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SEZ. DISABILITà NEWS Torino, Tram vietati ai disabili: solo uno su due è accessibile

13 Febbraio 2013, 15:32pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Uno su due. Per chi è su una carrozzella, il tram, a volte, è una nuvola gialla che corre veloce e sferraglia, ma ti lascia solo, alla banchina. Solo il 50 per cento dei tram torinesi, infatti, ha gradini ribassati che permettono a una sedia a rotelle di salire. L’altra metà, con gradini alti e quelle voragini che si creano tra il marciapiede e il mezzo di trasporto, è inaccessibile ed estremamente scomoda anche per chi – giovane o anziano – ha difficoltà motorie o semplicemente trasporta un bimbo su un passeggino o una carrozzina. Un quadro difficile, che corre sui 220 chilometri dei binari del tram a Torino, la rete tranviaria più antica d’Italia che conta oggi 12 percorsi. Un quadro totalmente diverso da quello della rete dei bus. Attualmente, infatti, 850 degli oltre mille autobus che coprono le linee urbane e suburbane Gtt sono accessibili ai disabili. Anzi. È prevista, nel mese di giugno, la messa su strada di un altro centinaio di mezzi (a dicembre ne erano arrivati otto nuovi, sempre conformi agli standard): porteranno la percentuale dei bus compatibili con le carrozzine sopra il 90 per cento. Il motivo della differenza lo spiega Guido Bordone, il manager che in Gtt si occupa proprio di disabilità: «La sostituzione dei tram è molto più difficoltosa, dato che un bus costa 200 mila euro e un tram arriva costare fino a dieci volte tanto». In Circoscrizione Due, dove si sta avviando, sotto la spinta della coordinatrice all’urbanistica Raffaella Perrone, un progetto pilota per mappare i punti inaccessibili del territorio, Bordone spiega dettagliatamente ai comitati di quartiere la situazione: «Dopo gli Anni Ottanta i tram comprati avevano tutti il pianale ribassato. Quelli precedenti, i tram gialli, sono invece inaccessibili». Una flotta più vecchia, dunque, ma ancora in funzione: «I tram a differenza dei bus sono molto più robusti e durano di più. Per questo circolano ancora». Esistono così alcune linee centrali per il trasporto pubblico che risultano off-limits, come ad esempio la 3 e la 13 che tagliano a croce la città e sono ancora servite dai tram vecchi. Proprio la 3 in questi mesi è oggetto di lavori ed è stata spostata temporaneamente su gomma ed è dunque più funzionale. «La 4, però, usata da 70 mila persone e la più conosciuta di Torino, è sempre utilizzabile anche dalle carrozzine». Maurizio Marrone, capogruppo Pdl in consiglio, proprio nel luglio scorso, sollecitato da alcuni comitati di quartiere, aveva presentato un’interpellanza in Comune sull’argomento. «Dalle nostre ricerche allora era emerso che i bus sono sempre preferibili ai tram perché il sistema di avvicinamento delle pedane è migliore – spiega -. Il Comune ci ha promesso massima attenzione sulla partita: noi siamo qui a vigilare». E Paolo Osiride Ferrero, presidente della Consulta per le persone in difficoltà di Torino, che plaude al lavoro fatto da Gtt sui bus, anche per contrastare questo problema al parco tram, avanza una proposta, già sottoposta all’assessore ai trasporti Claudio Lubatti: «Ho chiesto una linea di telefono dedicata al quale solo i disabili possano chiamare per essere informati dell’arrivo dei mezzi e della loro accessibilità – dice – Ora controlliamo su internet o attraverso la app per smartphone e tablet: ma in vista di una città sempre più accessibile è fondamentale». Chiara Priante La versione integrale di questo articolo è disponibile all’indirizzo:

www.lastampa.it

13 FEBBRAIO 2013

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SEZ. DISABILITà ROMA NEWS Cgil: “2,3 mln di anziani non autosufficienti, urge legge”

13 Febbraio 2013, 15:24pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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ROMA – “La popolazione italiana continua ad invecchiare e di conseguenza cresce il numero degli anziani non autosufficienti, che è arrivato a toccare quota 2,3 mln di cui due terzi con più di 75 anni. Ad oggi però solo un anziano su cinque usufruisce dell’Assistenza domiciliare integrata (Adi) mentre cresce il numero dei ricoveri presso strutture residenziali, che sono arrivati ad oltre 300mila”. La denuncia è stata lanciata dallo Spi-Cgil in occasione dell’iniziativa “L’autonomia possibile per gli anziani”. “Sulla non autosufficienza – ha continuato il Sindacato dei pensionati della Cgil – pesa l’azzeramento da parte del governo Berlusconi del Fondo per la non autosufficienza, la cui dotazione fino al 2010 era di 400mln di euro. Il governo Monti invece ha ripristinato solo parzialmente le risorse da destinare al Fondo per una cifra di 275mln di euro, che sono assolutamente insufficienti e che non bastano per affrontare quella che è a tutti gli effetti una vera e propria emergenza nazionale. Qualcosa in più è stato invece fatto sul fronte dell’Adi attraverso la riprogrammazione dei Fondi per la Coesione territoriale che ha visto lo stanziamento di 380mln destinati alle regioni del Mezzogiorno”. “Chi si candida a governare il paese – ha concluso lo Spi-Cgil – deve avere tra le sue priorità un intervento urgente in favore della condizione degli anziani ed è per questo che insieme a Fnp e Uilp chiediamo fin da subito che il nuovo governo definisca immediatamente una Legge nazionale sulla non autosufficienza”. La versione integrale di questo articolo è disponibile all’indirizzo:

www.tmnews.it

13 FEBBRAIO 2013

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SEZ. DISABILITà NEWS A rischio la pensione di invalidità per migliaia di donne sposate

13 Febbraio 2013, 15:16pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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Decine di migliaia di donne perderanno la pensione di invalidità civile. Di più: dovranno restituire quanto percepito da dieci anni in qua. È il rischio che corre soprattutto “l’altra metà del cielo”, complice l’orientamento di qualche avvocatura dell’Inps che ha fatto finire il contenzioso in Cassazione con insidie pesanti per l’assistenza agli invalidi. «Finora», spiega l’avvocato previdenzialista Sante Assennato, «il limite di reddito per ottenere la pensione o l’assegno di invalidità è stato individuale, fissato rispettivamente a 16mila 500 e 4mila 650 euro all’anno a seconda della percentuale di perdita della capacità lavorativa». «Ora», continua, «complice l’orientamento equivoco dell’Inps, che in sede amministrativa riconosce e in sede giudiziaria nega, gli stessi livelli di reddito massimo diventano coniugali». Ma una soglia così, comporterebbe «l’estinzione fisica della coppia». Se l’asticella del reddito fosse rispettivamente fissata per entrambi i coniugi in 4mila e 650 euro per l’assegno, e in 16mila 500 per la pensione, questi «morirebbero di fame prima». «Per 34 anni», spiega ancora Assennato, «tanto per l’assegno quanto per la pensione gli stanziamenti delle leggi di bilancio dello Stato hanno previsto limiti reddituali personali: una deroga a questa prassi rappresenterebbe la più grave controriforma in materia assistenziale con conseguenze devastanti soprattutto per la donna». Sia la pensione, sia l’assegno di invalidità, infatti, «in un mercato del lavoro a forte prevalenza maschile sono volti alla tutela delle figure più deboli nel momento in cui, per motivi di salute, perdono la capacità di lavorare in maniera significativa: oltre il 74 per cento per l’assegno o del 100 per cento per la pensione. Ma il balletto dei comunicati dell’Inps e del ministero del Lavoro sembra rappresentare plasticamente la prassi antica dello «scarica barile». Un gioco a passare il cerino per non bruciarsi, rinviando la materia alle decisioni della magistratura. Mercoledì 13 febbraio prossimo, infatti, saranno i giudici della sezione Lavoro della corte di Cassazione a decidere sui livelli di reddito, stante il permanere di un silenzio colpevole sia da parte del ministero sia da parte dell’Inps. Entrambi nei loro pronunciamenti, a partire dal 12 gennaio, richiamano la necessità di una nuova «valutazione», di una «indagine», di una «istruttoria». Carlo Picozza La versione integrale di questo articolo è disponibile all’indirizzo:

www.repubblica.it

13 FEBBRAIO 2013

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CULTURA E SPETTACOLI ROMA BEPPE GRILLO TORNA IN TV: DOMENICA 17 INTERVISTA IN DIRETTA SU SKYTG24 E CIELO

13 Febbraio 2013, 15:00pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130213_grillo-torna-in-tv.jpg

 

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ROMA - Beppe Grillo torna in televisione. Lo aveva già annunciato, ma oggi un tweet del comico genovese, leader del Movimento 5 Stelle, conferma tutto: Grillo sarà domenica sera su SkyTg24 alle 20.30 e su Cielo, in chiaro sul digitale terrestre, alle 21. «Domenica 17 andrò in tv. Un'intervista di 30 minuti in diretta dal camper», ha annunciato su twitter. «Sono molto contenta che Beppe Grillo abbia accettato il nostro invito. Grazie alla sua presenza a Sky TG24 garantiamo ai nostri telespettatori un'informazione davvero completa», ha commentato il direttore di SkyTg24, Sarah Varetto. «Abbiamo ospitato tutti i leader e protagonisti di questa campagna elettorale - prosegue Varetto -. Ci mancava solo lui». Sky TG24 ricorda che quella di Beppe Grillo sarà «la prima apparizione in diretta televisiva, unica finora nel corso di questa campagna elettorale». L'intervista sarà condotta da Fabio Vitale.

FONTE LEGGO.IT

13 FEBBRAIO 2013

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PRIMO PIANO ROMA, TRE DONNE STUPRATE IN 10 GIORNI: È CACCIA ALLO "STUPRATORE SERIALE"

13 Febbraio 2013, 14:55pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130213_stupro.jpg

 

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ROMA - Uno stupratore seriale, assolutamente da fermare. Sequestrata, violentata e rapinata a 19 anni da un uomo che sta terrorizzando le donne di Velletri. Sono numerosi gli indizi che fanno pensare allo stesso malvivente in azione in almeno tre aggressioni in città a partire dal 2 febbraio. Un’escalation che ha spinto alcune donne a creare una pagina su Facebook: «Attenzione, stupratore a Velletri». L’ultimo episodio è il più grave e risale a sabato notte: un uomo alto almeno un metro e 80, robusto, con un cappello ha afferrato una ragazza di 19 anni di Lariano che stava salendo sulla sua auto nel parcheggio sotto piazza Garibaldi a Velletri. Era le 2.30 e la giovane stava rientrando a casa dopo aver trascorso la serata con gli amici. Finora la città - va da sé - non ha fama di essere pericolosa per le donne e così la ragazza non si era fatta scortare alla sua auto dagli amici. L’uomo l’ha aggredita alle spalle tramortendola con pugni sulla testa per poi caricarla sulla vettura dopo averle strappato le chiavi dalle mani. Pochi chilometri e l’arrivo nel parcheggio del cimitero dove la ragazza è stata violentata a lungo. L’aggressore dev’essere fuggito a piedi con la borsetta della ragazza dimenticando però di prenderle il cellulare. Nonostante le ferite e il forte stato di choc, la diciannovenne dal viso coperto di sangue riesce a chiamare i genitori che l’hanno i portata all’ospedale di Velletri. La ragazza, psicologicamente assai provata, è ferita al volto, alla nuca e all’addome e viene ricoverata. In ospedale gli investigatori di Velletri raccolgono i primi elementi, poi i sopralluoghi, con l’aiuto degli specialisti della squadra mobile di Roma, nei parcheggi di piazza Garibaldi e del cimitero. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Velletri: auto e vestiti della ragazza sono sotto sequestro per confrontare gli elementi raccolti con quelli rilevati negli altri due recenti casi di tentata violenza. Il copione sembra sempre lo stesso: l’uomo alto, robusto, con un giaccone imbottito aggredisce la vittima nei parcheggi con l’intento non solo di rapinarla, ma anche di abusarne. Il clamore degli episodi ha spinto alcune donne a creare una pagina di Facebook su cui si legge anche: «Allerta non solo la sera e non parcheggiate in luoghi isolati».

FONTE LEGGO.IT

13 FEBBRAIO 2013

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SEZ. POLITICA ROMA DURO SCONTRO TRA IL CAV E GIANNINO. "CROZZA BOOMERANG PER SINISTRA"

13 Febbraio 2013, 14:50pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130213_berlusconi-giannino.jpg

 

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ROMA - La performance di ieri sera di Maurizio Crozza al Festival di Sanremo per Silvio Berlusconi è un «boomerang per la sinistra». A 'Mattino 5' il leader del Pdl dice di non aver visto il Festival, preferendo guardare in Tv «una bella partita con la vittoria della Juve contro il Celtic per la quale mi sono compiaciuto. È un boomerang per la sinistra. Ho già criticato abbastanza il fatto che Sanremo sia stato fatto ora. Ho già detto quello che dovevo dire». «È saltato il normale rapporto tra i poteri dello Stato. La magistratura sta letteralmente mandando in malora l'Italia con una azione giacobina. Siamo di fronte ad una offensiva della magistratura che è terribile ed avanza senza limite mentre il governo è paralizzato», ha aggiunto Berlusconi, che ha poi avuto parole durissime per il leader di Fare per fermare il declino, Oscar Giannino. «Oscar Giannino è andato fuori di testa», ha detto il Cavaliere. Giannino, sottolinea il leader del Pdl, «era un liberale convinto, ho letto il suo programma, tutti i suoi punti sono compresi nel nostro più ampio programma e adesso ha addirittura dichiarato che il suo fine è quello di far perdere Maroni in Lombardia. Si vede che la campagna elettorale ha dato alla testa a troppa gente». IL VIDEO DI BERLUSCONI A MATTINO 5 (Repubblica.it) GIANNINO: "BERLUSCONI E' UN GUITTO" «Berlusconi è un guitto che ha perso la credibilità di fronte al mondo». Così Oscar Giannino ad Agorà, su Rai Tre, replica al presidente del Pdl che stamattina ha accusato il leader di Fare, per fermare il declino di aver «perso la testa» e di voler far perdere Maroni in Lombardia. «Berlusconi - ha aggiunto - è un fuoco di artificio quotidiano, insulta le donne tutti i giorni, è colorato come un clown». «Io - spiega Giannino - non mi candido per far perdere nessuno, voglio semplicemente che la vecchia destra e la vecchia sinistra cadano sotto il peso dei loro errori. Penso ci sia un tragitto futuro di interlocuzione con amici leghisti quando avranno capito che Berlusconi è il piombo che gli porta a fondo del mare. Ho incoraggiato Maroni a farla finita con Berlusconi, che dal mio punto di vista non ha niente a che vedere con i valori liberali». «Albertini è un altro che mi ha lasciato molto perplesso in questa campagna elettorale: è uno che si è fatto candidare da me, a nome della società civile, poi è andato per mesi in ginocchio da Berlusconi e adesso irride a Berlusconi e ha inguaiato anche i montiani», conclude Giannino. MONTI: VOTARE NOI NON E' VOTO A PD «L'onorevole Berlusconi ha detto che votare la nostra lista equivale a votare per il Pd: questa è una profonda falsità, come credo per primo l'onorevole Berlusconi sappia»: lo dice, stamani da Perugia, il presidente del consiglio e leader di Scelta civica, Mario Monti. «Su molti temi - ha aggiunto Monti, parlando con i giornalisti - la mia decisione di entrare in questa competizione è stata sempre motivata in modo esplicito per il fatto che nel polo Pd-Sel vedo molti, profondi ostacoli alle riforme intraprese in quest'anno di governo e essenziali per dare più dinamismo all'economia e alla società italiana, proprio come nel polo Pdl-Lega vedo ostacoli, oltre a un tasso di populismo spesso anti-europeo totalmente inaccettabile e nocivo».

FONTE LEGGO.IT

13 FEBBRAIO 2013

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CULTURA E SPETTACOLI SANREMO 2013. CROZZA, FISCHI E APPLAUSI. ASCOLTI BOOM: 14 MLN E 48%

13 Febbraio 2013, 14:44pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130213_crozza-contestato.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

SANREMO - Oltre 14 milioni di spettatori (14 milioni 196 mila) pari al 47.61% di share hanno seguito ieri la prima parte dell'esordio del festival di Fabio Fazio, che ha ospitato tra l'altro l'intervento di Maurizio Crozza. La seconda parte ha avuto 8 milioni 146 mila con il 53.54%. La media ponderata è pari a 12 milioni 969 mila con il 48.28%. Cifre simili alla prima puntata del Festival 2012, condotto da Gianni Morandi e Rocco Papaleo, segnata dalla lunga performance di Adriano Celentano, che fu seguita nella prima parte da 14 milioni 378 mila telespettatori pari al 48.51% e nella seconda da 8 milioni 451 mila spettatori con il 55.24%. La media ponderata della serata era stata pari a 12 milioni 762 mila spettatori con il 49.59%. LA PUNTATA DI IERI Il «Va pensiero» di Verdi, «il brano simbolo dell'unità d'Italia», ha aperto il festival della par condicio. Maurizio Crozza, il protagonista più atteso della prima serata, ha dovuto faticare per portare a termine il suo intervento: in sala qualcuno (all'Ariston c'è una tradizione in questo senso) ha rumoreggiato, mettendo in difficoltà il comico che ha iniziato il suo intervento fiume, iniziato nei panni di un Berlusconi cantante. È dovuto intervenire Fazio per far tornare la calma. E Crozza ha rispettato le regole, imitando Bersani, Ingroia, Montezemolo, spegnendo le possibilità di polemiche: il pubblico alla fine lo ha salutato con un lungo applauso. Il tono complessivo della serata è stato pacato, divertito, con Luciana Littizzetto ben calata nel suo ruolo di conduttrice impertinente, sempre a un passo dalla svirgolata scorretta. Fabio Fazio si è ritagliato uno spazio più istituzionale, al servizio dello spettacolo con la sua consolidata capacità di diventare complice di chi condivide il palco con lui. LE CANZONI La gara è stata aperta da Marco Mengoni. Stasera si sono esibiti Raphael Gualazzi, Daniele Silvestri, Simona Molinari con Peter Cincotti, Marta sui Tubi, Maria Nazionale, Chiara. Il meccanismo prevede che ogni cantante proponga due brani: quello che prosegue viene scelto attraverso il televoto e il giudizio della sala stampa. Complessivamente i cantanti hanno pagato un tributo all'emozione di un palcoscenico che ha messo in difficoltà anche gli interpreti più navigati. L'idea dei «proclamatori», ossia quelli chiamati a proclamare la canzone ammessa alla seconda fase, ha portato sul palco una serie di personaggi che vanno da Marco Alemanno, che ha ricordato Lucio Dalla, a Ilaria D'Amico, da Vincenzo Montella a Flavia Pennetta a Bendetta e Cristina Parodi, in quel mix umano e culturale che è una dei marchi di fabbrica della tv di Fazio. In questo mix di generi e personaggi va inserita anche la celebrazione di Toto Cutugno con il coro dell'Armata Rossa e un'edizione riveduta e corretta dell'italiano. Ai nostalgici del centralismo democratico sarà venuto un accesso di bile. NIENTE BACIO GAY Oltre sul tanto temuto intervento di Maurizio Crozza, gli occhi erano puntati sull'intervento di Stefano e Federico, la coppia gay che stanno per sposarsi a New York e che, complice un cliccatissimo video su Youtube, sono diventati protagonisti della cronaca. Il loro intervento è stato messo in scaletta dopo le 23.30, è stato mostrato il video di Youtube e la loro apparizione muta - hanno solo mostrato i cartelli che raccontano la loro storia d'amore - è stata ispirata al rispetto e alla tolleranza, con il chiaro obiettivo di evitare il facile scandalismo. Il filo conduttore della serata è stata comunque la sfida della Littizzetto al codice Sanremo: dunque ai tacchi vertiginosi, ai cambi d'abito, soprattutto alla fatidica scala. Per non parlare della carrozza-bianca in puro stile Cenerentola con cui ha raggiunto l'Ariston. Per la prima discesa della sua carriera all'Ariston è arrivato addirittura Felix Baungartner, l'uomo che si è lanciato da 40 mila metri e ha superato la velocità del suono. È andata così in scena la prima puntata di un'edizione che porta un soffio di novità sul piano dei contenuti musicali, che va in scena in condizioni non facili (la par condicio, la spending review) e che, come dimostra il monologo di Crozza e la presenza di Stefano e Federico, non ha rinunciato a pensare. DIRETTA TWITTER SANREMO SOCIAL CROZZA, DAI FISCHI AGLI APPLAUSI Un avvio tra le contestazioni, il gelo, poi gli applausi. 'Osservato specialè prima ancora del suo arrivo al festival di Sanremo, preceduto dall'altolà di Silvio Berlusconi che lo invitava a «stare lontano dal papa», Maurizio Crozza entra all'Ariston proprio nei panni del Cavaliere. «Ma che figata, non mi sono mai divertito così da quando Alfano ha detto che il Pdl faceva le primarie», esordisce. Ma dal pubblico qualcuno urla 'Vai a casa!', poi 'No politica a Sanremo!'. Lui si blocca. «La mia non è propaganda», prova a spiegare. «Fuori!», si sente gridare ancora. Urla, spiegherà poi in sala stampa Massimo Martelli, uno degli autori, «riferite a due persone del pubblico che all'entrata di Crozza hanno subito cominciato a gridare e che sono state accompagnate nel foyer dell'Ariston dagli inservienti della vigilanza». La tensione contrae il volto dell'attore, lo blocca, tanto che tocca a Fabio Fazio intervenire per tentare di placare gli animi e di convincerlo ad andare avanti. Crozza-Silvio B. si rivolge anche al dg Rai, seduto in platea: «Ora dico qualcosa che fa venire uno choc, per esempio che non bisogna pagare il canone Rai, Gubitosi dove sei? Beccati diecimila euro. Non sono i miei, sono i vostri». E poi: «Faccio Totò o taglio i fondi alla scuola pubblica? Per me è uguale. Sono vent'anni che lo faccio e voi continuare a votarmi. Io questo paese lo odio, altrimenti perchè avrei proposto il condono? Io questo paese voglio distruggerlo». Poi intona 'Formidablè, che per lui fa rima con 'condannablè, 'ricattablè, 'impuniblè, 'inevitable che non me ne andrò più«. LO SHOW Poi Crozza si fa serio. »La verità è che siamo ingovernabili. Non saremo mai come gli Stati Uniti, rimarremo sempre come gli Stati disuniti d'Italia«. Per qualche secondo si muove a scatti come il suo Monti-robot, poi tocca alla parodia di Bersani: »Porco boia, ragassi, siam qui qui ad accordare gli spaghetti alla chitarra«, dice citando una delle sue tipiche metafore. Il segretario Pd »sembra uno di quei monaci zen seduto sulla riva del fiume, solo che è così sfigato che invece del nemico passa l'onda di piena che lo travolge«. E »così sfigato che se dovesse vincere le elezioni il 28 si dimette il papa e lui comunque è la seconda notizia«. Dopo l'unico riferimento, in tutto il monologo, all'addio del pontefice, per par condicio Crozza 'si Ingroià, trasformandosi nel leader di Rivoluzione Civile, che »sembra il fratello stanco di Speedy Gonzales«. Nel mirino finisce la lista Monti, »sostenuta da gente come Tronchetti Provera, Ilaria Borletti Buitoni, Luca Cordero di Montezemolo: questa non è la società civile, è l'alta società civile, è la società civile gold, l'elite dal doppio cognome: basterebbe mettere l'Imu sul secondo cognome e salveremmo il bilancio dello stato«. Per chiudere, la parodia di Montezemolo e il finale tra gli applausi. »Voglio ringraziare il pubblico dell'Ariston che ci ha aiutato a riconoscere due persone già note che hanno fatto di tutto per farsi notare anche stasera«, commenta Fazio. Un analogo incidente era accaduto un anno fa, con le contestazioni e Celentano. Claudia Mori puntò il dito contro il consigliere Rai Antonio Verro, allora in sala, che stasera sottolinea: »Stasera nessuno può accusarmi di essere stato io a organizzare la contestazione a Crozza, che a quanto ho visto in tv è stata spontanea. Questo è quello che succede quando dalla satira si passa all'insulto«. Immediate le prime polemiche. »Crozza, Fazio e i vertici Rai sono stati protagonisti di un clamoroso autogol. Farebbero bene a scusarsi e a riflettere sul grave errore che hanno commesso«, dice il portavoce del Pdl Capezzone e Elisabetta Alberti Casellati chiede: »Gubitosi fermi subito questo scempio o si dimetta« LA DIRETTA DELLA SERATA: La lezione di Chiara. Alla fine l'absolute beginner ha dato una lezione a tutti. È stata proprio Chiara, la vincitrice di X Factor ad aver affrontato con pi— sicurezza la sua esibizione, senza cedere di un millimetro all'emozione che ha condizionato le performance dei suoi colleghi pi— esperti. Resta in gara Il futuro che sar…, con il testo di Francesco Bianconi. Brava. Chiara prosegue con "Il futuro che sarà". Chiara prosegue la gara dei Big di Sanremo 2013 con il brano 'Il futuro che sara«. Eliminata 'L'esperienza dell'amorè. Grillini: «Finalmente si parla bene dei gay». «Questa volta finalmente, a Sanremo si parla in positivo delle battaglie lgbt e per il matrimonio gay grazie a Fazio e alla Litizzetto a cui dobbiamo essere grati». È il commento di Franco Grillini, presidente di Gaynet Italia, sulla coppia di gay che si sposerà a New York, intervenuta sul palco del festival. «A Sanremo - precisa Grillini - vanno in onda i matrimoni gay con i due ragazzi che si sposeranno a New York a san Valentino 'perch‚ le leggi di questo paese non ce lo lasciano farè proprio il giorno in cui il Parlamento francese approva a larga maggioranza la legge in prima battuta. A Sanremo avevo partecipato per contestare l'omofobia di Eminem e di Povia. Questa volta finalmente si parla in positivo delle battaglie lgbt». «Molti - continua - diranno che il bacio gay non c'Š stato ma da mamma Rai forse era pretendere troppo. In ogni caso il messaggio c'Š stato forte e chiaro e posso dire, a differenza di Berlusconi, che quest'anno per la prima volta ho pagato volentieri il canone Rai» Cutugno e i russi. La vera sorpresa della prima serata del festival di Sanremo è Toto Cutugno che canta «L'italiano» con il coro dell'Armata Rossa in divisa che fa «lalalalala»: è stata una gag da «Il meglio di Saturday Night Live». Maria Nazionale sul palco. Maria Nazionale prosegue la gara dei Big di Sanremo con la canzone 'È colpa mià, scritta dagli Avion Travel. Eliminata 'Quando non parlò, scritta da Enzo Gragnaniello. «Vai a casa» non era diretto a Crozza. «Quello che non si è capito dai teleschermi è che la gran parte del trambusto che si è sentito e l'invito ripetuto ad andare 'a casa, a casà non era rivolto a Maurizio Crozza ma ai due contestatori seduti vicini in platea che hanno cominciato a urlare 'no politica a sanremò ma anche insulti tipo 'pirlà». Ad affermarlo è l'autore di Sanremo, Massimo Martelli per chiarire quanto accaduto durante l'intervento di Maurizio Crozza. La coppia gay. Sul palco arrivano gli attesissimStefano e Federico, la coppia gay che sta per sposarsi a New York e che, complice un cliccatissimo video su Youtube, sono diventati protagonisti della cronaca. Il loro intervento è stato messo in scaletta dopo le 23.30, è stato mostrato il video di Youtube e la loro apparizione muta - hanno solo mostrato i cartelli che raccontano la loro storia d'amore - è stata ispirata al rispetto e alla tolleranza, con il chiaro obiettivo di evitare il facile scandalismo. Cantano Marta sui Tubi. Marta su tubi - Sono la presenza indie del festival, la scelta più alternativa di un cast che punta all'attualità. Il brano che resta in gara è Vorrei. Capezzone: «Crozza autogol della Rai». «Crozza, Fazio e i vertici Rai sono stati protagonisti di un clamoroso autogol. Farebbero bene a scusarsi e a riflettere sul grave errore che hanno commesso. E soprattutto farebbero bene a rispettare tutti gli italiani che pagano il canone e non vogliono comizi faziosi e di parte». Lo afferma, in una nota, Daniele Capezzone, portavoce nazionale Pdl riferendosi alla presenza del comico Maurizio Crozza a Sanremo. Verro: «Non potranno dire che sono stato io». «Stasera nessuno può accusarmi di essere stato io a organizzare la contestazione a Crozza, che a quanto ho visto in tv è stata spontanea. Questo è quello che succede quando dalla satira si passa all'insulto». È il commento alla performance del'attore che arriva dal consigliere Rai Antonio Verro raggiunto dall'ANSA, che non si trova a Sanremo e che l'anno scorso, presente all'Ariston, fu accusato da Claudia Mori, moglie di Adriano Celentano, di aver organizzato le contestazioni contro il Molleggiato, superospite del festival di Gianni Morandi. Fazio: «Contestarori sono due e ben noti». «Ringrazio tutto il pubblico dell'Ariston, che ci ha aiutato a superare un momento difficile e ci ha aiutato a riconoscere due persone peraltro ben note che hanno colto l'occasione per farsi riconoscere anche questa volta». Così Fabio fazio si èrivolto alla platea del Teatro Ariston sul finale dell'intervento di Maurizio Crozza conclusosi tra gli applausi. In effetti analogo 'incidentè (seppure con una costestazione meno rumorosa e meno prolungata) accadde anche l'anno scorso con Celentano. E Claudia Mori, che era in platea, sostenne che la contestazione era stata sobillata da due-tre persone. Crozza finisce tra gli applausi. Finisce tra gli applausi scroscianti del pubblico la performance di Maurizio Crozza a Sanremo. «Voglio ringraziare il pubblico dell'Ariston che ci ha aiutato a riconoscere due persone già note che hanno fatto di tutto per farsi notare anche stasera», ha commentato Fabio Fazio. Imitazione anche per Montezemolo. Maurizio Crozza dà ora il volto a un'altra delle sue parodie più riuscite, Luca Cordero di Montezemolo. L'incipit è sulla Lista Monti, «sostenuta da gente come Tronchetti Provera, Ilaria Borletti Buitoni, Luca Cordero di Montezemolo: questa non è la società civile, è l'alta società civile, è la società civile gold, sono l'elite dal doppio cognome: basterebbe mettere l'Imu sul secondo cognome e salveremmo il bilancio dello stato». Poi tocca a Montezemolo, «che è presidente della Ferrari, vicepresidente di Unicredit, è nel cda della Fiat, di Poltrona Frau, di Tod's, della Stampa, è come l' acqua minerale nelle riunioni». Fa parte di un'elite «che si vede a Cortina incontra, Capri annuisce, Saint Moritz fa spallucce». Crozza s'ingroia. Dopo Berlusconi e Bersani, Maurizio Crozza 'si ingroià, trasformandosi nel leader di Rivoluzione Civile, che «sembra il fratello stanco di Speedy Gonzales». «Ingroia - dice l'attore - vuole fare la rivoluzione: falla, ma ti sei fatto fotografare su Chi. Ti immagini Che Guevara su Max, in un servizio su come farsi gli addominali nella giungla tropicale? È pigro, sembra che non prenda un caffè dai tempi di Pertini». Crozza anche in versione Bersani. Nel monologo di Maurizio Crozza tocca al segretario del Pd Pier Luigi Bersani. «Porco boia, ragassi, siam qui qui ad accordare gli spaghetti alla chitarra», dice citando una delle sue tipiche metafore. «Berlusconi dice toglie l'Imu e Bersani - incalza il comico - cosa dice? Non è che puoi fermar l'acqua con lem mani. Sembra uno di quei monaci zen seduto sulla riva del fiume, solo che è così sfigato che invece del nemico passa l'onda di piena che lo travolge». E poi canta sulle note di It's wonderful di Paolo Conte. Il monologo. L'intervento di Crozza era iniziato con Fazio che annunciava il cantante Silvio B che avrebbe eseguito 'Formidablè di Aznavour. «Non mi sono mai divertito tanto da quando Alfano ha detto che il Pdl faceva le primarie». «Sono formidabile o no? Dico qualcosa che vi dà uno choc? Dico che non bisogna pagare il canone? Gubitosi -rivolto al dg Rai seduto in platea- tieni!», dice tirando delle mazzette di finti euro. «Ma quanto mi amate? Io invece questo Paese lo odio, altrimenti perchè avrei proposto il condono? Scherzavo», dice l'attore mentre dalla sala partono un paio di «vai a casa». Poi «formidable» diventa «condannable», «imputable», «culona intrombable». Poi la contestazione che interrompe l'imitazione di Bersani. Ma dopo una divagazione sulla natura degli italiani, Crozza riesce a tornare a bomba e riparte col Leader del Pd che canta 'Vieni via con mè di Paolo Conte che diventa 'Metaforè. «Tutti stanno a dire che mi stanno a rimontà ma ho già vinto le primarie contro Renzi mica posso vincere tutto». «Vendola non sa cosa vuole, Monti non sa cosa vuole, io sono vent'anni che guardo il menu. Monti o Vendola questo è il problema. La tav o i matrimoni gay? Gliel'ho detto a Vendola: completiamo la Tav e in due ore ti vai a sposare in Francia»«. »Prima avevamo Fassino ora abbiamo Fassina : noi i dirigenti li scegliamo con Ruzzle... Dico un'ultima cosa sul Pd e vado via: non è che se sulla tavoletta del cesso ci attacchi una mela diventa un MacBook«. Poi una battuta con l'atteso riferimento al Papa: »Sai qual'è la sfiga di Bersani? Che se anche vince le elezioni, il 28 si dimette il Papa e lui è sempre la seconda notizia«. Arrivano gli applausi. Dopo aver esitato per le contestazioni, Maurizio Crozza parte con il monologo e arrivano i primi applausi della sala. «Cosa hanno in comune Sanremo e le elezioni? Chiunque vinca non vende una mazza. Tra due settimane andremo a votare con quadro politico totalmente privo di logica. Chiunque governerà lo farà alleandosi con qualcuno che lo ha appena mandato a cagare. Credetemi, siamo ingovernabili». Interviene Fazio. La carrellata di Maurizio Crozza prevedeva Berlusconi, Bersani, Ingroia e il Monti-robot. Ma finita l'imitazione di Berlusconi, non appena il comico attacca con il leader del Pd, una parte della platea insorge al grido: «No politica a Sanremo». Il comico non riesce ad andare avanti e tocca a Fazio intervenire per dire: «La satira non è propaganda . Finite di ascoltare tutto l'intervento e poi giudicate». Con enorme difficoltà l'attore riinizia ma visibilmente provato, con la salivazione azzerata. Tanto che Fazio deve entrare sul palco una seconda volta a dargli conforto. Crozza: «Io non faccio propaganda». «La mia non è propaganda, dai non fate cosi», Maurizio Crozza tenta inutilmente di placare il pubblico dell'Ariston, che anche Fabio Fazio prova a calmare. Ma si sente ancora urlare «fuori!». Crozza contestato. Inattesa polemica per Crozza che viene insultato e contestato dal pubblico: «Vai via pirla. Niente politica a Sanremo. Fuori, fuori». Fabio Fazio annuncia Crozza. Maurizio Crozza, l'ospite più atteso della prima serata del festival di Sanremo, entra nei panni di Berlusconi e canta 'Formidablè, «scritta da Bonaiuti, Verdini, Cosentino e Aznavour» come annuncia Fabio Fazio. «Ma che figata», ripete. «Qua mi trovo da Dio, volete 5.000 euro, tranquilli, sono i vostri. Non mi sono mai divertito tanto da quando Alfano ha detto che il Pdl faceva le primarie». Molinari e Cinotti avanti con 'La felicità'. Sinoma Molinari e Peter Cincotti proseguono la gara tra i Big di Sanremo con 'La felicita». Bocciato il brano 'Dr. Jekyll e Mr. Hydè, scritto da Lelio Luttazzi. Passa proprio 'A bocca chiusa'. «A bocca chiusa», il brano di Daniele Silvestri che prosegue nella gara, è un intenso mix tra una canzone popolare («fatece largo» è l'inizio) e una ballata rock. Silvestri l'ha cantata al pianoforte con alle spalle un interprete del linguaggio dei sordomuti. Daniele Silvestri, brano sullo sciopero tradotto per non udenti. Il linguaggio dei segni fa il suo esordio sul palco del Teatro Ariston di Sanremo con Daniele Silvestri, che si fa affiancare sul palco dall'insegnante di linguaggio per sordomuti più famoso d'Italia, Renato Vicini, nell'esecuzione del brano dedicato al diritto di sciopero 'A bocca chiusa'. Tweet di Elisa. «Evvai Raphael....anche a me piace la seconda ; )))». Così Elisa loda la performance del collega Raphael Gualazzi con tweet postato subito dopo il verdetto sui due brani. Baumgartner sul palco. La Littizzetto non riesce a scendere le scale, allora Fazio chiama il suo amico Felix Baumgartner, l'uomo lanciatosi dalla stratosfera, a 40mila metri dal suolo. Poi magicamente compare la scala e la Littizzetto si fa accompagnare da Felix. Sul finale Baumgartner zittisce la Littizzetto, che lo riempie di domande: «La cosa più bella a 40mila metri è che non c'è una donna che parla». Gualazi avanti con 'Sai'. L'emozione ha bloccato Raphael Gualazzi e ha impiegato una canzone e la prima strofa della seconda a carburare sul palco dell'Ariston. È uno dei talenti più limpidi della nuova generazione e «Sai (Ci basta un sogno)» è un brano destinato a rimanere nel tempo. Un giudizio condiviso dal televoto e dalla sala stampa. Doverosa però una citazione per Fabrizio Bosso, solista ospite del primo brano («Senza ritegno»). Arriva Ilaria D'Amico. A comunicare la canzone scelta per Gualazzi. La giornalista di Sky scherza un pò sul palco con Fazio, svelando anche quale dei due fosse il suo brano preferito. Apre Mengoni. La prima canzone eliminata di Sanremo 2013 è 'Bellissimò scritta da Gianna Nannini per Marco Mengoni. Mengoni che ha aperto la gara dei Big, va avanti con l'altro brano, 'L'essenzialè, scritta dallo stesso Mengoni con Roberto Casalino. Il 'presenter' di Mengoni, che proclama il brano vincitore, è Marco Alemanno, compagno di vita di Lucio Dalla. È l'occasione per ricordare il cantautore bolognese scomparso un anno fa e apparso l'ultima volta in tv proprio a Sanremo 2012. E sul maxischermo dietro al palco appare la foto di Dalla, accolta da un grande applauso della platea dell'Ariston. Ricordo per Lucio Dalla. Con l'arrivo di Marco Alemanno il festival di Sanremo ha ricordato Lucio Dalla. Alemanno, presentato come «il compagno degli ultimi nove anni nella carriera e nella vita privata di Lucio Dalla», è arrivato all'Ariston per annunciare quale delle due canzoni di Marco Mengoni passa il turno. Novità. Quest'anno il festival di Sanremo ci sarà una novità nella gara canora. Ogni cantante parteciperà con due brani e sarà il pubblico da casa a scegliere quale delle due canzoni possa procedere nella competizione. Lettera della Littizzetto. Luciana Littizzetto arriva all'Ariston in carrozza, trainata da una doppia fila di cavalli. «Come cocchiere ho un esodato della Fornero» ha detto la Littizzetto che, una volta entrata in teatro, salendo sul palco ha detto: «faccio come Monti, salgo sul palco non scendo». «Non si può dire niente, mi raccomando», ha ricordato Fazio, «faccio l'elenco dei politici pirla così facciamo il festival più corto della storia» è stata la risposta. La Littizzetto ha letto una lettera a Sanremo in cui ha scherzato sul tema della par condicio. «Dopo quello che è successo, con le elezioni, le dimissioni in Vaticano, qui manca solo che piovono rane e sbarcano gli alieni ad Arma di Taggia e stiamo a posto» ha detto concludendo la lettura con la parola «culo». Poi ha smontato lo strascico del suo abito. Inizio con 'Va Pensiero' . Viva Verdi«. Fabio Fazio ha aperto il festival di Sanremo nel nome dell' »artista italiano più popolare«, con il »Va Pensiero«, l'aria del Nabucco, definita »il simbolo dell'unità d'Italia«. Mauro Pagani dirigeva l'orchestra, con il coro dell'Arena di Verona. Un'apertura dunque nel segno della contaminazione tra classica e canzone. Nell'introduzione Fazio aveva parlato del concetto di »popolare« che, come ha ricordato, vuol dire per tutti. Gli abiti. Due gli abiti che la conduttrice cambierà nel corso della serata: uno corto, nero, decorato con incrostazioni in jais e piume gonna a palloncino, l'altro in raso, lungo, in crepe di seta, senza maniche con top impreziosito da cristalli e piume, gonna a ruota palloncino. Aquilano e Rimondi firmeranno anche gli abiti che Luciana Littizzetto indosserà nella serata finale della gara canora, sabato 23 febbraio. "Si tratta di creazioni inedite, appositamente disegnate per la conduttrice, pensate per esaltarne la personalità ironica ed intelligente"precisano i due stilisti. "Luciana Littizzetto è l'ambasciatrice ideale per trasmettere l'essenza del made in Italy: innovazione ed eleganza nella tradizione, tuttavia contemporaneità. Gli abiti da noi realizzati per la conduttrice sono espressione di artigianalità". La collaborazione fanno sapere dalla maison "s' iscrive in un progetto corale che vede coinvolti alcuni tra i nomi più rappresentativi della nuova generazione di stilisti del Made in Italy".

FONTE LEGGO.IT

13 FEBBRAIO 2013

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PRIMO PIANO ROMA IL PAPA DOPO LE DIMISSIONI: "NON MI SENTO PIÙ IN GRADO. PREGATE PER ME" -

13 Febbraio 2013, 14:32pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130213_papa-benedetto-dimissioni.jpg

 

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ROMA - Un lunghissimo applauso dei fedeli dell'Aula Paolo VI ha salutato Benedetto XVI al termine della catechesi in italiano nel corso dell'udienza generale. I fedeli hanno lungamente acclamato il Pontefice, che con viso sorridente ha rivolto saluti con la mano alla folla, accogliendo quasi con sorpresa la grande manifestazione di affetto. «Grazie Santità» recitano alcuni degli striscioni esposti dal gruppi di pellegrini nella Sala Nervi. «Ho sentito quasi fisicamente in questi giorni per me non facili l'amore» che mi portate. «Continuate a pregare per me, per la chiesa per il futuro papa, il signore ci guiderà», ha concluso, parlando a braccio, il Papa un breve discorso prima dell'udienza, in cui ha ricordato che lascerà il pontificato. "GRAZIE PER LA SIMPATIA" «Grazie per la vostra simpatia», ha risposto ai fedeli che hanno subito interrotto le sue parole con un applauso, all'inizio dell'udienza generale, mentre si apprestava a spiegare le ragioni della sua rinuncia al pontificato. «Oggi non si può più essere cristiani come semplice conseguenza del fatto di vivere in una società che ha radici cristiane: - questo uno dei temi che il Papa ha lasciato alla riflessione dei fedeli durante l'udienza generale - anche chi nasce da una famiglia cristiana ed è educato religiosamente deve, ogni giorno, rinnovare la scelta di essere cristiano, cioè dare a Dio il primo posto, di fronte alle tentazioni che una cultura secolarizzata gli propone di continuo, di fronte al giudizio critico di molti contemporanei». «Le prove a cui la società attuale sottopone il cristiano, infatti, - ha proseguito il Papa - sono tante, e toccano la vita personale e sociale. Non è facile essere fedeli al matrimonio cristiano, praticare la misericordia nella vita quotidiana, lasciare spazio alla preghiera e al silenzio interiore; non è facile opporsi pubblicamente a scelte che molti considerano ovvie, quali l'aborto in caso di gravidanza indesiderata, l'eutanasia in caso di malattie gravi, o la selezione degli embrioni per prevenire malattie ereditarie. La tentazione di metter da parte la propria fede è sempre presente e la conversione diventa una risposta a Dio che deve essere confermata più volte nella vita». «Convertirsi significa non chiudersi nella ricerca del proprio successo, del proprio prestigio della propria posizione, ma far sì che ogni giorno, nelle piccole cose» la «verità» e l'amore «diventino la cosa più importante, grazie», ha concluso la sua catechesi in udienza generale. I presenti lo hanno applaudito per alcuni minuti. "NON SONO PIU' IN GRADO" Il Papa dice di aver rinunciato «in piena libertà per il bene della Chiesa, dopo aver pregato a lungo ed aver esaminato davanti a Dio la mia coscienza, ben consapevole della gravità di tale atto, ma altrettanto consapevole di non essere più in grado di svolgere il ministero petrino con quella forza che esso richiede». «Come sapete, ho deciso di rinunciare al ministero che il Signore mi ha affidato il 19 aprile 2005», ha affermato Benedetto XVI all'inizio dell'udienza generale, subito interrotto dall'applauso dei presenti. «Ho fatto questo - ha proseguito - in piena libertà per il bene della Chiesa, dopo aver pregato a lungo ed aver esaminato davanti a Dio la mia coscienza, ben consapevole della gravità di tale atto, ma altrettanto consapevole di non essere più in grado di svolgere il ministero petrino con quella forza che esso richiede». «Mi sostiene e mi illumina - ha detto ancora il Papa - la certezza che la Chiesa è di Cristo, il Quale non le farà mai mancare la sua guida e la sua cura». «Ringrazio tutti - ha aggiunto - per l'amore e la preghiera con cui mi avete accompagnato. Continuate a pregare per il Papa e per la Chiesa».

FONTE LEGGO.IT

13 FEBBRAIO 2013

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CIOCIARIA NEWS Velardocchia (Sel): “Fondi per il sostegno all’affitto insufficienti per le famiglie”. A Cassino solo 50mila euro

13 Febbraio 2013, 12:40pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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In questi giorni è stato erogato il contributo integrativo per il pagamento del canone di locazione di cui all’art. 11 della legge n. 431/98. Si tratta di somme stanziate dallo Stato, poi distribuite ai Comuni tramite le Regioni, al fine di sostenere economicamente le famiglie a basso reddito che vivono in affitto. Tuttavia tali somme, oltre ad essere irrogate con pesante ritardo (basti pensare che le ultime sono relative ai fondi del 2010) si rivelano del tutto insufficienti nel dare una risposta ai richiedenti. Infatti per il contributo economico relativo al Comune di Cassino per il 2010 erano state presentate 61 richieste per un fabbisogno economico pari a circa 160.000 euro, ma le somme pervenute sono state solo pari a 59.000 euro circa, potendosi così assegnare il contributo a 21 nuclei familiari. Ciò è dovuto al fatto che negli ultimi anni il fondo sociale per gli affitti è stato ridotto drasticamente, di pari passo con i tagli al fondo nazionale per le politiche sociali che dal 2008 ad oggi è calato dell’80% . Vediamo ogni giorno, come ciò ha ricadute pesantissime per i cittadini, creando un welfare residuale che diventa solo elemosina e non più strumento di sostegno al reddito per famiglie, bambini, anziani, disabili. Allo stato dei fatti, dunque, il bonus casa non è granché d’aiuto, poiché nelle tasche delle già poche famiglie arrivano appena pochi spiccioli. È avvilente che una città come Cassino, per numero di abitanti e per la presenza sul territorio di importanti realtà di disagio che aumentano sempre più in questo periodo di crisi, si veda erogata una cifra capace di sostenere la spesa del canone di locazione solo per 21 famiglie. Occorre, pertanto, fondare una nuova politica sociale da parte del Centro – Sinistra per il nostro Paese e per la nostra Regione, partendo dalla non procrastinabile esigenza di implementare il Fondo Nazionale destinato al sociale unitamente ad un rilancio delle politiche per la casa, con la costruzione di alloggi di edilizia popolare e agevolata, per ripristinare il sacrosanto principio del diritto all’abitazione come diritto di cittadinanza. Ciò è quanto più doveroso nel superare le scelte scriteriate delle destre al governo negli ultimi anni, che da un lato hanno tagliato fondi alle famiglie e dall’altro stanziavano cifre folli per l’acquisto dei caccia F – 3. Con l’aggravio che ora si promettono ricette irrealizzabili e populistiche come l’abolizione dell’Imu, dimostrando oltretutto uno sguardo miope nei confronti di quelle famiglie che una casa non ce l’hanno e vivono in affitto. Andrea Velardocchia Candidato alla Camera dei deputati per Sinistra Ecologia Libertà

FONTE IL PUNTO A MEZZOGIORNO

13 FEBBRAIO 2013

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CIOCIARIA NEWS LATINA Cocaina liquida proveniente dalla Colombia, quattro persone arrestate

13 Febbraio 2013, 12:29pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Latina (Lt) Nell’ambito del consueto interscambio informativo con i colleghi della Guardia di Finanza del gruppo di Fiumicino e i funzionari della dogana dell’aeroporto Leonardo da Vinci, i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Latina hanno individuato un cinquantunenne di Latina, contiguo agli ambienti dello spaccio cittadino, di rientro in italia proveniente dalla città colombiana di Bogotà. L’immediato coordinamento con gli organi di controllo aeroportuale ha fatto si che il soggetto fosse individuato e sottoposto a controllo al suo arrivo in Italia. All’atto dell’ispezione personale e del controllo dei bagagli, tutto appariva regolare. Però l’atteggiamento sospetto del viaggiatore all’atto del controllo e le visibili precarie condizioni di salute hanno indotto i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Latina a seguirne gli spostamenti dopo l’uscita dagli spazi aeroportuali. Si è appurato, infatti, che ad attendere il soggetto fuori dall’aerostazione vi erano altri due pregiudicati di Latina (di 44 e 45 anni) ben noti alle forze dell’ordine. Le fiamme gialle latinensi, insospettite, hanno pertanto deciso di pedinare i tre uomini che, attraverso un percorso insolito, si sono recati in un appartamento sito in una palazzina, allo stato disabitata, sul lungomare di Latina. I finanzieri, dopo qualche minuto di appostamento, hanno visto uscire dalla palazzina due dei tre uomini in compagnia di un terzo soggetto (un quarantasettenne di Caserta, da tempo residente nel capoluogo pontino), anch’egli ben noto alle forze di polizia che, evidentemente, attendeva l’insolita “comitiva”. Non vedendo uscire il “viaggiatore” proveniente dalla Colombia, i finanzieri hanno deciso quindi di intervenire immediatamente bloccando i tre e precipitandosi nell’appartamento. Qui la conferma: il “viaggiatore” aveva appena “espulso” tre involucri, ciascuno formato da vari profilattici confezionati l’uno nell’altro. Quello più interno conteneva cocaina allo stato liquido. L’ovulatore, in evidente stato di sofferenza fisica, dovuta agli ulteriori “imballi” ancora presenti nell’addome, veniva immediatamente condotto in ambulanza presso l’ospedale santa maria goretti di latina dove, sempre piantonato, nel corso della giornata odierna ha espulso ulteriori quattro analoghi “contenitori”, di cui si è avuta conferma a seguito di approfonditi esami radiologici eseguiti dai sanitari. Nell’appartamento del lido, i finanzieri hanno anche trovato un’attrezzatissima “serra da interni”, appositamente allestita per la coltivazione di marijuana, con tanto di lampade alogene, sistemi per il controllo di umidità e temperatura, impianto di aereazione e ben 47 promettenti piantine di “erba”. Inoltre erano già pronte, in cucina, le rudimentali attrezzature per consentire la solidificazione della cocaina che, essendo di elevatissima purezza, avrebbe consentito lo spaccio per oltre 1.500 dosi sul mercato locale. Nella notte sono immediatamente scattate ulteriori perquisizioni domiciliari che hanno consentito di rinvenire altri quantitativi di marijuana e somme di denaro in contanti ammontanti ad oltre 1.300 euro. I quattro soggetti sono stati arrestati per detenzione, in concorso, ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Al soggetto casertano di 48 anni, locatario dell’immobile, è stata ascritta anche l’ipotesi di reato di coltivazione di sostanze stupefacenti. L’ovulatore, invece, è stato denunciato – sempre in stato di arresto – per traffico internazionale di droga. I responsabili sono stati rinchiusi nel carcere di latina, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il sequestro operato dimostra quanto siano disposti a rischiare i corrieri di droga, figure una volta riconducibili per lo più a cittadini extracomunitari, ma che ora vedono attivi anche nostri connazionali. Questi non solo non si curano delle gravi sanzioni penali nelle quali incorrono qualora scoperti (reclusione sino a 20 anni), ma sono disposti anche a rischiare la vita nel momento in cui affrontano un lungo viaggio intercontinentale che, in caso di rottura o deterioramento degli involucri ingeriti, potrebbe costare assai caro.

FONTE IL PUNTO A MEZZOGIORNO

13 FEBBRAIO 2013

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