistema sanitario campano era pazzo, per l’Antimafia uno spietato boss di camorra. Anni di indagini hanno permesso di dimostrare la seconda tesi e dal 2010 è detenuto al regime di massima sicurezza riservato ai capi di mafia più pericolosi. Tra un tentativo di suicidio e una perizia psichiatrica, Gallo è stato condannato in diversi processi e sta scontando ad oggi 20 anni definitivi per traffico internazionale di stupefacenti, con altre condanne pendenti: a parte quella per il duplice omicidio, anche altri 30 anni di reclusione per il rapimento, il pestaggio e le torture a due fratelli che non avevano pagato un carico di droga.

 

Nessun contatto con l’esterno, colloqui con i familiari limitati e controllati, isolamento dagli altri detenuti. In poche parole, il carcere duro riservato a boss e mafiosi per evitare che comunichino con gli affiliati liberi. Invece, il boss che per anni si è finto pazzo, percependo anche la pensione di invalidità, aveva tre smartphone in cella al 41bis. La scoperta è stata effettuata nel carcere di massima sicurezza di Parma, dove da mesi è detenuto Giuseppe Gallo, noto negli ambienti della camorra napoletana con i soprannomi «scignetella» e «Peppe ‘o pazzo», 43enne di Boscotrecase e capo del clan Gallo-Limelli-Vangone di Boscotrecase, una delle cosche più ricche, potenti e feroci della provincia.

 

Poche settimane fa, alla moglie è stato sequestrato un impero milionario, una parte dei beni nella disponibilità della cosca che secondo l’Antimafia superano i 100 milioni. Tre giorni fa Gallo è stato condannato in appello a 20 anni per aver partecipato al duplice omicidio di Massimo Frascogna e Ruggiero Lazzaro, nella faida innescata dagli Scissionisti a nord Napoli. Nella stessa giornata, collegato in videoconferenza con il tribunale di Torre Annunziata dove è in corso un altro processo sul traffico di droga, ha chiesto la parola ed ha attaccato platealmente alcuni collaboratori di giustizia. In particolare Antonio Maresca, ex imprenditore del settore catering al soldo del suo clan, accusato di essere «un bugiardo e anche un cattivo pagatore». 

LEGGI ANCHE Faida di Torre Annunziata, i pentiti accusano Aldo Gionta

 

Detenuto al 41bis, appunto, ieri mattina gli agenti del Gom (gruppo operativo mobile) della Polizia penitenziaria e quelli del Nic (nucleo investigativo centrale) hanno scovato nella sua cella addirittura tre telefonini. Un iPhone e due apparecchi Android, tutti perfettamente funzionanti e dotati di schede sim sulle quali sono state avviati accertamenti. Gallo – sostengono gli investigatori – utilizzava quasi quotidianamente il cellulare e sono in corso indagini per accertare con chi parlava e soprattutto se questi telefoni venivano utilizzati o messi a disposizione anche da altri detenuti. Di questo rinvenimento, ovviamente, è stata informata la procura nazionale antimafia: Giuseppe Gallo, infatti, è il primo detenuto al 41bis trovato in possesso di cellulari, almeno il primo di cui si ha conoscenza. 

Ieri, dunque, è stato scoperto per la prima volta in Italia che anche il regime del carcere duro è permeabile. Una falla incredibile, sulla quale sono in corso le indagini. Innanzitutto sui contatti avuti da Gallo direttamente dal carcere grazie ai suoi smartphone. Ma anche su chi ha frequentato negli ultimi mesi la cella del boss – tra personale del penitenziario, guardie, medici – che possano aver avuto contatti con lui. Infine, sui pochi parenti ancora autorizzati ai colloqui. Nel frattempo, il suo difensore, l’avvocato Ferdinando Striano, ha preferito non commentare l’insolito ritrovamento.

IL MATTINO.IT

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CAMPANIA NEWS Agguato a Napoli, ucciso 30enne Vittima non era affiliata a nessun clan

29 Novembre 2019, 08:17am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

 © ANSA

NAPOLI, 29 NOV - Un uomo di circa 30 anni, Alessandro Napolitano, è stato ucciso ieri sera in un agguato a Napoli in via Cupa Capodichino, nella zona di Miano.
    La vittima si trovava a bordo della sua auto, una Opel grigia, nei pressi della abitazione della madre. Il killer gli ha esploso contro, a distanza ravvicinata, diversi colpi di pistola, alcuni dei quali alla testa.
    Un'esecuzione studiata evidentemente per non lasciare scampo alla vittima. Le indagini sono aperte a tutte le ipotesi, anche perché - sulla base delle prime informazioni disponibili - Napolitano non era affiliato ad alcun clan.

ANSA

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CAMPANIA NEWS Torre Annunziata, altra bomba della camorra: è la quinta da sabato

28 Novembre 2019, 09:37am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

CAMPANIA NEWS Torre Annunziata, altra bomba della camorra: è la quinta da sabato

Un'altra bomba della camorra. Stanotte, l'ordigno artigianale è stato piazzato davanti ad un negozio di ortofrutta a via Cuparella, a Torre Annunziata. L'esplosione ha causato danni alla saracinesca. Da sabato notte, questa è la quinta bomba a Torre Annunziata. Nei precedenti casi erano stati individuati come vittime parenti più o meno prossimi di alcuni spacciatori, tra cui spicca il figlio del boss Giuseppe Falanga di Torre del Greco. Uno degli ordigni piazzati domenica non è esploso. In questo caso, invece, poco prima delle 3 è stato colpito un negozio. Sul caso indagano i poliziotti del commissariato di Torre Annunziata, agli ordini del dirigente Claudio De Salvo. 

IL MATTINO

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