CIOCIARIA NEWS LAZIO Chiude il centro prenotazioni, da domani servizi a rischio. La Regione non paga: mancano 15 milioni
INSERITO DA ANGELA CECERE
Lazio Un altro bel regalo alla sanità pubblica della giunta Polverini sta per abbattersi sui cittadini del Lazio: la chiusura del Centro di prenotazione delle visite mediche specialistiche. Da un anno la Regione non paga e così domani chiude il Recup, il centro unico di prenotazioni di visite specialistiche, Tac, ecografie e altre 5 mila prestazioni sanitarie. Sono 700 i lavoratori che verranno subito messi in mobilità: tra loro 300 sono disabili. L’allarme lo lancia Maurizio Marotta, presidente della Cooperativa sociale Capodarco che gestisce il Recup da 13 anni. I vertici della Capodarco ieri hanno scritto una lettera alla presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, e al commissario alla Sanità, Filippo Palumbo, per annunciare la chiusura del Recup. Con questo provvedimento i cittadini non potranno più telefonare al numero verde 80.33.33 per prenotare visite e prestazioni sanitarie, ma saranno costretti a recarsi di persona, con la ricetta del medico di famiglia negli ambulatori di Asl, ospedali pubblici e centri convenzionati per prenotare una risonanza, una ecografia o una visita dal cardiologo. Ma dalla Regione gettano acqua sul fuoco: «In merito all’annunciata sospensione del servizio, si precisa che la questione sollevata in modo del tutto strumentale sarà risolta nei prossimi giorni, come è ben noto ai dirigenti della cooperativa di Capodarco». Di conseguenza «il finanziamento atteso sarà trasferito alla società regionale Lait, titolare del servizio Recup – aggiungono dalla Regione – che a sua volta provvederà ad erogare i fondi a Capodarco per le prestazioni erogate nel 2012». Marotta, però, scuote il capo: «Da settembre 2012 ci stanno facendo promesse su promesse, settimana dopo settimana, ma sono passati 5 mesi. Ora siamo disperati perché non ci riconoscono neanche i crediti (oltre 15 milioni di euro) con le banche che vogliono avere garanzie per anticipare i fondi prima che arrivi il finanziamento regionale. Così non si può andare avanti».
FONTE IL PUNTO A MEZZOGIORNO
13 FEBBRAIO 2013
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INSERITO DA MICCHELE PAPPACODA Il centrocampista uruguayano: «Mi costringeva a cambiarmi in uno spogliatoio diverso». L’ex ad: «Fesserie» PALERMO – Emarginato, costretto a cambiarsi in uno spogliatoio diverso da quello della prima squadra, fuori rosa, anche se non ufficialmente. Sono stati mesi di inferno vissuti da Egidio Arevalo Rios. A causa di un unico responsabile, rivela il centrocampista uruguayano del Palermo: l’ormai amministratore delegato rosanero Pietro Lo Monaco. AdessoE Arevalo Rios ha ritrovato il sorriso e anche il posto in squadra, visto che ha giocato titolare nella prima uscita dei rosa con Malesani in panchina. Ora che il “nemico” è lontano, Arevalo Rios è tornato a parlare con la stampa, per fornire la propria versione dei fatti. «Non ho mai capito – chiarisce – perché dopo l’arrivo di Lo Monaco sia cambiato tutto. Con lui avrò forse parlato una volta, ma non è successo niente di particolare, poi Lo Monaco mi ha emarginato. Quando sono tornato a Palermo dopo le vacanze natalizie addirittura mi sono ritrovato in uno spogliatoio a parte. Avevo avvisato regolarmente il presidente e l’allenatore del mio ritardo, c’era una trattativa in corso con un club messicano, ma poi la situazione è sfumata. Di ritorno a Palermo ho chiesto il motivo dello spogliatoio separato e mi hanno risposto che l’aveva deciso Lo Monaco. Non potevo neanche più rilasciare interviste, in tredici anni di carriera non mi era mai capitato qualcosa di simile. Sembrava più che altro un suo capriccio, anche perché poi mi allenavo regolarmente con la squadra». Il suo nome, tra dicembre e gennaio, era accostato a molte squadre messicane, ma anche all’Espanyol e agli argentini del Boca Juniors. «Un mio addio al Palermo – precisa – non è stato mai ipotizzato da me o dal mio procuratore. L´unico a volerlo era Lo Monaco. Non avevo mai visto un direttore avere un peso così forte, anche di quello del presidente. Da quando è tornato Perinetti l’atmosfera della squadra è tornata più distesa e tranquilla, con Lo Monaco non era così». La replica di Pietro Lo Monaco è ferma. «Anziché raccontare fesserie – osserva l’ex ad – Rios pensi a rimboccarsi le maniche e faccia vedere quello che vale. Il Palermo lo sta ancora aspettando, lo ha acquistato per tre milioni di dollari e lo paga come nessun altro in squadra, eccetto Miccoli. Ha una grande responsabilità e deve contribuire a far risalire i rosa». Le vacanze di Natale molto più lunghe del previsto, per Lo Monaco, non erano autorizzate. «È rientrato – precisa – otto giorni dopo la data stabilita del 28 dicembre. A me non risulta che avesse avvertito, anzi ci ha pure fatto avere dei certificati medici. Mentre la squadra si allenava, lui metteva su Facebook le foto del capodanno festeggiato in Messico con la moglie. Gli ho sospeso gli emolumenti, l’ho multato e lo facevo cambiare in un altro spogliatoio, affinché capisse che non s’era comportato da professionista».
INSERITO DA ANGELA CECERE