Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Un 32enne napoletano è stato picchiato e accoltellato mentre si trovava in Largo Donnaregina, a ridosso di via Duomo. L'uomo che ha riferito di un tentativo di rapina, è stato soccorso dall'ambulanza della postazione Ascalesi poco dopo le 8 di questa mattina ed è stato trasportato all'ospedale Loreto Mare. Durante la prima assistenza, prestata nel pronto soccorso del presidio in via Vespucci, i sanitari hanno medicato la schiena. I fendenti inflitti contro la schiena del 32enne, infatti, gli hanno provocato ferite lacero contuse per le quali, i medici stanno accertando la gravità e le possibili lesioni agli organi interni.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA NAPOLI, "Sono rimasto sconvolto nel vedere le fotografie scattate da alcuni cittadini che mostrano un camion con tanto di gru mentre entra nel salone d'ingresso di Palazzo Reale a Napoli. Salendo prima sui gradini e poi sulla pavimentazione con i marmi storici". Lo denuncia il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, che ha ricevuto le foto scattate da alcuni cittadini presenti. "Una scena raccapricciante per la quale il soprintendente, Paolo Mascilli, mi auguro abbia convincenti spiegazioni" aggiunge. "Occorre chiarire se siano state fatte prove di carico, sapere se l'ingresso del tir possa o meno danneggiare la pavimentazione, per finire alle motivazioni per le quali è stato scelto un simile modus operandi". "Sembra che le operazioni siano legate all'allestimento di una mostra e il tutto sia avvenuto tra lo sbigottimento dei visitatori. Dalle foto non sembra essere presente il responsabile sicurezza e sembra, altresì, che non sia stata presa alcuna cautela per la protezione della scalinata".
INSERITO DA REDAZIONE Sequestrato il centro di raccolta rifiuti Asia nel quartiere Pianura di Napoli. Secondo controlli messi in atto dai carabinieri del Nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale di Napoli, insieme al personale dell'Arpa Campania, l'impianto di via Nelson Mandela era in uno stato di gestione incontrollata. Sul piazzale di circa 1500 metri quadrati, solo parzialmente pavimentato e con caditoie per la raccolta delle acque meteoriche ostruite, erano ammassati rifiuti non differenziati e varie tipologie di ingombranti. Stoccati in cassoni metallici anche rifiuti speciali pericolosi non bonificati: frigoriferi, televisori, stampanti e vari dispositivi elettronici. I sigilli sono scattati per l'intero impianto, attrezzature e mezzi di smaltimento compresi. (ANSA).
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Due medici del centro di Pomigliano D’Arco sono indati per la morte di Maria Pia Messina, la donna che sarebbe deceduta per una banale coronografia. A riportare la notizia è il quotidiano Roma. L’iscrizione dei camici bianchi nel registro servirà ad accertare le ragione del decesso della donna, nota soprattutto nel territorio di Acerra in quanto direttrice della Caritas diocesana della città. Insomma, una vita per sostenere le persone più bisognose. Oggi sono in programma i funerali della donna di 64 anni. L’autopsia è stata eseguita nella giornata di ieri, nella tarda mattinata. L’inchiesta è stata affidata ai carabinieri e si svilupperà nel corso dei prossimi giorni. INTERNAPOLI
È corsa contro il tempo per strappare il sì ad un big della musica italiana per il Capodanno a Napoli. Si sta lavorando ventre a terra, con l'obiettivo di portare sul mega-palco di piazza Plebiscito un nome nazionale, forse due, grazie al supporto di Radio Kiss Kiss, radio ufficiale dell'evento. Si sta ragionando su quattro nomi. In pole position Daniele Silvestri, cantautore romano, che si è esibito al Palapartenope in concerto il 16 novembre scorso, con il tour La terra sotto ai piedi, così come si sta ragionando su Loredana Bertè, Subsonica e Alex Britti. Ci sarà poi una componente di artisti napoletani, che in queste ore sono in trattativa con l'emittente radiofonica. Alcuni dovrebbero esibirsi dopo la mezzanotte, altri sui palchi del Lungomare. Bocche cucite da Palazzo San Giacomo e dintorni, anche se qualche nome comincia a circolare tra le agenzie di booking e qualche promoter musicale. Il concertone dovrebbe cominciare intorno alle 21,30 e andare avanti, dopo il consueto brindisi di mezzanotte, al quale prenderà parte come sempre il sindaco de Magistris, fino all'una di notte. La diretta radiofonica è affidata a Kiss Kiss. Per i fuochi d'artificio appuntamento sul Lungomare, dove intorno all'1,30 partirà il consueto spettacolo pirotecnico da Castel dell'Ovo. Poi dritti fino all'alba con la discoteca a cielo aperto. Il format vincente dei quattro palchi rimarrà invariato. Negli anni scorsi la spesa da parte del Comune di Napoli si aggirava intorno ai 250mila euro (tranne un anno in cui si arrivò a spendere 400 mila euro). I fondi utilizzati saranno quelli incassati grazie alla tassa di soggiorno. Per la parte artistica della notte di San Silvestro si andrà in continuità con la formula ideata nel 2013 da Claudio de Magistris, fino a qualche tempo fa punto di riferimento degli eventi in città. Una struttura grazie alla quale si è riusciti negli anni scorsi ad avvicendare sul palco del Plebiscito artisti del calibro dei Planet Funk, Max Gazzè con Enzo Avitabile e i Bottari, gli Stadio, i fratelli Bennato, Clementino, Tiromancino, e ancora Lina Sastri, Enzo Gragnaniello, Rino Zurzolo e Tony Esposito, Franco Ricciardi, Valerio Jovine, 99 Posse. l principale sarà quello di piazza Vittoria, con i live cantautoriali, che quest'anno dovrebbero vedere esibirsi diversi rapper napoletani. Come ogni anno ci sarà «la stazione» di Borgo Marinari, che ospiterà musica dance revival anni 70-80; il palco per l'angolo latino-americano sarà posizionato davanti la sede dell'ex facoltà di Economia e Commercio, di fronte Castel dell'Ovo. Infine, a Rotonda Diaz, la discoteca a cielo aperto, con musica elettronica ed house. Rispettando il filone delle ultime edizioni non dovrebbe esserci il palco sotto i grandi alberghi di via Partenope, come fu richiesto tre anni fa dalla Federalberghi. Nei prossimi giorni si comincerà a riunire la conferenza dei servizi, per stabilire il piano mobilità e quello della sicurezza. Piazza del Plebiscito sarà blindatissima. Si ipotizzano dissuasori antiterrorismo e controlli di prefiltraggio ai due ingressi: quello di piazza Trieste e Trento e via Cesario Console.
Uno sciame sismico di sette micro-scosse tra le ore 2,13 e le ore 5,12 di questa notte è stato registrato dai sismografi dell'Osservatorio Vesuviano. Le scosse sono state avvertite e hanno svegliato, in particolar modo, i residenti che si trovano in prossimità della zona della Solfatara, epicento degli eventi tellurici, anche per la profondità superciale di circa un chilometro. L'evento di massima magnitudo, 1.3 della scala Richter, è stato registrato alle ore 2,24. La gente ha dichiarato di aver sentito prima un boato e, poi, i vetri delle finestre tremare. Non si segnalano danni a persone o cose. Un altro sciame sempre di micro-scosse era stato registrato dall'Osservatorio Vesuviano ieri sera tra le ore 19,35 e le ore 20,32 con epicentro questa volta nella zona dei Pisciarelli e con un evento di massima magnitudo di 1.2 della scala Richter sempre ad una profondità superficiale di poco sotto un chilometro.
La Polizia di Stato ha eseguito 6 misure cautelari a carico di una organizzazione criminale, residente nell’hinterland napoletano ma operativo su tutto il territorio nazionale, i cui appartenenti sono indagati per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla sostituzione di persona, al furto aggravato e all’indebito utilizzo di carte di pagamento elettronico. Il G.I.P. di Perugia su richiesta del P.M. titolare delle indagini, ha ritenuto necessario applicare la misura “inframuraria” della custodia cautelare in carcere nei confronti di Ciro Esposito (di anni 51), Salvatore Esposito (di anni 22), Pasquale Sacra (di anni 39), Luisa Simeoli (di anni 39) Giuseppe Ventura (di anni 44) e Sabatino Ruberti (di anni 32). Le indagini sono state avviate nel luglio 2018 a seguito delle segnalazioni presentate da alcuni Istituti di Credito. Le attività investigative, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, sono state eseguite utilizzando anche attività tecniche e sistemi di tracciamento elettronico, così da consentire di accertare l’esistenza di un’associazione per delinquere operante indistintamente su tutto il territorio nazionale, composta da numerosi pluripregiudicati (almeno 10). L’organizzazione criminale procedeva secondo un complesso modus operandi che vedeva i sodali divisi in compiti specifici e ben delineati. Il primo passo consisteva nell’effettuare i furti della corrispondenza nei centri di smistamento di Poste Italiane nel Centro-Nord Italia. All’interno di questi centri di raccolta della corrispondenza, nottetempo parte della banda, con maestria consolidata, individuava i dispacci contenenti le carte di credito e/o debito spediti da parte degli istituti di credito. Impossessatisi dei preziosi titoli, entrava in gioco un esperto gruppo di “telefonisti” che metteva in atto la tecnica del Vishing (Neologismo anglosassone ottenuto dalla crasi tra le parole voice + phishing). Il gruppo dei “telefonisti” chiamava i vari Istituti emittenti delle carte e, presentandosi come Maresciallo o Ispettore delle Forze dell’ordine, affermava di aver appena sequestrato un consistente numero di carte di credito rinvenute in possesso a malviventi. Con fare perentorio e con la scusa di riconsegnare i titoli in sequestro, si faceva indicare il numero di telefono dei clienti. A questa seguiva una complessa attività di Social Engineering compiuta da esperti tecnici che provvedevano a reperire tutte le informazioni e gli ulteriori dati necessari. Una volta ottenuti i dati, l’organizzazione rivolgeva la sua abilità criminale proprio verso i clienti ai quali, spacciandosi per dipendenti della banca, paventava problemi connessi nell’attivazione del titolo riuscendo infine, con abilità persuasive, a farsi indicare il PIN dei titoli. L’associazione per delinquere, disponeva di un proprio “apparato tecnico-finanziario” che si occupava di dotare gli associati di conti correnti e carte prepagate con funzioni on-line. I criminali potevano così monetizzare i proventi degli indebiti utilizzi che, prelevati per contanti su sportelli ATM, poi confluivano su strumenti prepagati riciclando consistenti somme di denaro su carte di credito in possesso dei vari “money mules” gestiti dal gruppo. Il profitto illecito di detta attività ha portato nelle casse dell’organizzazione criminale più di un milione di euro. Le carte interessate dalle frodi sono centinaia. Le particolareggiate indagini svolte dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, anche con la preziosa collaborazione dei vari Istituti di credito e di Poste Italiane, hanno consentito di ricostruire i furti nei centri di raccolta e ascoltare le abilità degli indagati nell’ingannare i dipendenti degli Istituti di credito e i malcapitati clienti. Ingentissimo il danno arrecato ai sistemi con importanti riflessi nel sistema di inoltro postale che ha visto la soppressione di numerosa corrispondenza. Le indagini sono state sviluppate, con il coordinamento dal Servizio Centrale Polizia Postale e delle Comunicazioni - Sezione Financial Cyber Crime, dal Compartimento Polizia Postale per l’Umbria con la collaborazione dell’omologo Reparto per la Campania, nonché il concorso nelle operazioni del Reparto Prevenzione Crimine di Napoli e del Commissariato di P.S. di Giugliano della Questura di Napoli.
Ieri mattina gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale sono intervenuti in un appartamento di via Cupa vicinale Pepe a Napoli dove un uomo, in seguito ad una lite avvenuta con i familiari, aveva versato della benzina all’interno della propria abitazione minacciando di appiccare il fuoco. I poliziotti hanno rintracciato e bloccato l’uomo, un 59enne con precedenti di polizia, e lo hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia.
Dopo le case di cura di Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano tocca a Casoria, dove chiude il punto di prima assistenza dell'ospedale Santa Maria della Pietà gestito dai religiosi camilliani. Inevitabili saranno i disagi per un'utenza di almeno duecentomila abitanti. Senza strutture di urgenza resteranno, dal prossimo primo gennaio, anche i residenti di Afragola, Arzano e Casavatore che saranno costretti a rivolgersi agli ospedali più vicini, il San Giovanni di Dio di Frattamaggiore o il San Giovanni Bosco, alla Doganella. La questione dei centri di prima assistenza, che interessa anche alcune cliniche private della provincia di Napoli, sta suscitando una diffusa mobilitazione e sembra destinata ad approdare anche all'attenzione del governo. Tuttavia, una soluzione per tamponare l'emergenza potrebbe giungere dall'accordo siglato dalla Regione con i medici di famiglia. In sostanza, si punta a coinvolgere questi ultimi con l'attivazione delle cosiddette aggregazioni funzionali territoriali che garantirebbero l'apertura degli studi per almeno dodici ore al giorno. Le Aft sono raggruppamenti mono-professionali con effetti tipicamente organizzativi e comprendono un'area di pertinenza della medicina generale che non superi i 30mila abitanti. Esse sono collegate funzionalmente a una Uccp, ovvero una Unità complessa di cure primarie dove vengono effettivamente erogati anche servizi specialistici integrati, attività di prevenzione e prestazioni non differibili. L'obiettivo è di dare maggiore efficienza ai servizi territoriali riducendo gli accessi, spesso inappropriati, ai pronto soccorso. Ovviamente questo è l'obiettivo, magari a medio e breve tempo. La realtà però è tutt'altra. Al dipartimento di emergenza e accettazione del San Giovanni di Dio di Frattamaggiore arriva di tutto e gli operatori sono costretti a lavorare in affanno. Stesso discorso al San Giovanni Bosco di Napoli. «C'è la necessità di riorganizzare e non di sopprimere. Nonostante i progressi c'è ancora tanta carenza di servizi», affermano gli operatori sanitari. L'Asl Napoli 2 Nord risulta sicuramente tra quelle più virtuose in Campania, per l'ottimo lavoro di programmazione svolto soprattutto negli ultimi anni. Resta da migliorare e perfezionare però l'intesa con i medici di famiglia il cui lavoro è fondamentale per garantire un'assistenza adeguata, almeno a copertura delle dodici ore giornaliere. Un obiettivo che si potrebbe perseguire con la formazione delle Unità complesse di cure primarie con le quali si raggiungerebbe l'integrazione tra medici di medicina generale e medici specialisti. L'integrazione valorizzerebbe le relazioni ed anche i collegamenti con i professionisti ospedalieri e con quelli dei servizi distrettuali, rilanciando alla grande le attività assistenziali complesse. Le Uccp, infatti, sono poliambulatori dotati di strumentazione di base aperti al pubblico h12/24, considerando anche dislocazioni plurime. Questo è il modello, almeno sulla carta perché nella pratica c'è ancora molto da fare e il primo gennaio è dietro l'angolo. La Regione, attraverso la prima assistenza, garantiva al punto di prima assistenza del Santa Maria della Pietà di Casoria duemila prestazioni di urgenza all'anno che dal primo gennaio dovranno obbligatoriamente essere dirottate altrove perchè il nuovo modello non è ancora pronto e la chiusura dei centri, compresi quelli delle case di cura Trusso di Ottaviano e Santa Lucia di San Giuseppe Vesuviano si ripercuoterà sui residenti. «L'interruzione del servizio manderà in tilt l'intera rete dell'assistenza sanitaria. Sguarnire la vasta area del Nolano e del Vesuviano di presidi di primo soccorso finirà per congestionare ulteriormente gli ospedali di Nola e Boscoreale, già presi di mira dai cittadini per l'assenza di un servizio che faccia da filtro sul territorio», dicono i consiglieri regionali di Forza Italia Ermanno Russo e Flora Beneduce.
È accusato dal pubblico ministero della procura di Napoli di violenze ai danni della giovane compagna, violenze che si sarebbero consumate in un appartamento del Vomero. Per questo motivo Alfonso Zobel, 35 anni, difensore acquistato quest'anno dall'Acerrana, domenica è stato arrestato dai carabinieri del nucleo operativo del quartoetre collinare, poco prima del fischio d'inizio del derby di promozione contro la Boys Caivanese. Una partita poi persa malamente dall'Acerrana per quattro gol a uno, cosa che peraltro ha portato in serata all'esonero dell'allenatore, Luciano Curcio. Insomma quello dell'altro giorno è stato un match andato parecchio storto per la compagine della città dell'inceneritore, match nato sotto la cattiva stella delle manette scattate nello stadio di Cardito (l'Acerrana da tempo disputa qui le partite perché la città di Acerra non ha più il suo campo, eliminato dall'amministrazione comunale per far posto a un parco pubblico che però non è stato ancora realizzato a causa del ritrovamento nel sottosuolo di reperti di epoca romana). Zobel è stato trasferito in carcere, dove è in attesa dell'interrogatorio di garanzia. Le violenze ai danni della compagna si sarebbero consumate al Vomero, ma la coppia abita a Pollena Trocchia. La donna, secondo quanto fatto sapere dai carabinieri, avrebbe trovato il coraggio di denunciare il suo compagno per una serie di episodi di violenza, ma non sono stati forniti altri dettagli. Domenica pomeriggio i carabinieri si sono quindi recati nel campo comunale di Cardito e prima che iniziasse la partita hanno identificato e arrestato il calciatore. Secondo quanto trapelato Zobel, originario di Pollena Trocchia e ritenuto nell'ambiente calcistico serio e affidabile, avrebbe dei trascorsi sentimentali turbolenti. Ha un figlio piccolo nato dal matrimonio con una donna di Ariano Irpino, dalla quale si è poi separato. Sconvolto dall'arresto Francesco Mennitto, ex direttore sportivo dell'Acerrana: «Nel 2009 fu segnato dalla morte del papà racconta Mennitto - da quel momento si è fatto carico dell'intera famiglia. Di giorno si allenava e disputava partite da vero calciatore e la sera, quando poteva, andava a fare il dj». Zobel è un esperto difensore che vanta svariate esperienze in Serie D con circa cinquanta presenze tra Astrea e Tolentino. Ha iniziato tra le fila del Gladiator 1924 all'età di 20 anni vestendo poi anche le maglie del Cremisi (Promozione nelle Marche), Vis Ariano e Nola. Il suo arresto segue di quattro anni quello che coinvolse un altro calciatore dell'Acerrana, l'attaccante Domenico Panico, preso dalla polizia di Stato il 13 settembre del 2015 per aver nascosto in casa sua, ad Acerra, un fucile a canne mozze calibro 16 illegalmente detenuto. Panico disse ai poliziotti di aver trovato l'arma abbandonata in mezzo alla strada. Restano molte ombre su questa vicenda, che in ogni caso non ha nulla in comune con quella che sta coinvolgendo il difensore Zobel. Una storia, la presunta violenza perpetrata ai danni della sua compagna, che si è verificata qualche giorno dopo la decisione dei calciatori del campionato italiano di serie A di scendere in campo con un segno rosso sul volto: un gesto di solidarietà nella Giornata contro la violenza sulle donne.