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Campania News.Scavi di Pompei, 5 ordinanze cautelari Fatture gonfiate e opere non indispensabili

6 Febbraio 2013, 07:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella .NAPOLI - Fatture gonfiate, lavori non indispendabili, presunta corruzione di funzionari pubblici, truffa allo Stato: finisce sotto la lente la «commissione commissariale» degli Scavi per i lavori eseguiti all'interno dell'area archeologica. Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Napoli, coordinate dal procuratore di Torre Annunziata Alessandro Pennasilico, hanno eseguito cinque misure cautelari. I finanzieri del gruppo di Torre Annunziata hanno, infatti, dato esecuzione a un'ordinanza agli arresti domiciliari nei confronti di Annamaria Caccavo, rappresentante legale della ditta «Caccavo» di Salerno, indagata per i reati di concorso in abuso di ufficio, corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio, frode nelle pubbliche forniture e truffa ai danni dello Stato. GLI ALTRI PROVVEDIMENTI - Altre tre misure cautelari del divieto di esercitare l'attività professionale nei confronti di tre ingegneri «esterni», incaricati dalla struttura commissariale: Lorenzo Guariniello, Vincenzo Prezioso e Antonio Costabile che sono indagati per corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio e truffa ai danni dello Stato. Infine sanzione interdittiva del divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione nei confronti della «Caccavo», oltre al sequestro preventivo della somma di 810.788,42 euro nei confronti di Annamaria Caccavo. Marcello Fiori INDAGATI FIORI E D'AMORA - Sono, altresì, indagati, Marcello Fiori - ex commissario straordinario per l'emergenza nell'area archeologica degli scavi di Pompei - per abuso d'ufficio continuato e Luigi D'Amora, direttore dei lavori nel periodo di «gestione commissariale»- per i reati di abuso d'ufficio, frode nelle pubbliche forniture e truffa ai danni dello Stato. Nei loro confronti è stata richiesta la misura della sospensione dal pubblico ufficio ricoperto. La procura ha ricostruito le «anomale» modalità con cui sono stati affidati taluni contratti relativi ai lavori eseguiti nell'area archeologica di Pompei a seguito della dichiarazione - nell'anno 2008 - dello stato di emergenza scaturito dalla situazione di grave pericolo in cui versava il patrimonio storico-artistico presente all'interno degli scavi. Il compito del commissario era quello di dare attuazione alle misure necessarie per la messa in sicurezza e la salvaguardia dell'area archeologica e, quindi, di occuparsi della realizzazione di opere di manutenzione ordinaria e straordinaria occorrenti per impedire il degrado dei beni archeologici e consentire la piena fruizione ai visitatori. LE ACCUSE ALL'EX COMMISSARIO - In particolare, la Procura contesta a Fiori alcuni aspetti della gestione dell'immenso sito archeologico. Anzichè predisporre opere in grado di arrestare il degrado degli scavi di Pompei e consentirne la fruizione ai visitatori, l'ex commissario straordinario Marcello Fiori - secondo gli inquirenti - si preoccupò di curare l' allestimento scenico del Teatro Grande e di acquistare attrezzature mobili per spettacoli teatrali: di qui l'accusa di abuso di ufficio. Fiori è accusato, nello specifico, di avere assegnato alla società Caccavo srl un appalto di 4.840.000 euro oltre Iva «sebbene - scrive nell'ordinanza il gip Claudio Marcopido - si trattasse di opere non indispensabili e completamente differenti da quelle oggetto degli originari contratti di appalto». Il decreto con il quale, nel luglio del 2008, era stato sancito lo stato di emergenza per l'area archeologica di Pompei, avrebbe imposto al commissario straordinario solo «l'attuazione di misure dirette alla messa in sicurezza e salvaguardia dell'area archeologica, tra cui la realizzazione di opere di manutenzione ordinaria e straordinaria occorrenti per impedire il degrado dei beni archeologici e consentirne la piena fruizione ai visitatori». L'appalto da lui affidato alla Caccavo srl, invece, riguardava «l'allestimento scenico del Teatro Grande e la fornitura di attrezzature». Il commissario, secondo il gip, lo assegnò inoltre «facendo ingiustificato e immotivato ricorso ai suoi poteri straordinari di deroga e quindi senza ricorrere alle procedure di evidenza pubblica». TEATRO E QUADRIPORTICO - La complessa attività investigativa svolta ha riguardato l'esecuzione dei «lavori di restauro, sistemazione e successivo allestimento scenico del Teatro Grande Odeion e del «Quadriportico dei Gladiatori», intervento che ha comportato una spesa per oltre 8 milioni di euro. OPERE DI QUALITA' INFERIORE - - Si sono, infine, addebitati alla struttura commissariale somme «artatamente» gonfiate - secondo i pm - e le opere sono risultate difformi e di qualità inferiore rispetto a quanto documentato e addebitato alla struttura commissariale. Ulteriori responsabilità sono emerse dalla disamina delle certificazioni attestanti il regolare stato di avanzamento dei lavori, nonché la conformità e la regolarità nell'esecuzione degli stessi.

06 febbraio 2013.Fonte Corriere del mezzogiorno

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PUGLIA E CALABRIA NEWS:Violenza sessuale su una 16enne Arrestato primario del Pediatrico

6 Febbraio 2013, 07:40am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella .BARI - Con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una minore (una 16enne) è stato arrestato dai carabinieri, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip del Tribunale di Bari, il primario del Reparto Neurologia dell’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII, Dante Galeone, 62 anni. La violenza sessuale, secondo quanto è stato accertato dagli inquirenti, sarebbe avvenuta a gennaio scorso durante una visita medica che il primario ha svolto in una stanza del reparto dell'ospedale. L'ordinanza è stata emessa dal gip del tribunale, Michele Parisi, davanti al quale il primario potrà difendersi in sede di interrogatorio di garanzia. Indaga la pm della Procura di Bari, Chiara Giordano. GLI INVESTIGATORI - «L’indagine - è scritto in un comunicato della procura - è stata avviata a seguito di una segnalazione che il servizio di psicologia, dello stesso ospedale, ha inviato alla Procura di Bari, che in pochi giorni è riuscita ad acquisire i gravi indizi di colpevolezza, richiedere e ottenere la misura cautelare. L’inchiesta prosegue al fine di verificare se altri minori possano aver subito analoghi episodi di violenza sessuale». LA DECISIONE - La direzione del policlinico di Bari ha deciso di sospendere, in via cautelare, il medico dal servizio dopo la notifica dell'arresto. «Piena fiducia nelle valutazioni e nell'operato della magistratura inquirente» viene espressa dal direttore generale del Policlinico di Bari, Vitangelo Dattoli. Ribadendo la sospensione cautelare con effetto immediato del medico, Dattoli esprime in una nota anche «la sua vicinanza alla famiglia della giovane paziente che avrebbe subito atti di molestia». «Il doloroso ed inqualificabile episodio, ove venisse confermato e accertato dalle autorità inquirenti - aggiunge Dattoli - scuote tutto il personale dell'azienda che condanna fermamente ogni comportamento illecito, che tradisce l'intangibile rapporto di fiducia tra medico e paziente, ma ribadisce l'alta professionalità con cui ogni anno, per fornire le cure migliori ai piccoli pazienti, vengono assicurati 11mila ricoveri e oltre 400mila prestazioni ambulatoriali specialistiche». LA STORIA - Il reparto guidato da Galeone è diventato negli anni polo di eccellenza per le problematiche legate all'epilessia, che hanno portato a Bari pazienti anche da fuori regione. Galeone, professionista molto noto nel suo campo e stimato a livello nazionale, è anche responsabile regionale della Lice, la Lega Italiana contro l'Epilessia.

06 febbraio 2013.Fonte :Corriere della sera

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Sez.Sicilia News:Fiamme su un traghetto a Lampedusa Scortato fino a Porto Empedocle

6 Febbraio 2013, 07:33am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella Un incendio a un motore è scoppiato a bordo del traghetto «Palladio» in servizio da Lampedusa a Porto Empedocle, quando la nave era a 5 miglia dal porto d'approdo. Secondo quanto si è appreso il traghetto, a bordo del quale ci sono 31 componenti di equipaggio e 38 passeggeri, è alla deriva poiché, dopo lo spegnimento dell'incendio, non è stato più possibile riavviare i motori. I marinai hanno tuttavia da poco ricevuto il cavo di rimorchio da un rimorchiatore che è stato inviato in zona e tra breve la motonave, lunga 122 metri, sarà trainata fino a Porto Empedocle. Alle operazioni di soccorso per lo spegnimento dell'incendio, coordinate dalla centrale operativa di Palermo delle capitanerie di porto, hanno partecipato due motovedette, un rimorchiatore ed un elicottero della Guardia costiera. Sono stati anche dirottati in zona un peschereccio e due motonavi. Nei giorni scorsi gli abitanti di Lampedusa avevano inscenato l'ennesima protesta, sostenendo che il mezzo è inadeguato a garantire un collegamento efficace.

06 febbraio 2013  Fonte :Corriere della sera

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News Italia e dal mondo:Presidente di associazione antiracket si dà fuoco davanti la sede della Rai

6 Febbraio 2013, 07:30am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella Il presidente di una delle più note associazioni antiracket, Frediano Manzi, si è dato fuoco questa sera davanti alla sede della Rai a Milano in Corso Sempione. Manzi, Coordinatore dell'associazione Sos Racket e Usura, versa in gravi condizioni. IL RICOVERO - Il fatto è accaduto poco dopo le 20.30. A terra sul marciapiede, il presidente di Sos Racket e Usura, noto per alcune denunce che hanno dato vita a diversi filoni di inchiesta sul racket a Milano e altrove, presentava vaste ustioni a braccia e torace. I medici del 118 hanno cercato di stabilizzare le sue condizioni a bordo di una ambulanza diretta all'ospedale Niguarda. Manzi, che ha riportato ustioni su braccia e torace e volto di terzo grado, non è in pericolo di vita. Si dà fuoco davanti alla sede Rai Il presidente di Sos RacketI SOCCORSI DI UN TRANVIERE - Manzi è stato soccorso da un tranviere: «Stavo transitando in corso Sempione quando ho visto le fiamme e istintivamente mi sono fermato. Poi ho capito che era un uomo e sono sceso con l'estintore e ho spento il fuoco che lo avvolgeva», ha raccontato il conducente di un tram, il primo a intervenire. «Ho visto quell'uomo gridare in mezzo alle fiamme», ha detto una donna che stava portando a passeggio il cane e ha visto tutta la scena.

5 febbraio 2013 (modifica il 6 febbraio 2013)

.Fonte :Corriere della sera

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News Italia e dal Mondo :Terremoto 3.5 tra Bologna e Ravenna

6 Febbraio 2013, 07:19am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

BELLISSIMOInserito da :Sotgia Marcella .Una scossa di terremoto di magnitudo 3.5 è stata registrata alle 2:36 tra le province di Bologna e Ravenna. Secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 53,7 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni ravennati di Brisighella, Castel Bolognese e Riolo Terme, e di quello bolognese di Imola. Non si hanno al momento segnalazioni di danni a persone o cose.

6 febbraio 2013.Fonte :Corriere della sera

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News Italia e dal Mondo:Milano, due morti carbonizzati in una palazzina

6 Febbraio 2013, 07:08am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

BELLISSIMOInserito da :Sotgia Marcella .CASOREZZO (Milano) - Un pensionato e una donna sono morti a causa di un incendio divampato martedì sera nella villetta di due piani dove abitava l'uomo a Casorezzo, nel Milanese. Luigi Ciavarella, 70 anni, stava trascorrendo la serata in compagnia di una sudamericana di 30 anni senza fissa dimora quando, forse a causa di un corto circuito o di un mozzicone di sigaretta acceso, si sono sprigionate le fiamme nel garage adibito a taverna dove si trovavano le due vittime e dove l'uomo viveva da quando si era separato dalla moglie, che abita invece al secondo piano. FUMO FATALE - Secondo le prime ricostruzioni dei Carabinieri, i due avrebbero respirato il fumo, non sarebbero riusciti a uscire dalla stanza e a chiamare i soccorsi e sarebbero così morti asfissiati. Quando hanno sentito odore di bruciato i vicini hanno chiamato i Vigili del fuoco, sono entrati nel garage e si sono trovati davanti i cadaveri delle due vittime. L'incendio è stato spento in pochi minuti, mentre la moglie della vittima e una donna che abita al primo piano della villetta col marito e le due figlie sono state ricoverate per accertamenti in ospedale a Magenta, sotto choc dopo il ritrovamento dei cadaveri. Per motivi precauzionali la villetta in via Daverio, alla periferia del paese, abitata dalla coppia che viveva separata in casa e dall'altra famiglia, è stata evacuata, mentre fuori si sono radunati i vicini e alcuni parenti della vittima. LA DONNA - La donna morta è stata identificata nel corso della notte: si tratterebbe di una sudamericana senza fissa dimora e senza permesso di soggiorno, che da circa due anni viveva in paese e incontrava saltuariamente il pensionato. Sui corpi delle vittime verrà eseguita l'autopsia per accertare le cause del decesso, mentre sono proseguiti fino a tarda notte i rilievi sul posto di Carabinieri e Vigili del fuoco. Redazione Online

5 febbraio 2013 (modifica il 6 febbraio 2013)

Fonte :Corriere della sera

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SEZ. DISABILITà NEWS Studiare musica: antidoto contro la dislessia

5 Febbraio 2013, 15:10pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

203453 100000500127720 6482940 nINSERITO DA YVONNE ADRIAENS

 

Una ricerca condotta da alcuni scienziati italiani, ha rivelato alcune interessanti possibilità di applicazione dello studio della musica nelle terapie contro la dislessia 

Il cervello dei musicisti, infatti, è una cosa a sé rispetto al cervello dei “comuni mortali”: è quanto si evince da uno studio recentemente condotto da un’agguerrita équipe di scienziati dell’Università Milano Bicocca e dell’Istituto Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del Cnr di Milano.

Gli scienziati milanesi, si sono basati su un campione di 30 soggetti: 15 musicisti professionisti e 15 persone con stesso livello culturale e età simile, ma prive di conoscenze musicali specifiche. I soggetti sono stati sottoposti a una tomografia elettromagnetica a bassa risoluzione che ha consentito l’analisi del segnale bioelettrico prodotto durante la fase di rielaborazione cerebrale della lettura parallela di note e testi.

Dall’analisi dei due gruppi, è emersa una differenza sostanziale: in pratica, a differenza degli altri soggetti, sia nella lettura di testi che nella lettura di note, i musicisti attivano regioni appartenenti a entrambi gli emisferi cerebrali, mentre i non musicisti coinvolgono esclusivamente zone specifiche dell’emisfero sinistro (corteccia occipito-temporale di sinistra e giro occipitale inferiore di sinistra).

Certo, sarebbe esagerato parlare di “supercervello”, ma è un dato di fatto che la familiarità con una pratica di lettura complessa e a più livelli come quella di partiture costituite da diverse linee melodiche, possa costituire una risorsa importante e realmente inedita per quanto riguarda il trattamento della dislessia.

Per i bambini dislessici l’attivazione di entrambi gli emisferi potrebbe, infatti, supplire al deficit costituzionale della regione cerebrale abitualmente coinvolta nell’analisi visiva delle parole.

Studiare musica per curare la dislessia? E’ possibile e tutt’altro che fantascientifico. “Lo studio della musica – sostengono i ricercatori – potrebbe aiutare  a sviluppare un circuito cerebrale comune a parole e note, contribuendo così a compensare i deficit di lettura.

 

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Sezione Sicilia news Catania Municipalità da 10 a 6 e consiglieri dimezzati: è rivolta tra i presidenti

5 Febbraio 2013, 13:11pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://images.corrieredelmezzogiorno.corriereobjects.it/campania/media/foto/2013/02/05/librino-palazzi-si--401x175.JPG?v=201302051202

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Gli eletti delle circoscrizioni passeranno dagli attuali 150, 15 per ogni quartiere, ai 72 delle prossime elezioni CATANIA - Cambia il volto dei quartieri di Catania ed è rivolta tra i presidenti delle Municipalità. Adesso è ufficiale i consigli di quartiere etnei passeranno da 10 a 6: lo ha deciso il Consiglio Comunale approvando il regolamento che ridefinisce le funzioni degli organi delle Municipalità con la relative competenze. I consiglieri di quartiere saranno dimezzati. Si passerà dagli attuali 150, quindici per ogni quartiere, ai 72 delle prossime elezioni, dodici per ogni circoscrizione, ai quali si aggiungeranno i presidenti di ogni sezione che saranno eletti direttamente dai cittadini. La rimodulazione delle circoscrizioni cittadine però non piace ai consiglieri di quartiere. «In questo modo – accusano - si annulla l’identità dei quartieri cittadini». CIRCOSCRIZIONI - La circoscrizione Ognina – Picanello sarà amministrata in tandem con Barriera Canalicchio, così come unici amministratori ci saranno per San Giovanni Galermo e Trappeto – Cibali, Monte Po – Nesima e Rapisardi San Leone ed infine San Giorgio – Librino e San Giuseppe La Rena – Zia Lisa. A salvarsi dall’accorpamento solo la prima Municipalità quella detta “Centro” e la terza, la “Borgo – Sanzio”. Infine, in questo modo nessun potere sarà dato alle Municipalità che dovranno comunque interfacciarsi con l’assessore al decentramento senza avere poteri né economici, né decisionali. Loredana Gioia, presidente della nona Municipalità (che sarà accorpata con la decima, per intenderci un territorio che comprende una zona abitata da circa 80.000 persone, con un altro che arriva ai confini di Lentini) è sul piede di guerra per l’accorpamento. BUROCRAZIA - «Tutta la periferia sud di Catania sarà riunita sotto un’unica circoscrizione – spiega la Gioia – Noi presidenti abbiamo espresso parere negativo sul regolamento e relativo accorpamento, perché non dà veri poteri agli amministratori delle municipalità: continueremo a non gestire nulla. Tutto dovrà passare tramite l’assessore al decentramento e la direzione dell’assessorato. Questo significa solo allungare la burocrazia: non si può intervenire direttamente per risolvere i problemi. Quella che sarà attuata è solo una soluzione demagogica fatta dal sindaco Stancanelli in campagna elettorale. Noi siamo stati da subito favorevoli a ridurre il numero dei consiglieri, ma non così». Una soluzione che in pratica scontenta tutti. REALTA’ DIFFICILI - «Una municipalità come la nostra che divide a metà la città di Catania e un quartiere come Librino che per vari problemi è sempre al centro della cronaca – continua Loredana Gioia – non può essere accorpato con un altro quartiere problematico come quello che comprende Santa Maria Goretti, il Villaggio Sant’Agata e tutte le zone dei villaggi a mare. Un territorio così vasto che arriva fino a Vaccarrizzo, diventa troppo difficile da gestire. Si parla di quartieri più grandi di paesi dell’hinterland che hanno un sindaco, una giunta ed un consiglio comunale, per essere governati. Se l’obiettivo era ridurre i costi è stato proprio inutile mantenere l’assessore al decentramento che non è sul territorio quindi non conosce i problemi dei quartieri. Il nostro rimborso spese come presidenti si aggira a circa 500 euro al mese. Io ero disposta a fare quello che faccio anche a titolo gratuito: per chi ha volontà di lavorare sul territorio lo spirito è questo». Dello stesso parere in presidente della quarta Municipalità, Massimo Tempio: «È assurdo che la nostra Municipalità sia accorpata con quella di Ognina – Picanello, due territori che hanno identità differenti e sono anche distanti. Semmai la nostra circoscrizione doveva essere accorpata con Borgo o San Giovanni Galermo. Tra l’altro l’amministrazione ha già suddiviso i centri territoriali per i servizi sociali, portandoli da dieci a cinque e questa nuova suddivisione non ha rispettato neanche i precedenti criteri di divisione. In quel caso Barriera Canalicchio era stata accorpata con Trappeto – Cibali. Non c’è nessuna spiegazione per quello che è stato fatto: avrebbero dovuto pensare prima di distruggere le identità territoriali dei quartieri storici della città. Hanno giustificato la scelta dicendo che a Picanello non ci sono strutture comunali per fare riunioni. Il modello da seguire doveva essere quello romano, con “municipi” con bilanci autosufficienti e poteri decisionali»

Fonte Italpress

05 FEBBRAIO 2013

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Sezione Sicilia news Palermo Mafia, Dia confisca patrimonio di oltre 3 milioni ai familiari del boss deceduto Video

5 Febbraio 2013, 13:01pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://images.corrieredelmezzogiorno.corriereobjects.it/campania/media/foto/2013/02/05/confisca--190x130.jpg?v=201302051043

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Si tratta di Antonio Porcelli, boss della borgata di Partanna Mondello, morto lo scorso settembre PALERMO - La Direzione investigativa antimafia di Palermo ha confiscato un patrimonio del valore di oltre 3 milioni di euro riconducibile ad Antonio Porcelli, capomafia della borgata palermitana di Partanna Mondello, deceduto lo scorso settembre. Già uomo di fiducia del noto capomafia Rosario Riccobono (scomparso con il metodo della lupara bianca nel novembre 1982), PROVVEDIMENTI RESTRITTIVI - Porcelli, ergastolano, è stato negli anni destinatario di numerosi provvedimenti restrittivi, tra cui quello del primo maxiprocesso, perché ritenuto responsabile di associazione per delinquere di stampo mafioso e omicidi, coinvolto anche in quello di Salvo Lima. Tra i beni confiscati figurano terreni, magazzini, una villa ed altro

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

05 FEBBRAIO 2013

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SEZIONE VARIE NEWS ROMA LE SCUSE DEGLI UOMINI PER NON FARE SESSO. "STANCHEZZA, CANI E VIDEOGAMES"

5 Febbraio 2013, 12:54pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130205_astinenza.jpg.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Le donne hanno poca fantasia quando si tratta di rifiutare le avances del partner tra le lenzuola. Il mal di testa è un classico diventato un cliché. Quando però è l'uomo a negare il sesso alla compagna le scuse abbondano. La maggior parte dei maschietti dà la colpa alla stanchezza, ma c'è anche chi ricorre a scuse più creative, come il cane da portare fuori e la partita da terminare al videogame. Un'indagine promossa dal sito LloydsPharmacy Online Doctor, in uno studio che ha coinvolto quasi 2mila persone, rivela che la giustificazione più gettonata è la giornata lavorativa troppo faticosa, come dichiara il 60% degli uomini, ma c'è anche una quota pari quasi al 50% che ammette senza falsi pudori di non essere in vena. LE SCUSE Il programma televisivo preferito in onda proprio in quel momento, il cane da portare fuori per un bisognino urgente, il disagio di aver mangiato troppo, fino all'ennesima partita con un videogame sono tutti stratagemmi per sottrarsi all'intimità. Nel 7% dei casi, le scuse più o meno estrose nascondono un problema di disfunzione erettile, che solo il 16% delle partner riesce a intuire. LO STUDIO Lo studio è stato pubblicato in coincidenza con l'avvio in Gran Bretagna del primo spot televisivo per promuovere informazioni utili per chi soffre di problemi di erezione. Il 17% degli intervistati ha ammesso di aver temuto, subito dopo l'inizio dei preliminari, di non essere in grado di avere un'erezione. La metà degli uomini arruolati nello studio ha poi spiegato che, per loro, la spia di allarme di un possibile "flop" compare nei primi cinque minuti dall'inizio dei preliminari. Il 25%, inoltre, confessa di non fare più sesso.

FONTE LEGGO.IT

05 FEBBRAIO 2013

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