SEZ.POLITICA Legge elettorale, alla Camera spuntano subito i franchi tiratori
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L'aula della Camera ha bocciato un emendamento di Mdp alla legge elettorale che avrebbe introdotto il voto disgiunto e le preferenze. M5s si è astenuto, provocando polemiche da parte dei gruppi che hanno sostenuto l'emendamento. «M5s è a favore del voto disgiunto ma non di emendamenti fatti per affossare tutto», ha spiegato Toninelli, che ha osservato come l'emendamento Mdp introduceva anche altri elementi nel testo. I no sono stati 322, i sì 124 e gli astenuti 82. Regge, per ora, alla Camera l'asse a quattro, Fi-Pd-Lega-M5S, sul Germanichellum alla prima prova dell'Aula. Ma il fronte del sì, dove spiccano molte assenze, non si presenta così compatto. Tanti i franchi tiratori, forse un centinaio. Nel pomeriggio, con scrutinio segreto, le pregiudiziali di costituzionalità sul Fianum sono state respinte con 310 voti contrari e 182 contrari. E proprio sulla quota 182 si sono concentrati i riflettori, visto che non si tratta di una cifra bassa, ma dimostra quanto sia granitico il 'muro del no'.
Gli alfaniani di Alternativa popolare che hanno presentato la pregiudiziale oltre a Mdp e Ci, esultano: «L'inciucellum scricchiola». Sergio Pizzolante, membro della segretaria poolitica del partito, non ha dubbi: «L'accordo tra Renzi Grillo Berlusconi e Salvini presenta le prime crepe». Maurizio Lupi, capogruppo del partito a Montecitorio, commenta: «Quota 182 certifica la palese incostituzionalità di questa legge denunciata più volte da noi. Il nostro obiettivo è migliorare un testo che appare evidentemente anticostituzionale».
Soddisfatti anche i fittiani di Dit per bocca di Nuccio Altieri: «Il grande inciucio comincia a scricchiolare e al primo voto già perde 90 parlamentari». Enrico Zanetti, segretario nazionale di Scelta civica, è preoccupato e lascia intendete che l'accordo a 4 possa traballare sul serio: «182 è un numero un pò altino, dovrebbe far riflettere. Noi agiremo sempre a viso aperto, non faremo certo ostruzionismo alla legge elettorale».Quota 182, insomma, suona come un pericoloso campanello d'allarme per i renziani, alimentato dalle voci sempre più insistenti di possibili 'brutti scherzì dei grillini al Senato, dove i numeri restano molto più ballerini.
Qualcuno, tra i sostenitori della pregiudiziale di incostituzionalità, mette in guardia dal rischio di 'incidentè già alla Camera nelle prossime ore e invita a guardare con attenzione quanto accadrà sull'emendamento relativo alle preferenze. Conti alla mano, alla Camera, almeno sulla carta, secondo i calcoli fatti da vari parlamentari tra i capannelli del Transatlantico, il 'Sì può contare sulla carta su circa 445 voti, mentre il fronte del No potrebbe arrivare al massimo a 50 voti in più degli attuali 182.
IL MATTINO.IT
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ha preso 4 anni e 6 mesi per un tentativo di rapina ma conta di riscattarsi come scrittore. Il suo libro ha un titolo che è tutto dire “Il lestofante”. E' la vita dai due volti di Carmine Panaccio, 41 anni di Guardiagrele (Chieti). Ieri in Tribunale il suo legale, l'avv. Graziano Benedetto, ha fatto di tutto per farlo assolvere evidenziando come nessuno fra i testimoni o abbia riconosciuto con sicurezza il giorno in cui tentò il colpo. Il pm Lucia Campo per lui aveva chiesto quattro anni di reclusione e 2.000 euro di multa. Secondo l'accusa il 3 gennaio di tre anni fa insieme ad un'altra persona, che però è stata assolta in appello, Panaccio sarebbe entrato nel supermercato Tigre di Guardiagrele con il volto coperto da passamontagna e sciarpa e armato di mannaia intimando alla cassiera di consegnare il denaro. Mentre il complice brandiva un coltello da cucina. Ma la rapina fallì per la reazione di un dipendente del supermercato che costrinse alla fuga i malviventi. Il porto della mannaia, che aveva una lama di 20 centimetri, ha fatto anche scattare anche un'ulteriore accusa nei confronti di Panaccio. Il quale, si scopre, ha trovato modo e tempo di scrivere un libro, un e-book : il titolo è "il lestofante". Il libro, come si legge sul sito che lo recensisce: «Racconta la storia di un ragazzo dedito allo spaccio e alla truffa fino al giorno che» con tanto di puntini di sospensione che invitano alla lettura In quelle 116 pagine ha deciso di raccontare un pezzo di vita, non immaginando forse, dopo la sentenza di ieri, di dover aggiungere subito un nuovo capitolo.

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una triste consuetudine di diversi zoo cinesi è quella di dare in pasto animali vivi a feroci felini ospitati nelle strutture. Secondo i veterinari che seguono i predatori, mangiare la preda viva sarebbe più salutare rispetto a quella già abbattuta dall'uomo. In uno zoo del paese il pasto delle tigri è avvenuto davanti ad alcuni visitatori, che hanno così potuto vedere un povero asino gettato in acqua, in mezzo alle belve, dagli addetti dello zoo.



INSERITO DA MICHELE PAPPACODA - Dopo il boom di arrivi del primo week end di giugno che ha messo a dura prova il sistema Capri ed il riaccendersi delle polemiche sulla possibilità di istituire il numero chiuso per rendere l’isola più fruibile e vivibile, il Sindaco Giovanni De Martino ha scritto al sottosegretario del MIBACT (Ministero beni attività culturali e turismo) Ilaria Borletti Buitoni, che nei giorni scorsi si era dichiarata favorevole a provvedimenti straordinari di disciplina dei flussi turistici nei territori di maggiore affluenza come Venezia, le Cinque Terre e Capri.