Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

News Italia e dal Mondo :Commercio, gli esercenti insorgono "Ordinanza anti-teloni eccessiva"

23 Gennaio 2013, 14:45pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

ristoratori chiedono un Tavolo definitivo tecnico di concertazione e commentano: "Tale misura appare particolarmente penalizzante, a motivo delle riscontrate difficoltà che le nostre attività già hanno in questo momento di grave crisi economica" Gli esercenti della Capitale insorgono dopo avere letto l'ordinanza sindacale nella quale è prevista l’applicazione della chiusura dell’esercizio pubblico in caso “installazione di copertura/tende autoportanti, e/o chiusure verticali in Pvc, plexiglass o simili, su strade urbane urbane del territorio capitolino”. Il segretario dell’Associazione esercenti bar e gelaterie di Roma e Provincia, Claudio Pica dichiara: "L’Ordinanza è stata adottata senza alcuna concertazione, tanto più che durante la convocazione dello scorso 17 gennaio, l’Assessore al Commercio Davide Bordoni aveva comunicato espressamente che non vi erano particolari argomenti importanti riguardanti la Categoria e che potevamo addirittura lasciare la riunione, in quanto si è parlato solamente di occupazione di suolo pubblico e relative soste dei Camion Bar. L’Ordinanza – continua Pica - appare eccessiva in quanto prevede quale pena accessoria la chiusura dell’esercizio pubblico. Tale misura appare particolarmente penalizzante, a motivo delle riscontrate difficoltà che le nostre attività già hanno in questo momento di grave crisi economica. Invece di sostenere un comparto economico che dà lavoro a molte persone – senza ricorrere alla Cassa Integrazione - sembra che il Campidoglio voglia accanirsi sui Pubblici Esercizi. Chiediamo un Tavolo definitivo tecnico di concertazione – conclude Claudio Pica – considerando che mancano ancora 4 mesi alla scadenza delle Elezioni Comunali".

Fonte :Paese Sera

23 GENNAIO 2013

Leggi i commenti

News Italia e dal Mondo :Droga, asse Reggio Calabria-Roma arrestati cinque corrieri

23 Gennaio 2013, 14:42pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

Trasportavano cocaina e hashish da Reggio Calabria a Roma. Il bilancio è di cinque arresti eseguiti dalla Squadra Mobile romana, in collaborazione con gli omologhi uffici di Reggio Calabria e Como. I corrieri sono stati fermati a Reggio Calabria e Lariana. IL TRAFFICO REGGIO-ROMA - Le indagini, originate dal complesso investigativo attivato a seguito dell’omicidio di Angelo Di Masi, risalente al 19 gennaio 2011, e coordinate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, si sono incrociate con quelle della Squadra Mobile di Reggio Calabria e hanno consentito di rilevare che alcuni calabresi, trasfertisti dello spaccio, partivano da Reggio Calabria per consegnare hashish e cocaina a Roma, in particolare a un professionista romano di quasi 60 anni. Le consegne, come accertato dagli Uffici investigativi romano e calabrese, si sono perfezionate anche in prossimità dell’ufficio di quest’ultimo. GLI ARRESTI - Nel luglio 2011, dopo che gli era stato consegnato un pacco per il successivo smercio della sostanza, i calabresi hanno preteso il pagamento del prezzo della sostanza, ma l’uomo trovando difficoltà a venderla, tergiversava, inventando situazioni che ne giustificavano il ritardo e la sua mancata presentazione agli appuntamenti prefissati. Si scatenava così l'ira degli arrestati, che con minacce (anche di morte) sollecitavano il professionista romano per il pagamento di quanto dovuto per lo stupefacente ricevuto. La situazione, che appariva di grave esposizione a rischio per il professionista, si è risolta con il suo arresto, il 25 luglio 2011: in quell’occasione l’uomo, a bordo del suo veicolo, venne fermato nei pressi di via Palmiro Togliatti a Roma e trovato in possesso di poco meno di un chilo di hashish. Insieme a lui vennero arrestati un altro calabrese e un albanese. I fatti contestati agli arrestati sono cessioni maturate tra il febbraio e il luglio 2011, oltre all’estorsione a carico del romano. L’ordinanza è stata eseguita dalla Squadra Mobile di Roma, di Reggio Calabria e Como.

Fonte :Paese Sera

23 GENNAIO 2013

Leggi i commenti

News Italia e dal Mondo :Favori in cambio di sesso Arrestato il pm Staffa

23 Gennaio 2013, 14:39pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

Arrestato stamattina dai carabinieri il pm Roberto Staffa. L'arresto è stato ordinato dal gip del tribunale di Perugia su richiesta della procura, competente per inchieste che riguardano magistrati romani. I reati contestati sono di concussione, corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio e sarebbero legati a favori fatti dal magistrato in cambio di sesso.

Fonte :Paese Sera

23 GENNAIO 2013

Leggi i commenti

News Italia e dal Mondo :Le mani della 'ndrangheta sulle slot: arresti e minacce al giornalista «Se non la smette gli spariamo in bocca

23 Gennaio 2013, 14:35pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

ROMA - Arresti e perquisizioni nei confronti di un'organizzazione che secondo le indagini gestiva in tutta Italia i settori del gioco on line e delle videoslot manomesse. La Guardia di Finanza ha eseguito 29 ordinanze di custodia cautelare e oltre 150 perquisizioni. A capo dell'organizzazione un boss della 'ndrangheta con base a Ravenna. I finanzieri hanno anche sequestrato beni per oltre 90 milioni di euro. L'organizzazione aveva la base operativa in Emilia e ramificazioni non solo in Italia (Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna) ma anche in Romania e in Gran Bretagna. A capo dell'organizzazione ci sarebbe un boss della 'ndrangheta, trasferito in Emilia dove deve scontare un provvedimento di obbligo di firma, con precedenti per diversi reati tra cui traffico internazionale di droga e armi. Il blitz scattato stamattina ha impegnato circa 800 finanzieri di diversi comandi italiani. Le perquisizioni sono state 150 in numerose sale da gioco dove erano state piazzate dall'organizzazione le videoslot manomesse o dove era possibile collegarsi con i siti di gioco on line illegali. «O la smette o gli spariamo in bocca». Così due degli arrestati nella maxi-operazione anti-'ndrangheta della Gdf di Bologna, parlano al telefono del giornalista della Gazzetta di Modena, Giovanni Tizian. Nell'intercettazione di fine 2011 quello che è ritenuto il capo dell'organizzazione, Nicola Femia, si lamenta con un faccendiere, Guido Torello, di articoli pubblicati su di lui. «In mezza pagina parla di me questo giornalista, ed è già la seconda volta in due anni. Dice... un esponente della 'ndrangheta, poi questa cosa dei giochi...», afferma Femia parlando a Torello nella telefonata registrata. E il faccendiere si mette subito a disposizione: «Va bene, mi dici come si chiama il giornale e il nominativo. E lo facciamo smettere immediatamente. Ci penso io, ce l'hai copia?». E aggiunge: «Ti dirò che c'è un giornalista che rompe le balle ad una persona che mi sta aiutando, poi ti dirò chi è. O la smette o gli sparo in bocca, perché è una persona che mi sta dando una mano». Poi riferito a Tizian, che ora è sotto protezione: «Questo qui è una persona che o gli stai sul culo...». Quindi quando Femia gli accenna dei contenuti degli articoli usciti sulla Gazzetta di Modena e scritti da Tizian, Torello taglia corto: «Vedi che glielo faccio dare in bocca, glielo faccio dare in bocca. Ti spiego: sappi una cosa, che ci sono due poteri oggi in Italia, la magistratura e i giornali». E Femia: «Eh lo so, il giornale è peggio della magistratura». «Le minacce a Giovanni Tizian confermano che la criminalità organizzata rappresenta un pericolo non più circoscritto ad alcune zone del Paese e che la lotta per sconfiggerla deve essere il primo obiettivo in tema di legalità che le forze politiche devono avere in agenda - ha commentato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, esprimendo solidarietà al giornalista minacciato -. A Giovanni Tizian va la solidarietà mia e del Partito democratico, e l'impegno a continuare senza sosta questa battaglia». «Antimafia non è propaganda ma impegno quotidiano per affermare legalità, diritti, trasparenza», ha detto Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà su Twitter, riaffermando la solidarietà e la vicinanza al giovane giornalista.

Fonte :Il Gazzettino

23 GENNAIO 2013

Leggi i commenti

News Italia e dal Mondo :Fabrizio Corona si arrende e piange: si è costituito a Lisbona Video messaggio su Facebook

23 Gennaio 2013, 14:28pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

ROMA - Fabrizio Corona si è costituito a Lisbona: poco prima ha postato un video messaggio trasformando in un evento mediatico anche la sua resa. «Non sono fuggito, non volevo finire nelle carceri italiani, tempo per la mia vita» ha detto. Sententosi braccato, fa sapere la polizia, Corona ha dato appuntamento agli investigatori in una stazione della metropolitana di Monte Abraham, località Queluz (mappa) e si è consegnato alle autorità. Gli investigatori hanno detto che Corona è apparso in preda a un evidente sconforto, avvilito: Corona ha pianto davanti agli agenti. Il fotografo dei vip è stato raggiunto nella periferia nord-est di Lisbona, rintracciato anche grazie al Gps della sua auto con la quale, insieme a un amico, da Milano ha attraversato la Francia ed è arrivato a Lisbona, evitando di percorrere autostrade. E' anche rimasto bloccato nella neve mentre cercava di raggiungere la Francia. Dovrà scontare sette anni e dieci mesi in carcere. «Sono stati bravissimi»: così il procuratore generale del Piemonte, Marcello Maddalena, riferendosi agli agenti della questura di Milano. La fuga di Fabrizio Corona si è quindi interrotta. Il fotografo dei vip venerdì scorso, dopo essere sparito dalla palestra nel centro di Milano, a poche centinaia di metri da casa sua, aveva fatto perdere le sue tracce: in auto verso la Francia poi si era volatilizzato.

Fonte :Il Gazzettino

23 GENNAIO 2013

Leggi i commenti

News Italia e dal Mondo In carcere 21 anni per errore: ora chiede 69 milioni allo Stato

23 Gennaio 2013, 14:26pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

ROMA - La prima richiesta è partita qualche settimana fa, in forma amichevole, diretta al ministero dell’Economia: 69 milioni di euro secchi. Che lo Stato dovrebbe pagare per aver rubato la gioventù a un uomo che adesso ha 55 anni. E che da quando aveva diciotto anni è inseguito da una giustizia che di imparziale non ha nulla. Lui si chiama Giuseppe Gulotta, e quando lo accusarono di aver ucciso due carabinieri era un semplice muratore. Oggi non è più nemmeno quello: secondo i medici ha subito uno stravolgimento della personalità pari al 70 per cento. E tutto perché alcuni investigatori, che non hanno mai subito alcun procedimento disciplinare, lo consegnarono a un tribunale come il vero assassino dei carabinieri Salvatore Falcetta e Carmine Apuzzo, uccisi in provincia di Trapani il 27 gennaio 1976. Nel fascicolo giudiziario sulla vicenda c’era anche una parziale ammissione da parte di Gulotta. TORTURA Che, si scoprirà dopo, era stata estorta con la tortura. I giudici non se n’erano accorti e lo avevano condannato all’ergastolo. Come tutti gli ergastolani Gulotta aveva perso anche i diritti civili, anche la possibilità di sposare la donna che amava, pronta a impalmarlo anche nella cappella del carcere. Gulotta sembrava dunque destinato a morire in prigione, come già era accaduto a un suo presunto complice, deceduto pochi mesi dopo l’arresto. REVISIONE A consegnare al suo legale fiorentino, Pardo Cellini, un grimaldello per scassinare la serratura della cella era arrivato invece un ex ufficiale dei carabinieri, Renato Olino che, nel 2007, aveva raccontato come le confessioni di Gulotta e degli altri presunti complici fossero state ottenute dopo terribili torture da parte dei carabinieri. L’ufficiale si era dimesso dall’Arma e non aveva retto al rimorso. La sentenza di revisione della condanna è arrivata a febbraio scorso. E solo adesso è diventata definitiva, dopo che la procura generale ha rinunciato a ricorrere in Cassazione. Contestualmente è arrivata la decisione di chiedere il maxirisarcimento: «Abbiamo fatto il conto basandoci sulle tabelle del tribunale di Milano - spiega l’avvocato Pardo Cellini - Se la richiesta amichevole non dovesse essere presa in considerazione siamo pronti ad iniziare un nuovo processo».

Fonte :Il Gazzettino

23 GENNAIO 2013

Leggi i commenti

News Italia e dal Mondo :Bergamo, perde 23mila euro alle macchinette

23 Gennaio 2013, 14:14pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da Sotgia Marcella

Un imprenditore si è chiuso in una sala da gioco di Bergamo per 12 ore. Inizialmente ha perso 12mila euro che si era portato da casa e poi quelli chiesti in prestito alla titolare per un totale di 23mila euro. Alle 3 di notte ha dato in escandescenze ed è stato portato via dal 118. E' ora in cura

Fonte :TGCOM24 

23 GENNAIO 2013

Leggi i commenti

PUGLIA CALABRIA NEWS FOGGIA Sigilli ai beni di un agricoltore, scovato patrimonio da 2 milioni

23 Gennaio 2013, 13:09pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/01/23/polizia--180x140.jpg?v=20130123105234

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Sproporzione tra le proprietà in possesso e i redditi Aveva una villa lussuosa, un autoparco e 62 box FOGGIA - Beni per un valore di beni di due milioni e 850mila euro sono stati sequestrati nel corso di un blitz messo a segno dagli agenti di polizia della Divisione Anticrimine della questura di Foggia, della Guardia di Finanza e del commissariato di Cerignola. IL PATRIMONIO - In particolare si tratta di una lussuosa villa, un autoparco di 62 box e un locale ad ufficio: beni che erano nella disponibilità di un pluripregiudicato di Cerignola. Nel corso delle indagini è emersa una rilevante sproporzione tra i beni in possesso del soggetto e i suoi modestissimi redditi di bracciante agricolo.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

23 GENNAIO 2013

Leggi i commenti

PUGLIA CALABRIA NEWS Falsi braccianti agricoli in Puglia, truffa all' Inps da 640 mila euro

23 Gennaio 2013, 13:04pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://images.corrieredelmezzogiorno.corriereobjects.it/campania/media/foto/2013/01/23/BRACCIANTI--190x130.jpg?v=201301231246

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Denunciate 145 persone e il titolare di impresa agricola Accertamenti della finanza in aziende di Bitritto e Ginosa BARI - Il titolare di un'azienda agricola di Bari e altre 145 persone che si sono finte braccianti agricoli, sono stati denunciati dalla Guardia di finanza in quanto ritenuti responsabili di una truffa compiuta ai danni all'erario per 640mila euro. I militari del comando provinciale di Bari, in particolare, hanno avviato accertamenti nei confronti di una azienda agricola specializzata nella coltivazione di uva nei comuni di Bitritto (Bari) e Ginosa (Taranto). I CONTROLLI - L'ispezione ha preso in considerazione gli aspetti contributivi e previdenziali riguardanti i dipendenti. È stato quindi constatato dagli investigatori che l'azienda operava in maniera fittizia certificando rapporti di lavoro, in realtà mai intrattenuti, al fine di poter riscuotere indebitamente l'indennità di disoccupazione, malattia, congedi parentali o di maternità assegnate in realtà a persone mai impiegate.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

23 GENNAIO 2013

Leggi i commenti

PUGLIA CALABRIA NEWS Ilva, ministro Clini a Taranto sit-in operai davanti alla fabbrica

23 Gennaio 2013, 12:56pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/01/23/clin--180x140.jpg?v=20130123103108

 

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

"Sono qui per confermare il diritto alla salute e al lavoro" Iniziata la riunione nello stabilimento siderurgico TARANTO - «Sono a Taranto per confermare che la difesa del diritto alla salute e al lavoro è la priorità costituzionale che ha sempre orientato il governo e perciò sono a Taranto per le migliaia di lavoratori pugliesi, liguri, lombardi, del Piemonte del ciclo della siderurgia italiana che non possono essere lasciati in una situazione di incertezza». Lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, a margine della riunione all'Ilva di Taranto alla quale partecipano il sottosegretario alla Sviluppo economico Claudio De Vincenti, il garante per l'attuazione del'Aia Vitaliano Esposito, il commissario per il risanamento ambientale dell'area di Taranto Alfio Pini, e il presidente del siderurgico Bruno Ferrante. «Sono a Taranto per verificare lo stato di attuazione e gli impegni per il risanamento ambientale dello stabilimento e per il recupero della qualità ambientale del territorio, compromesso da oltre 60 anni di attività industriali che per molti decenni sono state sviluppate senza considerare la priorità della protezione dell'ambiente e della salute» ha aggiunto ancora il ministro. LA PROTESTA - Un gruppo di operai dell'Ilva sta tenendo un sit-in davanti alla portineria A dello stabilimento di Taranto in attesa della visita del ministro dell'Ambiente Corrado Clini, del garante dell'Aia e del Commissario per le bonifiche. L'iniziativa, firmata dagli operai Ilva in assemblea è stata organizzata dall'Usb e dai lavoratori del reparto Mof (Movimento ferroviario), dove il 30 ottobre scorso è morto in un incidente sul lavoro l'operaio Claudio Marsella. Già da ieri sera erano stati distribuiti volantini davanti alle portinerie, attraverso i quali i promotori del sit-in invitavano i colleghi a raggiungere la direzione «per far sentire - si legge - la nostra voce in merito agli ultimi avvenimenti che continuano a fornire alla classe operaia nessuna certezza su lavoro, salute, reddito e ambiente». Per il coordinatore dell'Usb di Taranto Francesco Rizzo «i provvedimenti del governo fino a questo momento hanno tutelato solo l'azienda. Il sequestro dei prodotti finiti è solo un alibi per non investire le risorse necessarie».

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

23 GENNAIO 2013

Leggi i commenti